Le parole del ministro Grillo sul sistema sangue: l’autosufficienza come obiettivo primario

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In una fase in cui le carenze di sangue endemiche ai mesi più caldi dell’anno si stanno facendo sentire, arriva anche l’intervento sul sistema sangue del ministro della Salute Giulia Grillo.

Parole volte a sottolineare le caratteristiche principali del sistema italiano, con il riflettore sulla programmazione interregionale e gli scambi tra regioni come strumento efficace per rispondere alle criticità possibili in ogni momento dell’anno. Il ministro Grillo si è espresso in occasione della Conferenza stato-regioni, in cui si è discusso del Programma annuale per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per l’anno 2019, documento programmatico di grande importanza in quanto necessario a stabilire le linee di indirizzo per il monitoraggio dell’autosufficienza, per il perseguimento dei valori di qualità e sicurezza nelle trasfusioni, per l’ottimizzazione delle risorse nel nome dell’appropriatezza e della sostenibilità del sistema, e infine, per gestire al meglio la compensazione interregionale.

Il documento è disponibile nella sua interezza cliccando qui, ma ciò che è importante sapere è che il fabbisogno nazionale è attualmente assicurato dalla raccolta, che la compensazione tra regioni funziona bene, e che le regioni storicamente forti come il Piemonte, la Lombardia e il Veneto riescono a compensare i bisogni di regioni più sofferenti come Lazio e Sardegna, e che molte regioni del sud, come Campania, Basilicata e Sicilia devono crescere ancora moto. Da migliorare invece, e con assoluta priorità, i numeri del personale attivo nei centri trasfusionali, in calo del 4%.

Proprio il buon funzionamento della compensazione regionale è stato oggetto delle parole della Grillo, che ha sottolineato il fondamentale ruolo gestionale del Cns: “Il nostro sistema sangue, grazie al prezioso lavoro del Centro Nazionale Sangue (CNS), è un’eccellenza di cui dobbiamo andare fieri e che dobbiamo tutelare: grazie alla programmazione che ogni anno viene concordata con tutti gli attori del sistema è possibile infatti evitare le carenze tipiche di alcuni periodi e dare continuità al servizio in tutte le Regioni” – ha detto il ministro ­- che poi si è dedicato ad analizzare il delicato momento che il sistema vive in questi giorni caldi: “D’estate il bisogno di sangue non va in ferie e magari prima di partire, ricordiamoci di andare a donare.”

Spazio anche a una delle misure più apprezzate della scorsa stagione e voluta fortemente da Cns e associazioni, ovvero la vaccinazione antinfluenzale gratuita per i donatori, con la quale “siamo già riusciti a migliorare la disponibilità nel corso dell’anno. Il prossimo obiettivo è quello di incrementare il numero di giovani donatori, che possano rimpiazzare chi, avendo superato i 65 anni di età, non può più donare il sangue”. 

Da parte nostra non possiamo che apprezzare la comunione d’intenti tra le tre gambe del sistema trasfusionale, ma ancora di più ci preme che la collaborazione e l’allineamento tra il governo e chi deve gestire il corretto funzionamento del sistema, vada ben oltre le manifestazione mediatiche, e punti davvero ad affrontare le sfide del futuro, che sono tante. Dalla cooptazione dei giovani alla necessità di campagne strutturate e condivise, fino alla condivisione senza appello dei valori fondativi del dono e al dispiegamento delle giuste risorse. Con l’autosufficienza come obiettivo strategico e primario, a protezione dei pazienti.