La vita intensa degli associati, tra cultura del dono e azione sul campo. Intervista a Raffaele Raguso, responsabile della comunicazione Avis Puglia

 

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Raffaele Raguso tra i tesimonial nella campagna Avis sui dialetti

Una vocazione nata in famiglia e tanto impegno sul campo, con l’idea ben radicata nel cuore che donare è un gesto civico lontano dall’eroismo, e più vicino al dovere etico di fare del bene al prossimo.

Raffaele Raguso, responsabile della comunicazione di Avis Puglia, è sicuramente tra i maggiori artefici dell’organizzazione dell’82esima Assemblea generale di Avis svoltasi a Lecce, evento che abbiamo seguito dettagliatamente in ognuna delle sue tre giornate. I volontari come lui sono la base decisiva per poter realizzare un evento di portata nazionale, che mette insieme e riunisce più di mille delegati provenienti da tutta Italia. Dialogando con lui, abbiamo cercato di capire ancora di più della vita associativa, fatta di grandi emozioni.

Raffaele Raguso, quanto è difficile organizzare un evento di portata nazionale?

Non è facile, l’assemblea generale di Avis torna in Puglia dopo più di 20 anni e abbiamo qui circa 1400 delegati. Io sono di Martina Franca, a 100 km da Lecce, non conoscevo Lecce ma a Lecce mi sono sentito a casa e tutti si sono veramente spesi per l’evento, con la macchina organizzativa del Comune e grazie all’aiuto dei vari assessorati. Questa per Avis è un’assemblea importante, capita in un momento molto particolare, ma ciò che bisogna ricordare è che Avis non è solo sangue ma è anche aggregazione: così, quello che abbiamo cercato di fare, è stato di arricchire i lavori assembleari con le cose belle della Puglia. Abbiamo organizzato un buffet serale al bellissimo Castello Carlo V, uno spettacolo comico a Piazza Libertini con Dino paradiso da Colorado Cafè e Tommy Terrafino da Made in Sud, poi una serata danzante con il gruppo Ritmo Binario che fa pizzica e musica popolare. E infine c’è stato l’evento con il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri intervistato da Enzo Romeo del Tg2, in un incontro che in una terra come questa ha un valore in più.

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I presidenti Argentoni (Avis Nazionale) e Bruno (Avis Puglia) con i comici Paradiso e Terrafino

Il finale con Nicola Gratteri mi ha molto impressionato. Un intervento arricchente sotto tanti punti di vista, anche oltre il tema fondante di Avis. Come mai avete deciso di dedicare a lui l’ultima mattinata?

Prima di tutto Gratteri è un donatore, ha parlato di temi importanti per tutti noi, come valori istituzionali, beni confiscati alla mafia, in line con le sue ultime opere. Io sono contentissimo, questo evento per noi di vis Puglia è stato davvero un grande banco di prova. C’è stata grande attenzione, pensa che ieri abbiamo fatto una conferenza stampa, una cosa che ormai non si usa più, ma si sono presentati tantissimi giornalisti, e non perché Raffaele Raguso è bravo a mandare comunicati, ma per ascoltare quello che sarebbe accaduto nei tre giorni. Siamo andati su tutti i giornali, in positivo, Grazie alla voglia di raccontare cos’è Avis e cosa fa.

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Nicola Gratteri e la sua testimonianza

Parliamo di cultura del dono. È importante, secondo Buonsangue, che il dono inizi a entrare sempre di più nel dibattito pubblico come gesto normale, quotidiano, patrimonio individuale di ciascuno di noi. Come ci si arriva?

Faccio proselitismo per Avis e vado nelle scuole. Quello che dico sempre ai ragazzi delle elementari è che quando si comunicano i valori del dono si devono usare pancia e cuore. Il salto di qualità è questo, parlare di cultura del dono e arrivare all’azione. La cultura del dono deve essere presentata così. Si parla sempre di cittadinanza attiva, e per noi in Puglia certe cose banali, come la raccolta differenziata, ancora non penetrano nelle abitudini della gente con facilità, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Il mio obiettivo è proprio che il dono inizi a essere considerato come un gesto semplice comune, non il gesto incredibile di un eroe, ma un gesto che rientra nella vita quotidiana. Il donatore è semplicemente una persona che compie un dovere civico, un gesto semplice per il bene del prossimo. Non ci vuole tanto, serve convinzione mentale, è solo un passaggio. Avis non è solo sangue e plasma, ma educazione, aggregazione, valori civici.

Chiudiamo con una battuta. Sappiamo che fai attività sportiva estrema, come le Iron Neanderthal Races, gare di resistenza a ostacoli in stile guerrieri spartani. Più difficile una prova da iron man oppure organizzare l’assemblea generale di Avis?

In questi ultimi 20 giorni la mia barba è diventata un po’ più bianca, i capelli li avevo già persi. A parte le battute fare una gara estrema per me è anche relax e piacere, organizzare l’assemblea è stato molto stressante ma sono stato ampiamente ripagato. Tutto è andato bene e tutti i delegati si sono sentiti a casa e questa è la cosa importante.

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Lo spettacolo musicale dei Ritmo Binario

 

 

Terza giornata di lavori all’assemblea Avis di Lecce. Un regalo extra il tema sangue, l’intervento di Nicola Gratteri, in prima linea contro la ‘ndrangheta

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Esistono testimonianze onnicomprensive, che vanno oltre i confini tematici che di norma si tende a rispettare in congressi o assemblee altamente specifiche, come possono essere gli eventi di una associazione di donatori come Avis. Ma quando a offrire il racconto della propria esperienza di vita e professionale intervengono uomini di stato come Nicola Gratteri, si finisce per uscire arricchiti, o quanto meno stimolati, in ogni occasione.

Nicola Gratteri è un magistrato sempre in prima linea nella lotta alla ‘ndrangheta, oltre che saggista con più di dieci libri alle spalle, scritti con il giornalista Antonio Nicaso. Il suo, si può dire, è un vero e proprio lavoro di indagine sulla società. Perché proporlo al convegno Avis? Perché è un donatore, e perché nel suo lavoro il sangue è contemplato in una chiave un po’ diversa da quella a cui siamo abituati, ovvero lo scambio gratuito, anonimo, volontario, associato e organizzato. È più che altro un simbolo di omertà e violenza.

Presentato dal giornalista Rai del Tg2 Enzo Romeo, Gratteri ha subito indirizzato la sua testimonianza verso l’importanza di preparare le nuove generazioni alla complessità del reale. “Vado nelle scuole da più di 30 anni – ha detto – ora lo sanno tutti perché sono diventato una soubrette. Ma lo facevo anche prima, andavo anche nelle scuole elementari a parlare di mafia e solo adesso dopo tanti anni mi rendo conto dell’importanza di quello che ho fatto, perché mi capita di incontrare magistrati e capitani dei carabinieri che hanno deciso di intraprendere il loro mestiere dopo avermi ascoltato a scuola da ragazzi. A Reggio Calabria insegno una materia che si chiama economia della criminalità, e lo faccio gratis. Molta gente che parla di etica, per farlo si fa pagare. Questo non è etico. Io posso parlare perché ricevo da 30 anni uno stipendio che sono le vostre tasse. Siamo in un presente in cui la Rai ha speso 750 mila euro per commemorare Falcone e Borsellino, chiamando gente che si è fatta pagare. Non c’è etica in questo. Io dico alle università di non pagare me, ci sono ragazzi che fanno gli assistenti e non vengono pagati, non è giusto.

L’importanza della coerenza in un uomo di stato

Che sia un uomo che tiene alla coerenza, come dovrebbe essere un uomo di stato, è evidente anche da alcuni dettagli della vita privata di Gratteri, che rifugge i riflettori. “Sono agricoltore, non esco mai di casa. Amo l’abbondanza e non sopporto i tirchi, ecco perché ho 400 piante di pomodori. La terra è anche il consiglio che do ai giovani che non hanno la vocazione e la costanza per eccellere negli studi. Se avete la media del 20, gli dico, avete fatto un errore. Ci vuole coerenza. Quando mi è stato proposto il ruolo di Ministro della Giustizia ho riflettuto due ore e mezza prima di accettare, poi ho detto sì, perché mi era stata promessa carta bianca. Ho parlato al telefono con Renzi che mi ha chiesto conferma del mio impegno, io gli h detto che lo avrei fatto potendo avere carta bianca e lui ha confermato. Poi non mi arriva la conferma definitiva, e io sapevo che stavano litigando su di me. Napolitano non mi voleva. In ogni caso sarebbe stato inutile accettare un posto dove non si poteva fare la rivoluzione che serve. Non ha senso provare a pareggiare con la mafia, la mafia bisogna batterla. Sono un decisionista, con la mia commissione antimafia abbiamo modificato più di 250 articoli, e di questi 250 solo uno è stato accettato dalla riforma Orlando, quello sul processo a distanza, che comporta 70 milioni di euro di risparmio. Qualsiasi parlamentare può andare a verificare quel lavoro, che era fatto non per il governo ma per il parlamento, cioè per i cittadini. Un lavoro che peraltro ho svolto gratuitamente”.

Un sistema che non renda conveniente il crimine

E il sangue? Che cos’è il dono? Enzo Romeo ha insistito subito su una differenza sostanziale – “C’è contrasto tra sangue versato e sangue donato da parte dei tantissimi volontari che donano ogni giorno. Questo atteggiamento del donare ci riguarda da vicino. Fa parte di un sistema valoriale che dovrebbe diventare la spina dorsale del nostro paese, in un Italia sempre più vecchia che ha 169 anziani per ogni 100 giovani. Il dono porta un idea di presa di coscienza e di ritorno alla legalità in questo paese”. Nicola Gratteri ha però le idee ancora più chiare. Per lui non è solo il sistema valoriale a poter migliorare le cose nel concreto, ma un principio di realtà, addirittura di praticità. “Per migliorare il nostro paese servono molte riforme, e soprattutto bisogna creare un sistema nel quale non sia conveniente delinquere. Non governa solo un principio etico morale, conta la convenienza. Inoltre lo stato deve investire in istruzione prima ancora che in cultura, sono cose diverse. Da noi gli insegnati sono i peggio pagati in Europa dopo i greci, e si viene valutati per quello che si ha e non per quello che si è. La cifra culturale del nostro paese la danno i programmi televisivi, programmi che sono gli stessi in tutto il mondo, una misura chiara del fatto che viviamo in una società del consumo. A scuola arrivano genitori scostumati che non hanno tempo per i loro figli. Figli che non sono più figli nostri ma di internet. Cerchiamo di comprare la loro attenzione e 20 secondi di sorriso con un paio di scarpe o altro. Il rapporto tra genitori e scuole è ribaltato, se un figlio dice di meritare 8 e prende 7 i genitori vanno a scuola con il kalashnikov arroganti e aggressivi, con la dirigente scolastica che se non è intelligente processa gli insegnanti davanti a loro. Io dico agli insegnanti di scegliere una linea comune, e contrastare compatti. Fanno un lavoro emozionante sebbene umiliato dal punto di vista economico. Qui ci ricolleghiamo al volontariato. Se tutti i volontari in Italia si fermassero contemporaneamente si fermerebbe il paese. Non è una battuta e la pura verità. Il rispetto delle regole però è fondamentale anche per i volontari perché spesso troppi slanci di volontarietà e generosità possono essere deleteri rispetto alle vere esigenze del sistema.

Due forme diverse di percepire il sangue

Il consumo e l’apparenza: temi su cui Romeo ha molto insistito, prima di tornare sul sangue.

Se per i donatori il sangue è una materia di scambio, nella società mafiosa è ben altro, è soprattutto un simbolo, come nel caso dei sono giuramenti di sangue. Gratteri ne sa qualcosa. “C’è chi aspira a entrare nella ‘ndrangheta, e in questi casi i pretendenti si affiancano a chi già fa parte dell’organizzazione per un anno e mezzo. Quando il candidato si ritiene pronto, il suo padrino lo porta davanti ai capi, prendendo una grande responsabilità. Se qualcosa va storto, sarà lui a pagare. Poi recita queste parole: “Io cerco sangue e onore”. Quindi si prende l’immagine di San Michele Arcangelo e si buca la mano con ago o coltellino e da quel momento esiste per l’affiliato solo la ‘ndrangheta. Il vincolo è fondamentale, non sono solo parole vuote, ma questa fedeltà al giuramento è il punto che rende granitica la ‘ndrangheta. Quando sì vuole ribadire un legame ancora più forte, gli ‘ndranghetisti si tagliano i polsi e li strofinano, così diventano fratelli di sangue. Questa è la loro trasfusione. Ecco perché c’è bisogno di uno sforzo in più. Non è vero che i calabresi sono omertosi, in realtà non sanno con chi parlare. Ogni giorno ci sono mediamente 200 persone che chiedono di incontrarmi per denunciare. Molti arrivano da lontano e questo mi gratifica e mi preoccupa: possibile che non ci siano magistrati che ispirano fiducia? Bisogna essere credibili, fare selezione di rapporti sociali. Non significa essere altezzosi. Un magistrato non può avere una barca da 20 metri e andare in settimana bianca. Non è possibile, la gente si fa domande. La tendenza è dire che tutti hanno sposato una moglie ricca tranne la mia. Ma battute a parte ciò che serve è soprattutto coerenza”.

Il calderone religioso

E il rapporto tra criminalità e la religione? Come mai è così stretto non solo dal punto di vista simbolico? Come ha ribadito Enzo Romeo, i riti di iniziazione mischiano i valori religiosi e il crimine, e questo è rilevante in una terra in cui solo una grande alleanza delle centrali educative come scuola e chiesa può produrre risultati efficaci. “Quando abbiamo scritto “Acquasantissima” con Nicaso – ha raccontato il magistrato – abbiamo avuto molte lamentele da esponenti della chiesa. Abbiamo portato nelle carceri un quesito sulla fede, e il 98 per cento credevano e pregavano la Madonna. Abbiamo letto le encicliche degli ultimi anni e la parola ‘ndrangheta non appare mai, a dimostrazione che a macchia di leopardo la chiesa ha avuto rapporti con la mafia. Non mi pare una rivoluzione. Sono state create cooperative poi date in comando alle famiglie mafiose. In fatto di opposizione Papa Francesco in Calabria ha fatto molto più di Ratzinger e Giovanni Paolo II. Dopo aver recepito la sofferenza delle famiglie dei figli uccisi, Francesco ha buttato il discorso già scritto per lui e ha iniziato a scomunicare gli ‘ndranghetisti. Ma era un discorso rivolto prima ai vescovi, un discorso che ha lasciato traccia concreta visto che da allora i vescovi hanno preso posizioni nette e non più ambigue”.

Le punizioni esemplari

Un sistema coerente, dunque, dove il crimine non paga, passa anche e soprattutto da pene dure e sicure anche sul piano simbolico. Enzo Romeo ha proposto di donazioni di sangue in carcere, ma a oggi non ci sono le condizioni sanitarie necessarie. Cosa pensa Gratteri di questa idea? E delle pene sicure e del recupero carcerario? “Le donazioni sarebbero possibili, basta solo organizzarsi, i detenuti li farebbero. Ma se pensiamo a un discorso di recupero la strada è ancora lunga, le carceri sono contenitori, non si fa trattamento. Bisogna cambiare le regole, proporre il lavoro come tecnica di rieducazione e recupero, per assicurarli. Li metterei a pulire l’ambiente. Immaginate cosa vorrebbe dire portare il detenuto di 50 anni che non ha mai lavorato in vita sua e che ha avuto auto e barche da migliaia di euro a ripulire il paese in cui ha seminato terrore. Sul piano simbolico, sarebbe un segnale fortissimo della presenza dello stato.

 

Lecce, assemblea generale Avis: la prima giornata di lavori all’insegna di una tavola rotonda su presente e futuro del sistema trasfusionale

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Intensa, colorata e ricca di spunti la prima giornata dell’82esima assemblea generale di Avis Nazionale. Lo scenario di Lecce è bello e ospitale, con Avis che torna finalmente al sud più verace dopo diversi avvenimenti celebrati al nord, laddove la più grossa associazione italiana ha trovato le sue origini quasi un secolo fa.

La prima giornata di lavori, dopo la canonica apertura dei lavori caratterizzati dai saluti istituzionali, ha guadagnato il suo momento clou con la tavola rotonda del pomeriggio, volta ad analizzare i principali “Scenari sull’evoluzione del Sistema trasfusionale italiano”.

Molte le personalità avisine e non che si sono cimentate sull’argomento, peraltro piuttosto vasto e complesso, al punto che ciascuno dei relatori ha potuto approfondire prospettive differenti e degne di nota, in base alle proprie competenze specifiche ed esperienze.

Non è un caso, infatti, che Maria Rita Tamburrini, a Lecce in rappresentanza del Ministero della Salute, abbia sottolineato quanto sia importante il ruolo della rete ospedaliera nazionale in ottica di autosufficienza ematica (“un obiettivo di valore sovraziendale e sovraregionale”) e lo sviluppo delle Good Practice Guidelines di portata europea, mentre Giancarlo Liumbruno direttore del Centro nazionale sangue, abbia stilato un quadro generale della situazione sul piano della raccolta sangue, specificando che il lavoro collettivo dei vari stakeholder dovrà incentrarsi sulla lotta alle carenze (“tutte le regioni devono dare il massimo contributo”), soprattutto perché sia evitata la classica crisi del periodo estivo.

In effetti, la stretta attualità ha fatto registrare una carenza forte e inaspettata in Liguria, mentre da molte settimane anche in Toscana e In Friuli la raccolta non è stata fantastica: situazioni che solo con la massima collaborazione tra associazioni potranno essere ammortizzate.

Raccolta sangue al centro del dibattito dunque, ma non solo. E non sempre con approcci teneri. Per il presidente del SIMTI (Società italiana di Medicina trasfusionale e immunoematologia) Pierluigi Berti, chiedersi per quanto tempo il sistema trasfusionale possa essere tenuto in piedi con i livelli di qualità e sicurezza attuali, è una domanda doverosa. Dal suo punto di vista, quello medico, altri argomenti chiave da affrontare sono il ricambio generazionale all’interno delle strutture e la formazione del personale: aspetti sotto i quali c’è tanto da lavorare se si chiede un domani roseo.

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore del Centro regionale sangue Abruzzo Pasquale Colamartino, secondo cui garantire l’efficienza del sistema trasfusionale e assicurare i livelli di assistenza sarà una bella sfida per il futuro. Senza dimenticare la questione del plasma e del conto-lavoro, attraverso cui il plasma, che resta di proprietà pubblica, è lavorato dalle aziende farmaceutiche e poi restituito sottoforma di plasmaderivati alle regioni. Una peculiarità di sistema tutta italiana, che all’estero è sia apprezzata e imitata sia combattuta e messa in discussone, in virtù dei grandi interessi economici che gravitano intorno a questa risorsa, su cui si prevede nei prossimi anni un giro d’affari vicino ai 20 miliardi di dollari. Una filiera, quella italiana, che secondo Colamartino nei prossimi anni dovrà essere difesa, così come si dovranno ribadire e proteggere i principi etici alla base del sistema associativo italiano.

Il futuro del sistema sangue, come del resto è già espresso dal titolo della tre giorni avisina “Un sistema in evoluzione. AVIS tra piano plasma, riforma del Terzo Settore e buone pratiche”, non può dunque che transitare da una prima fase di dissertazioni dialettiche, che continueranno nelle giornate di sabato 19 maggio (dedicata al terzo settore con il dibattito su “Le Associazioni di Volontariato e la riforma del Terzo Settore. Un nuovo statuto per l’Avis del futuro”) e domenica 20, con una conversazione tra Avis e il dottor Nicola Gratteri, Procuratore Capo di Catanzaro sul tema “Istituzioni, volontariato, comunità: un’alleanza per il cambiamento”.

Tanta carne al fuoco insomma, ma anche tanto, tantissimo appetito per i più di 1000 delegati giunti a Lecce da ogni parte d’Italia, in rappresentanza di circa 1 milione e 300 mila donatori.

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Tra il 18 e il 20 maggio le assemblee generali di Avis a Lecce e di Fratres a Cinisi (Palermo): il sistema trasfusionale fa i conti con il presente e guarda al futuro

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Inizia un week-end importantissimo per il sistema sangue italiano: due delle associazioni di donatori più attive e numericamente rilevanti del Paese, Avis e Fratres, vivranno tra venerdì 18 e domenica 20 maggio il più significativo momento dell’anno, con le assemblee generali associative.

Occasioni uniche di ritrovo e discussione, in cui fare il punto sulle dinamiche in corso nel presente del sistema trasfusionale italiano e nella realtà dei donatori di sangue, allo scopo di trovare soluzioni efficaci per il futuro e assicurare la continuità in fatto di disponibilità della risorsa biologica e di autosufficienza ematica.

Ma entriamo più nel dettaglio.

L’assemblea generale Avis, dal titolo “Un sistema in evoluzione. AVIS tra piano plasma, riforma del Terzo Settore e buone pratiche” si terrà a Lecce, nello splendido scenario barocco della capitale del Salento, e all’ordine del giorno, oltre ai lavori prettamente legati all’attività associativa (le relazioni del consiglio nazionale e delle delegazioni regionali), troveremo le conferenze su temi come:

1) Tavola rotonda sugli “Scenari sull’evoluzione del Sistema trasfusionale italiano”

2) Dibattito su “Le Associazioni di Volontariato e la riforma del Terzo Settore. Un nuovo statuto per l’Avis del futuro”

3) Conversazione con il dr. Nicola Gratteri – Procuratore Capo di Catanzaro su “Istituzioni, volontariato, comunità: un’alleanza per il cambiamento”

Ecco il programma completo:

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In quanto a Fratres, sarà Cinisi in provincia di Palermo, la città scenario della vicenda di Peppino Impastato, a ospitare i lavori associativi dal titolo “Segnali di Crescita ed Evoluzione”, anche in questo caso diretti all’analisi delle attività del presente in chiave di miglioramento e accrescimento dell’eccellenza futura, attraverso questioni chiave come guerra alla talassemia e al calo delle donazioni.

Dopo il saluto del Presidente Nazionale Fratres Sergio Ballestracci, andrà in scena una tavola rotonda di eccellenza sulla Talassemia, realizzata con il sostegno in servizi del Coordinamento dei CSV della Sicilia – Fondo speciale per il Volontariato.

Il Sabato sarà invece dedicato completamente ai lavori associativi con la relazione sulle attività, e con la premiazione dei Gruppi che hanno registrato il maggior fattore di crescita annuo sotto le categorie dei Donatori ei, giovani Donatori attivi, dell’indice di donazione, delle donazioni complessive e dei Donatori immigrati da altre Nazioni. Seguirà poi l’illustrazione di progetti per le future attività formative e promozionali, e l’illustrazione di come dovrà avvenire l’adeguamento alle nuove normative nazionali ed europee.

Infine, nella giornata di domenica tutti i partecipanti si daranno appuntamento presso la Chiesa Madre Maria SS. delle Grazie di Terrasini (Palermo), sfilando con i labari sociali prima della Santa Messa prevista per le ore 9.00

Ecco qui il manifesto completo della manifestazione.

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Il caldo tarda ad arrivare, per il sangue meglio così. Tante donazioni speciali nel week-end per lottare contro varie carenze

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Non c’è ancora il clima estivo che spesso finisce per spostare tutti al mare o in montagna, e dunque, anche in virtù delle moltissime carenze che abbiamo dovuto constatare nelle ultime settimane (soprattutto in Toscana, Liguria e Friuli), sono davvero tante le attività di raccolta organizzate dal Nord al Sud del Paese. Bisogna mettere il cosiddetto “fieno in cascina” prima che l’estate e il solleone agiscano come fattore demotivante del calo strutturale, come purtroppo siamo costretti a ripetere ogni anno.

Iniziamo dalla Toscana. La situazione descritta dal meteo del sangue è ancora molto delicata per la terza settimana consecutiva, con una sola eccedenza per quanto riguarda le scorte di sangue AB+, e una lunga carrellata di emergenze e fragilità generalizzate.

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A Pontedera (FI) tuttavia, pur registrando un dato generale sulla raccolta sangue più basso degli anni precedenti, ci sono almeno due fattori che lasciano ben sperare. È infatti aumentata la raccolta plasma, e così la risposta giovanile, in controtendenza con molte altre realtà. Il merito? Del lavoro congiunto tra associazioni, stampa e sanità che hanno contribuito a formare la cultura del dono.

Torniamo invece in Liguria dove di recente c’è stata un’emergenza sangue che non ne vuole sapere di finire. Appello per donare sempre attivo da parte delle istituzioni.

A Pescara, il dono del sangue che andrà in scena nella raccolta speciale di sabato 12 maggio organizzata da Avis, sarà immediatamente ripagato con un piccolo omaggio a sorpresa. Ma intanto, la sinergia con la festa PescarAmare regalerà ai partecipanti dosi energiche di divertimento per grandi e piccini.

In Puglia, a Palo del Colle in provincia di Bari, donazione speciale sabato 12 maggio e domenica 13 grazie al lavoro congiunto di Avis e Fratres, unite nella volontà di rendere organica la comunicazione e il messaggio sull’importanza di donare.

Anche in Sicilia, a Partanna in provincia di Trapani, la donazione di sangue è un tema di dibattito in grado di cementare nuove sinergie. Si tratta, in particolare, dell’accordo tra Asp locale e aeronautica militare di Birgi per migliorare le condizioni del trasporto sanitario di sangue.

A Lamezia, poco più a nord nella ridente Calabria, donazione speciale prevista per il 12 maggio, con un messaggio di fondo molto esplicativo. “Io ho quel che ho donato”, dove risulta evidente il parallelismo del dare e dell’avere che comporta l’atto del dono.

In Friuli Venezia Giulia il meteo del sangue parla chiaro: carenze gravi e persistenti per i gruppi 0-, A-, B+, B- e AB-. Insomma c’è molto da fare.

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Su donatorih24, una bella intervista al presidente di Avis Nazionale Alberto Argentoni, con un appello generalizzato a tutti i donatori: donare quattro volte all’anno.

Per concludere, ricordiamo che è sempre molto facile individuare le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia, e in particolare quelle vicino a noi.

Facebook è lo strumento migliore, grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 11 maggio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia.

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Testa e cuore nella partecipazione di Avis al Festival del Volontariato 2018. A Lucca, un incontro dedicato ai giovani sulle malattie trasmissibili sessualmente

 

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Non c’è annata in cui l’associazione di donatori di sangue più antica e numericamente importante d’Italia, l’Avis, non dedichi impegno alla prevenzione sulle malattie sessualmente trasmettibili.

Impeto moraleggiante?

Non proprio: chi sceglie di adottare nella propria vita sessuale comportamenti a rischio esce dal novero dei possibili donatori (regola assolutamente inderogabile perché si rischierebbe di compromettere la salute del ricevente oltre che la propria).

Ma restare invischiati in comportamenti a rischio è sempre una scelta consapevole? O molto spesso è il frutto di una supervalutazione delle nostre conoscenze sull’argomento, se non addirittura di ignoranza o superficialità?

Già lo scorso anno avevamo parlato su Buonsangue di Testa o cuore?, un questionario fortemente voluto da Avis con la supervisione del Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità allo scopo di acquisire informazioni su larga scala (il questionario era stato diffuso nelle oltre 3400 sedi avisine sul territorio nazionale) a proposito dei reali livelli di consapevolezza dei cittadini italiani sul tema delle malattie che è possibile contrarre attraverso i rapporti sessuali: quest’anno, invece, la ricerca Testa o Cuore?, si trasforma in Testa e cuore, un incontro dedicato soprattutto ai giovani  dal titolo Testa e cuore: donazione di sangue e stili di vita per vivere “comodamente”, con lo scopo di sensibilizzare il più possibile i giovani partecipanti su dati che non sono affatto tranquillizzanti: tra superficialità, fake news e approssimazione sembrano infatti mancare le armi necessarie per combattere malattie come Hiv e altre patologie legate ai comportamenti sessuali.

L’incontro, creato in collaborazione tra AVIS Nazionale, Avis regionale Toscana e Ufficio scolastico regionale, andrà in scena sabato 12 maggio alle 11 all’interno del Festival del volontariato 2018, che come di consueto si terrà a Lucca tra l’11 e il 13 di maggio e che avrà come messaggio profondo il concetto base “mettiamoci scomodi”, così come su Buonsangue vi avevamo annunciato già lo scorso 19 febbraio.

E se “mettiamoci scomodi”, negli intenti degli organizzatori significa che per arrivare a ottenere risultati nell’ambito delle attività che si basano sul principio di impegno volontario di cittadini sensibili, bisogna mettersi in discussione e faticare sia come individui che come rappresentanti delle istituzioni, quelli di Avis di certo non si sono risparmiati: a Lucca interverranno infatti Alberto Argentoni, Presidente Avis Nazionale, Adelmo Agnolucci Presidente Avis regionale Toscana, e Donatella Buonriposi, Dirigente Ufficio scolastico territoriale Lucca e Massa Carrara. A presentare la ricerca AVIS-COA-ISS “Testa o cuore” ci saranno invece Francesco Marchionni e Alice Simonetti, giovani dirigenti avisini.

Un appuntamento utile, quello del 12 maggi, soprattutto perché concretamente dedicato al vissuto comune dei ragazzi. Ecco il manifesto sulla giornata di lavori.

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Il sangue, la raccolta, la cultura del dono, temi sempre più seguiti e valorizzati: quattro notizie interessanti

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Ce lo auguriamo da sempre, e nel corso di questi due anni in cui Buonsangue è attivo possiamo dire che l’attenzione dei nuovi media e del pubblico verso il sangue e i temi di natura politica, culturale, sanitaria e informativa a esso collegati, è di molto aumentata. È solo un bene: l’autosufficienza ematica è un vero e proprio patrimonio per una nazione come l’Italia, in cui, lo ricordiamo, il dono è anonimo, volontario, gratuito, associato e organizzato, grazie a una collaborazione ben oliata tra i principali attori del sistema, ovvero donatori, corpo medico e istituzioni che assicura una buona qualità dei servizi trasfusionali (sempre migliorabile) e grande sicurezza: un quadro che funge da esempio positivo a livello internazionale e che anche per questo non deve cambiare.

In questo senso, nelle ultime ore sono arrivate quattro notizie di assoluta rilevanza, che siamo ben lieti di riportare.

La prima arriva dal Veneto, e precisamente da Vicenza. Tante volte abbiamo parlato di integrazione, e di quanto, in chiave futura, il dono dei cittadini stranieri possa essere importante affinché in ciascuna comunità tutti i cittadini possano essere coperti dalla possibilità di ricevere trasfusioni. E a tal proposito va riconosciuto l’impegno di Fidas, che tempo fa ha anche commissionato uno studio sull’argomento da noi ripreso e pubblicato, ed ecco perché appuntamenti come quello di lunedì 23 aprile, in cui ben 600 musulmani sono stati sensibilizzati sulla cultura del dono da Fidas al Centro Islamico di Vicenza, sono un esempio per tutto il paese.

La seconda notizia arriva invece dal web, e riguarda l’informazione a disposizione per tutti i donatori. È infatti nato il portale http://donatorih24.it/, un portale di informazione integrata interamente dedicato al sistema sangue e ai 2 milioni e mezzo di donatori italiani che ogni giorno potranno contare su news e approfondimenti, notizie sulle donazioni speciali, informazioni di servizio, chiarimenti su regolamenti e parole chiave, e avranno la possibilità di consultare un’ampia sezione multimediale con video e contenuti speciali. L’ideatore e direttore responsabile della testata è Luigi Carletti, giornalista e scrittore di grande esperienza che vanta una collaborazione più che trentennale con il Gruppo Espresso. Professionali, ma anche e soprattutto legate all’esperienza individuale, le motivazioni che hanno portato Carletti a volere fortemente un sito di servizio a disposizione per tutti i donatori, come si può leggere nel suo editoriale inaugurale. Da parte nostra ci auguriamo che su donatorih24, il tema sangue sia trattato in modo puntuale, mai scandalistico o strumentale come spesso avviene sui media tradizionali, che di sangue finiscono per parlare troppo spesso solo in caso di carenze o incidenti.

La terza delle notizie riguarda il mondo della formazione: il ricambio generazionale per i dirigenti associativi è un tema centrale per assicurare alle associazioni un management sempre aggiornato e pronto a raccogliere le sfide con il futuro. Anche nel 2018 (nel 2017 Buonsangue ha raccontato molto approfonditamente ogni modulo didattico) sarà dunque confermata la Scuola di Formazione Avis in collaborazione con Fondazione Campus di Lucca e Kedrion Biopharma, azienda farmacologica italiana impegnata nella plasmalavorazione. Ecco il programma 2018 per tutti gli avisini interessati.

Infine, a testimonianza di come l’Italia sia un paese guida nel mondo in quanto ad attenzione per la cultura del dono, ci avviciniamo all’assemblea FIODS (Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue) 2018 che si terrà a Roma, all’hotel Ergife, il 28 e 29 aprile prossimi, accogliendo delegati da tutto il mondo.  Ricordiamo che la presidenza Fiods è affidata dal 2011 proprio a un italiano, Gianfranco Massaro, già presidente di Avis Molise. Una bellissima occasione per coordinare le attività del dono su scala interazionale secondo i principi guida del sistema italiano, tra i più apprezzati al mondo.

 

Da Avis 200mila euro per ricostruire il centro sanitario ad Arquata del Tronto (Ap), paese colpito dal terremoto del 2016

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Il terremoto che colpì l’Italia Centrale nel 2016 è ancora nei ricordi di tutti, e c’è ancora moltissimo da ricostruire. Ed ecco perché è importante raccontare l’importanza di un altro tipo di donazione, questa volta non individuale ma associativa, e non di sangue o plasma ma di denaro, che offre aiuto a uno dei tanti paesi gravemente danneggiati da quell’evento.

Parliamo della donazione che Avis Nazionale ha effettuato ad Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, paese che durante il terremoto dell’agosto 2016 andò in gran parte distrutto. A breve, grazie allo sforzo di Avis che ha raccolto 200mila euro, e all’intervento dell’industria farmaceutica Pfizer che ne investirà 250mila, partirà infatti la ricostruzione del “Nuovo centro socio-sanitario”, un polo ospedaliero che potrà contare sui seguenti reparti:

  •  medicina generale convenzionata
  •  pediatria convenzionata
  •  specialistica ambulatoriale (diabetologia eventuale accesso di cardiologo-ginecologo)
  • servizi di telemedicina (telecardiologia, teledermatologia, telediabetologia)
  •  diagnostica di primo livello (ecografia ambulatoriale e domiciliare)
  • servizi infermieristici ambulatoriali per medicina ipertesi
  • gabinetto odontoiatrico
  • collegamento con operatori dei servizi sociali

Tanti servizi, tutti necessari. Ecco dunque, un ulteriore esempio di come è possibile portare vantaggi concreti alla popolazione, e di quanto siano importanti la perseveranza e la continuità d’azione delle associazioni di volontari organizzate, che spesso e volentieri offrono un supporto al pubblico che supera, e anticipa, quello delle stesse istituzioni, come sottolineano i rappresentati locali delle zone terremotate.

L’esperienza del dono, la cultura del dono che fa rima con solidarietà, può essere declinata in mille modi.

Il sangue, che è decisivo per la vita della comunità giacché la sua raccolta organizzata, associata, volontaria, anonima e gratuita consente di rincorrere e avvicinarsi all’obiettivo dell’autosufficienza ematica, è infatti solo uno dei tanti doni che il singolo individuo, da solo o attraverso un’associazione può offrire, ma non è l’unico.

Tante volte su Buonsangue abbiamo potuto constatare come il concetto di dono non conosca univocità, e che esteso ai gesti, alle parole, alle azioni, ha l’occasione di diventare cultura e incidere in una visione di mondo differente, che forse non è sufficiente a cambiare le mille storture della nostra contemporaneità, ma che di certo contribuisce a mostrare che vivere costruendosi un’alternativa all’individualismo non solo è possibile, ma è soprattutto appagante.

Fare del bene, e offrire opportunità di benessere al prossimo, è un vero toccasana per il benessere interiore, sia che si tratti di dono midollo osseo, come ha testimoniato per noi Matteo Bagnoli presidente di Avis Livorno pochissimi mesi fa, sia che si tratti di aiutare i malati di talassemia, come scoprimmo insieme a Roma durante lo scorso World Blood Donor Day, ascoltando le delicate ma straordinarie testimonianze dei tanti beneficiari della generosità dei donatori conosciuti attraverso Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Dal video de La Stampa, ecco com’era la situazione ad Arquata del Tronto un anno dopo il sisma.

Donando il sangue ci si può innamorare. E soprattutto si risolvono le carenze, come quella attualmente in corso in Toscana

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Donare, bisogna sempre donare. Donare fa anche innamorare. Non ci credete? Eppure tra le tantissime donazioni speciali e tra le numerose notizie a tema sangue interessanti di questa settimana, spicca proprio quella di un amore nato grazie al dono. Dove? È successo in Lombardia, a Sesto San Giovanni (Milano) tra due giovanissimi donatori, Milena Nardo e Giacomo Piermattei, rispettivamente 20 e 23 anni. Lamartesana.it ha raccontato per intero la loro storia, che è nata all’ospedale di San Giovanni mentre erano in fila per donare. E se il quotidiano on-line già paventa un lungo futuro insieme tra loro, ciò che appare meno privato e più interessante per il pubblico è sottolineare come la vita associativa, da donatori, possa essere appagante anche sul piano della costruzione dei rapporti umani. Non solo amore, ma anche amicizia, interlocutori e collaborazione.

Ovviamente, non tutto è rose e fiori. A Rieti, per esempio, una raccolta sangue programmata con donatori periodici avvisati su chiamata, non è poi stata effettuata per mancanza di personale. Ce lo dice Il Messaggero, e si tratta di uno di quei casi in cui il danno è doppio, perché oltre alla mancata raccolta, si creano situazioni di scoraggiamento tra i donatori che hanno risposto all’appello.

In Campania, a Napoli, si cerca invece di favorire la donazione di sangue facilitando la logistica dei donatori diretti all’ospedale Cardarelli: dal Mattino apprendiamo infatti che tutti i donatori di sangue potranno raggiungere la struttura ospedaliera in Taxi, con una corsa gratuita.

E le carenze della scorsa settimana in Toscana che evoluzione hanno avuto? Sul sito del Meteo del Sangue vediamo che la carenza purtroppo non si placa. Eccedenza solo per il gruppo AB+ (Fig.1), mentre crisi generalizzata per tutti gli altri gruppi sanguigni ed emergenza per lo 0- di cui c’è bisogno immediato. L’appello è dunque, per tutti i donatori Toscani, di sfruttare le molte raccolte speciali del week-end per riportare la situazione su livelli accettabili.

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Fig.1

Decisamente migliore la situazione in Friuli, come si può vedere sul Portale Donatori, un servizio che dimostra come l’informatizzazione delle scorte sangue per cogliere sempre le necessità in tempo reale è un servizio di cui si dovrebbero dotare al più presto tutte le regioni. Intanto, in figura 2, vediamo come esistano due carenze gravi per i gruppi B- e AB-, mentre situazione sotto controllo per i restanti e per il plasma.

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Fig.2

A proposito di donazioni speciali, da segnalare in Liguria quella di domenica 15 aprile a Diano Marina in provincia di Imperia, segnalata su Imperia News e che coinvolge l’Avis locale depositaria di ottime aspettative di raccolta.

Più a est, donazione speciale per il giorno domenica 15 anche a Casale sul Sile, in Veneto provincia di Treviso, dove andrà in scena La giornata della donazione di sangue sempre organizzata da Avis, mentre scendendo fino a Sora, in provincia di Frosinone (Lazio) donazione speciale e importantissima all’Ospedale oncologico Sorano, a partire dalla mattinata di domenica, come testimonia Sora24.

La Fratres toscana organizza a Fucecchio (Firenze) La scampagnata del donatore, domenica 15 aprile 2018 dalle ore 15.00 presso il “Casotto del Sordo” Massarella, mentre in Lombardia, a Peschiera Borromeo, è la Fidas a essere protagonista con una raccolta speciale che dura ben tre giorni.

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Sport, giovani e Associazioni insieme invece a Cernusco sul Naviglio, dove l’attivissima sezione Avis locale organizza una manifestazione sportiva dedicata a un rappresentante associativo storico avisino dal grande curriculum nazionale scomparso un anno fa, Pietro Varasi. A lui è dedicato il primo torneo di Hockey Promo per ragazzi di otto, dieci e dodici anni.

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Come di consueto infine, ricordiamo che sono tantissime le donazioni del week-end in tutta Italia grazie alle associazioni Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa, e per scoprire dove sono quelle più vicine affidarsi a Facebook per reperire tutte le informazioni disponibili sulle donazioni, è un’idea più che fruttifera.

Il social network per eccellenza, al di là delle funzioni d’intrattenimento, è sempre troppo poco usato e dunque sottovalutato per la sua capacità informativa, che dovrebbe essere invece il suo valore principale.

È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 13 aprile, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come in figura 3.

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Fig.3

La primavera delle associazioni: tra convegni ed eventi, l’impegno di Avis, Fidas e Fratres nei prossimi mesi fino al Blood Donor Day

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Moltissimi eventi, tra convegni a tema sangue, assemblee, iniziative: fino al 14 giugno 2018, data della giornata mondiale per la donazione di sangue che quest’anno vedrà i suoi lavori andare in scena in Grecia, ad Atene, le associazioni italiane hanno già un calendario molto fitto.

Vediamo, analizzando i programmi di Avis, Fidas e Fratres, cosa ci aspetta e che temi saranno approfonditi.

AVIS

La più grande associazione italiana di donatori con più di 1 milione e 300 mila iscritti è già stata attiva a Roma nel week-end appena trascorso (7-8 aprile), con un convegno sull’incidenza del nuovo regolamento europeo sulla privacy nel mondo associativo Avis. Il convegno, che nell’edizione romana è stato frequentatissimo con un alto numero di iscrizioni sarà ripetuto a San Donato Milanese il 5 maggio. Quello della privacy e della protezione dei dati personali è un tema piuttosto rilevante che su Buonsangue non mancheremo di approfondire nei prossimi giorni, ascoltando esperti associativi del ramo.

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Un corso tecnico sicuramente molto utile si terrà invece, sempre a san Donato, Il 28 aprile: “Ruolo, responsabilità, attività, qualità per ogni fase del processo di raccolta sangue” sarà l’ampio tema da approfondire durante la giornata di lavori, per far sì che chi è impegnato nelle unità di raccolta possa contare su di un know-how operativo sempre più conforme e codificato in ogni sede d’Italia. Davvero molto ricco il programma che vedrà impegnati rappresentanti associativi da ogni parte d’Italia.

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Infine, a maggio, si terrà l’82ma Assemblea generale AVIS a Lecce, al Grand Hotel Tiziano e dei Congressi, dal 18 al 20 maggio 2018. Dopo la scelta di Milano in coincidenza con il 90° anniversario si torna al sud nella città pugliese capitale del barocco, per due giorni di confronto su temi vari sintetizzati dal titolo “Un sistema in evoluzione. AVIS tra piano plasma, riforma del Terzo Settore e buone pratiche”.

FIDAS

In quanto a FIDAS, grande attesa per il convegno nazionale numero 57 previsto a Napoli per il 27-28 aprile. Maggiori dettagli li forniremo più avanti, ma intanto il convegno sarà occasione per assegnare l’ottavo premio giornalistico Isabella Sturvi sui migliori articoli dell’anno a tema sangue. Edizione, quella 2018, che vedrà premiati articoli pensati per la dimensione nazionale e per quella locale.

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Molto importanti, inoltre, altri due convegni supportati da FIDAS, quello che si svolgerà al Porto antico di Genova dal 23 al 25 maggio, ovvero il 43mo Congresso nazionale di Medicina Trasfusionale organizzato dalla SIMTI, Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia, e quello che si terrà si terrà sabato 12 maggio alle 18.30, presso l’Isola Lo Scoglio, dal titolo “Bioetica e Diritto alla Salute. Donare per la Vita”, organizzato dalla FIDAS Porto Cesareo in collaborazione con la FIDAS Leccese, l’ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) e l’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo).

Occasioni importanti di studio e confronto su temi di grande interesse per la vita sanitaria pubblica.

FRATRES

Infine FRATRES: non ci sono eventi nazionali in programma ma è costante e attivo il lavoro sul locale. Da Fiori d’azzurro in collaborazione con Telefono Azzurro a Forte dei Marmi, una manifestazione di piazza per raccogliere fondi, fino a donazioni speciali, scampagnate e feste di gruppo.

Home Page FRATRES donatori di sangue

Infine, il 14 giugno, tutti pronti al World Blood Donor Day che andrà in scena ad Atene. “Be there for someone else. Give blood, share life” è lo slogan scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che in italiano significa “Sii disponibile per qualcun altro. Dona sangue e condividi la vita”. Breve, conciso, ineccepibile. Donare il sangue significa esattamente questo.