I media, le associazioni e le istituzioni rassicurano su sicurezza e necessità di donare regolarmente: il video di Vanda Randi, direttore del Centro Regionale Sangue della Regione Emilia-Romagna

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Dopo l’appello del presidente di Avis Gianpietro Briola, che è servito a rassicurare possibili donatori o donatori già associati su quanto sia totalmente sicuro andare a donare – appello che su Buonsangue abbiamo ripreso lo scorso lunedì 24 febbraio – istituzioni, associazioni e media si sono attivati per rafforzare le parole di Briola e prevenire eventuali cali d’affluenza nei centri trasfusionali.

Sono infatti tantissimi i media locali nelle regioni sotto osservazione che hanno ribadito come i protocolli di sicurezza attivati dal governo non debbano in alcun modo frenare la voglia dei donatori e il loro senso di responsabilità: lo ha fatto, per esempio, Venezia Today richiamando in causa le parole del presidente di Avis regionale Giorgio Brunello, ed elencando tutte le procedure di sicurezza che vengono attuate per garantire la massima sicurezza a donatori e pazienti, e lo ha fatto Cremona Oggi, riportando le parole del presidente di Avis Lombardia Oscar Bianchi, atte a ricordare che già tra i donatori vige il criterio di autosospensione in caso di sintomi di raffreddore, giacché si dona il sangue solo quando si è in buona salute.  Anche in Friuli, si è espresso il presidente dell’Associazione Friulana Donatori Sangue Roberto Flora, che ha invitato i corregionali a “una donazione responsabile in questo delicato momento”.

Su Il Giorno è stato giustamente ribadito che le donazioni in Lombardia sono sospese soltanto nella “Zona Rossa” e che anzi è opportuno mantenere comportamenti in linea con le proprie abitudini, ma per fortuna sono tantissimi gli appelli al dono volti a tranquillizzare e informare i cittadini che si possono trovare in rete, in un momento in cui l’informazione è controversa e piuttosto caotica e il rischio di una psicosi generale è piuttosto elevato.

Per sentire cosa accade nei centri trasfusionali direttamente da un’autorevolissima addetta ai lavori, ecco il video che la dottoressa Vanda Randi, direttore del Centro Regionale Sangue della Regione Emilia-Romagna e del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale di Area metropolitana bolognese, ha girato per la testata http://www.med24channel.tv/:

In Toscana, invece, per convogliare il messaggio rassicurante e spingere i donatori a donare, si è scelto il volto di un testimonial molto conosciuto in regione, l’attore comico Gaetano Gennai, spesso impegnato nel cinema comico con Leonardo Pieraccioni e donatore di sangue.

Ecco le sue parole:

In attesa dei prossimi sviluppi, e si spera, di una reazione collettiva responsabile alle notizie diffuse dai media e alle politiche di governo, è importante che almeno la raccolta sangue non riceva contraccolpi negativi.

Il “Fil Rouge” che ci porterà con Avis al World Blood Donor Day 2020. Tutti i progetti e gli eventi legati al mondo Avis

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Non manca molto, e per il mondo trasfusionale italiano il tempo che manca al World Blood Donor Day 2020 organizzato dall’Italia non sarà un tempo morto, ma anzi, un cammino di avvicinamento ricco di momenti da condividere ed eventi da vivere insieme.

Per fotografare sotto un’unica immagine questo percorso, Avis ha creato “Fil rouge”, l’espressione sotto cui sono catalogati tutti gli appuntamenti che caratterizzeranno il 2020 fino e oltre il 14 giugno, data in cui andranno in scena le celebrazioni ufficiali per la Giornata Mondiale del donatore.

Ma “Fil rouge” è qualcosa di più di un calendario di eventi. È proprio una piattaforma di valori e contenuti, e in più un vero e proprio tutorial per creare aventi locali che potranno ambire a guadagnarsi il bollino rosso e rientrare nel programma finale. Per poter spiegare questa operazione nel dettaglio Avis ha creato un manuale che si può guardare e consultare a questo link:

https://www.avis.it/wp-content/uploads/2020/02/manuale_fil_rouge_11_02_2020_sito.pdf

“Fil Rouge” è fatto di convegni, seminari, corsi di formazione, ma anche manifestazioni sportive o di intrattenimento come spettacoli teatrali, concerti e concorsi creativi, ed è una grande occasione di condivisione di progetti, azioni concrete e momenti indimenticabili dedicati al dono del sangue in tutte le zone d’Italia.

A oggi, sono già tantissimi gli eventi in programma, e ve li mostriamo in basso nelle figure 1, 2 e 3.

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Fig.1

AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue Fil rouge (1)

Fig.2

AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue Fil rouge

Fig.3

 

Il dono del sangue e i giovani. Niente funziona meglio delle storie per trasmettere e far sedimentare certi valori

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Il dono del sangue come visione solidale. Il dono del sangue come benessere per chi compie il gesto. Il dono del sangue come consapevolezza di vivere in una comunità. Sono solo alcune delle mille accezioni per cui è giusto donare il sangue e promuovere il dono. Ma affinché la sensibilizzazione e le forme di promozione abbiano successo nel lungo periodo e possano sedimentare in ciascuno di noi, è molto importante che i primi approcci tra il dono e i membri della comunità avvengano sin dai tempi della scuola.

Subentra un ricordo personale. Mi sembra ancora fosse ieri quando alla fine degli anni ottanta, a 12 anni, frequentando la seconda media (che oggi si chiamerebbe scuola secondaria di primo grado) con il resto della classe andai nell’ala trasfusionale dell’ospedale della mia città, Martina Franca in Puglia, per svolgere delle analisi rituali del sangue. Fu un giorno teso ma intenso, perché sulle prime subentrò la paura dell’ago, un timore presto superato dal desiderio, tra noi maschietti così giovani e già vogliosi di essere uomini veri, di mostrarci coraggiosi e impavidi verso il dolore. Un dolore, invero, davvero trascurabile. Ci vollero pochi minuti per riempire la sacca di sangue, per premere giusto qualche secondo il cotone col disinfettante sul minuscolo forellino lasciato dall’ago e addentare un cornetto alla crema sorseggiando un succo di frutta.

Fatto, battesimo del fuoco.

Un’esperienza forte allietata dall’idea che poi tutti noi avremmo ricevuto le analisi e conosciuto i nostri valori, e soprattutto allietata dal fatto che proprio quel giorno io e i miei compagni scoprimmo che il sangue si poteva anche donare. Che cosa incredibile! A quei tempi, mi pare, l’attenzione per i temi sociali era riservata a poche campagne pubblicitarie specifiche, e all’interesse privato dei cittadini. Non c’era la stessa vastità informativa che la tecnologia consente oggi e che a volte può rivelarsi addirittura eccessiva. In sala tuttavia c’era un volontario, non ricordo se un medico o un donatore associato, che con pazienza spiegò a noi ragazzini che il nostro sangue, se sano, poteva entrare in circolo nei corpi altrui, e portare benefici. Era una scoperta non da poco, fortificata dal fatto che lui si diceva sicuro che quel passaggio di sangue da un corpo a un altro, poteva salvare una vita.

Da allora l’immagine semplificata di un po’ del mio sangue che entrava nelle vene di un’altra persona e contribuiva a risollevarla, non è mai più uscita dalla mia mente, e il merito fu della storia. C’era una storia. La storia chiara ed evidente con una problema da risolvere e un lieto fine. Per sensibilizzare, far comprendere l’importanza di certi valori, permettere che tali valori sedimentino, servono le storie. I valori non vanno trasmessi come dogmi da accettare per costrizione, ma insinuati sottoforma di storie, di esperienze vissute, di contesti concreti da rivivere attraverso le parole. Soprattutto con i giovani. E questo le associazioni lo sanno.

A Perugia la prossima assemblea generale Avis, con in mente il desiderio di valorizzare il sistema italiano e adottarlo nel mondo

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La notizia è arrivata, e ora non resta che attendere. L’assemblea generale Avis, giunta ormai all’edizione numero ottantacinque, si terrà a Perugia, nelle sale del Centro Congressi dell’Hotel Quattro Torri, dal 22 al 24 maggio 2020.

Il titolo? In linea con la giornata mondiale del dono del sangue, che arriverà poche settimane dopo il grande meeting e sarà organizzata dall’Italia: il claim di presentazione dell’iniziativa incarna un concetto chiaro e definito: “Un mondo di donazioni”, un augurio che descrive il peso e l’importanza internazionale di un gesto che non ha limiti al suo valore. È quello che noi di Buonsangue ci auguriamo, anche perché “Un mondo di donazioni” è un frase che sembra avere in sé la forza e l’energia necessaria per motivare e chiamare in causa i quasi due milioni di donatori di sangue periodici e associati che fanno parte di Avis.

Sul meeting di Perugia si è espresso il Presidente nazionale di Avis, Gianpietro Briola, che ha rilasciato una breve dichiarazione in cui si chiede soprattutto quale potrà essere in futuro il ruolo dell’Italia e del modello italiano, nel mondo. Riuscirà l’Italia, con il suo modello etico fondato sul dono anonimo, volontario, gratuito, associato e organizzato, a ergersi come modello guida nel meccanismo dell’approccio alla raccolta e nell’immaginario mondiale sull’importanza vitale del sangue come fonte di vita? «L’assegnazione da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) della prossima giornata mondiale – ha detto Briola – ci riempie certamente d’orgoglio ma ci spinge anche a riflettere sul nostro ruolo a livello nazionale e internazionale. I numerosi eventi in programma quest’anno, compresa la nostra Assemblea, costituiscono l’occasione per confermare che un modello incentrato sulla donazione associata, etica, non remunerata, periodica e responsabile è quello che offre maggiori garanzie – qualitative e quantitative – sia ai donatori sia ai pazienti».

I pazienti quindi rientrano a pieno titolo nel discorso centrale della più grande associazione italiana. È un bene, come spesso abbiamo documentato, perché è la loro salute il migliore stimolo per motivare la comunità a sensibilizzarsi, nonché il decisivo approccio a fortificare, sul piano della comunicazione dei dono e dei suoi valori, il legame esistente tra chi dona il sangue e chi invece, ne ha bisogno per sopravvivere.

Tutti a Perugia a fine maggio dunque, per un’assemblea generale che si preannuncia davvero interessante che più avanti racconteremo nei dettagli.


 

Contro le fake news, l’importanza dei valori del sistema di donazione italiano, che fa del dono periodico e programmato il suo cavallo di battaglia

 

FakeNews

Ne abbiamo già parlato in passato, ma purtroppo il fenomeno delle fake news legate alle trasfusioni di sangue continua a verificarsi fin troppo spesso. Il caso riportato ieri sul sito di Avis nazionale è tipico, e stavolta la segnalazione della bufala proviene da un giornale locale di Napoli, che spiega come la richiesta di aiuto e donazioni di sangue per il piccolo Riccardo Capriccioli malato di leucemia sia una fake news ancora in voga dal lontano 2007, fake che dopo 13 anni ancora entra di tanto in tanto nel flusso mediatico, che si tratti del web o delle catene di Whatsapp.

Ecco il messaggio che di solito entra in circolo, con tanto di lettering maiuscolo a richiamare in causa il grido di dolore e disperazione per il piccolo Riccardo, eventualità, per fortuna, assolutamente inesistente:

“Giralo per favore bimbo di 17 mesi necessita di sangue GRUPPO B POSITIVO per LEUCEMIA FULMINANTE. TEL. 3282694447 RICCARDO CAPRICCIOLI FAI GIRARE LA MAIL E’ URGENTE E IMPORTANTE … ti prego non fermarla…”

Cosa spinga le persone ha innescare circoli viziosi così deleteri e a zero gradi di ironia è molto difficile intuirlo, anche perché in una richiesta falsa di dono del sangue non si configura nemmeno l’opportunità di un guadagno illecito. Qualcuno potrebbe pensare a uno scatto alla riposta al numero indicato con uno spostamento di denaro, ma attualmente il numero risulta inesistente.

Uno scherzo del genere ha dunque il solo risultato di mettere a rischio la credibilità di appelli reali, i quali, in verità, andrebbero comunque evitati, giacché il sistema trasfusionale italiano, fatto della stragrande maggioranza di donatori periodici, prevede già a monte la gestione delle emergenze. Sia che si tratti di casi singoli, che di grandi emergenze collettive come catastrofi naturali, incidenti o attentati terroristici.

È per questo che il proprio il presidente di Avis nazionale Gianpietro Briola, ha sottolineato sul sito di Avis, attraverso un comunicato, l’importanza di puntare metodologicamente sul meccanismo della programmazione delle donazioni. “Un tema su cui – ha detto Briola – insieme a ministero della Salute e Centro nazionale sangue, da tempo ci stiamo impegnando per garantire scorte di emocomponenti che assicurino non solo le cure e l’assistenza per i pazienti, ma il regolare svolgimento delle attività ospedaliere. Il nostro sistema sangue funziona, i dati ci dicono che l’Italia è autosufficiente per quel che riguarda la raccolta dei globuli rossi, quindi l’impegno dei nostri donatori garantisce la copertura del fabbisogno nazionale”.

Parole chiare, volte a indebolire la componente emotiva o passionale che spinge alle donazioni per rinforzare la strada valoriale, quella della consapevolezza di ciò che ogni singolo dono può comportare per la salute dei pazienti. Pazienti che hanno bisogno di sangue tutti i giorni in tutto il paese, fiduciosi in un sistema che non senta il bisogno di inseguire le emergenze ma semmai di prevenirle, attraverso una coscienza a lungo termine e a una capacità organizzativa adeguata a un paese densamente popolato e complesso come il nostro.

Le vacanze non hanno fermato informazione e campagne a favore del dono: ecco come hanno agito durante le feste istituzioni e associazioni sui loro canali media

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Inizia il 2020 è l’imperativo è vietato demordere. Il sistema sangue ha bisogno di uno stato informativo permanente che sappia riportare con tempestività gli eventi clou, mostrare le campagne e le iniziative delle associazioni, e che sia capace di fotografare e rappresentare il lavoro e i ruoli di tutti gli stakeholder, ovvero le tre gambe del sistema.

È un fatto positivo, in tal senso, constatare che anche nelle vacanze, e ben prima della ripresa standard dei normali ritmi di lavoro, il sistema sangue e i suoi presidi – in grado di emanare di continuo radiazioni – non si sono fermati: a partire dal Centro nazionale sangue fino alle associazioni di donatori o pazienti.

Ma entriamo nel merito.

Il Centro nazionale sangue ha diffuso articoli interessanti di riviste molto note come Vogue, abili a presentare la donazione di sangue come un’attività di natale molto speciale:

https://www.vogue.it/news/article/natale-2019-donare-sangue-midollo-latte?fbclid=IwAR2xPnwfqIMDqR_EUeRGyd1hB4FZBVOmi8Mn4n01kLxr-LJzP6ZzeIM-KWA

Inoltre ha ribadito in un bel post fotografico come donare il sangue sia un proposito chiave per il 2020, riportando gli utenti al sito http://www.donailsangue.salute.gov.it/donaresangue/homeCns.jsp e offrendo loro tutte le informazioni utili per diventare donatori.

In Avis Nazionale, la donazione nelle vacanze si è arricchita di un nuovo concetto apparentemente lontano dal dono ma del tutto in linea con i valori tipici di chi intende promulgare stili di vita sani e legati al benessere. La pulizia dei fiumi, il movimento fisico, la prevenzione, sono stati alcuni dei temi propedeutici da promulgare assieme al dono del sangue in vista del World Blood Donor Day del 2020 che sarà organizzato dall’Italia: un vero e proprio fil rouge che senza dubbio vedrà Avis protagonista e che è stato chiamato in causa negli apparati grafici.

AVIS Nazionale - Associazione Volontari Italiani Sangue OdV - Home

Fig. 1

Interessante anche il lavoro di Fidas, che ha puntato sulla visibilità al lavoro annuale svolto dall’associazione, con un bel video riassuntivo di #FidaSessanta, il tour in 25 città italiane per diffondere la donazione di sangue andato in scena nel 2019:

Il Fidas Tour 2019. In camper da nord a sud, in 25 città italiane, con una sola missione: diffondere la cultura del dono

Un tour ricco di immagini suggestive e momenti di serenità e allegria con tanta energia in circolo:

Tra le associazioni di pazienti, costante il lavoro di Amami (Associazione dei malati di anemia mediterranea) che abbiamo intervistato lo scorso 25 settembre:

http://www.buonsangue.net/interviste/sistema-trasfusionale-dal-punto-vista-dei-pazienti-intervista-ad-andrea-tetto-presidente-amami-lassociazione-malati-anemia-mediterranea-italiana/

Molti i post sul dono e sull’importanza che ogni goccia di sangue donata ha per i pazienti, un approccio che naturalmente non possiamo fare altro che condividere con forza.

AMAMI Associazione Malati Anemia Mediterranea Italiana - Home

Fig. 2

Infine, una bella campagna appena uscita e legata al mondo Avis, molto divertente da guardare: viene da Avis Gangi, bellissimo paese in provincia di Palermo, e si tratta di uno spot video che parte da una bottega di barbiere… e arriva a ribadire quanto sia bello e opportuno donare il sangue volontariamente. Un modo di parlare del dono che punta su una bella dose d’ironia.

Ecco qui il video, da guardare e condividere il più possibile.

Tra fine dicembre e fine gennaio il picco influenzale nel nostro paese, ma i donatori di sangue sono al sicuro grazie al vaccino gratuito per chi dona

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Il momento del picco influenzale per la stagione invernale 2019 – 20 si avvicina. I giornali principali già informano sul grande numero degli italiani che si prevede saranno colpiti, che oggi si aggira sul milione ed è destinato a crescere nelle prossime settimane, fino al picco massimo atteso per fine gennaio.

Per definire alcune regole utili al fine di accrescere la prevenzione, il ministero della Salute ha lanciato sul suo portale un video e una sezione aggiornata, con le domande più frequenti sull’influenza. Quali sono le tre principali raccomandazioni per proteggere se stessi e gli altri dall’influenza e dalle sue conseguenze? Fare il vaccino, non prendere antibiotici e lavare bene le mani.

Chi legge Buonsangue sa bene come negli anni passati il picco influenzale creasse non pochi problemi alla raccolta sangue durante l’inverno, generando spesso lunghi intermezzi di carenze generalizzate in molte regioni. Poi, dallo scorso anno, grazie al lavoro congiunto delle associazioni di donatori, del Centro nazionale sangue e del Ministero della Salute, è arrivato una grande innovazione, ovvero il vaccino gratuito per tutti i donatori di sangue.

Un scelta matura, utilissima e di grande importanza, come dimostra il bilancio della prima annata in cui il vaccino gratuito per donatori ha funzionato, e che su Buonsangue pubblicammo lo scorso 29 marzo, riprendendo le valutazioni del direttore del Cns Giancarlo Liumbruno. A fronte di un’epidemia influenzale per numeri paragonabile a quella del 2017, infatti, nel 2018 il vaccino gratuito per donatori ha aiutato moltissimo la raccolta. Se nel 2017, infatti, le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto le mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nel primo anno con la nuova regola non si è mai scesi sotto le cinquemila unità.

Quest’anno, gli effetti positivi del 2018 dovrebbero dunque ripetersi, grazie alla doppia “influenza” positiva (mai come in questo caso è opportuno il gioco di significati) che il vaccino gratuito ha sul sistema dei donatori.

Da un lato serve a salvaguardare i quasi 2 milioni di donatori periodici proteggendoli dai malanni di stagione, dall’altro il surplus di motivazioni spinge a diventare donatore per chi non lo è già, con un piccolo dono che fa subito bene due volte, e poi moltiplica i suoi effetti all’infinito.

Ancora un’iniziativa Avis legata a #gialloplasma e alla cultura del dono del plasma. Questa volta il dono si mette in scena attraverso le fotografie

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Dalla campagna che ha preceduto le scorse festività prenatalizie fino a oggi, le iniziative di Avis targate #gialloplasma sono state diverse, e tutte molto particolari ed efficienti. Il motivo per cui un’associazione come Avis – che come ricordiamo spesso è la più grande associazione di donatori italiani con circa 1 milione e settecentomila donatori periodici – spinge sulla cultura del dono del plasma e della plasmaferesi è noto, ed è stato argomento di moltissimi approfondimenti su questo sito.

Mese per mese, su Buonsangue seguiamo i risultati della raccolta plasma su scala nazionale (di seguito gli ultimi dati di ottobre):

Raccolta plasma, ottobre positivo. Confermato il trend positivo, ora continuità fine a fine anno per raggiungere gli obiettivi 2019

ma in sintesi le ragioni di immettere continuamente la donazione di plasma è la plasmaferesi nel dibattito pubblico e tra i temi chiave dell’agenda legata al sistema trasfusionale sono due: la produzione dei farmaci salvavita plasmaderivati che consentono di curare i pazienti italiani affetti da malattie rare e difficili come l’emofilia, e la necessità di avvicinarsi all’autosufficienza anche nella raccolta plasma in virtù di assetti geopolitici secondo cui essere indipendenti e autosufficienti sia per la raccolta di sangue intero, sia per il plasma è un fattore strategico importante per ciascun paese. Per riuscirci, la chiave principale è far sedimentare il messaggio tra le nuove generazioni attraverso valori come la condivisione, la capacità di legare il gesto del dono alla voglia di esprimersi e di creare.

Di buon impatto, in tal senso, ci sembra allora la nuova iniziativa di Avis legata a #gialloplasma. Di cosa si tratta? Di un contest fotografico intitolato “Un viaggio nel colore giallo”, pensato e lanciato congiuntamente da AVIS e Sprea editore del magazine “Il Fotografo” e di molte altre pubblicazioni periodiche a tema fotografia.

Dopo il contest culinario “Tutto il buono del giallo”, in cui era coinvolto il noto magazine Sale & pepe dunque, ecco una nuova e prestigiosa collaborazione. Il contest è molto inclusivo, e chi vorrà partecipare sarà chiamato a esprimersi su un tema ben preciso: “professionisti e appassionati sono invitati a lasciarsi trasportare dalle emozioni che il colore giallo può trasmettere, ma anche a catturare ogni tonalità espressa dal giallo nel presente quotidiano. Il colore diviene, dunque, un pretesto creativo, un elemento espressivo del racconto per immagini che potrà svilupparsi attraverso i più svariati generi del linguaggio fotografico, dal reportage alla moda, dalla street photography allo still life”.

Partecipare è molto semplice, come si può vedere sulla pagina del sito nazionale di Avis dedicata al contest.

Ecco le regole:

Compila il form a questo link con i tuoi dati e carica la tua immagine entro e non oltre il 28 febbraio 2020.

– Lascia l’immagine alla risoluzione originale dello scatto e 300 dpi, con profilo Adobe RGB

– Non inserire firme e loghi sull’immagine

Le foto migliori saranno selezionate da una giuria specializzata e pubblicate sulle riviste di Sprea Editori (Digital Camera, Il Fotografo, Photo Professional, N Photography). Partner dell’iniziativa è Nikon che regalerà al vincitore del Contest una macchina fotografica Reflex. A tutti i partecipanti, inoltre, sarà offerto in omaggio un abbonamento digitale della durata di 6 mesi a una delle riviste Sprea Editori a scelta.

L’occasione per partecipare e reinterpretare un gesto come il dono attraverso la meraviglia del giallo e ghiotta e non resta che partecipare in massa. Del resto siamo sempre più nella società delle immagini e anche il dono del plasma e tutta la sua importanza per la comunità, possono essere sintetizzate dalla bellezza di uno scatto.

 

Tre colori, per un Natale indimenticabile all’insegna del dono del sangue. La nuova campagna di comunicazione Avis in vista delle feste

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Dicembre è alle porte, e come ogni anno Avis sceglie questo momento per lanciare la sua comunicazione invernale sul dono del sangue che ha il compito di trasformare la parola “dono”, molto familiare tra gli italiani in vista della fesa più importante dell’anno, in un gesto di solidarietà importante.

Quest’anno, proprio affinché il messaggio sia il più completo ed esaustivo possibile, la scelta è ricaduta su un immaginario molto natalizio. La neve, la slitta, gli accessori che siamo abituati a vedere in ogni casa come il cappello rosso di Babbo Natale, e soprattutto figure che richiamano giocosità, bellezza, tenerezza, dolcezza e felicità: una ragazza giovane e dei meravigliosi bambini, come possiamo vedere nella nostra selezione di immagini della campagna Avis che comprende e-card, manifesti e comunicazione social.

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L’e-card di Avis.

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Il post Facebook

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La locandina

 

Il dettaglio che rende il messaggio esaustivo e pieno di significato? È lo script “Be red, be yellow, be good”, declinato con caratteri rossi, gialli e blu.

Il rosso serve a richiamare il dono del sangue intero, che intuitivamente è la donazione più “percepita” dal pubblico, con modalità perfettamente note alla maggior parte dei cittadini. Il giallo è il simbolo della donazione del plasma e della plasmaferesi, che ha ancora bisogno di farsi conoscere al grande pubblico come donazione differente ma altrettanto importante, più lunga ma forse anche più decisiva in questo momento, perché diretta alla produzione dei plasmaderivati e dei farmaci salvavita. E infine il blu, come simbolo del benessere personale che ricevono entrambi i poli di una donazione: il donatore, e non solo perché attraverso il dono riceve le analisi del sangue a misurazione del proprio stato di salute o il vaccino antinfluenzale gratuito. Soprattutto perché donare regala un benessere psicofisico di prima scelta, per la consapevolezza che ciascun donatore matura, ovvero che il suo gesto semplice e poco impegnativo garantisce la salute e spesso la vita a tantissimi pazienti. E dunque, proprio il paziente, che grazie a un sistema trasfusionale efficiente e alla generosità dei donatori periodici accede a farmaci, a cure speciali e a trattamenti chirurgici. Il tutto nella piena sicurezza e nella stragrande maggioranza dei casi, ad alta qualità nei servizi.

Ecco perché a donare prima delle feste è un regalo natalizio difficilmente eguagliabile, per sé stessi e per gli altri.

Non solo testimonial famosi: per sensibilizzare i giovani al dono sono importanti anche le esperienze creative

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La sensibilizzazione dei giovani, il loro inserimento attraverso la passione in un percorso culturale che preveda l’avvicinamento al mondo del dono non come esperienza occasionale ma periodica e duratura come stile di vita, è un risultato che si può raggiungere in modi diversi.

Lo scorso venerdì abbiamo segnalato l’impatto di un testimonial d’eccezione come Taziano Ferro, che attraverso la musica raggiunge milioni di persone e rilascia un messaggio chiaro, destinato a chi è pronto ad accoglierlo.

E poi c’è una formazione più capillare, programmatica, che inizia al tempo della scuola e lascia delle conoscenze e delle esperienze molto importanti perché in grado di radicarsi nelle coscienze. Segnaliamo, in questo senso, due iniziative che arrivano dalla provincia italiana grazie al lavoro delle sedi associative locali, quelle che svolgono un lavoro costante e spesso senza poter contare sulla luce dei riflettori.

Così, per avvicinare i giovani alla cultura del dono attraverso attività innovative e divertenti, la sede comunale di Giungano in provincia di Salerno, realizzerà nel 2020 PIXELAVIS, un progetto che mira a “educare le nuove generazioni alla donazione del sangue e al volontariato con le attività nuove, colorate, inclusive e coinvolgenti della pixel art”.

I ragazzi potranno realizzare disegni sulla donazione dopo aver studiato le componenti del sangue, una perfetta occasione per imparare tante cose sul linguaggio informatico per bambini, e sul pensiero computazionale, una tecnica che può insegnare molto per ordinare i pensieri e a confrontarsi con le difficoltà e gli errori cancellando la paura di sbagliare.

Sempre nel 2020, ma stavolta grazie all’impegno di Fidas, ci sarà la seconda edizione del concorso nazionale FIDAS “A scuola di dono”, iniziativa rivolta alle nuove generazioni e in particolare agli studenti iscritti al primo e secondo grado di istruzione nell’anno scolastico 2019/20.

“A scuola di dono”, è un concorso nazionale che poi viene gestito dalle sedi locali, e Teramo, per esempio, si sono già attivati. È già stata istituita, infatti, la commissione incaricata di individuare per ogni ciclo di studi (primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado) il lavoro ritenuto più meritevole sulla base di una traccia a partire da cui si dovrà realizzare un elaborato scritto (per esempio un breve racconto o un articolo di giornale) o una produzione artistica di vario genere (un disegno, un fumetto o un video,) che sappia raccontare con fantasia e originalità tutto ciò che significa donare.

I dettagli si possono leggere su www.superj.it, ma ciò che conta è che sono ormai davvero moltissime le iniziative in tutto il paese che abbracciano come obiettivo quello di portare al dono volontario, periodico e associato, i cittadini responsabili di domani.