Lo spot Fidas “Metti in circolo l’energia” in onda su La7 fino al 30 giugno: il messaggio sull’importanza del dono sbarca finalmente in tv

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A giugno il sistema trasfusionale ha vissuto moltissimi momenti molto intensi: il World Blood Donor Day 2019 ha sicuramente dato una grande scossa di visibilità a tutto l’ambiente, la notizia che l’edizione 2020 è stata assegnata all’Italia ha sicuramente offerto ulteriore linfa a dirigenti, professionisti e milioni di donatori, e anche le regioni come la Toscana hanno approfittato delle celebrazioni per tracciare bilanci annuali e impostare le linee guida per il futuro.

L’arrivo di giugno coincide però anche con l’arrivo dell’estate, con le conseguenti problematiche da fronteggiare e risolvere, che vanno dal calo intrinseco dei donatori causa partenza per le vacanze all’arrivo dei virus che si trasmettono con le punture di zanzara, come West Nile Virus e Chikungunya, situazioni negative a cui le associazioni rispondo con donazioni speciali, campagne pubblicitarie originali e penetranti, e tanto, tantissimo lavoro di sensibilizzazione.

La diffusione dell’importanza dei valori della donazione e del gesto del dono però non è mai sufficiente, ed ecco perché è una splendida notizia che sia arrivato in televisione, e in uno dei canali nazionali più visti e conosciuti dal grande pubblico che è attento alle questioni dell’attualità come La7, lo spot Fidas sulla campagna a favore del dono per i prossimi mesi del 2019, una campagna dal titolo esplicativo e quanto mai centrato: “Metti in circolo l’energia”.

E cos’è infatti, se non una continua immissione di energia nella società, il lavoro quotidiano delle associazioni e delle tre gambe che reggono il sistema trasfusionale?

Ecco lo spot Fidas, breve (dura circa 30 secondi) e decisamente diretto.

L’intento profondo? È proprio Fidas a spiegarlo con il testo di accompagnamento:

“Al centro della scena c’è un uomo: gli occhi sono chiusi, la pelle e gli abiti sono privi di colore. Intorno a lui, sulle note di una musica dal ritmo incalzante, si muovono quattro ballerini: portano larghe fasce di un tessuto di colore rosso acceso – che spicca sul bianco della scena – con il quale progressivamente “avvolgono” l’uomo. Quando il velo rosso cade, l’uomo, tornato a un incarnato sano, sorride. Appare la headline “Metti in circolo l’energia. Dona il sangue.”, accompagnata dal marchio FIDAS.

Lo spot FIDAS è stato realizzato con l’intento di affrontare il tema della donazione del sangue con un taglio, per quanto possibile, inedito. Evitando deliberatamente ambientazioni ospedaliere, braccia distese, sacche di sangue e simili, si è scelto, piuttosto, di trasferire tutto il discorso su un piano metaforico, utilizzando la chiave espressiva della danza. Si è così realizzato un prodotto di comunicazione decisamente particolare, molto curato nell’estetica, oltre che nella forza del messaggio.

Al centro viene posto il senso stesso, lo scopo ultimo, della donazione: la possibilità che ha ognuno di noi di mettere in circolo energia vitale, trasferendola a chi ne ha bisogno. Gli elementi della headline riprendono e completano i contenuti audiovisivi dello spot: l’aspetto della collettività e della socialità (il circolo) e quello della vitalità (l’energia) del ballo e della rinascita. In particolare, la parola “circolo” (oltre a richiamare indirettamente la circolazione del sangue) allude anche a come sia necessario donare non “solo” per un atto altruistico, ma anche perché è un gesto di cui, prima o poi, tutti potremmo avere bisogno. Essendo incentrato sull’importanza della donazione del sangue, e non sulla specifica attività di FIDAS, lo spot non è un intervento di comunicazione istituzionale ma diventa lo strumento principale di una campagna di comunicazione sociale.

Lo spot Fidas andrà in onda su La7 fino al trenta giugno, e per milioni di spettatori sarà possibile cogliere il messaggio più giusto sul dono grazie al lavoro dell’attore Luca Seta insieme ai ballerini della compagnia GoDance.

Campagne di visibilità e grandi media, dalle alte possibilità di diffusione. Solo così, come diciamo spesso, il messaggio su quanto donare il sangue debba diventare un gesto normale come mangiare, bere o respirare, potrà raggiungere la massima quantità di persone possibili.