A Carnevale con il sangue non si scherza: iniziative speciali, donazioni e notizie dall’universo sangue

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Nella settimana di Carnevale sono molte le notizie interessanti che arrivano dall’universo sangue. Con il sangue non si scherza si potrebbe commentare, e in effetti tra campagne, iniziative e donazioni speciali, le operazioni e le attività di donatori associati e addetti ai lavori non si fermano.

In Emilia Romagna, tiene banco la donazione di plasma con una campagna lanciata da Avis per sensibilizzare il pubblico su un tema che a noi di Buonsangue sta molto a cuore. Tutti a donare plasma dunque, anche perché il giallo è davvero il colore della vita e della bellezza.

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Sempre in Emilia, secondo Estense.com, il calo generale delle donazioni preoccupa la ragione che è pronta ad attuare un vero e proprio piano sangue basato sul lavoro di sensibilizzazione al fine di garantire l’autosufficienza.

In Liguria, attraverso Primocanale.it apprendiamo invece che Avis e Fidas stanno lavorando in sinergia per offrire al pubblico un nuovo strumento: il progetto Donatore 2.0 che avrà la finalità di offrire a chi vorrà donare sangue un servizio sempre più efficiente e vicino alle esigenze del sistema trasfusionale.

In Piemonte, sulle rive del Po in provincia di Cuneo, il sangue e l’importanza di donare diventano materia di studio a scuola, grazie a una serie di incontri in vari paesi organizzati dalla Fidas locale allo scopo di diffondere la cultura del dono anche tra i più giovani.

In Umbria, a Foligno (PG), l’Ente della Giostra della Quintana, manifestazione storica locale, manderà i propri “magistrati” a donare nella sede di Avis Foligno per una donazione speciale.  Ad Assisi, sempre in provincia di Perugia, arriva invece una neonata sede Fratres.

In Campania, a Paternopoli (Avellino) sinergia tra la Fratres locale e il Carnevale Paternense, allo scopo di diffondere la cultura del don tra i ragazzi.

Giorni importanti per Avis Cernusco (Milano): domenica 11 febbraio, in occasione dell’assemblea comunale dei soci ci sarà l’occasione di commemorare Pietro Varasi, una delle personalità avisine più significative della storia dell’associazione.

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In quanto alle scorte di sangue in dotazione nelle regioni non si registrano particolari carenze.

In Toscana la situazione è in netto miglioramento rispetto alle ultime settimane, come si può vedere dai dati in mostra sul sito del Meteo del Sangue, un servizio immediato e moderno che ci auguriamo possa essere presto imitato dalle altre regioni, e messo a disposizione dei cittadini. Come si fede in figura 1 situazione stabile in molti gruppi, co n qualche fragilità per B+, B- e 0-.

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Chi ha già adottato uno strumento simile è il Portale del dono di Udine, che in questi giorni, come si vede in figura 2, segnala una carenza per il gruppo AB-, e situazioni decisamente migliorabili per i gruppi A- e B-.

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Da non dimenticare infine l’utilizzo di Facebook per scoprire in pochi minuti tutte le donazioni speciali attive in Italia in questo week-end. Il social network per eccellenza è sempre sottovalutato per la sua capacità informativa, che dovrebbe essere invece il suo valore principale. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 9 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come in figura 3.

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Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa: cosa stanno facendo le associazioni italiane impegnate nella raccolta sangue

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Cosa stanno facendo le principali associazioni di donatori italiane?

In che modo portano avanti il loro discorso culturale sulla donazione responsabile, anonima, volontaria, non remunerata e associata?

Che campagne stanno lanciando e in quali attività sono impegnate?

Ecco una ricognizione sulle ultime notizie provenienti da Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Avis Nazionale, numericamente l’associazione più corposa con circa 1 milione e 320 mila soci e 3 mila 400 sedi in tutta Italia, ha appena lanciato una campagna informativa basata su una collana di video che saranno pubblicati periodicamente sul canale Youtube dell’associazione stessa, nonché sulla pagina Facebook ufficiale di Avis. Ecco il primo contenuto, dal titolo piuttosto esplicativo “Chi Siamo”:

Qual è l’obiettivo dei nuovi video?

Ottenere il massimo risultato in termini di chiarezza informativa sul tema della donazione, sfruttando lo strumento efficace di un messaggio costruito su immagini elaborate graficamente e accompagnate dalla voce narrante di uno speaker: un meccanismo che valorizza al massimo il fattore immediatezza. A tal proposito, la dichiarazione del presidente di AVIS Nazionale, Alberto Argentoni

«Questa nuova collana risponde all’esigenza di promuovere le nostre attività con strumenti sempre più innovativi e immediati. Attraverso filmati brevi e dal ritmo piacevole e veloce, siamo riusciti a veicolare tutte quelle informazioni che finora sono sempre state diffuse attraverso testi e immagini statiche».

Sul fronte Fidas, sguardo proiettato al 19esimo meeting nazionale dei giovani Fidas in programma a Pordenone dal 16 al 18 marzo 2018, una bellissima occasione per preparare i giovani a un futuro da dirigenti associativi e spingerli ad affrontare con uno sguardo fresco e intraprendente tutte le problematiche legate alla raccolta sangue del futuro prossimo.

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Intanto, sono da segnalare, sul blog ufficiale dell’associazione, due interventi del responsabile comunicazione Fidas Cristiano Lena, che nei giorni 5 e 6 febbraio ha fronteggiato alcuni articoli di giornale non troppo esatti (per usare un eufemismo), sul tema dei rimborsi per le associazioni di donatori.

Più in dettaglio, il 5 febbraio è servita una rettifica per un articolo apparso su Il Giorno che riportava la fantomatica battaglia dall’assessore regionale al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, deciso a combattere tagli al piano sangue regionale che non ci sono mai stati, se non nei dati errati citati nell’articolo;

il 6 febbraio, invece, la fake news è arrivata dal Quotidiano di Puglia, che ha strumentalizzato la notizia di 400 mila euro destinati alle associazioni di donatori attraverso un taglio allusivo e ambiguo, non rispondente al vero, come è stato giustamente riportato sul blog Fidas.

La pubblicazione di inesattezze, la tendenza a essere dozzinali o a strumentalizzare è una situazione non infrequente nell’informazione sanitaria, un ambito nel quale la saggezza consiglierebbe la massima attenzione alle questioni tecniche, così come ribadito nel pezzo di Lena:

La terapia trasfusionale rientra nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, come tante altre terapie a favore dei cittadini, garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale senza prevedere per gli stessi neanche la compartecipazione di spesa (ossia a nessun titolo è richiesto il ticket). AVIS, FIDAS, FRATRES, Croce Rossa Italiana e le altre associazioni riconosciute, in base all’articolo 7 della legge 219 del 2005, “concorrono ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori”. Percepiscono un rimborso dal Sistema Sanitario Nazionale per l’attività di sensibilizzazione e promozione del dono e il denaro serve a sostenere le spese di gestione dell’Associazione, dal canone di locazione della propria sede, alle utenze di luce, gas e telefono, al rimborso spese dei volontari che hanno cariche associative, come previsto nei loro statuti, ma soprattutto il rimborso serve per la copertura delle attività previste dalla normativa e svolte in convenzione, come la promozione del dono e la gestione della chiamata dei donatori effettuata sulla base di una programmazione regionale condivisa. Per far sì che le associazioni di volontariato, che costituiscono una risorsa fondamentale nel nostro paese, possano portare avanti la propria attività, sono state fissate delle tariffe di rimborso uniformi su tutto il territorio nazionale e riportate nell’allegato 2 dell’ASR del 14 aprile 2016 (22,00 euro per l’unità di sangue e 24,75 euro per l’unità di plasma in aferesi e multicomponent).

E Fratres Nazionale invece?

Fratres continua sui social con la sua campagna “Cerchiamo donatori di sangue #ConOgniMezzo”, che mostra (tra le varie immagini) un lancio col paracadute adrenalinico, con tanto di esibizione della bandiera associativa del gruppo, quasi a sottolineare l’importanza di insistere con il lavoro di raccolta quotidiano su tutto il territorio.

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Croce Rossa Italiana infine, la più poliedrica delle associazioni di volontariato (giacché non impegnata solo nell’universo sangue), ha da qualche giorno pubblicato un video sul proprio canale Youtube, allo scopo di raccontare l’ultima grande assemblea generale che si è svolta a Roma nei giorni 27 e 28 gennaio 2018, con ospiti provenienti da tutto il mondo e l’occasione di sviluppare workshop e dibattiti allo scopo di far crescere sempre più l’associazione in efficienza e affiatamento, e svolgere le tantissime attività che CRI offre a favore della comunità.

Ecco la video testimonianza.

Le carenze ancora d’attualità in molte regioni italiane, soprattutto al Sud. Segnalazioni da Puglia, Sicilia, Calabria, Campania. Ma anche da Veneto e Piemonte.

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In molte regioni d’Italia manca ancora sangue

La situazione generale è in via di miglioramento rispetto alla settimana dell’8-14 gennaio, quando sulla bacheca Sistra, sulla quale figurano tutte le richieste che arrivano dalle Regioni, si erano contate carenze sempre crescenti, fino alla cifra considerevole di ben 1315 sacche (il picco del giorno 13) da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte.

Già nei giorni successivi, come abbiamo segnalato nell’articolo di sabato 19 gennaio, la situazione era andata in via di miglioramento, con le 922 sacche richieste lunedì 15 gennaio calate progressivamente fino alle 275 di venerdì 19.

L’opportunità di offrire il vaccino antinfluenzale gratuitamente è stata ribadita dal direttore del Centro nazionale sangue, Giancarlo Liumbruno, all’importante convegno sul sistema del plasma andato in scena a Verona sabato 20 gennaio, evento su cui abbiamo pubblicato un lungo report lunedì 22 gennaio.

Queste le parole di Liumbruno sull’argomento, a conferma di quanto aveva già dichiarato poche ora prima il presidente Fidas e coordinatore Civis Aldo Ozino Caligaris: “Un’informazione importante: stiamo lavorando per concretizzare l’idea di offrire a tutti i donatori il vaccino antinfluenzale, sia per evitare il calo nella raccolta sia per aumentare l’impatto culturale del vaccino sulla popolazione”.  

Ma da quali regioni arrivano le richieste e gli appelli delle ultime ore?

A Foggia, in Puglia, Avis chiama i propri donatori all’azione proponendo un contest: “A tutto selfie”, un’idea giocosa che consentirà a ogni donatore di scattare una foto ricordo che sarà poi pubblicata sulla pagina Facebook dell’associazione, allo scopo di ottenere i fatidici “Like” e vincere un gadget premio.

A Reggio Calabria, Stretto Web segnala che andrà avanti ancora per i prossimi mesi la campagna straordinaria di raccolta sangue all’Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, voluta fortemente dalle associazioni  territoriali Adspem, Fidas e Avis, allo scopo di aiutare a trovare una data per il dono per tutti coloro i quali faticano a donare durante i giorni lavorativi.

Un quadro molto delicato arriva dalla provincia di Salerno ed è segnalato da Amalfi Web, con toni particolarmente drammatici e qualche refuso di troppo che speriamo non scoraggino i donatori di zona a fare il proprio dovere.

E se a Campobello Licata, in provincia di Agrigento, si è ripreso con le giornate Avis di raccolta speciale (la prossima il 4 febbraio, anche dal Nord, e in particolare dal Veneto area del Veneziano, arriva un saldo di donazioni negativo che ha spinto le Avis locali (Avis Mestre-Marghera, Venezia e Zelarino, più Avis provinciale Venezia) a organizzare un incontro speciale che avrà luogo oggi 24 gennaio, al fine di decidere le prossime strategie operative per aumentare la raccolta.

Anche a Borgomanero in Piemonte, come segnala Novara Today, esiste una situazione delicata, che ha generato un appello dell’Avis locale per chiamare a raccolta i donatori.

Infine due segnalazioni legate al bel momento in cui donazione di sangue e giovani si incontrano: a Modena donazione speciale per alcuni studenti dell’istituto Tecnico Barozzi si sono cimentati nella prima donazione assoluta per Avis, un momento per loro piuttosto emozionante.

Ad Altopascio invece, in provincia di Lucca, Avis e Fratres insieme hanno inaugurato il progetto “Una goccia di solidarietà”, campagna di sensibilizzazione che prevede la diffusione della cultura del sangue nelle scuole primarie e secondarie.

Le carenze continuano, appello del Centro nazionale sangue alle associazioni

Si lavora alla raccolta alacremente, e nel quotidiano. Si lavora in tutte le regioni e nelle sedi locali.

Si lavora tanto, come abbiamo testimoniato qualche giorno fa segnalando le moltissime raccolte speciali dello scorso week-end in Puglia e in tantissime altre regioni italiane. In Figura 1, ecco, ancora, l’elenco dei luoghi in cui sarà possibile donare in Puglia a gennaio.

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Fig.1

Tuttavia la situazione resta ancora difficile. E a testimoniarlo c’è l’ultimo appello del Centro nazionale sangue a tutte le associazioni sul territorio, pubblicato sul sito nelle scorse ore, un appello che fa esplicito riferimento a una situazione generalizzata, con carenze di emazie  in Lazio (come accade sovente) in Puglia, Calabria e Toscana, come possiamo vedere grazie al meteo del sangue aggiornato alle 17.39 di ieri lunedì 15 gennaio:

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Ecco infine il testo completo dell’appello CNS:

Manca sangue appello alle associazioni Centro Nazionale Sangue

Risposta immediata alle carenze: subito appelli e raccolte speciali in Puglia e in molte regioni italiane. Vi diciamo dove donare.

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Pochissime ore fa, il 10 gennaio, abbiamo raccontato delle carenze di sangue in alcune regioni italiane densamente popolate come Puglia, Liguria e Calabria, e della situazione al San Raffaele a Milano. Le risposte di associazioni e istituzioni non si sono fatte attendere.

In Puglia, per esempio, è stato stilato un calendario di raccolte speciali in tutta la regione per il week-end del 13-14 gennaio, pubblicato su molti network locali pugliesi. Noi ve lo proponiamo in figura 1 per una facilissima consultazione, in modo che chiunque possa raggiungere il centro trasfusionale più vicino.

Raccolta Sangue Gennaio 2018
Fig.1

C’è l’imbarazzo della scelta, e a dare l’esempio a tutti i concittadini, campagna elettorale o no, ci ha pensato il presidente regionale Michele Emiliano, come ha testimoniato con tanto di foto FoggiaToday, sottolineando anche la risposta immediata e numericamente poderosa dei pugliesi alle notizie della penuria.

Anche in Liguria, vista l’emergenza dovuta ai picchi influenzali, arriva un appello dalla politica: è del consigliere regionale del PD Pippo Rossetti, che incita i propri concittadini al dono, dopo che già lo avevano fatto nei giorni scorsi Avis e Fidas locali.

Buone notizie invece dalla Valdichiana: da La Nazione di Arezzo sappiamo infatti che il bilancio territoriale sulla raccolta del 2017 è molto buono con un aumento di circa 300 unità rispetto al 2016. Ne beneficia la raccolta sangue in Toscana, che secondo il Meteo del sangue è comunque in riserva per alcuni gruppi. Come vediamo in figura 2 infatti, mancano soprattutto i gruppi B-, 0+ e 0- e A- mentre è buona la situazione per l’AB.

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Fig.2

Notizie sparse: in Campania ci saranno donazioni e raccolte speciali nei prossimi giorni, per esempio a Maiori (Salerno), il 20 gennaio prossimo, e così in Sardegna, a Luras in provincia di Olbia, grazie ad Avis. News positive anche dal Lazio, giacché apprendiamo da NewTuscia.it che l’Avis provinciale di Viterbo ha donato un’autoemoteca alla Asl del capoluogo.

Da non dimenticare infine, la solita regola. Utilizziamo Facebook a scopo informativo, per scoprire in pochi minuti tutte le donazioni speciali attive in Italia in questo week-end, e quella più vicino a noi.

Il social network per eccellenza è sempre sottovalutato per la sua capacità informativa. È invece possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime raccolte e donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi sabato 13 gennaio, proseguendo con le donazioni in programma fino a fine mese. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si vede in figura 3.

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Fig.3

 

Nuovo capitolo per il caso PFAS in Veneto: la plasmaferesi terapeutica serve oppure no?

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L’indecisione, la ricerca di retoriche strumentali, perfino l’addomesticamento delle verità, sono pratiche normali nella società umana e nella battaglia politica, specie quando gli obiettivi e le poste in palio per i gruppi in contrapposizione sono di grande importanza. Ma quando in gioco c’è la salute dei cittadini, e in particolar modo di migliaia di giovani, le regole del gioco dovrebbero cambiare, e le istituzioni dovrebbero ricercare strategie d’azione comune.

È del tutto inaccettabile, infatti, che in una questione delicatissima come l’inquinamento da PFAS in Veneto, le istituzioni regionali e quelle nazionali offrano versioni completamente differenti sull’efficacia della terapia scelta per circoscrivere il problema.

Facciamo un breve riepilogo.

Tra i primissimi operatori nazionali a mettere il caso sotto i riflettori,  già lo scorso 26 luglio noi di Buonsangue avevamo raccontato di una situazione abbastanza difficile in Veneto, dove l’inquinamento da PFAS (ovvero sostanze chimiche di matrice industriale che si possono tranquillamente ritrovare in prodotti di uso comune utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti, schiume antincendio e detergenti per la casa), ha superato le soglie di sicurezza, che peraltro in Italia sono tra le più permissive al mondo, creando una vera e propria emergenza salute specialmente per i più giovani.

Gli PFAS sono considerati “inquinanti persistenti”: il loro smaltimento ambientale è molto complicato, giacché lo scopo per cui nascono, ovvero potenziare altri prodotti agenti chimici d’uso comune, li rende particolarmente ostici e tendono ad accumularsi nell’ambiente, e in particolar modo nelle falde acquifere e nelle acque destinate al consumo. Insomma: una vera e propria autostrada per entrare nell’organismo attraverso la catena alimentare.

Nelle scorse settimane, sono andate in scena le prime scaramucce tra Regione Veneto e governo: il governatore del Veneto Zaia ha prima attaccato il governo Gentiloni, a suo dire colpevole di immobilismo, e poi, con un colpo da vero giocatore di poker ha chiesto lo stato di emergenza e contestualmente lo sblocco di 80 milioni di fondi statali, necessari alla realizzazione di nuovi acquedotti in grado di portare acqua di buona qualità nelle zone colpite.

Pochi giorni fa, un nuovo scontro. Stavolta centrato sull’efficacia della pratica terapeutica in via di sperimentazione in Veneto per provare a ridurre il numero dei giovani contaminati, ovvero la plasmaferesi. Le istituzioni regionali venete hanno sbandierato l’uso della pratiche come efficaci, trovando l’immediata reazione dell’Istituto superiore della sanità e della più grande associazione di donatori italiana, Avis.

Su Repubblica dello scorso 15 dicembre si legge infatti che “Il Veneto ha presentato uno studio nel quale si dice che plasmaferesi e scambio plasmatico, funzionano. Dopo aver trattato cento casi, senza avere alcun effetto collaterale, le due tecniche hanno determinato una discesa media di presenza di inquinanti nel sangue pari al 35% con la plasmaferesi, e del 68% con lo scambio plasmatico. Si tratta del report sui primi risultati dell’applicazione del secondo livello di screening della popolazione esposta appunto a Pfas. Con la plasmaferesi vengono tolte piccole quantità di plasma, per intercettare l’inquinante. Nel caso la contaminazione sia maggiore, si fa lo scambio plasmatico, che invece consiste nel rimuovere elevati volumi di plasma, di fronte al quale bisogna infondere una soluzione fisiologica di albumina. (…) I risultati scientifici di oggi parlano chiaro sull’efficacia delle scelte fatte, con l’obbiettivo di togliere il prima possibile dal sangue delle persone questi inquinanti, che hanno un tempo di dimezzamento naturale di 5 anni”.

Insomma, pieno ottimismo.

Ottimismo del tutto eccessivo in base al parere dell’Istituto superiore di sanità, secondo cui “La plasmaferesi terapeutica è uno strumento non selettivo di rimozione dal plasma di diverse sostanze. Recenti linee guida (American Society for Apheresis, 2016) sull’impiego dell’aferesi terapeutica nella pratica clinica, non includono specificamente la rimozione dei suddetti contaminanti, o simili, tra le indicazioni basate su (consolidate) evidenze scientifiche. L’uso della tecnica che, si ricorda, è invasiva è quindi da considerarsi sperimentale”.

Dello stesso avviso è Avis Nazionale, che attraverso un denso comunicato stampa, ha voluto in primo luogo differenziare nel modo più assoluto la plasmaferesi terapeutica da quella necessaria per la donazione del plasma, una posizione che ci sentiamo di sottoscrivere integralmente.

Ecco infatti, la voce ufficiale e ferma dell’associazione. “La donazione di plasma attraverso procedure aferetiche (plasmaferesi produttiva) – dicono da Avis – è assolutamente sicura e non invasiva. Paragonare la plasmaferesi con finalità terapeutica, utilizzata in regione Veneto per la rimozione dal sangue di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas e Pfoa), a quella che si impiega ogni giorno, in centinaia di donatori per le donazioni di plasma, è decisamente fuori luogo e rischia di generare equivoci. La donazione di plasma è, infatti, assolutamente sicura, non “invasiva” e fondamentale per la salute di migliaia di pazienti. Lo sottolineano in una nota congiunta il Centro nazionale sangue, la Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia (Simti) e il Civis, il Comitato interassociativo del Volontariato italiano del sangue (Avis, Cri, Fidas e Fratres), ribadendo che non ci sono solide evidenze scientifiche a supporto della modalità scelta dai sanitari veneti”.

Per il bene dei moltissimi cittadini vittime del malgoverno e del permissivismo verso le aziende inquinanti, c’è da augurarsi che almeno in parte la sperimentazione in corso sia almeno un po’ efficace; anche se, vista la casistica esigua riportata dallo studio veneto sono del tutto legittimi i dubbi di Iss e Avis, che parlano di semplice sperimentazione.

Di certo, analizzando il comportamento della giunta di Zaia, viene semplicemente da pensare che l’idea di arginare un inquinamento di tale portata con la plasmaferesi terapeutica rischi di apparire una soluzione del tutto irrealistica, tardiva, perfino provocatoria. L’ennesimo sintomo di un modo di governare che nel suo arroccarsi su posizioni ideologiche contrabbandate per scientifiche lascia solo domande, non dà risposte e genera una dannosissima confusione.

 

 

 

Gestione della risorsa plasma e squilibri internazionali. Così la due-giorni di Fiods fotografa il “pianeta sangue”

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In un mondo globalizzato, in cui la tecnologia consente di organizzare e misurare le grandi risorse strategiche dell’umanità come il sangue su scala planetaria, il confronto serrato tra gli attori di un sistema ampio e complesso come quello trasfusionale diventa necessario.

Le possibilità offerte dalla rete, dalla comunicazione immediata, degli scambi tra diversi approcci, talvolta si trasformano in obblighi, perché a oggi non sarebbe nemmeno pensabile una gestione della risorsa sangue non concertata tra istituzioni, industria, donatori e professionisti: sarebbe un errore strategico grossolano. Come è emerso dalle parole di molti relatori invitati al seminario Fiods di Castelbrando, infatti, sono molte le sfide da affrontare su scala globale, e si dovrà riuscire a equilibrare molto bene gli interessi collettivi di pazienti e comunità interessate a poter contare su un risorsa sangue importante quanto l’acqua o le fonti energetiche, e il paniere di interessi, ragioni economiche e normali necessità oggettive di ciascuna delle parti in causa.

Ricollegandoci agli interventi del 27 ottobre, su cui Buonsangue ha pubblicato un report estremamente dettagliato al fine di fornire una panoramica generale basata sulle relazioni dei professionisti,  sembrano essere tre le principali questioni da dirimere al di fuori dagli argomenti più tecnici, che meritano di essere approfondite e commentate punto per punto.

1) L’ottimizzazione delle risorse

Il Patient Blood Management, in senso di razionalizzazione delle risorse e centralità del paziente nei processi sanitari, è un approccio ormai promosso a livello istituzionale in Europa, perché alquanto necessario. In un momento in cui il trend delle donazioni nel mondo è in leggero calo, utilizzare le conoscenze scientifiche al fine di coniugare sostenibilità delle trasfusioni con un incremento di qualità sulla cura dei singoli pazienti, è di certo un obiettivo primario da raggiungere. Ecco perché, dopo il molto spazio dedicato al PBM nella giornata del giorno 27, anche nella ripresa dei lavori del 28 ottobre Stefania Vaglio, direttrice del Centro Regionale Sangue del Lazio, ha voluto mandare tre messaggi: il primo ai pazienti, chiedendo loro di rimanere sempre curiosi e pretendere tutte le pratiche di ottimizzazione sulle loro terapie; il secondo ai trasfusionisti, osservando che il PBM non è una diminutio, ma è l’unica occasione di riappropriarsi di un ruolo clinico che si stava dimenticando; e il terzo alle associazioni, chiedendo loro di capire che Il PBM valorizza il dono del sangue e migliora la situazione di quei pazienti che non hanno alternativa.

2) Migliorare l’equità tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo

Colpiscono molto, sul piano dell’equilibrio globale, i dati riportati da Giancarlo Liumbruno nella sua lectio magistralis, a proposito dell’utilizzo della risorsa sangue, che nei paesi in via di sviluppo è usata in larga parte per questioni di assistenza al parto, in ostetricia e pediatria, e in misura minima in ambiti avanzati come la chirurgia, in assoluta controtendenza rispetto ai paesi sviluppati.

La relazione della mattinata del 28 su questo tema, eseguita da Giuseppe Marano del Centro Nazionale Sangue, ha ribadito quanto già accennato dal direttore Liumbruno: tra Europa e Nord America da un lato, e Africa e Asia dall’altro, le discrepanze sono enormi. Queste differenze andranno ridotte nel tempo attraverso la cooperazione internazionale, per evitare che sia abbiamo pazienti di categorie differenti.

Come fare? Coinvolgendo molto di più i management sanitari dei paesi in via di sviluppo e rinnovando di continuo la ricerca e le analisi, come ha peraltro lamentato un rappresentate maghrebino nel tempo dedicato alle domande, a causa di dati OMS a suo dire non aggiornati sui miglioramenti avvenuti in molti paesi del nord Africa come il Marocco sul piano della donazione gratuita e volontaria.

3) La gestione della risorsa plasma

Il plasma è una risorsa decisiva per la collettività, e negli anni che verranno, com’è stato spesso specificato anche al seminario Fiods, la domanda sarà sempre in crescita. Lo testimoniano i trend in crescita costate per la richiesta di immunoglobuline, il prodotto driver, e albumina.

Il giro d’affari sul plasma crescerà fino a raggiungere e superare i 20 miliardi di dollari nel 2021, con la possibilità che una quantità di denaro così poderosa generi conflitti d’interesse complicati da capire e gestire.

In quest’ottica, molto importante è stato l’intervento di Paul Strengers, olandese, direttore dell’Ipfa (International Plasma Fractionation Association) nella seconda giornata di lavori del 28 ottobre: il plasma come risorsa strategica – ha spiegato Strengers – soffre di un grande problema di sbilanciamento, perché ben il 60% del plasma che oggi gira nel mondo è prodotto dagli Stati Uniti, che di contro possiedono il 5% della popolazione mondiale. Quasi un monopolio, criticabile non per motivi nazionalistici o economici (o non solo), ma perché una produzione così concentrata è molto delicata. Se il plasma dovesse diventare di colpo una risorsa non più garantita nell’offerta (è già successo negli anni 80 su scala globale con l’arrivo dell’Aids), non vi sarebbero strategie alternative per l’approvvigionamento. Basta pensare, come ha ricordato lo stesso Strengers, allo slogan America First usato da Donald Trump in campagna elettorale.

Va ricordato inoltre che gli Usa producono molto plasma perché lo raccolgono a pagamento in strutture private, saccheggiando le fasce della popolazione più deboli economicamente: e se questo sul piano della sicurezza della materia può anche non rappresentare un problema per i serratissimi controlli di laboratorio (maggiori dubbi semmai ricadono sulla salute di chi si sottopone a plasmaferesi troppo di frequente per crearsi reddito), crea sicuramente una forte contraddizione sul piano dei principi etici del dono in voga in Italia e in molti paesi del mondo, dove la donazione gratuita, responsabile, anonima, organizzata e associata non è minimamente messa in discussione (così come il ruolo delle associazioni), sebbene a livello di dibattito istituzionale globale il tema del pagamento sia stato introdotto come una delle tante possibilità per ovviare a eventuali carenze.

Le misure possibili per intervenire ci sono, a partire dalla necessità che la questione culturale su questi temi, già percepita e discussa a livello degli addetti ai lavori, sia trasmessa alla comunità; affinché anche quest’ultima, ci sembra di poterci augurare, passi a recitare un ruolo attivo nell’universo sangue, non solo come un serbatoio cui attingere, ma in modo che un buon livello di consapevolezza e responsabilità nell’approccio alla materia sangue, consenta di vivere sempre più la donazione come una scelta lucida e partecipata.

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Conferenza Avis al MIUR: la forza delle storie e della cultura nella formazione dei giovani

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Si è parlato di arte e creazione, di contenuti per i giovani e di futuro, di storia italiana e di tecnologia, di formazione e contenuti alla conferenza “Da 90 anni coloriamo la vita”, prevista oggi 25 ottobre alla Sala Comunicazione del Miur (Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), in viale Trastevere 76.

In presentazione due i progetti di Avis in collaborazione con il mondo della scuola: 1) il fumetto “Il colore della vita”, dedicato all’amicizia tra Vittorio Formentano, fondatore di AVIS, e Giorgio Moscatelli, impegnato con lui nella guida dell’Associazione agli albori, e 2)Rosso Sorriso, il dono dei bambini” (http://www.rossosorriso.it/), un progetto multimediale realizzato da Avis in collaborazione con Rai Yo – Yo e all’attore Oreste Castagna.

Sui motivi che rendono progetti culturali di questo tipo così importanti nel panorama associativo e scolastico si è espresso Alberto Argentoni, presidente Avis Nazionale, in apertura dei lavori: “Abbiamo necessità di intervenire sui contenuti – ha spiegato – Abbiamo capito che entrare nel mondo dei più piccoli è importante, e abbiamo puntato sull’idea che bisogna promuovere stili di via corretti e concetti di solidarietà e di stare insieme sin dalla giovane età, per poi arrivare al principio della donazione di sangue. È stato un percorso lineare, con dei professionisti che ci hanno aiutato a presentare e introdurre argomenti anche non semplici ai ragazzi. Noi vediamo subito la differenza nelle classi nelle quali l’insegnate ha preparato la strada e ha sensibilizzato gli studenti e dove non accade, e siamo davvero lieti di poter offrire ai nostri ragazzi una possibilità di sensibilizzarsi e sentire qualcosa. Abbiamo collaborato con studiosi e artisti che affrontano il mondo dei ragazzi con esperienza e sanno indirizzarci sule cose da fare, abbiamo creato valore aggiunto che si risconta nelle opere. Si sta aprendo in questa fase una nuova strada molto impegnativa: creare percorsi e spazi per i ragazzi facendoli lavorare insieme con noi. Abbiamo aperto la strada della formazione con il servizio civile e stiamo andando sul legame scuola-lavoro. Ci vorrà un lavoro culturale da parte dei dirigenti associativi per fare l’attività di formazione: è importante perché non bisogna fallire, e disseminare la nostra esperienza nella società. L’ultimo aspetto da sottolineare è il grande apporto che danno i nostri dirigenti associativi: molti hanno lavorato nel mondo della scuola e ci regalano la loro esperienza, è davvero encomiabile quello che fanno. C’è un solo problema: questa formazione che noi facciamo poi si perde quando i ragazzi iniziano la specializzazione professionale di alto livello a causa di un’incompatibilità normativa, e non potevo perdere questa occasione per porre questa problematica”.

Riccardo Mauri, dirigente AVIS e co-autore del fumetto ha spiegato invece perché ha voluto fortemente realizzare l’opera. “Sono emozionato ­– ha detto – racconto una storia lunga 50 anni che ha valore immenso per ciò che riguarda la donazione di sangue. Ho l’obiettivo di tradurre l’opera in inglese, francese e spagnolo per portare questa esperienza anche in paesi che hanno modalità diverse di donazione. Il percorso in Avis è un percorso di vita. Ringrazio una persona splendida come Pietro Varasi (veterano Avis n.d.r.) che mi ha consegnato il materiale associativo permettendomi di ricostruire uno spaccato di vita intensissimo, che poi è diventato il cuore del fumetto. Un ringraziamento importate va anche alla Scuola Internazionale del Fumetto per il supporto su un opera che spero davvero possa entrare nelle scuole. Concludo con una frase di Mark Twain che diceva “Ci sono due giorni importanti nella vita, quello in cui si nasce, e quello in cui si capisce perché”. Formentano lo sapeva molto bene”.

Roberto Dal Prà della Scuola Internazionale Comics, ha raccontato aspetti significativi sul suo ruolo di co-sceneggiatore con Massimiliano Filadoro, per fornire il materiale al disegnatore de “Il colore della vita”, Gianpietro Wallnofer. “Questo fumetto è il frutto di due volontà ferree: quella di Mauri che l’ha fortemente voluta, e poi quella di Dino Caterini, titolare della scuola, che sempre pronto a concedere disponibilità per iniziative di carattere civile. Mi chiedevano se è stato difficile scrivere questa storia, ma con un soggetto così buono il compito era facilitato. Quando ho letto il materiale ho capito che questi personaggi sono veri e propri eroi, e gli autori di fumetti hanno da sempre a che fare con eroi, cioè coloro che hanno obiettivi nella vita e cercano di raggiungerli. Due uomini diversi: riflessivo Formentano e impetuoso Moscatelli, il Kit Carson della situazione”.

Domenico Nisticò Responsabile Area Scuola di AVIS Nazionale, ha poi introdotto la seconda iniziativa in presentazione. Con Maria Bollini vice-direttrice RAI Ragazzi, e Oreste Castagna, attore e autore televisivo, si è parlato di “Rosso Sorriso, il dono dei bambini”, progetto in collaborazione tra Avis e Rai Yo Yo. “Si tratta d un progetto Avis giunto alla seconda edizione – ha spiegato Nisticò – che sarà distribuito nella nostra rete di distribuzione. Siamo un milione e 300 mila donatori con 3.400 strutture associative in tutta Italia. Abbiamo un protocollo che ci permette di portare progetti educativi nella scuole dalla primaria in poi, e con “Rosso Sorriso” abbiamo cerato un veicolo di solidarietà che ci fa entrare nelle scuole e nelle famiglie. Oreste Campagna è il papà di questo progetto, lo ha sposato subito. Il messaggio del dono si trasmette attraverso il gioco e la gioia, con una fiaba “La meraviglia del donare” un dvd molto ricco e una canzone. Si parte dai disegni dei bambini, e da una canzone che vede la partecipazione del coro voci bianche di Bergamo, un progetto completo che si trova anche nel sito nazionale. La parte multimediale permette uno sviluppo importante e ci saranno anche uno spettacolo dal vivo e un laboratorio creativo. Un grazie a Oreste Campagna perché ci ha messo l’anima”.

Proprio Oreste Castagna, ha spiegato le sue sensazioni per questo bel viaggio all’interno dei disegni dei bambini, con lo scopo di riportare al centro il valore dell’abbraccio. “Ringrazio Avis, stiamo ricevendo tantissimi disegni – ha detto – e ho pensato, come Kurosawa, di entrare nei disegni dei bambini e raccontare il messaggio del donare. La canzone provoca un senso di ricordo, attraverso i movimenti. Ora bisogna andare nelle famiglie e raccontare il gesto e il ricordo del donare”.

Maria Bollini vice-direttrice RAI Ragazzi ha parlato invece di investimenti, contenuti e futuro: “Sono in Rai dal 1981, ho vissuto la storia della televisione per ragazzi e conosco Castagna da 17 anni, la cosa che più mi lascia contenta è che grazie alle opere si può parlare d tutto, e il fumetto è stato perfetto per rendere così bene una storia complessa. Fumetto e cartoni hanno dalla loro il potere immaginativo di una persona e non bisogna mollare nessun tema da sviscerare attraverso il disegno, il racconto e l’arte, strumenti che permettono di giocare con l’immaginazione. Sugli investimenti per i prodotti per l’infanzia la sensibilità non si trova dappertutto, ma bisogna capire che l’infanzia è il futuro di questo paese. Bisogna pensare alla formazione, a prodotti che vadano sulle nuove tecnologie, e sempre di più occorre grande competenza per creare e inventare contenuti, ci sarà sempre più bisogno di altissima qualità. I bambini hanno ancora bisogno di immaginare”.

 

Il sangue al centro del dibattito: tra organizzazione del sistema oggi e i donatori di domani

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È sempre bello parlare di momenti di discussione e confronto tra gli attori determinanti di un settore ancora troppo poco raccontato come il sistema trasfusionale, specie quando i confronti servono a migliorare l’efficienza complessiva; ma è ancora più bello, per ragioni intrinseche ed emotive, raccontare di attività sul campo e di iniziative concrete che servono a portare la cultura del dono tra i giovanissimi attraverso il lavoro sui contenuti.

L’opportunità rara di confrontarsi con queste esperienze così significative, lo offre il calendario, grazie a due eventi in rapida successione: oggi martedì 24 ottobre, e domani mercoledì 25 ottobre 2017, sono infatti in programma convegni cruciali e molto diversi tra loro.

Vediamo quali sono, in rigoroso ordine temporale.

Martedì 24 ottobre a Roma, grazie all’organizzazione del Centro Nazionale Sangue, presso l’aula A dell’Istituto Maxillo-facciale dell’Università Sapienza in Via Caserta si svolgerà il convegno “Trasporto delle unità di sangue intero, degli emocomponenti e dei campioni biologici dalle sedi di raccolta ai poli di lavorazione e qualificazione biologica”.

Un evento che vedrà impegnati, come da comunicato, “medici, biologi, tecnici sanitari di laboratorio biomedico ed infermieri trasfusionisti impiegati presso enti ed istituzioni sanitarie e di ricerca” su un tema cruciale per il sistema trasfusionale, come quello dei trasporti degli emocomponenti.

Un tema di natura sì molto tecnica ma che comprende anche la questione della sicurezza, e che è fondamentale anche come aggiornamento professionale per il personale medico. Normativa sui trasporti, impegno delle regioni, aspetti gestionali, la tracciabilità e trasporti a lunga distanza saranno le questioni di sistema all’ordine del giorno, da approfondire e sviscerare, a partire dall’apertura del direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno, prevista per le 10.30.

Ecco in figura 1 la brochure dei lavori.

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Sempre a Roma, capitale indiscussa del sangue in questi giorni di fine ottobre, si svolgerà al mattino di mercoledì 25 la conferenza “Da 90 anni coloriamo la vita”, prevista alla Sala Comunicazione del MIUR a viale Trastevere 76.

L’incontro sarà una bellissima occasione per conoscere i due prossimi progetti di Avis in collaborazione con il mondo della scuola, ovvero il fumetto “Il colore della vita”, già presentato qualche giorno fa a Lucca Comics e dedicato all’amicizia tra Vittorio Formentano, fondatore di AVIS, e Giorgio Moscatelli, impegnato con lui alla guida dell’Associazione, e “Rosso Sorriso, il dono dei bambini”, un progetto multimediale realizzato da Avis in collaborazione con Rai Yo – Yo.

Presenti in sala: Roberto Dal Prà della Scuola Internazionale Comics, Claudia Firenze Segretario Generale AVIS, e Riccardo Mauri, dirigente AVIS e co-autore del fumetto per presentare “il colore della vita”.

Domenico Nisticò Responsabile Area Scuola di AVIS Nazionale, Maria Bollini vice-direttrice RAI Ragazzi, e Oreste Castagna, attore e autore televisivo, per raccontare al pubblico i dettagli di “Rosso Sorriso, il dono dei bambini”.

In figura 2, ecco la brochure della conferenza, che su Buonsangue seguiremo dal vivo.

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Avis Piemonte e il punto sul futuro: al Castello di Grinzane Cavour “Il riordino del sistema trasfusionale italiano”

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Giornata all’insegna della pianificazione del futuro quella di sabato 21 ottobre 2017 per il sistema trasfusionale italiano: con inizio dei lavori previsto alle ore 9.30, e in uno scenario importante come il Castello di Grinzane Cavour in provincia di Cuneo, si parlerà infatti di “Riordino del sistema trasfusionale italiano” in un convegno che riunirà tra i più esperti dirigenti e professionisti di settore.

L’evento, organizzato da Avis Regionale Piemonte e supportato da Avis Nazionale, sarà l’occasione per affrontare tematiche di assoluta importanza sul piano dell’organizzazione del sistema sangue italiano nel futuro prossimo e più a lungo termine, un sistema che attraversa un momento cruciale tra l’esigenza strategica di raggiungere l’autosufficienza ematica, un periodo di carenze dovuto a imprevisti ed emergenze, e la necessità di potenziare il cambio generazionale.

Da qui l’importanza di punti all’ordine del giorno quali, tra gli altri, “L’Associazionismo della donazione del sangue che persegue un fine di interesse pubblico, tra carenza di sangue e nuove emergenze”, su cui interverrà il presidente di Avis Nazionale Alberto Argentoni, “Il Piano Plasma: impatto sulla raccolta e sulla produzione di medicinali plasmaderivati” sul quale è previsto l’intervento di Rosa Chianese (Responsabile SRC Piemonte), e La rete trasfusionale di fronte a maxiemergenze e patogeni emergenti o riemergenti: una sfida culturale ed organizzativa”, su cui sarà possibile ascoltare le parole del dottor Pierluigi Berti (Presidente SIMTI).

Plasma, rete trasfusionale, associazionismo, futuro, maxi-emergenze e road map legislativa insomma, ecco le parole e i temi chiave sviscerati da dirigenti, tecnici e professionisti nazionali del settore medico.

Ed ecco la lista dei partecipanti, da comunicato Avis Nazionale: Alberto Argentoni (Presidente nazionale Avis), Giorgio Groppo (Presidente Avis Piemonte),Maria Rita Tamburrini (direttore Ufficio VIII Sangue e Trapianti del Ministero della sanità), Pasquale Colamartino (Responsabile SRC Abruzzo), , Pierluigi Berti (Presidente SIMTI), Anna Maria Bordiga (Direttore struttura complessa Città della salute e della scienza Torino), Davide Rossi (Responsabile SRC Lombardia), Giorgio Dulio (Tesoriere Avis Nazionale) e Tiziano Gamba (Area Sanitaria Esecutivo Avis Nazionale).

In figura 1, invece, il programma completo della giornata che si preannuncia particolarmente intensa.

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