La formazione a distanza di Avis: inizia la sperimentazione su una risorsa che si rivelerà importantissima

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In un tempo in cui la tecnologia consente facilitazioni incredibili nello scambio di informazioni, e una rapidità senza precedenti sul piano della comunicazione a distanza in tuti i sensi (basti pensare al drone di AbZero), è assolutamente fondamentale sfruttare questi vantaggi anche nel settore del volontariato e del bene comune. Ecco perché Avis, l’associazione di donatori di sangue volontari numericamente più grande d’Italia con più di 1 milione e 300 mila soci iscritti, ha organizzato una proposta di formazione a distanza davvero interessante sulle linee guida per volontari.

La fase sperimentale dell’iniziativa è partita in questi giorni in quattro Regioni (Liguria, Lombardia – Bergamo, Monza e Brianza e Mantova – Marche e Sicilia), che coprono a macchie tutto il territorio nazionale da nord a sud, ma le linee guida per volontari sono state presentate ufficialmente nel 2017, durante l’Assemblea Generale di Milano, e si propongono di offrire ai volontari che si cimenteranno nella formazione on-line diverse indicazioni essenziali “per poter svolgere al meglio le attività associative connesse all’accoglienza dei donatori, alla loro chiamata e alla promozione dei valori del dono”. Un range di attività che risultano decisive per la buona riuscita di ogni attività di volontariato finalizzata alla raccolta sangue.

Come saranno organizzati i corsi? Il programma è stato creato da Avis in collaborazione con l’ente di formazione Forma Mentis, e consiste in un percorso online “suddiviso in quattro moduli che accompagnano i partecipanti alla scoperta del percorso donazionale (moduli accoglienza e chiamata/convocazione) e delle strategie di comunicazione (moduli competenze trasversali e promozione) più efficaci per far sentire a proprio agio i donatori (e gli aspiranti), per comprendere e rispondere alle loro esigenze e per gestire in modo professionale eventuali situazioni di criticità”.

Il principio alla base dell’iniziativa è la formazione continua: sia per i giovani sia per i volontari più anziani il mondo in continua evoluzione è sicuramente uno scenario da comprendere e analizzare mettendosi sempre in discussione, nel modo più semplice ed efficace dal punto di vista organizzativo, come leggiamo nella pagina del sito Avis dedicata alla FAD:

“La formazione che AVIS mette a disposizione dei volontari e delle strutture sul territorio è accessibile tramite una piattaforma online, che potete visualizzare con qualsiasi browser da PC e da tablet. La piattaforma traccia l’attività svolta da ciascun studente mentre segue il percorso formativo composto da quattro corsi, sviluppati dalla Linee guida AVIS Nazionale relativi a temi centrali dell’attività associativa: Competenze trasversali, Promozione, Accoglienza, Chiamata. Gli utenti iscritti al corso riceveranno un nome utente e una password con cui potranno accedere via Internet, 24 ore su 24, sette giorni su sette: la formazione online infatti, a differenza di un corso tradizionale, può essere seguita comodamente da casa propria, adattandola ai propri tempi e ritmi di vita. Alcuni di questi moduli presentano delle informazioni, altri propongono dei giochi interattivi e dei quiz, altri ancora chiedono di raccontare la vostra esperienza e di riflettere su cosa ne pensate delle situazioni che vi verranno proposte”.

L’obiettivo finale della sperimentazione ci sembra quello di creare, nel tempo, una risorsa sempre attiva su tutto il territorio (man mano che dalla sperimentazione si passerà alla struttura definitiva) in grado di assicurare un ricambio e un grado di collaborazione tra volontari impegnati nelle sedi associative di alta qualità ed efficienza, abbattendo le spese di spostamento e i problemi logistici che prima della FAD rendevano la formazione un’attività più saltuaria, grazie a una struttura agile e “a lezioni caratterizzate da un stile immediato, semplice, leggero e coinvolgente – sono disponibili su una piattaforma online accessibile da PC, notebook o tablet”.  In un’era di lavoro precario, stile di vita frenetico e ritmi altissimi specie nelle grandi città, un servizio in grado di andare incontro alle necessità dei volontari.

Per chiunque desiderasse maggiori informazioni, ecco l’indirizzo mail a cui rivolgersi:

lineeguida_formazione@avis.it

Scriviamo in molti: non c’è forma di arricchimento che non crei nuova linfa e nuove energie per il futuro.

La consulta giovani Avis a Pistoia e l’indagine sul campo lunga un anno intero all’Avis provinciale di Bergamo

Avis Provinciale Bergamo | Gruppo Giovani
Il forum Avis a Bergamo

Dalle parole ai fatti. Vi è una forte consapevolezza, nelle associazioni di donatori di sangue, che il mantenimento del proprio ruolo centrale all’interno del sistema, negli anni futuri passerà per la capacità di coltivare un movimento giovanile di alto profilo e di ottime competenze. Anche perché i giovani di valore sono tantissimi – noi di Buonsangue ne abbiamo conosciuto molti in ogni parte d’Italia – e si danno molto da fare.

In questo ottobre, per esempio, i giovani di Avis si stanno distinguendo per impegno e qualità delle iniziative. Abbiamo già parlato di Plasm-on che si terrà a Piacenza nei prossimi 20 e 21 ottobre, forum fortemente voluto dai giovani avisini emiliani per sostenere e diffondere la crescita della raccolta plasma, ma è solo l’inizio:

A Piacenza andrà in scena Plasm-On, con i giovani Avis impegnati a promuovere la donazione di plasma

Proprio in questo fine settimana, infatti, a Pistoia è andata in scena la Consulta Nazionale Avis Giovani, con 50 rappresentanti associativi provenienti da tutta Italia che saranno impegnati, come da prassi, in dibattiti e convegni su aspetti importanti del lavoro associativo. In particolare, il focus di questa consulta nazionale saranno le maxi-emergenze, un tema su cui noi di Buonsangue abbiamo parlato spesso, sottolineandone la delicatezza.

Piano strategico nazionale del sangue per le maxi emergenze

Avere personale pronto a gestire l’eventualità di una maxi-emergenza è certamente un valore aggiunto, e così, a Pistoia, sono intervenuti Giuseppe Marano del Centro nazionale sangue, su come trattare le maxi emergenze a livello trasfusionale, e l’ingegnere Riccardo Gaddi, dirigente della Protezione Civile della Regione Toscana che ha portato in dote la propria esperienza attiva. Infine, tra attività culturali e workshop, a Pistoia ci sono state tante altre occasioni per partorire idee e cementare un armonia profonda tra quelli che con ogni probabilità saranno i dirigenti nazionali dei prossimi decenni.

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Anche in Lombardia, e precisamente a Bergamo, i giovani di Avis stanno lavorando alacremente per un progetto di indagine e di crescita di consapevolezza. In vista del 1° FORUM AVIS GIOVANI “Giovani Donatori Crescono – Il loro valore in AVIS”, che si terrà il prossimo 20 ottobre proprio a Bergamo allo spazio Polaresco in via del Polaresco 15, il gruppo Avis Giovani Provinciale ha portato avanti per un anno intero una ricerca sui giovani avisini bergamaschi, ricerca che ha riguardato un campione molto ampio di donatori, con più di 1300 questionari compilati e circa 80 interviste “face to face” con ragazzi e ragazze che nell’attività associativa rivestono ruoli significativi o guidano gruppi giovanili all’interno della propria realtà associativa comunale.

Lo scopo della ricerca? Molteplice.

Da un lato ribadire l’importanza del ruolo delle nuove generazioni nell’impianto associativo, un ruolo che già oggi, a nostro parere, può fare la differenza, specie in una congiuntura storica di grande cambiamento in cui si assiste a un enorme rinnovamento di linguaggi sia nell’area della comunicazione sia nella dinamica dei rapporti di gruppo.

E in seconda istanza, un obiettivo non meno importante: ovvero restituire una fotografia il più possibile esatta del volontariato giovanile, per approfondire e capire al meglio, attraverso una doppia modalità d’analisi di studio – quantitativa e qualitativa – bisogni, idee, speranze e rielaborazione delle esperienze dei giovani che si dedicano alla donazione.

 

“Ciak! Si gira” 2018. A Livorno gli spot a favore del dono li creano direttamente i giovani

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Il sodalizio tra Avis e la scuola è sempre solido, potente e attivo su tutto il territorio nazionale.

Promuovere la cultura del dono nelle scuole è sempre un investimento sostanziale per il futuro, perché chi si avvicina al dono da giovane, immagazzinando l’idea di fare del bene al prossimo in modo anonimo, spassionato, volontario e soprattutto periodico, capisce bene che potrà godere del benessere interiore assicurato dal dono per l’intera durata della vita.

A Livorno, poi sanno anche che se al concetto di dono del sangue è affiancata la vertigine appagante della creazione e del lavoro di gruppo, i risultati possono essere straordinari.

Quanto le politiche giovanili siano centrali nell’attività dell’Avis locale ce lo ha già raccontato il presidente livornese Matteo Bagnoli, in quest’intervista dello scorso 5 ottobre: ma intanto pochissimi giorni fa, venerdì 26 gennaio, sono stati scelti i cortometraggi vincitori del concorso dedicato alle scuole “Ciak! Si gira”, giunto alla quinta edizione e creato allo scopo di spingere le classi e i giovani delle classi secondarie a realizzare video/spot promozionali che sviluppino con originalità la tematica del dono.

Il convegno, svoltosi al Cinema Quattro Mori a partire delle prime ore del mattino, ha coinvolto centinaia di ragazzi (nel 2017 erano stati ben 370) e i due cortometraggi che hanno vinto sono molto validi:

Nella propria sezione dedicata, si è imposta la classe III D della Scuola media Micali, con uno spot chiamato Cartoon Avis, che lega un messaggio del dono ben espresso a parole a un tema musicale molto emozionate.

Tra le classi superiori, si è imposto invece lo spot chiamato “Brainstorming Buontalenti”, un lavoro semplice ma in grado di trasmettere l’essenza del dono con chiarezza e decisione.

Buona visione dunque, con l’augurio, da parte nostra, che siano sempre di più le iniziative in grado di coinvolgere i giovanissimi nell’universo magico del dono, e non soltanto attraverso l’adesione fredda a messaggi precostituiti, ma come nel caso di “Ciak si gira”, spendendosi creativamente attraverso la socialità e il lavoro di gruppo.