Raccolta Plasma, la Calabria è in trend positivo e consolida la presenza associativa sul territorio

castello aragonese reggio calabria e donazione plasma (1)

Dai tempi dell’approvazione del piano nazionale plasma 2016-20, sappiamo bene che esistono molte regioni del sud, quelle non certe di poter garantire una quota di conferimento plasma pari a dieci chilogrammi per mille abitanti, che hanno il compito di aumentare la produzione di almeno il 40% nel corso del quinquennio.

In questi casi, crediamo, è davvero molto importante che l’attività associativa sia costante e strutturata, in modo che i risultati ottenibili siano di lungo periodo e non occasionali. Significativo, in tal senso, è stato lo scorso week-end nel capoluogo calabrese, a Reggio Calabria, con una serie di eventi propedeutici alla raccolta plasma che hanno coinvolto Avis Nazionale e l’Avis locale.

Diversi i momenti clou: per cominciare il consiglio nazionale di AVIS nella sala del Consiglio Comunale, commentato dal sindaco, Giuseppe Falcomatà. “Siamo lieti di poter condividere con l’Avis, da 65 anni impegnata a Reggio ed in Calabria nella promozione della solidarietà nel segno della donazione del sangue – ha detto il sindaco – questo importante anniversario dalla fondazione, segno di un dialogo vitale e necessario che da Istituzione intendiamo alimentare con le associazioni radicate e motivate come l’Avis”.

Poi, spazio a #GialloPlasma, la campagna a favore del plasma di cui su Buonsangue abbiamo parlato diffusamente, inaugurata a Milano e poi già diffusa a Roma e Napoli.  Il castello Aragonese di Reggio è diventato giallo da venerdì 22 marzo fino a domenica24, con in sovraimpressione l’ormai noto slogan distintivo della campagna nazionale Avis: “Da quest’anno va di moda il giallo. Distinguiti, dona il plasma”.

Infine, l’evento forse più importante: la prima donazione di plasma rilasciata all’Unità di raccolta associativa Avis, che, come ha spiegato il presidente nazionale Briola, aiuterà un’attività finora svolta solo al Grande Ospedale Metropolitano.

Un vento nuovo ed energico dunque: già lunedì 25 marzo avevamo visto come la Calabria sia stata tra le regioni più performative nella raccolta sangue di febbraio, almeno sul dato relativo regionale rispetto al 2018, con una crescita del + 34%, come vediamo in figura 1, un dato ottimo che è confermato anche dal progressivo del 2019, che fa registrare una crescita costante.

I dati della raccolta plasma di febbraio la crescita generale è confermata ma non bisogna fermarsi BUONSANGUE

Fig.1

La strada giusta è sicuramente questa: presidio dei luoghi in cui la cultura del dono deve essere rafforzata ogni giorno, e stretta collaborazione tra associazioni e istituzioni con azioni e fatti concreti, un connubio di elementi in grado di trasferire al pubblico e alla comunità il senso di un gesto necessario che va a vantaggio di tutti.

Dalla Calabria, l’allarme del presidente Fidas Antonio Parise. “Bisogna crescere nella raccolta e investire sui giovani”

equipe durante intervento (1)

Un comunicato stampa esplicativo, da cui emerge quanto sia importante donare sangue e plasma in ogni periodo dell’anno, e in particolar modo nelle vacanze estive. Antonio Parise, presidente di Fidas Calabria, porta in causa, parlando della sua regione, moltissime delle questioni centrali per l’intero sistema da noi più volte affrontate nei giorni scorsi, in seguito agli eventi istituzionali organizzati intorno al WBDD 2018 festeggiato come sempre il 14 giugno.

In primo luogo, la cultura del dono. La Calabria, assieme ad altre regioni del centro sud, deve assolutamente crescere dal punto di vista della raccolta sangue e di plasma, rafforzando culturalmente la percezione di quanto il dono sia importante per la vita di comunità e investendo sul concetto di autosufficienza come asset strategico nazionale. L’impegno delle associazioni non manca, sono moltissime le donazioni speciali organizzate nei week-end e le attività di sensibilizzazione che spesso noi documentiamo, ma bisogna fare qualcosa di più, anche e soprattutto sul piano della raccolta plasma: il 42% in meno rispetto al 2017 nei dati di aprile (qui la situazione completa in Italia negli ultimi dati pubblicati), è sicuramente un allarme, anche alla luce degli input degli ultimi mesi, nei quali gli stati generali del sistema sangue hanno fortemente pianificato per una razionalizzazione delle donazioni in favore della plasmaferesi.

Sul consumo notevole di antitrombina, una risposta dovrà arrivare dal corpo medico, chiamato a razionalizzare l’uso dei farmaci secondo i parametri di appropriatezza, mentre è ormai più esplicita e discussa la questione del dono degli under 30. Proprio su questo target bisognerà lavorare alacremente e con idee nell’immediato futuro, con la collaborazione dei media, dei testimonial, e di tutte le parti in causa interessate.

Ecco allora il comunicato completo del presidente Fidas Antonio Parise, che riceviamo con richiesta di pubblicazione:

 

fidas logo

FIDAS CALABRIA

Federazione Calabrese Associazioni Donatori di Sangue

COMUNICATO STAMPA

«La Calabria è tra gli ultimi posti in Italia per produzione di globuli rossi». Con queste parole il presidente della Federazione Fidas Calabria, Antonio Parise illustra i dati del Centro Nazionale Sangue per l’anno 2017. «La nostra regione è terz’ultima in Italia, con un valore di produzione di 36,8 unità di globuli rossi per mille abitanti, ci precedono solo la Campania e il Lazio. Nonostante l’impegno quotidiano delle associazioni di categoria ci si scontra sempre di più con quello che è l’aumento periodico del fabbisogno di sangue, specialmente per quanto riguarda i malati cronici che sono in aumento». Anche per quanto riguarda la produzione di plasma da inviare all’industria il dato è sconfortante, paragonando il mese di aprile 2017 con lo stesso mese dell’anno precedente si è verificato un crollo del -42%. «Il plasma, la parte liquida del sangue, è di fondamentale importanza, -commenta Parise- può essere utilizzato in due forme, ad uso clinico o sotto forma di prodotti farmaceutici dopo frazionamento da parte dell’industria. Sono i cosiddetti farmaci “salvavita” o “emoderivati” che permettono a pazienti cronici che soffrono, di deficit immunitari gravi, di malattie epatiche o neurologiche, emofilici e pazienti che soffrono di disturbi della coagulazione di poter vivere. Proprio la Calabria è al primo posto per consumo di Antitrombina, proteina che contribuisce a regolare la formazione del coagulo ematico, la disfunzione di questo fattore aumenta il rischio di fenomeni tromboembolici». Infine l’appello del giovane presidente Regionale «Siamo entrati ufficialmente in estate, dove la crisi sulle scorte ematiche è sempre alta, la donazione di sangue ed emocomponenti, rappresenta per tantissimi pazienti l’unica fonte di salvezza. Un appello in particolare ai tanti miei coetanei under 30, venite a donare il sangue, con una sola donazione potrete salvare fino a 3 vite».

Cordialmente

Antonio Parise

Presidente della Federazione Regionale Fidas Calabria

 

DA FIDAS Calabria a tutti i donatori calabresi una notizia nel nome della trasparenza. Dal 18 aprile è cambiato il regolamento regionale sulla qualificazione biologica delle donazioni

donazione sangue

Riceviamo dal dottor Antonio Parise presidente di Fidas Calabra, con richiesta di pubblicazione, un comunicato stampa di sicura importanza per i tantissimi donatori calabresi.

Da pochissimi giorni infatti, e precisamente dal 18 aprile 2018, è in voga un nuovo regolamento regionale che definisce il funzionamento del sistema sangue calabrese per ciò che concerne “le attività di lavorazione e qualificazione biologica delle donazioni”, che di fatto vengono concentrate allo scopo di limitare i costi e concentrare le informazioni.

Cosa succede adesso?

Le scorte raccolte dalle associazioni su tutto il territorio regionale sono inviate presso i Dipartimenti di Medicina trasfusionale (Aziende Ospedaliere di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria); poi le unità di sangue stazionano presso i DMT nell’attesa che i campioni di sangue arrivino presso il Centro Regionale di Qualificazione Biologica (CRQB) situato nell’ AO “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro (CRQB) per le indagini diagnostiche di qualificazione biologica, per poi essere ridistribuite, in caso di nessuna reattività, in tutta la regione. Il tutto sotto il coordinamento del Centro Regionale Sangue.

L’accentramento delle attività chimico-cliniche e immunologiche provenienti da tutta la regione presso una sola struttura, il Centro Regionale di Qualificazione Biologica (CRQB) dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, è dunque la più importante novità del decreto, una notizia che le associazioni hanno giustamente pensato di divulgare in virtù del principio di trasparenza che, come ripetiamo sempre su Buonsangue, deve legare le tre gambe del sistema trasfusionale in ogni angolo del Paese.

Lo sforzo e l’impegno che si chiede ai donatori deve essere infatti contraccambiato con il massimo dell’efficienza informativa su tutti i passaggi, anche quelli più tecnici.

Ecco dunque, il testo completo del comunicato stampa diffuso da Fidas Calabria:

Logo FIDAS calabria

COMUNICATO STAMPA- REGOLAMENTO DELLA NUOVA RETE TRASFUSIONALE REGIONALE

Da presidente della federazione regionale FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) Calabria è giusto e doveroso illustrare alle migliaia di donatrici e donatori, ma anche a tutti i cittadini il nuovo funzionamento del “sistema sangue calabrese”.

In base al Decreto del Presidente della Giunta Regionale n.48/2014 sancito dal DCA n.64 del 06/03/2018 è stata approvata la riorganizzazione della rete trasfusionale regionale che ha previsto la necessità di concentrare in poche strutture le attività di lavorazione e qualificazione biologica delle donazioni.

Per le attività di lavorazione delle unità di sangue ed emocomponenti sono stati istituiti i Dipartimenti di Medicina Trasfusionale (DMT), che fanno capo alle Aziende Ospedaliere di Cosenza (area nord), Catanzaro (area centro) e Reggio Calabria (area sud), a cui afferiscono rispettivamente i servizi trasfusionali di Castrovillari, Rossano e Paola; Crotone, Vibo Valentia e Lamezia Terme; Polistena e Locri. In ciascun dipartimento viene istituita un’Emoteca Unica Dipartimentale, che è l’insieme delle emoteche presenti fisicamente e virtualmente nel territorio competente, nella quale confluiscono tutti gli emocomponenti validi e disponibili.

Si identificano quindi tre valori soglia: situazione di equilibrio, scorte che assicurano l’attività di routine. Situazione di carenza, con l’approvvigionamento tramite altri centri trasfusionali entro 24-35 ore. Situazione di emergenza, con approvvigionamento immediato da altri centri trasfusionali.

La Struttura Regionale di Coordinamento dei DMT rimane sempre il Centro Regionale Sangue.

La novità sostanziale del decreto è quella dell’accentramento delle attività chimico-cliniche e immunologiche provenienti da tutta la regione presso il Centro Regionale di Qualificazione Biologica (CRQB) situato nell’ AO “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.

Riassumendo, le unità di sangue e i campioni di sangue raccolti attraverso i servizi trasfusionali pubblici o attraverso la raccolta territoriale a cura delle associazioni, vengono vidimati dal servizio trasfusionale di riferimento, successivamente vengono trasferiti presso i Dipartimenti di Medicina trasfusionale (Ao di Cs, Cz, Rc), le unità di sangue stazionano presso i DMT nell’attesa che i campioni di sangue arrivino presso il CRQB per le indagini diagnostiche di qualificazione biologica. Nel caso di nessuna reattività ai test, i DMT provvedono alla lavorazione delle unità di sangue per essere poi successivamente re-distribuite nel proprio territorio di appartenenza in base alle necessità territoriali. Nel caso di carenze ed emergenze sangue, i DMT in collaborazione con il Centro Regionale Sangue concorrono per l’attuazione dei meccanismi di compensazione intraregionale, ed eventualmente concorrere per l’autosufficienza nazionale.