A Carnevale con il sangue non si scherza: iniziative speciali, donazioni e notizie dall’universo sangue

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Nella settimana di Carnevale sono molte le notizie interessanti che arrivano dall’universo sangue. Con il sangue non si scherza si potrebbe commentare, e in effetti tra campagne, iniziative e donazioni speciali, le operazioni e le attività di donatori associati e addetti ai lavori non si fermano.

In Emilia Romagna, tiene banco la donazione di plasma con una campagna lanciata da Avis per sensibilizzare il pubblico su un tema che a noi di Buonsangue sta molto a cuore. Tutti a donare plasma dunque, anche perché il giallo è davvero il colore della vita e della bellezza.

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Sempre in Emilia, secondo Estense.com, il calo generale delle donazioni preoccupa la ragione che è pronta ad attuare un vero e proprio piano sangue basato sul lavoro di sensibilizzazione al fine di garantire l’autosufficienza.

In Liguria, attraverso Primocanale.it apprendiamo invece che Avis e Fidas stanno lavorando in sinergia per offrire al pubblico un nuovo strumento: il progetto Donatore 2.0 che avrà la finalità di offrire a chi vorrà donare sangue un servizio sempre più efficiente e vicino alle esigenze del sistema trasfusionale.

In Piemonte, sulle rive del Po in provincia di Cuneo, il sangue e l’importanza di donare diventano materia di studio a scuola, grazie a una serie di incontri in vari paesi organizzati dalla Fidas locale allo scopo di diffondere la cultura del dono anche tra i più giovani.

In Umbria, a Foligno (PG), l’Ente della Giostra della Quintana, manifestazione storica locale, manderà i propri “magistrati” a donare nella sede di Avis Foligno per una donazione speciale.  Ad Assisi, sempre in provincia di Perugia, arriva invece una neonata sede Fratres.

In Campania, a Paternopoli (Avellino) sinergia tra la Fratres locale e il Carnevale Paternense, allo scopo di diffondere la cultura del don tra i ragazzi.

Giorni importanti per Avis Cernusco (Milano): domenica 11 febbraio, in occasione dell’assemblea comunale dei soci ci sarà l’occasione di commemorare Pietro Varasi, una delle personalità avisine più significative della storia dell’associazione.

AVIS Cernusco su Twitter Siamo tutti Vittorio Formentano Assemblea dei Soci 11 febbraio avisnazionale 90Avis CheBellaAvis…

In quanto alle scorte di sangue in dotazione nelle regioni non si registrano particolari carenze.

In Toscana la situazione è in netto miglioramento rispetto alle ultime settimane, come si può vedere dai dati in mostra sul sito del Meteo del Sangue, un servizio immediato e moderno che ci auguriamo possa essere presto imitato dalle altre regioni, e messo a disposizione dei cittadini. Come si fede in figura 1 situazione stabile in molti gruppi, co n qualche fragilità per B+, B- e 0-.

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Chi ha già adottato uno strumento simile è il Portale del dono di Udine, che in questi giorni, come si vede in figura 2, segnala una carenza per il gruppo AB-, e situazioni decisamente migliorabili per i gruppi A- e B-.

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Da non dimenticare infine l’utilizzo di Facebook per scoprire in pochi minuti tutte le donazioni speciali attive in Italia in questo week-end. Il social network per eccellenza è sempre sottovalutato per la sua capacità informativa, che dovrebbe essere invece il suo valore principale. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 9 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come in figura 3.

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Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa: cosa stanno facendo le associazioni italiane impegnate nella raccolta sangue

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Cosa stanno facendo le principali associazioni di donatori italiane?

In che modo portano avanti il loro discorso culturale sulla donazione responsabile, anonima, volontaria, non remunerata e associata?

Che campagne stanno lanciando e in quali attività sono impegnate?

Ecco una ricognizione sulle ultime notizie provenienti da Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Avis Nazionale, numericamente l’associazione più corposa con circa 1 milione e 320 mila soci e 3 mila 400 sedi in tutta Italia, ha appena lanciato una campagna informativa basata su una collana di video che saranno pubblicati periodicamente sul canale Youtube dell’associazione stessa, nonché sulla pagina Facebook ufficiale di Avis. Ecco il primo contenuto, dal titolo piuttosto esplicativo “Chi Siamo”:

Qual è l’obiettivo dei nuovi video?

Ottenere il massimo risultato in termini di chiarezza informativa sul tema della donazione, sfruttando lo strumento efficace di un messaggio costruito su immagini elaborate graficamente e accompagnate dalla voce narrante di uno speaker: un meccanismo che valorizza al massimo il fattore immediatezza. A tal proposito, la dichiarazione del presidente di AVIS Nazionale, Alberto Argentoni

«Questa nuova collana risponde all’esigenza di promuovere le nostre attività con strumenti sempre più innovativi e immediati. Attraverso filmati brevi e dal ritmo piacevole e veloce, siamo riusciti a veicolare tutte quelle informazioni che finora sono sempre state diffuse attraverso testi e immagini statiche».

Sul fronte Fidas, sguardo proiettato al 19esimo meeting nazionale dei giovani Fidas in programma a Pordenone dal 16 al 18 marzo 2018, una bellissima occasione per preparare i giovani a un futuro da dirigenti associativi e spingerli ad affrontare con uno sguardo fresco e intraprendente tutte le problematiche legate alla raccolta sangue del futuro prossimo.

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Intanto, sono da segnalare, sul blog ufficiale dell’associazione, due interventi del responsabile comunicazione Fidas Cristiano Lena, che nei giorni 5 e 6 febbraio ha fronteggiato alcuni articoli di giornale non troppo esatti (per usare un eufemismo), sul tema dei rimborsi per le associazioni di donatori.

Più in dettaglio, il 5 febbraio è servita una rettifica per un articolo apparso su Il Giorno che riportava la fantomatica battaglia dall’assessore regionale al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, deciso a combattere tagli al piano sangue regionale che non ci sono mai stati, se non nei dati errati citati nell’articolo;

il 6 febbraio, invece, la fake news è arrivata dal Quotidiano di Puglia, che ha strumentalizzato la notizia di 400 mila euro destinati alle associazioni di donatori attraverso un taglio allusivo e ambiguo, non rispondente al vero, come è stato giustamente riportato sul blog Fidas.

La pubblicazione di inesattezze, la tendenza a essere dozzinali o a strumentalizzare è una situazione non infrequente nell’informazione sanitaria, un ambito nel quale la saggezza consiglierebbe la massima attenzione alle questioni tecniche, così come ribadito nel pezzo di Lena:

La terapia trasfusionale rientra nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, come tante altre terapie a favore dei cittadini, garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale senza prevedere per gli stessi neanche la compartecipazione di spesa (ossia a nessun titolo è richiesto il ticket). AVIS, FIDAS, FRATRES, Croce Rossa Italiana e le altre associazioni riconosciute, in base all’articolo 7 della legge 219 del 2005, “concorrono ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori”. Percepiscono un rimborso dal Sistema Sanitario Nazionale per l’attività di sensibilizzazione e promozione del dono e il denaro serve a sostenere le spese di gestione dell’Associazione, dal canone di locazione della propria sede, alle utenze di luce, gas e telefono, al rimborso spese dei volontari che hanno cariche associative, come previsto nei loro statuti, ma soprattutto il rimborso serve per la copertura delle attività previste dalla normativa e svolte in convenzione, come la promozione del dono e la gestione della chiamata dei donatori effettuata sulla base di una programmazione regionale condivisa. Per far sì che le associazioni di volontariato, che costituiscono una risorsa fondamentale nel nostro paese, possano portare avanti la propria attività, sono state fissate delle tariffe di rimborso uniformi su tutto il territorio nazionale e riportate nell’allegato 2 dell’ASR del 14 aprile 2016 (22,00 euro per l’unità di sangue e 24,75 euro per l’unità di plasma in aferesi e multicomponent).

E Fratres Nazionale invece?

Fratres continua sui social con la sua campagna “Cerchiamo donatori di sangue #ConOgniMezzo”, che mostra (tra le varie immagini) un lancio col paracadute adrenalinico, con tanto di esibizione della bandiera associativa del gruppo, quasi a sottolineare l’importanza di insistere con il lavoro di raccolta quotidiano su tutto il territorio.

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Croce Rossa Italiana infine, la più poliedrica delle associazioni di volontariato (giacché non impegnata solo nell’universo sangue), ha da qualche giorno pubblicato un video sul proprio canale Youtube, allo scopo di raccontare l’ultima grande assemblea generale che si è svolta a Roma nei giorni 27 e 28 gennaio 2018, con ospiti provenienti da tutto il mondo e l’occasione di sviluppare workshop e dibattiti allo scopo di far crescere sempre più l’associazione in efficienza e affiatamento, e svolgere le tantissime attività che CRI offre a favore della comunità.

Ecco la video testimonianza.

Le carenze ancora d’attualità in molte regioni italiane, soprattutto al Sud. Segnalazioni da Puglia, Sicilia, Calabria, Campania. Ma anche da Veneto e Piemonte.

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In molte regioni d’Italia manca ancora sangue

La situazione generale è in via di miglioramento rispetto alla settimana dell’8-14 gennaio, quando sulla bacheca Sistra, sulla quale figurano tutte le richieste che arrivano dalle Regioni, si erano contate carenze sempre crescenti, fino alla cifra considerevole di ben 1315 sacche (il picco del giorno 13) da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte.

Già nei giorni successivi, come abbiamo segnalato nell’articolo di sabato 19 gennaio, la situazione era andata in via di miglioramento, con le 922 sacche richieste lunedì 15 gennaio calate progressivamente fino alle 275 di venerdì 19.

L’opportunità di offrire il vaccino antinfluenzale gratuitamente è stata ribadita dal direttore del Centro nazionale sangue, Giancarlo Liumbruno, all’importante convegno sul sistema del plasma andato in scena a Verona sabato 20 gennaio, evento su cui abbiamo pubblicato un lungo report lunedì 22 gennaio.

Queste le parole di Liumbruno sull’argomento, a conferma di quanto aveva già dichiarato poche ora prima il presidente Fidas e coordinatore Civis Aldo Ozino Caligaris: “Un’informazione importante: stiamo lavorando per concretizzare l’idea di offrire a tutti i donatori il vaccino antinfluenzale, sia per evitare il calo nella raccolta sia per aumentare l’impatto culturale del vaccino sulla popolazione”.  

Ma da quali regioni arrivano le richieste e gli appelli delle ultime ore?

A Foggia, in Puglia, Avis chiama i propri donatori all’azione proponendo un contest: “A tutto selfie”, un’idea giocosa che consentirà a ogni donatore di scattare una foto ricordo che sarà poi pubblicata sulla pagina Facebook dell’associazione, allo scopo di ottenere i fatidici “Like” e vincere un gadget premio.

A Reggio Calabria, Stretto Web segnala che andrà avanti ancora per i prossimi mesi la campagna straordinaria di raccolta sangue all’Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, voluta fortemente dalle associazioni  territoriali Adspem, Fidas e Avis, allo scopo di aiutare a trovare una data per il dono per tutti coloro i quali faticano a donare durante i giorni lavorativi.

Un quadro molto delicato arriva dalla provincia di Salerno ed è segnalato da Amalfi Web, con toni particolarmente drammatici e qualche refuso di troppo che speriamo non scoraggino i donatori di zona a fare il proprio dovere.

E se a Campobello Licata, in provincia di Agrigento, si è ripreso con le giornate Avis di raccolta speciale (la prossima il 4 febbraio, anche dal Nord, e in particolare dal Veneto area del Veneziano, arriva un saldo di donazioni negativo che ha spinto le Avis locali (Avis Mestre-Marghera, Venezia e Zelarino, più Avis provinciale Venezia) a organizzare un incontro speciale che avrà luogo oggi 24 gennaio, al fine di decidere le prossime strategie operative per aumentare la raccolta.

Anche a Borgomanero in Piemonte, come segnala Novara Today, esiste una situazione delicata, che ha generato un appello dell’Avis locale per chiamare a raccolta i donatori.

Infine due segnalazioni legate al bel momento in cui donazione di sangue e giovani si incontrano: a Modena donazione speciale per alcuni studenti dell’istituto Tecnico Barozzi si sono cimentati nella prima donazione assoluta per Avis, un momento per loro piuttosto emozionante.

Ad Altopascio invece, in provincia di Lucca, Avis e Fratres insieme hanno inaugurato il progetto “Una goccia di solidarietà”, campagna di sensibilizzazione che prevede la diffusione della cultura del sangue nelle scuole primarie e secondarie.

Valeria Turelli e Stefano Caverni, della Consulta giovani Fratres: “Formazione, promozione, coesione: le tre parole chiave per il nostro futuro”

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Giorni intensi e dibattiti in grado di arricchire al 4° Meeting dei giovani associati Fratres a Montecatini Terme in provincia di Pistoia. In scena il futuro della Fratres, una delle principali associazioni di donatori di sangue del nostro Paese, attraverso un convegno che nello scorso week-end, il 14 e il 15 ottobre, ha visto la partecipazione di più di 100 giovani provenienti da tutto il territorio nazionale.

L’energia con cui Avis, Fidas e Fratres stanno lavorando per formare le nuove generazioni di donatori e posizionarle al centro dell’azione con ruoli sempre più da protagonisti, è sicuramente una buona notizia, e proprio per sentire le voci più fresche e autentiche dei dirigenti donatori del futuro, su Buonsangue abbiamo intervistato Valeria Turelli, del Gruppo Fratres di Nicolosi (CT), referente Giovani Fratres della Sicilia e Coordinatrice Nazionale Giovani Fratres, e Stefano Caverni, appartenente al Gruppo Fratres Fucecchio (FI) e referente Giovani Fratres della Toscana, tra i principali artefici di questa bella occasione di confronto. A loro il compito di raccontarci i giorni di Montecatini e gli obiettivi futuri dei giovani associati Fratres.

 Valeria e Stefano, quali sono stati i temi approfonditi dai giovani Fratres in questo meeting importante di Montecatini Terme?

Ogni meeting è caratterizzato da un tema fondamentale che viene sviluppato nella sessione formativa del sabato. L’argomento che abbiamo scelto quest’anno è la comunicazione intergenerazionale, ed è per questo che abbiamo deciso di intitolare l’evento “#GenerAzioni in BuOna collABorazione”.
La nostra esperienza, infatti, ci ha più volte mostrato come sia difficile per volontari “junior” e “senior” comunicare tra loro, in quanto i reciproci pregiudizi spesso sminuiscono la collaborazione tra coloro che hanno esperienza e chi invece di esperienza ne ha meno, ma dovrà portare avanti l’associazione e la sua missione nel futuro. Per fare questo, con la guida di una strepitosa esperta di comunicazione, la dott.ssa Anna Pellegrino, abbiamo organizzato un’introduzione all’argomento che è stata propedeutica per la successiva attività dei lavori di gruppo, durante la quale i ragazzi partecipanti al meeting e alcuni componenti del Consiglio nazionale Fratres si sono confrontati, alla pari, rispondendo a tre domande chiave: “Che cos’è per te la Fratres?”, “Comunicazione tra volontari di diverse generazioni: a che punto siamo?” e “Che cosa puoi fare concretamente, fin da subito, per rendere efficace la comunicazione tra le diverse generazioni?”. Il successivo dibattito che ne è scaturito e che ha coinvolto tutti è stato assolutamente coinvolgente e appassionante, e ha prodotto numerosi spunti di riflessione su come superare realmente le barriere comunicative in modo da rendere il messaggio più efficace. In definitiva possiamo senz’altro dire che, di sicuro, abbiamo centrato l’obiettivo dell’incontro.
Cogliamo l’occasione per ringraziare il presidente nazionale, Sergio Ballestracci, e gli altri componenti del Consiglio, che oltre a sostenere sin dall’inizio la nostra iniziativa, si sono resi disponibili a mettersi in gioco con noi!
Il meeting di Montecatini ha, inoltre, rappresentato l’occasione per festeggiare il decimo anniversario della Consulta nazionale Giovani, l’organismo che coordina e gestisce a livello nazionale le iniziative dei giovani volontari di tutta la Fratres. Grazie all’entusiasmante intervento del Funzionario nazionale Fratres, Christian Basagni, abbiamo brevemente ricordato la storia della nostra Associazione e la nascita della Consulta, evidenziando come negli anni la fondamentale collaborazione di tutti abbia permesso la crescita dell’intero movimento.

Quali sono i progetti associativi per i giovani della Fratres?

I progetti sono chiaramente variegati e personalizzati in base alle esigenze di ciascun territorio, ma fondamentalmente i principi guida che ispirano la nostra azione sono sintetizzabili in tre parole chiave:
1) formazione: è necessario se non obbligatorio che i nuovi volontari siano adeguatamente istruiti su tutti gli aspetti della donazione, sia quelli più tecnici (per esempio, saper spiegare molto in modo semplice la compatibilità tra i gruppi sanguigni, oppure gli intervalli di tempo tra i differenti tipi di donazione), ma anche quelli pratici e gestionali, nonché la storia della propria associazione; per questo nelle varie realtà territoriali sono organizzati periodicamente dei corsi di formazione, spesso proposti dai ragazzi stessi, che si  rivolgono a tutti i volontari, sia “senior” che “junior”.

2) promozione: compito fondamentale di un volontario donatore di sangue è far conoscere alla popolazione quanto sia importante questo autentico gesto di altruismo, ma soprattutto cercare di superare i pregiudizi e le paure ad esso legate; inoltre, poiché oggettivamente la Fratres è un’associazione di donatori di sangue non molto conosciuta, il nostro obiettivo è anche quello di promuovere il “brand”; per questo su tutto il territorio dove la Fratres è presente i giovani partecipano e spesso organizzano eventi con elevata partecipazione di pubblico, siano esse feste paesane oppure eventi di rilevanza nazionale o internazionale (Carnevale di Viareggio (LU), di Acireale (CT) e di Putignano (BA), Lucca Comics & Games, Notte della Taranta nel Salento e molti altri).

3) coesione: questo è un aspetto fondamentale per i nuovi volontari: il fatto di sentirsi parte di una famiglia, di fare amicizia, di conoscerci e scambiare esperienze; gli eventi che proponiamo, come per esempio i meeting, hanno anche l’obiettivo di permettere l’aggregazione e la fidelizzazione dei ragazzi.

È sempre più importante avvicinare al dono le nuove generazioni. Secondo voi quali sono i metodi più efficaci?

Crediamo che innanzitutto si debba puntare sulla concretezza della donazione del sangue. Spiegandoci meglio: siamo costantemente bombardati da messaggi che invitano a donare in qualsiasi forma, specialmente con denaro, a sostegno di numerose e nobili cause. I ragazzi, che spesso sono critici e disillusi, non hanno bisogno dell’ennesimo messaggio di questo tipo: noi preferiamo spiegare che la donazione del sangue è un’autentica forma di amore e di aiuto verso il prossimo, in quanto si dà (materialmente) una parte di noi stessi a persone che effettivamente ne hanno bisogno. A meno di problemi tecnici, non è ipotizzabile che la donazione di sangue sia utilizzata per un fine diverso se non quello, in un modo o nell’altro, di curare una persona ammalata.
Parallelamente dobbiamo far capire quanto sia importante donare il sangue, per questo spesso, quando andiamo nelle scuole, cerchiamo di portare con noi dei testimonial, ovvero persone che hanno sconfitto una malattia o comunque vivono grazie alle donazioni.
Crediamo che questo approccio sia assolutamente quello più efficace: solo delle testimonianze vive e dirette riescono a fare “breccia” nella sensibilità di un giovane; i giovani non sono menefreghisti (cosa di cui alcuni volontari senior sono convinti), basta solo saperli avvicinare con i giusti strumenti. Se l’approccio è veramente efficace, è molto plausibile riuscire a combattere il fattore che più allontana dalla donazione del sangue: la paura dell’ago. È chiaro che essere punti non è piacevole, ma se pensiamo (e capiamo, appunto grazie alle testimonianze) al bene che facciamo con questo gesto, ogni paura potrà essere ampiamente stemperata e superata.
Pertanto compito dei Giovani Fratres è quello di promuovere la cultura della solidarietà e del dono: dono inteso non soltanto come dono del sangue e degli emocomponenti, ma proprio come dono di sé, del proprio tempo, delle proprie emozioni, del proprio entusiasmo, creando iniziative per diffondere lo spirito autentico del volontariato.

Valeria e Stefano, parlateci di voi e del vostro percorso associativo. Quando e perché avete pensato di diventare donatori? Che vita interiore avete sviluppato intorno a questo gesto?  

La risposta di Valeria Turelli

Definirei la mia storia con la Fratres “una bellissima storia d’amore nata tra i banchi di scuola” che, lentamente, senza neanche accorgermene, ha completamente rapito il mio cuore.
Conosco questa associazione sin da bambina perché il gruppo Fratres del mio paese, Nicolosi (Catania), è sempre stato un gruppo molto attivo e presente sul territorio, soprattutto con progetti rivolti alle scuole.
Ho spesso partecipato ad iniziative organizzate dalla Fratres ma, ad essere sincera, diventata ormai maggiorenne, per diverso tempo non sono mai riuscita a donare a causa della mia paura dell’ago!
Però allo stesso tempo sentivo che quei valori di “solidarietà” e di “donazione” che i volontari cercavano di trasmettere durante le loro giornate di promozione erano dei valori in grado di dare un senso alla vita in quanto fondati sulla considerazione del prossimo e quindi alla base di una società civile. E così, finalmente, nel periodo di Natale del 2002 ho deciso di fare il dono più bello che potessi fare in quel momento: recarmi presso il centro di raccolta temporaneo gestito da quello che da quel giorno in poi sarebbe stato a tutti gli effetti il gruppo di mia appartenenza ed effettuare la mia prima donazione! Ricordo ancora l’emozione nel vedere scorrere il mio sangue, pieno di energia, pronto ad essere di aiuto per chi ne avesse di bisogno!
Da qui il passo successivo: il desiderio di prendere parte anche alla vita associativa. E così è stato un susseguirsi di esperienze da giovane volontaria a segretaria di gruppo, e poiché la Fratres è in primis promozione, sensibilizzazione e formazione, ecco che ho anche investito gran parte delle mie energie nell’area giovani prima a livello provinciale, in qualità di referente provinciale dei Giovani Fratres di Catania, poi come referente regionale della Sicilia fino a diventare coordinatrice nazionale. In tutti questi anni ho avuto l’opportunità di lavorare insieme a persone speciali, che sanno veramente cosa significa donarsi in tutto e per tutto mettendoci il cuore, con le quali abbiamo condiviso “gioie e dolori”, creato nuovi stimoli e nuove relazioni, fino a costruire un’importante risorsa anche per il futuro della nostra associazione.
Da volontaria ogni giorno mi rendo conto che, purtroppo, c’è ancora molta strada da fare per diffondere la cultura della solidarietà e della carità attraverso la donazione del sangue, in quanto spesso ci imbattiamo nella disinformazione e nell’egoismo, ma d’altra parte tra i nostri compiti di volontari Fratres c’è proprio quello di abbattere il muro dell’indifferenza. E donare sangue è un dovere morale ed un atto di carità cristiana, un qualcosa per cui valga veramente la pena lavorare con entusiasmo e convinzione!

La risposta di Stefano Caverni

Sinceramente mi sono posto molto spesso questa domanda… A dire la verità, non c’è un motivo preciso: non sono stato mosso dalla necessità di contribuire ad aiutare una persona a me vicina che aveva bisogno, oppure un amico o un parente che mi abbia convinto. Semplicemente, credo di aver maturato dentro di me, lentamente, la consapevolezza dell’importanza di questo gesto; ricordo che volevo trovare un modo per aiutare concretamente qualcuno e per arricchire la mia persona, per rendermi un vero cittadino attivo. Tutte queste riflessioni mi hanno portato ad effettuare la mia prima donazione nell’estate del 2011, all’età di 25 anni. Ho scelto Fratres perché nella mia cittadina, Fucecchio (Firenze), il gruppo ha una storia ormai pluricinquantennale, ha contribuito a plasmare il tessuto sociale del paese, ma soprattutto mi ha pienamente convinto il messaggio di carità cristiana e di autentico aiuto verso il prossimo che contraddistingue il nostro movimento associativo.
Vedendo tutto il buono che l’associazione fa per gli altri, decisi poco tempo dopo di aumentare in modo ulteriore il mio contributo alla causa, diventando un volontario anziché essere solo un donatore. Partendo da semplice “partecipante” alle iniziative, col tempo sono arrivato all?attuale ruolo di referente Giovani Fratres della Toscana. Sono la passione e l’essere circondato da amici meravigliosi i fattori che mi spingono ad andare avanti anche di fronte alle numerose difficoltà che d’altra parte di manifestano in un qualsiasi rapporto umano. Fratres mi ha veramente fatto crescere, come persona. Ho capito quanto sia bello donare in modo del tutto disinteressato, con il conseguente arricchimento di sentimenti e pensieri positivi. Fare volontariato a un certo livello ti permette (forse ti costringe) a misurarti con te stesso e combattere quelle piccole paure che altrimenti, probabilmente, non avresti mai affrontato. Il confrontarsi con numerose persone diverse tra loro fa affinare quelle doti di pazienza, diplomazia, ma talvolta anche fermezza e risolutezza, che sono necessarie per diventare una persona matura. Per tutti questi motivi mi auguro sinceramente di poter continuare, il più a lungo possibile, di vivere nella Fratres e contribuire a diffondere e sviluppare il suo importante e fondamentale messaggio.

 

 

 

 

All’Elba, nel comune di Portoferraio, c’è una piazza dedicata ai donatori. Ce ne vorrebbe una in ogni città d’Italia

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A Portoferraio, il comune più popolato dell’Isola d’Elba, in provincia di Livorno, c’è una piazza dedicata ai donatori di sangue. Largo Donatori di Sangue è proprio sul mare, a ridosso della Fortezza Medicea, a metà strada tra il porto turistico e il porto commerciale.

Ecco le prove, scolpite nella pietra.

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È un luogo che durante l’anno, in paese, funge come spazio di aggregazione, come è successo durante il Natale 2016 http://www.quinewselba.it/portoferraio-avis-in-musica-per-natale.htm, grazie a una bella festa musicale con tanto di Babbo Natale a disposizione dei bambini. Tutto in linea con lo spirito del dono, che come ripetiamo spesso, è un gesto di assoluta responsabilità ed empatia civile la cui importanza va sottolineata ogni volta che è possibile.

E anche se qualche volta il dono del sangue dovesse avvenire in orario di lavoro… http://www.buonsangue.net/news/donazione-lavoro-avis-nessuna-furbata-dai-donatori/, non sarà poi così grave, anzi…

Sarebbe bello, e utile sul piano simbolico, se una piazza dedicata ai donatori di sangue esistesse in ogni città o paese italiano. Per tradizione la nomenclatura di vie, strade, vicoli o piazze in Italia contribuisce a selezionare eventi, ricorrenze o personalità degne di entrare nella memoria collettiva. E se si pensa al contributo che i donatori italiani hanno silenziosamente offerto ai propri concittadini nei 90 anni di storia nazionale da quando, nel 1927, fu fondata Avis a Milano, riservare un posto per loro nella storia nazionale è quanto mai opportuno.

Noi lanciamo l’idea. Sicuri che saranno moltissimi i comuni che la raccoglieranno.

Carenze e donazioni speciali in tutto il week-end: l’attualità del sistema sangue

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Il mondo dei media generalisti principali è spesso molto prevedibile, e funziona secondo prassi talvolta robotiche per non dire ottuse.

Di automatismi sordi che regolano la vita dei grandi apparati istituzionali (scuola, politica, sanità, media) parla diffusamente lo studioso canadese Alain Deneault, in un libro che merita di essere letto, La Mediocrazia (Neri Pozza, 2017): tornando al sangue, in questi giorni, si può ammirare un vero e proprio caso archetipico di tali meccanismi, e in particolare di Agenda Setting, ovvero di incremento di notiziabilità.

Ormai 6 mesi fa, ai primi di marzo, su Buonsangue avevamo segnalato l’esperimento Ambrosia http://www.buonsangue.net/mondo/ambrosia-dalla-california-un-esperimento-discusso-tornare-giovani-plasma/ il tentativo di una start-up in California di ritardare il naturale processo d’invecchiamento attraverso le trasfusioni di sangue degli adolescenti. A marzo, quando la notizia era d’attualità, il fatto è passato inosservato. Tra il 5 e il 6 settembre, dopo che ne ha parlato Paolo Mastrorilli, inviato de La Stampa http://www.lastampa.it/2017/09/05/scienza/i-vampiri-di-silicon-valley-sangue-giovane-contro-linvecchiamento-M326EvLWXWEnvEcRQT8NlN/pagina.html, la notizia di Ambrosia e dei suoi obiettivi è stata ripresa da moltissime testate, tra cui:

Il Giornale http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sangue-giovane-contro-linvecchiamento-lesperimento-fa-1437927.html;

la popolarissima Blasting News http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/09/lultima-folle-moda-dei-top-manager-trasfusioni-con-sangue-di-adolescenti-001984919.html:

e Business People http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Trasfusioni-anti-eta-i-manager-della-Silicon-Valley-diventano-vampiri-102218.

Un vero e proprio effetto eco, in clamoroso ritardo. Quando proprio non si riesce a essere sul pezzo, viene da pensare, sarebbe meglio che i grossi media nazionali si dedicassero a fornire informazioni utili sulle carenze e le donazioni speciali dell’attualità in tutta Italia.

Intanto come (quasi) ogni venerdì il giro delle news lo facciamo noi. Vediamo dove ci sono carenze e di conseguenza, raccolte speciali nel week-end.

Emergenze e molte raccolte nel week-end in Puglia: a Taranto si sfruttano addirittura i display luminosi ai bordi delle strade in città https://www.nuovosud.it/62455-altro-sud/emergenza-sangue-taranto-display-stradali-invitare-alla-donazione; a Mesagne, in provincia di Brindisi, donazione speciale domenica 10 settembre http://www.brindisireport.it/speciale/sanita/a-mesagne-continua-la-raccolta-del-sangue-nuova-donazione.html, e infine a San Severo (Foggia), ottima campagna pro-dono: per chi va a donare in regalo un gradito buono pizza da utilizzare in pizzeria https://www.statoquotidiano.it/06/09/2017/emergenza-sangue-raccolta-avis-a-san-severo/570504/.

In Calabria, si muove il consigliere regionale del PD Antonio Scalzo, che auspica “un rilancio del sistema trasfusionale” per far fronte alle carenze estive http://www.lamezialive.it/donatori-sangue-scalzo-pd-calo-estivo-preoccupa-necessaria-nuova-strategia-rilancio-sistema-trasfusionale.html, mentre una storia bella e lontana da qualsiasi strumentalizzazione arriva da Benevento, in Campania, dove un gruppo di migranti bengalesi si è offerto di donare sangue e supportare la raccolta, per far fronte al proverbiale calo del periodo estivo http://www.ottopagine.it/bn/attualita/135038/migranti-voi-ci-ospitate-e-noi-vi-doniamo-il-sangue.shtml.

In Sicilia molte raccolte speciali nel week-end nella zona di Agrigento http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/donazione-del-sangue-raccolte-a-villaseta-e-a-naro.html, e di Ragusa https://www.radiortm.it/2017/09/01/donazione-del-sangue-nel-periodo-estivo-tanti-i-donatori-avisini-monterossani-che-hanno-contribuito/, mentre in Umbria sono molto positivi i risultati delle donazioni speciali organizzate nelle scorse settimane http://www.perugiatoday.it/cronaca/sangue-donatori-ospedale-perugia-todi.html.

In Toscana, quattro giorni intensi con la bella festa del dono a Castel Fiorentino http://www.gonews.it/2017/09/06/avis-castelfiorentino-festa-nella-festa/ per far fronte alla situazione scorte, che come sempre possiamo conoscere in tempo reale attraverso il consulto con il sito del Meteo del Sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/.

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Ad Avezzano, in Abruzzo, testimonial dell’ultima campagna Avis è la splendida Giorgia Farina http://www.abruzzoweb.it/contenuti/donazione-sangue-campagna-avis-avezzano-con-miss-giorgia-farina/636505-4/ semifinalista a Miss Italia 2017, mentre nel Lazio, a Rieti, si cercano donatori per i gruppi 0+ e A+ https://rietinvetrina.it/emergenza-sangue-0-e-a-si-cercano-donatori/.

A Fermo, nelle Marche, caccia al tesoro organizzata dall’Avis locale allo scopo di promuovere il dono http://www.viverefermo.it/2017/09/07/fermo-caccia-alla-goccia/652180/, e più a nord, in Veneto, precisamente a Conegliano in provincia di Treviso, la donazione si allarga al midollo osseo http://www.trevisotoday.it/cronaca/match-it-now-cellule-staminali-conegliano-5-settembre-2017.html con Match it Now, una campagna nazionale di assoluta importanza, patrocinata, tra gli altri, dal Centro Nazionale Sangue http://www.centronazionalesangue.it/notizie/match-it-now-000.

Infine il solito promemoria sull’uso costruttivo dei social network: consultiamoli anche e sopratutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, da questo week-end, venerdì 8 del mese, e trovare, cliccando sulla voce “mostra tutti”, gli eventi-dono in programma per tutto settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicini a noi. Come si vede in foto, le occasioni per donare sono moltissime in tutta Italia.

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Donazione sangue e permessi sul lavoro, Avis: nessuna furbata dai nostri donatori

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Negli ultimi giorni, tra il 31 agosto e il 2 settembre, molti organi di stampa italiani tra testate giornalistiche (locali e nazionali) e agenzie di stampa, hanno ripreso tra le notizie principali la proposta dell’ARAN (l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), riguardo i permessi di lavoro da richiedere in base alle legge 104, ovvero la legge che permette ai lavoratori di assistere parenti disabili per alcuni giorni al mese, e di preservare la retribuzione per le giornate dedicate alla donazione del sangue.

La richiesta dell’agenzia è molto precisa: rendere necessario un preavviso di almeno tre giorni, al fine di “garantire la funzionalità degli uffici e la migliore organizzazione dell’attività amministrativa” per le assenze dovute all’assistenza dei parenti disabili, nonché “stabilire la possibilità di programmazione mensile” per la fruizione dei permessi relativi alla donazione del sangue o del midollo osseo.

Dell’argomento hanno parlato diffusamente, tra gli altri:

Il Messaggero:

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/il_contratto_roma_prenotare_in_anticipo_i_permessi_legati_alla_legge_104_ovvero-3213005.html

ADN Kronos:

http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/08/31/statali-ipotesi-preavviso-tre-giorni-per-permessi_KbtwjiHynveQTXzgdowswM.html

Blitz Quotidiano:

http://www.blitzquotidiano.it/economia/legge-104-statali-per-il-permesso-preavviso-di-tre-giorni-la-proposta-madia-2744473/

Il Mattino:

http://www.ilmattino.it/economia/statali_stretta_legge_104_permessi_3_miliardi-3215254.html

La Repubblica:

http://www.repubblica.it/economia/2017/08/31/news/pa_spunta_ipotesi_di_preavviso_d_3_giorni_per_i_permessi_della_104-174292658/

Scuola Informa:

http://www.scuolainforma.it/portale/2017/08/31/permessi-104-statali-ultime-notizie.html

Poiché il taglio di alcuni articoli lasciava spazio a qualche interpretazione maliziosa, specie in riferimento alla dichiarazione del ministro Madia secondo cui la finalità di queste misure sarebbe quella di ridurre i tanti abusi degli assenti un po’ troppo furbi, è arrivato prontamente un comunicato stampa di Avis Nazionale, la più grande associazione italiana di donatori di sangue, allo scopo di chiarire quanto i donatori italiani agiscano in modo del tutto indipendente dai permessi che pure spetterebbero loro per legge. Ecco, sul tema, le parole del presidente Alberto Argentoni:

DONAZIONI DI SANGUE E PERMESSI LAVORATIVI: UN FALSO PROBLEMA

«Solo il 20% dei donatori dipendenti usufruisce dei permessi per donare il sangue». Questa la precisazione del Presidente di AVIS Nazionale, Alberto Argentoni, dopo la proposta dell’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) di introdurre l’obbligo per i dipendenti pubblici di comunicare con un preavviso di tre giorni le assenze in caso di permessi per le donazioni di sangue o in base alla legge 104.

«Siamo certi che la volontà del legislatore non sia quella di equiparare i donatori ai “furbetti” che si assentano ingiustificatamente dal lavoro. Riteniamo fondamentale la programmazione della raccolta e affermiamo con soddisfazione che la maggior parte degli italiani sceglie consapevolmente di compiere questo gesto nel proprio tempo libero, segno questo di solidarietà incondizionata.

«AVIS – aggiunge Argentoni – si impegna a garantire una risposta costante al bisogno di sangue. Il dono è un atto di generosità che tutti dovrebbero programmare in base alle proprie disponibilità personali, nel rispetto delle esigenze sanitarie e dell’organizzazione lavorativa».

Un falso problema, dunque, visti i numeri.

Noi di Buonsangue tuttavia cogliamo l’occasione per ribadire che garantire la retribuzione ai lavoratori che si assentano dal lavoro per donare il sangue è comunque un diritto acquisito sacrosanto, perché il dono è un gesto dall’alto valore sociale che si pone come alternativa al mondo funzionale del mercato, e si fa paradigma di una visione alternativa dei rapporti umani che è bene conservare e valorizzare sul piano culturale.

Il 19 settembre primo vertice tra i membri del NAIP. Tema: che succede dopo la sentenza del Tar Veneto?

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Per tutti i membri del NAIP, l’accordo interregionale sul plasma stretto dal Veneto (Regione capofila) con Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano, è previsto un incontro il prossimo 19 settembre, al fine di discutere le mosse da mettere in atto in seguito alla sentenza del Tar Veneto che, come abbiamo annunciato in esclusiva su Buonsangue, ha annullato il contratto in essere con l’australiana Csl Behring ordinando il rientro dell’italiana Kedrion per tutti i servizi di raccolta e frazionamento del plasma donato nei territori compresi nell’intesa.

Il tema all’ordine del giorno è di estrema delicatezza, perché bisognerà decidere – il più presto possibile – se accettare la decisione del Tar o se ricorrere ulteriormente al Consiglio di Stato, rischiando così di minare ulteriormente lo svolgimento di un servizio che necessiterebbe, invece, di continuità ed efficienza.

L’incontro del 19 settembre è dunque il primo effetto concreto del pronunciamento del Tar Veneto reso pubblico lo scorso 23 agosto e già disponibile on-line all’indirizzo https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=SJC3KUQTYHRBSCBAI6V4FRSC3E&q, il nuovo capitolo di una vicenda che, nonostante la sua forte rilevanza per l’intera collettività, sembra ancora avvolta in un velo di torpore estivo che coinvolge media ed istituzioni.

Sorprende, ma forse nemmeno così tanto, che gli stessi organi di stampa locali attivissimi nel marzo 2016 nel magnificare i termini di un accordo che avrebbe dovuto consentire al Veneto di ottenere un enorme risparmio di fondi pubblici a fronte di un servizio di alto livello (ecco alcuni esempi di endorsement forse un po’ troppo frettolosi http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2016/03/31/news/il-veneto-spezza-il-monopolio-del-plasma-1.13216773  e http://www.ilnordestquotidiano.com/politica/11-politica-veneto/9334-sanita-aggiudicata-dal-veneto-capofila-la-gara-dell-accordo-interregionale-per-la-plasmaderivazione.html), in tutta la settimana non abbiano trovato uno spazio in cronaca per riportare la sentenza del Tar sull’annullamento del contratto e sulle sue motivazioni, né per analizzare gli scenari futuri o le implicazioni concrete di questa decisione del tribunale amministrativo o per intervistare i diretti interessati.

Disattenzione? Effetto ferie? O piuttosto una certa sorpresa nel constatare come – quello che era stato presentato alla stregua di un esempio di buona amministrazione pubblica – sia stato bocciato dal Tar con motivazioni piuttosto semplici e al tempo stesso severe: l’australiana Csl Behring non aveva semplicemente i requisiti per competere nella gara.

Vedremo se gli organi di stampa si muoveranno nei prossimi giorni, anche perché, allo stato attuale, è importante capire se il plasma raccolto dalla Csl Behring a partire dal maggio 2017 (con qualche problemino in Liguria http://www.buonsangue.net/news/frazionamento-del-plasma-liguria-grave-stallo-nel-passaggio-consegne-momenti-chiave-determinato-situazione-critica/) potrà essere utilizzato dalla ditta subentrante, e comprendere quanto tempo dovrà passare prima che la Kedrion possa riprendere la propria raccolta nei Centri Trasfusionali del NAIP dopo gli obbligatori controlli per il Plasma Master File. Problemi concreti, che si sarebbero potuti evitare ammettendo al bando di gara solo le imprese che rispettavano chiaramente tutti i requisiti, senza forzature di sorta su fattori difficilmente opinabili come il vincolo di territorialità.

Anche dalle istituzioni coinvolte, tuttavia, arriva un fragoroso silenzio complice degli ultimi giorni di ferie. Speriamo presto di poter conoscere la posizione pubblica di Ministero, Regioni comprese nel NAIP e associazioni, anche perché, ci viene da dire, ogni giorno che passa è un giorno di mancata chiarezza su un tema che investe la fidelizzazione dei donatori, la loro fiducia nel sistema, la loro partecipazione attiva all’autosufficienza ematica di un intero Paese.

Donazione di sangue. Le più belle campagne video dell’estate secondo il principio “prima donare, poi partire”

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Come abbiamo visto per tutti i mesi di giugno e luglio, e anche in queste prime tre settimane d’agosto, sono state davvero moltissime le campagne sul territorio, le donazioni speciali, le attività di raccolta volute e promosse in ogni regione dalle principali associazioni di donatori Italiane, Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Dietro tutto questo lavoro la convinzione comune che diffondere la cultura del dono è qualcosa di molto importante, perché avere la possibilità di poter contare su molti donatori periodici assicura il ricambio generazionale, permette al sistema di essere sempre pronto a ovviare a qualsiasi necessità improvvisa e di potere essere gestito sempre al meglio nel medio e nel lungo periodo, in base a scorte armonizzate e a raccolte su chiamata, in linea con le nuove concezioni del Patient Blood Management.

Le campagne pubblicitarie estive delle istituzioni dell’universo sangue puntano dunque proprio a sensibilizzare il pubblico su questi concetti chiave. Ecco perché abbiamo selezionato le più belle e le più recenti: affinché l’opera di sensibilizzazione e di reclutamento di donatori possa proseguire anche in queste giornate d’agosto, attraverso le pagine di Buonsangue.

La campagna estiva di Avis, per cominciare, è un gioco semplice e divertente che si chiama “L’alfabeto della solidarietà”. Per giocare basta comporre un breve messaggio da condividere sui social al sito https://alfabeto.avis.it/#crea-messaggio e nascerà una bella gif animata.

Per chi invece vuole conoscere 90 anni di Avis in soli 90 secondi, ecco il video preparato per festeggiare questa ricorrenza.

Fidas nazionale ha puntato per l’estate sulla comicità di Toni Bonji, nei panni di un medico trasfusionale.

Dal Centro Nazionale Sangue invece, riprendiamo e vi mostriamo una bella campagna di sensibilizzazione di qualche anno fa, realizzata insieme al Ministero della salute. Claim della campagna è “Dai potere al tuo sangue. Accendi il Redono”. Uno spot interessante essenzialmente per la sua chiave inedita e originale.

Segnaliamo infine la recente campagna dell’Avis Modena, che ha scelto come testimoni d’eccezione a favore della donazione, alcuni campioni dello sport nazionale del passato. Andrea Giani, fuoriclasse della nazionale italiana di pallavolo tre volte campione del mondo e Francesco Moser, ciclista tra i più amati di sempre, vincitore di tre Roubaix e del Giro d’Italia 1984.

Ecco le loro parole sull’importanza di donare.

L’autosufficienza ematica e la sua importanza strategica: il caso-Barcellona e l’attualità delle carenze estive

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Quando insistiamo sull’importanza dell’autosufficienza ematica come asset strategico nazionale per l’intera comunità, ci riferiamo a una gestione della risorsa sangue sul lungo periodo e non solo: la certezza di avere scorte di sangue a disposizione sempre e comunque diventa di fondamentale importanza anche in momenti tragici come quelli vissuti ieri a Barcellona, nell’attentato in cui hanno perso la vita 13 persone.

L’Italia, per fortuna, finora non ha vissuto sul proprio territorio la furia fulminea e brutale degli attentati terroristici, ma emergenze dovute a incidenti o eventi ugualmente tragici si sono avute, e tutto questo significa una sola cosa:  è necessario farsi trovare pronti.

In questo senso le istituzioni del sangue cercano di fare fronte comune a livello continentale, così come abbiamo visto proprio su Buonsangue nei mesi scorsi, con il report sull’ultimo convegno a tema maxi-emergenze svoltosi a Roma lo scorso febbraio, un appuntamento ricco di spunti interessanti impreziosito dalla presenza di un gran numero di operatori internazionali: http://www.buonsangue.net/eventi/dai-terremoti-agli-attentati-terroristici-in-francia-come-si-gestisce-una-maxi-emergenza/.

La necessità di un perfetto e costante coordinamento tra soggetti istituzionali, il ruolo chiave della preparazione preventiva, il ruolo degli ospedali e l’importanza di poter contare su scorte di sangue immediatamente trasportabili, le difficoltà logistiche e la delicatezza di intervenire in un ambiente governato da imprevedibilità e caos emotivo: tutti aspetti ben spiegati e analizzati nel case history dell’attentato al Bataclan, a Parigi, il 13 novembre 2015, da chi l’aveva vissuto sul campo, ovvero Michel Bignand, capo del servizio medico d’urgenza dei pompieri di Parigi, e Sylvain Ausset, capo della Divisione Emergenze dell’Ospedale Militare di Percy http://www.buonsangue.net/mondo/al-convegno-di-roma-su-sistema-sangue-e-maxi-emergenze-spazio-al-confronto-internazionale-il-case-history-dellattentato-al-bataclan/: ecco perché è bene muoversi per tempo.

Intanto, nel nostro Paese, continua la carenza estiva, aggravata dall’enorme traffico autostradale e dal conseguente aumento degli incidenti.

Basta scandagliare gli organi di stampa per trovare, in questo senso, notizie poco incoraggianti: secondo il Quotidiano, soltanto in Puglia gli incidenti sono aumentati nel periodo estivo del 25% http://www.quotidianodipuglia.it/regione/incidenti_aumento_del_25_nove_morti_in_72_ore-2620241.html, mentre sul Sole24Ore è possibile leggere il report annuo dei primi 9 mesi del 2017, con l’aumento d’incidenti dovuto ad alcool e utilizzo del cellulare. Tutte unità di sangue aggiuntive da tenere nelle scorte.

In quanto alle necessità delle ultime ore, arrivano notizie da Campobasso, in Molise, http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=25735, dove le sale operatorie sono chiuse per carenze di scorte, notizia confermata anche da altri organi di stampa locali come http://www.primopianomolise.it/attualita/57155/carenza-sangue-al-cardarelli-interventi-ridotti/.

Anche a Imperia, in Liguria, appello per richiamare all’azione nuovi donatori http://www.lastampa.it/2017/08/17/edizioni/imperia/manca-sangue-lappello-dellasl-di-imperia-a-caccia-di-donatori-kSSZBkB9b11bdvyQ9nU8KN/pagina.html.

In Lombardia, l’Avis di Bergamo lancia un concorso per creativi che si chiama “Il cuore d’oro 2.0” per diffondere l’importanza del dono e dell’autosufficienza ematica, https://www.valseriananews.it/2017/08/17/limportanza-della-donazione-avis-bergamo-lancia-concorso-cuore-doro-2-0/ mentre in Veneto tutti i donatori che si recheranno al Centro Trasfusionale di Borgo Trento, avranno la possibilità di lasciare gratuitamente i figli al baby parking.http://www.veronaoggi.it/infocitta/7710-polo-confortini-verona-baby-parking-per-tutti-i-donatori-di-sangue.html

Infine vi consigliamo di utilizzare i nostri social network nella loro accezione più costruttiva, e consultarli per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni al fine di perseguire l’autosufficienza ematica, dal week-end pronto a iniziare domani, venerdì di 18 agosto, e trovare eventi-dono in programma fino a metà settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicina a noi. Come si vede in foto, se ne trovano moltissimi in tutta Italia.

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