Quelle informazioni chiare ed esaustive che dovrebbero far parte del dibattito pubblico quotidiano: un’idea per diffondere la cultura del dono

171208-F-PO640-013

Ci piace molto e ci convince, perché funzionale a fornire tutte le informazioni necessarie, la scelta di dare risalto, sul sito di Avis Nazionale, al video intitolato “I requisiti per diventare donatore di sangue”: una clip completa che offre tutte le informazioni principali intorno al mondo del dono.

Eccolo qui il video, per chi vuole vederlo:

I motivi per cui confidiamo sull’efficacia di questo contenuto li avevamo già espressi in questo mini approfondimento di fine primavera.

I video di Avis sul mondo del dono: semplici ed essenziali per il pubblico giovane

Come si può vedere, sono bene elencate in modo chiaro e facilmente memorizzabile, tutte le caratteristiche del donatore ideale. Certo, chi arriva su Avis già interessato al dono e intenzionato a diventare donatore, entrerà rapidamente in confidenza con tutto ciò che gli serve sapere, dai principi generali (età minima e massima, peso, stile di vita) a tutti gli eventuali periodi di sospensione temporanea per motivi di salute, fino alle esclusioni totali (gli stili di vita non compatibili), ma altrettanto importante sarebbe che contenuti come questo (di Avis o di qualsiasi altro operatore) uscissero dai canali già predisposti e noti ai donatori per apparire sui siti dei quotidiani nazionali, sui siti di quelli locali, e anche in televisione.

Si tratta di predisporre spazi che dovrebbero appartenere di diritto a un concetto di interesse comune, almeno nell’idea, che proviamo a promulgare ormai da tanto, di una campagna congiunta tra associazioni, media e istituzioni a favore della cultura del dono.

Il panorama odierno, per quanto ricco di operatori di assoluto valore che mettono enorme impegno sul campo, sul piano della comunicazione ci sembra ancora troppo frammentato, specie su una battaglia culturale che si deve giocare e vincere in squadra.

Proseguendo la navigazione sul sito di Avis attraverso il pulsante “scopri di più”, si entra inoltre in una pagina davvero importante, che approfondisce in modo esemplare tutti le tematiche legate al sangue e al dono, a partire dai principi etici e solidali che sono alla basa di questo gesto (in fig.1), fino alle informazioni specifiche sul sangue, sul perché è importante donarlo, sui tipi di donazione esistenti, sulla compatibilità dei gruppi e sulle informazioni logistiche per donare rapidamente e senza complicazioni.

Diventa donatore AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue (1)

Fig.1

Perché un vademecum così completo non può diventare, per esempio, un contenuto fisso nei quotidiani cartacei, e una finestra ben visibile nelle homepage dei quotidiani on-line? Solo un problema economico? Crediamo di no, visto che l’informazione cartacea e sulla rete può contare su contributi pubblici che potrebbero prevedere in “payback” anche spazi da destinare alla diffusione di contenuti di pubblico interesse. Forse è solo un problema superabilissimo di visione e di coordinamento. Si potrà arrivare a una concertazione su questa nostra proposta?

Intanto però, nell’attesa che l’aderenza degli attori del sistema angue a una tale strategia di comunicazione collettiva possa serpeggiare e concretizzarsi, noi continuiamo a fare la nostra parte.

 

A Milano il dono del sangue salva la vita di una bambina. A Roma, le ultime sulla Chikungunya

perfusion-sang-depistage

Il dono del sangue, anonimo, volontario, gratuito e organizzato, serve spesso a salvare delle vite.

Essere donatori significa possedere questo potere segreto: aiutare chi ne ha bisogno e accumulare dentro sé la serenità corroborante di aver contribuito al bene comune. Su Buonsangue ne abbiamo parlato subito dopo il World Blood Donor Day dello scorso 14 giugno a Roma, con le testimonianze commoventi di chi si è salvato grazie ai donatori http://www.buonsangue.net/dono/senza-donatori-oggi-non-sarei-le-testimonianze/: sempre un bel leggere.

A volte, poi, può succedere che il dono del sangue perda il suo carattere di anonimato, e che chi salva una vita umana grazie a un gesto così semplice ma importante, possa conoscere per filo e segno la storia di chi viene salvato.

È il caso di una bimba nata a Milano a luglio, sopravvissuta a una gravidanza difficile a causa di un caso di incompatibilità gravissimo gestito al meglio dalla alla Clinica Mangiagalli del Policlinico. La donna incinta, in precedenza sottoposta a un aborto spontaneo, aveva sviluppato anticorpi che aggredivano i globuli rossi del feto, ma alla trentesima settimana, grazie a due donazioni direttamente in utero dell’unico donatore compatibile in Lombardia e molto probabilmente in tutta Italia, scovato grazie ai controlli incrociati perché registrato alla Banca di emocomponenti di gruppi rari del centro trasfusionale del Policlinico, tutto è finito per il meglio.

Su Repubblica di Milano http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/09/19/news/milano_sangue_raro_gravidanza_a_rischio_salvata_da_donazione-175905374/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P12-S1.6-T1,

e su Repubblica Medicina, si può leggere la vicenda in dettaglio:  http://www.repubblica.it/salute/medicina/2017/09/19/news/bimba_salvata_a_milano_da_una_trasfusione_direttamente_in_utero_la_madre_ha_il_fenotipo_rh_deleto-175927277/.

L’ennesima dimostrazione dell’immensa importanza di donare.

Donare sempre, e in modo periodico dunque. Anche nelle zone colpite dalla zanzara Chikungunya. Come abbiamo già scritto nei giorni scorsi, alcune amplificazione dei media http://www.buonsangue.net/news/la-zanzara-chikungunya-amplificazioni-dono/ rischiano probabilmente di scoraggiare il dono nel Lazio, in un momento in cui il bisogno di sangue è molto forte. È bene ricordare dunque, che i luoghi in cui vi sono delle restrizioni al dono sono la zona dell’ASL Roma 2 e Anzio.

L’impatto della zanzara sul piano dell’infezione che trasmette, è irrisorio, mentre sul piano del dono del sangue e dell’autosufficienza ematica relativa al normale fabbisogno medico e alla produzione di emoderivati potrebbero esserci complicazioni. Al telefono, Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas ci ha spiegato la situazione: “Abbiamo diramato un comunicato congiunto tra CIVIS (Coordinamento interassociativo volontariato italiano sangue n.d.r.) e Centro Nazionale Sangue, dopo una riunione plenaria. I numeri dovranno essere verificati dal CNS che si occupa della compensazione. Tutto passa dal controllo della compensazione del CNS”.

Ecco allora, di seguito, il testo integrale del comunicato stampa del 15 settembre:

Chikungunya, al via raccolte straordinarie sangue in tutta Italia

Donazioni coordinate e scaglionate nei prossimi giorni

In tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate e coordinate con le Regioni e scaglionate nel tempo, per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio. L’indicazione è emersa durante una riunione con i rappresentanti nazionali e regionali delle Associazioni e Federazioni di Volontariato del dono coordinata dal Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute che si è tenuta oggi a Roma.

Le conseguenze sul Sistema Trasfusionale sono paragonabili a quelle di una maxi-emergenza sebbene, hanno sottolineato gli esperti, non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. Tutte le Regioni, anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione. “L’impatto di queste misure è molto pesante, basti pensare che la Asl Roma 2 ha una popolazione pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia – sottolinea il CIVIS, Coordinamento delle predette Associazioni e Federazioni – e le Associazioni sono pronte a coordinarsi tra loro ed a modulare gli sforzi per far fronte agli sviluppi ed al protrarsi della situazione”.

“E’ importante che le raccolte straordinarie siano programmate, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai – spiega il direttore del CNS Giancarlo Maria Liumbruno -. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Già ieri diverse regioni si sono mobilitate, mettendo a disposizione, grazie anche al contributo fondamentale delle Associazioni, oltre 800 unità, una risposta eccezionale che testimonia che è subito scattata una vera gara di solidarietà”.

Al momento, ricorda il Centro, lo stop totale per il sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e ad Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente, con una quarantena di cinque giorni solo se hanno soggiornato nelle zone colpite. Per il resto d’Italia l’indicazione è invece di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio. Nessuna restrizione invece è prevista per le donazioni di plasma.

Tutti a donare dunque, in attesa di conoscere l’evolversi della situazione nei prossimi giorni.

Donazioni e sicurezza: Centro Nazionale Sangue e CIVIS reagiscono. Risposta (indiretta ma chiara) alla ministra Lorenzin

download (2)

Una risposta indiretta, ma ferma e in assoluta controtendenza con le parole della ministra: è questo il significato del comunicato stampa apparso nella mattinata del 12 aprile 2017 sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, volto a ribadire l’assoluta sicurezza, a 360° gradi del sistema trasfusionale italiano.

Facciamo un piccolo passo indietro.

Come da noi segnalato l’11 aprile, in occasione della sua mancata partecipazione al convegno organizzato da FedEmo per la giornata mondiale dell’emofilia, la ministra Beatrice Lorenzin ha inviato un messaggio piuttosto discutibile, riassumibile in questo virgolettato: “I farmaci ottenuti con tecnologia del Dna ricombinante di ultima generazione garantiscono un alto profilo di sicurezza in quanto ormai realizzati con metodica protein-free, evitando l’uso di plasmaderivati, e quindi delle complicanze infettive più temibili, come le epatiti o l’Aids”.

Già nella giornata di ieri, poi, sono arrivate le prime reazioni piuttosto critiche a queste affermazioni molto superficiali e fuori misura, lesive di una sicurezza di sistema assodata e del lavoro certosino, difficile e quotidiano delle associazioni di volontari.

Ecco perché, nel comunicato di oggi, ufficialmente in risposta alla sentenza della Corte di Appello di Roma che ha respinto l’appello proposto dal ministero della Salute contro i risarcimenti a centinaia di persone per i danni subiti da emotrasfusione con sangue infetto negli anni 80 e 90, è facile leggere una replica alle dichiarazioni di Lorenzin.

“Da oltre dieci anni non ci sono segnalazioni di infezioni da HIV ed epatite a seguito di trasfusione – esordisce il comunicato, entrando poi nel merito delle procedure – Su ogni donazione di sangue vengono effettuati i test, anche molecolari, per la ricerca di Hiv ed epatite C e B. Tale livello di sicurezza è garantito da un sistema basato sulla donazione volontaria, periodica, anonima, responsabile e non remunerata, dall’utilizzo per la qualificazione biologica di test di laboratorio altamente sensibili e da un’accurata selezione medica dei donatori di sangue, volta a escludere i soggetti che per ragioni cliniche o comportamentali sono a rischio.”

In virtù dei suddetti interventi – specifica Giancarlo Maria Liumbruno, Direttore generale del Centro – il rischio residuo di contrarre un’infezione a seguito di una trasfusione di sangue è prossimo allo zero, come ampiamente dimostrato dal sistema di sorveglianza nazionale coordinato dal Centro Nazionale Sangue A fronte di più di 3 milioni di emocomponenti trasfusi ogni anno (8.349 emocomponenti trasfusi ogni giorno), da oltre dieci anni in Italia non sono state segnalate infezioni post-trasfusionali da HIV, virus dell’epatite B e virus dell’epatite C.”

La chiusura, proprio sul lavoro delle associazioni volontarie e sui plasmaderivati, è affidata a Vincenzo Saturni, presidente di Avis Nazionale e coordinatore pro tempore di CIVIS (Coordinamento interassociativo volontariato italiano sangue): “Il volontariato del sangue, inoltre, è impegnato ogni giorno nella fondamentale promozione di stili di vita sani tra i donatori volontari e associati, al fine di rendere ancora più elevati i livelli di sicurezza per gli emocomponenti e i farmaci plasmaderivati. Grazie anche a quest’azione siamo arrivati all’84% di donatori periodici e associati, fattore che ci posiziona ai primissimi posti nel mondo e che rappresenta un ulteriore indicatore di qualità e sicurezza.”