Gestione della risorsa plasma e squilibri internazionali. Così la due-giorni di Fiods fotografa il “pianeta sangue”

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In un mondo globalizzato, in cui la tecnologia consente di organizzare e misurare le grandi risorse strategiche dell’umanità come il sangue su scala planetaria, il confronto serrato tra gli attori di un sistema ampio e complesso come quello trasfusionale diventa necessario.

Le possibilità offerte dalla rete, dalla comunicazione immediata, degli scambi tra diversi approcci, talvolta si trasformano in obblighi, perché a oggi non sarebbe nemmeno pensabile una gestione della risorsa sangue non concertata tra istituzioni, industria, donatori e professionisti: sarebbe un errore strategico grossolano. Come è emerso dalle parole di molti relatori invitati al seminario Fiods di Castelbrando, infatti, sono molte le sfide da affrontare su scala globale, e si dovrà riuscire a equilibrare molto bene gli interessi collettivi di pazienti e comunità interessate a poter contare su un risorsa sangue importante quanto l’acqua o le fonti energetiche, e il paniere di interessi, ragioni economiche e normali necessità oggettive di ciascuna delle parti in causa.

Ricollegandoci agli interventi del 27 ottobre, su cui Buonsangue ha pubblicato un report estremamente dettagliato al fine di fornire una panoramica generale basata sulle relazioni dei professionisti,  sembrano essere tre le principali questioni da dirimere al di fuori dagli argomenti più tecnici, che meritano di essere approfondite e commentate punto per punto.

1) L’ottimizzazione delle risorse

Il Patient Blood Management, in senso di razionalizzazione delle risorse e centralità del paziente nei processi sanitari, è un approccio ormai promosso a livello istituzionale in Europa, perché alquanto necessario. In un momento in cui il trend delle donazioni nel mondo è in leggero calo, utilizzare le conoscenze scientifiche al fine di coniugare sostenibilità delle trasfusioni con un incremento di qualità sulla cura dei singoli pazienti, è di certo un obiettivo primario da raggiungere. Ecco perché, dopo il molto spazio dedicato al PBM nella giornata del giorno 27, anche nella ripresa dei lavori del 28 ottobre Stefania Vaglio, direttrice del Centro Regionale Sangue del Lazio, ha voluto mandare tre messaggi: il primo ai pazienti, chiedendo loro di rimanere sempre curiosi e pretendere tutte le pratiche di ottimizzazione sulle loro terapie; il secondo ai trasfusionisti, osservando che il PBM non è una diminutio, ma è l’unica occasione di riappropriarsi di un ruolo clinico che si stava dimenticando; e il terzo alle associazioni, chiedendo loro di capire che Il PBM valorizza il dono del sangue e migliora la situazione di quei pazienti che non hanno alternativa.

2) Migliorare l’equità tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo

Colpiscono molto, sul piano dell’equilibrio globale, i dati riportati da Giancarlo Liumbruno nella sua lectio magistralis, a proposito dell’utilizzo della risorsa sangue, che nei paesi in via di sviluppo è usata in larga parte per questioni di assistenza al parto, in ostetricia e pediatria, e in misura minima in ambiti avanzati come la chirurgia, in assoluta controtendenza rispetto ai paesi sviluppati.

La relazione della mattinata del 28 su questo tema, eseguita da Giuseppe Marano del Centro Nazionale Sangue, ha ribadito quanto già accennato dal direttore Liumbruno: tra Europa e Nord America da un lato, e Africa e Asia dall’altro, le discrepanze sono enormi. Queste differenze andranno ridotte nel tempo attraverso la cooperazione internazionale, per evitare che sia abbiamo pazienti di categorie differenti.

Come fare? Coinvolgendo molto di più i management sanitari dei paesi in via di sviluppo e rinnovando di continuo la ricerca e le analisi, come ha peraltro lamentato un rappresentate maghrebino nel tempo dedicato alle domande, a causa di dati OMS a suo dire non aggiornati sui miglioramenti avvenuti in molti paesi del nord Africa come il Marocco sul piano della donazione gratuita e volontaria.

3) La gestione della risorsa plasma

Il plasma è una risorsa decisiva per la collettività, e negli anni che verranno, com’è stato spesso specificato anche al seminario Fiods, la domanda sarà sempre in crescita. Lo testimoniano i trend in crescita costate per la richiesta di immunoglobuline, il prodotto driver, e albumina.

Il giro d’affari sul plasma crescerà fino a raggiungere e superare i 20 miliardi di dollari nel 2021, con la possibilità che una quantità di denaro così poderosa generi conflitti d’interesse complicati da capire e gestire.

In quest’ottica, molto importante è stato l’intervento di Paul Strengers, olandese, direttore dell’Ipfa (International Plasma Fractionation Association) nella seconda giornata di lavori del 28 ottobre: il plasma come risorsa strategica – ha spiegato Strengers – soffre di un grande problema di sbilanciamento, perché ben il 60% del plasma che oggi gira nel mondo è prodotto dagli Stati Uniti, che di contro possiedono il 5% della popolazione mondiale. Quasi un monopolio, criticabile non per motivi nazionalistici o economici (o non solo), ma perché una produzione così concentrata è molto delicata. Se il plasma dovesse diventare di colpo una risorsa non più garantita nell’offerta (è già successo negli anni 80 su scala globale con l’arrivo dell’Aids), non vi sarebbero strategie alternative per l’approvvigionamento. Basta pensare, come ha ricordato lo stesso Strengers, allo slogan America First usato da Donald Trump in campagna elettorale.

Va ricordato inoltre che gli Usa producono molto plasma perché lo raccolgono a pagamento in strutture private, saccheggiando le fasce della popolazione più deboli economicamente: e se questo sul piano della sicurezza della materia può anche non rappresentare un problema per i serratissimi controlli di laboratorio (maggiori dubbi semmai ricadono sulla salute di chi si sottopone a plasmaferesi troppo di frequente per crearsi reddito), crea sicuramente una forte contraddizione sul piano dei principi etici del dono in voga in Italia e in molti paesi del mondo, dove la donazione gratuita, responsabile, anonima, organizzata e associata non è minimamente messa in discussione (così come il ruolo delle associazioni), sebbene a livello di dibattito istituzionale globale il tema del pagamento sia stato introdotto come una delle tante possibilità per ovviare a eventuali carenze.

Le misure possibili per intervenire ci sono, a partire dalla necessità che la questione culturale su questi temi, già percepita e discussa a livello degli addetti ai lavori, sia trasmessa alla comunità; affinché anche quest’ultima, ci sembra di poterci augurare, passi a recitare un ruolo attivo nell’universo sangue, non solo come un serbatoio cui attingere, ma in modo che un buon livello di consapevolezza e responsabilità nell’approccio alla materia sangue, consenta di vivere sempre più la donazione come una scelta lucida e partecipata.

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Conferenza Avis al MIUR: la forza delle storie e della cultura nella formazione dei giovani

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Si è parlato di arte e creazione, di contenuti per i giovani e di futuro, di storia italiana e di tecnologia, di formazione e contenuti alla conferenza “Da 90 anni coloriamo la vita”, prevista oggi 25 ottobre alla Sala Comunicazione del Miur (Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), in viale Trastevere 76.

In presentazione due i progetti di Avis in collaborazione con il mondo della scuola: 1) il fumetto “Il colore della vita”, dedicato all’amicizia tra Vittorio Formentano, fondatore di AVIS, e Giorgio Moscatelli, impegnato con lui nella guida dell’Associazione agli albori, e 2)Rosso Sorriso, il dono dei bambini” (http://www.rossosorriso.it/), un progetto multimediale realizzato da Avis in collaborazione con Rai Yo – Yo e all’attore Oreste Castagna.

Sui motivi che rendono progetti culturali di questo tipo così importanti nel panorama associativo e scolastico si è espresso Alberto Argentoni, presidente Avis Nazionale, in apertura dei lavori: “Abbiamo necessità di intervenire sui contenuti – ha spiegato – Abbiamo capito che entrare nel mondo dei più piccoli è importante, e abbiamo puntato sull’idea che bisogna promuovere stili di via corretti e concetti di solidarietà e di stare insieme sin dalla giovane età, per poi arrivare al principio della donazione di sangue. È stato un percorso lineare, con dei professionisti che ci hanno aiutato a presentare e introdurre argomenti anche non semplici ai ragazzi. Noi vediamo subito la differenza nelle classi nelle quali l’insegnate ha preparato la strada e ha sensibilizzato gli studenti e dove non accade, e siamo davvero lieti di poter offrire ai nostri ragazzi una possibilità di sensibilizzarsi e sentire qualcosa. Abbiamo collaborato con studiosi e artisti che affrontano il mondo dei ragazzi con esperienza e sanno indirizzarci sule cose da fare, abbiamo creato valore aggiunto che si risconta nelle opere. Si sta aprendo in questa fase una nuova strada molto impegnativa: creare percorsi e spazi per i ragazzi facendoli lavorare insieme con noi. Abbiamo aperto la strada della formazione con il servizio civile e stiamo andando sul legame scuola-lavoro. Ci vorrà un lavoro culturale da parte dei dirigenti associativi per fare l’attività di formazione: è importante perché non bisogna fallire, e disseminare la nostra esperienza nella società. L’ultimo aspetto da sottolineare è il grande apporto che danno i nostri dirigenti associativi: molti hanno lavorato nel mondo della scuola e ci regalano la loro esperienza, è davvero encomiabile quello che fanno. C’è un solo problema: questa formazione che noi facciamo poi si perde quando i ragazzi iniziano la specializzazione professionale di alto livello a causa di un’incompatibilità normativa, e non potevo perdere questa occasione per porre questa problematica”.

Riccardo Mauri, dirigente AVIS e co-autore del fumetto ha spiegato invece perché ha voluto fortemente realizzare l’opera. “Sono emozionato ­– ha detto – racconto una storia lunga 50 anni che ha valore immenso per ciò che riguarda la donazione di sangue. Ho l’obiettivo di tradurre l’opera in inglese, francese e spagnolo per portare questa esperienza anche in paesi che hanno modalità diverse di donazione. Il percorso in Avis è un percorso di vita. Ringrazio una persona splendida come Pietro Varasi (veterano Avis n.d.r.) che mi ha consegnato il materiale associativo permettendomi di ricostruire uno spaccato di vita intensissimo, che poi è diventato il cuore del fumetto. Un ringraziamento importate va anche alla Scuola Internazionale del Fumetto per il supporto su un opera che spero davvero possa entrare nelle scuole. Concludo con una frase di Mark Twain che diceva “Ci sono due giorni importanti nella vita, quello in cui si nasce, e quello in cui si capisce perché”. Formentano lo sapeva molto bene”.

Roberto Dal Prà della Scuola Internazionale Comics, ha raccontato aspetti significativi sul suo ruolo di co-sceneggiatore con Massimiliano Filadoro, per fornire il materiale al disegnatore de “Il colore della vita”, Gianpietro Wallnofer. “Questo fumetto è il frutto di due volontà ferree: quella di Mauri che l’ha fortemente voluta, e poi quella di Dino Caterini, titolare della scuola, che sempre pronto a concedere disponibilità per iniziative di carattere civile. Mi chiedevano se è stato difficile scrivere questa storia, ma con un soggetto così buono il compito era facilitato. Quando ho letto il materiale ho capito che questi personaggi sono veri e propri eroi, e gli autori di fumetti hanno da sempre a che fare con eroi, cioè coloro che hanno obiettivi nella vita e cercano di raggiungerli. Due uomini diversi: riflessivo Formentano e impetuoso Moscatelli, il Kit Carson della situazione”.

Domenico Nisticò Responsabile Area Scuola di AVIS Nazionale, ha poi introdotto la seconda iniziativa in presentazione. Con Maria Bollini vice-direttrice RAI Ragazzi, e Oreste Castagna, attore e autore televisivo, si è parlato di “Rosso Sorriso, il dono dei bambini”, progetto in collaborazione tra Avis e Rai Yo Yo. “Si tratta d un progetto Avis giunto alla seconda edizione – ha spiegato Nisticò – che sarà distribuito nella nostra rete di distribuzione. Siamo un milione e 300 mila donatori con 3.400 strutture associative in tutta Italia. Abbiamo un protocollo che ci permette di portare progetti educativi nella scuole dalla primaria in poi, e con “Rosso Sorriso” abbiamo cerato un veicolo di solidarietà che ci fa entrare nelle scuole e nelle famiglie. Oreste Campagna è il papà di questo progetto, lo ha sposato subito. Il messaggio del dono si trasmette attraverso il gioco e la gioia, con una fiaba “La meraviglia del donare” un dvd molto ricco e una canzone. Si parte dai disegni dei bambini, e da una canzone che vede la partecipazione del coro voci bianche di Bergamo, un progetto completo che si trova anche nel sito nazionale. La parte multimediale permette uno sviluppo importante e ci saranno anche uno spettacolo dal vivo e un laboratorio creativo. Un grazie a Oreste Campagna perché ci ha messo l’anima”.

Proprio Oreste Castagna, ha spiegato le sue sensazioni per questo bel viaggio all’interno dei disegni dei bambini, con lo scopo di riportare al centro il valore dell’abbraccio. “Ringrazio Avis, stiamo ricevendo tantissimi disegni – ha detto – e ho pensato, come Kurosawa, di entrare nei disegni dei bambini e raccontare il messaggio del donare. La canzone provoca un senso di ricordo, attraverso i movimenti. Ora bisogna andare nelle famiglie e raccontare il gesto e il ricordo del donare”.

Maria Bollini vice-direttrice RAI Ragazzi ha parlato invece di investimenti, contenuti e futuro: “Sono in Rai dal 1981, ho vissuto la storia della televisione per ragazzi e conosco Castagna da 17 anni, la cosa che più mi lascia contenta è che grazie alle opere si può parlare d tutto, e il fumetto è stato perfetto per rendere così bene una storia complessa. Fumetto e cartoni hanno dalla loro il potere immaginativo di una persona e non bisogna mollare nessun tema da sviscerare attraverso il disegno, il racconto e l’arte, strumenti che permettono di giocare con l’immaginazione. Sugli investimenti per i prodotti per l’infanzia la sensibilità non si trova dappertutto, ma bisogna capire che l’infanzia è il futuro di questo paese. Bisogna pensare alla formazione, a prodotti che vadano sulle nuove tecnologie, e sempre di più occorre grande competenza per creare e inventare contenuti, ci sarà sempre più bisogno di altissima qualità. I bambini hanno ancora bisogno di immaginare”.

 

Il sangue al centro del dibattito: tra organizzazione del sistema oggi e i donatori di domani

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È sempre bello parlare di momenti di discussione e confronto tra gli attori determinanti di un settore ancora troppo poco raccontato come il sistema trasfusionale, specie quando i confronti servono a migliorare l’efficienza complessiva; ma è ancora più bello, per ragioni intrinseche ed emotive, raccontare di attività sul campo e di iniziative concrete che servono a portare la cultura del dono tra i giovanissimi attraverso il lavoro sui contenuti.

L’opportunità rara di confrontarsi con queste esperienze così significative, lo offre il calendario, grazie a due eventi in rapida successione: oggi martedì 24 ottobre, e domani mercoledì 25 ottobre 2017, sono infatti in programma convegni cruciali e molto diversi tra loro.

Vediamo quali sono, in rigoroso ordine temporale.

Martedì 24 ottobre a Roma, grazie all’organizzazione del Centro Nazionale Sangue, presso l’aula A dell’Istituto Maxillo-facciale dell’Università Sapienza in Via Caserta si svolgerà il convegno “Trasporto delle unità di sangue intero, degli emocomponenti e dei campioni biologici dalle sedi di raccolta ai poli di lavorazione e qualificazione biologica”.

Un evento che vedrà impegnati, come da comunicato, “medici, biologi, tecnici sanitari di laboratorio biomedico ed infermieri trasfusionisti impiegati presso enti ed istituzioni sanitarie e di ricerca” su un tema cruciale per il sistema trasfusionale, come quello dei trasporti degli emocomponenti.

Un tema di natura sì molto tecnica ma che comprende anche la questione della sicurezza, e che è fondamentale anche come aggiornamento professionale per il personale medico. Normativa sui trasporti, impegno delle regioni, aspetti gestionali, la tracciabilità e trasporti a lunga distanza saranno le questioni di sistema all’ordine del giorno, da approfondire e sviscerare, a partire dall’apertura del direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno, prevista per le 10.30.

Ecco in figura 1 la brochure dei lavori.

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Sempre a Roma, capitale indiscussa del sangue in questi giorni di fine ottobre, si svolgerà al mattino di mercoledì 25 la conferenza “Da 90 anni coloriamo la vita”, prevista alla Sala Comunicazione del MIUR a viale Trastevere 76.

L’incontro sarà una bellissima occasione per conoscere i due prossimi progetti di Avis in collaborazione con il mondo della scuola, ovvero il fumetto “Il colore della vita”, già presentato qualche giorno fa a Lucca Comics e dedicato all’amicizia tra Vittorio Formentano, fondatore di AVIS, e Giorgio Moscatelli, impegnato con lui alla guida dell’Associazione, e “Rosso Sorriso, il dono dei bambini”, un progetto multimediale realizzato da Avis in collaborazione con Rai Yo – Yo.

Presenti in sala: Roberto Dal Prà della Scuola Internazionale Comics, Claudia Firenze Segretario Generale AVIS, e Riccardo Mauri, dirigente AVIS e co-autore del fumetto per presentare “il colore della vita”.

Domenico Nisticò Responsabile Area Scuola di AVIS Nazionale, Maria Bollini vice-direttrice RAI Ragazzi, e Oreste Castagna, attore e autore televisivo, per raccontare al pubblico i dettagli di “Rosso Sorriso, il dono dei bambini”.

In figura 2, ecco la brochure della conferenza, che su Buonsangue seguiremo dal vivo.

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Avis Piemonte e il punto sul futuro: al Castello di Grinzane Cavour “Il riordino del sistema trasfusionale italiano”

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Giornata all’insegna della pianificazione del futuro quella di sabato 21 ottobre 2017 per il sistema trasfusionale italiano: con inizio dei lavori previsto alle ore 9.30, e in uno scenario importante come il Castello di Grinzane Cavour in provincia di Cuneo, si parlerà infatti di “Riordino del sistema trasfusionale italiano” in un convegno che riunirà tra i più esperti dirigenti e professionisti di settore.

L’evento, organizzato da Avis Regionale Piemonte e supportato da Avis Nazionale, sarà l’occasione per affrontare tematiche di assoluta importanza sul piano dell’organizzazione del sistema sangue italiano nel futuro prossimo e più a lungo termine, un sistema che attraversa un momento cruciale tra l’esigenza strategica di raggiungere l’autosufficienza ematica, un periodo di carenze dovuto a imprevisti ed emergenze, e la necessità di potenziare il cambio generazionale.

Da qui l’importanza di punti all’ordine del giorno quali, tra gli altri, “L’Associazionismo della donazione del sangue che persegue un fine di interesse pubblico, tra carenza di sangue e nuove emergenze”, su cui interverrà il presidente di Avis Nazionale Alberto Argentoni, “Il Piano Plasma: impatto sulla raccolta e sulla produzione di medicinali plasmaderivati” sul quale è previsto l’intervento di Rosa Chianese (Responsabile SRC Piemonte), e La rete trasfusionale di fronte a maxiemergenze e patogeni emergenti o riemergenti: una sfida culturale ed organizzativa”, su cui sarà possibile ascoltare le parole del dottor Pierluigi Berti (Presidente SIMTI).

Plasma, rete trasfusionale, associazionismo, futuro, maxi-emergenze e road map legislativa insomma, ecco le parole e i temi chiave sviscerati da dirigenti, tecnici e professionisti nazionali del settore medico.

Ed ecco la lista dei partecipanti, da comunicato Avis Nazionale: Alberto Argentoni (Presidente nazionale Avis), Giorgio Groppo (Presidente Avis Piemonte),Maria Rita Tamburrini (direttore Ufficio VIII Sangue e Trapianti del Ministero della sanità), Pasquale Colamartino (Responsabile SRC Abruzzo), , Pierluigi Berti (Presidente SIMTI), Anna Maria Bordiga (Direttore struttura complessa Città della salute e della scienza Torino), Davide Rossi (Responsabile SRC Lombardia), Giorgio Dulio (Tesoriere Avis Nazionale) e Tiziano Gamba (Area Sanitaria Esecutivo Avis Nazionale).

In figura 1, invece, il programma completo della giornata che si preannuncia particolarmente intensa.

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Dove nascono i dirigenti Avis del futuro: la scuola di formazione con Fondazione Campus

IMG-20171013-WA0009Un percorso iniziato tre anni fa, volto a valorizzare il bene più importante che c’è in qualsiasi settore della società: la formazione dei giovani.

La scuola nazionale di formazione AVIS, giunta alla sua terza edizione, è partita ieri 13 ottobre 2017, nella sede dell’associazione Politeia all’Università Statale di Milano. Prosegue dunque, in assoluta continuità con le scorse annate, un progetto ideato e realizzato da Avis in totale sinergia con la Fondazione Campus di Lucca e con l’azienda farmaceutica Kedrion Biopharma.

Ma qual è l’obiettivo di questa iniziativa, che è divisa in tre moduli previsti entro la fine di questo 2017, nei mesi di ottobre (nei giorni 13 e 14), novembre (nei giorni 17 e 18) e dicembre (nei giorni 15 e 16)?

È formare i dirigenti del futuro attraverso convegni, discussioni e relazioni, e contestualmente preparare i giovani che domani dovranno lavorare nel terzo settore alle sfide del futuro e alla gestione delle piattaforme no profit in tutti i loro aspetti: sul piano del rapporto tra etica e mercato, su come sarà opportuno impostare le relazioni pubbliche e istituzionali, e su come bisognerà rapportarsi alla gestione interna di un’associazione come Avis, che avrà il compito di far dialogare il sistema trasfusionale italiano con quelli europei.

All’edizione in corso parteciperanno 25 dirigenti (14 maschi e 11 femmine) provenienti da tutta Italia e tutti sotto ai 45 anni. Alcuni di loro sono davvero giovani con ben dieci partecipanti che hanno meno di 26 anni.

 

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Per conoscere meglio intenti e obiettivi della scuola di formazione Avis, abbiamo raggiunto telefonicamente molti tra coloro i quali l’hanno voluta fortemente, puntando su un concetto di visione del futuro che passa inevitabilmente dai concetti di esperienza sul campo di chi dirige già nel presente, e di necessità di trasmettere il miglior know-how tra generazioni.

Il neo presidente di Avis Nazionale Alberto Argentoni, in quest’ottica, sottolinea il profondo senso di comunità che dovrà essere alla base del gruppo dirigenziale del futuro. “Sicuramente il lavoro che stiamo facendo con queste nuove leve – spiega – mi conforta molto, e aggiungo che molti di loro sono già inseriti in ruoli importanti nelle loro realtà associative territoriali: tutto questo significa che andiamo verso un rinnovamento importante. Questa opportunità che abbiamo creato in connubio con la fondazione Campus è fondamentale perché le sfide che abbiamo davanti sono molto grandi e complesse, e la competenza è una delle doti chiave che serviranno per affrontarle, nonché uno dei requisiti più importanti per la formazione di chi andrà a gestire l’associazione. L’altra cosa bella è che i giovani vengono da tutta Italia, e così si può osservare un’associazione che rappresenta davvero uno spaccato di tutto il territorio nazionale, fatto di giovani che rappresentano le loro terre, la loro cultura e le loro tradizioni, e le scambiano con gli altri. Il nostro tentativo è quello di creare una vera e propria comunità di persone, e non ho alcun dubbio che ci riusciremo”.

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Piuttosto esplicative anche le parole del professor Salvatore Veca, presidente di Fondazione Campus, che coglie l’importanza di una buona formazione sul piano dell’analisi critica dei contesti in cui un buon dirigente deve operare, giacché anche nell’ambito del no profit e del volontariato l’efficienza è da considerarsi un obiettivo sistematico.  “Sono molto contento – dice – e come presidente della Fondazione Campus posso dire che è una grande soddisfazione essere arrivati al terzo anno della scuola. Siamo partiti al collegio Ghislieri di Pavia nel 2015, poi siamo stati alla Biblioteca Politeia dell’Università Statale di Milano lo scorso anno, e oggi siamo qui, ancora a Milano. Lo scopo è consentire ai giovani che operano in Avis di avere un’esperienza di riflessione nel campo dell’associazionismo, e imparare, come dico spesso, “a fare bene il bene”, cioè ad adottare le logiche organizzative più efficienti per essere utili agli altri.  Alla nostra scuola di formazione non si insegnano dottrine, ma si inducono i partecipanti a individuare i problemi che possono esserci nell’ambito dei settori in cui si opera, per essere in grado di trovare le migliori soluzioni”.

Anche il professor Corrado Del Bò dell’Università di Milano è parte integrante del comitato scientifico della scuola. “Il senso profondo di queste giornate – spiega – credo consista nel fatto che Avis sta investendo pesantemente nel suo futuro, e sta cercando di dare continuità alla propria attività volando alto; non limitandosi alle attività del suo core business, che peraltro svolge egregiamente da parecchi decenni, ma creando nuove generazioni di dirigenti che verso il centenario di Avis abbiano una vera e propria “vision”, e riescano a governare i problemi dentro una realtà sempre più complessa. Sono coinvolto come Fondazione Campus e sono contento, perché qui si favorisce l’apprendimento. Abbiamo tre moduli – prosegue – il primo, in questi giorni, è dedicato al rapporto tra etica, dono e mercato, con la relazione del professor Nicola Pasini (sul significato profondo del concetto di politica n.d.r.), poi c’è la mia relazione intitolata Tra etica e mercato: ci sono cose che i soldi non possono comprare? Sono temi centrali della contemporaneità, non ci limitiamo al discorso sul sangue ma cerchiamo di dare uno sguardo più ampio, pensiamo ai problemi sanitari e più in generale ai problemi del mondo, e la finestra del sangue serve come apripista. Domani – continua Bò –Federico Zuolo dell’Università di Genova parlerà di etica nel no-profit, mentre Riccardo Puglisi dell’Università di Pavia si esprimerà sul problema dello stato che arretra e sul terzo settore. Il secondo modulo a novembre sarà sull’organizzazione del no profit. Analizzeremo le questioni organizzative e le dinamiche del conflitto, e porteremo uno sguardo aziendalista che possa ai ei futuri dirigenti a interiorizzare il concetto espresso dal professor Veca: fare bene il bene. La psicologa Chiara Ghislieri dell’Università di Torino analizzerà invece i problemi di un’organizzazione in cui sia bello lavorare. Infine il terzo modulo a dicembre sarà incentrato su politica e comunicazione: per spiegare il fenomeno delle lobby avremo Maria Cristina Antonucci del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, mentre il formatore Giuseppe Codeluppi si cimenterà sulle dinamiche di costruzione del gruppo. Nell’insieme – conclude Bò – il nostro scopo è creare non una somma di dirigenti, ma un gruppo di dirigenti”.

Ecco qui in basso, in dettaglio, il programma dei tre moduli che completano l’offerta formativa della scuola, in un’edizione davvero molto ricca.

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Modulo 13-14 ottobre
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Modulo 17-18 novembre
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Modulo 15-16 dicembre

 

Il Video messaggio del presidente Avis Alberto Argentoni e le reazioni del pubblico, tra voglia di chiarezza e indignazione un po’ troppo meccanica

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È un servizio che ha provocato scalpore quello andato in onda a Le Iene Show domenica sera, a proposito della gestione operata dalla famiglia Pecora sulle autoemoteche Avis. Anche perché in un paese in cui ogni giorno è buono perché emerga qualcosa di losco, la voglia di indignazione è tanta, ed è molto difficile leggere le situazioni con lucidità ed equilibrio.

I fatti saranno presto accertati, e di conseguenza le responsabilità: tutti speriamo nelle giuste e inevitabili punizioni per chi ha sbagliato. Ma intanto è sempre bene ricordare che al di là degli eventuali comportamenti discutibili della famiglia Pecora, Avis è una grande associazione che svolge quotidianamente attività sul campo. Un lavoro più che prezioso in funzione dell’obiettivo strategico dell’autosufficienza ematica, compiuto assieme alle altre associazioni Fidas e Fratres, alla Croce Rossa Italiana, e in connubio con il Centro Nazionale Sangue.

Tutto è perfettibile, certo; ma se la chiarezza deve essere la prima regola, specie in luoghi che si dedicano a un’attività pubblica come la raccolta sangue secondo i principi chiari del volontariato, è giusto anche non scadere nelle generalizzazioni. Anzi: è proprio in momenti come questi che bisogna continuare a donare anche più di prima, e non smettere di nutrire fiducia nei tantissimi volontari che lavorano quotidianamente per consentire alla sanità del paese di poter contare sulle ottomila sacche al giorno indicate come necessarie per garantire il fabbisogno nazionale.

Oltre all’intervista esclusiva rilasciata a Buonsangue proprio ieri, il presidente di Avis Nazionale Alberto Argentoni si è esposto al pubblico con un video messaggio, volto a spiegare la sua posizione su quanto è emerso. Ecco il video:

Eterogenee, come di consueto, le reazioni a mezzo social.

Numerosi i commenti del pubblico, sia in seguito al comunicato stampa ufficiale sia dopo la pubblicazione del video messaggio del presidente. Tra di essi, molti i messaggi di approvazione, che lodano i chiarimenti del presidente e la volontà collettiva dei vertici avisini nel fare tutto il possibile per arrivare a chiarire ogni passaggio della vicenda.
Molti anche gli utenti che sotto al video messaggio segnalano il taglio troppo scandalistico e alcune inesattezze nel servizio delle Iene, specie sulle cifre indicate per i rimborsi; nel servizio si dice genericamente che un rimborso paga intorno ai 70 euro a sacca (quota che corrisponde invece al rimborso per il plasma), mentre sul sangue intero la cifra corretta a sacca è 61,50 euro. Non specificate, inoltre, le dimissioni del vice presidente Pecora che erano già avvenute al momento della messa in onda.
A parte i soliti indignati del web, che spesso scambiano la sostanze delle cose con le proprie necessità psicologiche ed emotive, c’è poi anche chi si è chiesto come sia stato possibile avallare la nomina dei Pecora a ruoli dirigenziali senza praticare il giusto controllo interno. Domande legittime, a cui Alberto Argentoni ha risposto proprio su Buonsangue, proponendo, nella prossima riforma statutaria il ripristino di maggior capacità di controllo degli organi centrali sulle realtà territoriali.

Più in generale, la richiesta di chiarezza e di provvedimenti è tanta, ed è probabilmente questa la strada migliore per mostrare al pubblico che una macchina così enorme fatta di uomini (Avis ha circa 1 milione è 300 mila soci) può senza dubbio avere casi di deviazione etica, purché siano controbilanciati da una volontà collettiva e assoluta di isolarli ed escluderli.

Anche perché l’obiettivo dell’autosufficienza ematica nazionale, specie negli ultimi mesi di carenze estive ed emergenze, non può permettersi ostacoli di nessun genere.

Caso Avis Campania, il presidente di Avis Nazionale Argentoni in esclusiva per Buonsangue: “Nessuna volontà di insabbiare, il bene dell’associazione è al primo posto”

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A poche ore di distanza dal servizio trasmesso a Le Iene Show sul caso di Avis Campania, su cui ieri abbiamo pubblicato un ampio resoconto, in esclusiva per Buonsangue ecco l’intervista al presidente Avis Nazionale Alberto Argentoni, che entra nel merito dei fatti accaduti.

Presidente Argentoni, Avis Nazionale ha agito prontamente, accettando le dimissioni del vice presidente Pecora inseguito al caso raccontato in tv a Le Iene. Qual è la sua posizione sull’accaduto?

È quella che abbiamo riassunto nel comunicato inviato appena dopo la puntata a tutti gli organi d’informazione e a tutte le nostre sedi. Siamo molto dispiaciuti perché la denuncia di questi episodi può danneggiare l’immagine dell’intera associazione e gettare ombre sulla sua attività. Ribadiamo l’assoluta correttezza e onesta dei dirigenti associativi e dei donatori associati e periodici, a partire proprio da quelli campani. Siamo determinati a fare la massima chiarezza e a prendere i necessari provvedimenti per il buon nome di Avis.

Su Buonsangue abbiamo specificato che non bisogna assolutamente generalizzare né perdere fiducia nelle associazioni. Avis offre un servizio fondamentale alla raccolta sangue in Italia da 90 anni, ma è chiaro che un maggiore controllo interno doveva esserci. Sul piano nazionale stavate già gestendo l’anomalia dei pochi centri “fissi” a vantaggio delle autoemoteche, e dei centri di ricezione Avis ancora senza autorizzazione?

Il percorso di accreditamento ha visto impegnate per diversi anni tutte le nostre sedi, con grande impegno di tempo e di volontari, e sempre nell’ottica della maggior qualità e sicurezza per il paziente ricevente e per il donatore. Le autoemoteche, per essere accreditate, devono avere i medesimi requisiti dei punti fissi. Non c’è nessuna minore qualità e sicurezza.
Occorre ribadire che l’accreditamento non è un atto che dipende dalla singola Associazione, ma spetta alle Regioni e alle strutture regionali di coordinamento.

In termini generali, di principio, non sarebbe meglio evitare troppa concentrazione familiare nei ruoli esecutivi?

L’Avis ha adottato un proprio Codice Etico che è molto chiaro, sia dal punto di vista dei legami di parentela sia del possibile conflitto d’interessi di natura economica. Tutti sono chiamati a rispettarlo. In tema di opportunità e di trasparenza, la situazione denunciata si presta a supposizioni e dubbi, ma non vogliamo dare dei giudizi sommari e, pertanto, verificheremo le situazioni denunciate. Ricordo comunque che ogni nostra realtà associativa possiede autonomia gestionale e ha organismi di controllo propri che devono tutelare associazione e soci. Purtroppo possono anche non essere stati efficaci, e Avis Nazionale, proprio in virtù di questa autonomia territoriale, non ha adeguati strumenti di intervento. Uno degli obiettivi della prossima riforma statutaria è proprio ripristinare questa possibilità di intervento a garanzia del patto associativo.

Presidente Argentoni, in base alle procedure interne all’associazione, quali saranno i prossimi passaggi sul piano operativo?

Abbiamo deferito i nostri soci al Giurì Nazionale, a tutela dell’onorabilità dell’Associazione e di loro stessi. Particolare non di poco conto, il consigliere nazionale interessato da questi fatti ha rassegnato le dimissioni da vice-presidente nazionale, da componente dell’Esecutivo nazionale e si è auto-sospeso dall’incarico di consigliere nazionale.

Presto verrà fatta chiarezza. Ma intanto possiamo essere certi in Avis che non vi siano situazioni simili a quella della Campania? 

Ribadisco che in Avis le persone oneste e generose che si impegnano per gli ammalati e per i soci sono praticamente la totalità e così è anche per Avis Campania. Non posso escludere che ci siano altre situazioni da chiarire in ambito nazionale, ma non ne abbiamo conoscenza diretta se non per quei casi che vengono portati al nostro Collegio dei Probiviri. Non c’è comunque alcuna volontà di insabbiare o coprire: il bene dell’associazione è al primo posto per tutti noi.

Ha un messaggio preciso che vuole mandare ai donatori italiani?  

Anche io sono rammaricato e arrabbiato come tutti voi! Non sono queste le notizie per cui Avis deve essere messa all’attenzione del pubblico. AVIS Nazionale farà chiarezza ma la nostra volontà deve essere sempre e solo quella di lavorare con ancora più impegno, passione e sacrificio nell’interesse esclusivo degli oltre 1.200.000 donatori periodici associati avisini e di tutti quei malati che ogni giorno ricevono oltre 8.000 unità di sacche ed emocomponenti.

 

 

Le Iene e il caso Avis Campania: si dimette il vice presidente nazionale Pasquale Pecora

Le Iene La Vardera Donare sangue un business per qualcuno puntata del 8 ottobre 2017

Una situazione da chiarire al più presto, da cui Avis nazionale ha già preso le distanze: ieri sera, nel programma Le Iene Show in onda su Italia Uno, una delle molte inchieste trasmesse riguardava il mondo dei donatori, e in particolare una situazione anomala verificatasi nel sistema regionale campano, gestito in larga parte dalla famiglia di Pasquale Pecora, da pochi mesi vice presidente nazionale di Avis.

Il fatto

Ma cosa è successo? È emerso che in Campania a oggi esistono solo 9 centri trasfusionali “fissi” gestiti da Avis per praticare la raccolta sangue, tantissimi in meno rispetto alla media delle altre regioni italiane, a dispetto dei tanti altri centri già pronti sul territorio che non ricevono le autorizzazioni a operare da parte della sanità regionale. Buona parte della raccolta sangue viene fatta allora attraverso le autoemoteche (una questione delicata di cui avevamo già parlato), circa 25 in azione sul territorio, di cui più della metà (15 o 16) di proprietà della famiglia Pecora, molto attiva in Avis. Poiché Avis riceve un rimborso di circa 60 euro per ogni sacca raccolta, l’ipotesi è di un favoreggiamento della sanità regionale capeggiata dal presidente regionale De Luca verso i Pecora, che avrebbero agito a scopo di lucro, visto anche lo scarso rispetto delle regole basilari nelle operazioni di selezione dei donatori, che emerge chiara dal servizio (dona addirittura una persona sprovvista di documenti di riconoscimento).

Ma com’è composta a famiglia Pecora? Raffaele Pecora è oggi l’attuale presidente regionale dell’AVIS Campania, mentre i suoi due figli Pasquale e Luca sono invece vicepresidente nazionale dell’AVIS e presidente dell’AVIS di Ercolano. Infine, Nicola D’Alessio, ovvero il cognato di Pasquale Pecora, è il presidente dell’AVIS di Casoria. Una discreta ramificazione.

La trascrizione del servizio dal sito “Il profumo della dolce vita”

Il sito “Il profumo della dolce vita ha trascritto le parti salienti del servizio andato in onda ieri, a firma del giornalista Ismaele La Vardera. Chi non lo ha ancora visto può vederlo a questo link sul sito della trasmissione. Intanto, ecco il testo.

Ai microfoni della Iena, Leonardo De Rosa, ex presidente di AVIS Campania, risponde: “Ce ne sono solo 9 perché c’è stato un problema apparentemente esclusivamente burocratico. […] La Sicilia, il Lazio, la Calabria, la Lombardia hanno centinaia di unità di raccolta. In Campania siamo ancora agli ultimi posti. Siamo costretti in qualche caso a importare sangue dalle altre regioni. […] In Campania siamo ancora costretti a utilizzare molto le autoemoteche (n.d.r.) camper attrezzati per la donazione di sangue).

In Campania, però, esistono già dei punti fissi AVIS pronti per essere aperti, che vengono documentati dalle immagini della Iena. Su questa situazione, il senatore Franco Cardiello ha presentato due interrogazioni parlamentari.

Cardiello: Ho chiesto un’ispezione al Ministro della Salute affinché accerti nella regione Campania per quale motivo non vengono date le autorizzazioni ai centri AVIS.
Iena: E il Ministro che cosa ha risposto?

Cardiello: Non mi ha ancora risposto, però questo rallentamento fa sì che ci sia un monopolio in Campania.
Iena: Di cosa sta parlando, Senatore?

Cardiello: Sto parlando di una famiglia napoletana, la famiglia Pecora… lo sanno tutti.

Raffaele Pecora è l’attuale presidente regionale dell’AVIS Campania. I suoi due figli Pasquale e Luca sono rispettivamente vicepresidente nazionale dell’AVIS e presidente dell’AVIS di Ercolano. Inoltre, Nicola D’Alessio, il cognato di Pasquale Pecora, è presidente dell’AVIS di Casoria. A questa famiglia fanno capo l’AVIS Napoli 3, Napoli 5 e Avellino.

In merito all’attività della famiglia Pecora, la Iena chiede ulteriori informazioni a Leonardo De Rosa.
Iena: Quante autoemoteche esistono in Campania?

De Rosa: 25 accreditate.

Iena; Quante appartengono a questa famiglia?

De Rosa: 15, 16.Iena: Più della metà…

De Rosa: Sì.

Iena: Ma meno punti fissi, non significa più raccolta per le autoemoteche? De Rosa: Io ci sono arrivato così, diciamo, ma è una mia idea. […] Dietro a quella sacca c’è un rimborso che viene poi riconosciuto alle AVIS.

Iena: Ma una singola sacca di sangue, quanto viene rimborsata?

De Rosa: Da tabelle nazionali intorno ai 70 euro.

Ismaele La Vardera, inoltre, si reca in Basilicata per incontrare due giornalisti, Giusy Cavallo e Michele Finizio, che espongono altri dettagli.

Giusy Cavallo: Un giorno abbiamo ricevuto un plico di documenti molto ben dettagliati. […] AVIS Basilicata aveva cominciato a rivolgersi a questa azienda napoletana, la Hemotrans. Dalla misura camerale abbiamo capito che Hemotrans appartiene a Raffaele e Luca Pecora che sono figure di spicco dell’AVIS Campania. […] Hemotrans acquistava da altri e rivendeva ad AVIS Basilicata.
Michele Finizio: Pare che i prezzi di vendita fossero più alti di quelli di mercato. […] Dai Pecora, l’AVIS ha comprato anche le sacche per i cordoni ombelicali. AVIS non può raccogliere cordoni ombelicali.

Le Iene si recano in una delle autoemoteche dell’AVIS regionale Campania – di cui Raffaele Pecora è presidente – situata davanti alla stazione centrale di Napoli, e documentano come non verrebbero rispettati alcuni dei requisiti richiesti per legge. Le immagini mostrano come la donazione verrebbe consentita ad un ragazzo che dichiara di aver fatto un tatuaggio tre mesi prima, nonostante la legge dica che ne devono passare 4 di mesi. E ancora, a un altro giovane verrebbe permesso il prelievo di sangue, nonostante non abbia con sé il documento d’identità.

La Iena intervista, allora, Pasquale Pecora, vicepresidente nazionale dell’AVIS.

Iena: Lei sa quali sono le condizioni minime perché un donatore possa donare il sangue?

Pasquale Pecora: L’età, il peso, l’altezza.

Iena: Ci sono delle restrizioni particolari?

Pasquale Pecora: Ci sono delle restrizioni che fa la visita del medico: antibiotici, farmaci ipertensivi, ce ne sono diversi…

Iena: Gente che si fa una canna…?

Pasquale Pecora: No no, assolutamente, non può donare.

Iena: È necessario anche chiedere la carta d’identità?

Pasquale Pecora: È necessario il riconoscimento.

Ismaele La Vardera gli mostra, quindi, le immagini riprese nell’autoemoteca sita nei pressi della stazione centrale di Napoli, con le presunte irregolarità.

Iena: Conferma che questa autoemoteca che si mette davanti la stazione centrale è dell’AVIS regionale?

Pasquale Pecora: Dell’AVIS regionale, sicuramente.

Iena: Lei cosa farà dopo aver visto questo video?

Pasquale Pecora: Identifichiamo l’autoemoteca, il medico lo sospendiamo, prendiamo provvedimenti, facciamo la comunicazione alla Direzione Sanità.

Iena: Papà presidente regionale, lei vicepresidente nazionale, D’Alessio lo conosce?

Pasquale Pecora: Certo, è mio cognato.

Iena: Ha qualche incarico?

Pasquale Pecora: Sì, un incarico in AVIS, un’altra AVIS.

Iena: Ma è una gestione familiare?

Pasquale Pecora: Nelle strutture AVIS è frequente che ci siano moglie, marito, cugino ecc.

Iena: La società Hemotrans la conosce?

Pasquale Pecora: Certo.

Iena: Fa affari col mondo del sangue? Di chi è?

Pasquale Pecora: Mio fratello e mio padre. È chiusa la società…
Iena: Ma ha fatturato…

Pasquale Pecora: È in chiusura…

Iena: Anche se è in chiusura l’avete aperta…

Pasquale Pecora: Ma anni […] Questa Hemotrans la conoscevo, era in chiusura…
Iena: Ma le avete fatte le fatture. […] Ora avete il Consiglio Nazionale, lo dirà di questa situazione?

Pasquale Pecora: Sicuramente parlerò col Presidente.

La Iena accompagna Pasquale Pecora al Consiglio Nazionale e gli chiede se non sarebbe giusto dimettersi.

Iena: Sei deciso a fare questo gesto?

Pasquale Pecora: Ma guarda… sinceramente… Penso di sì. L’Associazione è la cosa più importante. […] Parlerò col Presidente della situazione specifica che mi riguarda e delle possibilità delle mie dimissioni.

Iena: Quindi gli dirai che ti vuoi dimettere.

Pasquale Pecora: Sì.

Infine, per approfondire le ragioni per le quali alcuni punti fissi in Campania non siano funzionanti, Ismaele La Vardera intervista Nicola Scarpato, direttore del Centro Regionale Sangue Campania.

Iena: Il Centro Regionale Sangue dà pareri per aprire i punti fissi?

Scarpato: Sì, dà pareri.

Iena: Quanti pareri avete dato di accreditamento per quest’anno?

Scarpato: Eh ne abbiamo dati… Non è che siamo noi che creiamo i punti fissi, se non li creano i punti fissi…noi non li possiamo accreditare.

Iena: Ma li hanno creati… Noi siamo stati nelle sedi di Bellona, Carinaro, San Felice a Cancello, Giungano…questi sono fermi da due anni con apparecchiature pronte e lasciate lì parcheggiate.

Scarpato: I punti fissi sono fermi da due anni perché c’è stato tutto un problema con i dipartimenti di prevenzione.

Iena: Alla Regione chi dovrebbe essere quello che sa di più di questa questione?

Scarpato: Veda in Sanità e veda chi le risponde.

Iena: E chi è attualmente l’assessore alla Sanità in Campania?

Scarpato: Attualmente non c’è l’assessore alla Sanità in Campania, è il Presidente De Luca (n.d.r.), il Presidente dal 2015 non ha mai assegnato la carica di Assessore alla Sanità in Regione tenendo per sé la delega; qualche mese fa, inoltre, il Governatore è stato designato Commissario alla Sanità dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin).

La Iena prova, quindi, a intervistare Vincenzo De Luca, che però preferisce non rispondere.

Il comunicato Avis

Come preannunciato già dal titolo, Pasquale Pecora ha già rassegnato le proprie dimissioni, e il governo di Avis Nazionale ha già inviato tutta la documentazione all’organo di giurisprudenza interna perché venga fatta chiarezza. Ecco il comunicato stampa con le posizioni dell’associazione:

AVIS E LE IENE, IMPEGNO A FARE CHIAREZZA

Ieri sera è andato in onda un servizio del programma televisivo “Le Iene” in cui si è parlato di Avis facendo riferimento ad alcuni episodi avvenuti in Campania.

AVIS Nazionale si dichiara totalmente estranea all’accaduto e ribadisce la correttezza dei propri volontari e collaboratori che operano in tutta Italia.

Pasquale Pecora ha già rassegnato le proprie dimissioni da Vice Presidente nazionale pur dichiarandosi estraneo alle vicende esposte.

Inoltre AVIS Nazionale ha inviato la documentazione al competente organo di giurisdizione interna per le valutazioni e i provvedimenti del caso.

AVIS, i suoi volontari e il Consiglio Direttivo sono i primi danneggiati in questa vicenda e ci sentiamo di rinnovare con ancora più determinazione il nostro impegno quotidiano a favore dei tanti ammalati che necessitano di un bene prezioso come il sangue.

AVIS Nazionale si impegna inoltre a fare immediatamente chiarezza su quanto segnalato e porre rimedio alle irregolarità riscontrate, dandone conto ai propri soci.

Il commento

L’indagine trasmesse a Le Iene Show merita senza dubbio ogni chiarimento, sia attraverso gli organi di controllo interni all’associazione, sia da parte della magistratura ordinaria, ed è molto importante che Avis nazionale abbia già certificato le dimissioni del vice presidente nazionale Pasquale Pecora. Ma ciò che preme sottolineare, mentre la questione sarà approfondita, è che non bisogna assolutamente generalizzare, e pensare che un caso isolato di oscurità possa intaccare il resto del lavoro quotidiano delle associazioni di donatori, che era ed è preziosissimo. Urge dunque ricordare che le associazioni sono sempre composte da uomini, e che il fattore umano può sfuggire alle nozioni di etica e deontologia professionale. Andare a donare resta una priorità civile e un fattore di necessità specie in questi ultimi mesi contraddistinti da cali generalizzati ed emergenze inattese, come West Nile e Chikungunya.

Da Las Vegas alla Sardegna, solidarietà e raccolte speciali. Tutte le notizie del weekend

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Il mondo del sangue offre sempre spunti di attualità di grande interesse, e anche in questo week-end sono tantissime le notizie che meritano di essere raccontate, in una panoramica che parte oltreoceano e finisce nella provincia italiana.

Da Las Vegas, infatti, arriva l’ennesima conferma che nei momenti di grande bisogno le persone reagiscono a ogni latitudine nello stesso modo. Grande mobilitazione al dono e grande solidarietà per la sparatoria di qualche giorno fa, che come tutti sanno è costata la vita a 59 persone e ha provocato centinaia di feriti. E centinaia sono stati, come testimonia TgCom24, i donatori in fila per ovviare al crescente bisogno di sangue.

Se gli incidenti o le emergenze legati a fatti di violenza generano sempre un flusso di dono e solidarietà importante, come è stato possibile constatare anche in Italia nei casi del luglio 2016 con lo scontro tra treni avvenuto in Puglia o in occasione dei recenti terremoti, è importantissimo ricordare che il dono del sangue è un’attività che deve essere continua, periodica e organizzata, in modo che i flussi siano il più possibile costanti in ogni periodo dell’anno. Anche perché le donazioni sono in calo e bisogna risollevare l’andamento generale, portando sempre più giovani a donare.

Conferma di tale andamento in calando arriva per esempio dall’Ausl Romagna, che conta 145 donazioni in meno nei primi cinque mesi del 2017 rispetto all’identico periodo di riferimento nel 2016. Un calo minimo, da 22.932 sacche a 22.787, ma sufficiente a far scattare la necessità di contromisure.

Un appello al dono, e a non limitarsi a fare una prima donazione per poi fermarsi, arriva da Perugia e da Ilio Cinta, presidente dell’Avis provinciale. La condizione ottimale, ribadiamo, è sempre quella di diventare donatori periodici.

Più a sud, a Messina, il quotidiano Il Normanno riporta un dato non troppo positivo, indicando proprio la provincia siciliana come quella in cui si raccoglie meno sangue.

A Palermo, invece, sempre in Sicilia, appuntamento importante in questo weekend e precisamente nei giorni 6 e 7 ottobre con un grande convegno dedicato alle malattie del sangue. Ematologia, oncologia, farmacologia e innovazione saranno all’ordine del giorno.

In tema di malattie, è sempre alta l’attenzione delle istituzioni nel monitorare il sangue di chi è stato potenzialmente colpito dalle zanzare West Nile, Chikungunya e anofele. Su La Stampa, un pezzo davvero ampio e utile sul piano informativo che spiega bene la situazione, specificando come la donazione di sangue nel nostro paese resti assolutamente una pratica sicura.

Le restrizioni, infatti, riguardano solo i territori effettivamente colpiti da casi certificati, come a Ginosa in Puglia, provincia di Taranto: su Repubblica leggiamo che dopo il caso dei quattro braccianti nordafricani contagiati della malaria, le donazioni per tutti i residenti nel territorio cittadino ci sarà un stop precauzionale di sei mesi.

A Latina, altra casistica speciale: per monitorare la Chikungunya, il Centro Nazionale Sangue ha previsto il “parcheggio” di cinque giorni per le sacche raccolte, prima di essere messe in circolazione. Poiché la Chikungunya si manifesta entro questo stretto periodo di tempo, allo scadere dei cinque giorni il donatore comunica il suo stato di salute al centro trasfusionale, e se tutto è regolare, la sacca è a disposizione.

Veniamo ora alle raccolte speciali.

Un luogo dove il bisogno di sangue è sempre intenso e si stanno organizzando diverse donazioni speciali è la Sardegna: mobilitazione a Fonni, in provincia di Nuoro con l’intervento dell’Avis locale, autoemoteca in Barbagia grazie ad Avis Nuoro e concerto di musica folk a Gonnosnò, in provincia di Oristano per promuovere la raccolta e sensibilizzare i cittadini all’idea della solidarietà.

A Tolfa, in provincia di Roma, donazioni possibili fino a lunedì mattina, per contribuire ad aumentare la raccolta nel Lazio, ma anche nel nord del paese le donazioni speciali non mancheranno: a Erba, per esempio, in provincia di Como, la festa del donatore andrà in scena per l’intera giornata di domenica 8 ottobre.

In Toscana, indicazioni preziose arrivano dal servizio “Meteo del Sangue” che ci segnala l’urgenza per il gruppo 0 – mentre si può reputare discreta la situazione generale.

https web2.e.toscana.it crs meteo

Per scoprire tutte le donazioni speciali attive in Italia nel week-end tuttavia, come ricordiamo ogni settimana, non vi è metodo migliore che utilizzare Facebook, social network spesso sottovalutato per la sua capacità informativa. Invece è possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi sabato 7 ottobre fino a donazioni in programma a metà novembre. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia.

Dopodiché, il passo per andare a donare è davvero breve.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Infine una notizia che conferma l’importanza degli emocomponenti anche nella scienza medica e farmacologica su diversi piani di utilizzo: a Rovereto sono in preparazione colliri che saranno prodotti grazie fattori di crescita piastrinici ottenuti attraverso la lavorazione di sangue intero.

Casi di Chikungunya in Calabria, le donazioni speciali in Italia e Facebook che aiuta il dono in India: tutte le news del week-end a tema sangue

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Solidarietà, dono e Facebook.

Sono queste le parole d’ordine del sistema trasfusionale in questo week-end che ha inizio oggi sabato 30 settembre. L’emergenza legata alla Chikungunya, lo ricordiamo, non particolarmente invasiva dal punto di vista prettamente sanitario, ha però complicato la raccolta sangue in una regione a carenza cronica come il Lazio. Nulla che non potesse essere assorbito dal sistema di compensazione regionale (che già il 22 settembre scorso aveva già garantito più di 2500 sacche aggiuntive), ma una situazione da monitorare con continuità.

L’ultima notizia sulla Chikungunya tuttavia è di pochissime ore fa e viene dalla Calabria, come testimonia il Centro Nazionale Sangue attraverso la sua pagina Twitter: A Guardavalle Marina, in provincia di Catanzaro, stop alle donazioni per 28 giorni, a causa di casi autoctoni di Chikungunya provocati da un residente ad Anzio transitato in soggiorno estivo sulla punta dello stivale:

http://www.centronazionalesangue.it/notizie/chikungunya-chikv.

Centro Naz. Sangue su Twitter Chikungunya stop a trasfusioni nel comune di Guardavalle Marina Catanzaro caso indice residente ad Anzio https t.co GdG8MmX47Z

Tanti gli appelli e le donazioni speciali in tutta Italia.

In primo luogo è importante ricordare che domenica primo ottobre è la giornata nazionale FIDAS http://fidas.it/domenica-1-ottobre-lviii-giornata-nazionale-fidas/, un modo per ringraziare tutti gli associati e mandare per l’ennesima volta un appello collettivo al dono, anche a mezzo social attraverso l’hashtag  #iamFIDAS:

FIDAS Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue

In Sicilia, a Favara e Naro in provincia di Agrigento, http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/donazione-sangue-raccolte-favara-naro-29-settembre-2017html.html donazioni speciali domenica mattina 1 ottobre.

In Puglia, a San Severo, identica situazione, come vediamo sulla pagina di Twitter della Gazzetta di San Severo http://puglialive.net/home/news_det.php?nid=114400.

donazione sangue Cerca su Twitter

Sul Resto del Carlino leggiamo invece che a Imola le donazioni speciali di domenica continueranno da ottobre a dicembre, una volta al mese a partire dall’8 ottobre, per proseguire il 12 novembre e il 17 dicembre http://www.ilrestodelcarlino.it/imola/cronaca/sangue-donazioni-1.3427444.

 

In Toscana, a Montelupo, AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) e FRATRES collaborano per la raccolta sangue http://www.gonews.it/2017/09/28/donazione-sangue-aido-fratres-fanno-gioco-squadra-montelupo/.

In Friuli Venezia Giulia bella iniziativa nel territorio dell’altopiano del Carso: una caccia al tesoro per sensibilizzare il più alto numero di donatori possibile http://www.triesteprima.it/eventi/cultura/caccia-al-tesoro-in-carso-per-sensibilizzare-a-donazione-sangue-28-settembre-2017.html.

A Brescia e provincia invece è il Corriere della Sera a segnalare un calo generalizzato del 4,16 % nei primi sei mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo 2016, una situazione cui segue l’attività di Avis nelle scuole, a scopo di sensibilizzazione: http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/17_settembre_29/donatori-sangue-calo-avis-campagna-scuole-brescia-73863efa-a4e9-11e7-ac7b-c4dea2ad0535.shtml.

Infine chiusura con Facebook, e con la sua attività per aiutare la raccolta sangue: in India, come sappiamo attraverso Ansa http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2017/09/28/facebook-aiuta-donazioni-sangue-in-india_f7fea182-814b-40d1-a39b-bd680afe08c8.html,  a partire dal 1 ottobre, tutti gli utenti del più noto e utilizzato social network del mondo potranno registrarsi come donatori di sangue e ricevere di conseguenza informazioni a proposito del dono del sangue, in una nazione altamente popolata e con carenze di sangue cosanti. Insomma Facebook diviene un ottimo strumento di comunicazione tra donatori, banche del sangue e ospedali https://molnews.it/2543/facebook-donazioni-sangue-in-india/ e di certo questa è una modalità molto efficace per rendere la tecnologia un bene utile per l’intera comunità.

Il potenziale di Facebook in favore del dono noi di Buonsangue lo avevamo già segnalato ad agosto.

In Italia le notizie dobbiamo ancora cercarle da soli, ma non è poi così difficile. Come più volte abbiamo sottolineato, il modo migliore di utilizzare i nostri social network nella loro accezione più costruttiva è quello di consultarli per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi sabato 30 settembre fino a donazioni in programma a metà fine ottobre Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia.

Dopodiché, il passo per andare a donare è davvero breve.

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