È meno diffuso del West Nile Virus ma è meglio scongiurare ogni forma di diffusione: il Centro nazionale sangue dirama le misure di prevenzione per il virus Dengue

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Il suo impatto sulla raccolta sangue e sulle misure di controllo sanitario non è minimamente paragonabile a quello che, specie nel 2018, ha avuto il West Nile Virus, ma i suoi sintomi sono molto pericolosi, ed è giusto tenere sempre altissima la soglia di attenzione: il virus Dengue (DENV), la cui diffusione è geograficamente collocata soprattutto nelle zone tropicali, nelle ultime settimane si è diffuso fino all’Europa, e per questo il Centro nazionale sangue ha diramato qualche giorno fa, lunedì 7 gennaio 2019, un comunicato che indica quali devono essere le misure precauzionali necessarie per evitare che il Dengue possa raggiungere il nostro paese, anche in minima scala.

Gli ultimi casi rilevati in rodine temporale, in realtà, riguardano la zona dei Caraibi, e in particolare il Dipartimento d’Oltremare della Guadalupa e la Collettività d’Oltremare di Saint Martin (Francia). Zone molto distanti, che tuttavia, specie nel periodo delle festività natalizie, sono diventate possibili località turistiche per molti italiani.

I casi rilevati in Guadalupa e a Saint Martin si devono inoltre sommare a segnalazioni provenienti dal continente europeo, come quelle arrivate nel recente passato dalla Regione di Murcia, dalla provincia di Cadice e dalla Catalogna in Spagna, e dai dipartimenti delle Alpi Marittime, dell’Hérault e di Gard in Francia.

Un riassunto chiaro ed esauriente della situazione, dal punto di vista geografico, è arrivato dalla pagina Facebook dell’IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente) del Piemonte, che in regione si occupa della lotta contro i fattori di contagio collegati alle zanzare. Ecco infatti, in figura 1, l’homepage dell’ente, che riporta le zone da cui sono arrivate le più recenti segnalazioni, indicate graficamente in rosso.

Lotta alle zanzare in Piemonte IPLA Post

Fig.1

Ma quali sono le misure di controllo per limitare al minimo un virus che, come possiamo leggere su Epicentro (il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica), è in grado di causare febbre duratura a temperature elevate anche per periodi relativamente lunghi (come 5-6 giorni dalla puntura di zanzara), con sintomi d’accompagnamento molto probanti come mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea, vomito e irritazioni della pelle?

Ecco le istruzioni del Centro nazionale sangue, declinate punto per punto:

  1. Rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati attivando la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per viaggi nell’area interessata.
  1. Applicare il criterio di sospensione temporanea di 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nell’area interessata.
  1. Applicare il criterio di sospensione temporanea di 120 giorni dalla risoluzione dei sintomi per i donatori con anamnesi positiva per infezione da Dengue DENV (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da DENV).
  1. Sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da Dengue DENV oppure in caso di diagnosi d’infezione da DENV nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information).

Misure nette e molto semplici che, ci auguriamo, dovrebbero consentire un monitoraggio sul virus completo ed efficace, in modo da evitare qualsiasi minima forma di diffusione incontrollata attraverso la donazione di sangue.

Zanzare come agenti di diffusione dei virus e misure preventive: tutto quello che c’è da sapere prima di partire per le vacanze

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A complicare il quadro della donazione estiva, oltre al mood vacanziero che induce ad allontanare da sé qualsiasi attività impegnativa, e oltre al caldo che demotiva gli spostamenti negli orari di sole alto, si aggiungono le insopportabili zanzare.

E non solo perché sono parassitarie e fastidiose nell’infliggere punture, arrossamenti e pruriti: come sa bene chi legge Buonsangue le zanzare sono infatti un grande e importante fattore di diffusione per debilitanti virus tropicali come Dengue, West Nile, Chikungunya e Zika, che possono arrivare in Italia attraverso il sangue di viaggiatori provenienti da aree endemiche e colpire proprio attraverso l’opera dei proverbiali e noiosissimi insetti della famiglia dei Culicidi in grado di prelevare dall’uomo il suo fluido vitale.

Aggiorniamo dunque la situazione medico sanitaria a seconda di ciascun virus, con le conseguenti precauzioni decise dall’Istituto superiore di sanità.

Iniziamo da West Nile: per quanto riguarda questo virus che a contatto con l’uomo infetta nell’ottanta per cento dei casi in modo asintomatico, la situazione è aggiornata al 16 luglio, come possiamo vedere sulla pagina a esso dedicata sul sito del Centro nazionale sangue. In figura 1, ecco le province italiane e i paesi esteri a rischio, ovvero la lista di luoghi nei quali anche la sosta di una sola notte comporta l’applicazione delle misure di prevenzione, che si tratti dello screening con il test Nat, o della sospensione temporanea del dono per 28 giorni. Come si può vedere, la zona interessata al West Nile nel nostro Paese è l’area del nord-est, a patire dall’Emilia Romagna con le province di Forlì-Cesena, fino alla Lombardia, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

West Nile Virus 2018 Centro Nazionale Sangue

Fig.1

Per quanto riguarda il virus Zika, un virus molto rognoso anch’esso asintomatico nella maggior parte dei casi ma in grado di generare quando si manifesta febbricola, congiuntivite e artrite, la situazione non è cambiata rispetto al 2017 sul piano delle misure di prevenzione. Anche in questo caso, sospensione di 28 giorni al dono per chi abbia soggiornato in aree a rischio, ovvero quelle indicate in figura 2: buona parte del Sudamerica, Messico e Caraibi, fino a un numero rilevante di paesi del sud-est asiatico e di isole del Pacifico.

Sorveglianza Zika Virus Centro Nazionale Sangue

Fig,2

Alta sorveglianza anche per il virus Chikungunya, che lo scorso anno fu protagonista, a settembre, di un vero e proprio momento di celebrità mediatica, dovuto ai tantissimi casi che si registrarono in molte zone d’Italia e soprattutto in Lazio con forti conseguenze non tanto sul piano sanitario quanto sulla raccolta sangue (quarantene sulle sacche raccolte e sospensione totale della raccolta ad Anzio) con ovvie criticità sul piano delle carenze poi ovviate grazie all’impegno delle altre regioni e all’efficienza del meccanismo di compensazione. Grande attenzione allora, e noi consigliamo di leggere le ottime indicazioni per viaggiatori contenute nella circolare del 15 maggio 2018 che contiene il Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e Zika.

Per quanto riguarda le destinazioni interessate alla diffusione di questo virus in grado di infliggere sintomi simili a quelli dell’influenza, come febbre alta, brividi, nausea, vomito, cefalea e rilevanti dolori articolari, eccole mostrati in figura 3 sottolineati dal verde scuro, ed elencati in dettaglio al seguente link: https://www.cdc.gov/chikungunya/pdfs/Chik_World_Map_05-29-18-P.pdf.

Geographic Distribution Chikungunya virus CDC

Fig.3

Infine il Dengue, virus al centro di un caso accertato a Firenze lo scorso 3 luglio in grado di generare febbre, cefalea, dolore muscolare e articolare, insieme a un esantema simile a quello del morbillo.

Le ultime indicazioni risalgono allo scorso 28 marzo, con una circolare riferita alle misure da adottare in seguito all’aumento dei casi registrati nell’Île de la Réunion (dipartimento d’oltremare della Francia): aumento della sorveglianza, sospensione al dono per chi ha pernottato nell’area interessata e sensibilizzazione dei donatori sui sintomi del virus, sono le misure preventive contente nella circolare succitata, disponibile a questo link: http://www.centronazionalesangue.it/sites/default/files/Circolare%20Dengue%2028.03.2018.pdf.

La regola che non ci stanchiamo mai di ripetere, “prima donare poi partire”, assume allora un significato sempre più prezioso e razionale. Meglio donare prima di raggiungere le agognate destinazioni lontane, piuttosto che dover fare la classica sosta ai box di 28 giorni al nostro rientro, mettendo a rischio la raccolta sangue in un momento delicato.

 

Arriva zanzamapp, l’applicazione che mappa le zanzare sviluppata dai giovani della Sapienza. L’abbiamo provata per voi

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È nuova, anzi nuovissima, la notizia della sua nascita arriva nelle ultime ore dal sito di Avis Nazionale, e noi di Buonsangue non abbiamo perso tempo per provarla: parliamo dell’applicazione per smartphone (sia Ios che Android) Zanzamapp, scaricabile normalmente su Playstore o al sito www.zanzamapp.it.

A cosa serve zanzamapp?

Serve a tracciare, rilevare e individuare, nel modo più capillare possibile, e con la collaborazione di ciascun utente, l’incidenza delle zanzare nel nostro Paese, da nord a sud, in modo di poter osteggiare e prevenire, attraverso l’informazione preventiva, la diffusione di alcune malattie trasmissibili attraverso questi fastidiosissimi insetti untori. L’idea è venuta al Laboratorio Social Dynamics del Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma, che ha realizzato Zanzamapp grazie al supporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e di Avis Nazionale.

Come si usa Zanzamapp? È semplicissimo. Dopo aver scaricato l’applicazione sul proprio smartphone si accede subito a un menù piuttosto ampio (Fig.1), che consente di accedere alla funzione principale, ovvero compiere la propria segnalazione sull’Incidenza della zanzare inviando una foto in tempo reale per consentire il riconoscimento della specie.

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Fig.1

Attivando la funzione mappa situazione, è invece possibile informarsi sulle segnalazioni degli altri utenti in tutto il Paese (Fig.2).

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Fig.2

Poi il momento più atteso: quello della nostra segnalazione. Dopo l’avvistamento, una griglia di colori consente di quantificare il numero di esemplari che ci circondano minacciosamente: verde se non ce n’è nessuna (è possibile segnalare anche le poche zone franche), giallo se ne vediamo da 1 a 3, arancione se la nube ronzante è formata da un numero variabile che va da 3 a 30 insetti, e rosso, infine, se siamo letteralmente assediati da 50 o più esemplari (Fig.3)

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Fig.3

Dopo aver indicato l’aspetto numerico, si prosegue con la seconda pagina (Fig.4): scattando una foto, come abbiamo fatto noi (Fig.5), è possibile inviarla in tempo reale per migliorare i dettagli della mappatura e favorire il riconoscimento della specie, aggiungendo altre informazioni di contorno.

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Fig.4

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Fig.5

Comunicheremo se l’avvistamento è avvenuto all’interno o al chiuso e se gli insetti succhia sangue ci hanno punto oppure no, rivelandosi poco o tanto voraci.

Naturalmente è possibile condividere la propria segnalazione sui social, anche se non sappiamo quanto sia decisivo. Più interessante, invece, ritornare al menu principale (Fig.1), e dedicarsi alla sezione approfondimenti (Fig.6), nella quale vi è risposta a tutte le domande più interessanti. Si va dalle tecniche di protezione alla tipologia delle zanzare e delle malattie in gioco, virus tropicali come Dengue, West Nile, Chikungunya e Zika, che possono arrivare in Italia attraverso il sangue di viaggiatori provenienti da aree endemiche e che poi, attraverso l’azione delle zanzare presenti sul nostro territorio (come la zanzara tigre), contribuiscono alla diffusione dei virus (fig.6)

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Fig.6

Scarichiamo Zanzamapp dunque (si possono anche segnalare le disinfestazioni in programma nella propria zona) e aiutiamo la mappatura degli agglomerati e la diffusione delle informazioni sui virus. Perché come dicono quelli di Avis, è meglio donare a chi ne ha bisogno che alle zanzare.