Tra fine dicembre e fine gennaio il picco influenzale nel nostro paese, ma i donatori di sangue sono al sicuro grazie al vaccino gratuito per chi dona

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Il momento del picco influenzale per la stagione invernale 2019 – 20 si avvicina. I giornali principali già informano sul grande numero degli italiani che si prevede saranno colpiti, che oggi si aggira sul milione ed è destinato a crescere nelle prossime settimane, fino al picco massimo atteso per fine gennaio.

Per definire alcune regole utili al fine di accrescere la prevenzione, il ministero della Salute ha lanciato sul suo portale un video e una sezione aggiornata, con le domande più frequenti sull’influenza. Quali sono le tre principali raccomandazioni per proteggere se stessi e gli altri dall’influenza e dalle sue conseguenze? Fare il vaccino, non prendere antibiotici e lavare bene le mani.

Chi legge Buonsangue sa bene come negli anni passati il picco influenzale creasse non pochi problemi alla raccolta sangue durante l’inverno, generando spesso lunghi intermezzi di carenze generalizzate in molte regioni. Poi, dallo scorso anno, grazie al lavoro congiunto delle associazioni di donatori, del Centro nazionale sangue e del Ministero della Salute, è arrivato una grande innovazione, ovvero il vaccino gratuito per tutti i donatori di sangue.

Un scelta matura, utilissima e di grande importanza, come dimostra il bilancio della prima annata in cui il vaccino gratuito per donatori ha funzionato, e che su Buonsangue pubblicammo lo scorso 29 marzo, riprendendo le valutazioni del direttore del Cns Giancarlo Liumbruno. A fronte di un’epidemia influenzale per numeri paragonabile a quella del 2017, infatti, nel 2018 il vaccino gratuito per donatori ha aiutato moltissimo la raccolta. Se nel 2017, infatti, le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto le mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nel primo anno con la nuova regola non si è mai scesi sotto le cinquemila unità.

Quest’anno, gli effetti positivi del 2018 dovrebbero dunque ripetersi, grazie alla doppia “influenza” positiva (mai come in questo caso è opportuno il gioco di significati) che il vaccino gratuito ha sul sistema dei donatori.

Da un lato serve a salvaguardare i quasi 2 milioni di donatori periodici proteggendoli dai malanni di stagione, dall’altro il surplus di motivazioni spinge a diventare donatore per chi non lo è già, con un piccolo dono che fa subito bene due volte, e poi moltiplica i suoi effetti all’infinito.

Come evitare carenze durante le epidemie influenzali. La proposta del Cns: offrire il vaccino ai donatori

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Il tema del plasma, inteso come raccolta e invio al frazionamento industriale per ottenere poi i farmaci plasmaderivati in grado di curare patologie gravi come l’emofilia, è sicuramente tra i più importanti in assoluto e per Buonsangue è un argomento costantemente in evidenza.

Ecco perché nelle ultime settimane abbiamo chiesto più volte al Centro nazionale sangue di essere puntuale ed efficiente sulla pubblicazioni dei dati di raccolta regione per regione e sui dati di invio alle industrie farmaceutiche, ed ecco perché cerchiamo di informare il più dettagliatamente possibile i nostri lettori su tutte le vicende legate alle gare pubbliche dei vari raggruppamenti regionali.

Oggi 20 gennaio, a Verona, va in scena il convegno dal titolo “IL MODELLO ITALIANO DELLA DONAZIONE DI SANGUE, AUTOSUFFICIENZA ED ETICA SEMINARIO SUL CONTO LAVORAZIONE DEL PLASMA IN ITALIA ALLA LUCE DEI NUOVI ACCORDI INTERREGIONALI PLASMA”, un confronto di assoluta importanza per fare il punto sul modello italiano, un modello seguito e apprezzato in tutto il mondo, e capire a che punto siamo a livello di sistema in termini di raggiungimento dell’autosufficienza nazionale attraverso il rispetto dei principi etici.

Noi di Buonsangue ci siamo, e come sempre vi proporremo nei prossimi giorni un report completo del convegno.

Questo, intanto, il programma della giornata di lavori:

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Intanto il Centro nazionale sangue comunica i numeri relativi alle carenze della scorsa settimana, quella più complicata. Sono mancate circa 1300 sacche, creando problemi a molti ospedali costretti a rimandare gli interventi non urgenti.

Sulla bacheca Sistra – ha scritto il Cns nel suo comunicato di ieri 19 gennaio – su cui le Regioni formulano le richieste, sono state segnalate carenze tutti i giorni, con il picco il 13 quando sono state richieste 1315 sacche da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte. Già il 12 le richieste erano sopra le mille unità, e il 14 sono leggermente scese a 1197.

“Le carenze all’inizio dell’anno, che seguono le eccedenze di raccolta subito prima di Natale, non sono una novità – afferma Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns -. Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo offrire la vaccinazione anche ai donatori, come già avviene ad esempio in Emilia Romagna, potrebbe contribuire a mitigare il problema”.

Ma come evolve la situazione?

Questa settimana, sempre secondo la bacheca, si è partiti con 922 sacche richieste lunedì che sono andate diminuendo fino alle 275 di ieri. “Al momento il lieve calo del numero dei casi che si è avuto la scorsa settimana ci fa sperare che il picco sia stato raggiunto, ma è presto per trarre conclusioni – sottolinea Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità -. L’entità dell’epidemia è ogni anno imprevedibile, e il vaccino è l’unico strumento di cui disponiamo per la prevenzione”.

Ed ecco, allora, la notizia: offrire il vaccino ai donatori seguendo le politiche già in atto in Emilia Romagna (come in foto d’apertura) potrebbe essere una misura utile a non ritrovarsi di nuovo nell’identica situazione il prossimo anno. Un’idea che ha registrato immediatamente il consenso di Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas e coordinatore Civis:

 “Offrire l’opportunità della vaccinazione al milione e 800mila donatori periodici e associati del sangue – afferma Aldo Ozino Caligaris, Coordinatore pro tempore CIVIS – significa, come già accaduto nel 2009 in occasione della pandemia influenzale da virus A/H1N1, poter meglio garantire la continuità della disponibilità delle donazioni, sulla base di una necessaria e puntuale programmazione, considerando che i donatori di sangue sono a tutti gli effetti operatori del SSN.

Ecco un proposito che ci auguriamo diventi presto realtà.