Il dono è ricchezza e adesso verrà sancito da una “Carta del dono” per promuoverlo e valorizzarlo

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Il dono biologico è un valore da promuovere e da divulgare come vera e propria cultura, una cultura della vita e dell’altruismo. In Italia, come sa bene chi legge Buonsangue, il dono biologico è libero, volontario e consapevole, e questo è sicuramente un ulteriore valore aggiunto che va sempre rimarcato.

Ecco perché salutiamo con favore l’iniziativa congiunta tra Centro nazionale sangue, Centro nazionale trapianti e Ministero della Salute, che insieme hanno deciso di stilare e lanciare una vera e propria “Carta del dono” un documento che si ripropone di ribadire con forza l’impatto benefico del dono biologico del nostro Paese, e di fornire degli obiettivi programmatici per gli anni che verranno sul piano etico, sul piano operativo e su quello culturale, settore, quest’ultimo, che ci riguarda direttamente.

La “Carta del dono” sarà presentata sabato 24 marzo a Modena, alla sede dell’Avis Provinciale di Modena (in via Livio Borri, 40) e nell’occasione presenzieranno il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il direttore del Centro nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno, il direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa, e tanti altri ospiti

Moltissime infatti le associazioni interessate, che parteciperanno con i propri rappresentati. Oltre a FIDAS, Avis, Fratres e Croce Rossa Italiana, che come sappiamo bene sono le maggiori associazioni italiane che si dedicano al dono del sangue (e che sono a loro volta riunite nel CIVIS), sono coinvolte anche Admo (Associazione donatori midollo osseo), Aido (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule), Adoces (Associazione per la donazione di cellule staminali emopoietiche) e Adisco (Associazione donatrici italiane sangue e cordone ombelicale).

Il 24 marzo sarà dunque un giorno ricco di significato. Siamo felici di annunciarlo nella speranza e nella convinzione che tutte le azioni formale, i documenti programmatici, i propositi e le visioni del futuro, si trasformino nell’impegno collettivo e nella necessaria voglia di collaborazione tra diverse energie in campo anche nella lotta concreta per il progresso che si combatte quotidianamente.

Di seguito, grazie al sito Fidas che l’ha pubblicata integralmente, ecco “La Carta del dono” in tutti i suoi passaggi.

“Carta del dono”

Promuovere e difendere il valore del dono biologico

Princìpi
Il corpo è valore ed essenza della persona, come tale è parte della sua dignità, è oggetto di diritti fondamentali e richiede la tutela della comunità.

La tutela della persona è perciò anche difesa del benessere fisico e della integrità del corpo.
In questo quadro di princìpi fondamentali si colloca il dono volontario libero e consapevole delle diverse parti del corpo (dono biologico, d’ora in poi), e cioè sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi e nutrienti (latte), sia come espressione della volontà personale di tutela e promozione della salute, della vita umana e della sua dignità in tutte le sue fasi, sia come espressione della responsabilità e reciprocità sociale, che vede la persona e la comunità coinvolte in un comune destino Il dono biologico libero, volontario, consapevole e gratuito ha un proprio, elevato, intrinseco valore etico, personale e sociale, che si manifesta anche nella sua periodica espressione organizzata, quando possibile, e vede il giusto riconoscimento istituzionale anche nell’inserimento dei percorsi di donazione all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza del SSN.

Il valore primario del dono biologico così inteso, comporta la necessità di promuoverlo e di tutelarlo a tutto campo, sia con politiche sanitarie adeguate sia con una corretta sensibilizzazione ed informazione.
Verso questi obiettivi, tradizionalmente, si concentra non solo l’azione delle Istituzioni e dei professionisti del settore sanitario, ma anche l’impegno ricco e variegato della società civile che, attraverso il servizio volontario e costante delle Associazioni e Federazioni di cittadini, organizzate e competenti, sostengono la cultura del dono, la ricerca di nuovi donatori e l’aiuto ai pazienti riceventi. Questo impegno rappresenta una peculiarità e una ricchezza del nostro Paese.

Il dono biologico solleva anche problematiche di carattere etico, morale, sociale e culturale alle quali si può rispondere seguendo orientamenti anche molto diversi fra loro, alcuni dei quali, però, possono mettere a rischio la stessa appropriatezza del dono, per esempio quando la donazione non è la conseguenza innanzitutto di solide evidenze scientifiche, necessarie per stabilirne la validità e l’efficacia dal punto di vista clinico.

Impegni

In ragione di quanto sopra, le Istituzioni, gli Enti e le Associazioni e Federazioni nazionali del Volontariato operanti nel settore e sottoscriventi, ritengono utile formalizzare un impegno esplicito e comune per sostenere una più forte e coordinata azione di tutela e promozione del dono biologico, convenendo su quanto segue:

il dono biologico, inteso come dono di parti del corpo umano, è libero, volontario, consapevole, responsabile, non remunerato, anonimo;

va impedito ogni tentativo di commercializzazione del dono, sia che si presenti in forma esplicita sia in forma indiretta, anche mediante forme di rimborso non strettamente intese o tramite forme di scambio o assegnazione non trasparenti;

vanno tutelate primariamente e con ogni mezzo possibile, senza discriminazioni, la libertà e i diritti di tutti i donatori e dei pazienti riceventi, anche potenziali, e delle loro famiglie;
il dono necessita di un consenso liberamente formato, perciò consapevole e responsabile, contrastando ogni forma di coattività che nasca da qualsiasi tipo di condizionamento. In questo senso va intesa la necessità dell’anonimato reciproco di donatore e ricevente e delle rispettive famiglie;

l’informazione deve essere corretta, completa e trasparente, e nell’interesse sia del donatore che del paziente ricevente. Va combattuta ogni forma ingannevole di informazione e comunicazione, fra cui quelle omissive di informazioni essenziali per la libera formazione della volontà personale;

per una più forte e più efficace promozione del dono biologico è auspicabile intensificare il coordinamento delle azioni di informazione e sensibilizzazione, sotto la guida delle Istituzioni ed in collaborazione con i professionisti del settore sanitario e le Associazioni e Federazioni di Volontariato del settore. A tal fine, si conviene sulla necessità di integrare le tradizionali e variegate forme di comunicazione, specifiche per ogni tipologia di dono, con azioni comuni che abbiano lo scopo di rappresentare l’assoluto valore del dono, in tutti i suoi aspetti, di richiamare la società civile a condividere questa scelta per il bene di tutti e di ciascuno e di promuovere forme più integrate e collaborative di reclutamento dei donatori ad opera delle Associazioni e Federazioni del Volontariato.

 

Attesa in Italia un’ondata di freddo, ma il cuore caldo dei donatori è pronto a sfidare le basse temperature

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Le previsioni del tempo per il fine settimana parlano chiaro, o forse sarebbe meglio dire che parlano grigio: maltempo previsto in molte zone d’Italia e neve anche a basse quote dall’Emilia Romagna alla Sicilia, a causa di una perentoria, persino arrogante, perturbazione che arriva dalla Siberia.

Ma il meteo che a noi interessa ancora di più è quello del sangue: in Toscana, il meteo del sangue più efficiente che c’è (e che speriamo sempre possa essere replicato in tutte le regioni) offre per i prossimi giorni stime confortanti: solo il gruppo 0 – mostra qualche fragilità, mentre addirittura eccedenze per B + e B – e AB +

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Per il meteo del sangue dei donatori di Udine, le esigenze maggiori riguardano invece il gruppo B – e AB –, mentre piuttosto confortante è la situazione degli altri gruppi e anche del plasma.

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Nonostante la situazione buona del meteo, l’Avis di Massa Carrara, sprona i propri associati e la comunità tutta ad andare a donare senza sosta, come leggiamo su Il Tirreno, assieme a tutte le informazioni necessarie sui bisogni annui della zona e sui luoghi dove è possibile donare sangue e plasma.

In Abruzzo, siamo lieti di citare il caso dell’Avis di Collecorvino in provincia di Pescara, sezione che dal 2016 è cresciuta del 2% in fatto di soci, e ben del 12% in fatto di donazioni annue, non poco per una sezione molto piccola.

A Gela, in Sicilia, provincia di Caltanissetta a favorire la donazione di sangue ci pensa il consiglio comunale, come si può leggere sul network locale accentonews.it.

In Emilia Romagna, a Parma, da dove solo pochi mesi fa abbiamo raccontato un convegno importante sulle emergenze, e dove è stato da poco varato un piano sangue per il triennio 2017-2019 tarato sulla parola chiave “appropriatezza”, la politica locale approva i principi generali del programma, come racconta Parmadaily.it. 

In Lombardia, a Legnano, arriva si sviluppa il tema del Patient Blood Management, che come i lettori di Buonsangue sanno molto bene, è l’insieme di pratiche che consentono di fare un uso corretto e razionale della risorsa sangue.

In Umbria, la SIR Volley, squadra di pallavolo amatissima dai tifosi locali, partecipa alla cultura del dono, come scopriamo da un tweet sul profilo ufficiale della società:

Molte, poi, le donazioni speciali in giro per la penisola: a Imperia, in Liguria, Avis fissa sabato 24 febbraio la giornata della donazione del sangue, e tanti altri appuntamenti si registrano a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), in tutta la provincia di Foggia con un bel programma di orari e luoghi, a Catanzaro, al Cus di Catania con la Croce Rossa, ad Avellino e ad Alghero con autoemoteca.

Ma poiché gli appuntamenti sono davvero tantissimi consigliamo di orientarsi attraverso i social come Facebook e Twitter per scoprire in pochi minuti tutte le donazioni speciali attive in Italia in questo week-end. Il social network per eccellenza è sempre sottovalutato per la sua capacità informativa, che dovrebbe essere invece il suo valore principale. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni vicino a noi, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 23 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come vediamo in basso. Tutti a donare dunque, senza alcun timore del freddo che verrà.

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Dal Centro nazionale sangue, infine, arriva un video dimostrativo sulla corretta pratica della terapia trasfusionale, una guida rapida e veloce per migliorare il proprio livello informativo.

Carenze e donazioni speciali per il week-end del 4-6 agosto. Tutte le news dall’Italia che dona

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L’Italia è in un momento molto delicato e importante per la raccolta sangue, e lo abbiamo sottolineato solo qualche giorno fa http://www.buonsangue.net/news/forti-carenze-generalizzate-giugno-luglio/ raccontando le forti carenze degli ultimi due mesi, giugno e luglio, segnalate dal Centro Nazionale Sangue http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-emergenza-sangue.

Carenze strutturali, certo, tipiche del periodo estivo e quindi prevedibili, ma in linea con un leggero calo delle donazioni che non deve far dormire sonni tranquilli in chiave dell’ottenimento dell’autosufficienza ematica per le prossime stagioni.

Per fortuna, alle emergenze in corso sul territorio corrisponde un’attività continua sulle iniziative promozionali e le raccolte speciali. Ecco dunque, il quadro complessivo, regione per regione, di ciò che accade in questo week-end nell’Italia che dona.

In Sicilia, l’allarme principale arriva dalla provincia di Agrigento, dove tra il paese di Sciacca e il capoluogo si rischiano seri problemi per i pazienti talassemici http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/talassemia-carenza-sangue-agrigento-agosto-2017.html.

Nel resto dell’isola, così, e in primo luogo a Palermo, in corso donazioni speciali che coinvolgono le forze dell’ordine http://palermo.blogsicilia.it/donazione-straordinaria-di-sangue-davanti-alla-questura-di-palermo-video/404478/, mentre a Messina si concludono oggi 4 agosto tre giorni di presidio Avis davanti al comune per raccogliere sacche http://www.messinaora.it/notizia/2017/08/03/donare-sangue-piazza-municipio-tre-giorni-presidio-avis/94326.

In Campania, ad Avellino, a complicare la strada della raccolta ci si mettono anche problemi strutturali all’ospedale Frangipane http://www.avellinotoday.it/cronaca/frangipane-sospese-donazioni-sangue.html.

 

In Lazio la situazione è complicata, come testimonia questo tweet dell’Avis Roma:

Così a Tivoli http://www.tiburno.tv/fonte-nuova/item/18193-fonte-nuova-sabato-5-agosto-donazione-sangue avanti con le raccolte speciali.

A Pescara, Abruzzo, continua il sodalizio di Fidas con lo sport iniziato lo scorso week-end con la traversata della solidarietà tra Reggio Calabria e Messina http://www.buonsangue.net/news/la-traversata-della-solidarieta-fidas/ e che vedrà la tappa finale dell’estate 2017 a Terme di Caldiero (Verona) i prossimi 26-27 agosto con la decima edizione della 24ore del donatore: parte il Fidas Beach Golf a scopo promozionale che si svolgerà su tutta la costiera locale, con le qualificazioni e il torneo vero e proprio http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/82425/Al_via_il_fidas_beach_golf_che_promuove_la_donazione_del_sangue.html.

A Terni, in Umbria, appello dal Centro Trasfusionale dell’ospedale locale, con la regola inderogabile del “prima donare, poi partire” http://www.umbriadomani.it/politica-umbria/terni-emergenza-sangue-lappello-del-sit-ricordatevi-di-donare-prima-di-partire-per-le-vacanze-157100/.

In Sardegna, a Olbia, Avis prova a contrastare le carenze croniche http://www.olbia.it/olbia-carenza-sangue-parte-la-campagna-100-divise-avis-03-08-2017/.

Buone notizie dalla Toscana, e precisamente da Arezzo, http://valdarnopost.it/news/donazioni-di-sangue-nella-provincia-di-arezzo-aumento-del-5 dove il mese di luglio ha registrato un andamento in controtendenza: addirittura il 5% in più di donazioni. Se ne avvantaggia tutta la regione Toscana, giacché come vediamo attraverso il meteo del sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/, la situazione di alcuni gruppi è in netto miglioramento, mentre c’è ancora lavoro da fare per i gruppi A+, A-, 0+, 0- e soprattutto per B+.

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Sempre in Toscana, a Pistoia, su Il Tirreno, il presidente dell’Avis locale Igli Zannerini, sottolinea le forti necessità, che sono dovute non a un calo di donatori, ma a una domanda di plasma sempre in crescita http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2017/08/03/news/l-avis-lancia-un-appello-mancano-mille-donatori-1.15687188?ref=hftimoec-1.

Al nord, a Trieste, emergenza cui si sta ovviando grazie gli aiuti degli altri capoluoghi, Udine e Pordenone http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/08/03/news/trieste-pochi-donatori-il-sangue-arriva-dal-friuli-1.15690134, mentre in Liguria, nel savonese, il primario dell’Asl locale si appella al coinvolgimento dei giovani https://www.ivg.it/2017/08/emergenza-sangue-nel-savonese-primario-tomasini-asl-2-situazione-al-limite-coinvolgere-piu-giovani/.

Infine, un appello a utilizzare i social network nella loro accezione migliore, cioè per acquisire informazioni immediate su le tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate. Si può quindi scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi. Insomma, non ci sono più scuse per lasciarsi andare a un gesto così piccolo, semplice e così importante come il dono, soprattutto in questo momento.

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Forti carenze generalizzate a giugno e luglio. I dati del CNS e i titoli a effetto dei media italiani

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Quando c’è da sottolineare l’assenza di sangue, i media e i grandi giornali italiani non falliscono mai. Il titolo a effetto è un piatto sempre ricercato nel menu dell’informazione quotidiana.

Negli ultimi giorni, sia la Repubblica, con un pezzo a firma di Michele Bocci pubblicato il 31 luglio http://www.repubblica.it/salute/medicina/2017/07/31/news/mancano_mille_sacche_di_sangue_al_giorno_a_rischio_interventi_e_terapie-172044962/, sia il Corriere della Sera, sempre lunedì 31 con un articolo della redazione salute http://www.corriere.it/salute/17_luglio_31/carenza-sangue-scorte-picco-servono-donazioni-tutte-regioni-bc7ea002-75e6-11e7-bcc9-f72f41c1edd8.shtml, hanno sostanzialmente ripreso un comunicato del Centro Nazionale Sangue in cui emergono le forti carenze di sangue registrate negli ultimi due mesi, giugno e luglio, nella maggior parte delle regioni italiane.

Tutto giusto, senza dubbio.

Informare sulle carenze è un servizio di assoluta importanza che anche noi di Buonsangue facciamo regolarmente, di settimana in settimana, provando a segnalare anche tutte le raccolte speciali sul territorio e le campagne che possono essere utili a diffondere la cultura del dono per ovviare, o quantomeno provare a ridurre, le carenze strutturali della raccolta che d’estate emergono sempre con più forza.

Dai grandi giornali nazionali, e dalla televisione, tuttavia, sarebbe lecito aspettarsi un approccio all’argomento sangue un po’ diverso, non solo strettamente legato alle contingenze e alla casistica offerta dall’attualità.

Servirebbe piuttosto un intervento più a largo raggio, di visione, con la costanza di parlare del tema sangue più di frequente, magari ogni settimana, pensando alla condivisione agevolata delle campagne pubblicitarie, per aiutare la cultura del dono a imporsi nel lungo periodo come un patrimonio collettivo che fa parte del dibattito pubblico. Evitando di affidare, dunque, questo compito difficile esclusivamente alle associazioni di volontari, che non sempre posseggono strumenti di diffusione adeguati.

Vedremo se accadrà in futuro, le occasioni di confronto su questo aspetto non mancheranno. Ma intanto, tornando ai dati degli ultimi due mesi pubblicati dal Centro nazionale sangue emerge che è necessario aumentare la raccolta nelle prossime settimane per evitare che la rete trasfusionale italiana rischi di non essere in grado di assicurare i livelli di assistenza essenziali in fatto di medicina trasfusionale.

Solo qualche giorno fa abbiamo pubblicato i dati sugli obiettivi del programma di autosufficienza ematica 2017 http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/programma-autosufficienza-2017-gli-obiettivi/, con le proiezioni di raccolta in cui il calo storico del periodo estivo a giugno e luglio è certamente compreso, a causa delle ferie e delle strade affollate che aumentano le percentuali di incidenti.

Tuttavia è bene lavorare molto affinché le aspettative del programma di autosufficienza vengano rispettate, giacché oggi, I dati sistema SISTRA, parlano di carenze vicine anche alle 1000 unità al giorno (record il 4 luglio con richieste inserite per 1130 unità). Come i lettori di Buonsangue sanno bene, le maggiori difficoltà riguardano il centro-sud: Lazio, Abruzzo e Basilicata sono le regioni con maggiori necessità, insieme a Sicilia e Sardegna che storicamente presentano un numero mediamente maggiore di pazienti talassemici.

Tutti a donare dunque. Buonsangue come sempre provvederà nei prossimi giorni a raccontare l’Italia che dona, con le carenze più attuali e le donazioni speciali. Insistendo sul nostro monito che è sempre lo stesso, specie in vista della pausa d’agosto e del solleone: prima donare, poi partire.

La traversata della solidarietà di Fidas e tutte le carenze (con le raccolte speciali) dell’Italia che dona

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Appuntamento clou del week-end per l’Italia che dona è senza ombra di dubbio la Traversata della Solidarietà organizzata storicamente da FIDAS, ormai giunta all’undicesima edizione e quest’anno in programma sabato 29 e domenica 30 luglio con finale a Cannitello, frazione di Villa San Giovanni in provincia di Reggio Calabria.

La traversata a nuoto dello stretto di Messina, fortifica il legame ideale già forte tra donazione di sangue e stili di vita sani legati allo sport proprio della filosofia di FIDAS, e serve a promuovere la cultura del dono in un momento particolare per il sistema sangue, caratterizzato da carenze e siccità in molte regioni e soprattutto al sud. Sensibilizzare e trascinare nuovi donatori, soprattutto d’estate, è di certo il compito più importante da portare a termine per le associazioni.

E ora la nostra solita ricognizione, regione per regione, da sud a nord e da est a ovest del Paese, per capire quali sono le urgenze di sangue più impellenti e le raccolte speciali dove poter recarsi a donare.

A Palermo, prende il via il 27 luglio l’accordo tra Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Avis, per una collaborazione utile a incentivare la cultura del dono e far fronte alle emergenze del periodo estivo e porre sempre di più i giovani al centro di progetti per il futuro http://www.palermotoday.it/cronaca/emergenza-sangue-accordo-avis-anci-sicilia.html.

A Cosenza, in Calabria appello dell’Avis locale che ricorda a tutti che purtroppo le malattie non vanno in ferie, e che la sede operativa per iscriversi e donare è aperta tutti i giorni dalle 7.30 alle 12 e soprattutto quest’ultima domenica del mese, il 30 luglio https://www.quicosenza.it/news/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza/cosenza/168119-carenza-di-sangue-lavis-di-cosenza-lancia-lappello-i-malati-non-vanno-in-vacanza.

Sempre in Calabria, l’Avis di Mileto e la Fondazione Natuzza organizzano una raccolta speciale a Paravati, frazione di Mileto in provincia di Vibo Valentia http://www.zoom24.it/2017/07/27/avis-fondazione-natuzza-54039/.

Raccolta speciale in programma domenica 30 luglio a Ceglie Messapica, in Puglia, provincia di Brindisi http://www.valleditrianotizie.it/it/notizie/ceglie-messapica/2017/07/27/ceglie-messapica-giornata-del-donatore/, mentre a Caserta, in Campania,  la ricerca è specifica: serve urgentemente sangue del gruppo 0+, come possiamo leggere su https://www.corrierece.it/notizie-cronaca/2017/07/27/caserta-si-cercano-urgentemente-donatori-di-sangue-salviamo-una-vita.html.

A Paganica, in Abruzzo, provincia dell’Aquila, va in scena la tradizionale festa del donatore dell’ultimo week-end di luglio https://www.ilcapoluogo.it/2017/07/27/paganica-torna-la-festa-del-donatore/.

Bella iniziativa a Rieti http://www.frontierarieti.com/wordpress/musica-ospedale-concerto-sacco-ovidi-ciotti, dove Avis ha organizzato per sabato 29 luglio, dalle ore 20 alle ore 24, al Centro Trasfusionale dell’Ospedale provinciale San Camillo de’ Lellis, La Notte Rossa, un concerto di musica classica con donazione speciale annessa.

In Toscana appelli congiunti dalle Avis provinciali http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/ospedali-toscani-scarseggiano-le-scorte-di-sangue-appello-ai-donatori a sottolineare la carenza di sangue negli ospedali Toscani, carenza come sempre rappresentata in dettaglio dall’operato prezioso del Meteo del Sangue. Ecco l’aggiornamento più recente https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/, di giovedì 27 luglio alle 14.08. Come possiamo vedere in figura 1, urgenza per il gruppo 0+, emergenze per A+, A-, B+, 0-, e situazione positiva per AB+ e AB-.

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Ad Adria, in provincia di Rovigo, FIDAS organizza il 28 luglio “La notte dell’associazionismo e del volontariato http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/Adria/il-quarto-venerdi-d-estate-di-adria-e-per-associazioni-e-volontari con concerti e riconoscimenti per i donatori.

Preoccupazione lecita invece in Brianza dove, oltre alle strutturali carenze legate ai mesi estivi, a complicare la raccolta si aggiunge una decisione dell’ASST (Azienda socio sanitaria territoriale) di Vimercate di tagliare da tre a due le giornate settimanali dedicate alla donazione http://www.monzatoday.it/cronaca/donazioni-sangue-brianza.html. Ovviamente la situazione è figlia di tagli finanziari http://quibrianza.it/cronaca/carate-brianza/tagli-della-asst-piu-difficile-donare-il-sangue.html ma chi ci va di mezzo è la raccolta.

Infine, buona notizia in Ticino. A Legnano, provincia di Milano, il nutrito gruppo dell’Avis locale che conta più di 15 mila iscritti stringe un accordo di collaborazione di un anno con la gioielleria Sironi, allo scopo di promuovere la cultura del dono e la “casa del donatore”, con un omaggio alla fine dei 12 mesi https://www.ticinonotizie.it/avis-legnano-e-gioielleria-sironi-un-anno-insieme-per-promuovere-la-cultura-del-dono/.

Il sistema sangue e la programmazione per il 2017. L’analisi di Buonsangue, punto per punto (2)

 

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Se di recente abbiamo analizzato i dati relativi all’invio del plasma all’industria di frazionamento, mettendo a confronto i primi 5 mesi dell’anno in corso  (gennaio – maggio 2017) con il medesimo periodo dell’anno precedente (gennaio – maggio 2016)  http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/dati-monitoraggio-sul-plasma-2017-tutti-gli-aggiornamenti/, è tempo di occuparci di altri dati importanti contenuti nel programma nazionale di autosufficienza 2017. Dati che meritano altrettanta attenzione.

Si tratta, per esempio, di alcuni confronti di rilievo tra 2016 e 2015 su tre parametri generali che possono offrire al pubblico di addetti ai lavoratori o interessati il quadro su alcune tendenze della donazione, perché da essi si possano trarre indicazioni utili sulle politiche da adottare in futuro e sulla conseguente programmazione. Entriamo in dettaglio:

1) Numero di donatori complessivo

Confronto secco tra le due ultime annate su un dato meramente quantitativo. Come si può vedere in figura 1 c’è stato un calo del -1,74% nel 2016 mentre restano stabili i dati relativi al genere giacché il 60% di maschi e il 40% di femmine erano anche le percentuali del 2015.

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Fig.1

2) Donazione differita

Sul piano della donazione differita, parametro di cui abbiamo ampiamente parlato in un recente post esplicativo http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/la-donazione-differita-pratica-ottimizzare/, i numeri sono incoraggianti: è infatti in incremento del + 5,3%, il numero degli aspiranti donatori sottoposti allo screening iniziale e differimento della prima donazione, così come sono si è registrato un aumento dei nuovi donatori sia alla prima donazione non differita, con un +3,5%, sia differita, con un considerevole 5,2%.

In termini di fidelizzazione dei donatori rispetto alla diversa modalità d’approccio, la donazione differita mostra di agire come incentivo: ben il 35,2% di chi l’ha effettuata si è poi presentato anche a una seconda donazione, contro il 14,6% di chi, al contrario, ha effettuato la prima donazione non differita. Una differenza abbastanza indicativa per la futura programmazione.

3) Pazienti trasfusi

Al piccolo calo di donatori, grazie alle buone pratiche del Patient Blood Management, non è per fortuna seguito alcun calo dei pazienti trasfusi. Anzi, il trend del 2016 è infatti in miglioramento sia rispetto al 2015 che al 2014, come vediamo in figura 2:

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Fig.2

Sul piano della tipologia delle trasfusioni, infine aumento del +3,9% per i pazienti trasfusi con globuli rossi (GR) e del +0,7% per quelli trasfusi con piastrine, mentre dato negativo abbastanza significativo è quello relativo ai pazienti trasfusi col plasma, calati del – 5,9%. 

I donatori non associati: una categoria poco studiata

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1 milione e 688 mila donatori nel 2016, con oltre 3 milioni di donazioni: i dati della donazione del 2016, come abbiamo già analizzato lo scorso 20 giugno http://www.buonsangue.net/uncategorized/luci-e-ombre-del-sistema-sangue/, hanno luci e qualche ombra, un quadro ben espresso dal direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno.

Ma oltre a luci e ombre c’è anche una piccola zona meno evidente, non troppo considerata, e che invece forse meriterebbe di essere approfondita: si tratta dei donatori non associati, ovvero tutti quei donatori che occasionali ma anche periodici che donano il sangue senza esser iscritti a nessuna delle quattro associazioni principali, Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Noi di Buonsangue proveremo ad approfondire la questione.

A oggi, dalle nostre ricerche, sembra che manchi uno studio scientifico o un dato aggregato che possa risalire al numero esatto (seppur contenuto) di donatori non associati (ma naturalmente potremmo sbagliarci anche perché pur non associandosi è obbligatorio fornire i propri dati personali ai centri trasfusionali), giacché la stragrande maggioranza dei donatori italiani rientra nel grande meccanismo associativo.

La donazione in Italia è volontaria, periodica, responsabile, anonima e non retribuita, e, lo ricordiamo, proprio grazie all’enorme lavoro delle associazioni è anche organizzata. Questa forma di organizzazione è la migliore garanzia per la qualità e la sicurezza delle terapie trasfusionali e consente di rimodernare il sistema nel nome delle regole del Patient Blood management, che prevedono l’ottimizzazione della risorsa sangue e la donazione su chiamata e su prenotazione.

Anche grazie all’esperienza personale del dono http://www.buonsangue.net/uncategorized/la-prima-volta-non-si-scorda-mai-cronaca-di-una-donazione-lesordio/ è stato possibile constatare quanto sia efficiente il percorso di un donatore nel sistema trasfusionale italiano in termini di qualità e sicurezza, sin dal primo step della valutazione d’idoneità e con la tecnica (in alcune ragioni più adottata che in altre) della donazione differita, che avviene con l’accertamento dell’identità del candidato donatore, prosegue con la compilazione di dettagliatissimo questionario e con il colloquio con il medico per valutare che le condizioni di salute generali. Tutte pratiche dirette naturalmente anche a chi decide di restare libero e non iscriversi a nessuna associazione.

A tutti i donatori non associati, consigliamo in ogni caso di associarsi per contribuire a migliorare ancora di più i livelli di efficienza e appropriatezza dell’intero sistema.

Ecco qui il modo più veloce per ottenere informazioni utili e iniziare il rapidissimo processo di iscrizione con la sede associativa più vicina:

Avis: https://www.avis.it/donazione/la-donazione/

Fidas: http://fidas.it/perche-donare-sangue/

Fratres: http://www.fratres.it/approfondimenti/faq#.WV4BFIjyi00

Croce Rossa Italiana: https://www.cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/23732

 

 

La nuova riforma del terzo settore e il sistema sangue

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È di pochissimi giorni fa una notizia accolta con molta soddisfazione da tutto il mondo del volontariato italiano, e di conseguenza dalle principali associazioni di donatori di sangue come Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa: la riforma del terzo settore è quasi completata, grazie all’approvazione definitiva, il 28 giugno 2017, dei decreti attuativi della legge delega, a proposito della possibilità di devolvere alle imprese sociali il 5 per mille, sulla conformazione dell’Impresa Sociale e sul codice del Terzo Settore.

Il fatto nuovo, dunque, è la regolamentazione di un settore che come ha ricordato il ministro Poletti ha numeri cospicui, poiché formato da 300 mila associazioni, un milione di lavoratori e oltre 5 milioni di volontari.

Il fatto che un numero così alto di cittadini impegnati nel sociale ricevano un supporto politico e normativo per migliorare, almeno nel potenziale, il proprio livello di efficienza operativa e per abbattere quella frammentazione innescata dalla normativa precedente, è sicuramente un fattore di grande importanza per raccogliere la sfida al futuro e affrontarlo con ottime possibilità d’innovazione.

Dal punto di vista dell’universo sangue, sul terzo settore si è sempre espresso in modo molto deciso l’ex presidente Avis Vincenzo Saturni, augurandosi a gran voce (l’ultima volta nel suo intervento al World Blood Donor Day svoltosi a Roma http://www.buonsangue.net/eventi/world-blood-donor-day-2017-donatori/) che il terzo settore non fosse aperto al profit. Così è accaduto, giacché le imprese profit potranno partecipare solo in forma limitata e non di controllo.

Così, piuttosto soddisfatto della riforma si è detto il neo presidente Avis Alberto Argentoni, che, come recita il comunicato di presentazione della riforma https://www.avis.it/2017/06/28/riforma-terzo-settore-approvati-decreti-attuativi-su-5-per-mille-e-impresa-sociale-il-commento-di-avis/) sul sito ufficiale Avis ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dell’approvazione della riforma, che permetterà di consolidare e sviluppare l’apporto del Terzo Settore allo sviluppo sociale ed economico della nostra nazione. Siamo consapevoli che il percorso attuativo sarà lungo e richiederà impegno e responsabilità. Apprezziamo che alcune delle nostre osservazioni siano state recepite nel parere approvato dalla Commissione Lavoro del Senato”

Ecco invece, più in dettaglio, i 5 punti approvati attraverso i decreti attuativi:

1) Una nuova definizione di Terzo Settore che consente una più precisa individuazione di chi può farne parte e di chi no, indicando chiaramente, seconda una forma di regolazione generale, quali enti e soggetti possono partecipare alla sua composizione.

2) La predisposizione di un Registro Unico, utile a regolamentare le molte situazioni controverse, opache e poco trasparenti. Il registro sarà gestito su scala regionale pur facendo parte di un’unica piattaforma nazionale.

3) La presenza di una dotazione finanziaria di 190 milioni di euro, per il 60% corrispondenti a incentivi e detrazioni di carattere fiscale, e per il 40% volti a realizzare il Registro nazionale, e a sviluppare il Fondo per i progetti innovativi futuri e il potenziamento del servizio civile.

4) Il Decreto sull’impresa sociale, che regola alcuni aspetti chiave del sistema e amplia i settori di attività delle imprese sociali, allargandole ad ambiti come micro-credito, il commercio equo, l’alloggio sociale, l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e l’agricoltura. Sotto il profilo economico, inoltre, grazie al decreto sarà consentita una parziale e limitata distribuzione degli utili con una minima apertura del terzo settore alle imprese profit (sia pure in forma limitata e non di controllo) o le amministrazioni pubbliche. Per facilitare gli investimenti, si è invece scelta una strada già battuta per le start up innovative, con il 30% di detrazioni fiscali in più in chi decide di investire.

5) Infine il 5 per mille, che i contribuenti potranno devolvere al terzo settore no profit con un iter di erogazione più veloce, diretto e trasparente.

 

“Senza i donatori oggi non sarei qui”: le testimonianze del World Blood Donor Day 2017

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Un momento inatteso e particolarmente ricco d’intensità ha caratterizzato il World Blood Donor Day celebrato a Roma: quello delle testimonianze di donatori e pazienti, capaci di rendere visibile e tangibile il filo nascosto “da vena a vena” da cui i due poli della filiera del dono sono uniti. Il dono in Italia è gratuito, volontario, organizzato e anonimo: ma ciò non significa che non si generi un’empatia enorme, segreta e potentissima tra chi va a donare il proprio sangue e chi lo riceve.

Proprio questa energia empatica, così autentica, è potuta esplodere durante le testimonianze che le quattro associazioni impegnate nel sistema trasfusionale italiano hanno raccolto e presentato. A partire da Antonella Torres di Avis, sarda, che ha iniziato a raccontare della propria talassemia e delle 84 trasfusioni effettuate quand’era bambina, per poi commuoversi fino al punto di non riuscire più a parlare in pubblico, nonostante i molti applausi e gli incitamenti dei presenti in sala. “Il sangue non si fabbrica né si compre in farmacia, sta nelle vene di ciascuno di noi e per questo non possiamo disinteressarcene” – ha detto prima di cedere all’emozione. Tempestivo, allora, l’intervento di supporto del vice presidente vicario di Avis Nazionale Rina Latu, che con un certo trasporto ha ricordato come le donazioni e la medicina trasfusionale abbiano profondamente cambiato la vita di Antonella: “Raccogliamo sangue dappertutto e a breve termine centriamo in nostri obiettivi, ora serve raccontare queste testimonianze per prendere i donatori da bambini e portarli a essere donatori, e non dobbiamo lasciare nessuna fascia sociale all’oscuro di queste storie e dei nostri principi”.

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La testimonianza di Antonella di Avis

 Per Croce Rossa italiana ha parlato invece Erica Renzi, volontaria e donatrice da quando ha 18 anni: “Mi sono avvicinata alla donazione grazie a mio padre che sin da piccola mi ha insegnato a essere generosa. Tanti anni fa ho conosciuto un ragazzo in una scuola che voleva diventare fortemente donatore, ma che aveva una grande paura degli aghi. Io ho provato ad aiutarlo, l’ho presa come una sfida, ho chiesto ai miei amici come potevo fare, e uno di loro è venuto con me solo per dare il suo supporto morale; parlando di Juventus, di partite e di hobby e ha aiutato quel ragazzo spaventato, che non si è nemmeno accorto del prelievo. Ma non è finita. Il fratello piccolissimo di un mio amico donatore ha una malattia del sangue, ed è stato lui a ringraziarmi e a darmi forza, dicendomi che la donazione è fondamentale perché ogni volta che suo fratello si siede sul lettino significa che c’è qualcuno da un’altra parte che ha donato e che con il suo sforzo ha reso possibile quella trasfusione”.

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Erica racconta la sua storia di donatrice

La testimonianza di Fidas è arrivata invece attraverso un video registrato, ma ciò non ne ha attutito l’intensità.

A offrirla è stata Daniela Zintu, giovanissima ragazza di Ozieri (Sardegna) che è stata trapiantata a 13 anni di midollo osseo, e che spesso gira per la sua regione per sensibilizzare:

“Ho 17 anni e sono nata affetta da talassemia. Per tutta la mia infanzia ho fatto trasfusioni e così io mi rendo perfettamente conto dell’importanza del dono. Ho fatto un trapianto di midollo osseo e oggi conduco una vita normale. Chi come me ha visto la morte in faccia apprezza la vita molto di più e la presenza dei donatori ci dice che non siamo soli, e che qualcuno c’è. Oggi senza i donatori non sarei qui, nella mia vita ci sono sempre stati ed ecco perché bisogna lavorare molto sui giovani. Donare è vita, genera vita, porta vita. Spero tanto si possa fare sempre di più e che il gruppo di donatori si allarghi sempre di più in tutto il mondo. Io sono la prova che la sofferenza si supera n modo diverso se c’è un donatore al proprio fianco”.

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ll video di Daniela Zintu targato Fidas

Infine la testimonianza portata da Fratres, della giovane donatrice Valeria Turelli: “Conosco la Fratres da bambina, vengo da Nicolosi (Catania) e il gruppo Fratres entrò nella mia scuola per farci capire la sua missione. Io pensai che non avrei mai donato perché era fifona, e ci ho messo un po’ di tempo per superare la paura. Però tutto quello che Fratres mi aveva trasmesso era rimasto dentro. Alla mia prima donazione ero felicissima. Con la donazione del sangue parole come amore e solidarietà diventavano concrete. Così ho capito che quella era non solo la mission di Fratres, ma anche la mia.

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Valeria, volontaria da sempre in Fratres

Portare testimonianze come quelle del World Blood Donor day celebrato a Roma nelle scuole, sarebbe secondo noi molto importante. Il racconto così franco, diretto, di esperienze personali intense, è forse il miglior veicolo promozionale alla cultura del dono. E non solo perché da essi è facile percepire il beneficio reciproco per chi dona e chi riceve, ma per l’entusiasmo cristallino che certi volontari giovani riescono a esprimere autenticamente, e per la forza profonda, innata e trascinante di cui è portatore chi grazie al dono di altri ha avviato e completato un processo di guarigione.

L’energia del vissuto ha dentro di sé un potere di conquista enorme che va oltre qualsiasi campagna mediatica, che è il vero patrimonio da valorizzare. Soprattutto quando bisogna motivare e appassionare ai giovani.

Il World Blood Donor Day 2017: principi fondamentali ed eventi nel mondo

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È in corso una vera e propria mobilitazione internazionale per il World Blood Donor Day 2017. Il passaggio di consegne tra l’Olanda, paese “ambasciatore” nel 2016, e il Vietnam, che ospiterà l’evento principale con tutti i paesi che fanno parte della WHO (World Health Organization), si terrà ad Hanoi il 14 giugno, dopo che, a partire dal 2004 in Sudafrica il testimone per il ruolo di anfitrione è passato anno dopo anno da Africa, Asia, America, Europa ed Oceania: https://es.wikipedia.org/wiki/D%C3%ADa_Mundial_del_Donante_de_Sangre.

Lo scopo del World Blood Donor Day è quello di trasmettere in tutto il pianeta l’idea che la gestione di un bene decisivo come il sangue deve essere organizzata secondo valori condivisi e sinergie internazionali, con la massima collaborazione possibile per ottenere risultati sempre migliori in fatto di sicurezza e senso di responsabilità nelle modalità di raccolta.

I miglioramenti possibili in questo senso sono notevoli: da una ricerca della WHO eseguita nel 2013 scopriamo infatti che di 112 milioni e mezzo di donazioni annue nel mondo, circa la metà avvengono nei paesi ad alto reddito, quelli in cui vive il 19% della popolazione mondiale. Scopriamo inoltre che solo in 51 dei 180 paesi dichiaranti si producono medicinali derivati dal plasma (PDMP) attraverso il frazionamento del plasma raccolto internamente, mentre 96 paesi hanno riferito che tutti i PDMP sono importati, 17 paesi hanno dichiarato che non sono stati utilizzati PDMP nel periodo di riferimento, e 16 paesi non hanno risposto alla domanda. Un quadro certamente migliorabile. Infine, altro dato che la WHO ritiene di dover migliorare nei prossimi anni, riguarda la gratuità della raccolta, giacché solo in 57 paesi la raccolta di sangue avviene per il 100% attraverso donatori volontari e non retribuiti.

I valori fondativi alla base di questo giorno sono quelli che emergono spesso su Buonsangue, come si può leggere sul sito della stessa WHO http://www.who.int/campaigns/world-blood-donor-day/2017/event/en/: massima considerazione dell’asset strategico dell’autosufficienza ematica, cultura del dono come valore comunitario, gestione organizzata delle emergenze e visione nel lungo periodo nel prevedere le trasformazioni sociali (Fig.1)

WHO Giornata Mondiale Blood Donor 14 giugno 2017
Fig.1

Per raggiungere tali finalità, come abbiamo visto nei giorni scorsi percorrendo tutta l’Italia http://www.buonsangue.net/eventi/14-giugno-2017-sara-world-blood-donor-day/, sono moltissime le celebrazioni in ogni angolo del mondo.

Iniziamo dall’Europa: in Belgio, proprio per festeggiare la ricorrenza, dal 6 al 17 giugno moltissime strutture trasfusionali in tutto il paese potranno contare su un’apertura continuativa dalle 10 alle 17 http://www.dondesang.be/fr/news/ouverture-exceptionnelle-le-samedi-17-juin-de-10h00-17h00.

In Francia, annunciata una grande campagna mediatica a cura dell’EFS (Etablissment Francais du Sang), che riguarderà tutti i principali media e marchi nazionali: si tratta dell’operazione intitolata #MissingType attraverso cui brand, istituzioni e aziende più importanti dovranno ritirare dal proprio marchio le lettere A, B e O, simboleggiando così l’esistenza di un gruppo sanguigno mancante https://dondesang.efs.sante.fr/certaines-lettres-ont-plus-de-pouvoir-faites-les-disparaitre e mostrando così come il sangue sia indispensabile per la vita umana come le lettere lo sono per le parole.

In Germania, attraverso un comunicato stampa, le più alte istituzioni nazionali a partire dal ministero della Salute, invitano la popolazione tedesca a donare il sangue con generosità, anche in virtù dei risultati dell’ultimo studio sui numeri della donazione in tutto territorio nazionale che ha mostrato, tra gli altri, un dato eccezionalmente negativo: soltanto il 35% di giovani tra i 18 e i 25 anni è andato a donare almeno una volta http://www.bzga.de/presse/pressemitteilungen/?nummer=1066.

In Ungheria, nel weekend appena trascorso, eventi e pacchetti ricchi di vantaggi in fatto di controlli medici per i donatori studiati nelle maggiori città come Budapest, Debrecen e Gyor: http://www.ovsz.hu/ver/induljon-nyar-vital-veradassal.

Moltissime le iniziative in Spagna, tra cui raccolte speciali per i giovani a Madrid http://ecodiario.eleconomista.es/sociedad/noticias/8422115/06/17/El-centro-de-trasfusiones-llama-a-los-jovenes-a-donar-sangre-y-salvar-3-vidas-ante-el-dia-mundial-del-donante-de-sangre.html, e una settimana intensissima di feste ed eventi pro-donazione alle isole Baleari, a Ibiza, Mallorca e Minorca:  http://www.donasang.org/es_noticies/226/intensa-semana-de-donacion-de-sangre-en-ibiza.

Grande la risposta in tutti gli Stati Uniti: in Texas http://www.kxxv.com/story/35620726/geap-of-waco-to-celebrate-world-blood-donor-day-with-blood-drive raccolte di sangue, eventi, concerti e attività informative e formative; in Michigan collaborazione tra Michigan Blood e Nexcare Bendages per raccolte speciali nei centri trasfusionali locali http://fox17online.com/2017/06/08/june-14th-is-world-blood-donor-day-heres-where-you-can-donate/, e anche in Ohio, a Dayton, la comunità di donatori locali parteciperà alle celebrazioni mondiali con donazioni speciali e promozione della cultura del dono http://www.whio.com/news/local/cbc-celebrates-world-blood-donor-day-next-week/rWp2z5suK2DL3NhGtnepnJ/.

Raccolte speciali di sangue a Springfield (Massachusetts): http://www.masslive.com/living/index.ssf/2017/06/medical_notes_june_5_2017.html.

Il South African National Blood Service http://www.sanbs.org.za/, sulla pagina Facebook dell’istituto, https://www.facebook.com/SANBS/ è invece già attivo, e chiede a tutti i donatori del mese di giugno di inviare le proprie foto e raccontare le proprie storie, nello spirito della condivisione delle esperienze.

In Pakistan la situazione del dono del sangue è tutt’altro che rosea: il sistema è legato per il 90% al dono occasionale dei familiari di chi ha bisogno, e la cultura del dono fatica a diventare un valore condiviso, così come accade nella maggior parte dei paesi a basso reddito. Il senso di una celebrazione mondiale voluta da un’organizzazione autorevole come la World Health Organization è proprio linfa verso una maggiore mobilitazione in paesi dal quadro sociale ancora più sfilacciato che in occidente: così, a Islamabad l’apertura di un centro trasfusionale di grandi dimensioni dovrebbe coincidere proprio con il 14 giugno:  https://www.pakistantoday.com.pk/2017/06/10/only-10-pakistani-donate-blood-voluntarily/.

In Thailandia, impegno per la Croce Rossa Internazionale con eventi, conferenze e donazioni in tutti maggiori centri trasfusionali del paese e t-shirt commemorative in regalo per i primi 100 donatori in ogni città http://lampang.prdnorth.in.th/ct/news/viewnews.php?ID=170609130754.

A Singapore, la Croce Rossa locale premierà alcuni donatori e contestualmente chiede un maggior numero di donazioni nei giorni che precedono e seguiranno la giornata mondiale: https://www.redcross.sg/give-blood/world-blood-donor-day-2017.html.

Passiamo al Sud America. In Bolivia, http://embajadamundialdeactivistasporlapaz.com/es/prensa/videos/dia-mundial-del-donante-de-sangre-2017, gli attivisti di La Paz hanno realizzato uno spot video che riprende i temi centrale della campagna  mediatica ufficiale della World Health Organization , ovvero la necessità di sangue che esplode in occasione degli incidenti imprevisti quando invece sarebbe decisivo donare ogni giorno. Il giornale El Dia, sottolinea invece, promuovendo i valori fondativi della giornata mondiale del donatore, come nel continente solo Brasile, Colombia e Argentina possono vantare una vera e propria cultura del volontariato: http://eldia.com.do/la-donacion-de-sangre-es-un-acto-de-generosidad/.

Concludiamo con Cuba, dove per il 14 giugno, tra gli eventi, sono previste numerose azioni di reclutamento di donatori di nuova generazione, specie nella provincia di Camaguey che da sempre si distingue per l’alto numero di donazioni: http://www.cadenagramonte.cu/english/show/articles/26395:activities-in-camaguey-for-world-blood-donor-day.