Dove nascono i dirigenti Avis del futuro: la scuola di formazione con Fondazione Campus

IMG-20171013-WA0009Un percorso iniziato tre anni fa, volto a valorizzare il bene più importante che c’è in qualsiasi settore della società: la formazione dei giovani.

La scuola nazionale di formazione AVIS, giunta alla sua terza edizione, è partita ieri 13 ottobre 2017, nella sede dell’associazione Politeia all’Università Statale di Milano. Prosegue dunque, in assoluta continuità con le scorse annate, un progetto ideato e realizzato da Avis in totale sinergia con la Fondazione Campus di Lucca e con l’azienda farmaceutica Kedrion Biopharma.

Ma qual è l’obiettivo di questa iniziativa, che è divisa in tre moduli previsti entro la fine di questo 2017, nei mesi di ottobre (nei giorni 13 e 14), novembre (nei giorni 17 e 18) e dicembre (nei giorni 15 e 16)?

È formare i dirigenti del futuro attraverso convegni, discussioni e relazioni, e contestualmente preparare i giovani che domani dovranno lavorare nel terzo settore alle sfide del futuro e alla gestione delle piattaforme no profit in tutti i loro aspetti: sul piano del rapporto tra etica e mercato, su come sarà opportuno impostare le relazioni pubbliche e istituzionali, e su come bisognerà rapportarsi alla gestione interna di un’associazione come Avis, che avrà il compito di far dialogare il sistema trasfusionale italiano con quelli europei.

All’edizione in corso parteciperanno 25 dirigenti (14 maschi e 11 femmine) provenienti da tutta Italia e tutti sotto ai 45 anni. Alcuni di loro sono davvero giovani con ben dieci partecipanti che hanno meno di 26 anni.

 

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Per conoscere meglio intenti e obiettivi della scuola di formazione Avis, abbiamo raggiunto telefonicamente molti tra coloro i quali l’hanno voluta fortemente, puntando su un concetto di visione del futuro che passa inevitabilmente dai concetti di esperienza sul campo di chi dirige già nel presente, e di necessità di trasmettere il miglior know-how tra generazioni.

Il neo presidente di Avis Nazionale Alberto Argentoni, in quest’ottica, sottolinea il profondo senso di comunità che dovrà essere alla base del gruppo dirigenziale del futuro. “Sicuramente il lavoro che stiamo facendo con queste nuove leve – spiega – mi conforta molto, e aggiungo che molti di loro sono già inseriti in ruoli importanti nelle loro realtà associative territoriali: tutto questo significa che andiamo verso un rinnovamento importante. Questa opportunità che abbiamo creato in connubio con la fondazione Campus è fondamentale perché le sfide che abbiamo davanti sono molto grandi e complesse, e la competenza è una delle doti chiave che serviranno per affrontarle, nonché uno dei requisiti più importanti per la formazione di chi andrà a gestire l’associazione. L’altra cosa bella è che i giovani vengono da tutta Italia, e così si può osservare un’associazione che rappresenta davvero uno spaccato di tutto il territorio nazionale, fatto di giovani che rappresentano le loro terre, la loro cultura e le loro tradizioni, e le scambiano con gli altri. Il nostro tentativo è quello di creare una vera e propria comunità di persone, e non ho alcun dubbio che ci riusciremo”.

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Piuttosto esplicative anche le parole del professor Salvatore Veca, presidente di Fondazione Campus, che coglie l’importanza di una buona formazione sul piano dell’analisi critica dei contesti in cui un buon dirigente deve operare, giacché anche nell’ambito del no profit e del volontariato l’efficienza è da considerarsi un obiettivo sistematico.  “Sono molto contento – dice – e come presidente della Fondazione Campus posso dire che è una grande soddisfazione essere arrivati al terzo anno della scuola. Siamo partiti al collegio Ghislieri di Pavia nel 2015, poi siamo stati alla Biblioteca Politeia dell’Università Statale di Milano lo scorso anno, e oggi siamo qui, ancora a Milano. Lo scopo è consentire ai giovani che operano in Avis di avere un’esperienza di riflessione nel campo dell’associazionismo, e imparare, come dico spesso, “a fare bene il bene”, cioè ad adottare le logiche organizzative più efficienti per essere utili agli altri.  Alla nostra scuola di formazione non si insegnano dottrine, ma si inducono i partecipanti a individuare i problemi che possono esserci nell’ambito dei settori in cui si opera, per essere in grado di trovare le migliori soluzioni”.

Anche il professor Corrado Del Bò dell’Università di Milano è parte integrante del comitato scientifico della scuola. “Il senso profondo di queste giornate – spiega – credo consista nel fatto che Avis sta investendo pesantemente nel suo futuro, e sta cercando di dare continuità alla propria attività volando alto; non limitandosi alle attività del suo core business, che peraltro svolge egregiamente da parecchi decenni, ma creando nuove generazioni di dirigenti che verso il centenario di Avis abbiano una vera e propria “vision”, e riescano a governare i problemi dentro una realtà sempre più complessa. Sono coinvolto come Fondazione Campus e sono contento, perché qui si favorisce l’apprendimento. Abbiamo tre moduli – prosegue – il primo, in questi giorni, è dedicato al rapporto tra etica, dono e mercato, con la relazione del professor Nicola Pasini (sul significato profondo del concetto di politica n.d.r.), poi c’è la mia relazione intitolata Tra etica e mercato: ci sono cose che i soldi non possono comprare? Sono temi centrali della contemporaneità, non ci limitiamo al discorso sul sangue ma cerchiamo di dare uno sguardo più ampio, pensiamo ai problemi sanitari e più in generale ai problemi del mondo, e la finestra del sangue serve come apripista. Domani – continua Bò –Federico Zuolo dell’Università di Genova parlerà di etica nel no-profit, mentre Riccardo Puglisi dell’Università di Pavia si esprimerà sul problema dello stato che arretra e sul terzo settore. Il secondo modulo a novembre sarà sull’organizzazione del no profit. Analizzeremo le questioni organizzative e le dinamiche del conflitto, e porteremo uno sguardo aziendalista che possa ai ei futuri dirigenti a interiorizzare il concetto espresso dal professor Veca: fare bene il bene. La psicologa Chiara Ghislieri dell’Università di Torino analizzerà invece i problemi di un’organizzazione in cui sia bello lavorare. Infine il terzo modulo a dicembre sarà incentrato su politica e comunicazione: per spiegare il fenomeno delle lobby avremo Maria Cristina Antonucci del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, mentre il formatore Giuseppe Codeluppi si cimenterà sulle dinamiche di costruzione del gruppo. Nell’insieme – conclude Bò – il nostro scopo è creare non una somma di dirigenti, ma un gruppo di dirigenti”.

Ecco qui in basso, in dettaglio, il programma dei tre moduli che completano l’offerta formativa della scuola, in un’edizione davvero molto ricca.

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Modulo 13-14 ottobre
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Modulo 17-18 novembre
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Modulo 15-16 dicembre

 

Il Tar, i dati sul plasma che non arrivano, le raccolte speciali. Che succede nel Sistema sangue

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Siamo a settembre, dopo un’estate contraddistinta da carenze e notizie di attualità di grande interesse, come le ultime vicende del raggruppamento regionale NAIP alle prese con una sentenza del Tar che ha cambiato completamente gli scenari per quel che riguarda la raccolta e la lavorazione del plasma http://www.buonsangue.net/news/plasma-tar-boccia-csl-behring-riammette-kedrion/.

Ma intanto si procede verso il grande rientro dalle vacanze. Per il sistema sangue e la raccolta standard di unità l’inizio di settembre potrebbe coincidere con un progressivo incremento delle donazioni, e con un controllo maggiore delle carenze e delle necessità che ancora, nelle ultime ore, sono presenti e diffuse sul territorio.

Affin ché questo incremento avvenga realmente però, è necessario che tutte gli attori del sistema lavorino al meglio verso la direzione comune dell’autosufficienza ematica, la cui importanza è stata ribadita diverse volte nelle ultime settimane, sia nel caso dell’attentato a Barcellona http://www.buonsangue.net/news/lautosufficienza-ematica-caso-barcellona-carenze-estive/, sia nel caso del recentissimo terremoto a Ischia (anche i terremoti rientrano a tutti gli effetti nella casistica delle maxi-emergenze http://www.buonsangue.net/eventi/dai-terremoti-agli-attentati-terroristici-in-francia-come-si-gestisce-una-maxi-emergenza/), evento per il quale, come leggiamo dal comunicato stampa pubblicato sul sito del Centro Nazionale Sangue, fortunatamente non è scattata alcuna necessità particolare http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-stampa-025.

Sul sito del Centro Nazionale Sangue, tuttavia, ci auguriamo di leggere presto anche i dati relativi alla raccolta plasma degli ultimi mesi, attualmente fermi ad aprile, cioè a ormai quattro mesi fa, http://www.centronazionalesangue.it/pagine/dati-monitoraggio-plasma.

Si tratta di dati dall’assoluto rilievo pubblico, giacché, come sappiamo, proprio frazionando il plasma sul territorio nazionale si producono i farmaci plasmaderivati necessari per la cura di moltissime patologie gravi come l’emofilia. Ci auguriamo inoltre di poter avere presto a disposizione la versione definitiva del portale informativo Plasma Italia, annunciato per i primi di agosto e non ancora licenziato nella sua piena operatività.

Ogni strumento informativo, ogni ulteriore supporto, è infatti assai utile per accrescere la cultura del dono in giorni ancora difficili come questi, in cui carenze e necessità impellenti non mancano.

In Basilicata, infatti, appello congiunto da parte di Avis e Fidas per far fronte a una carenza che perdura e aumentare le scorte ordinarie disponibili http://www.ondanews.it/emergenza-sangue-basilicata-laccorato-appello-ai-donatori-lucani-avis-fidas/.

Ad Avezzano, in Abruzzo, donazione speciale in autoemoteca questa domenica http://www.avezzanoinforma.it/notizia/2017-08-31/7925/sensibilizzare-alla-donazione-del-sangue-gli-appuntamenti-avis-di-inizio-settembre.html.

In Toscana, come si vede in figura 1, il Meteo del Sangue ci informa sulla situazione dei gruppi sanguigni: https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/. Urgenze per il gruppo B+, 0+ e 0-, emergenza per i gruppi A+ e A-.

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In Veneto, oltre al caso del Tar, è importante poi ritornare su un caso di cronaca che su Buonsangue avevamo già trattato, ovvero il lavaggio del sangue attraverso la plasmaferesi per migliaia di adolescenti veneti alle prese con l’inquinamento da PFAS http://www.buonsangue.net/news/inquinamento-pfas-veneto-plasmaferesi/.

Sul Mattino di Padova leggiamo che i lavaggi continuano, con il giusto timore da parte delle moltissime famiglie coinvolte in apprensione per il futuro del proprio territorio e dei tantissimi giovani coinvolti.  http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2017/08/23/news/lavaggio-del-sangue-l-ansia-delle-famiglie-1.15764704.

Infine vi consigliamo di utilizzare i nostri social network nella loro accezione più utile e costruttiva, e consultarli per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, da questo week-end, sabato 2 del mese, e trovare eventi-dono in programma fino a metà settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicini a noi. Come si vede in foto, se ne trovano moltissimi in tutta Italia, a partire dal Lazio fino alla Sicilia o al nord Italia.

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Raccolta e lavorazione del plasma in Veneto e in altre 6 Regioni. Il Tar boccia l’australiana Csl Behring e riammette l’italiana Kedrion

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La notizia è di quelle destinate a fare rumore e arriva nei caldi giorni di questo fine agosto, tra gente che torna dalle vacanze e qualcuno che magari deve ancora andarci. Quindi, in teoria, per molti addetti ai lavori del Sistema sangue italiano potrebbe anche passare inosservata, ma certamente non sarà sfuggita ad alcuni dei principali protagonisti della vicenda. Ci riferiamo, nell’ordine, a: Ministero della Salute, Regione Veneto, le altre Regioni interessate (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta) le Province autonome di Trento e Bolzano e – infine – alle due aziende che si occupano di raccolta e lavorazione del plasma coinvolte in questa vicenda: l’australiana Csl Behring e l’italiana Kedrion.

La notizia è la seguente: il Tar del Veneto ha decretato che Csl Behring non aveva diritto di partecipare alla procedura di affidamento dell’appalto riguardante la raccolta e la trasformazione del plasma prodotto dalle strutture trasfusionali delle Regioni sopra citate. Pertanto, con sentenza pubblicata il 23 agosto 2017, accogliendo il ricorso di Kedrion, “annulla l’aggiudicazione disposta in favore di Csl Behring e dichiara l’inefficacia del contratto stipulato con la Csl Behring, disponendo il subentro della Kedrion nel medesimo contratto”.

Come i lettori di Buonsangue ricorderanno, la vicenda è stata molto dibattuta all’interno del Sistema sangue italiano. E questo per varie ragioni. Intanto perché, si parla di un servizio che investe la solidità e la natura stessa del sistema di raccolta e trasformazione del plasma, ovvero quella capillare rete di produzione che in gran parte si appoggia sul volontariato e sull’incessante, meritorio lavoro delle associazioni dei donatori e delle strutture sparse sul territorio italiano. Altra ragione dell’importanza della vicenda: quando la compagine di Regioni guidata dal Veneto rese noto l’esito della gara, con il passaggio dell’appalto dall’italiana Kedrion (classificatasi seconda) all’australiana Csl Behring, il governatore Luca Zaia proclamò che la sua amministrazione stava finalmente rompendo un monopolio (italiano!) per una soluzione che avrebbe consentito maggiori risparmi ed economie. E a nulla valsero gli interventi e i commenti di molti addetti ai lavori, che da subito, e nei mesi successivi, fecero osservare – dati alla mano – che il risparmio era soprattutto di facciata e che il servizio, complessivamente, rischiava di perdere molto in termini di qualità e affidabilità.

Come spesso accade ai proclami di marca leghista, anche questo nel tempo si è rivelato leggermente sballato. Il Tar del Veneto, nelle motivazioni della sentenza, dice che Csl Behring non aveva i requisiti previsti dal D.M. 12 aprile 2012, che riguardano l’intero ciclo produttivo, ovvero “il ritiro e lo stoccaggio del plasma, i controlli fisici e documentali sul plasma e il trasferimento del plasma nell’impianto interessato”.

Nella sentenza si legge inoltre: “Con la conseguenza che le società e gli impianti, coinvolti nel ciclo produttivo, che non sono compresi nel perimetro autorizzativo del D.M. 5 dicembre 2014, in base all’art. 3 del disciplinare, come già osservato con la sentenza non definitiva, non possono essere inclusi nel progetto generale da presentare in sede di gara. Nella fattispecie, lo stabilimento di Schwalmstadt di proprietà della CSL Plasma GmbH, non è incluso nell’autorizzazione ministeriale ma è inserito nel progetto di gara. Per tale assorbente ragione – chiarisce il Tar del Veneto – la Csl Behring avrebbe dovuto essere esclusa dalla procedura di affidamento in esame”.

Adesso sarà interessante osservare e registrare le reazioni delle parti in causa, ma soprattutto sarà importante capire come il Sistema sangue si riorganizzerà, tenuto conto che in ballo ci sono questioni di non poco conto come l’autosufficienza ematica delle regioni coinvolte e più in generale del Paese, il rapporto con le associazioni di volontariato e dei donatori, oltre alla produzione e fornitura di farmaci fondamentali per le cure di migliaia di pazienti.

Per seguire tutta la vicenda su Buonsangue, ecco alcuni link utili:

Le difficoltà estive incombono sul sistema sangue: eppure mancano dati importanti sul plasma

Festival della Salute a Montecatini, le critiche di Toscano. Tutte le carenze dell’accordo Veneto-Csl Behring

Accordo Veneto-Csl Behring, i dubbi sull’efficacia e la sottovalutazione della comunità emofilica

I dubbi sulle motivazioni del Veneto

La Gara del Veneto sarebbe stata possibile con il nuovo codice unico degli appalti?

Donazione di sangue. Le più belle campagne video dell’estate secondo il principio “prima donare, poi partire”

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Come abbiamo visto per tutti i mesi di giugno e luglio, e anche in queste prime tre settimane d’agosto, sono state davvero moltissime le campagne sul territorio, le donazioni speciali, le attività di raccolta volute e promosse in ogni regione dalle principali associazioni di donatori Italiane, Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Dietro tutto questo lavoro la convinzione comune che diffondere la cultura del dono è qualcosa di molto importante, perché avere la possibilità di poter contare su molti donatori periodici assicura il ricambio generazionale, permette al sistema di essere sempre pronto a ovviare a qualsiasi necessità improvvisa e di potere essere gestito sempre al meglio nel medio e nel lungo periodo, in base a scorte armonizzate e a raccolte su chiamata, in linea con le nuove concezioni del Patient Blood Management.

Le campagne pubblicitarie estive delle istituzioni dell’universo sangue puntano dunque proprio a sensibilizzare il pubblico su questi concetti chiave. Ecco perché abbiamo selezionato le più belle e le più recenti: affinché l’opera di sensibilizzazione e di reclutamento di donatori possa proseguire anche in queste giornate d’agosto, attraverso le pagine di Buonsangue.

La campagna estiva di Avis, per cominciare, è un gioco semplice e divertente che si chiama “L’alfabeto della solidarietà”. Per giocare basta comporre un breve messaggio da condividere sui social al sito https://alfabeto.avis.it/#crea-messaggio e nascerà una bella gif animata.

Per chi invece vuole conoscere 90 anni di Avis in soli 90 secondi, ecco il video preparato per festeggiare questa ricorrenza.

Fidas nazionale ha puntato per l’estate sulla comicità di Toni Bonji, nei panni di un medico trasfusionale.

Dal Centro Nazionale Sangue invece, riprendiamo e vi mostriamo una bella campagna di sensibilizzazione di qualche anno fa, realizzata insieme al Ministero della salute. Claim della campagna è “Dai potere al tuo sangue. Accendi il Redono”. Uno spot interessante essenzialmente per la sua chiave inedita e originale.

Segnaliamo infine la recente campagna dell’Avis Modena, che ha scelto come testimoni d’eccezione a favore della donazione, alcuni campioni dello sport nazionale del passato. Andrea Giani, fuoriclasse della nazionale italiana di pallavolo tre volte campione del mondo e Francesco Moser, ciclista tra i più amati di sempre, vincitore di tre Roubaix e del Giro d’Italia 1984.

Ecco le loro parole sull’importanza di donare.

L’autosufficienza ematica e la sua importanza strategica: il caso-Barcellona e l’attualità delle carenze estive

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Quando insistiamo sull’importanza dell’autosufficienza ematica come asset strategico nazionale per l’intera comunità, ci riferiamo a una gestione della risorsa sangue sul lungo periodo e non solo: la certezza di avere scorte di sangue a disposizione sempre e comunque diventa di fondamentale importanza anche in momenti tragici come quelli vissuti ieri a Barcellona, nell’attentato in cui hanno perso la vita 13 persone.

L’Italia, per fortuna, finora non ha vissuto sul proprio territorio la furia fulminea e brutale degli attentati terroristici, ma emergenze dovute a incidenti o eventi ugualmente tragici si sono avute, e tutto questo significa una sola cosa:  è necessario farsi trovare pronti.

In questo senso le istituzioni del sangue cercano di fare fronte comune a livello continentale, così come abbiamo visto proprio su Buonsangue nei mesi scorsi, con il report sull’ultimo convegno a tema maxi-emergenze svoltosi a Roma lo scorso febbraio, un appuntamento ricco di spunti interessanti impreziosito dalla presenza di un gran numero di operatori internazionali: http://www.buonsangue.net/eventi/dai-terremoti-agli-attentati-terroristici-in-francia-come-si-gestisce-una-maxi-emergenza/.

La necessità di un perfetto e costante coordinamento tra soggetti istituzionali, il ruolo chiave della preparazione preventiva, il ruolo degli ospedali e l’importanza di poter contare su scorte di sangue immediatamente trasportabili, le difficoltà logistiche e la delicatezza di intervenire in un ambiente governato da imprevedibilità e caos emotivo: tutti aspetti ben spiegati e analizzati nel case history dell’attentato al Bataclan, a Parigi, il 13 novembre 2015, da chi l’aveva vissuto sul campo, ovvero Michel Bignand, capo del servizio medico d’urgenza dei pompieri di Parigi, e Sylvain Ausset, capo della Divisione Emergenze dell’Ospedale Militare di Percy http://www.buonsangue.net/mondo/al-convegno-di-roma-su-sistema-sangue-e-maxi-emergenze-spazio-al-confronto-internazionale-il-case-history-dellattentato-al-bataclan/: ecco perché è bene muoversi per tempo.

Intanto, nel nostro Paese, continua la carenza estiva, aggravata dall’enorme traffico autostradale e dal conseguente aumento degli incidenti.

Basta scandagliare gli organi di stampa per trovare, in questo senso, notizie poco incoraggianti: secondo il Quotidiano, soltanto in Puglia gli incidenti sono aumentati nel periodo estivo del 25% http://www.quotidianodipuglia.it/regione/incidenti_aumento_del_25_nove_morti_in_72_ore-2620241.html, mentre sul Sole24Ore è possibile leggere il report annuo dei primi 9 mesi del 2017, con l’aumento d’incidenti dovuto ad alcool e utilizzo del cellulare. Tutte unità di sangue aggiuntive da tenere nelle scorte.

In quanto alle necessità delle ultime ore, arrivano notizie da Campobasso, in Molise, http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=25735, dove le sale operatorie sono chiuse per carenze di scorte, notizia confermata anche da altri organi di stampa locali come http://www.primopianomolise.it/attualita/57155/carenza-sangue-al-cardarelli-interventi-ridotti/.

Anche a Imperia, in Liguria, appello per richiamare all’azione nuovi donatori http://www.lastampa.it/2017/08/17/edizioni/imperia/manca-sangue-lappello-dellasl-di-imperia-a-caccia-di-donatori-kSSZBkB9b11bdvyQ9nU8KN/pagina.html.

In Lombardia, l’Avis di Bergamo lancia un concorso per creativi che si chiama “Il cuore d’oro 2.0” per diffondere l’importanza del dono e dell’autosufficienza ematica, https://www.valseriananews.it/2017/08/17/limportanza-della-donazione-avis-bergamo-lancia-concorso-cuore-doro-2-0/ mentre in Veneto tutti i donatori che si recheranno al Centro Trasfusionale di Borgo Trento, avranno la possibilità di lasciare gratuitamente i figli al baby parking.http://www.veronaoggi.it/infocitta/7710-polo-confortini-verona-baby-parking-per-tutti-i-donatori-di-sangue.html

Infine vi consigliamo di utilizzare i nostri social network nella loro accezione più costruttiva, e consultarli per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni al fine di perseguire l’autosufficienza ematica, dal week-end pronto a iniziare domani, venerdì di 18 agosto, e trovare eventi-dono in programma fino a metà settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicina a noi. Come si vede in foto, se ne trovano moltissimi in tutta Italia.

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Nei paesi ricchi con la raccolta gratuita si dona di più. Una ricerca dell’Economist

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Con la carenza delle ultime settimane il tema del sangue, spesso trascurato durante l’anno e quando c’è bisogno di fare cultura del dono e informare sull’importanza dell’autosufficienza ematica nazionale, è ritornato in auge sui giornali di più larga diffusione, come Repubblica, Il Corriere della Sera (ne abbiamo ampiamente parlato qui http://www.buonsangue.net/news/forti-carenze-generalizzate-giugno-luglio/) e il Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/31/emergenza-sangue-centro-nazionale-del-ministero-carenze-in-tutta-italia-da-2-mesi-a-rischio-interventi-e-terapie/3766646/.

Specialmente quest’ultimo caso è degno di nota, perché sul Blog della Fidas https://fidasblooddonors.wordpress.com/2017/08/01/ancora-con-il-sangue-a-pagamento/ Cristiano Lena, responsabile Comunicazione FIDAS Nazionale da noi intervistato il 16 marzo scorso http://www.buonsangue.net/interviste/cristiano-lena-responsabile-comunicazione-fidas-dono-unazione-sociale-bisogna-puntare-sullaltruismo/, è intervenuto per chiarire e spiegare con esattezza alcune dinamiche del sistema trasfusionale ampiamente fraintese, per usare un eufemismo, dai molti utenti-commentatori del Fatto.

In particolare, non pochi utenti hanno chiamato in causa la donazione a pagamento come panacea per limitare le carenze, una lettura molto superficiale che dipende da una mancata conoscenza delle dinamiche di sistema.

Come spesso abbiamo scritto, esistono infatti motivazioni filosofiche e culturali che rendono la donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima, gratuita, consapevole, e soprattutto associata assolutamente preferibile, motivazioni che vanno dall’importanza di tenere delle oasi di vita collettiva lontane dai criteri della mercificazione, alle molte ricadute positive in fatto di cultura di comunità o sul piano individuale, in termini di integrazione e autostima del donatore. Per non parlare dei discorsi sulla sicurezza e sulle pratiche di raccolta discutibili in voga nei paesi come gli USA, in cui sangue e plasma si raccolgono a pagamento, e che son ben raccontate nel documentario Le Business du sang di cui abbiamo parlato qualche mese fa http://www.buonsangue.net/interviste/raccolta-negli-usa-octapharma-sangue-lopinione-gianfranco-massaro/.

Ma se il peso specifico di tali principi non dovesse bastare, c’è anche un recentissimo studio dell’Economist https://www.economist.com/blogs/graphicdetail/2017/06/daily-chart-9 tra i più prestigiosi giornali mondiali in fatto di analisi degli scenari socioeconomici globali, a testimoniare come la donazione di sangue funzioni molto meglio nei paesi in cui si pratica gratuitamente

Questo grafico mostra la sperequazione nella raccolta sangue tra i paesi Europei e gli altri continenti:

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Come si può notare la componente del reddito è determinate, esiste un rapporto preciso tra il reddito pro-capite (GDP sull’asse delle ascisse orizzontale) e quantità di sangue donato (sull’asse delle ordinate), fatta eccezione per i paesi ricchi dell’Asia in cui la donazione è bassissima.

Perentorio il finale della ricerca dell’Economist: “In places where the practice is unpopular, most of the blood supply is usually from paid donors or relatives of those who need transfusions. By contrast, most of the countries with the highest blood donation rates are among those where all givers do so for free”. Cosa significa? Che dove il dono è impopolare, si pratica la raccolta a pagamento. Dove esiste cultura e senso di civiltà, si raccoglie molto di più in modo gratuito e volontario, perché il sangue che oggi doniamo un giorno potrebbe servire a noi o a chi amiamo.

Forti carenze generalizzate a giugno e luglio. I dati del CNS e i titoli a effetto dei media italiani

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Quando c’è da sottolineare l’assenza di sangue, i media e i grandi giornali italiani non falliscono mai. Il titolo a effetto è un piatto sempre ricercato nel menu dell’informazione quotidiana.

Negli ultimi giorni, sia la Repubblica, con un pezzo a firma di Michele Bocci pubblicato il 31 luglio http://www.repubblica.it/salute/medicina/2017/07/31/news/mancano_mille_sacche_di_sangue_al_giorno_a_rischio_interventi_e_terapie-172044962/, sia il Corriere della Sera, sempre lunedì 31 con un articolo della redazione salute http://www.corriere.it/salute/17_luglio_31/carenza-sangue-scorte-picco-servono-donazioni-tutte-regioni-bc7ea002-75e6-11e7-bcc9-f72f41c1edd8.shtml, hanno sostanzialmente ripreso un comunicato del Centro Nazionale Sangue in cui emergono le forti carenze di sangue registrate negli ultimi due mesi, giugno e luglio, nella maggior parte delle regioni italiane.

Tutto giusto, senza dubbio.

Informare sulle carenze è un servizio di assoluta importanza che anche noi di Buonsangue facciamo regolarmente, di settimana in settimana, provando a segnalare anche tutte le raccolte speciali sul territorio e le campagne che possono essere utili a diffondere la cultura del dono per ovviare, o quantomeno provare a ridurre, le carenze strutturali della raccolta che d’estate emergono sempre con più forza.

Dai grandi giornali nazionali, e dalla televisione, tuttavia, sarebbe lecito aspettarsi un approccio all’argomento sangue un po’ diverso, non solo strettamente legato alle contingenze e alla casistica offerta dall’attualità.

Servirebbe piuttosto un intervento più a largo raggio, di visione, con la costanza di parlare del tema sangue più di frequente, magari ogni settimana, pensando alla condivisione agevolata delle campagne pubblicitarie, per aiutare la cultura del dono a imporsi nel lungo periodo come un patrimonio collettivo che fa parte del dibattito pubblico. Evitando di affidare, dunque, questo compito difficile esclusivamente alle associazioni di volontari, che non sempre posseggono strumenti di diffusione adeguati.

Vedremo se accadrà in futuro, le occasioni di confronto su questo aspetto non mancheranno. Ma intanto, tornando ai dati degli ultimi due mesi pubblicati dal Centro nazionale sangue emerge che è necessario aumentare la raccolta nelle prossime settimane per evitare che la rete trasfusionale italiana rischi di non essere in grado di assicurare i livelli di assistenza essenziali in fatto di medicina trasfusionale.

Solo qualche giorno fa abbiamo pubblicato i dati sugli obiettivi del programma di autosufficienza ematica 2017 http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/programma-autosufficienza-2017-gli-obiettivi/, con le proiezioni di raccolta in cui il calo storico del periodo estivo a giugno e luglio è certamente compreso, a causa delle ferie e delle strade affollate che aumentano le percentuali di incidenti.

Tuttavia è bene lavorare molto affinché le aspettative del programma di autosufficienza vengano rispettate, giacché oggi, I dati sistema SISTRA, parlano di carenze vicine anche alle 1000 unità al giorno (record il 4 luglio con richieste inserite per 1130 unità). Come i lettori di Buonsangue sanno bene, le maggiori difficoltà riguardano il centro-sud: Lazio, Abruzzo e Basilicata sono le regioni con maggiori necessità, insieme a Sicilia e Sardegna che storicamente presentano un numero mediamente maggiore di pazienti talassemici.

Tutti a donare dunque. Buonsangue come sempre provvederà nei prossimi giorni a raccontare l’Italia che dona, con le carenze più attuali e le donazioni speciali. Insistendo sul nostro monito che è sempre lo stesso, specie in vista della pausa d’agosto e del solleone: prima donare, poi partire.

Programma di autosufficienza 2017: gli obiettivi

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Obiettivi precisi, ambiziosi e fissati in base all’idea di appropriatezza e agli standard di Patient Blood Management. Ecco il quadro che emerge analizzando il Programma di autosufficienza ematica 2017 approvato dal Centro Nazionale Sangue (CNS) in accordo con le Strutture Regionali di Coordinamento (SRC) e con le associazioni di donatori AVIS, FIDAS, FRATRES e Croce Rossa.

I prodotti driving

Individuati i prodotti driving, cioè quelli considerati più importanti per raggiungere l’autosufficienza nazionale, ovvero 1) globuli rossi (GR), 2) emocomponenti a maggiore utilizzo clinico, 3) plasma destinato al frazionamento industriale. Vediamo quindi quali saranno gli obiettivi di produzione e di controllo della domanda per il 2017.

1) Globuli rossi (GR)

Per i globuli rossi, il programma per il 2017 prevede un incremento della raccolta su scala nazionale del +1,8%, a fronte di una leggera diminuzione del consumo, come si vede in infografica 1:

Produzione e consumo unità di GR in Italia (Rapporto 2016 vs 2017)

Infogr 28

2) Emocomponenti a maggiore utilizzo clinico

Per ciò che riguarda gli emocomponenti a maggior utilizzo clinico, ovvero albumina, antitrombina e immunoglobuline polivalenti, gli obiettivi 2017 sono individuati in base al Programma Nazionale Plasma (PNP) 2016-2020, secondo criteri di appropriatezza, parametri che indicano gli obiettivi di controllo della domanda su scala nazionale che troviamo nell’infografica 2. Le riduzioni di domanda di albumina e antitrombina coincidono con riduzioni su basi regionali in luoghi come Campania o Sardegna, dove si è registrato finora un utilizzo eccessivo. Piccolo aumento di domanda previsto invece per le immunoglobuline.

Domanda di emocomponenti a maggiore utilizzo clinico identificata come obiettivi per il 2017

infograf28(2)

3) Plasma destinato al frazionamento industriale

Infine, ecco il dato sulla quantità totale di plasma fresco destinato al frazionamento industriale nel 2017, che, come vediamo in infografica 3, è leggermente in crescita rispetto al 2016:

Plasma da conferire al frazionamento industriale in kg (rapporto 2016 vs 2017)

Infog 28 (3)

Come riuscirci? Attraverso 6 principi generali di appropriatezza qui sotto elencati:

1) Riduzione sensibile degli sprechi per iperdatazione o per cause tecniche

2) Aumento del numero di procedure via aferesi regione per regione

3) Sviluppo di modelli organizzativi incentrati sulla concentrazione delle attività trasfusionali

4) Accrescimento della collaborazione tra istituzioni e associazioni di donatori

5) Promozione dell’aferesi attraverso le associazioni

6) Creazione di nuovi progetti congiunti tra le tre gambe del sistema trasfusionale volti a spingere nuovi donatori alla plasmaferesi

 

Il West Nile virus preoccupa al nord: le carenze e le raccolte speciali del week-end

trasfusione

Come evolve la situazione in Italia, regione per regione, per quel che riguarda la raccolta del sangue?

Ogni settimana su Buonsangue cerchiamo di raccogliere la maggior parte degli appelli al dono, delle notizie sulle carenze e sulle raccolte speciali organizzate da associazioni e strutture trasfusionali.

Ecco allora la situazione delle ultimissime ore in questo week-end.

Qualche preoccupazione extra al nord, tra Veneto ed Emilia Romagna, dovuta al fatto che qualche giorno fa a Novellara, il virus West Nile trasmesso dalla zanzare è stato riscontrato per la prima volta su un animale, per l’esattezza una gazza morta a Novellara, nei pressi di Reggio Emilia http://www.reggionline.com/novellara-primo-caso-west-nile-un-animale-nel-2017-video/, una situazione che ha dato il via a disinfestazione straordinarie http://www.modenatoday.it/cronaca/disinfestazione-west-nile-carpi-luglio-2017.html.

Prontamente, ecco la situazione West Nile fotografata dal Centro Nazionale Sangue: sospensione di 28 giorni per tutti coloro che, anche solo per una notte, abbiano soggiornato nelle province di Reggio Emilia, Ravenna, Modena, Venezia, Rovigo, Brescia e Cremona.

west nile

In Lombardia, zanzara permettendo, parte invece la campagna #doniamoepartiamo che pone le Avis delle località brianzole in prima fila per far fronte a ogni bisogno, con un calendario idi aperture speciali per raccogliere le sacche necessarie consultabile a questo link:

http://www.casateonline.it/articolo.php?idd=104453&origine=1&t=Emergenza+sangue+estiva%2C+AVIS+e+la+Brianza+in+prima+fila.

A San Bartolomeo al Mare, in Liguria, provincia di Imperia, week-end danzante per promuovere la donazione organizzata dalla Fidas locale http://www.sanremonews.it/2017/07/21/leggi-notizia/argomenti/eventi-1/articolo/san-bartolomeo-al-mare-donatori-di-sangue-tre-serate-danzanti-in-memoria-di-antonio-bracco.html

In Toscana, un appello al dono arriva da Pisa http://www.pisatoday.it/cronaca/calo-scorte-sangue-ospedale-pisa-appello-donazione-estate-2017.html, mentre secondo il Meteo del sangue tranne i gruppi AB+ e AB-, tutti gli altri necessitano di integrazioni e raccolte:

https web2.e.toscana.it crs meteo (3)

In Lazio l’appello più recente è quello che viene da Latina, dove l’Avis locale ricorda a tutti i cittadini che prima di partire per le vacanze sarebbe opportuno dedicarsi alla donazione visto l’aumento di necessità di sacche dovuto al traffico di turisti verso le località di mare con i relativi possibili incidenti http://www.latinatoday.it/cronaca/donazione-sangue-estate-appello-avis-latina.html.

Il Messaggero invece riporta un caso inatteso a Rieti, dove la ASL locale avrebbe organizzato una raccolta speciale per tutta la giornata di sabato 29 luglio senza tuttavia invitare l’Avis di zona http://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_asl_donazione_sangue_avis-2573739.html, probabilmente per qualche disguido organizzativo.

Bella iniziativa in Puglia, a Bari, dove la festa dell’integrazione sarà occasione per una raccolta sangue speciale organizzata dalla Fidas http://www.ilikepuglia.it/notizie/cultura-e-spettacoli/bari/21/07/2017/bari-lunedi-in-programma-la-festa-dellintegrazione-musica-balli-e-canti-in-piazza-risorgimento.html

In Sicilia, raccolte speciali in provincia di Agrigento a Grotte e a Palma di Montichiaro domenica 23 luglio http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/donazione-sangue-grotte-palma-di-montechiaro.html dalle 8 alle 12.15, mentre da ricordare il save the date dell’Avis di Villabate, con la raccolta speciale del 29 luglio

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Le difficoltà estive incombono sul sistema sangue: eppure mancano dati importanti sul plasma

SaccheSangue

Il periodo estivo che incombe, la solita minaccia per la raccolta sangue, i tanti appelli che arrivano dalle istituzioni e dalle associazioni di donatori per invogliare gli italiani a donare, come l’ultimo di Avis nazionale arrivato soltanto qualche giorno fa: https://www.avis.it/2017/07/13/carenza-estiva-sangue-programmate-le-vostre-donazioni/.

Eppure, in un momento così delicato per il sistema trasfusionale italiano, in cui le carenze in molte regioni come Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Abruzzo, Liguria, Campania, Lazio e la stessa Toscana http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/raccolta-momento-critico/, a rendere più difficile il quadro generale subentra anche qualche problema sul monitoraggio della raccolta del plasma e sulla pubblicazione delle informazioni.

Se andiamo sul sito del Centro Nazionale Sangue infatti, nella sezione che ospita i dati sul monitoraggio plasma relativi agli invii per la lavorazione farmaceutica, li troveremo fermi al primo trimestre del 2017, ovvero al periodo che copre i mesi di gennaio, febbraio e marzo.  E siamo già al 20 luglio.

Sono già diversi giorni che noi di Buonsangue proviamo a consultare i dati del secondo trimestre, ovvero aprile, maggio e giugno, ma senza successo. Li abbiamo chiesti al Centro Nazionale Sangue più volte senza ricevere risposta, ma anche gli altri operatori del sistema trasfusionale, come associazioni e centri di coordinamento regionale non li posseggono ancora.

Com’è possibile in un momento così delicato sul piano della raccolta e del bisogno di programmazione a medio raggio, l’assenza di dati di certificato interesse pubblico?

Perché se i dati sul bisogno di unità di sangue e di emocomponenti sono monitorati ogni giorno attraverso il sistema SISTRA, o servizi di assoluto valore e affidabilità come il Meteo del Sangue in Toscana https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/ consentendo risposte immediate, è altrettanto vero che anche dati più a medio raggio come quelli che riguardano la raccolta del plasma destinato al frazionamento, è di assoluta importanza che siano costantemente aggiornati, giacché dalla regolarità del processo di lavorazione industriale dipende l’approvvigionamento dei medicinali plasmaderivati importantissimi per la salute di molti.

E allora, cosa può essere successo?

Perché il ritardo su questo monitoraggio trimestrale che con agosto alle porte rischia di essere disponibile solo a settembre inoltrato? Il dubbio forte, e legittimo, è che i dati aggregati manchino ancora a causa delle disfunzioni organizzative legate all’entrata in vigore problematica, a maggio, della nuova convenzione NAIP nel raggruppamento regionale guidato dal Veneto.

Ne avevamo parlato diffusamente qui http://www.buonsangue.net/news/frazionamento-del-plasma-liguria-grave-stallo-nel-passaggio-consegne-momenti-chiave-determinato-situazione-critica/, e ancora qui http://www.buonsangue.net/news/conto-lavoro-del-plasma-liguria-lo-stallo-servono-risposte/ e infine qui http://www.buonsangue.net/plasma/paolo-strada-primo-ritiro-csl-behring/ spiegando come alcuni problemi organizzativi legati all’entrata in vigore degli standard GMP*, avessero provocato un certo ritardo nella raccolta in molte delle regioni comprese nel raggruppamento NAIP formato da Veneto  Liguria, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta, e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

Non vorremmo che i ritardi di raccolta e monitoraggio inevitabili in queste regioni impediscano di poter disporre per troppo tempo del monitoraggio del secondo trimestre 2017.

Sarebbe un danno ingente per il sistema trasfusionale e l’intera comunità. Una questione delicata, su cui ci aspettiamo presto dei chiarimenti da parte delle istituzioni responsabili.

*GMP è un acronimo che indica le Good Manufacturing Practices o Norme di Buona Fabbricazione. Le GMP sono costituite da un insieme di regole che descrivono i metodi, le attrezzature, i mezzi e la gestione delle produzioni per assicurarne gli standard di qualità appropriati.