Oggi è il World Blood Donor Day in tutto il mondo, e arrivano i bilanci del dono in Italia nella stagione appena conclusa

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Oggi in tutto il mondo si festeggia il World blood Donor Day, e le attività, le celebrazioni, e le campagne coinvolgeranno per più giorni le comunità di tantissimi paesi in tutto il mondo. Lo ricordiamo: il paese designato come “ospitante” in questa occasione è il Rwanda che, sorprendentemente, è uno dei pochissimi paesi in cui i droni trasporta sangue (che AbZero sta sviluppando in Italia) sono già attivi e salvano vite.

Nel 2020 come sappiamo bene sarà l’Italia il paese guida per la giornata mondiale del donatore, ed è una gran bella notizia. Il sistema trasfusionale italiano è tra i più efficienti ed etici in tutto il mondo, e gode di grande stima, considerazione e autorevolezza internazionale. Donazione anonima, gratuita, volontaria, associata e organizzata, con il massimo della sicurezza per donatore e ricevente: è questo il paniere di valori su cui si insisterà per tutto l’anno in Italia e all’estero, e a tale scopo i lavori di preparazione al 14 giugno 2020 sono già iniziati in occasione della serie di incontri istituzionali che si sono svolti a Roma mercoledì 12 giugno.

“Abbiamo chiesto al presidente della Camera – ha dichiarato il presidente AVIS Gianpietro Briola – la massima collaborazione delle Istituzioni per la buona riuscita del World Blood Donor Day 2020 che si terrà in Italia. Sarà infatti un’occasione molte importante per il nostro Paese, anche per evidenziare le peculiarità del modello italiano, incentrato sulla donazione gratuita e non remunerata. Proprio su questo tema, abbiamo riaffermato al presidente Fico la necessità che il sangue e il plasma rimangano beni pubblici, per arrestare alcune tendenze – presenti in Europa – alla remunerazione dei donatori”.

Ma gli incontri del 12 giugno, alla presenza delle maggiori cariche politiche nazionali e del sistema sanitario, sono serviti anche per tracciare un bilancio sulla donazione nel nostro paese nel 2018, con numeri e tendenze che offrono un quadro chiaro ed esauriente dei punti forti e delle criticità.

Ecco, dal comunicato stampa del Centro nazionale sangue, la situazione nel dettaglio, con alcuni passaggi chiave evidenziati da noi.

I numeri

Dopo anni con il segno meno, torna a salire il numero dei donatori di sangue, che nel 2018 sono stati 1.682.724, con un aumento dello 0,2% rispetto all’anno precedente.

I nuovi donatori sono poco più di 371mila, in calo del 3,7%, mentre il 91,7% del totale è rappresentato da donatori iscritti alle associazioni di volontari. Sono in leggero calo anche i pazienti trasfusi, che nel 2018 sono stati circa 630mila contro i 637mila dell’anno precedente. In totale le trasfusioni effettuate durante l’anno sono state quasi 3 milioni. L’inversione di tendenza non riguarda i donatori in aferesi, la procedura che permette di donare soltanto alcune parti del sangue intero come il plasma e le piastrine, che sono stati 202mila, con un calo dell’1,6%. Nel 2018 sono stati comunque raccolti 840mila chilogrammi di plasma, 4mila in più rispetto all’anno precedente, pienamente in linea con gli obiettivi del Programma Nazionale Plasma. Per il sangue è stata garantita anche lo scorso anno l’autosufficienza totale, che per i derivati del plasma è circa al 70%.

I donatori invecchiano

I donatori nella fascia di età tra 18 e 25 anni sono in calo costante dal 2013, e nel 2018 sono risultati poco più di 210mila, il 12% del totale. Stesso trend per quelli tra 26 e 35 anni, che erano lo scorso anno 290mila, circa il 17%. Specularmente, per effetto dell’invecchiamento della popolazione, crescono invece i donatori nelle fasce più ‘anziane’: nelle fasce 36-45 e 46-55 sono rispettivamente il 25% e il 29%

Mancano i medici

Il sistema trasfusionale in Italia conta su oltre 270 Servizi Trasfusionali ospedalieri. Dal 2017 al 2018 il numero totale di professionisti si è ridotto in 10 Regioni di 64 unità. Nei prossimi dieci anni si stima un fabbisogno di circa 500 unità di medici specialisti a causa del turnover.

Queste le tendenze della stagione appena conclusa, un mix di numeri, buone notizie e criticità che hanno lanciato l’apertura del nuovo portale governativo per donatori che si può consultare al link seguente:

http://www.donailsangue.salute.gov.it/donaresangue/homeCns.jsp

Molto interessante, a nostro parere, la parte informativa declinata direttamente per categoria di utenti, in grado di mettere in evidenza, sin dal principio e con chiarezza, le diverse necessità di donne, donatori giovani e donatori stranieri, dei tantissimi che hanno tatuaggi e piercing e di chi invece dona già da molto tempo.

Le dichiarazioni delle autorità

Molte le dichiarazioni degne di nota dei presenti, a commento dei temi emersi durante il dibattito:

Sulla necessità di equilibrare e gestire bene le risorse si è espresso Giancarlo Liumbruno, Direttore Generale del Centro Nazionale Sangue: “Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione. E’ importante che tutte le Regioni garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue, ad esempio diversificando gli orari di apertura dei centri di raccolta per venire incontro alle esigenze dei donatori. Per quanto riguarda la carenza di medici, che sconta anche l’assenza di una specializzazione in Medicina trasfusionale, abbiamo chiesto agli Assessorati alla Salute delle Regioni, insieme ai presidenti dei collegi dei professori di Ematologia e Patologia Clinica di aumentare la disponibilità di borse di studio per queste specialità per coprire gli organici anche nei Servizi trasfusionali”.

Chiusura del cerchio affidata invece al ministro della Salute Giulia Grillo, brava a fotografare l’importanza delle associazioni anche in chiave di preparazione al futuro che verrà. “Le trasfusioni e le terapie salvavita con i farmaci derivati del plasma sono inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma solo grazie allo sforzo dei donatori e delle loro associazioni è possibile garantirle quotidianamente ai pazienti – ha ricordato il ministro – e dobbiamo tutti lavorare per sostenere e sviluppare il sistema sangue italiano, recentemente riconosciuto come un modello da seguire anche dall’Oms, che ci ha affidato l’organizzazione dell’evento globale della Giornata Mondiale dei Donatori del 2020”.

Portare i giovani nei centri trasfusionali, rafforzare la plasmaferesi, rafforzare la presenza del copro medico. Questi, dall’analisi, i focus su cui lavorare verso il World Blood Donor Day del 14 giugno 2020, obiettivi raggiungibili solo con una collaborazione fattiva tra tutti gli interpreti del sistema trasfusionale, ovvero tecnici, associazioni e politica, tre gambe a cui si devono doverosamente aggiungere i media. Tutti, noi compresi, dovremo fare il massimo per contribuire alla causa comune.

La campagna donazione estiva di Fidas e Avis insieme all’Emilia Romagna. I donatori diventano i testimonial

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Tra aprile e maggio, come i lettori di Buonsangue sanno bene, sono andati in scena i più importanti eventi associativi delle grandi associazioni italiane. L’assemblea nazionale di Avis a Riccione, in cui si è parlato di come affrontare il futuro sul piano della comunicazione sociale; l’assemblea nazionale di Fratres a San Giovanni Rotondo, incentrato su come rafforzare e potenziare la raccolta sangue a protezione dell’autosufficienza ematica; e infine la 38esima giornata del donatore Fidas, svoltasi a Matera con l’assegnazione del premio giornalistico nazionale Isabella Sturvi.

Ora però, alle porte dell’estate, come ogni anno l’esigenza principale dei donatori volontari e organizzati diventa quella dell’azione sul campo per provare a contrastare il calo intrinseco che ogni anno si verifica con l’arrivo del caldo e dei mesi estivi.

Come abbiamo visto negli anni scorsi, la mobilitazione è sempre molto forte e le iniziative per contenere il calo dei donatori sono molte. La campagna pubblicitaria video è di solito uno degli strumenti più utilizzati, e così, con il giusto anticipo, proprio su questo fronte hanno iniziato a muoversi la Regione Emilia Romagna insieme ad Avis e Fidas. In sinergia, è dunque riproposta la campagna che è possibile vedere nel video appena sotto:

 

Il titolo della campagna è “Chi dona sangue inizia un nuovo racconto”, ma in questa campagna 2019 c’è una grande e bella novità: sono gli stessi donatori a fare da testimonial, spostando il riflettore su un tema legato alla donazione di sangue che troppo spesso viene trascurato, ovvero il grande beneficio che il donatore stesso ottiene dall’atto di donare. Monitorare la propria salute, il proprio benessere, e ricevere grande benessere psicofisico per la consapevolezza di aver compiuto un gesto altruistico sono fatti acclarati che devono essere ribaditi con forza. La campagna “Chi dona sangue inizia un nuovo racconto” – si può condividere attraverso l’hashtag #ioTiRaccontoChe – e si basa sulle molte testimonianze di donatori che hanno voluto condividere le proprie esperienze. Anche il claim, “Prima dono, poi parto” si basa su un concetto che i lettori di Buonsangue conoscono bene, e serve a ricordare l’importanza di donare anche in estate. Donare prima di partire è infatti la successione giusta delle priorità. Non dimentichiamocelo.

Settimana intensa per le principali associazioni italiane: in Puglia nasce il magazine Avisiamoci, a Matera Fidas assegna il prestigioso premio Sturvi

Un nuovo magazine, per arrivare direttamente alla mente e al cuore di chi donatore lo è già, e al tempo stesso di chi si accinge a diventarlo: in Puglia nasce Avisiamoci, una rivista trimestrale d’informazione e promozione del volontariato che parte da Trani e si accinge a conquistare tutta la regione.

Ecco la prima copertina, quella del numero 0, dedicata alla più importante delle campagne recenti di Avis, quella dedicata alla raccolta plasma, con l’Hashtag #gialloplasma e il claim “Da quest’anno va di moda il giallo”.

Avisiamoci

Fig. 1

Avisiamoci è una rivista molto ricca, che al suo numero 0 conta già 16 pagine ben distribuite tra lo spazio dedicato ai numeri del sistema associativo della realtà pugliese, le interviste ai membri della governance e il revival della storia avisina in Puglia, contenuti che accompagnano i saluti “istituzionali” del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, del presidente di Avis Puglia Gigi Bruno, della vicepresidente Luisa Sgarra tra le principali artefici di questo progetto, e di Raffaele Raguso responsabile della comunicazione di Avis Puglia, che ci ha raccontato più nel dettaglio cosa sarà Avisiamoci. “La rivista è tutta pugliese – ha detto Raffaele –  e questo numero è più un numero di lancio con tante interviste ai dirigenti. Lo scopo è, come suggerisce il titolo, “avisare” tutta la Puglia che come sai è molto lunga e molto grande, e per avere un’unica fonte di comunicazione abbiamo deciso di puntare su questo progetto un lavoro che è stato svolto dai ragazzi del Servizio Civile e che è ha una redazione diretta dalla vicepresidente Luisa Sgarra. Anche io l’ho voluto fortemente, perché penso che poter scrivere significhi poter lasciare traccia delle nostre attività in un’era dove tutto è digitale. Oggi, in occasione dell’assemblea regionale di Avis Puglia, daremo una copia di Avisiamci a tutti i delegati. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, e spero che il magazine possa essere un mezzo per trasmettere in regione, ma anche a livello nazionale, tutto ciò che di bello si fa in Puglia per la solidarietà e la raccolta sangue”.

A Matera, intanto, in uno scenario meraviglioso che si accinge a diventare uno dei set del prossimo film di 007, è andata in scena la premiazione del premio giornalistico nazionale Isabella Sturvi, promosso da Fidas e dedicato a tutti i giornalisti che nell’anno in corso si sono distinti per il loro lavoro di qualità sull’informazione legata al dono del sangue.

Ecco i responsi, con le motivazioni del Consiglio direttivo sintetizzate dal comunicato stampa emesso da Fidas:

Per la sezione nazionale il riconoscimento è andato a Valentina Arcovio (fig.2) con l’articolo “Ho salvato tanti piccoli con il mio braccio d’oro” pubblicato su Il Messaggero e Il Mattino. La giuria presieduta da Margherita De Bac ha sottolineato come abbia “saputo colpire l’attenzione del lettore descrivendo un personaggio nuovo, diverso, con spunti anche divertenti che nel pezzo sono garanzia di efficacia. L’articolo si legge fino in fondo con piacere ed è ottimamente scritto”.

 Arcovio

Fig. 2

Gandolfo Maria Pepe (fig.3) ha conquistato il premio per la categoria locale con gli articoli “Mi ha salvato la voglia di diventare donatrice” e “Mentre lui dona il sangue, la giovane figlia viene trasfusa” pubblicati su La Sicilia, “per la capacità di raccontare la donazione del sangue attraverso testimonianze incisive che aiutano il lettore a comprendere l’importanza di un semplice, grande gesto, benefico per gli altri e anche per se stessi. Pepe ha saputo infondere nel pezzo un coinvolgimento emotivo che si sente, non ha scritto tanto per riempire lo spazio. Abbiamo voluto premiarlo anche perché convinti che ai fini della donazione di sangue siano molto più efficaci i servizi che incidono nelle piccole realtà cittadine”.

 Pepe

Fig. 3

 Infine ha ottenuto il riconoscimento del Consiglio Direttivo nazionale FIDAS Antonio Boemo (fig.4), con l’articolo “Il sangue dei gradesi all’emoteca mobile. E il dono si tramanda da padre in figlio” pubblicato su Il Piccolo. Il Consiglio Direttivo ha particolarmente apprezzato “il modo in cui l’autore abbia messo in evidenza l’importanza del gesto del dono, soprattutto se viene condiviso con i propri cari. Dall’articolo, infatti, emerge l’importanza della trasmissione dei valori dai genitori ai figli, con la conseguenza che i primi testimonial che ognuno di noi dovrebbe avere nel campo della donazione del sangue sono proprio i familiari. Il tutto nel segno di una continuità che rende ancora più fieri dell’appartenenza ad una famiglia di sangue in tutti i sensi”.

Boemo

Fig. 4

Sono passati 10 anni dal terremoto dell’Aquila, l’importanza delle Associazioni di sangue nei processi di ricostruzione, e il presente forte di 600 donatori

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Domani sabato 6 aprile cadrà il decimo anniversario di uno degli eventi più tristi e drammatici della recente storia d’Italia, il terremoto che nel 2009 rase al suolo L’Aquila aprendo una ferita che in quel meraviglioso territorio non si è ancora rimarginata.

Non bisogna dimenticare: in totale i morti, nel computo complessivo furono 309, quasi 1200 i feriti, e circa 65 mila gli sfollati. Numeri impressionanti, che ben ci fanno comprendere quanto sia importante che un paese come l’Italia abbia sempre in serbo un piano nazionale sangue per fronteggiare le cosiddette maxi – emergenze, come in effetti è già previsto, e come testimoniammo il 3 febbraio 2017, partecipando a un autorevole convegno sul tema che si è svolse a Roma.

Già nel 2009, a partire dai tristi eventi di quel 6 aprile che devastarono case, chiese ed edifici pubblici, e naturalmente negli anni a seguire, sono state tantissime le iniziative che le associazioni italiane di donatori di sangue hanno portato avanti con impegno e solidarietà.

Già nel febbraio 2010, per esempio, fu ripristinata una sede Avis comunale funzionante, con una prima donazione di sangue effettuata il giorno 20, dall’allora prefetto Franco Gabrielli. Non fu l’unico supporto: a fine 2009, secondo il quotidiano locale Ilcapoluogo.it, Avis fu indicata come l’associazione più trasparente nel modo di operare, a proposito della raccolta fondi organizzata per la dotazione degli arredi e per la costruzione della tensostruttura sportiva polivalente della residenza universitaria San Carlo Borromeo, al cui interno sono poi stati ospitati ben 120 studenti, con a disposizione sale studio, cucine, lavanderie, aree ricreative e sale computer.

La raccolta raggiunse quasi 800 mila euro, destinati in parte anche al completamento dei lavori di ricostruzione del blocco A della Facoltà di Ingegneria del capoluogo abruzzese.

Nel 2013, seguì poi la donazione delle attrezzature per rimettere in funzione la mensa universitaria, fino a che, al giorno d’oggi, la città può contare su ben 600 donatori periodici avisini. Un grande risultato che è stato da poco commentato dalla presidente della sede comunale, Maria Rita Cassiani, ferma nel sottolineare l’importanza del lavoro di squadra con le altre istituzioni locali: “Devo ringraziare tante realtà – ha detto la Cassiani – come la caserma militare Pasquali, la Guardia di Finanza, la Fondazione della Cassa di risparmio dell’Aquila, il Rotary e il Rettore. Abbiamo avuto e ancora abbiamo un grande sostegno e una grande amicizia da parte di Avis regionale e provinciale, così come dell’ex consigliere nazionale Domenico Leone”.

Il prossimo mese inoltre, arriverà un evento dal grande valore simbolico, perché Avis regionale Abruzzo terrà l’assemblea regionale proprio all’Aquila, e a testimonianza di quanto sia importante la collaborazione tra realtà de volontariato, va sottolineato il ruolo importante che dal terremoto in poi ha avuto anche la Fidas, con una grande partecipazione delle federate alla raccolta fondi, e per l’attività istituzionale costante portata avanti nel tempo, anche attraverso la casa del volontariato e dell’associazionismo inaugurata nel luglio 2011.

In questi giorni il mondo dei media è tornato abbondantemente – e continuerà a farlo – sui tragici eventi del 2009 che colpirono L’Aquila, che già in tempo reale divenne il più grande set mediatico del paese. Si parlerà, purtroppo, degli scandali passati (è già stato trasmesso Draquila, il documentario di Sabina Guzzanti che racconta le incredibili vicende economiche e giudiziarie che coinvolsero la Protezione Civile guidata da Bertolaso e l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi) e, per fortuna, di quello che ancora c’è da aggiustare e da ricostruire con serietà e impegno. Più difficilmente si parlerà dell’importanza della donazione di sangue, ed è per questo che è sempre importante ribadirla quanto c’è l’occasione.

 

Il Fidas Tour 2019. In camper da nord a sud, in 25 città italiane, con una sola missione: diffondere la cultura del dono

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Un lungo tour in giro per l’Italia, da Torino fino a Matera, allo scopo di diffondere un messaggio semplice ma sempre estremamente attuale: c’è bisogno di sangue, ce n’è bisogno costantemente nel presente e ce ne sarà bisogno in futuro, con la conseguente necessità di reclutare giovani che comprendano e si affezionino al gesto del dono al punto da diventare donatori periodici per tutta la vita.

Il Fidas Tour, in pieno svolgimento, è solo una delle tantissime iniziative che Fidas ha predisposto per festeggiare i sessant’anni dell’associazione: come abbiamo scritto nell’approfondimento dello scorso 23 marzo, infatti, saranno tantissimi gli eventi e le campagne in programma per tutto il 2019.

Nel video che segue, ecco tutte le tappe previste:

Come si svolge il tour? Il tutto avviene a bordo di un camper, opportunamente “vestito” di un look tutto speciale. Ci sarà il drappo rosso della campagna video “Metti in circolo l’energia” (che si può vedere in basso nel video numero due), ci sarà il filo, sempre rosso, che ricorda l’anniversario e rappresenta l’attività e l’impegno che Fidas svolge nel paese dal 1959 sempre a servizio della raccolta sangue e della sensibilizzazione sociale. E ci sarà un tocco di giallo, che a noi sembra un chiaro riferimento al dono del plasma.

Le tappe del Fidas Tour saranno ben venticinque: tantissime e lungo tutto la penisola, una sorta di Giro d’Italia del sangue che, come già detto, è partito da Torino lunedì 25 marzo e si concluderà a Matera venerdì 26 aprile. Non una scelta casuale quella di Matera: come tutti sappiamo la città dei sassi sarà per tutto il 2019 la capitale europea della cultura: proprio a Matera, e proprio il 26 aprile inoltre, si aprirà il 58° Congresso Nazionale proprio della Fidas.

Tutti pronti, allora, per accogliere questo grande evento itinerante, che si spera possa trasformarsi in una vera e propria festa in ogni tappa, coinvolgendo il maggior numero di giovani. Il dono del sangue e tutta la bellezza che contiene questo semplice quanto necessario, meritano tutta la diffusione possibile.

Dal 60esimo di Fidas a Torino al monitoraggio delle carenze: un week-end importante per il sistema sangue

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Un weekend importante per il mondo della donazione si appresta a entrare nel vivo oggi sabato 23 marzo: a Torino, infatti, nel Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Chiablese, è andata in scena ieri la conferenza stampa di presentazione del sessantesimo anniversario della FIDAS. Tantissimi gli ospiti hanno parlato di donazione, tra presenze istituzionali e associative, a cominciare dal Ministro della Salute Giulia Grillo, il sindaco della Città metropolitana di Torino Chiara Appendino, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris, e tanti altri.

Scopo dell’incontro, è stato presentare le moltissime iniziative organizzate da FIDAS per celebrare i 60 anni della Federazione, per un programma che durerà un anno intero, a partire dal nuova campagna di comunicazione “Metti in circolo l’energia”, la ricerca “Correlazione tra donazione di sangue periodica e miglioramento della salute fisica e psicologica”, il FIDAS Tour 2019, il concorso “A scuola di dono, di cui avevamo già parlato su Buonsangue e il Meeting Giovani FIDAS 2019.

Oltre agli incontri istituzionali e dalle celebrazioni, tuttavia, è bene monitorare anche le carenze nelle regioni e nelle province italiane dotate di “meteo del sangue”, in attesa che un tale strumento di assoluta utilità diventi presto una realtà in tutto il paese.

In Toscana, come vediamo in figura 1, situazione da monitorare e tenere sotto controllo, con carenze urgenti per il gruppo A+ ed emergenze per i gruppi A-, 0 + e 0-.

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Fig.1

In Friuli Venezia Giulia, invece, diverse carenze gravi, per entrambi i poli del gruppo 0 e del gruppo B. è su questi che bisognerà insistere nella raccolta durante le prossime ore.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 2

In Emilia Romagna, come accade spesso, situazioni provincia per provincia molto diversificate: a Rimini, infatti, solo una lieve carenza nel gruppo B – a fronte di una raccolta generalizzata piuttosto buona (Fig. 3), mentre a Ferrara (Fig. 4), tutti i gruppi soffrono molto, con picchi di gravità nei gruppi 0+ e B-.

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Fig.3

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 4

A Reggio Emilia l’unico gruppo che non è in apnea è il gruppo 0-, con la maggiore carenza nel gruppo A -, come s vede in figura 5:

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Fig. 5

A Biella, in Piemonte, situazione decisamente migliore: situazione ottimale in tutti i gruppi, con un’unica carenza da tenere sotto controllo e risolvere per quanto riguarda il gruppo B-.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig.6

Allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, e poter andare a donare, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi sabato 23 marzo, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

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Fig. 7

Ampia attenzione sul plasma, ma utile vagliare anche il sangue intero: la situazione “carenze” a fine febbraio

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In un periodo caratterizzato dalla grande attenzione che istituzioni e associazioni hanno dedicato alla raccolta plasma, è bene non distogliere lo sguardo dalla raccolta del sangue intero. Anzi: è davvero molto utile una ricognizione regione per regione e il punto sulla situazione.

Ma prima una premessa: un evento di cronaca edificante, accaduto qualche giorno fa a Carbonia, in Sardegna con l’ultima donazione di Enrico Forteloni, donatore sardo nato nel 1949 e dunque costretto a smettere per sopraggiunti limiti d’età, spinge immediatamente a riflettere sugli scenari dei prossimi 10 anni: dal Facebook del Centro nazionale sangue arriva un dato significativo, poiché saranno ben 212 mila i donatori periodici che in questa fascia temporale non potranno più donare per anzianità. La domanda allora nasce spontanea: sarà possibile ovviare a questa emorragia con un numero di sostituti giovani altrettanto rilevante? La risposta è sì, a patto di lavorare bene sulla comunicazione, in “trincea” durante il lavoro sul campo, con gli adeguati strumenti economici, culturali e formativi.

Intanto però, bisogna pensare anche al presente, e rafforzare le scorte e l’impegno collettivo di istituzioni, associazioni, professionisti e media, per sensibilizzare sempre di più la comunità e rendere il dono del sangue un’attività del tutto naturale dopo i 18 anni, un po’ come prendere la patente.

In Toscana, come vediamo in figura 1, vi è addirittura un’eccedenza nel gruppo A+, mentre qualche fragilità si registra nel gruppo B- e 0+. L’unica emergenza riguarda il gruppo 0-, ma la situazione appare sotto controllo.

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Fig. 1

In Emilia Romagna, proprio come nelle settimane di fine gennaio e inizio febbraio, situazione piuttosto diseguale.

A Rimini, in figura 2, apprendiamo come la situazione sia ottimale per la maggior parte dei gruppi, mentre difficoltà emergono per il gruppo B+, che fa registrare una carenza grave, e per il gruppo b-, per il quale la carenza è lieve.

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Fig. 2

A Reggio Emilia situazione più difficile, con carenze gravi per il gruppo A- e lievi per i gruppi 0+, A+ e B+, come vediamo in figura 3.

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Fig. 3

Infine a Ferrara, in figura 4, dove già nelle scorse settimane la raccolta sangue doveva essere migliorata, non ci sono crescite significative: carenze lievi, forti o gravi praticamente in tutti i gruppi.

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Fig.4

Interessante anche la situazione segnalata dal meteo del sangue di Avis Biella, dove il bisogno riguarda il gruppo 0 in entrambi i poli e il polo negativo del gruppo B.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue (1)

Fig. 5

Sempre al nord, in Friuli Venezia Giulia, dal portale dei donatori Fidas emerge una situazione leggermente migliorabile ma sotto controllo, con un’unica carenza grave rintracciabile in entrambi i poli del gruppo 0.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine (1)Fig. 6

Ora una ricognizione al sud, dove purtroppo non ha ancora attecchito uno strumento come il Meteo del Sangue, mezzo di grande efficacia per garantire un’informazione immediata ed efficace sulle scorte di sangue (e talvolta di plasma) gruppo per gruppo, nei vari territori nazionali: carenze per alcuni gruppi si registrano a Molfetta in provincia di Bari, dal cui centro regionale sangue arrivano segnalazioni di carenze di sangue, in particolare per i gruppi ZERO POSITIVO, A POSITIVO e ZERO NEGATIVO.

Situazione delicata anche a Messina, dove dall’ospedale Papardo si registra un appello alla comunità da pare di Roberta Fedele, direttore dell’Unità Operativa di Medicina Trasfusionale: appello rivolto a tutti i cittadini messinesi per far fronte alle carenze ricorrenti per tutto l’anno in questi territori e in questo periodo dell’anno particolarmente accentuate.

Infine, allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 21 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

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Il Premio Giornalistico nazionale “FIDAS-Isabella Sturvi giunge alle IX edizione. Un modo valido per stimolare l’informazione di qualità

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Se in molti casi i “premi giornalistici” o i premi in generale possono essere semplici strumenti di coltivazione del narcisismo o della vanità sociale, ce n’è qualcuno che invece è finalizzato a premiare l’etica, l’impegno e la professionalità in un campo informativo come quello della salute – e in particolare del sangue, in cui correttezza, precisione, competenza e visione valoriale sono massimamente importanti.

Ecco perché siamo lieti di partecipare ancora una volta e per la terza edizione consecutiva, come parte della giuria, alla IX edizione Premio Giornalistico nazionale “FIDAS-Isabella Sturvi”, intitolato, lo ricordiamo, alla dottoressa scomparsa nel 2009 in seguito a una grave malattia quando era già responsabile dell’ufficio VIII, “Sangue e trapianti”, presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

Sul sito della Fidas nazionale si può leggere il bando integrale relativo a questa edizione, ma intanto è bene soffermarsi sugli obiettivi a largo raggio del premio, che come spiega Fidas stessa è “finalizzato alla promozione dell’impegno del giornalismo sociale e scientifico relativo al Sistema Sangue, alla valorizzazione del grande patrimonio costituito dalle numerose associazioni del territorio impegnate nel volontariato, all’educazione e sensibilizzazione dei giovani verso l’impegno sociale e civile”.

Il premio è tuttavia anche uno strumento mediatico importante per raggiungere scopi propedeutici come la divulgazione, la sensibilizzazione e la promozione della cultura e dei valori di comunità che sono propri della donazione di sangue, stimolando l’informazione puntuale e seria su tutto ciò che accade nel Sistema trasfusionale nazionale ed internazionale. Grazie al premio, sarà poi possibile, leggiamo nel bando, “segnalare all’attenzione della pubblica opinione quei giornalisti e quelle trasmissioni televisive, radiofoniche o su web che si siano distinti per completezza e correttezza di informazione, e mantenere alta l’attenzione dei cittadini sul tema della donazione del sangue”. Una mission significativa.

Come da tradizione, il premio Sturvi sarà diviso in due sezioni, quella dedicata alla stampa nazionale con contenuti pubblicati su testate diffuse in tutto il paese, e quella dedicata alla stampa locale, con contenuti ad appannaggio di tesate a copertura più ristretta, più localizzata; coppia di categorie premiate alle quali se ne aggiungeranno altre due: un premio speciale, per il giornalista non vincente che si sarà contraddistinto per un prodotto di livello in linea con gli obiettivi del premio, e un premio per il giornalista emergente,  dedicato agli under 30. A tutti i premiati verrà corrisposto un riconoscimento in denaro (1000 euro per le sezioni “ufficiali” e 500 per le sezioni “speciali”), e come negli anni precedenti il premio Sturvi potrà contare sul patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti, della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, del Centro Nazionale Sangue e della Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia.

Infine, una nota informativa. I giornalisti che vorranno partecipare dovranno scaricare il bando, rispettare i requisiti, e inviare a Fidas un numero massimo di 2 lavori per ciascun partecipante entro il 9 marzo 2019. Da Buonsangue un sentito “in bocca al lupo” a tutti i concorrenti.

 

La situazione sangue nel paese. Tra carenze sotto controllo, qualche emergenza e molte donazioni speciali

 

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Donare periodicamente, donare con costanza, in ogni periodo dell’anno. Anche e soprattutto quando non ci sono appelli o emergenze. Chi legge Buonsangue sa bene che la raccolta sangue non deve mai rallentare, specie in un periodo in cui vanno registrate carenze significative in molte regioni italiane. Nell’ultimo nostro report, a fine gennaio, abbiamo registrato come freddo pungente e virus diffusi avevano creato non pochi problemi in Toscana, in alcune zone dell’Emilia Romagna, in Friuli Venezia Giulia e in molte zone del centro-sud. Oggi, dopo un paio di settimane, la situazione generale sembra essere migliorata, ma in alcune zone, e per alcuni gruppi sanguigni, un incremento di donazioni nel fine settimana potrà essere sicuramente essere moto utile.

In Toscana, per esempio, il Meteo del sangue testimonia come i maggiori problemi riguardino il gruppo 0, per il cui polo negativo vi è addirittura una grave urgenza, mentre fragilità riguardano i gruppi A- e B-. Stabili, invece, tutti gli altri.

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Fig.1

Come spesso accade, è invece piuttosto diseguale la situazione in Emilia Romagna.

A Reggio Emilia solo il gruppo 0- vive una situazione ottimale, tutti gli altri positivi (0+, A+, B+) fanno registrare invece lievi carenze, mentre il gruppo A- si trova in carenza grave.

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Fig. 2

E se a Ferrara le carenze generalizzate si protraggono ormai da settimane, con una situazione piuttosto grave per i gruppi 0+, B+ e B- (motivo per il quale ci sembra più che giusto sottolineare che bisogna donare anche quando i valori sono tutti al 100%)…

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 3

… a Rimini il miglioramento è netto, a conferma delle notizie delle ultime settimane pubblicate su moltissimi magazine locali che hanno decretato l’autosufficienza della Romagna. Situazione più che ottimale in tutti i gruppi, e addirittura eccedenze per i gruppi A-, AB+ e AB-. Complimenti ai donatori romagnoli.

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Fig.4

In Friuli Venezia Giulia la situazione non è così vantaggiosa. Discreta la raccolta plasma (e questa è una buona notizia), e nessuna carenza gravissima. Raccolta da migliorare, tuttavia, soprattutto per i gruppi 0+, 0- e B-.

 A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 5

Restando a nord, un altro meteo del sangue sempre molto puntuale negli aggiornamenti è quello di Biella, in Piemonte, che ci illustra una situazione da migliorare soprattutto per quel che riguarda il gruppo B- e i gruppi 0+ e 0-, colpiti da una fragilità diffusa.

 A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 6

E più a sud? Purtroppo dalla Toscana in giù non è possibile contare sugli aggiornamenti in tempo reale consentiti dal servizio Meteo del sangue, un servizio che sarebbe opportuno attivare in ogni regione o provincia.

Nelle Marche la mobilitazione arriva con il classico connubio dono e sport. A Senigallia, in provincia di Ancona, una delegazione di giocatori e dirigenti della storica società calcistica Vigor, si è presentata a donare al Centro trasfusionale come esempio alla cittadinanza.

In Campania la carenza delle ultime settimane persiste, e dunque si dona a Salerno, in cooperazione con l’Ail (Associazione italiana leucemie), e ad Amalfi, grazie a una raccolta speciale organizzata da Avis per sabato 9 febbraio.

In Puglia, a movimentarsi è la Fratres di Molfetta, che approfitterà dell’inaugurazione della nuova sede per ribadire alla comunità l’importanza del dono.

In Sicilia, tutto pronto per l’undicesima festa del donatore a Partanna, in provincia di Trapani, con sensibilizzazione, premiazioni e coinvolgimento di giovani donatori, in un grande evento previsto per domenica 17 febbraio, mentre a Siracusa la situazione di emergenza si è fatta negli ultimi giorni più seria, al punto che il direttore di Medicina trasfusionale dell’Ospedale Umberto I di Siracusa, Dottor Dario Genovese, si è espresso attraverso un comunicato per chiedere a tutti i cittadini di dedicarsi al gesto dono.

Allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 8 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 7

 

Tra regioni in difficoltà e bilanci positivi, le moltissime notizie a tema sangue di questo inizio di febbraio

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L’attività del sistema sangue non si ferma mai, tanto meno nei week-end. E infatti sono davvero molte le notizie a tema “donazione” che hanno caratterizzato questi giorni di inizio febbraio e che meritano di essere raccolte, al fine di fotografare l’impegno e l’abnegazione delle associazioni di volontari in tutta Italia nel contrastare le difficoltà.

Cominciamo la rassegna dal sud, e in particolare in Calabria, dove la scorsa settimana si era registrata una carenza piuttosto grave, al punto che Trimarchi, il primario del Centro trasfusionale degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria aveva parlato di interventi chirurgici a rischio.

Immediata la risposta sul territorio, nel modo probabilmente più coinvolgente e funzionale, ovvero con il coinvolgimento della squadra di calcio, la Reggina. Al grido di “Amaranto è il sangue che c’è in me”, una rappresentanza della Reggina in cooperazione con il Comune di Reggio Calabria, Metro City, Avis e Adspem ha presidiato Piazza Italia dinanzi al Municipio, con due autoemoteche attraverso cui i tifosi donatori hanno potuto offrire il proprio contributo.

Dinanzi al pubblico hanno parlato il sindaco Falcomatà e Massimo Taibi, ex calciatore di Milan e Manchester United oggi direttore sportivo della Reggina. Per entrambi, in seguito all’appello del primario Trimarchi, era importante rispondere “di squadra” con la massima eco in chiave di sensibilizzazione e soprattutto con il gesto dono, al fine che qualsiasi bisogno di sangue sia sempre soddisfatto.

Sempre al sud, arriva un ottimo bilancio dal gruppo Fratres di Massafra in provincia di Taranto, che nel 2018 ha raccolto ben 800 sacche di sangue. Per il presidente Graziano Tocci, non un risultato di cui vantarsi, ma un punto di partenza per ripartire e migliorarsi. Di sicuro è questo lo spirito giusto.

Sempre in Puglia, a Giovinazzo in provincia di Bari, il week-end è servito alla Fratres per preparare una donazione speciale per oggi lunedì 4 febbraio. Si dona dalle 8 alle 11 nella sede dell’associazione in via Marconi 9, primo appuntamento di febbraio a cui seguiranno tre ulteriori “giornate della donazione” previste domenica 10, lunedì 18 e domenica 24 febbraio.

In Campania si registrano difficoltà a Lagonegro, in provincia di Potenza. Ondanews, annuncia l’attività ridotta all’ospedale locale, nonostante l’alto rischio di incidenti sulla A2. Si spera in una pronta risposta dei donatori tra le comunità del posto.

Tra regioni in difficoltà, naturalmente, ce ne sono altre virtuose, una situazione che spiega bene l’importanza del lavoro costante del Centro nazionale sangue e dello scambio tra regioni coordinato dal sistema SISTRA. Dai dati pubblicati poche ore fa da Ravenna Notizie, emerge infatti che la Romagna è un territorio autosufficiente: nel 2018 il numero complessivo di donazioni di sangue intero in Romagna è stato di 54.820 unità, quelle di plasma da plasmaferesi di 16.233 unità. Un risultato rimarchevole che a dottoressa Vanessa Agostini, Coordinatore Sistema Sangue e Plasma dell’AUSL della Romagna, è assolutamente da mantenere, grazie al lavoro congiunto di donatori, associazioni e professionisti.

Quanto il lavoro in sinergia tra le tre gambe del sistema sangue sia fondamentale per l’autosufficienza, è perfettamente chiaro anche in Liguria, dove, addirittura, Franco Senarega, capogruppo regionale Lega Nord Liguria-Salvini, annuncia che il percorso per la creazione dell’Albo dei donatori di sangue sta andando avanti. “L’Albo arriva insieme alla promozione della donazione e al riconoscimento del fondamentale valore sociale e solidale del gesto” ha detto il capogruppo, affinché il gesto del dono sia riconosciuto come meritorio per il Paese, su segnalazione della Regione.

Sarà un ulteriore stimolo per i donatori? Speriamo di sì, ma intanto una ricompensa immediata e tangibile per un donatore di sangue è arrivata ad Acqui Terme, in provincia di Ravenna, dove lo scorso sabato è stata consegnata alla legittima vincitrice una Peugeot 208, auto messa in palio a Advs Fidas Ravenna Onlus, ovvero dai donatori di sangue dell’ospedale, per la Lotteria della Befana 2019. La donna aveva donato il sangue e comprato il biglietto della lotteria, e ha ricevuto, qualche giorno dopo, la bella notizia.

Non c’è limite alle strade attraverso cui il gesto del dono ripaga chi lo compie, e ancora una volta è arrivata la prova.