I 20 momenti clou del 2018 per il sistema sangue: riviviamoli insieme. La seconda puntata

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Qualche giorno fa, giovedì 27 dicembre, allo scopo di tracciare un bilancio dei momenti più importanti del 2018 per il sistema sangue, abbiamo pubblicato la prima parte della nostra rassegna. I primi 10 accadimenti significativi da gennaio a giugno, attraverso carenze, convegni, premi internazionali al sistema italiano, le controversie sulla plasma-lavorazione. Un prima metà del 2018 intensissimo culminato nel WBDD del 14 giugno e nella successiva elezione di Gianpietro Briola al ruolo di presidente di Avis Nazionale.

Oggi sabato 29 dicembre, con il 2019 a pochi passi davanti a noi, è il momento di analizzare la seconda parte della stagione.

  1. Il libro

Esce un libro importante per il sistema sangue italiano, Sangue Infetto (Mimesis Edizioni) del giornalista Michele De Lucia. Un’analisi moto dettagliata ed equidistante sulla storia del sangue italiano. Un libro da noi ampiamente recensito che ha il merito di affrontare una materia complessa senza pregiudizi.

21 giugno

“Sangue infetto” di Michele De Lucia, opera dettagliata e attenta che rilegge la storia dei processi sul sangue con ampia documentazione ed equidistanza, senza giustizialismo e sensazionalismo

    12. Briola in esclusiva per Buonsangue

Pochissimi giorni dopo la sua elezione, Gianpietro Briola ha scelto proprio Buonsangue per rilasciare la sua prima intervista da presidente. Plasmalavorazione, sfruttamento ottimale della materia biologica e dono etico i temi clou sviscerati e analizzati.

7 luglio

Gianpietro Briola, neo presidente Avis. “Vogliamo una plasmalavorazione che rispetti al massimo le potenzialità della materia biologica e farmaci provenienti dal dono etico”

 

 

  1. Qualità e quantità come obiettivi principali

A fine luglio, è arrivato il check sul Piano nazionale sangue 2018. Qualità e quantità del servizio gli obiettivi principali, con il rischio intrinseco della raccolta estiva negli ultimi anni sempre più difficile.

27 luglio

Arriva il Programma nazionale sangue 2018: obiettivi importanti in qualità e quantità. Ma intanto c’è bisogno di sangue prima che agosto entri nel vivo

  1. Autosufficienza? Sì, ma…

Dopo le solite difficoltà estive sulla raccolta, ha sorpreso tutti una dichiarazione proveniente dal Cns: il concetto di autosufficienza, sempre considerato come centrale a livello delle istituzioni, viene improvvisamente riformulato secondo parametri più elastici.

12 settembre

L’autosufficienza ematica: l’abbiamo sostenuta come priorità sistematica e ora scopriamo che è “un concetto da non prendere alla lettera”.

  1. Il West Nile Virus e le vacanze

Pur con un monitoraggio estremamente preciso e puntuale, i virus tipici dell’estate come Il West Nile Virus hanno portato nel 2018 moltissimi problemi. Fondamentale dunque essere sempre informati.

17 settembre

West Nile Virus: aumentano i casi in molte zone d’Italia. Ecco come essere sempre informati

  1. Vaccino antinfluenzale per tutti! (I donatori)

A metà ottobre è arrivata una notizia importantissima al fine di limitare le difficoltà della raccolta nei mesi autunnali e invernali: approvato il vaccino antinfluenzale gratuito per tutti i donatori.

15 ottobre

Oggi 15 ottobre inizia la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2018/19. Una grande novità, vaccino gratuito per i donatori di sangue

  1. Il giallo è felicità

Migliorare la raccolta plasma sdoganando sempre di più plasmaferesi è stato riconosciuto un obiettivo condiviso per tutto il sistema. A tale scopo, è stata presentata la campagna pubblicitaria di Avis “Distinguiti, dona il plasma”, col tempo divenuta una campagna trasversale condivisa da tutte le associazioni.

7 novembre

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

  1. Il West Nile nel 2018

A conferma del crescente impatto annuale dei virus trasmessi dalle zanzare, soltanto a inizio dicembre è arrivata la sospensione delle misure speciali per contrastare la diffusione del West Nile Virus. Molto significativa l’analisi dettagliata dei numeri del 2018.

3 dicembre

Dal primo dicembre sono sospese le misure speciali sul West Nile virus: ecco i numeri del 2018

  1. Protocollo d’intesa tra volontariato e Miur

La strada degli obiettivi condivisi tra istituzioni e donatori si è ampliata a gran parte del volontariato italiano, con la firma del protocollo d’intesa tra associazioni e Miur. L’obiettivo? Portare il volontariato nelle scuole, per scuotere la passione dei ragazzi in età scolastica.

14 dicembre

Otto associazioni di volontariato in collaborazione con il Miur: a fare del bene si deve iniziare da piccoli

  1. I 10 temi più importanti del sistema

Infine il tempo delle analisi. Sul portale DonatoriH24 esce un pezzo molto esaustivo sui dieci argomenti chiave del sistema sangue. Un approfondimento importante a cui ha seguito l’intervento di Buonsangue, in vista di un 2019 che si preannuncia un’annata ricca di sfide e criticità da affrontare, dibattere, risolvere.

21 dicembre

Sul sistema sangue un approfondimento ampio ed esaustivo: e un allarme che non va sottovalutato

 

 

I 20 momenti clou del 2018 per il sistema sangue: riviviamoli insieme. Ecco la prima puntata

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Siamo ormai alla fine del 2018, e com’è d’abitudine nei giorni conclusivi dell’anno, è giusto tracciare dei bilanci, dedicarsi ai resoconti, ripensare ai momenti più significativi che ciascuno di noi ha vissuto. Pasolini diceva che un anno è un periodo di tempo così lungo che non passa mai senza lasciare almeno qualche traccia indelebile, e anche per il 2018 del sistema sangue è stato così: per questo su Buonsangue, attraverso gli articoli del blog, siamo andati a cercare i venti accadimenti (dieci a puntata) più importanti di una stagione ricca, intensa, piena di notizie e di fasi controverse, non priva di carenze risolte grazie ai meccanismi di compensazione, vivace per idee e progetti condivisi, per le campagne mediatiche, per la formazione e la diffusione dei valori del dono. Grande è stato l’impegno dei donatori, e sicuramente sono tanti gli aspetti di sistema da migliorare nel futuro, come abbiamo già detto qualche giorno fa, quando era il momento di chiedere i regali:

A Natale, insieme ai più sentiti auguri per i lettori, ecco i cinque doni migliori che il sistema sangue potrebbe fare ai cittadini

Adesso, però ecco la rassegna dei momenti a tema sangue più intensi del 2018.

  1. Le carenze invernali

La scorsa annata si era aperta nel modo più difficile, ovvero con carenze generalizzate in varie ragioni italiane da nord a sud, come Lombardia, Liguria e Puglia. La situazione difficile aveva chiamato in causa persino il medico più “social” del dibattito pubblico italiano, Roberto Burioni, non uno specialista del sangue, suscitando un certo allarme e preoccupazione generale su cui il Centro nazionale sangue ha subito risposto con ampie rassicurazioni.

11 gennaio

Carenze in Puglia, Liguria e Lombardia: l’appello social del virologo Burioni e le rassicurazioni del CNS

 

  1. Gli Stati Generali a Verona

Pochi giorni dopo, a Verona, un convegno molto importante sul plasma ha visto la partecipazione degli stati generali del sistema sangue. Molto sentite le discussioni sulla situazione dei ricorsi nel campo della plasma-lavorazione e sul mancato coinvolgimento delle associazioni di donatori nei processi decisionali in alcuni dei raggruppamenti regionali, come quelli guidati da Veneto e Lombardia.

22 gennaio

Il “Piano nazionale plasma 2016-2020” tra gare, ricorsi e squilibri: a Verona gli stati generali del Sistema sangue con il plasma al centro

  1. 830 mila chili di plasma nel 2017

A fine gennaio intanto, il Cns ha comunicato il risultato della raccolta plasma 2017: 830 mila chili, con l’obiettivo di migliorare nel 2018.

29 gennaio

Il Cns comunica i numeri della raccolta nel 2017: raggiunta la quota di 830 mila chilogrammi

  1. La carta del dono

Il mese successivo, a fine febbraio, si è concretizzata la creazione della Carta del Dono, un documento condiviso dall’allora ministro della Salute Lorenzin su come promuovere e fortificare i valori alla base del dono (in tutti i campi della medicina) sul territorio nazionale.

26 febbraio

Il dono è ricchezza e adesso verrà sancito da una “Carta del dono” per promuoverlo e valorizzarlo

  1. Il verdetto del Consiglio di Stato

Alle porte della primavera è arrivata poi una svolta importante per il mercato della plasma-lavorazione: il Consiglio di Stato si è espresso in via definitiva consentendo alla CSL Behring di restare vincitrice della gara del consorzio regionale NAIP (capofila Veneto) nonostante i laboratori in Svizzera non consentiti dalla legge.

5 Marzo

Plasmalavorazione in Veneto. Il Consiglio di Stato si esprime a favore di Azienda Zero e Csl Behring, ribaltata la sentenza del Tar Veneto di agosto

  1. L’Italia e il PBM

Aprile si è aperto invece con un gran bel riconoscimento per il sistema sangue italiano, premiato a Francoforte come il più attivo in Europa nell’applicazione dei parametri del Patient Blood Management. Un risultato di grande rilievo.

5 aprile

Il Sistema sangue italiano premiato a Francoforte per il PBM (Patient Blood Management): ottimo risultato ma si può migliorare

  1. Massaro ancora presidente Fiods

Proprio nell’ottica della stima di cui l’intero sistema sangue italiano gode su scala internazionale, è stata un’ottima notizia poter salutare la rielezione di Gianfranco Massaro nel ruolo di presidente della Fiods.

30 aprile

Congresso Fiods a Roma, una bella notizia per l’Italia: Gianfranco Massaro confermato presidente

  1. L’Economist straparla

Giugno entra nel vivo: di sicuro è stato il mese più intenso del 2018 per il sistema sangue. Come un fulmine a ciel sereno, un pezzo dell’Economist ha affermato che i soli paesi in grado di raggiungere l’autosufficienza ematica sono quelli con la raccolta sangue a pagamento; affermazione subito smentita da Giancarlo Liumbruno (direttore Cns) e Gianfranco Massaro (Presidente Fiods).

11 giugno

Un’analisi dell’Economist piuttosto imprecisa, e le risposte di Liumbruno e Massaro. “Il dono volontario italiano favorisce sicurezza e qualità”

  1. Il WBDD 2018

Solo pochi giorni dopo, come ogni anno, è arrivato il momento del World Blood Donor Day del 14 giugno, con un grande convegno a Roma presenziato da istituzioni, medici e donatori, da noi raccontato nei dettagli.

16 giugno

“Esserci per qualcun altro. Dona il plasma condividi a vita”. A Roma, per il WBDD 2018, un convegno sull’universo plasma che arriva al momento giusto

 

  1. Briola alla guida di Avis Nazionale

Infine, a metà giugno, è arrivata una notizia attesissima da circa due milioni di donatori italiani. Dopo le difficoltà interne legate al caso di Avis Campania denunciato dal programma tv “Le Iene”, e dopo il convegno di maggio a Lecce, Avis Nazionale ha cambiato presidente: Gianpietro Briola, lombardo, è diventato il massimo dirigente della più grande associazione di donatori italiana.

17 giugno

Gianpietro Briola, dalla Lombardia, è il nuovo presidente di Avis Nazionale

 

(Fine prima parte)

 

A Natale, insieme ai più sentiti auguri per i lettori, ecco i cinque doni migliori che il sistema sangue potrebbe fare ai cittadini

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Il periodo è quello giusto, è Natale, e tra poco sarà per tutti tempo di bilanci, seppur parziali. Ecco perché, insieme agli auguri di “Buone Feste” a tutti i lettori di Buonsangue, abbiamo provato a ipotizzare i cinque doni più belli che il sistema sangue, a partire da questo Natale e per tutto il 2019, potrà e dovrà fare a tutti i cittadini: ai donatori periodici e occasionali, ai donatori futuri appena avranno compiuto i fatidici diciotto anni, ai donatori che non sanno ancora di esserlo, e anche a tutti coloro che per mancata volontà, caso o mancata informazione, donatori non lo saranno mai.

  1. Elasticità negli orari dei centri trasfusionali: se ne parla spessissimo in tutte le riunioni tra donatori. Tra le priorità del futuro in termini di organizzazione “pratica” del sistema, non si potrà non tenere conto delle difficoltà lavorative che complicano la vita a molti donatori in tutta Italia. Aperture nei week-end, donazioni speciali e garanzie istituzionali sulla questione delle indennità (che come è accaduto di recente in Veneto non sempre vengono riconosciute), potranno sicuramente rinsaldare ancora di più il rapporto tra cittadini vogliosi di donare e rete d’accoglienza.
  1. Informazione ancora più precisa e costante sulla plasmaferesi: c’è ancora molto da fare su questo punto. Molti miti da sfatare, come abbiamo appurato in diretta al recente convegno organizzato a Piacenza dai giovani Avis dell’Emilia Romagna, tra cui l’idea che la plasmaferesi sia una donazione di serie B o che non sia igienica.
  1. Una campagna mediatica nazionale in cui coinvolgere media e broadcaster: un tema che caldeggiamo da sempre. Si può fare tantissimo a livello di singola istituzione o associazione, ma probabilmente una campagna sul dono concertata tra tutti gli stakeholder che possa contare sulla partecipazione dei grandi media, come televisioni e giornali nazionali, potrebbe avere un peso specifico diverso nel lungo periodo.
  1. Regole chiare sulla plasma-lavorazione: fa specie che vi siano così tanti ricorsi e procedimenti legali nell’area dei bandi della plasma-lavorazione. Ed è strano che se la normativa accoglie la partecipazione ad aziende che hanno gli stabilimenti in territori governati dalle leggi UE, poi si accettino candidature di produttori con gli stabilimenti in Svizzera (dove le normative in materia di sangue si basa su principi differenti) o anche nella stessa Germania che pure nei recinti UE accetta la raccolta plasma a pagamento, in netto contrasto con i valori fondativi della raccolta italiana.
  1. L’investimento sui giovani: non si tratta solo di un investimento economico, ma soprattutto progettuale. Solo qualche settimana fa, a Roma, è stato firmato un protocollo d’intesa tra otto associazioni di volontariato e il Miur. È un passo importante cui dovranno seguire azioni adeguate: libri da leggere sull’esperienza di vita dei donatori e dei volontari, sensibilizzazione, workshop, campagne, incontri con testimonial. Tutto ciò che può smuovere la passione e la curiosità delle nuove generazioni.

Queste dunque le nostre idee per un 2019 di crescita, individuale e di sistema.

Intanto però, i donatori dovranno continuare a fare la loro parte, approfittando delle tante occasioni offerte dall’arrivo del Natale e delle festività. In figura 1 e 2, ecco il contributo dei social e in particolare di Facebook, strumento utilissimo per individuare, alla distanza più breve possibile da ciascuno di noi, la donazione speciale a cui si può partecipare. Basta inserire nel finder le parole chiave “donazione sangue” e specificare il campo di ricerca “Eventi” indicando la voce “settimana” come intervallo temporale.

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Fig. 1

1 donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 2

Sul sistema sangue un approfondimento ampio ed esaustivo: e un allarme che non va sottovalutato

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Nel nostro tempo votato alla teologia della velocità che investe tutti i campi, e troppo spesso vittima alla conseguente superficialità nell’affrontare temi di grande importanza per la vita collettiva, è sempre più importante segnalare approfondimenti seri, ampi ed esaurienti, in grado di dare notizie e sciogliere nodi oscuri: è questo il caso, per esempio, di un lungo articolo pubblicato mercoledì 19 dicembre sul portale DonatoriH24, dedicato alle “dieci cose” che qualsiasi cittadino dovrebbe conoscere a proposito del sistema sangue.

Naturalmente per i lettori assidui di Buonsangue molti dei punti affrontati da DonatoriH24 sono piuttosto familiari – nel pezzo si spazia dalla differenza tra la donazione di sangue intero e la plasmaferesi alla funzione e all’utilizzo farmaceutico dei plasmaderivati, dall’analisi del concetto di autosufficienza alle caratteristiche pressoché uniche del sistema sangue italiano – ma in particolare è secondo noi degna di nota l’analisi puntuale, e ricca di informazioni inedite nonché di primissima mano, su come di qui a pochi anni potranno cambiare gli scenari della plasma-lavorazione.

L’apertura al libero mercato, che dal 2014 ha cambiato letteralmente i connotati alla produzione italiana di plasmaderivati, non ha prodotto almeno per ora i vantaggi tanto attesi. Su Buonsangue, come i lettori sanno, abbiamo seguito molto da vicino tutte le fasi del primo bando per la plasma-lavorazione del nuovo corso, quello che ha coinvolto il raggruppamento regionale NAIP (Nuovo accordo interregionale plasma con il Veneto capofila più Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta, Province di Trento e Bolzano), un case history che ha riguardato la gestione di circa 185mila kg di sangue e che ha mostrato sin dall’inizio tutti i rischi e le difficoltà di una liberalizzazione senza paletti rigidi, che è sembrata più legata alla volontà ideologica di seguire le politiche dominanti del mercato senza preoccuparsi troppo degli interessi comuni, che il frutto di una vera e propria valutazione seria, e ponderata, di ciò che l’apertura alle multinazionali (a patto che abbiano gli impianti di lavorazione nel territorio dell’UE), avrebbe potuto comportare in termini di qualità e sicurezza, e di conseguenza, in termini di uniformità del servizio. Criterio, quest’ultimo, che come è stato ribadito qualche settimana fa durante la celebrazione dei quarant’anni della legge 833 del 1978 fondativa del moderno Sistema Sanitario Nazionale, è da valutare basico e inalienabile.

Come giustificare, per esempio, un’assegnazione (quella alla CSL Behring) basata sulla netta sperequazione tra qualità 10% e costo 90%, offerta che non sarebbe nemmeno rientrata nel nuovo codice unico degli appalti che vieta espressamente di accettare l’offerta a maggior ribasso?

E come giustificare la necessità di tornare sul mercato a procurarsi i prodotti plasmaderivati mancanti rispetto ai tre (soltanto tre) inseriti nel bando come obbligatori? Già nel 2016, queste decisioni provocarono la reazione della comunità emofilica veneta, piuttosto scontenta della nuova situazione, quando ancora non si era a conoscenza del lungo ginepraio legale di ricorsi e controricorsi che hanno interessato praticamente tutti i bandi regionali già conclusi, innescando lunghi contenziosi legali a volte giustificati (si pensi ancora una volta alla Behring aggiudicataria del bando NAIP, che pur avendo i laboratori in Svizzera dove non sono vigenti le regole UE, ha vinto il ricorso al Tar), ma a volte puramente strategici.

In quanto al problema dell’uniformità del servizio su scala nazionale, va da sé che è molto difficile assicurarla in presenza di bandi molto diversi tra loro (per fortuna i raggruppamenti regionali guidati da Emilia Romagna e Toscana hanno impostato le loro gare su un bilanciamento diverso tra qualità e prezzo, assestandosi rispettivamente su un rapporto 60%/40% e 70%/30%), e basati su tempistiche molto discordanti, come dimostra il fatto che il bando dell’ultimo raggruppamento, quello guidato dalla Lombardia, non è ancora stato pubblicato. Diversità forti, secondo le testimonianze, sono inoltre intercorse su altri punti chiave, come il coinvolgimento dei donatori nei processi decisionali: alto nel caso dei gruppi guidati da Toscana ed Emilia, praticamente inesistente nei gruppi con capofila Veneto e Lombardia. Insomma, una situazione piuttosto frammentata, complessa, con ampie zone di incertezza.

Infine l’allarme più grande: il mercato del plasma varrà 20.67 miliardi di dollari nel 2021, con una previsione di crescita quinquennale del 6,7% in media ogni anno: sono questi i numeri giganteschi su scala internazionale secondo gli studi più autorevoli, ed è chiaro che cifre come queste attireranno sempre più soggetti internazionali, enormi e diramati come per esempio Shire, macchine mondiali in grado, com’è ben spiegato su DonatoriH24, di nascondere la propria ombra in compagini produttive di difficile lettura, frutto di fusioni e acquisizioni, e potenzialmente in grado di operare produttivamente – una volta acquisite le fette di mercato desiderate – secondo una geografia interna che nessuna autorità o garante potrà mai controllare.

Più volte dal mondo dei donatori è emersa la paura che vi sia la forte ambizione, da parte delle multinazionali estere, a sfruttare ogni opportunità al fine di liberalizzare il sistema sangue in modo estremamente marcato, senza escludere, per intenderci, la possibilità di una raccolta plasma a pagamento come già avviene in America: e se per fortuna a oggi questo rischio appare ancora lontano, grazie alle zone di protezione esistenti e il presidio delle associazioni su una raccolta fortemente legata al dono etico di forte matrice valoriale  (e dunque anonimo, gratuito e volontario), è comunque fondamentale che a livello politico si tenga conto del contesto internazionale oggi in continuo divenire, e proteggere i fattori etici e l’assoluta peculiarità del sistema sangue italiano a vocazione pubblica attraverso qualsiasi decisione futura.

 

 

 

 

 

 

Qualche allarme nelle ultime ore in Toscana: carenza sangue per i gruppi 0 e A negativo. I donatori si mobilitano e dalla politica una lettera ai neo diciottenni

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Si registra qualche allarme nelle ultime ore in Toscana a causa delle carenze di sangue, in particolar modo per i gruppi 0 e A negativo. Se andiamo a controllare le informazioni provenienti dal sito utilissimo del Meteo del sangue – aggiornate tuttavia a qualche giorno fa, ovvero mercoledì 12 dicembre alle ore 20.29 – ci accorgiamo che le indicazioni sono esattamente le succitate (figura 1): emergenza per entrambi i poli del gruppo 0, fragilità e dunque situazione da migliorare per il gruppo A+, e infine urgenza per il gruppo A-, una carenza da risolvere al più presto. Tutto sotto controllo per tutti gli altri gruppi e addirittura un’eccedenza per il gruppo AB+.

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Fig. 1

Pronta la reazione degli attori di sistema in regione, con media, istituzioni e associazioni di donatori già mobilitati. Il magazine www.quinewselba.it ha subito comunicato la situazione in seguito alle parole del dottor Piero Palla, responsabile dell’Area Medicina trasfusionale per l’Azienda Usl Toscana nord ovest, che ha poi precisato come, aldilà delle emergenze momentanee, sia sempre molto importante pensare al dono come una necessità quotidiana, un gesto a cui non si deve ricorrere solo in situazioni limite e che deve entrare a far parte delle abitudini di vita di ciascun cittadino.

Anche il sito www.voceapuana.com ha ripreso le dichiarazioni di Palla, divulgando la notizia nella zona di Massa-Carrara; sempre sulla carenza c’è stata ampia copertura nel pisano grazie a www.pisatoday.it, sito che si dedica alle notizie territoriali di Pisa e provincia, e sul sito www.noitv.it che ha confermato come l’appello del dottor Palla sia stato rilanciato in queste ore dall’unità operativa complessa di immunologia e Medicina Trasfusionale dei Centri Trasfusionali di Lucca, Barga e Castelnuovo Garfagnana.

Intanto, per una volta con il giusto (casuale?) tempismo, le istituzioni politiche si dimostrano “sul pezzo”. Grazie al sito della Gazzetta di Lucca apprendiamo infatti che l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, al contempo vice-presidente della Regione Toscana, ha scritto una lettera a tutti i ragazzi toscani nati nel 2000, ovvero a tutti coloro i quali hanno compiuto o compiranno 18 anni quest’anno, per invogliarli a donare il sangue.

Ecco l’incipit della lettera, che sarà recapitata prima di Natale a più di trentamila ragazzi in tutta la Toscana:

“Ciao! Entro quest’anno sei diventato o diventerai maggiorenne. A diciotto anni si possono fare tante nuove cose, anche aiutare gli altri con un gesto semplice come donare il sangue. Ci avevi mai pensato? Donare il sangue è un gesto di grande civiltà, un atto prezioso, non solo per chi lo riceve, ma anche per chi lo compie”

Servirà? Difficile dirlo. Di certo però, aldilà della trovata natalizia, che ha comunque il sapore del tentativo estemporaneo, è e sarà molto importante, a livello nazionale, riuscire a portare con continuità e programmazione nelle scuole il valore del dono, raccontando il grande appagamento personale che da esso deriva, proprio come stabilito qualche giorno fa alla Camera dei deputati nell’incontro tra associazioni da noi documentato, allo scopo celebrare i quarant’anni della legge sul Sistema sanitario nazionale e firmare l’ampio protocollo d’intesa tra volontariato e MIUR.

 

A novembre raccolta plasma leggermente inferiore a quella dello stesso mese nel 2017: nonostante le tantissime iniziative e le campagne bisogna fare meglio

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Un mese di novembre sotto le aspettative per ciò che riguarda la raccolta plasma, secondo i dati che negli ultimi giorni sono stati pubblicati dal Centro nazionale sangue: rispetto al novembre 2017, infatti, la raccolta nell’undicesimo mese del 2018 si è ridotta, su scala nazionale, del 2,1%.

Nulla di drammatico, intendiamoci, ma era lecito aspettarsi un dato diverso dopo il grande impegno profuso dalle associazioni a partire dalla fine dell’estate, impegno che noi abbiamo seguito passo dopo passo e che si è concretizzato attraverso di numerosissime attività come:

– Scuole di formazione:

Da Avis Cernusco con il percorso formativo “Pietro Varasi” al FidasLab di Roma: la formazione sul sangue non si ferma verso un futuro ricco di sfide

– Convegni a tema plasma fortemente voluti dai giovani per i giovani:

Il mondo del plasma spiegato ai giovani: a Piacenza, con Avis e ospiti autorevoli, si affrontano temi decisivi e si formano i dirigenti del futuro

– Assemblee generali di livello internazionale con ospiti autorevoli:

Il convegno FIODS a Catanzaro Lido e l’ampia analisi dei gruppi di lavoro: uno sguardo completo sul sistema trasfusionale

– Campagne mediatiche tuttora molto attive sul territorio:

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

Ma entriamo nel dettaglio dei dati.

Se si guarda figura 1, quella con i dati relativi a novembre 2018 vs novembre 2017, si interpreta facilmente la diminuzione generale, con numerose regioni segnate dalle frecce rosse rivolte verso il basso. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo il Molise con un calo del -68,6%, il Piemonte con l’abbassamento del -17,6%, e il Veneto con un calo relativo del 12,1%.
Sono queste le regioni della performance meno positiva nella rilevazione novembrina, anche se probabilmente a incidere sul dato nazionale interviene più di altro è il -4,3% ottenuto dalla Lombardia.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, se si fa caso alla tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.

Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a novembre – quindi ben undici mesi su dodici – con il plasma raccolto misurato in chilogrammi. Ciò che emerge è un leggerissimo aumento su scala nazionale con 771.724 kg raccolti nel 2018 contro i 769.029 kg ottenuti nel 2017, ovvero un aumento di circa 2000 che non deve certo accontentare, ma semmai spingere a una crescita decisamente più consistente nel futuro. Nel dettaglio delle regioni, performance senza dubbio rilevanti da parte di territori che avevano un forte bisogno di crescere secondo il Piano nazionale plasma 2016-2020, come Puglia (da 39.790 kg a 40.813 kg), Lazio (da 37.248 kg a 40.024 kg), e Marche (da 30.975 Kg a 33.418 kg).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

Ben vengano dunque, alla luce di questi risultati, e ai fini di un dicembre che si spera possa segnare una crescita concreta verso gli obiettivi del PNP 2016-2020, le attività svolte da Avis in queste prime settimane di dicembre, con i giovani volontari vestiti in giallo sguinzagliati nelle gallerie di grandi città come Roma e Napoli, alla ricerca di possibili donatori in zone altamente affollate per il proverbiale shopping natalizio. Oltre ai doni materiali, infatti, è sempre bello ricordare che esistono doni anonimi, gratuiti e volontari che non fanno felici solo chi li riceve, ma anche e soprattutto chi li fa.

Otto associazioni di volontariato in collaborazione con il Miur: a fare del bene si deve iniziare da piccoli

Un protocollo ampio, con otto associazioni di volontariato legate insieme e pronte a collaborare con il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, nel nome di una missione precisa: lavorare a idee e progetti in grado di portate le esperienze del volontariato nelle scuole e lasciare quell’imprinting magico nei ragazzi che in alcuni di loro potrà durare per la vita. Un’impresa difficile ma non impossibile se perseguita con le giuste idee, che ha vissuto il suo step iniziale mercoledì 12 dicembre a Roma alla Camera dei deputati, con la presenza di numerose personalità istituzionali e i rappresentanti di Adisco (Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale), Admo (Associazione donatori midollo osseo), Adoces (Associazione donatori cellule staminali), Aido (Associazione italiana donatori organi, tessuti e cellule), Avis, Croce Tossa, Fidas e Fratres.

A fare gli onori di casa Gianpietro Briola, presidente di Avis Nazionale, che ha subito sancito il principio basilare dell’incontro: “Preziosa è la collaborazione tra associazioni del dono e istituzioni, per ottenere dei risultati sul piano dell’eccellenza socio-sanitaria. Va detto grazie ai dirigenti delle otto associazioni rappresentate che svolgono un lavoro prezioso in tutte le aree geografiche del paese. Siamo qui per affrontare le criticità che potranno arrivare in futuro al seguito di un probabile calo di risorse. L’Italia ha una grande tradizione di volontariato, molte associazioni sono nate prima di questa legge, come Avis, ma negli ultimi quaranta anni il volontariato ha accresciuto la sua importanza. Il volontariato è diventato oggetto di ricerca e ne ha scritto molto Istat con il censimento permanente delle associazioni no profit. I volontari attivi sono diventati cinque milioni e 500 mila, con un aumento del 16%. L’Istat ha poi concluso che il volontariato aiuta lo sviluppo dei sentimenti positivi, e il fatto di poter far conto sugli altri migliora la vita collettiva. Chi fa volontario lo percepisce come momento piacevole della vita, mentre agli ultimi posti delle preferenze risultano lo studio e il lavoro. Il volontariato è il modo migliore di rinsaldare il rapporto tra cittadino e istituzioni, che a oggi non godono di grande stima. In questo senso è fondamentale la scuola con la sua attività. Ecco perché è necessario reclutare i giovani ed è importante essere presenti nella dimensione scolastica. Ai giovani bisogna dimostrare quanto sia bello essere volontari con la capacità di usare i mezzi di comunicazione moderni. Il passaparola è ancora la maggior fonte di reclutamento”.

Ma da dove nasce, qual è l’origine concreta di un mondo del volontariato che oggi in Italia ha la possibilità di essere parte integrante della vita pubblica? Lo ha spiegato bene Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas, parlando della legge 833 del 1978, giunta al quarantesimo anno di età. “A me il compito di presentare la storia di questa legge in assenza del senatore Dino Cravero. I principi chiave di una legge che ha vissuto un Iter lungo un decennio sono: unicità dei soggetti erogati e globalità delle prestazioni, universalità dei destinatari, superamento delle disparità territoriali per le cure sanitarie, sicurezza sul lavoro, tutela degli anziani e della salute nelle attività sportive, e infine prevenzione delle malattie mentali. Questi erano gli obiettivi, molto complessi per via della situazione di partenza che era ricca di disparità, nel quadro di un decennio difficile per il paese a causa di contestazioni studentesche, anni di piombo, crisi petrolifere, ed eventi traumatici come il delitto Moro. Oggi, sebbene serva un attualizzazione, questa legge è considerata una delle migliori mai promulgate in Italia”.

Ma come fa una legge a rivelarsi positiva e per niente superata dopo quasi mezzo secolo? Il motivo lo ha spiegato Maria Rita Tamburrini, direttrice generale della prevenzione sanitaria in tema di trapianti, sangue ed emocomponenti: “Le associazioni di volontariato sono essenziali per il sistema sanitario nazionale. Il nostro servizio, che è il migliore del mondo, è fondato su di loro. I regolamenti cambiano mani principi restano e devono essere tutelati. Tutte le leggi che sono nate sulla base della 833/78 proteggono e si ispirano ai principi di uguaglianza, un eredità che dobbiamo difendere. Il settore trasfusionale e i trapianti sono aree delicate e importantissimi e senza condivisione non si può raggiungere l’obiettivo finale principale che è quello di garantire la salute”.

Solo virtù? Naturalmente no. Esistono anche principi basici della legge che oggi, calati nel presente, richiamano a problematiche di sistema. Come ovviare, per esempio, alle discrepanze tra regioni a livello di servizio sanitario? Pasquale Colamartino del comitato direttivo del Cns, è stato chiamato in causa su questo tema da Aldo Ozino Caligaris, ed ecco le sue riflessioni in merito: “Le regioni rappresentano uno dei pilastri del SSN. Parlando dei principi fondamentali della legge 833/78 emerge il ruolo delle associazioni, perfettamente integrato con il lavoro dei vari stakeholder di sistema. Nella legge 219, che segue gli stessi principi, c’è un passaggio fondamentale che è il riconoscimento istituzionale del rullo delle associazioni. C’è l’intervento dello stato per garantire universalità ed equità, e quando le associazioni partecipano alla programmazione si sancisce un ruolo importante che si sono guadagnate sul campo. L’armonizzazione su base regionale è un tema su cui si sono fatti molti progressi, ma oggi c è una principale criticità, ovvero il progressivo de-finanziamento del sistema, giacché spesso i finanziamenti regionali vengono stornati per andare a coprire altre necessità. Questo elemento richiede un continuo miglioramento dell’organizzazione e dell’ottimizzazione”.

Ciò nonostante, il federalismo deve essere preservato, e così gli scambi tra regione e l’assistenza reciproca. Giancarlo Liumbruno, presidente del Centro nazionale sangue, sa bene quanto il principio di compensazione sia importante per gestire le situazioni delicate a livello di carenza sangue: “Le parole chiave e i principi fondanti della legge sul sistema sanitario nazionale sono: uniformità, solidarietà volontariato. Principi che oggi in una cornice di federalismo devono essere portati avanti e riaffermati. Il sangue è il bene pubblico di cui tutti devono poter usufruire con gli stessi livelli di sicurezza e qualità, e questa è una sfida con cui ci confrontiamo quotidianamente. Il mondo del volontariato è organizzato e consente di curare i cittadino: quello del sangue consente che ci sia una donazione ogni 10 secondi e che 1800 cittadini al giorno siamo curati. Il volontariato italiano consente di curare pazienti anche oltre confine, e dal 2013 al 2017 abbiamo esporta nei paesi in via di sviluppo grandi quantità di farmaci plasmaderivati, che consentono di curare malattie gravi e mettono l’Italia ai primi posti della graduatoria dei paesi generosi”.

Nella cornice istituzionale, è arrivato a sorpresa un finale fuori dalle righe. Merito di Sergio Balestracci, presidente Fratres nazionale, che si è espresso con molta passione contro l’assenza delle personalità politiche, prodighe di messaggi di buon lavoro, ma tutti impegnati altrove. “Ci parliamo tra addetti ai lavori ma i politici mancano sempre. Siamo dei volontari e dobbiamo alzare la voce – ha detto Balestracci – nei media si parla solo di politica e i loro nomi sono nel programma al posto dei nomi dei volontari, ma poi non vengono. Non dobbiamo avere paura di dirlo”.

Difficile non essere d’accordo, specie in una cornice in cui presenza o assenza possono essere interpretate come dei segnali molto precisi, e in un campo in cui, come il volontariato dove la differenza tra parole e fatti è la prima discriminante quotidiana. Solo fatti, infine, a Galleria Sordi, nel vero finale a sorpresa della giornata: presentazione della campagna nazionale #GialloPlasma in uno scenario affollato che ha visto ragazzi molto intraprendenti (Fig. 1 e Fig. 2) diffondere il messaggio del plasma tra i moltissimi passanti. Un’iniziativa sul campo che si ripeterà a Napoli sabato 15 dicembre.

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Fig. 1

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Fig. 2

I video Avis sul mondo del dono: altri due contenuti per informarsi in modo semplice, rapido ed efficace

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L’universo sangue, con le sue tante sfaccettature, ha bisogno di materiale informativo da semplificare, ordinare, e proporre sottoforma di contenuto video, in modo da arrivare nel più breve tempo possibile e nel modo più efficace al maggior numero di persone: è questo lo scopo della serie di video pillole Avis che su Buonsangue abbiamo già introdotto lo scorso 28 maggio, quando i primi due contenuti licenziati dalla più grande associazione di donatori volontari italiana erano incentrati su: 1) i numeri e le caratteristiche del circuito associativo:

e, 2) sulle caratteristiche sine qua non che è necessario possedere per poter diventare donatori:

Nell’ultimo mese, il numero di contributi è tuttavia raddoppiato, e sono arrivati altri due video utili per informare il pubblico su altri aspetti decisivi per approcciarsi al modo del dono. Sono arrivati infatti contributi su 3) le tantissime funzionalità del sangue e i suoi innumerevoli usi medici, la sua composizione, e quali farmaci plasmaderivati fondamentali si possono produrre dalla sua parte liquida cioè il plasma:

e infine 4) su come si diventa donatori di sangue. Quali sono i passi? Come si comincia? Effettivamente da parte di chi non si è mai avvicinato al mondo dei donatori possono essere moltissimi i dubbi su tutti i passi da compiere. Questo video li risolve tutti, dal momento del primo collegamento al sito di Avis (o di Fidas, Fratres e Croce Rossa), fino al momento in cui la donazione è compiuta, ed è meglio, almeno per un pomeriggio, evitare attività troppo faticose.

Noi di Buonsangue non possiamo che accogliere con soddisfazione contenuti di buon impatto informativo come questi, e speriamo possano moltiplicarsi e diffondersi sempre di più: sono agili, essenziali, adatti alla consultazione su smartphone e quindi secondo il criterio dell’immediatezza, impostati come tutorial per i più giovani e per far fronte alla scarsa capacità di attenzione e concentrazione che contraddistingue il nostro tempo.

Naturalmente, sebbene siano uno strumento necessario, questi video creati da Avis da soli non possono bastare: possono invece integrare una struttura informativa più ampia e capillare, che passa per la formazione a tutti livelli, per il coinvolgimento dei grandi centri educativi della società come famiglia e istituzioni, per l’utilizzo (si spera) sinergico, variegato e suddiviso per target dei grandi mezzi di comunicazione, per il coinvolgimento di testimonial autorevoli, per soluzioni culturali di lungo periodo, per decisioni importanti a livello di politica sanitaria come quella del vaccino gratuito per donatori, e per un’organizzazione sempre più efficiente dei centri di raccolta. Una macchina ampia, che può e deve essere migliorata e rodata: ma intanto, tempo di comunicazione frenetica e di frastuono informativo, appigli solidi e pronti all’uso sono di grande utilità.

Dicembre è dono, per l’autosufficienza e contro le carenze. Ecco tutte le news sulle attività dei prossimi giorni

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Siamo nell’ultimo mese dell’anno, dicembre, quello in cui il concetto di dono, grazie al Natale e alla sua tradizione, riappare fortemente nell’immaginario comune. Abbiamo commentato l’altro ieri, mercoledì 5 dicembre, i dati sulla raccolta plasma di ottobre in leggera crescita, dati che lasciano sperare nell’allineamento concreto ai livelli di raccolta del Piano nazionale plasma 2016-20.

Affinché l’obiettivo autosufficienza sia raggiunto (sia per il plasma sia per il sangue intero), sono dunque tantissime le iniziative speciali in programma nei prossimi giorni, per sensibilizzare la comunità e ampliare il numero dei donatori.

Con due appuntamenti ravvicinati, uno a Roma il 12 dicembre e uno a Napoli il giorno 15, Avis Nazionale porta avanti la sua raffinata campagna GialloPlasma, di cui vi riproponiamo lo spot da 30 secondi:

In quanto agli eventi, ecco maggiori dettagli:

 – Mercoledì 12 dicembre dalle ore 18 la galleria Alberto Sordi, in piazza Colonna, ospiterà uno spettacolo dal titolo “Movenze in giallo”. Un evento inaspettato, originale e non convenzionale che porterà tra i passanti le atmosfere eleganti e contemporanee dello spot.

Sabato 15 dicembre, invece, piazza Plebiscito a Napoli farà da sfondo a “Merry Flashmas”, un originale albero di Natale illuminato di giallo, il colore della campagna plasma. Centinaia di volontari e di passanti si riuniranno nel pomeriggio e, al calare del sole, daranno vita a un evento davvero suggestivo, ricco di luce e di emozioni.

Non solo grandi eventi cittadini però. Sono tantissimi i luoghi in cui la raccolta continua per contrastare il rischio carenze. Facciamo il punto attraverso il controllo sui territori che hanno attivo un sevizio di meteo del sangue.

In Toscana, per esempio la situazione è fotografata in figura 1.

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Fig.1

Ciò che si vede non è ottimale: forte carenza per il gruppo A- e fragilità diffuse per i gruppi, A+, B- e 0+, mentre emergenza in corsa per il gruppo 0-. Immediata la risposta sul territorio. Su L’eco della Lunigiana arriva l’appello al dono del Centro Trasfusionale di Massa e Carrara, così come avviene per il magazine La Voce Apuana.

In Emilia Romagna non esiste invece un meteo regionale on-line (che ci vorrebbe), ma è possibile reperire i dati di alcune province, molto diversi tra loro. Ecco infatti in figura 2 la situazione a Ferrara, con un alternarsi di carenze lievi e gravi, mentre a Rimini, in figura 3, la situazione è abbastanza rosea, con scorte ottimali.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 2

meteo sangue iframe AVIS Provinciale Rimini

Fig. 3

Intanto a Ravenna, il Natale è un pretesto ottimo per fare sensibilizzazione con un’iniziativa molto luminosa raccontata da Ravenna Notizie: torna il villaggio dei donatori con tanti eventi divertenti e una lotteria con in palio addirittura una Peugeot 208.

Anche secondo le rilevazioni del meteo del sangue di Biella, la situazione del territorio è più che ottimale, come possiamo vedere in figura 4, una totalità di verde rasserenante che ci piacerebbe trovare ovunque.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 4

Molto minori le certezze in Friuli Venezia Giulia, dov’è a disposizione il meteo del sangue dei donatori Udine, in figura 5. Nessuna carenza grave ma gruppi da fortificare, in particolare 0-, A-, B+ e B-.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 5

La situazione in regione induce dunque all’azione le forze dell’ordine, con una donazione speciale a Gorizia, mentre in Veneto, non troppo lontano, si registra lo stesso tipo di intervento: a donare troviamo la polizia di Treviso.

Tanto l’impegno anche al Sud. A Taranto, Puglia, si presentano a donare gli studenti universitari, una bella iniziativa perché tarata sui giovani, mentre a Molfetta, la sezione Avis “Prof. Nicola Campo” organizza per il 28° anno consecutivo una speciale donazione di sangue. L’appuntamento è per domenica 9 dicembre alla Chiesa di Santo Stefano, dalle 8 alle 12.

Infine il memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 7 dicembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 6.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 6

 

 

 

 

 

 

I dati sulla raccolta plasma: una crescita leggera su ottobre 2018 e il grande impegno di tutti gli attori di sistema: ma si dovrà e potrà fare sempre meglio

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Veniamo da due mesi, ottobre e novembre, in cui tutti gli attori del sistema sangue hanno dedicato al plasma e alla plasmaferesi molto impegno e molta attenzione. È accaduto sul piano mediatico, con l’innovativa e affascinante campagna di Avis “Distinguiti. Dona il plasma”, presentata in triennale a Milano con l’intento di trasmettere soprattutto alle nuove generazioni l’importanza di proporsi per un tipo di donazione un po’ più lunga ma sicuramente molto più ottimizzabile; è accaduto sul piano del dialogo, con il convegno Fiods a Catanzaro Lido, un grande workshop in grado di indagare le principali criticità del presente a proposito dell’universo plasma, in cui era dedicata grande attenzione agli scenari futuri; ed è accaduto, infine, sul piano della formazione diretta dei giovani, con un week-end di grande interesse a Piacenza in cui il mondo plasma e tutte le sue sfaccettature hanno attirato le luci della ribalta e i contributi di ospiti autorevoli.

Com’è andata, alla luce di questi sforzi la raccolta plasma nel mese di ottobre? Da giorni sono disponibili i dati sul portale del Centro nazionale sangue, e dopo un settembre complicato, vi è stata l’auspicata ripresa.

Se si guarda figura 1, quella con i dati in dettaglio ottobre 2018 vs ottobre 2017, sin dal primissimo colpo d’occhio si nota infatti un +2,5% sul piano nazionale. Certo, sono ancora tante le frecce rosse rivolte verso il basso apposte sulle singole regioni, ma intanto l’aumento complessivo è sicuramente positivo. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo i casi virtuosi di Sardegna (ben il 66,5% in più) e Lazio (aumento del 35,6%), a far da contraltare ai cali vistosi di Molise (- 59,7%), Umbria (- 59,5%) e Basilicata (- 56,2%).

Sono queste le regioni che hanno fatto peggio in questa rilevazione d’ottobre sul dato relativo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.  Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a ottobre – quindi dieci mesi – e in questa infografica il plasma raccolto è misurato in chilogrammi. Cosa si nota? Per cominciare il dato generale: vi è un saldo leggermente negativo su scala nazionale con 694.924 kg raccolti nel 2018 contro i 697.405 kg ottenuti nel 2017. Un calo inferiore ai 3000 kg che non deve certo portare allarmismi ma semmai invogliare a buttare il cuore oltre l’ostacolo nel periodo finale dell’anno.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

Entrando invece sul dato complessivo sulla raccolta dell’anno regione per regione, è molto positiva la crescita complessiva del Lazio, regione storicamente ostica, con più di 3000 kg in più del 2017, e i dati in trend positivo per regioni popolose come il Piemonte e la Puglia, mentre il calo forse più significativo è quello del Veneto. La strada verso l’autosufficienza è lunga, per cui è meglio restare nei parametri del Piano nazionale plasma 2016 – 2020.