Lo spot Fidas “Metti in circolo l’energia” in onda su La7 fino al 30 giugno: il messaggio sull’importanza del dono sbarca finalmente in tv

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A giugno il sistema trasfusionale ha vissuto moltissimi momenti molto intensi: il World Blood Donor Day 2019 ha sicuramente dato una grande scossa di visibilità a tutto l’ambiente, la notizia che l’edizione 2020 è stata assegnata all’Italia ha sicuramente offerto ulteriore linfa a dirigenti, professionisti e milioni di donatori, e anche le regioni come la Toscana hanno approfittato delle celebrazioni per tracciare bilanci annuali e impostare le linee guida per il futuro.

L’arrivo di giugno coincide però anche con l’arrivo dell’estate, con le conseguenti problematiche da fronteggiare e risolvere, che vanno dal calo intrinseco dei donatori causa partenza per le vacanze all’arrivo dei virus che si trasmettono con le punture di zanzara, come West Nile Virus e Chikungunya, situazioni negative a cui le associazioni rispondo con donazioni speciali, campagne pubblicitarie originali e penetranti, e tanto, tantissimo lavoro di sensibilizzazione.

La diffusione dell’importanza dei valori della donazione e del gesto del dono però non è mai sufficiente, ed ecco perché è una splendida notizia che sia arrivato in televisione, e in uno dei canali nazionali più visti e conosciuti dal grande pubblico che è attento alle questioni dell’attualità come La7, lo spot Fidas sulla campagna a favore del dono per i prossimi mesi del 2019, una campagna dal titolo esplicativo e quanto mai centrato: “Metti in circolo l’energia”.

E cos’è infatti, se non una continua immissione di energia nella società, il lavoro quotidiano delle associazioni e delle tre gambe che reggono il sistema trasfusionale?

Ecco lo spot Fidas, breve (dura circa 30 secondi) e decisamente diretto.

L’intento profondo? È proprio Fidas a spiegarlo con il testo di accompagnamento:

“Al centro della scena c’è un uomo: gli occhi sono chiusi, la pelle e gli abiti sono privi di colore. Intorno a lui, sulle note di una musica dal ritmo incalzante, si muovono quattro ballerini: portano larghe fasce di un tessuto di colore rosso acceso – che spicca sul bianco della scena – con il quale progressivamente “avvolgono” l’uomo. Quando il velo rosso cade, l’uomo, tornato a un incarnato sano, sorride. Appare la headline “Metti in circolo l’energia. Dona il sangue.”, accompagnata dal marchio FIDAS.

Lo spot FIDAS è stato realizzato con l’intento di affrontare il tema della donazione del sangue con un taglio, per quanto possibile, inedito. Evitando deliberatamente ambientazioni ospedaliere, braccia distese, sacche di sangue e simili, si è scelto, piuttosto, di trasferire tutto il discorso su un piano metaforico, utilizzando la chiave espressiva della danza. Si è così realizzato un prodotto di comunicazione decisamente particolare, molto curato nell’estetica, oltre che nella forza del messaggio.

Al centro viene posto il senso stesso, lo scopo ultimo, della donazione: la possibilità che ha ognuno di noi di mettere in circolo energia vitale, trasferendola a chi ne ha bisogno. Gli elementi della headline riprendono e completano i contenuti audiovisivi dello spot: l’aspetto della collettività e della socialità (il circolo) e quello della vitalità (l’energia) del ballo e della rinascita. In particolare, la parola “circolo” (oltre a richiamare indirettamente la circolazione del sangue) allude anche a come sia necessario donare non “solo” per un atto altruistico, ma anche perché è un gesto di cui, prima o poi, tutti potremmo avere bisogno. Essendo incentrato sull’importanza della donazione del sangue, e non sulla specifica attività di FIDAS, lo spot non è un intervento di comunicazione istituzionale ma diventa lo strumento principale di una campagna di comunicazione sociale.

Lo spot Fidas andrà in onda su La7 fino al trenta giugno, e per milioni di spettatori sarà possibile cogliere il messaggio più giusto sul dono grazie al lavoro dell’attore Luca Seta insieme ai ballerini della compagnia GoDance.

Campagne di visibilità e grandi media, dalle alte possibilità di diffusione. Solo così, come diciamo spesso, il messaggio su quanto donare il sangue debba diventare un gesto normale come mangiare, bere o respirare, potrà raggiungere la massima quantità di persone possibili.

La Santo Stefano Avis di Porto Potenza Picena campione d’Italia di basket in carrozzina. I valori del dono e quelli dello sport paraolimpico insieme verso il cambiamento

La Santo Stefano Avis di basket in carrozzina campione d Italia AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue

Nell’ultimo mese se n’è parlato moltissimo, e questa è una sorpresa. Ma quando i valori del dono del sangue si legano con la forza e la tenacia di chi si dedica anima e corpo allo sport pur dovendo superare dei limiti in apparenza insormontabili come fanno i campioni paraolimpici, anche ottenere spazio sui grandi media non è più impossibile.

Cos’è accaduto? Pochi giorni fa la Santo Stefano Avis di Porto Potenza Picena, bellissima cittadina marchigiana in provincia di Macerata, è diventata campione d’Italia nel massimo campionato di basket in carrozzina. Sul piano sportivo, è stata una sorpresa, perché i marchigiani sono riusciti a vincere le prime due gare della finale in trasferta contro la favoritissima UnipolSai Briantea84 Cantù, campione in carica e sulla carta squadra dai valori tecnici superiori.

Ma la Avis di Porto Potenza Picena ha realizzato l’impresa, un secco 3-0 che sembrava impossibile quando, alla vigilia della finale, il campionato di basket in carrozzina è stato celebrato sul Corriere della sera sul blog “Invisibili” del giornalista Claudio Arrigoni.

Arrigoni ha ragione; nulla più dello sport paraolimpico che diviene un evento seguito da centinaia di persone in diretta e con l’occasione di arrivare in televisione grazie all’impegno della Rai, può farsi agente di un cambiamento sociale che deve mirare sempre di più a ribadire i valori dell’integrazione, della condivisione e dell’empatia.

Ecco perché Avis, sembra chiaro, ha deciso di legare il proprio nome a una squadra sportiva come quella di Porto Potenza Picena, proprio come si legge sul sito di Avis nazionale nel pezzo che celebra il trionfo sportivo: “La nostra mission associativa – avevano commentato i dirigenti Avis – è strettamente legata ai concetti di solidarietà, stile di vita sano e aggregazione, che si realizzano anche nello sport. In questo senso l’esperienza del Santo Stefano è particolarmente significativa e importante, rappresentando appieno questi valori”.

Tanti i network che hanno parlato della vittoria dei marchigiani, a partire dai tematici sportivi Sport24h.it e basketworldlife.it, fino al Corriere Adriatico.

Ecco, in questo video dal taglio emotivo, le immagini della festa:

Ampia attenzione sul plasma, ma utile vagliare anche il sangue intero: la situazione “carenze” a fine febbraio

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In un periodo caratterizzato dalla grande attenzione che istituzioni e associazioni hanno dedicato alla raccolta plasma, è bene non distogliere lo sguardo dalla raccolta del sangue intero. Anzi: è davvero molto utile una ricognizione regione per regione e il punto sulla situazione.

Ma prima una premessa: un evento di cronaca edificante, accaduto qualche giorno fa a Carbonia, in Sardegna con l’ultima donazione di Enrico Forteloni, donatore sardo nato nel 1949 e dunque costretto a smettere per sopraggiunti limiti d’età, spinge immediatamente a riflettere sugli scenari dei prossimi 10 anni: dal Facebook del Centro nazionale sangue arriva un dato significativo, poiché saranno ben 212 mila i donatori periodici che in questa fascia temporale non potranno più donare per anzianità. La domanda allora nasce spontanea: sarà possibile ovviare a questa emorragia con un numero di sostituti giovani altrettanto rilevante? La risposta è sì, a patto di lavorare bene sulla comunicazione, in “trincea” durante il lavoro sul campo, con gli adeguati strumenti economici, culturali e formativi.

Intanto però, bisogna pensare anche al presente, e rafforzare le scorte e l’impegno collettivo di istituzioni, associazioni, professionisti e media, per sensibilizzare sempre di più la comunità e rendere il dono del sangue un’attività del tutto naturale dopo i 18 anni, un po’ come prendere la patente.

In Toscana, come vediamo in figura 1, vi è addirittura un’eccedenza nel gruppo A+, mentre qualche fragilità si registra nel gruppo B- e 0+. L’unica emergenza riguarda il gruppo 0-, ma la situazione appare sotto controllo.

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Fig. 1

In Emilia Romagna, proprio come nelle settimane di fine gennaio e inizio febbraio, situazione piuttosto diseguale.

A Rimini, in figura 2, apprendiamo come la situazione sia ottimale per la maggior parte dei gruppi, mentre difficoltà emergono per il gruppo B+, che fa registrare una carenza grave, e per il gruppo b-, per il quale la carenza è lieve.

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Fig. 2

A Reggio Emilia situazione più difficile, con carenze gravi per il gruppo A- e lievi per i gruppi 0+, A+ e B+, come vediamo in figura 3.

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Fig. 3

Infine a Ferrara, in figura 4, dove già nelle scorse settimane la raccolta sangue doveva essere migliorata, non ci sono crescite significative: carenze lievi, forti o gravi praticamente in tutti i gruppi.

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Fig.4

Interessante anche la situazione segnalata dal meteo del sangue di Avis Biella, dove il bisogno riguarda il gruppo 0 in entrambi i poli e il polo negativo del gruppo B.

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Fig. 5

Sempre al nord, in Friuli Venezia Giulia, dal portale dei donatori Fidas emerge una situazione leggermente migliorabile ma sotto controllo, con un’unica carenza grave rintracciabile in entrambi i poli del gruppo 0.

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Ora una ricognizione al sud, dove purtroppo non ha ancora attecchito uno strumento come il Meteo del Sangue, mezzo di grande efficacia per garantire un’informazione immediata ed efficace sulle scorte di sangue (e talvolta di plasma) gruppo per gruppo, nei vari territori nazionali: carenze per alcuni gruppi si registrano a Molfetta in provincia di Bari, dal cui centro regionale sangue arrivano segnalazioni di carenze di sangue, in particolare per i gruppi ZERO POSITIVO, A POSITIVO e ZERO NEGATIVO.

Situazione delicata anche a Messina, dove dall’ospedale Papardo si registra un appello alla comunità da pare di Roberta Fedele, direttore dell’Unità Operativa di Medicina Trasfusionale: appello rivolto a tutti i cittadini messinesi per far fronte alle carenze ricorrenti per tutto l’anno in questi territori e in questo periodo dell’anno particolarmente accentuate.

Infine, allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 21 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

1 donazione sangue Ricerca di FacebookFig.7

 

Tra regioni in difficoltà e bilanci positivi, le moltissime notizie a tema sangue di questo inizio di febbraio

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L’attività del sistema sangue non si ferma mai, tanto meno nei week-end. E infatti sono davvero molte le notizie a tema “donazione” che hanno caratterizzato questi giorni di inizio febbraio e che meritano di essere raccolte, al fine di fotografare l’impegno e l’abnegazione delle associazioni di volontari in tutta Italia nel contrastare le difficoltà.

Cominciamo la rassegna dal sud, e in particolare in Calabria, dove la scorsa settimana si era registrata una carenza piuttosto grave, al punto che Trimarchi, il primario del Centro trasfusionale degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria aveva parlato di interventi chirurgici a rischio.

Immediata la risposta sul territorio, nel modo probabilmente più coinvolgente e funzionale, ovvero con il coinvolgimento della squadra di calcio, la Reggina. Al grido di “Amaranto è il sangue che c’è in me”, una rappresentanza della Reggina in cooperazione con il Comune di Reggio Calabria, Metro City, Avis e Adspem ha presidiato Piazza Italia dinanzi al Municipio, con due autoemoteche attraverso cui i tifosi donatori hanno potuto offrire il proprio contributo.

Dinanzi al pubblico hanno parlato il sindaco Falcomatà e Massimo Taibi, ex calciatore di Milan e Manchester United oggi direttore sportivo della Reggina. Per entrambi, in seguito all’appello del primario Trimarchi, era importante rispondere “di squadra” con la massima eco in chiave di sensibilizzazione e soprattutto con il gesto dono, al fine che qualsiasi bisogno di sangue sia sempre soddisfatto.

Sempre al sud, arriva un ottimo bilancio dal gruppo Fratres di Massafra in provincia di Taranto, che nel 2018 ha raccolto ben 800 sacche di sangue. Per il presidente Graziano Tocci, non un risultato di cui vantarsi, ma un punto di partenza per ripartire e migliorarsi. Di sicuro è questo lo spirito giusto.

Sempre in Puglia, a Giovinazzo in provincia di Bari, il week-end è servito alla Fratres per preparare una donazione speciale per oggi lunedì 4 febbraio. Si dona dalle 8 alle 11 nella sede dell’associazione in via Marconi 9, primo appuntamento di febbraio a cui seguiranno tre ulteriori “giornate della donazione” previste domenica 10, lunedì 18 e domenica 24 febbraio.

In Campania si registrano difficoltà a Lagonegro, in provincia di Potenza. Ondanews, annuncia l’attività ridotta all’ospedale locale, nonostante l’alto rischio di incidenti sulla A2. Si spera in una pronta risposta dei donatori tra le comunità del posto.

Tra regioni in difficoltà, naturalmente, ce ne sono altre virtuose, una situazione che spiega bene l’importanza del lavoro costante del Centro nazionale sangue e dello scambio tra regioni coordinato dal sistema SISTRA. Dai dati pubblicati poche ore fa da Ravenna Notizie, emerge infatti che la Romagna è un territorio autosufficiente: nel 2018 il numero complessivo di donazioni di sangue intero in Romagna è stato di 54.820 unità, quelle di plasma da plasmaferesi di 16.233 unità. Un risultato rimarchevole che a dottoressa Vanessa Agostini, Coordinatore Sistema Sangue e Plasma dell’AUSL della Romagna, è assolutamente da mantenere, grazie al lavoro congiunto di donatori, associazioni e professionisti.

Quanto il lavoro in sinergia tra le tre gambe del sistema sangue sia fondamentale per l’autosufficienza, è perfettamente chiaro anche in Liguria, dove, addirittura, Franco Senarega, capogruppo regionale Lega Nord Liguria-Salvini, annuncia che il percorso per la creazione dell’Albo dei donatori di sangue sta andando avanti. “L’Albo arriva insieme alla promozione della donazione e al riconoscimento del fondamentale valore sociale e solidale del gesto” ha detto il capogruppo, affinché il gesto del dono sia riconosciuto come meritorio per il Paese, su segnalazione della Regione.

Sarà un ulteriore stimolo per i donatori? Speriamo di sì, ma intanto una ricompensa immediata e tangibile per un donatore di sangue è arrivata ad Acqui Terme, in provincia di Ravenna, dove lo scorso sabato è stata consegnata alla legittima vincitrice una Peugeot 208, auto messa in palio a Advs Fidas Ravenna Onlus, ovvero dai donatori di sangue dell’ospedale, per la Lotteria della Befana 2019. La donna aveva donato il sangue e comprato il biglietto della lotteria, e ha ricevuto, qualche giorno dopo, la bella notizia.

Non c’è limite alle strade attraverso cui il gesto del dono ripaga chi lo compie, e ancora una volta è arrivata la prova.

 

 

 

 

 

Pronta reazione in Toscana a seguito alle leggere carenze diffuse sul territorio: sono tantissime le iniziative in favore del dono

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Nell’intervento di venerdì 11 gennaio abbiamo segnalato, dati alla mano, delle carenze sangue diffuse in varie regioni, tra cui Toscana, Friuli Venezia Giulia e Campania. Nulla di preoccupante, classiche situazioni di inizio inverno che il sistema sangue può assorbire senza troppi traumi, grazie all’efficiente meccanismo di compensazione regionale gestito dal Centro nazionale sangue attraverso il Sistra.

È bello tuttavia constatare come, specialmente in Toscana, siano state fortissime le risposte di donatori e istituzioni per prevenire eventuali carenze più gravi. Come abbiamo potuto leggere su La Nazione, l’assessore al volontariato di Fucecchio in provincia di Firenze Antonella Gorgerino, ha annunciato che presto scriverà il suo abituale appello a tutti i diciottenni di città, per spingerli a prendere coscienza di quanto sia importante dedicarsi al volontariato e in particolar modo alla donazione di sangue.

L’idea della lettera diretta ai diciottenni per motivarli non è nuova in regione: già lo scorso 19 dicembre, quindi a fine del 2018, aveva dimostrato grande tempismo rispetto alle carenze dicembrine l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi, al contempo vice-presidente della Regione Toscana, autrice di una lettera a tutti i ragazzi toscani nati nel 2000 proprio allo scopo di invogliarli a donare il sangue.

E se all’epoca l’iniziativa della Saccardi ci era sembrata un po’ velleitaria, su Fucecchio l’impatto potrebbe essere ben più positivo: nel 2018, infatti, in paese si sono registrate ben 4.136 donazioni, davvero moltissime per un comune che supera di poco i ventimila abitanti e che vanta una media di donazioni per abitante tra le più alte del territorio.

Dati confortanti, In Toscana, arrivano anche da uno dei principali centri trasfusionali in Val d’Elsa, quello di Campostaggia: secondo i dati pubblicati dall’ospedale e riportati su Canale 3 Tv, nel 2018 sono aumentate bel del 26% le donazioni di plasmaferesi, del 13,4% quelle di globuli rossi e del 20% quelle di piastrine. Ma il dato che sicuramente va sottolineato con più orgoglio è quello che riguarda l’appropriatezza: è calata del 21,3% la quota di utilizzo di sangue interna all’ospedale, e questo può significare soltanto che le metodologie del Patient Blood Management sono state applicate piuttosto bene, con grande beneficio di tutti.

Fervida dunque l’attività in regione, attività che di spalma su più fronti, compresa la ricerca tecnologica. Ci sono all’orizzonte invenzioni, infatti, in grado dii portare piccole rivoluzioni grazie a cui, un domani, potrà ottenere benefici tutto il sistema sangue: tra le notizie importanti del week-end va dunque assolutamente annoverato infatti il volo inaugurale di AbZero, il drone in grado di trasportare  sangue inventato da due giovani ricercatori di Pisa di cui vi avevamo già parlato lo scorso 3 settembre, uno strumento  che si spera possa superare tutti i collaudi ed entrare presto in servizio ufficialmente.

Il volo inaugurale del drone AbZero è andato in scena, simbolicamente, a Vinci, paese natio del grande Leonardo Da Vinci. A inizio dell’anno in cui verrà celebrato il cinquecentesimo anniversario della sua morte, il suo genio non poteva essere ricordato in modo migliore.

 

A Natale, insieme ai più sentiti auguri per i lettori, ecco i cinque doni migliori che il sistema sangue potrebbe fare ai cittadini

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Il periodo è quello giusto, è Natale, e tra poco sarà per tutti tempo di bilanci, seppur parziali. Ecco perché, insieme agli auguri di “Buone Feste” a tutti i lettori di Buonsangue, abbiamo provato a ipotizzare i cinque doni più belli che il sistema sangue, a partire da questo Natale e per tutto il 2019, potrà e dovrà fare a tutti i cittadini: ai donatori periodici e occasionali, ai donatori futuri appena avranno compiuto i fatidici diciotto anni, ai donatori che non sanno ancora di esserlo, e anche a tutti coloro che per mancata volontà, caso o mancata informazione, donatori non lo saranno mai.

  1. Elasticità negli orari dei centri trasfusionali: se ne parla spessissimo in tutte le riunioni tra donatori. Tra le priorità del futuro in termini di organizzazione “pratica” del sistema, non si potrà non tenere conto delle difficoltà lavorative che complicano la vita a molti donatori in tutta Italia. Aperture nei week-end, donazioni speciali e garanzie istituzionali sulla questione delle indennità (che come è accaduto di recente in Veneto non sempre vengono riconosciute), potranno sicuramente rinsaldare ancora di più il rapporto tra cittadini vogliosi di donare e rete d’accoglienza.
  1. Informazione ancora più precisa e costante sulla plasmaferesi: c’è ancora molto da fare su questo punto. Molti miti da sfatare, come abbiamo appurato in diretta al recente convegno organizzato a Piacenza dai giovani Avis dell’Emilia Romagna, tra cui l’idea che la plasmaferesi sia una donazione di serie B o che non sia igienica.
  1. Una campagna mediatica nazionale in cui coinvolgere media e broadcaster: un tema che caldeggiamo da sempre. Si può fare tantissimo a livello di singola istituzione o associazione, ma probabilmente una campagna sul dono concertata tra tutti gli stakeholder che possa contare sulla partecipazione dei grandi media, come televisioni e giornali nazionali, potrebbe avere un peso specifico diverso nel lungo periodo.
  1. Regole chiare sulla plasma-lavorazione: fa specie che vi siano così tanti ricorsi e procedimenti legali nell’area dei bandi della plasma-lavorazione. Ed è strano che se la normativa accoglie la partecipazione ad aziende che hanno gli stabilimenti in territori governati dalle leggi UE, poi si accettino candidature di produttori con gli stabilimenti in Svizzera (dove le normative in materia di sangue si basa su principi differenti) o anche nella stessa Germania che pure nei recinti UE accetta la raccolta plasma a pagamento, in netto contrasto con i valori fondativi della raccolta italiana.
  1. L’investimento sui giovani: non si tratta solo di un investimento economico, ma soprattutto progettuale. Solo qualche settimana fa, a Roma, è stato firmato un protocollo d’intesa tra otto associazioni di volontariato e il Miur. È un passo importante cui dovranno seguire azioni adeguate: libri da leggere sull’esperienza di vita dei donatori e dei volontari, sensibilizzazione, workshop, campagne, incontri con testimonial. Tutto ciò che può smuovere la passione e la curiosità delle nuove generazioni.

Queste dunque le nostre idee per un 2019 di crescita, individuale e di sistema.

Intanto però, i donatori dovranno continuare a fare la loro parte, approfittando delle tante occasioni offerte dall’arrivo del Natale e delle festività. In figura 1 e 2, ecco il contributo dei social e in particolare di Facebook, strumento utilissimo per individuare, alla distanza più breve possibile da ciascuno di noi, la donazione speciale a cui si può partecipare. Basta inserire nel finder le parole chiave “donazione sangue” e specificare il campo di ricerca “Eventi” indicando la voce “settimana” come intervallo temporale.

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Fig. 1

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Fig. 2

Qualche allarme nelle ultime ore in Toscana: carenza sangue per i gruppi 0 e A negativo. I donatori si mobilitano e dalla politica una lettera ai neo diciottenni

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Si registra qualche allarme nelle ultime ore in Toscana a causa delle carenze di sangue, in particolar modo per i gruppi 0 e A negativo. Se andiamo a controllare le informazioni provenienti dal sito utilissimo del Meteo del sangue – aggiornate tuttavia a qualche giorno fa, ovvero mercoledì 12 dicembre alle ore 20.29 – ci accorgiamo che le indicazioni sono esattamente le succitate (figura 1): emergenza per entrambi i poli del gruppo 0, fragilità e dunque situazione da migliorare per il gruppo A+, e infine urgenza per il gruppo A-, una carenza da risolvere al più presto. Tutto sotto controllo per tutti gli altri gruppi e addirittura un’eccedenza per il gruppo AB+.

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Fig. 1

Pronta la reazione degli attori di sistema in regione, con media, istituzioni e associazioni di donatori già mobilitati. Il magazine www.quinewselba.it ha subito comunicato la situazione in seguito alle parole del dottor Piero Palla, responsabile dell’Area Medicina trasfusionale per l’Azienda Usl Toscana nord ovest, che ha poi precisato come, aldilà delle emergenze momentanee, sia sempre molto importante pensare al dono come una necessità quotidiana, un gesto a cui non si deve ricorrere solo in situazioni limite e che deve entrare a far parte delle abitudini di vita di ciascun cittadino.

Anche il sito www.voceapuana.com ha ripreso le dichiarazioni di Palla, divulgando la notizia nella zona di Massa-Carrara; sempre sulla carenza c’è stata ampia copertura nel pisano grazie a www.pisatoday.it, sito che si dedica alle notizie territoriali di Pisa e provincia, e sul sito www.noitv.it che ha confermato come l’appello del dottor Palla sia stato rilanciato in queste ore dall’unità operativa complessa di immunologia e Medicina Trasfusionale dei Centri Trasfusionali di Lucca, Barga e Castelnuovo Garfagnana.

Intanto, per una volta con il giusto (casuale?) tempismo, le istituzioni politiche si dimostrano “sul pezzo”. Grazie al sito della Gazzetta di Lucca apprendiamo infatti che l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, al contempo vice-presidente della Regione Toscana, ha scritto una lettera a tutti i ragazzi toscani nati nel 2000, ovvero a tutti coloro i quali hanno compiuto o compiranno 18 anni quest’anno, per invogliarli a donare il sangue.

Ecco l’incipit della lettera, che sarà recapitata prima di Natale a più di trentamila ragazzi in tutta la Toscana:

“Ciao! Entro quest’anno sei diventato o diventerai maggiorenne. A diciotto anni si possono fare tante nuove cose, anche aiutare gli altri con un gesto semplice come donare il sangue. Ci avevi mai pensato? Donare il sangue è un gesto di grande civiltà, un atto prezioso, non solo per chi lo riceve, ma anche per chi lo compie”

Servirà? Difficile dirlo. Di certo però, aldilà della trovata natalizia, che ha comunque il sapore del tentativo estemporaneo, è e sarà molto importante, a livello nazionale, riuscire a portare con continuità e programmazione nelle scuole il valore del dono, raccontando il grande appagamento personale che da esso deriva, proprio come stabilito qualche giorno fa alla Camera dei deputati nell’incontro tra associazioni da noi documentato, allo scopo celebrare i quarant’anni della legge sul Sistema sanitario nazionale e firmare l’ampio protocollo d’intesa tra volontariato e MIUR.

 

Dopo lo tsunami Salvini si torna a lavorare sul campo: le donazioni speciali, le carenze e tutte le news del week-end

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L’attenzione sulla raccolta sangue cresce negli ultimi giorni grazie alle dichiarazioni del vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, e arriva su testate in cui normalmente il tema del dono non è mai trattato o comunque è affrontato meno che saltuariamente: è il caso per esempio di Vanity Fair, che nei giorni scorsi ha dedicato un articolo molto ampio sulla famigerata “donazione obbligatoria”, ossimoro che abbiamo avuto modo di commentare a freddo subito dopo nel pezzo di giovedì 22 novembre:

http://www.buonsangue.net/politiche/la-donazione-sangue-non-un-gesto-imporre-matteo-salvini-donatore-segna-un-autogol-la-consolazione-parziale-attirare-lattenzione-sul-tema/

Un merito o no, quello di portare la raccolta sangue nel dibattito pubblico main-stream, sebbene partendo da posizioni inaccettabili e difficilmente praticabili?

La domanda è amletica, ma intanto nel mondo reale esiste qualche problema di carenza.

In Toscana, per la seconda settimana consecutiva le scorte non sono a livelli soddisfacenti, come possiamo vedere sul sito del Meteo del sangue. Urgenza per il gruppo A+, fragilità per entrambi i poli del gruppo B ed emergenza per i gruppi A- e 0+ e 0-. Significa che i donatori toscani devono andare prontamente nei centri trasfusionali a dare il loro contributo.

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Fig. 1

Proprio per contenere il calo delle donazioni, intanto, in Maremma è pronta ad andare in scena l’assemblea regionale di Avis, del cui programma si può leggere un preciso resoconto a questo link su Il Giunco, quotidiano della Maremma, e naturalmente sul sito di Avis Toscana.

In Liguria Fidas coniuga donazione di sangue e bellezza, partecipando con un messaggio di invito al dono che recita “la bellezza ce l’hai nel sangue” all’evento Miss Inverno 2018, organizzato a Imperia, e ospitato nell’imponente Centro Congressi della Camera di Commercio della città domenica 9 dicembre dalle 21.

Importante notizia da Rieti, nel Lazio, dove è stato siglato tra associazioni e istituzioni il “patto salute” per aumentare il livello di quantità ed efficienza delle donazioni di sangue e plasma. Come? Con un patto tra donatori e pazienti, ovvero le due associazioni riceventi Aip (Associazione immunodeficienze primitive) e FedEmo (Federazione associazioni emofilici), con le associazioni donatori (Fidas, Croce rossa) e il Centro nazionale sangue. Un caso da ripetere assolutamente altrove.

In Friuli Venezia Giulia carenze generalizzate in molti gruppi, che richiamano l’attenzione delle associazioni. In particolare carenze cospicue ma non gravissime per i gruppi 0-, A+, B+ e B-, mentre è discreta la situazione sul plasma.

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Fig. 2

In Abruzzo, a Pescara, vanno per la maggiore idee alla vecchia maniera, assolutamente gradite dalla comunità: donazione speciale prevista per la mattinata di domenica 25 novembre e in regalo, dopo ave donato, un pandolce di Pan Ducale. Il dolce dopo il gesto dolce.

Infine il memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato ieri sabato 24 novembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Fig. 3

 

 

 

 

 

 

Il sangue del cordone ombelicale non va buttato, ma donato. Il 15 novembre a Roma un convegno sul tema

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Ci sono donazioni, come accade per quella del midollo osseo, più difficili da far conoscere al grande pubblico, ma non per questo meno importanti o decisive per la salute e incerti casi per la vita dei pazienti: è il caso, per esempio, della donazione del sangue da cordone ombelicale, una pratica molto preziosa, per diverse ragioni cliniche.

Si tratta del sangue che resta nella placenta e nel cordone ombelicale dopo la nascita, ed è fattore di raccolta delle importantissime cellule staminali emopoietiche, ovvero cellule in grado di evolversi e riconvertirsi in ognuno dei diversi elementi che compongono il sangue, globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

Ciò significa che il sangue da cordone ombelicale può essere utilizzato per la cura di molte tipologie di pazienti affetti da malattie del sangue di origine tumorale, come leucemie e linfomi, oppure da talassemie e aplasie midollari. Il cordone ombelicale, che è il mezzo attraverso cui ogni mamma nutre il proprio bambino nel suo grembo, dopo il parto viene usualmente gettato, ma questa è un’abitudine che può e deve essere culturalmente modificata.

Per le donne, il trapianto di cellule del sangue del cordone ombelicale è un’alternativa concreta al trapianto di cellule del midollo osseo, e anzi sceglierlo consente addirittura di ottenere dei vantaggi sia per il soggetto ricevente – per il quale subentrano minori rischi di rigetto, oltre a una più semplice e immediata disponibilità delle cellule ­– sia per la donatrice, per la quale la donazione avviene in automatico al momento del parto e quindi risulta indolore e senza rischi.

Il prossimo 15 novembre sarà una data significativa per questo tipo di donazione: una data celebrata dall’ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) in collaborazione con il Centro nazionale sangue, il Centro nazionale trapianti e l’AIL, l’Associazione italiana contro le leucemie, con un importante convegno patrocinato dal Ministero della Salute dal titolo “1988 -2018: 30 anni dal primo trapianto di CSE da SCO – Attualità e Prospettive”, evento che si svolgerà a Roma, alla Sala Cardinal Knox della Domus Australia in Via Cernaia 14/b, con la presenza di medici e specialisti)

Brochure Convegno Adisco Nazionale 15 11 18 pdf

Fig.1

Proprio il 15 novembre di 30 anni fa, infatti, nel 1988, è stato effettuato il primo trapianto con le cellule staminali cordonali, una storia che, come leggiamo sulla brochure ufficiale, è a lieto fine: “Si tratta del caso del paziente Matthew Farrow affetto da Anemia di Fanconi. All’età di 5 anni è stato curato grazie al sangue cordonale prelevato dalla sorella che dalla diagnosi prenatale è risultata non affetta dalla malattia. Il paziente è completamente guarito e gode tuttora di ottima salute”.

Oggi molta strada è ancora da fare sul percorso della sensibilizzazione, ma eventi come questo in grado di riunire professionisti, istituzioni e rappresentanti del mondo del volontariato, non possono che fare bene, in direzione di una più efficace divulgazione del concetto di dono (in modo che riesca a diventare un valore onnicomprensivo per le abitudini della vita sociale) e in chiave di rendere di volta in volta il mondo dei donatori più consapevole, in grado di adattarsi alle necessità del sistema e alle possibilità e alle propensioni dei cittadini.

Per partecipare al convegno è necessario registrarsi entro e non oltre l’8 novembre scaricando il modulo di partecipazione, compilandolo e inviandolo all’indirizzo segreteria-nazionale@adisco.it

 

Il week-end entra nel vivo per il dono del sangue, con iniziative a misura di raccolta. Ecco le news da ogni parte d’Italia

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Fermento e abnegazione nel nome del dono in questo ottobre per le associazioni di donatori, nel primo mese davvero pieno e utile per chiamare la volata finale e chiudere il 2018 con risultati in linea con le aspettative istituzionali da noi illustrate nel dettagli negli ultimi giorni:

Tantissime e rilevanti dunque le iniziative a favore della cultura del sangue da intendere come bene necessario per la comunità e come vettore di un cultura d’insieme votata al bene comune e alla solidarietà.

Per cominciare, è bene riportare al centro dell’attenzione comune il convegno Plasm-on, che si terrà a Piacenza da domani 20 ottobre fino a domenica 21, una due giorni interamente dedicata al dono del plasma a alla sua valorizzazione che noi di Buonsangue racconteremo sul campo, partecipando alla prima giornata di lavori.

Ma non è tutto. La sperimentazione scientifica e tecnologica intorno al sangue è molto intensa, e domenica 21 ottobre, a Pontedera in provincia di Pisa, andrà in scena il primo volo simulato del drone che trasporta sangue AbZero, una trovata molto intelligente che non trova tutti d’accordo. Noi di Buonsangue siamo stati tra i primi a citare l’iniziativa:c

Arriva il piano nazionale sangue 2018. Dall’analisi della stagione conclusa agli obiettivi del nuovo anno, ecco i passaggi principali

Sempre in Toscana, è sempre opportuno consultare il Meteo del sangue per conoscere a menadito la situazione sempre più aggiornata. Osservando figura 1, infatti, ci accorgiamo che nelle ultime settimane la situazione carenze è completamente cambiata: ora abbiamo una sola fragilità nel gruppo 0 positivo e nessuna intolleranza.

https web2 e toscana it crs meteo (1)

Fig.1

In Puglia a Palo del colle in provincia di Bari, donazione speciale fissata per domenica 21 ottobre:

https://www.palolive.it/news/attualita/760304/una-giornata-per-donare-il-sangue

In Molise, poco più a nord si mobilita addirittura CasaPound, con una donazione in occasione del ricordo della strage di Gorla.

http://www.ecoaltomolise.net/strage-gorla-grimes-casapound-molise-donano-sangue/

In Friuli Venezia Giulia, situazione della raccolta tutt’altro che straordinaria: carenze gravi pe i gruppi B+, B- e 0-, e scarsità per 0+ e A+. Un quadro che si spera possa spingere i donatori friulani a rispondere agli appelli sul dono.

https web2 e friuli it crs meteo (1)

Fig.2

Nel Lazio si dona a Gaeta grazie ad Avis sabato 20 ottobre, mentre a Bergamo, in Lombardia, sono i giovani donatori a prendersi la scena del week-end con l’iniziativa da noi già segnalata nei giorni scorsi, un forum di analisi delle esigenze di tutti li operatori di sistema che non potrà far altro che migliorare la situazione:

La consulta giovani Avis a Pistoia e l’indagine sul campo lunga un anno intero all’Avis provinciale di Bergamo

Una notizia negativa arriva invece da Genova, dove si registra un errore di trasfusione Ospedale San Martino, dove un paziente ricoverato in attesa di trapianto di midollo ha ricevuto per errore una sacca di cellule staminali che non era destinata a lui. Il paziente sta bene, ed è stata già aperta, in proposito, un’indagine istituzionale che vede in prima linea il Centro nazionale sangue.

Infine la parentesi social del week-end: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 19 ottobre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

donazione sangue Ricerca di Facebook (1)

Fig.3