In Sardegna c’è bisogno di sangue, e la campagna #noilosappiamo dell’Azienda ospedaliera Brotzu a Cagliari reagisce con una campagna

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Spingere il pubblico alla donazione di sangue è un lavoro delicato: un misto di comunicazione emotiva e informazione che per rompere il frastuono e il muro dell’indifferenza ha bisogno di poter contare su un messaggio semplice, diretto, efficace e puntuale.

Le associazioni di donatori questo lo sanno, e come abbiamo potuto constatare spesso riportando campagne in favore del dono molto affascinanti, puntano ormai sul racconto della donazione come un fattore importante di uno stile di vita moderno, positivo, aperto al prossimo e alla condivisione.

Tuttavia non bisogna mai dimenticare l‘importanza delle informazioni basiche, che specie in territori in cui è necessario formare la cultura del dono, e dove è opportuno raccontare le necessità regionali, rappresentano quel sovrappiù di valore nel messaggio che può davvero risultare efficace e fare la differenza.

Ecco perché ci è piaciuta l’ultima campagna in sostegno della donazione di sangue realizzata e promossa dall’Azienda Ospedaliera G.Brotzu di Cagliari, che su Youtube sta facendo girare quattro brevi video al fine di offrire alla comunità tutte le informazioni principali su ciò che significa donare sangue, e soprattutto su ciò che significa farlo in Sardegna.

Ecco allora i video della campagna dal titolo #noilosappiamo, un nome che spiega perfettamente l’intento degli spot, che è quello di espandere al massimo il grado di conoscenza basica sul dono nella mente di tutti coloro i quali potrebbero donare e ancora non hanno iniziato a farlo.

Nel primo video, ecco un resoconto della situazione sarda, con l’autosufficienza ancora lontana da conquistare, e le informazioni su quanto è veloce donare, e su quanto può essere importante il contributo di ciascuno:

Nel secondo, il tema del primo video è approfondito con maggior dettagli: da dove arrivano i prodotti necessari al fabbisogno sardo?

Nel terzo, ecco il focus sugli utilizzi ospedalieri e su quanto è decisiva ogni donazione per la categoria dei pazienti:

Nel quarto e ultimo, infine, ecco il punto sui requisiti del donare, pochi e semplici da memorizzare:

L’animazione, è sempre la stessa: una mano che fissa le informazioni su una lavagna virtuale, raccontando il dono tra parole e immagini da fissare bene nella memoria. Un punto di partenza semplice ed efficace per diffondere tra i sardi tutte le conoscenze che servono per aumentare la raccolta.

Nella campagna “Reggio dona” le testimonianze dei pazienti creano il collage più completo per celebrare l’importanza del dono

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Noi ne parliamo da diverse settimane attraverso approfondimenti e interviste: non può che farci piacere, dunque, che dopo la campagna #siavischipuò, organizzata da Avis Livorno, anche nel sud Italia il punto di vista dei pazienti sia adottato in una campagna per la sensibilizzazione rivolta al pubblico, e diventi centrale per trasmettere l’importanza dei valori del dono.

È il caso della campagna “Reggio dona”, impostata dalla Commissione Pari Opportunità della Città di Reggio Calabria, in sinergia con l’assessore Lucia Nucera, il consigliere delegato alla salute Misefari e la collaborazione importantissima delle due associazioni territoriali di Avis a Adspem Fidas Onlus.

“Reggio dona” è un’iniziativa giunta al terzo anno consecutivo, e in questa occasione è stato realizzato un cortometraggio che raccoglie le testimonianze dirette dei moltissimi cittadini pazienti che possono dire di essere vivi o di aver superato una difficile condizione di salute grazie a una o più trasfusioni consentite dal dono del sangue.

Donne partorienti, pazienti in attesa di trapianto, pazienti di chirurgia cardiovascolare, bambini talassemici, emofilici: sono tantissime le tipologie di pazienti interessate al dono, ed è bello sentire direttamente da loro quali emozioni possono scaturire dal recarsi in ospedale e constatare che la sacca di sangue necessaria a superare un momento critico è lì, pronta all’uso e a disposizione. “Chi dona salva una vita” questo è il messaggio che tutti i pazienti provano a ribadire, e questo è il messaggio a cui ci uniamo con forza.

Ecco qui il video, che davvero merita di essere visto:

Quanto sia decisivo e quanto debba essere supportato e aiutato il ruolo del volontariato, specialmente al sud lo hanno ribadito anche i membri della Commissione Pari Opportunità durante la conferenza stampa di presentazione di “Reggio dona”.

“Vogliamo ringraziare tutte le persone che si sono messe a disposizione gratuitamente per la realizzazione di questa terza edizione – è stato detto ai microfoni – e un ringraziamento particolare va ai protagonisti che hanno voluto raccontare le loro storie e infine un grazie alle due associazioni Avis e Adspem. È importante ricordare che i risultati ottenuti dal loro lavoro e impegno è la prova ulteriore di quanto il Volontariato possa fare la differenza, rappresentando un partner insostituibile per le istituzioni pubbliche e per il raggiungimento dell’autosufficienza di sangue nella nostro Paese a livello locale e Nazionale”.

Il canale Youtube del Centro nazionale sangue, storie, informazione, tutorial

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Il Centro nazionale sangue mette a disposizione degli utenti un canale Youtube con una buona varietà di contenuti. Questo è il link al quale è possibile visionare l’intera galleria video (che potrebbe essere aggiornata più spesso): https://www.youtube.com/user/CNSGallery/videos:

Molteplici gli approcci del canale, nel quale si possono trovare, per esempio, video che raccontano le storie dei donatori come quello di Gioemi:

Oppure dichiarazioni sull’importanza del dono molto personali come quella dell’attrice Irene Ferri:

O ancora, non mancano infine i tutorial sulle procedure trasfusionali, che gli utenti possono consultare per saperne di più:

Uno strumento utile per mantenere saldo il legame tra cittadinanza e informazione sull’universo del dono del sangue, che tuttavia potrebbe essere utilizzato in modo ancora più costante ed efficace.

Lo spot Fidas “Metti in circolo l’energia” in onda su La7 fino al 30 giugno: il messaggio sull’importanza del dono sbarca finalmente in tv

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A giugno il sistema trasfusionale ha vissuto moltissimi momenti molto intensi: il World Blood Donor Day 2019 ha sicuramente dato una grande scossa di visibilità a tutto l’ambiente, la notizia che l’edizione 2020 è stata assegnata all’Italia ha sicuramente offerto ulteriore linfa a dirigenti, professionisti e milioni di donatori, e anche le regioni come la Toscana hanno approfittato delle celebrazioni per tracciare bilanci annuali e impostare le linee guida per il futuro.

L’arrivo di giugno coincide però anche con l’arrivo dell’estate, con le conseguenti problematiche da fronteggiare e risolvere, che vanno dal calo intrinseco dei donatori causa partenza per le vacanze all’arrivo dei virus che si trasmettono con le punture di zanzara, come West Nile Virus e Chikungunya, situazioni negative a cui le associazioni rispondo con donazioni speciali, campagne pubblicitarie originali e penetranti, e tanto, tantissimo lavoro di sensibilizzazione.

La diffusione dell’importanza dei valori della donazione e del gesto del dono però non è mai sufficiente, ed ecco perché è una splendida notizia che sia arrivato in televisione, e in uno dei canali nazionali più visti e conosciuti dal grande pubblico che è attento alle questioni dell’attualità come La7, lo spot Fidas sulla campagna a favore del dono per i prossimi mesi del 2019, una campagna dal titolo esplicativo e quanto mai centrato: “Metti in circolo l’energia”.

E cos’è infatti, se non una continua immissione di energia nella società, il lavoro quotidiano delle associazioni e delle tre gambe che reggono il sistema trasfusionale?

Ecco lo spot Fidas, breve (dura circa 30 secondi) e decisamente diretto.

L’intento profondo? È proprio Fidas a spiegarlo con il testo di accompagnamento:

“Al centro della scena c’è un uomo: gli occhi sono chiusi, la pelle e gli abiti sono privi di colore. Intorno a lui, sulle note di una musica dal ritmo incalzante, si muovono quattro ballerini: portano larghe fasce di un tessuto di colore rosso acceso – che spicca sul bianco della scena – con il quale progressivamente “avvolgono” l’uomo. Quando il velo rosso cade, l’uomo, tornato a un incarnato sano, sorride. Appare la headline “Metti in circolo l’energia. Dona il sangue.”, accompagnata dal marchio FIDAS.

Lo spot FIDAS è stato realizzato con l’intento di affrontare il tema della donazione del sangue con un taglio, per quanto possibile, inedito. Evitando deliberatamente ambientazioni ospedaliere, braccia distese, sacche di sangue e simili, si è scelto, piuttosto, di trasferire tutto il discorso su un piano metaforico, utilizzando la chiave espressiva della danza. Si è così realizzato un prodotto di comunicazione decisamente particolare, molto curato nell’estetica, oltre che nella forza del messaggio.

Al centro viene posto il senso stesso, lo scopo ultimo, della donazione: la possibilità che ha ognuno di noi di mettere in circolo energia vitale, trasferendola a chi ne ha bisogno. Gli elementi della headline riprendono e completano i contenuti audiovisivi dello spot: l’aspetto della collettività e della socialità (il circolo) e quello della vitalità (l’energia) del ballo e della rinascita. In particolare, la parola “circolo” (oltre a richiamare indirettamente la circolazione del sangue) allude anche a come sia necessario donare non “solo” per un atto altruistico, ma anche perché è un gesto di cui, prima o poi, tutti potremmo avere bisogno. Essendo incentrato sull’importanza della donazione del sangue, e non sulla specifica attività di FIDAS, lo spot non è un intervento di comunicazione istituzionale ma diventa lo strumento principale di una campagna di comunicazione sociale.

Lo spot Fidas andrà in onda su La7 fino al trenta giugno, e per milioni di spettatori sarà possibile cogliere il messaggio più giusto sul dono grazie al lavoro dell’attore Luca Seta insieme ai ballerini della compagnia GoDance.

Campagne di visibilità e grandi media, dalle alte possibilità di diffusione. Solo così, come diciamo spesso, il messaggio su quanto donare il sangue debba diventare un gesto normale come mangiare, bere o respirare, potrà raggiungere la massima quantità di persone possibili.