A Viareggio va in scena il Carnevale di Avis: tanto giallo e un messaggio importante sul dono del plasma

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Lo avevamo annunciato lo scorso primo febbraio, riportando le “anticipazioni” di Claudia Firenze (che in Avis Nazionale si occupa dei progetti di comunicazione) alla conferenza stampa di presentazione della 146esima edizione del Carnevale di Viareggio: e ieri, durante la sfilata di domenica 17 febbraio, le grandi attese sono state rispettate: molto bello e positivo l’impatto avisino sulla manifestazione, grazie alla collaborazione con la Fondazione Carnevale che ha deciso di costruire la giornata in sinergia con AVIS, garantendo alla più grande associazione di donatori italiani grande visibilità.

Un’ondata gialla ha invaso le tribune e conquistato la scena, sventolando uno striscione associativo sopra quello dedicato all’importanza del dono del plasma. Un’idea coloratissima e in grado di coordinare il tema della raccolta plasma –  già declinato con forza in questo 2019 associativo con la campagna #GialloPlasma – al tema di fondo del Carnevale, che è dedicato alla donna. Madrine d’eccezione di Avis erano infatti Miss Italia in carica, Carlotta Maggiorana, e la campionessa di ciclismo di origini lituane Edita Pucinskaite, già da diversi anni da tanti anni testimonial di Avis Toscana e donatrice.

Grande soddisfazione per la riuscita dell’evento ha espresso Il Presidente Nazionale di AVIS Gianpietro Briola: “Ci è sembrata un’opportunità da cogliere – ha detto – anche per il tema particolare di quest’anno dedicato alle donne. Come AVIS abbiamo recentemente lanciato una campagna per promuovere la donazione di plasma che è rivolta in particolare alle nostre donatrici e alle donne che vorranno diventarlo, e il nostro messaggio è chiaro: da quest’anno va di moda il giallo e anche il Carnevale non fa eccezione!”. Dello stesso avviso anche il Presidente di Avis Toscana, Adelmo Agnolucci, che fungendo da “memoria storica” istituzionale, ha ricordato che il legame tra il Carnevale di Viareggio e Avis è in atto da oltre 15 anni, attraverso creatività e inventiva che hanno portato a formule di sensibilizzazione, condivisione e partecipazione sempre nuove e diverse, momenti in cui i giovani hanno sempre fatto la differenza. “Ci ha fatto piacere mettere a disposizione di tutta Italia questa manifestazione che ha visto per anni i nostri giovani collaborare con Avis Viareggio e con la Fondazione, divertendosi e portando avanti un messaggio positivo di donazione e di stili di vita sani – ha sottolineato Agnolucci – a loro va il mio sincero ringraziamento.”

La collaborazione tra Avis e il Carnevale, centralizzata sulla raccolta plasma, ribadisce dunque la grande attenzione che le istituzioni del sangue stanno dedicando negli ultimi mesi a questo tema fondamentale, che meriterebbe di essere discusso sui media in modo più costante e di raggiungere il grande pubblico. Attraverso i dati del Cns, lo scorso venerdì 15 febbraio, abbiamo commentato il risultato della raccolta del 2018: dati positivi, con gli obiettivi preventivati dal Piano nazionale plasma 2016-20 perfettamente raggiunti, ma al tempo stesso dati che inducono a non ridurre il livello di impegno e pianificazione in vista del futuro.

Lavoro sui giovani donatori, da trasformare in donatori periodici anche sulla plasmaferesi, e costante, crescente chiarezza ed efficacia informativa su ciò che significa donare il plasma. Bisognerà faticare molto, in queste direzioni, per raggiungere il macro obiettivo dell’autosufficienza nella produzione dei farmaci plasmaderivati, prodotti salvavita di importanza strategica primaria per le strategie di eccellenza sanitaria di qualsiasi paese.

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La situazione sangue nel paese. Tra carenze sotto controllo, qualche emergenza e molte donazioni speciali

 

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Donare periodicamente, donare con costanza, in ogni periodo dell’anno. Anche e soprattutto quando non ci sono appelli o emergenze. Chi legge Buonsangue sa bene che la raccolta sangue non deve mai rallentare, specie in un periodo in cui vanno registrate carenze significative in molte regioni italiane. Nell’ultimo nostro report, a fine gennaio, abbiamo registrato come freddo pungente e virus diffusi avevano creato non pochi problemi in Toscana, in alcune zone dell’Emilia Romagna, in Friuli Venezia Giulia e in molte zone del centro-sud. Oggi, dopo un paio di settimane, la situazione generale sembra essere migliorata, ma in alcune zone, e per alcuni gruppi sanguigni, un incremento di donazioni nel fine settimana potrà essere sicuramente essere moto utile.

In Toscana, per esempio, il Meteo del sangue testimonia come i maggiori problemi riguardino il gruppo 0, per il cui polo negativo vi è addirittura una grave urgenza, mentre fragilità riguardano i gruppi A- e B-. Stabili, invece, tutti gli altri.

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Fig.1

Come spesso accade, è invece piuttosto diseguale la situazione in Emilia Romagna.

A Reggio Emilia solo il gruppo 0- vive una situazione ottimale, tutti gli altri positivi (0+, A+, B+) fanno registrare invece lievi carenze, mentre il gruppo A- si trova in carenza grave.

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Fig. 2

E se a Ferrara le carenze generalizzate si protraggono ormai da settimane, con una situazione piuttosto grave per i gruppi 0+, B+ e B- (motivo per il quale ci sembra più che giusto sottolineare che bisogna donare anche quando i valori sono tutti al 100%)…

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 3

… a Rimini il miglioramento è netto, a conferma delle notizie delle ultime settimane pubblicate su moltissimi magazine locali che hanno decretato l’autosufficienza della Romagna. Situazione più che ottimale in tutti i gruppi, e addirittura eccedenze per i gruppi A-, AB+ e AB-. Complimenti ai donatori romagnoli.

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Fig.4

In Friuli Venezia Giulia la situazione non è così vantaggiosa. Discreta la raccolta plasma (e questa è una buona notizia), e nessuna carenza gravissima. Raccolta da migliorare, tuttavia, soprattutto per i gruppi 0+, 0- e B-.

 A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 5

Restando a nord, un altro meteo del sangue sempre molto puntuale negli aggiornamenti è quello di Biella, in Piemonte, che ci illustra una situazione da migliorare soprattutto per quel che riguarda il gruppo B- e i gruppi 0+ e 0-, colpiti da una fragilità diffusa.

 A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 6

E più a sud? Purtroppo dalla Toscana in giù non è possibile contare sugli aggiornamenti in tempo reale consentiti dal servizio Meteo del sangue, un servizio che sarebbe opportuno attivare in ogni regione o provincia.

Nelle Marche la mobilitazione arriva con il classico connubio dono e sport. A Senigallia, in provincia di Ancona, una delegazione di giocatori e dirigenti della storica società calcistica Vigor, si è presentata a donare al Centro trasfusionale come esempio alla cittadinanza.

In Campania la carenza delle ultime settimane persiste, e dunque si dona a Salerno, in cooperazione con l’Ail (Associazione italiana leucemie), e ad Amalfi, grazie a una raccolta speciale organizzata da Avis per sabato 9 febbraio.

In Puglia, a movimentarsi è la Fratres di Molfetta, che approfitterà dell’inaugurazione della nuova sede per ribadire alla comunità l’importanza del dono.

In Sicilia, tutto pronto per l’undicesima festa del donatore a Partanna, in provincia di Trapani, con sensibilizzazione, premiazioni e coinvolgimento di giovani donatori, in un grande evento previsto per domenica 17 febbraio, mentre a Siracusa la situazione di emergenza si è fatta negli ultimi giorni più seria, al punto che il direttore di Medicina trasfusionale dell’Ospedale Umberto I di Siracusa, Dottor Dario Genovese, si è espresso attraverso un comunicato per chiedere a tutti i cittadini di dedicarsi al gesto dono.

Allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 8 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

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Fig. 7

 

Avis Cartoon School. Creando un cartone animato, si impara anche a donare

Home Page CARTOON

Circa quattro anni di lavoro sul campo, con in mente una missione ben precisa. Lavorare con i ragazzi, regalare loro strumenti e conoscenze per seguire le passioni, alimentare la loro creatività e far collimare tutto questo con l’empatia verso il prossimo, abituando i più piccoli, sin dalla giovanissima età, all’idea che un gesto semplice come il dono del sangue è in realtà un atto fondamentale. È questo il contributo di Avis Cartoon School, un progetto fortemente volto da Avis Toscana, attivo nelle provincie Arezzo, Siena, Grosseto e Pistoia e ormai collaudatissimo, perché fortificato da un enorme valore aggiunto: ovvero l’altissimo grado di coinvolgimento, divertimento e creatività di chi vi partecipa.

Avis Cartoon School è infatti un percorso formativo vero e proprio, pensato per i ragazzi delle scuole primarie, che consente di imparare cos’è un cartone animato, come si crea, quali sono le tecniche che possono essere utilizzate e con quali effetti diversi, fino alla realizzazione vera e propria, a fine corso, di un cartone ideato, disegnato, sceneggiato, animato, doppiato e musicato dai ragazzi stessi.

Il progetto è il frutto di una collaborazione tra Avis Toscana e Associazione culturale Koete, realtà creata da professionisti del settore dell’animazione oltre 10 anni fa, e detentrice del know-how didattico.

Ecco alcuni dei cartoon creati in questi anni:
“AIUTO INASPETTATO”, realizzato dal gruppo di Montecatini Terme in provincia di Pistoia

“PIANETA BIANCO O NERO”, realizzato dal gruppo di Poggibonsi in provincia di Siena

“LA PAGELLA DI THOR”, realizzato dal gruppo di Pratovecchio Stia in provincia di Arezzo

Al link http://www.aviscartoonschool.it/cartoni è possibile vederli tutti, ma ciò che emerge e traspare al primo sguardo è il grande impegno e l’applicazione di alunni, insegnanti e professionisti, in un lavoro che si protrae per molti mesi e consente davvero di creare valore (umano), oltre a un messaggio di sensibilizzazione che non si vaporizza alla fine dell’evento, ma sedimenta, e può restare come esperienza positiva nei ragazzi, probabilmente fino all’età adulta.

Per tracciare un bilancio del progetto Avis Cartoon School, oggi nel bel mezzo di un percorso di crescita che speriamo duri ancora moltissimo, abbiamo intervistato Luciano Franchi, vicepresidente di Avis Toscana, e da lui ci siamo fatti raccontare le sensazioni raccolte in cinque anni di collaborazione con l’associazione culturale Koete, e con le scuole del territorio. Ecco cosa ci ha detto:

 

  1. Vicepresidente Franchi, Avis Toscana sceglie un modo di rapportarsi al mondo dei giovani che nasce da una visione prospettica. Perché è importante lavorare sulle scuole primarie?

La solidarietà è un valore che va sviluppato fin dall’infanzia. Non è mai troppo presto per far comprendere come i nostri problemi e le nostre difficoltà possano essere affrontate in maniera più efficace se operiamo in un contesto solidale. Il capitale sociale di una comunità si costruisce con percorsi di partecipazione, e la coesione sociale è il risultato di un percorso al quale dobbiamo prestare attenzione senza tralasciare alcuna occasione. Le scuole, così come le Associazioni sportive, sono una grandissima occasione per generare coesione sociale.

  1. Cinque anni di Avis Cartoon School. Cosa si è imparato da questa esperienza?

Cartoon School è stata una grande occasione di riflessione sui modi migliori per rapportarsi con il mondo della scuola. Abbiamo imparato l’importanza di percorsi esperienziali, la necessità di costruire percorsi condivisi con gli insegnanti; percorsi in cui gli insegnanti e gli studenti, con il supporto di Avis, possano sentirsi protagonisti e non solo spettatori. Nei cartoni che creiamo sono loro, studenti e insegnanti, che scelgono la storia, che decidono il tema da affrontare. Poi, con il supporto dei disegnatori, dei musicisti e dei doppiatori di Koete realizzano il loro cartone animato. Ancora una volta, ciò che appare evidente, è che il cartone animato prodotto è sì importante, ma ancora di più lo è stato il percorso seguito, un vero percorso di crescita per tutti: Avis, studenti ed insegnanti. Molti cartoni animati di quest’ultimo anno sono stati dedicati al bullismo e vedere i ragazzi lavorare, creare e discutere su fenomeni come questo che loro vivono in prima persona, ci ha aiutato a riflettere su come Avis dovrà continuare a proporsi al mondo della scuola e su come rendere complementari le metodiche e le varie esperienze portate avanti in questi anni.

  1. Il progetto Avis Cartoon School può ancora crescere? Come?

Sicuramente sì. Mi verrebbe da dire che abbiamo solo completato la prima fase sperimentale, e abbiamo accumulato esperienze utili per un pieno utilizzo della metodica corretta. Stiamo collaborando con la Regione Toscana per monitorare il lavoro fatto, abbiamo partecipato a Fiera DIDACTA della Regione Toscana, abbiamo ottenuto il supporto del Rotary di Arezzo, abbiamo collaborato con il Comune di Capannoli per il Campus estivo. Da qui possiamo partire per cercare di ampliare il numero delle scuole coinvolte, consolidando l’esperienza del Campus estivo, e soprattutto creando un momento di riflessione collettivo a fine anno scolastico. Una specie di Giffoni film Festival tematico sui cartone animati e sulla donazione del sangue.

 

 

 

Tra regioni in difficoltà e bilanci positivi, le moltissime notizie a tema sangue di questo inizio di febbraio

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L’attività del sistema sangue non si ferma mai, tanto meno nei week-end. E infatti sono davvero molte le notizie a tema “donazione” che hanno caratterizzato questi giorni di inizio febbraio e che meritano di essere raccolte, al fine di fotografare l’impegno e l’abnegazione delle associazioni di volontari in tutta Italia nel contrastare le difficoltà.

Cominciamo la rassegna dal sud, e in particolare in Calabria, dove la scorsa settimana si era registrata una carenza piuttosto grave, al punto che Trimarchi, il primario del Centro trasfusionale degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria aveva parlato di interventi chirurgici a rischio.

Immediata la risposta sul territorio, nel modo probabilmente più coinvolgente e funzionale, ovvero con il coinvolgimento della squadra di calcio, la Reggina. Al grido di “Amaranto è il sangue che c’è in me”, una rappresentanza della Reggina in cooperazione con il Comune di Reggio Calabria, Metro City, Avis e Adspem ha presidiato Piazza Italia dinanzi al Municipio, con due autoemoteche attraverso cui i tifosi donatori hanno potuto offrire il proprio contributo.

Dinanzi al pubblico hanno parlato il sindaco Falcomatà e Massimo Taibi, ex calciatore di Milan e Manchester United oggi direttore sportivo della Reggina. Per entrambi, in seguito all’appello del primario Trimarchi, era importante rispondere “di squadra” con la massima eco in chiave di sensibilizzazione e soprattutto con il gesto dono, al fine che qualsiasi bisogno di sangue sia sempre soddisfatto.

Sempre al sud, arriva un ottimo bilancio dal gruppo Fratres di Massafra in provincia di Taranto, che nel 2018 ha raccolto ben 800 sacche di sangue. Per il presidente Graziano Tocci, non un risultato di cui vantarsi, ma un punto di partenza per ripartire e migliorarsi. Di sicuro è questo lo spirito giusto.

Sempre in Puglia, a Giovinazzo in provincia di Bari, il week-end è servito alla Fratres per preparare una donazione speciale per oggi lunedì 4 febbraio. Si dona dalle 8 alle 11 nella sede dell’associazione in via Marconi 9, primo appuntamento di febbraio a cui seguiranno tre ulteriori “giornate della donazione” previste domenica 10, lunedì 18 e domenica 24 febbraio.

In Campania si registrano difficoltà a Lagonegro, in provincia di Potenza. Ondanews, annuncia l’attività ridotta all’ospedale locale, nonostante l’alto rischio di incidenti sulla A2. Si spera in una pronta risposta dei donatori tra le comunità del posto.

Tra regioni in difficoltà, naturalmente, ce ne sono altre virtuose, una situazione che spiega bene l’importanza del lavoro costante del Centro nazionale sangue e dello scambio tra regioni coordinato dal sistema SISTRA. Dai dati pubblicati poche ore fa da Ravenna Notizie, emerge infatti che la Romagna è un territorio autosufficiente: nel 2018 il numero complessivo di donazioni di sangue intero in Romagna è stato di 54.820 unità, quelle di plasma da plasmaferesi di 16.233 unità. Un risultato rimarchevole che a dottoressa Vanessa Agostini, Coordinatore Sistema Sangue e Plasma dell’AUSL della Romagna, è assolutamente da mantenere, grazie al lavoro congiunto di donatori, associazioni e professionisti.

Quanto il lavoro in sinergia tra le tre gambe del sistema sangue sia fondamentale per l’autosufficienza, è perfettamente chiaro anche in Liguria, dove, addirittura, Franco Senarega, capogruppo regionale Lega Nord Liguria-Salvini, annuncia che il percorso per la creazione dell’Albo dei donatori di sangue sta andando avanti. “L’Albo arriva insieme alla promozione della donazione e al riconoscimento del fondamentale valore sociale e solidale del gesto” ha detto il capogruppo, affinché il gesto del dono sia riconosciuto come meritorio per il Paese, su segnalazione della Regione.

Sarà un ulteriore stimolo per i donatori? Speriamo di sì, ma intanto una ricompensa immediata e tangibile per un donatore di sangue è arrivata ad Acqui Terme, in provincia di Ravenna, dove lo scorso sabato è stata consegnata alla legittima vincitrice una Peugeot 208, auto messa in palio a Advs Fidas Ravenna Onlus, ovvero dai donatori di sangue dell’ospedale, per la Lotteria della Befana 2019. La donna aveva donato il sangue e comprato il biglietto della lotteria, e ha ricevuto, qualche giorno dopo, la bella notizia.

Non c’è limite alle strade attraverso cui il gesto del dono ripaga chi lo compie, e ancora una volta è arrivata la prova.

 

 

 

 

 

Carnevale di Viareggio 2019, nella grande festa Avis avrà un ruolo importante

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Nello scenario suggestivo di Palazzo Strozzi, sede della sala conferenze stampa della regione Toscana, è stato presentato ieri giovedì 31 gennaio il prossimo Carnevale di Viareggio, ampia e prestigiosa rassegna dall’enorme fascino e tradizione, che andrà in scena dal 9 febbraio al 5 marzo.

Concerti, eventi, sfilate dei carri, tantissime altre attività a completamento del programma: è davvero ricchissima l’offerta per una manifestazione che è parte integrante della storia della Toscana e di Viareggio. Da quelle parti, solo il Carnevale (tra i tre più importanti al mondo) riesce ancora a celebrare la grandezza di una tradizione che evoca i grandi rituali umani delle epoche passate, e che alle sue origini intendeva ribaltare, attraverso la messa in scena, le cristallizzate strutture del potere e le incolmabili differenze sociali tra nobili e poveri, così come spiega Rabelais, trasformando il mondo reale con la festa e tramutando il sacro in profano.

Ma oggi il Carnevale di Viareggio è una festa moderna e attuale, centrale per la vita pubblica. Non poteva mancare, in tale contesto, uno spazio dedicato ai valori della solidarietà e dell’aiuto reciproco, e qui nasce la sinergia con la più grande associazione di donatori italiani, ovvero Avis, che parteciperà all’evento viareggino su ampia scala, sia con il patrocinio di Avis nazionale, sia attraverso le attività delle sedi territoriali, come Avis Toscana e Avis Viareggio.

Erano presenti in sala Cutuli, infatti, oltre alle istituzioni e alla presidentessa della Fondazione Carnevale di Viareggio Maria Lina Marcucci, anche il Presidente di Avis Nazionale Giampietro Briola, il presidente di Avis Toscana Adelmo Agnolucci con il vicepresidente vicario Luciano Franchi, e naturalmente Claudia Firenze, che in Avis Nazionale si occupa dei progetti di comunicazione.

Le modalità di partecipazione di Avis si scopriranno il giorno del grande evento pensato appositamente per il Carnevale, previsto per il 17 febbraio a Viareggio, ma sappiamo già che Avis avrà grande spazio e visibilità, proprio allo scopo di legare un momento chiave della vita comunitaria in un territorio da sempre sensibile alle attività di volontariato, agli ideali di comunità e bene collettivo che sono connaturati al gesto del dono.

“Il Carnevale è anche solidarietà” ha ribadito Maria Lina Marcucci, e Avis farà una grande performance in occasione del secondo corso, per raccontare cos’è il dono del sangue e quanto è importante conoscerlo, comprenderlo e praticarlo. Proprio Claudia Firenze, ha annunciato che sarà preparata una bella festa. “Mi sono rinnamorata del carnevale grazie al Carnevale di Viareggio e ciò che vogliamo sarà dimostrare che si può fare solidarietà con il sorriso sulle labbra. Non posso anticipare troppo per non guastare la sorpresa ma si tratterà di una performance molto colorata”.

Del resto, un evento così radicato nel DNA della gente non può che fungere da grande macchina di aggregazione: e così saranno innumerevoli le iniziative culturali a completamento del programma, con diverse mostre (dedicate soprattutto al tema delle donne) e tantissime iniziative volte a rendere indimenticabile questa edizione, che cade per la 146esima volta.

Quale sia la portata economica e sociale del Carnevale è anche superfluo sottolinearlo, e ciò che sarà importante è che l’impatto mediatico di una manifestazione così popolare possa avere una ricaduta positiva sulla raccolta di sangue e plasma. Viareggio, durante il Carnevale, può contare su un indotto di circa 30 milioni di euro, e la sua eco raggiunge un enorme numero di persone, con circa 32 milioni di individui a far da bacino d’utenza complessivo e 600mila partecipanti ogni anno.

Un pubblico giovane fatto da ragazzi e famiglie, target perfetto affinché il messaggio del dono possa raggiungere e sedimentare tra coloro i quali, per stili di vita, abitudini, e necessità del sistema, possono essere considerati i donatori periodici perfetti. Molto stretto, inoltre, anche il rapporto tra il Carnevale di Viareggio e le scuole, altro serbatoio potenziale di futuri donatori.

Non resta, dunque, che aprire le danze e tuffarsi in un lungo mese di sorrisi, giochi, divertimento, dono e solidarietà.

 

A gennaio ormai inoltrato, tra freddo e virus si verifica qualche carenza. La situazione del week-end e le donazioni speciali

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Che impatto numerico avrà l’apertura al vaccino gratuito per donatori sulla raccolta sangue in questa nuova stagione? Sicuramente sarà molto positivo, ma le analisi dei numeri allo scopo di migliorarne sempre di più l’efficacia si faranno più avanti. Intanto, in questo gennaio ormai inoltrato è importante ricordare a tutti che bisogna donare, con consapevolezza e continuità.

Seppur in un quadro generale abbastanza sotto controllo infatti, qualche carenza sopravvive ed è puntualmente segnalata sulla stampa locale. Notizie in questo senso arrivano per esempio da Cuneo, in Piemonte, dove il freddo rende più complesse le operazioni di raccolta. Avis lancia allora il suo appello, evocando l’importanza della compensazione regionale.

Non troppo lontano, a Biella, peraltro, la situazione è egregia: quantità stabili per tutti i gruppi e un periodo sostanzialmente tranquilla, come vediamo in figura 1.

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Fig.1

In Toscana, in base ai dati pubblicati sul sito del Meteo del sangue, le cose non vanno bene come a Biella ma migliorano rispetto alle settimane precedenti. Fragilità nel gruppo B+ ed emergenze generalizzate nei gruppi B-, 0+ e 0-. Chi è possessore di questi gruppi dovrebbe donare con priorità.

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Fig.2

In Emilia Romagna, come spesso è accaduto nelle ultime settimane, situazioni diseguali. A Reggio Emilia, manca soprattutto sangue del gruppo A-, ma lievi carenze interessano i gruppi 0+, 0- e B+

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Fig. 3

A Rimini, le scorte sono in buone condizioni, fatta eccezione per i gruppi B+ e B- dove resistono delle lievi carenze.

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Fig. 4

A Ferrara, invece, situazione abbastanza critica. Carenze gravi per i gruppi 0+, 0- e B+, poi carenze generalizzate per tutti gli altri, più o meno intense.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 5

In Friuli Venezia Giulia la situazione la riassume l’Associazione Donatori di Udine, e potrebbe essere migliore. Carenze gravi per 0-, A+ e B-, ma scorte cospicue negli altri gruppi e una buona situazione anche per il plasma.

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Fig. 6

In Lombarda, dalla val di Sabbia (BS) le Avis di zona richiamano all’ordine i loro donatori, così avviene anche al sud, in Campania, perché a Salerno, come testimonia www.vivicentro.it, sono a rischio le trasfusioni negli ospedali di zona.

Difficile anche la situazione a Reggio Calabria. Anche sulla punta dello stivale, infatti, come apprendiamo su StrettoWeb, la mancanza di scorte mette a rischio gli interventi chirurgici. Importantissimo dunque che la risposta dei donatori sia pronta e immediata.

Allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 25 gennaio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 7

In Lombardia è arrivato Avis Academy, un corso di formazione in 4 moduli dalla grande varietà di contenuti

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L’impegno di Avis sulla formazione non si arresta, anzi è destinato a crescere moltissimo per tutto il 2019.

Da due anni documentiamo con puntualità il percorso di crescita dei giovani avisini verso ruoli dirigenziali o decisionali con aumento di responsabilità che avviene in sinergia con la Fondazione Campus, un percorso che riunisce giovani donatori d tutta Italia e li prepara alle sfide del domani, affrontando a 360 gradi tutti gli aspetti della vita associativa, da quelli più organizzativi fino alle necessità del sistema sangue imposte dal quadro sociale, politico ed economico del presente.

Ora, a rafforzare l’offerta su base regionale, arriva per gli avisini lombardi una nuova occasione di arricchimento, grazie a un corso formativo organizzato da Avis Lombardia e intitolato Avis Academy.

Nella brochure ufficiale in figura 1 è possibile apprendere tutte le informazioni specifiche e caso, come le date e le modalità di iscrizione, ma ciò che è evidente è che il seminario sarà molto ricco e variegato.

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Fig. 1

Ben quattro sono infatti i moduli formativi a disposizione degli iscritti: si è già partiti questo week-end appena trascorso, sabato 19 e domenica 20 gennaio 2019, con un sorta di approfondimento sul significato profondo della vita associativa e del gesto volontario. In che scenario avviene, e che valore assume nel contesto contemporaneo? Cosa offre sul piano della vita psichica a chi lo compie?

Il bis arriverà il mese prossimo, e precisamente venerdì 9 e sabato 9 febbraio, con la parentesi dedicata alla comunicazione. L’enorme quantità di messaggi che ogni giorno si presentano all’attenzione del pubblico richiedono una sempre maggiore efficacia e capacità di penetrazione, e specie nella comunicazione sociale nulla può essere lasciato al caso. Al vaglio dunque, le tecniche migliori per essere diretti e comunicativi.

Il terzo modulo è invece previsto a inizio marzo, venerdì 1 e sabato 2: la capacità di assumere la leadership e l’attitudine a guidare un gruppo di lavoro saranno i focus delle analisi, abilità sicuramente utili alla vita associativa perché solo così, i futuri dirigenti, potranno esercitare e trasmettere il proprio senso di responsabilità a tutti i donatori, sia nel breve che nel lungo periodo, per provare a trasformare i nuovi donatori occasionali in donatori periodici.

Infine, e non per minore importanza, ma anzi proprio per chiudere in bellezza, il quarto modulo in programma ad aprile – sabato 6 e domenica 7 aprile – sarà interamente dedicato ai giovani e alla necessità di coinvolgerli, integrarli e fidelizzarli alla pratica del dono. Il ricambio generazionale è uno degli asset strategici principali da affrontare per Avis e per tutte le altre associazioni di donatori, un lavoro lungo e complesso che richiederà impegno, capacità di pensiero a lungo termine e lavoro in sinergia con scuole e famiglie.

Sono dunque tantissimi gli spunti di lavoro per i giovani lombardi, e tanti altri spunti di discussione potranno nascere durante i lavori in corso e aprirsi in una regione, la Lombardia, che è il territorio in cui Avis è nata, che da sempre concentra un altissimo numero di donatori, e che, tra l’altro, è la regione guida dell’ultimo raggruppamento regionale ad attendere il bando sulla plasma-lavorazione, un altro tema chiave per il futuro del sistema sangue che sicuramente troverà spazio di approfondimento nel dialogo interno.

Finora gli avisini in Lombardia hanno lamentato in più occasioni di non essere mai stati troppo coinvolti nei processi decisionali inerenti a questo tema delicato, una prassi che in futuro dovrà e potrà sicuramente cambiare, com’è avvenuto invece per i raggruppamenti guidati da Toscana ed Emilia Romagna. Chissà che la spinta in questo senso non arrivi proprio dai giovani, ma intanto, ciò che possiamo augurarci, è che altre Avis Academy possano nascere e proliferare in tutte le altre regioni italiane.

 

 

 

 

Carenze sangue, la situazione generalizzata alla vigilia di un nuovo week-end in cui la parola d’ordine torna “donare”

Come evolve la situazione delle carenze segnalate su Buonsangue sin dallo scorso venerdì 11 gennaio? Già lunedì 14 abbiamo raccontato della pronta reazione di istituzioni e donatori soprattutto in Toscana, ma intanto le notizie da riportare sul tema sono molte e tutte rilevanti. Dal sito del meteo del sangue, scopriamo infatti che in Toscana l’incremento della raccolta non è ancora stata così netta. Emergenze significative nei gruppi A- e A, così come per i gruppi 0+, 0- e B-. Urgenza per B+, e per fortuna situazione a semaforo verde per il gruppo AB a completare il quadro.

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Fig. 1

Dal Piemonte, arriva la rilevazione di Avis Biella, territorio in cui la situazione è leggermente migliore: l’unico gruppo in sofferenza è il B, in entrambi i poli. Gli altri gruppi hanno scorte sotto controllo.

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Fig.2

In Friuli Venezia Giulia i dati arrivano dal portale dei donatori di Udine, secondo cui le carenze gravi ci sono e riguardano soprattutto il gruppo 0-, il gruppo A- e il gruppo B-.

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Fig.3

Spostandoci in Emilia, situazione molto variegata: partendo da Reggio Emilia, lievi carenze generalizzate in tutti i gruppo fuorché lo 0- e carenza leggermente più significativa per il gruppo A-.

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Fig.4

A Rimini, invece, le carenze riguardano i gruppi 0- e A-, mentre per il resto dei gruppi il quadro è generalmente positivo.

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Fig. 5

Situazione totalmente rovesciata a Ferrara, dove invece si soffre a 360 gradi, e in particolare nei gruppi 0+ e B+, gruppi per i quali le sorte sono vicinissime allo zero.

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Fig.6

Come reagire dunque? Innanzitutto con gli appelli, che arrivano dalla Toscana, in particolar modo da Pisa, come leggiamo su La Nazione, mentre dalla Lombardia arriva un caso segnalato dal Corriere della Sera e riguarda l’ospedale San Carlo Borromeo di Milano, che può contare su un ampio parco donatori forte di cinquemila “uomini” riuniti in un ‘associazione chiamata DOSCA, in grado di fornire diecimila unità di sangue annue. Sicuramente un bell’esempio.

Nelle Marche, a Macerata, la sensibilizzazione arriva attraverso lo sport e in particolare il basket, con l’iniziativa “donando si vince sempre” che vede Avis in prima linea, mentre in Puglia si muove anche la Fratres, coinvolgendo altre associazioni e fondazioni del territorio a Martignano, in Salento, per il progetto “Io come te”, un percorso che si basa sul dono come primo step dell’introspezione contro ogni forma di violenza.

In Calabria, una storia di vita reale che comunica meglio di qualsiasi appello l’importanza del dono: arriva da una donna di 38 anni, che a Cosenza ha scoperto all’improvviso di dover fronteggiare una brutta realtà, la sindrome di Moschcowitz, ovvero una malattia rara caratterizzata da anemia emolitica. Solo il dono del sangue immediato di amici e affetti ha potuto salvarle la vita, ed è bene pensare sempre che storie come questa sono molto meno rare di quanto si creda.

Naturalmente, sono poi tantissime le donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, e lo strumento migliore per conoscerle in pochi secondi è sicuramente Facebook. Ecco perché, non manchiamo mai di ricordare che individuare la donazione del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 18 gennaio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

1 donazione sangue Ricerca di Facebook (1)

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Servizio civile in Avis: è il momento del “via” per 400 giovani in 15 regione italiane, tra formazione professionale e crescita individuale

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Il bando di partecipazione era stato pubblicato lo scorso 20 agosto 2018, e in un post di qualche giorno dopo, e precisamente del 29 agosto, su Buonsangue avevamo approfondito l’argomento condividendone il grande potenziale culturale e formativo: ieri, 15 gennaio 2019, è iniziato a tutti gli effetti il servizio civile nazionale con Avis per 400 giovani italiani tra i 18 e i 28 anni.

La ricaduta positiva di un’attività come questa è enorme: per i diretti interessati, l’approccio al volontariato e alla donazione del sangue è un modo perfetto per sviluppare propensioni personali e abilità consolidate, oltre che per imparare a conoscere meglio sé stessi e mettersi alla prova.

Nel volontariato, e sicuramente in Avis infatti, si entra sin da subito in un circolo virtuoso in cui bisogna integrarsi in meccaniche di lavoro coordinato in team, una situazione ambientale che è propria della stragrande maggioranza delle attività lavorative in qualsiasi settore si ambisca “da grandi”.

Allo sviluppo di tale attitudine, che consente di sintonizzarsi concretamente su ciò che accadrà nel proprio futuro lavorativo, si aggiunge poi per i ragazzi la possibilità di maturare competenze ben più specifiche, giacché le attività possibili nel sistema sangue e in una sezione territoriale di Avis sono moltissime: si spazia dalla mera organizzazione delle attività di sezione a funzioni di tesoreria, dall’organizzazione di eventi e donazioni speciali alla creazione di campagne pubblicitarie sul dono, dalla propensione al problem solving alle attività di reclutamento di altri giovani donatori.

Insomma, un ventaglio d’insegnamenti in grado di formare e contribuire alla maturazione di una futura classe di donatori (si spera periodici) e non solo, giacché, come hanno sottolineato il presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, e il vicepresidente vicario con delega al servizio civile, Michael Tizza, sarà forte l’arricchimento per i territori interessati e per gli stessi individui, poiché fare volontariato significa anche e soprattutto appagamento personale e creazione di rapporti personali di qualità. “Per questi giovani e per AVIS sarà un anno molto importante – ha dichiarato Tizza – aiuteranno le nostre sedi ad avere un legame ancora più diretto con i donatori di sangue, che sono sempre al centro della nostra azione. E ci aiuteranno inoltre a promuovere il messaggio di Avis nelle scuole e tra i giovani. Ci auguriamo che per tutti loro sia anche un anno per acquisire competenze formative utili per la loro vita e a stringere relazioni umane durature”.

L’attività di servizio civile in Avis interessa 229 sedi in 15 regioni italiane, coprendo larghissima parte del territorio nazionale. Le graduatorie definitive regione per regione e sede per sede erano state pubblicate sul sito di Avis nazionale con i relativi punteggi lo scorso 16 novembre, ed è molto importante ricordare che per i giovani ritenuti idonei esistono benefici che vanno ben oltre la crescita personale ed esperienziale: la partecipazione ai progetti di Servizio Civile è infatti riconosciuta dalla maggior parte delle Università in termini di Crediti Formativi Universitari e di tirocinio, e dà diritto anche a un corrispettivo economico, poiché garantisce sempre un rimborso da parte dello Stato quantificabile in 433,80 euro al mese.

Un sentito in bocca al lupo a tutti i diretti interessati, ci sembra assolutamente doveroso.

Accrescere l’importanza del volontariato e rafforzare la battaglia alle fake news: le massime istituzioni nazionali indicano due obiettivi chiari per il 2019

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Ci sarà tempo per pianificare le strategie nel dettaglio, per aggiornare i piani nazionali, per affinare quella capacità di lavorare in sinergia sempre più necessaria tra le tre gambe che formano il sistema sangue (istituzioni, professionisti del settore trasfusionale e donatori associati), ma intanto dalla massima istituzione nazionale, il Presidente della Repubblica, e dalla istituzione guida quando parliamo di questioni legate al sangue, il Centro nazionale sangue, arrivano sin dall’inizio del 2019 due obiettivi da perseguire molto netti e precisi.

Iniziamo dal presidente Mattarella, che nel discorso alla nazione del 31 dicembre, ha dedicato molto spazio al volontariato, e al ruolo chiave che svolge per il paese. Avis Nazionale ha riportato la notizia sul proprio sito.

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Mattarella ha ribadito quanto il ruolo dei volontari sia fondamentale per l’efficienza del sistema Italia, evocando l’atto del dono gratuito, qualunque esso sia, come massimo esempio positivo per la comunità intera, giacché non di rado nella storia del paese la forza del dono e del gesto solidale si è spinta – ha detto il Presidente della Repubblica – “in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni”.

Un volontariato che già in passato è stato in grado di ritagliarsi un ruolo attivo e decisivo nel sistema sanitario nazionale, che Mattarella ha citato come vanto ed esempio di eccellenza nel paese, con un riferimento diretto alla recente celebrazione dei quarant’anni della legge 833/78 svoltasi a Roma a metà dicembre 2018. Un evento a cui abbiamo avuto l’occasione di partecipare e che abbiamo raccontato sul blog. Il volontariato dovrà dunque accrescere il suo peso futuro e lavorare sempre più in sinergia con le istituzioni, proprio come ha sancito il proficuo accordo programmatico tra le otto principali associazioni di volontariato italiane e il Miur, attraverso il largo protocollo d’intesa firmato a fine delle celebrazioni, e pensato con l’obiettivo di investire in modo ancora più efficace su educazione e formazione delle nuove generazioni ancora in età scolastica.

E da dove si potrebbe cominciare? Da quale obiettivo primario?

Un suggerimento importante arriva dal Centro nazionale sangue, che proprio nei giorni scorsi ha pubblicato un post su Facebook molto seguito e ripetutamente condiviso, sul tema sempre attuale della battaglia alle fake news.

Richieste di sangue false, appelli scorretti alla solidarietà verso bambini fintamente malati di leucemia, catene di Sant’Antonio di chiara origine ingannevole, hanno spesso il sangue come oggetto: a noi è già capitato di parlarne in passato, ma sul sito www.bufale.net vi è uno studio molto approfondito che il Cns consiglia di consultare. L’occasione è arrivata da un caso ricorrente di cui si è parlato su alcuni organi di stampa locale come BresciaSetteGiorni.it, ovvero un messaggio di WhatsApp girato sul territorio che chiede una donazione di sangue speciale per un bambino di nome Riccardo Capricciosi malato di leucemia, bisognoso di sangue del gruppo B.

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Ovviamente la notizia è falsa, e lo studio di www.bufale.net dimostra addirittura che questo messaggio gira ciclicamente dal 2007. Ma come nascono le fake news? Perché nascono? Come riconoscerle? Che danni producono, e come è perché contrastarle? Se pensiamo alla centralità assoluta che lo smartphone ha acquisito nella vita comune di tutti e in particolar modo in quella degli adolescenti, diventa evidente che una formazione che li prepari, e che sappia stabilire dei filtri per facilitare l’orientamento di chi entra nel grande mare informativo del web, è strettamente necessario. Pensiamo a volontari professionisti di settore che promuovere momenti di incontro negli istituti scolastici per spiegare ai ragazzi la complessità del mondo del web, i suoi segreti e le sue zone oscure, la coesistenza persistente di vero e falso, di falso che imita il vero e si mimetizza nei comportamenti abitudinari e codificati del nostro tempo: come un semplice messaggio di WhatsApp che può diventare una richiesta truffaldina e che fa leva sui sentimenti umani positivi, come solidarietà e generosità. A volte a scopo di lucro, come quando i messaggi sono finalizzati ad hackerare dati personali o a indurre a donazioni, a volte semplicemente per il gusto dell’inganno come nel caso citato da BresciaSetteGiorni.it.

Fare formazione ai più giovani significa soprattutto questo: entrare nel loro mondo e offrire strumenti di orientamento più che definire obblighi o imposizioni. Con lo scopo finale di introdurre le nuove generazioni all’abitudine al dono, al gesto solidale, non secondo un principio dogmatico di ciò che è “giusto in quanto giusto” ma secondo il massimo grado possibile di consapevolezza.