L’epidemia non ferma la formazione, nel 2020 in programma la sesta edizione della Scuola di formazione Avis – Fondazione Campus

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L’emergenza pandemica in corso per fortuna non interrompe la programmazione di attività importantissime per tutto il terzo settore come la formazione, e così, in questi giorni, Avis e Fondazione Campus di Lucca hanno potuto annunciare l’arrivo del bando 2020 del corso di formazione sinergico giunto ormai alla sua sesta edizione.

Lo scopo del corso di formazione Avis – Fondazione Campus, è infatti la formazione di una classe dirigente per il terzo settore in grado di farsi trovare pronta all’indagine del contemporaneo e allo studio, intuizione, adattamento agli scenari futuri. Il mondo, nella nostra era estremamente accelerata e soggetta a cambiamenti repentini in virtù di globalizzazione e continuo evoluzione tecnologica, può vivere anche crisi ed emergenze, ed ecco perché una classe dirigente altamente formata non può che essere una risorsa.

Negli anni scorsi, su Buonsangue, abbiamo sempre seguito i lavori da vicino, raccontando le emozioni e le sensazioni dei partecipanti, e i propositi di organizzatori e docenti: ed è bello dunque constatare che anche nel 2020, secondo criteri compatibili con l’evolversi della situazione Coronavirus, una selezione di giovani avrà la possibilità di approfittare di questa grande occasione di crescita, che anche per quest’anno può svolgersi grazie alla collaborazione di Kedrion Biopharma e con il patrocinio del Dipartimento di Scienze giuridiche “Cesare Beccaria” dell’Università degli Studi di Milano. Come nelle altre edizioni l’obiettivo specifico del corso sarà di “accrescere il grado di consapevolezza dei partecipanti rispetto ai temi della gestione manageriale di strutture non profit, delle relazioni pubbliche e istituzionali, delle questioni etiche legate al mondo AVIS e dei modelli di Sistema Sangue in Europa.

Eco dunque, in dettaglio, i moduli dell’edizione 2020:

Etica, politica, mercato

Il modulo si propone di analizzare il rapporto tra etica, politica e mercato, affrontando interrogativi quali: esistono limiti morali al mercato? Come si può dare attuazione a tali vincoli? È possibile, ed è necessaria, una etica pubblica? Quali sono i rapporti con la politica? Come si connettono queste domande all’attività di AVIS e alla donazione del sangue in generale?

Organizzazione e gestione del non profit

Il modulo punta ad approfondire le modalità di una corretta organizzazione e gestione di enti e organizzazioni non-profit. Saranno discusse questioni quali: come realizzare modelli organizzativi efficienti? Come bilanciare esigenze organizzative, strumenti di management, spinta volontaristica e aspirazioni individuali? Quale atteggiamento manageriale, tra i molti possibili, dovrebbe caratterizzare le realtà non-profit in generale e AVIS in particolare?

Relazioni pubbliche e comunicazione nel non profit

Il modulo intende offrire un quadro generale circa i meccanismi comunicativi e il quadro istituzionale in relazione ai quali si inseriscono le attività economiche e di volontariato, con particolare riferimento a quelle di AVIS. Esempi di temi oggetto del modulo sono: quali sono le funzioni delle relazioni pubbliche? Come si realizzano le azioni di lobbying nelle democrazie rappresentative? Come si comunicano le attività svolte dalle associazioni? Quale ruolo politico, economico e sociale per le associazioni dei donatori del sangue?

Per chi avesse voglia di iscriversi e partecipare, ecco il link al sito di Avis in cui trovare il bando completo esauriente in tutte le informazioni necessarie.

https://www.avis.it/wp-content/uploads/2020/04/Bando-Scuola-AVIS-2020.pdf

Dove nascono i dirigenti Avis del futuro: la scuola di formazione con Fondazione Campus

IMG-20171013-WA0009Un percorso iniziato tre anni fa, volto a valorizzare il bene più importante che c’è in qualsiasi settore della società: la formazione dei giovani.

La scuola nazionale di formazione AVIS, giunta alla sua terza edizione, è partita ieri 13 ottobre 2017, nella sede dell’associazione Politeia all’Università Statale di Milano. Prosegue dunque, in assoluta continuità con le scorse annate, un progetto ideato e realizzato da Avis in totale sinergia con la Fondazione Campus di Lucca e con l’azienda farmaceutica Kedrion Biopharma.

Ma qual è l’obiettivo di questa iniziativa, che è divisa in tre moduli previsti entro la fine di questo 2017, nei mesi di ottobre (nei giorni 13 e 14), novembre (nei giorni 17 e 18) e dicembre (nei giorni 15 e 16)?

È formare i dirigenti del futuro attraverso convegni, discussioni e relazioni, e contestualmente preparare i giovani che domani dovranno lavorare nel terzo settore alle sfide del futuro e alla gestione delle piattaforme no profit in tutti i loro aspetti: sul piano del rapporto tra etica e mercato, su come sarà opportuno impostare le relazioni pubbliche e istituzionali, e su come bisognerà rapportarsi alla gestione interna di un’associazione come Avis, che avrà il compito di far dialogare il sistema trasfusionale italiano con quelli europei.

All’edizione in corso parteciperanno 25 dirigenti (14 maschi e 11 femmine) provenienti da tutta Italia e tutti sotto ai 45 anni. Alcuni di loro sono davvero giovani con ben dieci partecipanti che hanno meno di 26 anni.

 

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Per conoscere meglio intenti e obiettivi della scuola di formazione Avis, abbiamo raggiunto telefonicamente molti tra coloro i quali l’hanno voluta fortemente, puntando su un concetto di visione del futuro che passa inevitabilmente dai concetti di esperienza sul campo di chi dirige già nel presente, e di necessità di trasmettere il miglior know-how tra generazioni.

Il neo presidente di Avis Nazionale Alberto Argentoni, in quest’ottica, sottolinea il profondo senso di comunità che dovrà essere alla base del gruppo dirigenziale del futuro. “Sicuramente il lavoro che stiamo facendo con queste nuove leve – spiega – mi conforta molto, e aggiungo che molti di loro sono già inseriti in ruoli importanti nelle loro realtà associative territoriali: tutto questo significa che andiamo verso un rinnovamento importante. Questa opportunità che abbiamo creato in connubio con la fondazione Campus è fondamentale perché le sfide che abbiamo davanti sono molto grandi e complesse, e la competenza è una delle doti chiave che serviranno per affrontarle, nonché uno dei requisiti più importanti per la formazione di chi andrà a gestire l’associazione. L’altra cosa bella è che i giovani vengono da tutta Italia, e così si può osservare un’associazione che rappresenta davvero uno spaccato di tutto il territorio nazionale, fatto di giovani che rappresentano le loro terre, la loro cultura e le loro tradizioni, e le scambiano con gli altri. Il nostro tentativo è quello di creare una vera e propria comunità di persone, e non ho alcun dubbio che ci riusciremo”.

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Piuttosto esplicative anche le parole del professor Salvatore Veca, presidente di Fondazione Campus, che coglie l’importanza di una buona formazione sul piano dell’analisi critica dei contesti in cui un buon dirigente deve operare, giacché anche nell’ambito del no profit e del volontariato l’efficienza è da considerarsi un obiettivo sistematico.  “Sono molto contento – dice – e come presidente della Fondazione Campus posso dire che è una grande soddisfazione essere arrivati al terzo anno della scuola. Siamo partiti al collegio Ghislieri di Pavia nel 2015, poi siamo stati alla Biblioteca Politeia dell’Università Statale di Milano lo scorso anno, e oggi siamo qui, ancora a Milano. Lo scopo è consentire ai giovani che operano in Avis di avere un’esperienza di riflessione nel campo dell’associazionismo, e imparare, come dico spesso, “a fare bene il bene”, cioè ad adottare le logiche organizzative più efficienti per essere utili agli altri.  Alla nostra scuola di formazione non si insegnano dottrine, ma si inducono i partecipanti a individuare i problemi che possono esserci nell’ambito dei settori in cui si opera, per essere in grado di trovare le migliori soluzioni”.

Anche il professor Corrado Del Bò dell’Università di Milano è parte integrante del comitato scientifico della scuola. “Il senso profondo di queste giornate – spiega – credo consista nel fatto che Avis sta investendo pesantemente nel suo futuro, e sta cercando di dare continuità alla propria attività volando alto; non limitandosi alle attività del suo core business, che peraltro svolge egregiamente da parecchi decenni, ma creando nuove generazioni di dirigenti che verso il centenario di Avis abbiano una vera e propria “vision”, e riescano a governare i problemi dentro una realtà sempre più complessa. Sono coinvolto come Fondazione Campus e sono contento, perché qui si favorisce l’apprendimento. Abbiamo tre moduli – prosegue – il primo, in questi giorni, è dedicato al rapporto tra etica, dono e mercato, con la relazione del professor Nicola Pasini (sul significato profondo del concetto di politica n.d.r.), poi c’è la mia relazione intitolata Tra etica e mercato: ci sono cose che i soldi non possono comprare? Sono temi centrali della contemporaneità, non ci limitiamo al discorso sul sangue ma cerchiamo di dare uno sguardo più ampio, pensiamo ai problemi sanitari e più in generale ai problemi del mondo, e la finestra del sangue serve come apripista. Domani – continua Bò –Federico Zuolo dell’Università di Genova parlerà di etica nel no-profit, mentre Riccardo Puglisi dell’Università di Pavia si esprimerà sul problema dello stato che arretra e sul terzo settore. Il secondo modulo a novembre sarà sull’organizzazione del no profit. Analizzeremo le questioni organizzative e le dinamiche del conflitto, e porteremo uno sguardo aziendalista che possa ai ei futuri dirigenti a interiorizzare il concetto espresso dal professor Veca: fare bene il bene. La psicologa Chiara Ghislieri dell’Università di Torino analizzerà invece i problemi di un’organizzazione in cui sia bello lavorare. Infine il terzo modulo a dicembre sarà incentrato su politica e comunicazione: per spiegare il fenomeno delle lobby avremo Maria Cristina Antonucci del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, mentre il formatore Giuseppe Codeluppi si cimenterà sulle dinamiche di costruzione del gruppo. Nell’insieme – conclude Bò – il nostro scopo è creare non una somma di dirigenti, ma un gruppo di dirigenti”.

Ecco qui in basso, in dettaglio, il programma dei tre moduli che completano l’offerta formativa della scuola, in un’edizione davvero molto ricca.

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Modulo 13-14 ottobre
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Modulo 17-18 novembre
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Modulo 15-16 dicembre