La consulta giovani Avis a Pistoia e l’indagine sul campo lunga un anno intero all’Avis provinciale di Bergamo

Avis Provinciale Bergamo | Gruppo Giovani
Il forum Avis a Bergamo

Dalle parole ai fatti. Vi è una forte consapevolezza, nelle associazioni di donatori di sangue, che il mantenimento del proprio ruolo centrale all’interno del sistema, negli anni futuri passerà per la capacità di coltivare un movimento giovanile di alto profilo e di ottime competenze. Anche perché i giovani di valore sono tantissimi – noi di Buonsangue ne abbiamo conosciuto molti in ogni parte d’Italia – e si danno molto da fare.

In questo ottobre, per esempio, i giovani di Avis si stanno distinguendo per impegno e qualità delle iniziative. Abbiamo già parlato di Plasm-on che si terrà a Piacenza nei prossimi 20 e 21 ottobre, forum fortemente voluto dai giovani avisini emiliani per sostenere e diffondere la crescita della raccolta plasma, ma è solo l’inizio:

A Piacenza andrà in scena Plasm-On, con i giovani Avis impegnati a promuovere la donazione di plasma

Proprio in questo fine settimana, infatti, a Pistoia è andata in scena la Consulta Nazionale Avis Giovani, con 50 rappresentanti associativi provenienti da tutta Italia che saranno impegnati, come da prassi, in dibattiti e convegni su aspetti importanti del lavoro associativo. In particolare, il focus di questa consulta nazionale saranno le maxi-emergenze, un tema su cui noi di Buonsangue abbiamo parlato spesso, sottolineandone la delicatezza.

Piano strategico nazionale del sangue per le maxi emergenze

Avere personale pronto a gestire l’eventualità di una maxi-emergenza è certamente un valore aggiunto, e così, a Pistoia, sono intervenuti Giuseppe Marano del Centro nazionale sangue, su come trattare le maxi emergenze a livello trasfusionale, e l’ingegnere Riccardo Gaddi, dirigente della Protezione Civile della Regione Toscana che ha portato in dote la propria esperienza attiva. Infine, tra attività culturali e workshop, a Pistoia ci sono state tante altre occasioni per partorire idee e cementare un armonia profonda tra quelli che con ogni probabilità saranno i dirigenti nazionali dei prossimi decenni.

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Anche in Lombardia, e precisamente a Bergamo, i giovani di Avis stanno lavorando alacremente per un progetto di indagine e di crescita di consapevolezza. In vista del 1° FORUM AVIS GIOVANI “Giovani Donatori Crescono – Il loro valore in AVIS”, che si terrà il prossimo 20 ottobre proprio a Bergamo allo spazio Polaresco in via del Polaresco 15, il gruppo Avis Giovani Provinciale ha portato avanti per un anno intero una ricerca sui giovani avisini bergamaschi, ricerca che ha riguardato un campione molto ampio di donatori, con più di 1300 questionari compilati e circa 80 interviste “face to face” con ragazzi e ragazze che nell’attività associativa rivestono ruoli significativi o guidano gruppi giovanili all’interno della propria realtà associativa comunale.

Lo scopo della ricerca? Molteplice.

Da un lato ribadire l’importanza del ruolo delle nuove generazioni nell’impianto associativo, un ruolo che già oggi, a nostro parere, può fare la differenza, specie in una congiuntura storica di grande cambiamento in cui si assiste a un enorme rinnovamento di linguaggi sia nell’area della comunicazione sia nella dinamica dei rapporti di gruppo.

E in seconda istanza, un obiettivo non meno importante: ovvero restituire una fotografia il più possibile esatta del volontariato giovanile, per approfondire e capire al meglio, attraverso una doppia modalità d’analisi di studio – quantitativa e qualitativa – bisogni, idee, speranze e rielaborazione delle esperienze dei giovani che si dedicano alla donazione.

 

L’estate si conferma un nemico della raccolta: continua la situazione difficile in Toscana e in altre zone d’Italia

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Non accenna purtroppo a rientrare la carenza sangue che ormai da diversi giorni attanaglia la Toscana.

Su Buonsangue abbiamo seguito l’evoluzione testimoniata sul sito del Meteo del sangue piuttosto costantemente a partire da venerdì 20 Luglio, quando per diversi gruppi erano in corso carenze gravi. Oggi, 1 agosto, dodici giorni dopo, la situazione non è troppo migliorata.

In figura 1 e figura 2, ecco il confronto tra la situazione gruppo per gruppo rilevata il 19 luglio (alle prime avvisaglie di questa temporanea carenza, giovedì 19 luglio alle 13.18 quando i problemi riguardavano soprattutto i gruppi A-, B+ e 0-), e le ultime stime raccolte ieri pomeriggio intorno alle 17.30.

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Fig.1

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Come si può notare, la situazione generale non ha avuto i miglioramenti sperati. Ancora carenze gravi per i gruppi B+, 0+ e 0-, sangue urgente per il gruppo B- e fragilità diffuse per A+, B- e AB-.

La causa è certamente l’endemico calo di donazioni estivo, ma Avis Toscana segue la situazione da vicino e consiglia i donatori del gruppo AB+, per il quale vi è addirittura un’eccedenza, di approfittare per dedicarsi alla donazione del plasma. Inoltre continua l’attività associativa per cercare di migliorare la raccolta: il 3 agosto alle 19 Avis Livorno organizza un incontro a tema dono dal titolo #Avis: (amore e dono)², occasione utile per parlare di dono del sangue a 360 gradi.

Appelli e chiamate alle armi arrivano da Avis Montecatini, come riporta www.valdinievoeoggi.it, ma per fortuna arrivano anche notizie positive: a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, è stato inaugurato il nuovo centro trasfusionale della Asl Toscana sud-est, una struttura più ampia e confortevole per facilitare l’accesso dei donatori di zona.

Intanto però la Toscana non è l’unica regione d’Italia dove si registrano carenze: dalla Puglia, e in particolare dall’Ospedale Perrino di Brindisi, arrivano appelli per il dono di sangue e plasma. È addirittura il sindaco del capoluogo pugliese a rivolgersi ai suoi cittadini, come leggiamo su www.brindisireport.it, per ovviare a carenze definite addirittura gravissime dagli organi di stampa locale.

L’estate, insomma, continua a essere la kriptonite della raccolta sangue. Noi rispondiamo con l’informazione e gli appelli al dono. “Prima donare, poi partire” è la regola di responsabilità da rispettare a tutti i costi per risollevare, in Toscana e dovunque serva, la situazione dei gruppi in crisi.

Giorni caldi per la raccolta. Dal Cns i dati di giugno sul plasma e l’evoluzione della carenza in Toscana

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Sangue e plasma. Rosso e giallo. I donatori sanno bene che specie d’estate sono questi i colori della solidarietà e dei gesti che possono salvare tante vite. E se il periodo estivo non è certamente il più facile per la raccolta, diventa oltremodo importante che il quadro generale delle scorte nel Paese, e lo stato dei lavori sul piano del raggiungimento dell’autosufficienza, siano comunicati ai cittadini con estrema prontezza e puntualità. Sia che si tratti di eventuali carenze, come quella che ha colpito la Toscana negli ultimi giorni, sia per ciò che riguarda i flussi mensili del plasma da utilizzare nelle strutture ospedaliere e inviare alle aziende per la trasformazione in farmaci salvavita.

Cominciamo dal plasma. Sul sito del Centro nazionale sangue sono da poco a disposizione i dati sulla raccolta plasma di giugno. Li avevamo chiesti a inizio luglio, quando con un po’ di ritardo rispetto ai mesi precedenti erano stati diffusi quelli di maggio. Per fortuna non c’è stato troppo da attendere, ma sviscerandoli purtroppo si nota che la raccolta al sesto mese dell’anno non è in crescita, sia nella rilevazione comparata giugno 2017 vs giugno 2018, sia sul piano della raccolta generale gennaio-giugno 2017 vs gennaio-giugno 2018.

Ma entriamo più nel dettaglio.

Come si può vedere in figura 1, infatti, nel giugno 2017 era stato raccolto il 5,7% in più di plasma sul territorio nazionale. Sempre nell’ambito della comparazione sul mese di giugno, le regioni che si sono comportate meglio sono la Provincia Autonoma di Bolzano (+ 17,6%), le Marche (+7,6%) e la Puglia (+4,15), mentre è notevole l’apporto del Ministero della Difesa, cioè delle forze dell’ordine, con un rilevante +23%. In negativo si fanno invece notare il Molise (-36,4%), la Campania (-19,6%), e il Lazio (-12,9%), ma in generale sono molte le regioni in calo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (4)

Fig.1.

Passando al dato aggregato, invece, in figura 2 (Tab.3) con misurazione in chilogrammi, possiamo analizzare e confrontare la raccolta nel periodo che va da gennaio-giugno 2017 vs gennaio-giugno 2018. Emerge subito che sul piano della raccolta generale nell’anno in corso sono stati raccolti 4.633 kg in meno (416.546 kg contro 421.179). Entrando nel merito delle singole regioni invece, si riscontrano crescite rilevanti in Puglia, Marche, Lazio e Sicilia, e cali recuperabili in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Sempre in figura 2, ma tabella 2, è invece riportato il dato già commentato in alto giugno vs giugno (fig.1) ma con i valori espressi in chilogrammi. Interessante il dato complessivo Italia con il suddetto calo del -5,7% che corrisponde a un passaggio da 67.897 kg raccolti nel 2017 a 64.053 nel 2018. Ben 3884 kg in meno dei 4.633 persi in tutto il 2018, arrivano dunque dal primo mese “estivo”. In ogni caso però si dovrà assolutamente migliorare nella seconda metà dell’anno.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (3)

Fig.2

E in Toscana?

Dopo i giorni di carenza sangue da noi segnalati nel post di lunedì 23 luglio, con tanto di informativa su tutte le attività di contorno per chiamare i donatori a raccolta, ecco gli aggiornamenti. In figura 3, vediamo che rispetto alla situazione da noi delineata venerdì scorso, con emergenza per i gruppi A-, B+ e 0-, sangue urgente per B- e 0+ e situazioni positive per i gruppi A+ e AB +, le scorte attuali sono leggermente migliorate. Naturalmente non basta ancora, perché si registrano emergenze per i gruppo 0- e B+, e necessità urgenti per A- e B-. Continua la mobilitazione dunque, e speriamo che la situazione possa risolversi presto, attraverso la chiamata diretta dei donatori che proseguirà in questi giorni, o con le raccolte speciali che potranno essere organizzate nel prossimo fine settimana.

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Fig.3

Focus Toscana. Una carenza che deve essere fermata e l’attività di istituzioni e associazioni nell’ultima settimana

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Come abbiamo raccontato nella rassegna settimanale di Buonsangue di venerdì 20 luglio, una delle situazioni estive più delicate sul piano della raccolta sangue riguarda attualmente la Toscana. Confrontando la rilevazione di giovedì 19 luglio alle 13.18 in figura 1, e l’ultima a nostra disposizione che risale a venerdì 20 alle 12.29 in figura 2, si può notare come la situazione nell’arco di circa 24 ore non si sia assolutamente modificata: emergenza per i gruppi A-, B+ e 0-, sangue urgente per B- e 0+ e situazioni positive per i gruppi A+ e AB +, per i quali vi sono a disposizione addirittura delle eccedenze, e sotto controllo per il gruppo AB- per il quale la raccolta procede stabile a livelli da semaforo verde.

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Fig.1

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Fig.2

Già oggi in giornata tuttavia la situazione potrebbe cambiare, grazie alle molte iniziative pro dono del week-end: non si può dire infatti che nei giorni scorsi non vi sia stata una mobilitazione generale per gestire la carenza nel mondo più efficace possibile.

Già il 16 luglio, infatti, come abbiamo potuto leggere su molti media regionali come Firenze Today, GoNews, il sito del Met che gestisce le new dell’area metropolitana fiorentina, e Nove da Firenze, è andato a donare il presidente del Consiglio regionale  Eugenio Giani, da sempre donatore di sangue iscritto all’Avis di Firenze, il quale ha ribadito con decisione quale dev’essere la strategia migliore di ciascun donatore e ogni cittadino alla vigilia della partenza grossa di agosto: la soluzione di Giani? Siamo sempre lì, bisogna prenotare la donazione prima di andare in ferie. Certo, la notizia arrivata quasi in contemporanea dell’impossibilità di procede con i prelievi mercoledì 18 a causa del concorso pubblico regionale Estar non ha aiutato, ma intanto nel week end e nei prossimi giorni tante attività in tutta la regione attività per sensibilizzare e aiutare la raccolta.

A Manciano, in provincia di Grosseto, è andato in scena nel week-end Cartoon Village, dove saranno premiati alcuni cortometraggi animati preparati dagli studenti basati sulla rappresentazione del messaggio del dono.

A Rosignano Solvay, invece, giornata importante di solidarietà, cultura del dono e condivisione grazie al settimo Trofeo di vela Michela Righi, previsto martedì 24 luglio al Circolo Canottieri Solvay. La regata è un appuntamento ormai tradizionale voluto dalla sezione vela del Circolo Canottieri Solvay in collaborazione con Avis Toscana e Avis comunale Rosignano Marittimo.

Festa del donatore nel week-end appena trascorso e in quello che verrà (28-29 luglio) a Montopoli Val d’Arno in provincia di Pisa, sempre con Avis, con sagre, spettacoli, tornei e premiazioni, per coltivare quel tipo di aggregazione che permette poi di aumentare il numero di nuovi donatori soprattutto tra i giovani.

In provincia di Arezzo si è mossa invece la Fratres, con una giornata intera dedicata ai donatori la Festa del Donatore a Badia Tedalda e Sestino.

Vedremo, con il nuovo aggiornamento sul sito del Meteo del sangue atteso nelle prossime ore se tutte queste attività avranno contribuito a migliorare la situazione della raccolta: ma intanto l’ultimo appello in ordine cronologico è arrivato dall’Asl di Lucca.

Rosaria Bonini, la direttrice dell’unità operativa complessa di immunoematologia e medicina trasfusionale di Lucca (che interessa i centri trasfusionali di Lucca, Barga e Castelnuovo), si è espressa sul Tirreno, chiedendo a tutti i cittadini di recarsi al centro trasfusionale per compiere il proprio dovere e assicurare alle strutture ospedaliere l’efficacia terapeutica strettamente legata alle trasfusioni.

Due, a nostro parere, i passaggi più rilevanti delle sue dichiarazioni. In primo luogo la Bonini ha ricordato l’importanza dell’autosufficienza «È necessario non abbassare mai la guardia per poter garantire durante tutto l’anno l’autosufficienza in questo delicato settore. È fondamentale compiere questo gesto anche nel periodo estivo perché la necessità di sangue non va mai in ferie»; in seconda battuta la direttrice ha citato la motivazione centrale che pone il gesto del dono come azione di massima importanza: la creazione dei farmaci salvavita: «La donazione è un atto gratuito che rende disponibili due importantissimi farmaci: le emazie e il plasma, che sono salvavita e, come noto, non si possono produrre in laboratorio».

 

 

Gli appuntamenti del WBBD 2018 sono finiti. Ora è tempo di donare, e di farlo prima di partire

Entra nel vivo il periodo a rischio per le carenze estive, e la parola d’ordine per Buonsangue è “prima donare poi partire”. Nella settimana di eventi e appuntamenti legati al World Blood Donor Day 2018, la questione del calo di donatori è stata tra le più discusse durante i convegni e le tavole rotonde che abbiamo seguito in diretta, e in più sono arrivate, dal Centro nazionale sangue e in particolare dalla voce del direttore Giancarlo Liumbruno, alcune indicazioni concrete per limitare i danni tipici dei mesi di calura. In particolare, è stato confermato il vaccino antinfluenzale gratuito per i donatori di sangue, ed è stato predisposto lo screening West Nile Virus in alternativa alla sospensione dei 28 giorni per i donatori che hanno soggiornato nelle aree interessate, la cui mappatura si può approfondire a questo link, oltre che in figura 1.

West Nile Virus 2018 Centro Nazionale Sangue

Fig.1

Uno strumento utilissimo per conoscere i virus che si possono contrarre viaggiando per destinazioni esotiche è la comodissima pagina “Il donatore che viaggia”, di cui abbiamo già parlato lo scorso 6 giugno: una volta aver acquisito tutte le informazioni in modo corretto sulla propria destinazione, non resta che anticipare il gesto del dono ai giorni che precedono la partenza. C’è modo migliore per partire liberi da pensieri?

E così, ecco gli appuntamenti in giro per l’Italia.

In Toscana il Meteo del sangue parla chiaro: come vediamo in figura 2 fragilità per i gruppi A- e B- emergenza per entrambi i poli del gruppo 0 e sangue urgente per il gruppo B+. Insomma, una situazione che i donatori toscani sono chiamati a fronteggiare.

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Fig.2

A Pontedera (Pisa), si inizia a educare i giovani sin dalla scuola media, con un concorso per le seconde classi chiamate a lavorare sul concetto di donazione.  Nell’ottica della condivisione invece, interessante l’iniziativa dell’Avis di Montevarchi, il cui gruppo ciclistico si è dedicato a una sorta di tour della Puglia sulle due ruote, per promuovere il dono nella settimana dell’anno in cui si festeggiano i donatori. A Taverne, infine, provincia di Siena, gran bella iniziativa dell’Avis locale con un concerto e tanto divertimento con il secondo week-end di Birrarbia.

In Calabria, grande mobilitazione per “Reggio Dona”, iniziativa congiunta di Avis e Fidas che hanno organizzato una giornata di confronto dedicata agli ordini professionali e ai rappresentanti dei diversi enti del territorio, affinché la pratica del dono sia affrontata attraverso sinergie comuni.

In Puglia, il tema del dono diventa la chiave principale della festa patronale dei santi Cosma e Damiano a Massafra (Ta), mentre In Sardegna, come annuncia la testata Sardegnalive, va in scena una donazione speciale organizzata per sabato 23 giugno a Torralba, in provincia di Sassari.

Tornando al nord, in Friuli, la situazione dettata dal portale dei donatori di Udine è la seguente, come in figura 3:

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig.3

Forte carenza per il gruppo B- e 0 -, quantità stabili negli altri gruppi, con una discreta autonomia, ma non bisogna cullarsi sugli allori.

Infine lo ricordiamo: per individuare tra le tantissime donazioni e gli appuntamenti del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi sabato 23 giugno, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 4.

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Fig.4

 

In Liguria la carenza sangue continua, al Gaslini rimandato un intervento complesso. Come incrementare la forza del messaggio culturale del dono

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La carenza sangue in Liguria non si è ancora arrestata, e come avevamo paventato sul blog qualche giorno fa raccontando questa situazione da affrontare e risolvere al più presto, all’ospedale Gaslini di Genova è stato necessario rimandare un intervento chirurgico complesso per la prima volta dopo sedici anni.

Per lamentarsene, con un certo grado di afflizione, è intervenuto sulle colonne di Repubblica di Genova anche Gino Tripodi, direttore del Centro Trasfusionale del polo ospedaliero genovese, considerato il più importante e avanzato d’Italia nel settore pediatrico.

Ma le parole di Tripodi non devono essere scambiate per lamentele fini a se stesse, giacché contengono anche un appello alla comunità, affinché annullamenti come quello avvenuto nelle ultime ore non debbano ripetersi.

Tripodi ha chiesto ai suoi corregionali di “cambiare abitudini e diventare donatori”, in linea con quanto avevano fatto nei giorni scorsi, tra gli altri, il dottor Paolo Strada già direttore del Centro Regionale Sangue, che aveva parlato di quanto è importante motivare i giovani, e dal consigliere regionale e capogruppo della Lega Franco Senarega, che ha ribadito quanto sia necessario l’intervento di ogni cittadino in grado di aiutare il sistema trasfusionale con la propria donazione.

Le parole di Tripodi tuttavia hanno toccato un altro punto importante degno di essere preso in considerazione.

Rivolgendo lo sguardo al passato, il direttore del Centro Trasfusionale dell’ospedale Gaslini ha ricordato come, anni addietro, fabbriche come la Ansaldo o l’Italsider fossero un vero e proprio serbatoio costante di donatori, poiché riunivano migliaia di lavoratori compattati sotto il medesimo approccio politico e da una consolidata coscienza civica. Funzionando come vere e proprie istituzioni, le fabbriche garantivano quindi un forte peso specifico in ambiti delicati come la raccolta sangue.

E oggi? È così vero i cambiamenti della società dell’ultimo ventennio abbiano contribuito a sperperare quel patrimonio di senso comune citato da Tripodi?

A nostro parere, non necessariamente. Forse, alla prova empirica è così. La compattezza identitaria di alcuni gruppi sociali di un tempo, come la classe operaia o la media borghesia legata a una formazione democratico cristiana non esistono più; ma di contro è vero anche che la tecnologia attuale, se ben utilizzata, consente in via potenziale l’alimentazione di reti infinitamente meno limitate e circoscritte di quelle che era possibile creare nel passato. L’importante è trovare le modalità d’adattamento, analizzare e agire, riformulare i messaggi sulla base delle necessità dei media attuali.

Se non è più possibile fidelizzare il dono soltanto sulla base di un concetto di bene comunitario inteso come immaginario comune, bisogna allora valorizzare i suoi aspetti di contorno ma non meno importanti, come il beneficio psicofisico innegabile per chi compie il gesto, o come l’importanza dello scambio anonimo tra donatore e ricevente. Forse bisogna raccontare sempre con maggior entusiasmo e puntualità le storie di chi dona, così come quelle di chi – grazie a un gesto gratuito, anonimo e volontario – vede incrementare in modo non commensurabile la propria qualità della vita.

 

Le carenze ancora d’attualità in molte regioni italiane, soprattutto al Sud. Segnalazioni da Puglia, Sicilia, Calabria, Campania. Ma anche da Veneto e Piemonte.

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In molte regioni d’Italia manca ancora sangue

La situazione generale è in via di miglioramento rispetto alla settimana dell’8-14 gennaio, quando sulla bacheca Sistra, sulla quale figurano tutte le richieste che arrivano dalle Regioni, si erano contate carenze sempre crescenti, fino alla cifra considerevole di ben 1315 sacche (il picco del giorno 13) da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte.

Già nei giorni successivi, come abbiamo segnalato nell’articolo di sabato 19 gennaio, la situazione era andata in via di miglioramento, con le 922 sacche richieste lunedì 15 gennaio calate progressivamente fino alle 275 di venerdì 19.

L’opportunità di offrire il vaccino antinfluenzale gratuitamente è stata ribadita dal direttore del Centro nazionale sangue, Giancarlo Liumbruno, all’importante convegno sul sistema del plasma andato in scena a Verona sabato 20 gennaio, evento su cui abbiamo pubblicato un lungo report lunedì 22 gennaio.

Queste le parole di Liumbruno sull’argomento, a conferma di quanto aveva già dichiarato poche ora prima il presidente Fidas e coordinatore Civis Aldo Ozino Caligaris: “Un’informazione importante: stiamo lavorando per concretizzare l’idea di offrire a tutti i donatori il vaccino antinfluenzale, sia per evitare il calo nella raccolta sia per aumentare l’impatto culturale del vaccino sulla popolazione”.  

Ma da quali regioni arrivano le richieste e gli appelli delle ultime ore?

A Foggia, in Puglia, Avis chiama i propri donatori all’azione proponendo un contest: “A tutto selfie”, un’idea giocosa che consentirà a ogni donatore di scattare una foto ricordo che sarà poi pubblicata sulla pagina Facebook dell’associazione, allo scopo di ottenere i fatidici “Like” e vincere un gadget premio.

A Reggio Calabria, Stretto Web segnala che andrà avanti ancora per i prossimi mesi la campagna straordinaria di raccolta sangue all’Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, voluta fortemente dalle associazioni  territoriali Adspem, Fidas e Avis, allo scopo di aiutare a trovare una data per il dono per tutti coloro i quali faticano a donare durante i giorni lavorativi.

Un quadro molto delicato arriva dalla provincia di Salerno ed è segnalato da Amalfi Web, con toni particolarmente drammatici e qualche refuso di troppo che speriamo non scoraggino i donatori di zona a fare il proprio dovere.

E se a Campobello Licata, in provincia di Agrigento, si è ripreso con le giornate Avis di raccolta speciale (la prossima il 4 febbraio, anche dal Nord, e in particolare dal Veneto area del Veneziano, arriva un saldo di donazioni negativo che ha spinto le Avis locali (Avis Mestre-Marghera, Venezia e Zelarino, più Avis provinciale Venezia) a organizzare un incontro speciale che avrà luogo oggi 24 gennaio, al fine di decidere le prossime strategie operative per aumentare la raccolta.

Anche a Borgomanero in Piemonte, come segnala Novara Today, esiste una situazione delicata, che ha generato un appello dell’Avis locale per chiamare a raccolta i donatori.

Infine due segnalazioni legate al bel momento in cui donazione di sangue e giovani si incontrano: a Modena donazione speciale per alcuni studenti dell’istituto Tecnico Barozzi si sono cimentati nella prima donazione assoluta per Avis, un momento per loro piuttosto emozionante.

Ad Altopascio invece, in provincia di Lucca, Avis e Fratres insieme hanno inaugurato il progetto “Una goccia di solidarietà”, campagna di sensibilizzazione che prevede la diffusione della cultura del sangue nelle scuole primarie e secondarie.

Come evitare carenze durante le epidemie influenzali. La proposta del Cns: offrire il vaccino ai donatori

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Il tema del plasma, inteso come raccolta e invio al frazionamento industriale per ottenere poi i farmaci plasmaderivati in grado di curare patologie gravi come l’emofilia, è sicuramente tra i più importanti in assoluto e per Buonsangue è un argomento costantemente in evidenza.

Ecco perché nelle ultime settimane abbiamo chiesto più volte al Centro nazionale sangue di essere puntuale ed efficiente sulla pubblicazioni dei dati di raccolta regione per regione e sui dati di invio alle industrie farmaceutiche, ed ecco perché cerchiamo di informare il più dettagliatamente possibile i nostri lettori su tutte le vicende legate alle gare pubbliche dei vari raggruppamenti regionali.

Oggi 20 gennaio, a Verona, va in scena il convegno dal titolo “IL MODELLO ITALIANO DELLA DONAZIONE DI SANGUE, AUTOSUFFICIENZA ED ETICA SEMINARIO SUL CONTO LAVORAZIONE DEL PLASMA IN ITALIA ALLA LUCE DEI NUOVI ACCORDI INTERREGIONALI PLASMA”, un confronto di assoluta importanza per fare il punto sul modello italiano, un modello seguito e apprezzato in tutto il mondo, e capire a che punto siamo a livello di sistema in termini di raggiungimento dell’autosufficienza nazionale attraverso il rispetto dei principi etici.

Noi di Buonsangue ci siamo, e come sempre vi proporremo nei prossimi giorni un report completo del convegno.

Questo, intanto, il programma della giornata di lavori:

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Intanto il Centro nazionale sangue comunica i numeri relativi alle carenze della scorsa settimana, quella più complicata. Sono mancate circa 1300 sacche, creando problemi a molti ospedali costretti a rimandare gli interventi non urgenti.

Sulla bacheca Sistra – ha scritto il Cns nel suo comunicato di ieri 19 gennaio – su cui le Regioni formulano le richieste, sono state segnalate carenze tutti i giorni, con il picco il 13 quando sono state richieste 1315 sacche da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte. Già il 12 le richieste erano sopra le mille unità, e il 14 sono leggermente scese a 1197.

“Le carenze all’inizio dell’anno, che seguono le eccedenze di raccolta subito prima di Natale, non sono una novità – afferma Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns -. Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo offrire la vaccinazione anche ai donatori, come già avviene ad esempio in Emilia Romagna, potrebbe contribuire a mitigare il problema”.

Ma come evolve la situazione?

Questa settimana, sempre secondo la bacheca, si è partiti con 922 sacche richieste lunedì che sono andate diminuendo fino alle 275 di ieri. “Al momento il lieve calo del numero dei casi che si è avuto la scorsa settimana ci fa sperare che il picco sia stato raggiunto, ma è presto per trarre conclusioni – sottolinea Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità -. L’entità dell’epidemia è ogni anno imprevedibile, e il vaccino è l’unico strumento di cui disponiamo per la prevenzione”.

Ed ecco, allora, la notizia: offrire il vaccino ai donatori seguendo le politiche già in atto in Emilia Romagna (come in foto d’apertura) potrebbe essere una misura utile a non ritrovarsi di nuovo nell’identica situazione il prossimo anno. Un’idea che ha registrato immediatamente il consenso di Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas e coordinatore Civis:

 “Offrire l’opportunità della vaccinazione al milione e 800mila donatori periodici e associati del sangue – afferma Aldo Ozino Caligaris, Coordinatore pro tempore CIVIS – significa, come già accaduto nel 2009 in occasione della pandemia influenzale da virus A/H1N1, poter meglio garantire la continuità della disponibilità delle donazioni, sulla base di una necessaria e puntuale programmazione, considerando che i donatori di sangue sono a tutti gli effetti operatori del SSN.

Ecco un proposito che ci auguriamo diventi presto realtà.