Arriva il piano nazionale sangue 2018. Dall’analisi della stagione conclusa agli obiettivi del nuovo anno, ecco i passaggi principali

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Qual è la situazione del sistema sangue italiano nel medio periodo, ovvero valutando i dati dell’ultimo quinquennio e stilando gli obiettivi programmatici per il prossimo? Lo si può scoprire analizzando il Piano nazionale sangue 2018, pubblicato di recente in Gazzetta Ufficiale (qui è possibile consultare il documento completo).

Ma entriamo nel merito, cominciando dal presente. Arriva la conferma che per tutto il quinquennio 2013-2017, il Sistema trasfusionale italiano è riuscito a garantire l’autosufficienza nazionale “per tutti gli emocomponenti labili a uso clinico [globuli rossi (GR), piastrine, plasma]”, pur dovendo fronteggiare le sensibili variazioni periodiche dei livelli di produzione di GR tipiche nel periodo estivo, come si legge spesso su Buonsangue.

Altro dato costante di nuovo confermato, è la l’endemica carenza di globuli rossi nel Lazio e in Sardegna, due regioni storicamente problematiche con carenze supportate “dalle Regioni e Province autonome a media o elevata capacità di produzione aggiuntiva rispetto al proprio fabbisogno interno”.

Risulta decisiva, in questo senso, la capacità di mantenere attraverso gli scambi tra regioni. E se arrivano conferme su alcune tendenze e indicatori importanti sulla raccolta come  la stabilità delle percentuali di ripartizione fra maschi e femmine (60% M – 40% F per ciò che riguarda i donatori nuovi e 71% M – 29% F, per i periodici), nel 2018 i prodotti strategici per l’autosufficienza nazionale (definiti prodotti driving) saranno i globuli rossi, gli emocomponenti a maggiore utilizzo clinico utilizzati per la terapia di anemie acute e croniche, oltre naturalmente al plasma, destinato al frazionamento industriale per la produzione di medicinali plasmaderivati.

Globuli Rossi 2018 Vs 2017

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Fig. 1

In figura 1 sono rappresentati i dati programmatici di produzione e consumo del 2018 a confronto con la situazione del 2017.

Come si può vedere, nel 2018 sono programmati leggeri aumenti su scala nazionale sia in fatto di produzione (+1,25%) che di consumo (+1,37%), aumenti minimi che consentiranno tuttavia di mantenere la rotta, nonostante il trend del numero complessivo donatori sia ancora in leggero calo tra 2017 e 2016 (-0,45%) con 1.680.146 dell’ultima rilevazione rispetto ai 1.687.627 del 2016.

Le variazioni in crescita più rilevanti a livello di produzione ci si aspettano dal Lazio (+7,52%) e dalla Sicilia (+4,56%), mentre i cali arrivano da Emilia Romagna (-3,49%) e Valle d’Aosta (- 2,78%); preme tuttavia ricordare che anche la gestione dei consumi è un parametro importante per le pratiche di appropriatezza e di Patient Blood Management (PBM), ampiamente descritte nel documento.

Nel meccanismo di compensazione, si prevede già un fabbisogno di globuli rossi “in compensazione pianificata, a favore delle Regioni Sardegna, Lazio, Sicilia, Abruzzo, Campania e Toscana per un ammontare complessivo di circa 55.000 unità a fronte di una potenzialità complessiva di produzione aggiuntiva, nelle Regioni autosufficienti, di circa 70.000 unità”.

Raccolta plasma 2018 Vs 2017

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Fig. 2

In figura 2 troviamo invece il prospetto della produzione di plasma da inviare all’industria di frazionamento nel 2018, a confronto con i dati dell’anno precedente.

Per capire ancora meglio come procede la situazione nella stagione in corso è molto proficuo confrontare le attese segnate sopra nella colonna 2018, con i dati effettivi della raccolta plasma aggiornati al mese di agosto, dati che abbiamo recentemente riportato qui:

Raccolta plasma nel mese di agosto, ecco i dati. Un leggero calo da mettere in conto prima della fase finale

Di sicuro i mesi mancanti saranno importanti per raccogliere i quasi 300 mila kg che stando all’ultima rilevazione (551.556 kg) mancavano all’obiettivo preventivato di 847.927 kg.

Per riuscirci, il Programma nazionale 2018 si propone obiettivi intermedi molto precisi, sia sul piano quantitativo, che qualitativo.

Sul piano quantitativo bisognerà: 1) azzerare il numero delle unità di plasma eliminate per iperdatazione e ridurre quelle eliminate per cause tecniche ad almeno il 4% di quelle prodotte, e 2) aumentare il numero delle procedure di aferesi (mono- e multi-componente) per singolo separatore cellulare, al fine di conseguire l’obiettivo quinquennale di almeno 250 procedure all’anno e un numero medio minimo di procedure per Regione pari a 400. Due passaggi che conosciamo molto bene.

Sul piano qualitativo, invece, le indicazioni principali sono: 1) implementare modelli organizzativi che prevedano la concentrazione delle attività trasfusionali, anche con riferimento alle attività di raccolta del plasma in aferesi. 2) ampliare l’accesso alla donazione anche attraverso forme di collaborazione e sperimentazione gestionale con le Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue. 3) promuovere la donazione in aferesi per il tramite delle Associazioni e Federazioni dei donatori di sangue. 4) sviluppare specifici progetti di collaborazione con le Associazioni e Federazioni dei donatori volti alla fidelizzazione di nuovi donatori alla plasmaferesi.

Cosa attenderci?

In generale dal 2018 è giusto attendersi dal sistema sangue più aferesi, un forte incremento dell’efficienza nelle pratiche di Patient Blood Management, e come spesso diciamo anche noi su Buonsangue, una sempre crescente collaborazione tra le tre gambe del sistema trasfusionale (istituzioni, associazioni di donatori e professionisti).

Una campagna mediatica congiunta sull’importanza della donazione di sangue che coinvolga le tre gambe e i media principali, ci permettiamo di aggiungere, sarebbe molto importante per mettere il dono del sangue davvero al centro del dibattito. Perché se vero che lavorare sotto i riflettori comporta maggiori responsabilità, è innegabile che un messaggio sulla centralità del dono e dall’autosufficienza ematica è meritevole della più ampia cassa di risonanza.

Raccolta sangue, inizia con l’autunno la volata verso fine anno: c’è bisogno di donare per l’autosufficienza e per sollecitare la cultura del dono

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Inizia l’autunno, e con lui entriamo nei mesi decisivi per la raccolta di sangue e plasma. Come abbiamo constatato in queste settimane seguendo da vicino l’andamento delle carenze, e ieri nella consueta disamina di Buonsangue sui dati in arrivo dal CNS (vedi post scriptum a fondo articolo), è chiaro che bisognerà lavorare tanto e molto bene per garantire, da un lato l’autosufficienza, e dall’altro il rispetto degli obiettivi del Piano nazionale plasma 2016-2020.

È infatti industriosa l’attività sul territorio, da parte di associazioni e addetti ai lavori, per diffondere la cultura del dono e mobilitare il più possibile le comunità. Naturalmente non mancano gli intoppi e i problemi da risolvere, ma ciò che conta è la volontà ferrea di perseguire gli obiettivi. Scopriamo quindi tutto ciò che di rilevante è accaduto negli ultimi giorni e quello che accadrà nelle prossime ore in questo fine settembre.

In Campania, a Napoli, c’è un problema di carenza cronica che riguarda l’ospedale Cardarelli, il più grande della città. Il Secolo d’Italia ne parla attaccando l’amministrazione regionale di De Luca, ma ciò che a noi preme, al di là delle questioni politiche, è che la raccolta campana si assesti su dei buoni livelli.

In Puglia, invece, dove nelle scorse settimane c’erano state difficoltà soprattutto a Brindisi, ecco puntuale la mobilitazione delle associazioni. Raccolta speciale nella giornata di domenica 30 settembre a Salice Salentino grazie ad Avis, dalle 8.30 alle 11.30 del mattino, mentre a Latiano, proprio nel brindisino, sempre domenica 30 settembre andrà in scena la “Giornata della mobilità sostenibile” con l’apertura straordinaria dei musei cittadini e la risposta ferma all’emergenza sangue: sarà l’Avis di Latiano a organizza dalle 7.30 una giornata dedicata alla donazione in piazza Umberto I.

In Umbria, a Perugia, il modo di far crescere il numero dei donatori è la collaborazione tra associazioni e istituzioni. Ecco perché è arrivata la firma di un protocollo d’intesa tra Avis regionale, Anci Umbria e Federsanità Anci Umbria. Un accordo che nei dettagli è raccontato dal network Cityjuournal.

Come prosegue, invece, la raccolta in Toscana dopo il lungo periodo di carenza generalizzata che ha contraddistinto le ultime settimane?

Lo si può scoprire sul sito del Meteo del sangue, con la tabella in continuo aggiornamento. Come si può vedere in figura 1 è arrivato l’agognato miglioramento, con alcuni gruppi stabilizzati e difficoltà chiare solo per i gruppi B- e 0-.

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Fig.1

A Pontedera intanto, in provincia di Pisa, si premia chi per la donazione di sangue si spende da anni, dando un messaggio ai giovani che dovranno continuare l’opera.

Attività speciali anche in Abruzzo: a Teramo, infatti, sono gli infermieri a mobilitarsi per contrastare la carenza estiva insieme alla Fidas locale, come ci racconta il magazine online Cityrumors.

In Emilia Romagna prosegue invece la campagna proposta da Avis e Fidas #ioTiRaccontoChe, una bella idea di comunicazione che consente a tutti coloro i quali si recheranno a donare, di raccontare la propria storia: bastano un hashtag, un social, e un po’ di creatività. Ecco, su vimeo, il video promozionale.

#IoTiRaccontoChe campagna donazione sangue e plasma from Avis Emilia-Romagna on Vimeo.

In Friuli Venezia Giulia la situazione del dono è sempre delicata. Lo scopriamo con il termometro del sito dei donatori di Udine. Carenze gravi per i gruppi A+, B+ e B-, mentre non ricchissime le scorte dei due poli del gruppo 0. Questo significa che andare a donare è quanto mai importante.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine (2)

Fig.2

Notizie interessanti arrivano anche dalla ricerca. Ad Alessandria, c’è stato ieri un convegno di livello internazionale sulle malattie del sangue, con i massimi esperti in materia, mentre da Il Sole 24 ore apprendiamo che è in arrivo un test in grado di capire i motivi dell’insonnia proprio a partire dalle analisi del sangue.

Non solo: sempre dal sangue, alcuni ricercatori svedesi contano di poter brevettare al più presto un test in grado di diagnosticare il temibile tumore al pancreas, a dimostrazione che studiando il grande flusso che attraversa il nostro organismo la medicina e la ricerca scientifica potranno portare solo benefici. Ma senza esagerare, giacché il confine tra bene comune e commercializzazione è labile e non sempre definibile. Basti pensare al programma Artemisia, grazie al quale chi ne avrà la possibilità economica potrà iniettarsi nelle vene sangue giovane per 8000 dollari a trasfusione. Con quali benefici? Difficile dirlo.

Infine, prima della parentesi social, una notizia interessante proveniente dal portale dedicato al mondo del sangue www.donatorih24.it; una gara competitiva e molto utile alla comunità tra due donatori liguri, che si danno battaglia a chi dona di più e hanno superato già le 130 donazioni a testa? Chi vincerà?

Ed eccoci al consueto sguardo sui social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 28 settembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Fig.3

 

P.S. Un gentile lettore ci segnala che nel pezzo di mercoledì 26 settembre in cui riportiamo i dati della raccolta plasma forniti dal Cns, ci potrebbe essere qualche incongruenza. Chiederemo al Centro Nazionale Sangue di operare un controllo e riportare, dove necessario, le eventuali correzioni.

L’autosufficienza ematica: l’abbiamo sostenuta come priorità sistematica e ora scopriamo che è “un concetto da non prendere alla lettera”.

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Sono ormai più di due anni che Buonsangue segue giorno dopo giorno l’attività del sistema sangue, provando a offrire ai suoi lettori un racconto completo, di ampio respiro, che sia capace di rendere al meglio l’importanza che la risorsa sangue riveste per l’intera comunità in una nazione grande e popolosa come l’Italia.

Abbiamo testimoniato l’impegno delle associazioni. Intervistato i protagonisti che lavorano ogni giorno per la comunità. Raccontato le storie dei donatori. Riportato gli aggiornamenti su tutte le notizie che riguardano carenze, emergenze e ricerca scientifica, e informato sull’attività istituzionale. E naturalmente, abbiamo seguito in tempo reale i convegni di respiro nazionale e internazionale in cui si discutono le politiche programmatiche di sistema, per il presente e per il futuro.

Cosa abbiamo imparato, come primo valore in questi due anni dagli addetti ai lavori?

Soprattutto una cosa: l’autosufficienza ematica è un obiettivo strategico fondamentale perché è l’unico modo di garantire a tutti i pazienti, nella gestione ordinaria o in caso di accadimenti straordinari, le scorte di materia biologica e farmaci per trasfusioni, operazioni chirurgiche e trattamento farmacologico per i pazienti che necessitano di farmaci salvavita. Proprio per questo, l’autosufficienza è segnalata come obiettivo primario nei documenti programmatici ufficiali, come per esempio il Piano nazionale plasma 2016-2020, o ancora come il Programma di autosufficienza 2017,  elaborato dal Cns assieme alle strutture Regionali di Coordinamento (SRC) e con le associazioni di donatori AVIS, FIDAS, FRATRES e Croce Rossa.

Il perché l’autosufficienza sia un valore inestimabile, lo ha spiegato in modo esauriente Paul Strengers direttore esecutivo dell’IPFA (International Plasma and Fractionation Association) associazione no-profit, lo scorso 15 giugno in occasione del convegno organizzato a Roma dall’ISS, l’Istituto superiore di sanità.

Cos’ha detto Strengers? Ecco la sintesi del suo intervento, incentrato in particolar modo sul plasma: “Il plasma è una risorsa strategica di primaria importanza. Molte persone non si rendono conto dei valore dei donatori. L’Ipfa vuole essere un punto di riferimento per i donatori no profit e il prodotto plasma deve essere considerato in maniera univoca e usarlo per avere plasmaderivati economici, cioè prodotti da plasma locale e accessibili a tutti. Ci sarà una richiesta enorme di plasma, anche e perché oggi il 47%dei plasmaderivati è usato dal 4,5 % della popolazione e nel futuro il mercato asiatico offre enormi potenzialità. Gli USA forniscono più del 60% del plasma mondiale e questo non è una cosa positiva. Dobbiamo considerare il plasma come una materia prima importante dal punto di vista economico che rischiamo, da un certo punto in avanti, potrebbero avere forniture interrotta. Il plasma è come acqua, energia o metalli fondamentali. Avere questa risorsa è importantissimo perché le conseguenze della sua assenza sarebbero disastrose”.

Il plasma è come acqua, energia o metalli fondamentali.

Parole chiare, nette, inequivocabili.

Ecco perché, allora, restiamo sorpresi e impressionati, nel leggere sul portale donatorih24.it, che i dirigenti del Cns, e in particolare il direttore generale Giancarlo Liumbruno, il responsabile del settore plasma e medicinali plasmaderivati Gabriele Calizzani e la responsabile del servizio legale Patrizia Fetta abbiano dichiarato, lo scorso 14 giugno dinanzi al Garante della Concorrenza e del Mercato,  che “il concetto di autosufficienza non va preso alla lettera, ma deve piuttosto essere inteso come un forte incentivo al miglioramento delle attività di raccolta sangue/plasma su base nazionale”, e che anzi “il raggiungimento di una totale autosufficienza non solo non è materialmente possibile, ma neppure auspicabile, in quanto ciò potrebbe comportare difficoltà di “agganciare” il mercato dei plasmaderivati c.d. commerciali nell’eventualità di particolari necessità di rifornimento, esempio per emergenze sanitarie o improvvise rotture di stock produttivi da conto lavorazione”.

Il contesto in cui sono emerse queste dichiarazioni è una domanda di Luca Arnaudo dell’Autorità garante, che ha chiesto al Cns chiarimenti sull’obiettivo di autosufficienza nazionale “in riferimento alla scelta dei plasmaderivati da produrre, sulla base di “valutazioni discordanti rispetto alla compatibilità con tale obiettivo delle diverse gare di conto-lavorazione bandite dai raggruppamenti regionali”. Un’informativa sui bandi di gara dunque, bandi che come sanno bene i lettori di Buonsangue hanno suscitato ricorsi, divergenze e polemiche soprattutto in Veneto, dove era netta la sproporzione tra la qualità (10%) e il prezzo (90%) in quanto a criteri decisivi per l’assegnazione del servizio.

Insomma, qualcosa non torna: da obiettivo strategico fondamentale, ovvero ciò che abbiamo sempre sentito in ogni occasione in più di due anni, a “concetto che non va preso alla lettera” il cui raggiungimento “non è neppure auspicabile” c’è un forte differenza di significato, che naturalmente non può che sorprendere e stupire e su cui sarebbe necessario un chiarimento.

Perché se è vero che nel concreto una piena autosufficienza è probabilmente irraggiungibile, il solo fatto di esprimere in sedi ufficiali un messaggio così ambiguo su un tema molto delicato rischia di essere un autogol, il modo migliore di aprire brecce e lasciare spazio e margini di attecchimento per tutti quegli interessi di natura prettamente economica che ruotano attorno a un settore remunerativo come il plasma.

Così come abbiamo scritto in un approfondimento del 14 giugno in occasione del World Blood Donor Day, con il sistema sangue non si scherza, a dispetto di tutti i comprensibili interessi divergenti e i tentativi di ingerenza di multinazionali, politici e tecnici: l’utilizzo del sangue di due milioni di donatori e i valori di sicurezza e qualità del servizio sanitario per quasi sessanta milioni di italiani, necessitano di visioni univoche e di principi saldi, in grado di volare più in alto di qualsiasi realpolitik.

 

 

 

Carenza grave in quattro regioni: mancano 800 sacche tra Campania, Lazio, Toscana e Basilicata

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Il fumo era nell’aria, e purtroppo il focolaio è esploso. Venerdì pomeriggio, poche ore dopo la consueta informativa di Buonsangue con tutte le informazioni sulle necessità, le iniziative speciali e le notizie a tema sangue del week-end, è arrivato il tweet del Centro Nazionale sangue che annunciava la carenza generalizzata, in ben 4 regioni, di circa 800 sacche di sangue.

800 sacche non sono poche, e anche se il sistema sangue italiano si basa su un principio di compensazione interregionale che consente di trasferire le scorte di sangue dalle regioni che possiedono delle eccedenze, alle regioni che devono affrontare qualche carenza momentanea, è chiaro che sarà assolutamente necessaria, sin dalle prossime ore, una forte risposta dei donatori.

Il sistema SISTRA, ovvero SIstema Informativo per i Servizi TRAsfusionali, è uno strumento strategico fondamentale per il Sistema Sangue in fatto di gestione e ottimizzazione delle risorse, e consente di individuare con tempestività e precisione la situazione regione per regione e non solo: in esso sono contenute le informazioni anagrafiche delle strutture, consente programmazione e pianificazione dei fabbisogni, coordina la raccolta e utilizzo del sangue e dei suoi componenti e la produzione e l’utilizzo di farmaci plasmaderivati, si occupa del servizio di emovigilanza e gestisce la compensazione di emocomponenti e plasmaderivati. Ma da solo tutto questo non basta.

Il ruolo più importante al fine di garantire l’autosufficienza ematica è sempre quello del donatore. Il Centro nazionale sangue suggerisce in tal senso di programmare una donazione attraverso il servizio dedicato GeoBlood, un software di geolocalizzazione che consente di individuare il centro trasfusionale più vicino a noi di cui abbiamo parlato diffusamente qui:

Arrivano #PlasmaItalia e #GeoBlood, servizi ricchi e utili: ma da aprile 2017 non sono pubblicati i dati sulla raccolta plasma

Noi di Buonsangue consigliamo inoltre l’utilizzo degli strumenti social e in particolare di Facebook. Come ricordiamo ogni venerdì, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo a scopo narcisistico o di partecipazione virtuale passivo aggressiva alle vicende dell’attualità, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese. Ecco come: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi lunedì 10 settembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia: ve lo assicuriamo, sono tantissime.

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Inoltre, ma questa è una priorità assoluta su cui noi di Buonsangue insistiamo da sempre, è tempo di investire in modo compatto, coordinato e univoco sulla diffusione della cultura del dono nel paese, attraverso una campagna congiunta che veda impegnati, insieme e senza frammentazioni, istituzioni, associazioni e media. Non che l’impegno in questo senso manchi, ma probabilmente serve più compattezza, più programmazione, più coordinazione per prevenire qualsiasi carenza. Fino a che il gesto di donare sangue non entrerò a far parte delle abitudini culturali della comunità anche quando non incorrono emergenze e eventi speciali, e un segno distintivo del senso di solidarietà come fattore d’identità.

 

Donando il sangue ci si può innamorare. E soprattutto si risolvono le carenze, come quella attualmente in corso in Toscana

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Donare, bisogna sempre donare. Donare fa anche innamorare. Non ci credete? Eppure tra le tantissime donazioni speciali e tra le numerose notizie a tema sangue interessanti di questa settimana, spicca proprio quella di un amore nato grazie al dono. Dove? È successo in Lombardia, a Sesto San Giovanni (Milano) tra due giovanissimi donatori, Milena Nardo e Giacomo Piermattei, rispettivamente 20 e 23 anni. Lamartesana.it ha raccontato per intero la loro storia, che è nata all’ospedale di San Giovanni mentre erano in fila per donare. E se il quotidiano on-line già paventa un lungo futuro insieme tra loro, ciò che appare meno privato e più interessante per il pubblico è sottolineare come la vita associativa, da donatori, possa essere appagante anche sul piano della costruzione dei rapporti umani. Non solo amore, ma anche amicizia, interlocutori e collaborazione.

Ovviamente, non tutto è rose e fiori. A Rieti, per esempio, una raccolta sangue programmata con donatori periodici avvisati su chiamata, non è poi stata effettuata per mancanza di personale. Ce lo dice Il Messaggero, e si tratta di uno di quei casi in cui il danno è doppio, perché oltre alla mancata raccolta, si creano situazioni di scoraggiamento tra i donatori che hanno risposto all’appello.

In Campania, a Napoli, si cerca invece di favorire la donazione di sangue facilitando la logistica dei donatori diretti all’ospedale Cardarelli: dal Mattino apprendiamo infatti che tutti i donatori di sangue potranno raggiungere la struttura ospedaliera in Taxi, con una corsa gratuita.

E le carenze della scorsa settimana in Toscana che evoluzione hanno avuto? Sul sito del Meteo del Sangue vediamo che la carenza purtroppo non si placa. Eccedenza solo per il gruppo AB+ (Fig.1), mentre crisi generalizzata per tutti gli altri gruppi sanguigni ed emergenza per lo 0- di cui c’è bisogno immediato. L’appello è dunque, per tutti i donatori Toscani, di sfruttare le molte raccolte speciali del week-end per riportare la situazione su livelli accettabili.

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Fig.1

Decisamente migliore la situazione in Friuli, come si può vedere sul Portale Donatori, un servizio che dimostra come l’informatizzazione delle scorte sangue per cogliere sempre le necessità in tempo reale è un servizio di cui si dovrebbero dotare al più presto tutte le regioni. Intanto, in figura 2, vediamo come esistano due carenze gravi per i gruppi B- e AB-, mentre situazione sotto controllo per i restanti e per il plasma.

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Fig.2

A proposito di donazioni speciali, da segnalare in Liguria quella di domenica 15 aprile a Diano Marina in provincia di Imperia, segnalata su Imperia News e che coinvolge l’Avis locale depositaria di ottime aspettative di raccolta.

Più a est, donazione speciale per il giorno domenica 15 anche a Casale sul Sile, in Veneto provincia di Treviso, dove andrà in scena La giornata della donazione di sangue sempre organizzata da Avis, mentre scendendo fino a Sora, in provincia di Frosinone (Lazio) donazione speciale e importantissima all’Ospedale oncologico Sorano, a partire dalla mattinata di domenica, come testimonia Sora24.

La Fratres toscana organizza a Fucecchio (Firenze) La scampagnata del donatore, domenica 15 aprile 2018 dalle ore 15.00 presso il “Casotto del Sordo” Massarella, mentre in Lombardia, a Peschiera Borromeo, è la Fidas a essere protagonista con una raccolta speciale che dura ben tre giorni.

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Sport, giovani e Associazioni insieme invece a Cernusco sul Naviglio, dove l’attivissima sezione Avis locale organizza una manifestazione sportiva dedicata a un rappresentante associativo storico avisino dal grande curriculum nazionale scomparso un anno fa, Pietro Varasi. A lui è dedicato il primo torneo di Hockey Promo per ragazzi di otto, dieci e dodici anni.

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Come di consueto infine, ricordiamo che sono tantissime le donazioni del week-end in tutta Italia grazie alle associazioni Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa, e per scoprire dove sono quelle più vicine affidarsi a Facebook per reperire tutte le informazioni disponibili sulle donazioni, è un’idea più che fruttifera.

Il social network per eccellenza, al di là delle funzioni d’intrattenimento, è sempre troppo poco usato e dunque sottovalutato per la sua capacità informativa, che dovrebbe essere invece il suo valore principale.

È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 13 aprile, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come in figura 3.

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Fig.3

Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa: cosa stanno facendo le associazioni italiane impegnate nella raccolta sangue

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Cosa stanno facendo le principali associazioni di donatori italiane?

In che modo portano avanti il loro discorso culturale sulla donazione responsabile, anonima, volontaria, non remunerata e associata?

Che campagne stanno lanciando e in quali attività sono impegnate?

Ecco una ricognizione sulle ultime notizie provenienti da Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Avis Nazionale, numericamente l’associazione più corposa con circa 1 milione e 320 mila soci e 3 mila 400 sedi in tutta Italia, ha appena lanciato una campagna informativa basata su una collana di video che saranno pubblicati periodicamente sul canale Youtube dell’associazione stessa, nonché sulla pagina Facebook ufficiale di Avis. Ecco il primo contenuto, dal titolo piuttosto esplicativo “Chi Siamo”:

Qual è l’obiettivo dei nuovi video?

Ottenere il massimo risultato in termini di chiarezza informativa sul tema della donazione, sfruttando lo strumento efficace di un messaggio costruito su immagini elaborate graficamente e accompagnate dalla voce narrante di uno speaker: un meccanismo che valorizza al massimo il fattore immediatezza. A tal proposito, la dichiarazione del presidente di AVIS Nazionale, Alberto Argentoni

«Questa nuova collana risponde all’esigenza di promuovere le nostre attività con strumenti sempre più innovativi e immediati. Attraverso filmati brevi e dal ritmo piacevole e veloce, siamo riusciti a veicolare tutte quelle informazioni che finora sono sempre state diffuse attraverso testi e immagini statiche».

Sul fronte Fidas, sguardo proiettato al 19esimo meeting nazionale dei giovani Fidas in programma a Pordenone dal 16 al 18 marzo 2018, una bellissima occasione per preparare i giovani a un futuro da dirigenti associativi e spingerli ad affrontare con uno sguardo fresco e intraprendente tutte le problematiche legate alla raccolta sangue del futuro prossimo.

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Intanto, sono da segnalare, sul blog ufficiale dell’associazione, due interventi del responsabile comunicazione Fidas Cristiano Lena, che nei giorni 5 e 6 febbraio ha fronteggiato alcuni articoli di giornale non troppo esatti (per usare un eufemismo), sul tema dei rimborsi per le associazioni di donatori.

Più in dettaglio, il 5 febbraio è servita una rettifica per un articolo apparso su Il Giorno che riportava la fantomatica battaglia dall’assessore regionale al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, deciso a combattere tagli al piano sangue regionale che non ci sono mai stati, se non nei dati errati citati nell’articolo;

il 6 febbraio, invece, la fake news è arrivata dal Quotidiano di Puglia, che ha strumentalizzato la notizia di 400 mila euro destinati alle associazioni di donatori attraverso un taglio allusivo e ambiguo, non rispondente al vero, come è stato giustamente riportato sul blog Fidas.

La pubblicazione di inesattezze, la tendenza a essere dozzinali o a strumentalizzare è una situazione non infrequente nell’informazione sanitaria, un ambito nel quale la saggezza consiglierebbe la massima attenzione alle questioni tecniche, così come ribadito nel pezzo di Lena:

La terapia trasfusionale rientra nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, come tante altre terapie a favore dei cittadini, garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale senza prevedere per gli stessi neanche la compartecipazione di spesa (ossia a nessun titolo è richiesto il ticket). AVIS, FIDAS, FRATRES, Croce Rossa Italiana e le altre associazioni riconosciute, in base all’articolo 7 della legge 219 del 2005, “concorrono ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori”. Percepiscono un rimborso dal Sistema Sanitario Nazionale per l’attività di sensibilizzazione e promozione del dono e il denaro serve a sostenere le spese di gestione dell’Associazione, dal canone di locazione della propria sede, alle utenze di luce, gas e telefono, al rimborso spese dei volontari che hanno cariche associative, come previsto nei loro statuti, ma soprattutto il rimborso serve per la copertura delle attività previste dalla normativa e svolte in convenzione, come la promozione del dono e la gestione della chiamata dei donatori effettuata sulla base di una programmazione regionale condivisa. Per far sì che le associazioni di volontariato, che costituiscono una risorsa fondamentale nel nostro paese, possano portare avanti la propria attività, sono state fissate delle tariffe di rimborso uniformi su tutto il territorio nazionale e riportate nell’allegato 2 dell’ASR del 14 aprile 2016 (22,00 euro per l’unità di sangue e 24,75 euro per l’unità di plasma in aferesi e multicomponent).

E Fratres Nazionale invece?

Fratres continua sui social con la sua campagna “Cerchiamo donatori di sangue #ConOgniMezzo”, che mostra (tra le varie immagini) un lancio col paracadute adrenalinico, con tanto di esibizione della bandiera associativa del gruppo, quasi a sottolineare l’importanza di insistere con il lavoro di raccolta quotidiano su tutto il territorio.

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Croce Rossa Italiana infine, la più poliedrica delle associazioni di volontariato (giacché non impegnata solo nell’universo sangue), ha da qualche giorno pubblicato un video sul proprio canale Youtube, allo scopo di raccontare l’ultima grande assemblea generale che si è svolta a Roma nei giorni 27 e 28 gennaio 2018, con ospiti provenienti da tutto il mondo e l’occasione di sviluppare workshop e dibattiti allo scopo di far crescere sempre più l’associazione in efficienza e affiatamento, e svolgere le tantissime attività che CRI offre a favore della comunità.

Ecco la video testimonianza.