Alla prossima Assemblea Generale di Avis futuro e comunicazione saranno i temi principali: appuntamento a Riccione dal 17 al 19 maggio

Congresso Nazionale AVIS

Quest’anno l’assemblea generale di Avis si terrà a Riccione, nel bellissimo Palazzo dei Congressi, dal 17 al 19 maggio 2019. Si tratterà della 84esima edizione, e avrà come titolo “Reti Solidali. Le nuove rotte del volontariato del dono”, a dimostrazione che lo sguardo rivolto al futuro, allo scopo di anticipare le sfide del domani e arrivare al 2030 con un sistema trasfusionale allineato con i cambiamenti sociali che ci aspettano, è già una priorità programmatica dei vertici dirigenziali della più grande associazione di donatori di sangue del paese.

Ci sembra un bellissimo approccio, oltre che concreto. Già lo scorso martedì, il 23 aprile, abbiamo accennato a un tema chiave per il futuro della raccolta sangue, ovvero l’adeguamento degli orari dei centri trasfusionali alle esigenze dei lavoratori più giovani, accortezza già attivata in Trentino e da vagliare in qualsiasi altro contesto territoriale.

La strada è la stessa. Saranno dunque affrontati tutti i possibili scenari riguardanti l’evoluzione del sistema trasfusionale italiano, sarà tracciato il quadro di un futuro possibile per la crescita e lo sviluppo delle associazioni di volontariato, saranno discussi gli adempimenti statutari e si parlerà di ricambio generazionale.

Ma soprattutto – e per noi di Buonsangue è sempre uno degli argomenti principali al momento delle analisi -verrà affrontato il tema della comunicazione: come ottimizzare la comunicazione sociale, e far passare in maniera corretta per il pubblico i valori della donazione di sangue e del suo universo solidale?

Il 17 maggio, a tele scopo, nella mattinata che precederà l’inizio dei lavori, è in programma un corso di formazione organizzato proprio da Avis Nazionale in collaborazione con l’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna. Il titolo dell’esperienza formativa sarà: “Il volontariato delle donazioni di sangue, organi e midollo: problematiche della comunicazione scientifica e sociale” e lo scopo del modulo sarà quello di formare i volontari avisini che vi parteciperanno a comunicare nel modo giusto con gli organi di stampa, a partire dallo strumento chiave della comunicazione, ovvero il linguaggio. Come porre il focus sulle giuste questioni e dialogare con i giornalisti allo scopo di far giungere al pubblico i giusti concetti sul dono?

Il futuro della raccolta sangue e del sistema passa in grande misura proprio dall’aspetto comunicativo, e a tal proposito, un esempio ottimo di linguaggio adatto al proprio target di riferimento nel racconto di un gesto semplice e decisivo come il dono lo abbiamo segnalato poche settimane fa, ovvero il lavoro della youtuber Stay Serena:

La donazione di sangue secondo una giovane Youtuber: un ottimo modo per far arrivare il giusto messaggio ai giovanissimi

Chissà che non vi sia occasione di invitarla per un intervento. Intanto però, il parterre dei relatori è già piuttosto ricco: ci saranno il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, la presidente Admo Rita Malavolta, il Direttore Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno, il docente universitario di sociologia della comunicazione Andrea Volterrani, il giornalista bolognese Silvestro Ramunno e la giornalista Anita Likmeta, parte integrante di Parole o-stili, associazione no profit che si pone come obiettivo la responsabilizzazione e l’educazione gli utenti della Rete Internet ad accettare forme di comunicazione virtuose e non legate a meccanismi di rissosità o insulti gratuiti.

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In Trentino accordo tra Avis e azienda sanitaria per ampliare le finestre per la donazione: una strategia che sarebbe bello replicare ovunque

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Volontà di compensare il problema del ricambio generazionale con delle finestre di donazione più ampie e dunque andare incontro alle esigenze dei più giovani: ecco le motivazioni alla base dell’accordo tra Avis provinciale di Trento e l’azienda sanitaria locale, che hanno da poco firmato un protocollo per consentire la donazione anche al pomeriggio e al sabato e alla domenica.

Tale impostazione, proprio in questi giorni, è stata poi adottata in Trentino Alto Adige ed è divenuta concreta, come è stato ampiamente raccontato sul Giornale Trentino.

Una misura utile, sacrosanta, che sarebbe bello fosse imitata e predisposta anche nelle altre regioni italiane, specie alle porte dell’estate quando la raccolta sangue vive il suo calo strutturale. Occorrono fondi e formazione, senza dubbio: ma la posta in gioco, l’autosufficienza ematica nazionale, è di quelle sufficienti a motivare ogni sforzo.

La donazione di sangue, lo diciamo sempre, non è un gesto che va pensato e considerato in modo astratto, avulso dall’epoca e dal contesto sociale in cui avviene. Il suo valore positivo assoluto, la sua importanza per la comunità sono indiscutibili, ma quando si traduce in azione concreta il dono va pensato e organizzato secondo esigenze concrete e in base a problematiche reali. Questo approccio, naturalmente, non chiama in causa soltanto i donatori, cioè coloro che il gesto solidale lo devono compiere, ma riguarda l’intera filiera, ovvero tutte e tre le gambe che compongono il sistema sangue: associazioni, professionisti (infermieri e corpo medico) e istituzioni.

Il contesto odierno e in continuo mutamento. Rispetto a qualche decennio fa, quando lo zoccolo duro dei donatori oggi attivi si è formato per diventare un vero e proprio “esercito”, i valori condivisi sono cambiati, la tecnologia ha totalmente accelerato e cambiato le abitudini di vita, e con esse sono mutati anche i ritmi delle giornate, la frenesia e la quantità degli impegni. Il lavoro è divenuto ormai per moltissimi una attività difficilmente scindibile dal tempo libero. La maggior parte dei lavori si fondano su orari dilatati, la flessibilità spesso significa soltanto maggiore impegno mentale e giornate caratterizzate da maggiori imprevisti: ed ecco perché anche mentalmente è molto più difficile organizzare per tempo e programmare una donazione di sangue, specie se il primo centro trasfusionale non è proprio a portata di mano.

Quello degli orari, peraltro, è un tema già da tempo molto discusso tra i vertici associativi, e per esempio è stato uno degli argomenti principali già ampiamente toccati e sviluppati da Gianpietro Briola, presidente di Avis Nazionale, nella sua prima intervista rilasciata dopo il suo insediamento, proprio su Buonsangue: già allora, a luglio 2018, l’idea di ampliare gli orari per il dono e aprire la donazione ai fine settimana era stata paventata e proposta come intento programmatico:

Gianpietro Briola, neo presidente Avis. “Vogliamo una plasmalavorazione che rispetti al massimo le potenzialità della materia biologica e farmaci provenienti dal dono etico”

L’importanza di facilitare l’accesso dei donatori nei centri trasfusionali, adeguando gli orari alle nuove abitudini di vita è diventato dunque un tema delicato che gli attori di sistema non possono e non devono più trascurare: solo andando incontro alle abitudini comportamentali delle masse di donatori e tarando l’organizzazione della raccolta sangue sui criteri pratici il più possibile realistici e vicini alla vita delle famiglie è possibile mantenere lati i livelli di partecipazione e reclutare nuovi donatori.

 

Raccolta sangue, la situazione regione per regione mentre la primavera entra nel vivo con Pasqua alle porte

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Siamo nel pieno della primavera, con la Pasqua alle porte e alcune notizie, uscite negli ultimi giorni, che non tranquillizzano a pieno. Non si tratta di emergenze, questo no, ma da territori dove la raccolta sangue è parte del tessuto sociale come Veneto e Lombardia, constatare il calo dei donatori è sempre qualcosa di spiacevole. A Brescia e provincia, per esempio, secondo il Giornale di Brescia è in corso un calo che va arginato soprattutto nell’hinterland, a fronte però di una buonissima percentuale di giovani iscritti. Anche in Veneto si registra un calo generalizzato, che il presidente di Avis Veneto Giorgio Brunello fa risalire al cambio degli stili di vita, con viaggi più frequenti, ritmi più alti e lavori più precari. 

La risposta di Gianpietro Briola presidente di Avis Nazionale, intervistato sul portale Donatorih24, è che le associazioni hanno bisogno di giovani per rispondere al calo demografico: ed è per questo che i canali più utilizzati per intercettare le nuove generazioni devono essere quelli più congeniali come i social network, proprio come è accaduto qualche tempo fa grazie al lavoro della Youtuber Stay Serena, in un video di cui abbiamo largamente parlato.

Ma com’è la situazione nell’attualità, secondo i meteo del sangue attivi?

In Toscana, qualche problemino si verifica pe il gruppo A+ e A- e per entrambi i poli del gruppo 0, mente si verificano addirittura delle eccedenze per B+ e AB+.

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Fig.1

In Emilia Romagna, la situazione va monitorata provincia per provincia: a Rimini, come accade spesso la situazione è ottimale, se si esclude una carenza per il gruppo B+.

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Fig.2

A Ferrara l’esatto contrario: carenze gravi per il gruppo 0+ e B+, ma la situazione è delicata in tutti i gruppi.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 3

Reggio Emilia e territorio invece vivono una situazione complicata ma sotto controllo: carenze per i gruppi 0+, B+ e A+, carenza grave per il gruppo A-.

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Fig. 4

In Friuli le carenze riguardano i gruppi 0-, A- e B+, quindi generalizzate, ma almeno il plasma e altri gruppi sono sotto controllo.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 5

Situazione invece ottima a Biella, dove c’è solo una carenza che riguarda il gruppo B-. Per il resto la situazione è ottimale.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 6

Infine, non va dimenticato che anche nel periodo di Pasqua le donazioni non si fermeranno: e proprio allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end festivo in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 19 aprile, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

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Fig.7

 

 

Sono passati 10 anni dal terremoto dell’Aquila, l’importanza delle Associazioni di sangue nei processi di ricostruzione, e il presente forte di 600 donatori

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Domani sabato 6 aprile cadrà il decimo anniversario di uno degli eventi più tristi e drammatici della recente storia d’Italia, il terremoto che nel 2009 rase al suolo L’Aquila aprendo una ferita che in quel meraviglioso territorio non si è ancora rimarginata.

Non bisogna dimenticare: in totale i morti, nel computo complessivo furono 309, quasi 1200 i feriti, e circa 65 mila gli sfollati. Numeri impressionanti, che ben ci fanno comprendere quanto sia importante che un paese come l’Italia abbia sempre in serbo un piano nazionale sangue per fronteggiare le cosiddette maxi – emergenze, come in effetti è già previsto, e come testimoniammo il 3 febbraio 2017, partecipando a un autorevole convegno sul tema che si è svolse a Roma.

Già nel 2009, a partire dai tristi eventi di quel 6 aprile che devastarono case, chiese ed edifici pubblici, e naturalmente negli anni a seguire, sono state tantissime le iniziative che le associazioni italiane di donatori di sangue hanno portato avanti con impegno e solidarietà.

Già nel febbraio 2010, per esempio, fu ripristinata una sede Avis comunale funzionante, con una prima donazione di sangue effettuata il giorno 20, dall’allora prefetto Franco Gabrielli. Non fu l’unico supporto: a fine 2009, secondo il quotidiano locale Ilcapoluogo.it, Avis fu indicata come l’associazione più trasparente nel modo di operare, a proposito della raccolta fondi organizzata per la dotazione degli arredi e per la costruzione della tensostruttura sportiva polivalente della residenza universitaria San Carlo Borromeo, al cui interno sono poi stati ospitati ben 120 studenti, con a disposizione sale studio, cucine, lavanderie, aree ricreative e sale computer.

La raccolta raggiunse quasi 800 mila euro, destinati in parte anche al completamento dei lavori di ricostruzione del blocco A della Facoltà di Ingegneria del capoluogo abruzzese.

Nel 2013, seguì poi la donazione delle attrezzature per rimettere in funzione la mensa universitaria, fino a che, al giorno d’oggi, la città può contare su ben 600 donatori periodici avisini. Un grande risultato che è stato da poco commentato dalla presidente della sede comunale, Maria Rita Cassiani, ferma nel sottolineare l’importanza del lavoro di squadra con le altre istituzioni locali: “Devo ringraziare tante realtà – ha detto la Cassiani – come la caserma militare Pasquali, la Guardia di Finanza, la Fondazione della Cassa di risparmio dell’Aquila, il Rotary e il Rettore. Abbiamo avuto e ancora abbiamo un grande sostegno e una grande amicizia da parte di Avis regionale e provinciale, così come dell’ex consigliere nazionale Domenico Leone”.

Il prossimo mese inoltre, arriverà un evento dal grande valore simbolico, perché Avis regionale Abruzzo terrà l’assemblea regionale proprio all’Aquila, e a testimonianza di quanto sia importante la collaborazione tra realtà de volontariato, va sottolineato il ruolo importante che dal terremoto in poi ha avuto anche la Fidas, con una grande partecipazione delle federate alla raccolta fondi, e per l’attività istituzionale costante portata avanti nel tempo, anche attraverso la casa del volontariato e dell’associazionismo inaugurata nel luglio 2011.

In questi giorni il mondo dei media è tornato abbondantemente – e continuerà a farlo – sui tragici eventi del 2009 che colpirono L’Aquila, che già in tempo reale divenne il più grande set mediatico del paese. Si parlerà, purtroppo, degli scandali passati (è già stato trasmesso Draquila, il documentario di Sabina Guzzanti che racconta le incredibili vicende economiche e giudiziarie che coinvolsero la Protezione Civile guidata da Bertolaso e l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi) e, per fortuna, di quello che ancora c’è da aggiustare e da ricostruire con serietà e impegno. Più difficilmente si parlerà dell’importanza della donazione di sangue, ed è per questo che è sempre importante ribadirla quanto c’è l’occasione.

 

Il vaccino antinfluenzale gratuito per donatori: ecco i primi bilanci con la fine dell’inverno

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Quali sono i risultati della più grande innovazione del 2018-2019 nel sistema trasfusionale italiano, ovvero il vaccino gratuito per tutti i donatori di sangue?

Con l’arrivo della primavera è sicuramente tempo di bilanci, ma prima di scoprire cosa è successo è bene ricordare che la campagna sulla gratuità dell’antinfluenzale – che sempre fa tanto discutere nel dibattito pubblico in modo piuttosto futile e (purtroppo) troppo spesso senza l’ombra delle necessarie competenze – era partita lo scorso 15 ottobre 2018, come da noi puntualmente documentato.

Il tweet del Centro nazionale sangue era stato esplicativo: la campagna nasceva dalla volontà di premiare i donatori che già nel 2017 avevano contribuito alla conquista dell’agognata autosufficienza ematica e, contestualmente, si prefiggeva di raggiungere l’obiettivo più strettamente medico: evitare che i picchi influenzali della stagione fredda, com’era avvenuto nel 2017, mettessero a rischio la raccolta sangue.

I primissimi bilanci, sono arrivati proprio ieri giovedì 28 marzo, a firma del Presidente del CN, Giancarlo Maria Liumbruno e del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, che sulla vetrina web di Quotidiano Sanità, hanno riportato alcuni dati ed espresso le loro valutazioni.

Com’è dunque il bilancio? Senz’altro positivo. A fronte di un’epidemia influenzale per numeri paragonabile a quella del 2017, il vaccino gratuito per donatori ha aiutato moltissimo la raccolta. Se nel 2017, infatti, le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto le mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nella stagione in corso non si è mai scesi sotto le cinquemila unità. Un risultato egregio, che ha consentito ai quasi 2 milioni di donatori periodici italiani di essere più efficienti del solito.

E non basta: noi di Buonsangue ci sentiamo di sottolineare un altro aspetto di notevole importanza, strettamente legato a questa iniziativa.

Le tantissime campagne mediatiche che hanno parlato della vaccinazione gratuita per donatori, regione per regione, hanno senza dubbio contribuito a riportare la pratica del dono del sangue associato nel dibattito pubblico, allargando il bacino d’utenza del dono, insistendo sulla sensibilizzazione, e specificando i vantaggi concreti per tutti coloro che decidono di donare il sangue. Vantaggi che, lo diciamo spesso, vanno oltre il semplice atto di altruismo, e investono ragioni di benessere individuale sia sul piano psicologico che su quello prettamente fisico.

Ben venga, allora, la conferma del vaccino gratuito per donatori anche per la prossima stagione. Come hanno specificato i dirigenti più alti del sistema trasfusionale italiano e delle associazioni di donatori, questo percorso deve assolutamente continuare.

 

 

 

Raccolta Plasma, la Calabria è in trend positivo e consolida la presenza associativa sul territorio

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Dai tempi dell’approvazione del piano nazionale plasma 2016-20, sappiamo bene che esistono molte regioni del sud, quelle non certe di poter garantire una quota di conferimento plasma pari a dieci chilogrammi per mille abitanti, che hanno il compito di aumentare la produzione di almeno il 40% nel corso del quinquennio.

In questi casi, crediamo, è davvero molto importante che l’attività associativa sia costante e strutturata, in modo che i risultati ottenibili siano di lungo periodo e non occasionali. Significativo, in tal senso, è stato lo scorso week-end nel capoluogo calabrese, a Reggio Calabria, con una serie di eventi propedeutici alla raccolta plasma che hanno coinvolto Avis Nazionale e l’Avis locale.

Diversi i momenti clou: per cominciare il consiglio nazionale di AVIS nella sala del Consiglio Comunale, commentato dal sindaco, Giuseppe Falcomatà. “Siamo lieti di poter condividere con l’Avis, da 65 anni impegnata a Reggio ed in Calabria nella promozione della solidarietà nel segno della donazione del sangue – ha detto il sindaco – questo importante anniversario dalla fondazione, segno di un dialogo vitale e necessario che da Istituzione intendiamo alimentare con le associazioni radicate e motivate come l’Avis”.

Poi, spazio a #GialloPlasma, la campagna a favore del plasma di cui su Buonsangue abbiamo parlato diffusamente, inaugurata a Milano e poi già diffusa a Roma e Napoli.  Il castello Aragonese di Reggio è diventato giallo da venerdì 22 marzo fino a domenica24, con in sovraimpressione l’ormai noto slogan distintivo della campagna nazionale Avis: “Da quest’anno va di moda il giallo. Distinguiti, dona il plasma”.

Infine, l’evento forse più importante: la prima donazione di plasma rilasciata all’Unità di raccolta associativa Avis, che, come ha spiegato il presidente nazionale Briola, aiuterà un’attività finora svolta solo al Grande Ospedale Metropolitano.

Un vento nuovo ed energico dunque: già lunedì 25 marzo avevamo visto come la Calabria sia stata tra le regioni più performative nella raccolta sangue di febbraio, almeno sul dato relativo regionale rispetto al 2018, con una crescita del + 34%, come vediamo in figura 1, un dato ottimo che è confermato anche dal progressivo del 2019, che fa registrare una crescita costante.

I dati della raccolta plasma di febbraio la crescita generale è confermata ma non bisogna fermarsi BUONSANGUE

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La strada giusta è sicuramente questa: presidio dei luoghi in cui la cultura del dono deve essere rafforzata ogni giorno, e stretta collaborazione tra associazioni e istituzioni con azioni e fatti concreti, un connubio di elementi in grado di trasferire al pubblico e alla comunità il senso di un gesto necessario che va a vantaggio di tutti.

I dati della raccolta plasma di febbraio: la crescita generale è confermata ma non bisogna fermarsi

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È stato grande l’impegno di tutti gli attori di sistema negli ultimi mesi del 2018, e a quanto sembra i risultati si vedono. Campagne di grande respiro presentate al meglio, eventi di piazza, attività su scala nazionale che hanno trovato poi sponda e integrazione a livello più localizzato. Il lavoro di sensibilizzazione è stato rilevante, e senza ombra di dubbio a esso è ascrivibile parte del merito della crescita costante nella raccolta che si è avuta a gennaio e febbraio 2019 rispetto agli stessi mesi del 2018.

Se a gennaio la crescita relativa sull’anno precedente era stata del + 4,8%, a febbraio si assesta sul +2,9%, come vediamo in figura 1. Buonissimi i risultati nelle regioni del sud, notoriamente sofferenti, con la Puglia, Basilicata e Campania che superano una crescita del 30%. Grandioso il dato proveniente dalle Marche con una crescita del 102,1%, mentre benissimo anche l’Umbria con il più 53,3%. Non bene Valle d’Aosta con il -20,4%, la Campania con il – 18,4% e infine la Sardegna con un calo del -21,3%.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig.1

In figura 2, in tabella 2 leggiamo invece la traduzione in chilogrammi del dato precedente, mentre in tabella 3 è possibile analizzare il dato aggregato, in chilogrammi, di gennaio e febbraio 2019 contro l’identico periodo del 2018.

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Fig.2

Come si può vedere c’è in tabella un refuso che abbiamo prontamente segnalato al Centro nazionale sangue (le colonne riportano come annate 2017 e 2018) ma se i dati, come crediamo, verranno confermati indicativi del confronto 2019 vs 2018, significa che la raccolta complessiva di plasma nel paese è cresciuta di più di cinquemila chilogrammi (da 134.603 kg a 139.757 kg) e che, in termini non relativi ma assoluti e quantitativi le regioni che danno il più grande contributo alla raccolta nazionale sono ancora la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna e la Toscana.

A loro il compito di trainare tutte le altre verso la tanto ambita autosufficienza ematica.

 

Dal 60esimo di Fidas a Torino al monitoraggio delle carenze: un week-end importante per il sistema sangue

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Un weekend importante per il mondo della donazione si appresta a entrare nel vivo oggi sabato 23 marzo: a Torino, infatti, nel Salone delle Guardie Svizzere di Palazzo Chiablese, è andata in scena ieri la conferenza stampa di presentazione del sessantesimo anniversario della FIDAS. Tantissimi gli ospiti hanno parlato di donazione, tra presenze istituzionali e associative, a cominciare dal Ministro della Salute Giulia Grillo, il sindaco della Città metropolitana di Torino Chiara Appendino, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, il presidente nazionale FIDAS Aldo Ozino Caligaris, e tanti altri.

Scopo dell’incontro, è stato presentare le moltissime iniziative organizzate da FIDAS per celebrare i 60 anni della Federazione, per un programma che durerà un anno intero, a partire dal nuova campagna di comunicazione “Metti in circolo l’energia”, la ricerca “Correlazione tra donazione di sangue periodica e miglioramento della salute fisica e psicologica”, il FIDAS Tour 2019, il concorso “A scuola di dono, di cui avevamo già parlato su Buonsangue e il Meeting Giovani FIDAS 2019.

Oltre agli incontri istituzionali e dalle celebrazioni, tuttavia, è bene monitorare anche le carenze nelle regioni e nelle province italiane dotate di “meteo del sangue”, in attesa che un tale strumento di assoluta utilità diventi presto una realtà in tutto il paese.

In Toscana, come vediamo in figura 1, situazione da monitorare e tenere sotto controllo, con carenze urgenti per il gruppo A+ ed emergenze per i gruppi A-, 0 + e 0-.

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Fig.1

In Friuli Venezia Giulia, invece, diverse carenze gravi, per entrambi i poli del gruppo 0 e del gruppo B. è su questi che bisognerà insistere nella raccolta durante le prossime ore.

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Fig. 2

In Emilia Romagna, come accade spesso, situazioni provincia per provincia molto diversificate: a Rimini, infatti, solo una lieve carenza nel gruppo B – a fronte di una raccolta generalizzata piuttosto buona (Fig. 3), mentre a Ferrara (Fig. 4), tutti i gruppi soffrono molto, con picchi di gravità nei gruppi 0+ e B-.

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Fig.3

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Fig. 4

A Reggio Emilia l’unico gruppo che non è in apnea è il gruppo 0-, con la maggiore carenza nel gruppo A -, come s vede in figura 5:

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Fig. 5

A Biella, in Piemonte, situazione decisamente migliore: situazione ottimale in tutti i gruppi, con un’unica carenza da tenere sotto controllo e risolvere per quanto riguarda il gruppo B-.

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Fig.6

Allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, e poter andare a donare, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi sabato 23 marzo, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

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Fig. 7

L’esempio arriva dalla provincia: da Avis Livorno due campagne davvero efficaci con i giovani

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Da Avis Livorno arrivano, negli ultimi giorni, due importanti iniziative legate al territorio che spiegano molto bene come si può riuscire a stimolare l’attenzione dei giovani e condurli all’interno del meraviglioso mondo della donazione e del volontariato.

Di cosa si tratta? Semplice, ma andiamo per ordine. Nel primo caso il riferimento è a una divertente e movimentata campagna video che nasce da due giovanissimi videomaker livornesi, Dario Marzi e Michele Silvestri: uno dietro la macchina da presa a fare il regista, e uno davanti nel ruolo di urban stuntman, ed eccoli inventare uno spot acrobatico di sicuro effetto, già visualizzato migliaia di volte sui social e dal titolo “Heartbeat, una goccia per la vita”, in cui il dono è rappresentato come una corsa libera e avventurosa in città, con qualche ostacolo da superare in grande scioltezza.

Salti, evoluzioni e movimenti degni dell’uomo ragno, mostrano alcuni luoghi della città che nessun livornese può non riconoscere, fino all’approdo alla sede cittadina di Avis, al cui ingresso campeggia un grande manifesto sull’importanza di donare sangue e plasma. Tra effetti video, musica e ritmo, davvero un ottimo lavoro che siamo felici di riprodurre in basso.

https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/2008902022746928/

La seconda iniziativa è altrettanto interessante, sebbene diversissima. Se nel caso di “Heartbeat ” bisogna soltanto sedersi e guardare, nel ruolo di affascinati spettatori, con la campagna “Uno scatto per Avis” i criteri cambiano completamente.

Si tratta infatti di un vero e proprio bando di concorso dedicato a tutti gli studenti delle scuole superiori di Livorno, con in palio una borsa di studio del valore di 300 euro e la possibilità che la propria foto, la propria idea creativa, sia poi utilizzata per le campagne di comunicazione dell’associazione.

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Cosa dovranno fare gli studenti?

L’idea è spingerli a raccontare, attraverso l’immediatezza e il potenziale segnico dello scatto fotografico, la forza dei sentimenti di altruismo e solidarietà che solo un gesto semplice e potentissimo come la donazione di plasma e sangue sa convogliare.

I partecipanti potranno concorrere inviando le proprie foto ad Avis entro il 31 di maggio, come annunciato lo scorso lunedì 18 marzo in sede Avis, dove è andata in scena la conferenza per raccontare il concorso alla stampa. Proprio oggi nel pomeriggio di mercoledì 20 marzo invece, dalle 15 alle 17, nell’Aula Magna del Liceo Enriques, è previsto un convegno di sensibilizzazione finalizzato alla diffusione scolastica del bando, che, ribadiamo, è dedicato a tutte le scuole superiori di Livorno.

Che la sezione livornese di Avis fosse molto attiva sul piano dell’attività con i giovani lo sappiamo da tempo. Su Buonsangue abbiamo infatti intervistato il presidente Matteo Bagnoli già lo scorso 5 ottobre 2017 dopo un gesto di straordinaria importanza in grado di salvare vite umane: la donazione di midollo osseo.

Territorio, ingaggio dei giovani, coinvolgimento che va oltre le richieste e offre modalità espressive, possibilità di scambiare contenuti e divertimento. Sembra questa la strada giusta da diffondere per il nord e il sud del paese.

 

Con Avis e IILA l’Italia protagonista anche in El Salvador: dopo la consegna dei plasmaderivati, continua l’apporto sulla formazione

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Di recente l’Afghanistan, con una imponente fornitura di plasmaderivati, poco prima il Vietnam, allo scopo di ribadire anche nel sud-est asiatico il valore della sicurezza nelle trasfusioni, e ora è il turno di El Salvador. Il sistema sangue italiano, in questo caso rappresentato da Avis Nazionale e dai suoi un milione e 800mila donatori, continua a esportare i suoi valori e le sue specificità organizzative in tutto il mondo.

Nei prossimi 20, 21 e 22 marzo infatti, è prevista la partenza di una delegazione di AVIS Nazionale che raggiungerà El Salvador allo scopo di accrescere la consapevolezza trasfusionale del paese centroamericano, attraverso alcune attività di formazione di natura tecnica e organizzativa dedicate alla raccolta sangue attraverso la donazione volontaria, anonima, gratuita e perché no, associata.

Il titolo dei moduli di formazione pensati per El Salvador è “Assistenza tecnica per la pianificazione e l’esecuzione di attività comunitarie volte alla promozione della donazione volontaria di sangue”, e l’iniziativa nasce dal lavoro dell’IILA, ovvero l’Istituto Italo-Latino Americano: i corsi saranno rivolti al più lato livello dell’organizzazione sanitaria del paese ospitante, ovvero al personale del Ministero della Salute di El Salvador, al personale del Sistema Basico di Salute Integrale – SIBASI (con risorse provenienti da tutte le regioni del Paese) e ad alcuni rappresentanti di ADAS, l’Associazione Salvadoregna dei Donatori Altruisti di Sangue.

Questo progetto in collaborazione tra Avis e IILA è parte integrante di un più ampio progetto che vede impegnato il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione italiana, un progetto volto ad accrescere e ottimizzare i criteri di sicurezza e qualità trasfusionale in paesi che devono ancora fare molta strada nel settore, come Bolivia, Guatemala, e lo stesso El Salvador, un paese che peraltro già nel 2018 era stato al centro di un progetto importante portato avanti da Avis e Fiods, culminato nella consegna di 1,5 milioni di unità di fattore VIII, farmaco plasmaderivato fondamentale per la terapia dell’emofilia, e nella creazione di strutture di sistema ispirate al modello italiano.

Attraverso il Centro Nazionale Sangue, AVIS e Fiods, in altre parole, già nel 2018 era nato il volontariato del sangue, concretizzato con la nascita di Asdas, ovvero l’Asociacion salvadoregna de donantes altruistas de sangre.

In El Salvador, per Avis, oltre all’ufficio stampa Boris Zuccon, ci sarà Alice Simonetti, componente dell’Esecutivo nazionale da noi recentemente intervistata, a conferma del suo affermarsi come giovanissima esperta delle missioni internazionali dell’associazione.

«Abbiamo strutturato un percorso – ha specificato la Simonetti – che prende avvio dalla presentazione del contesto normativo e associativo italiano e che propone anche un focus sul contesto internazionale. Attraverso una proposta formativa strutturata su lezioni frontali e attività di gruppo, approfondiremo temi come la comunicazione, intesa sia dal punto di vista “interno” riferito al gruppo di volontari o professionisti che si occupano della promozione della donazione, sia dal punto di vista “esterno” della divulgazione del messaggio solidaristico del dono del sangue».

L’impegno del sistema sangue italiano del mondo si conferma di altissimo livello. In attesa della prossima missione.