Dieci buoni motivi per donare il sangue, una bella campagna a favore del dono diffusa su Youtube dal Quotidiano Umbria

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I buoni motivi per donare il sangue sarebbero infiniti, ma se proprio bisogna selezionarne alcuni meglio fare cifra tonda. Nella campagna diffusa qualche giorno fa su Youtube dal Quotidiano dell’Umbria e realizzata da Avis regionale Umbria, ne sono stati scelti simbolicamente dieci, e su ciascuno di essi non potremo essere più d’accordo.

Ecco il video, della durata di poco più che un minuto, che li elenca in serie attraverso un bel mix di elementi grafici e musica:

In riepilogo, in modo che restino come elenco da fissare bene in mente, eccoli qui riportati di seguito, veri e proprio “comandamenti” per donatori da non scordare mai.

1. Per donare qualcosa di unico

2. Per scegliere di rendere un servizio come dono per la comunità

3. Per poter convincere gli amici a fare lo stesso

4. Per tenere sotto controllo la propria salute

5. Perché qualcuno donerà per noi

6. Per salvare vite umane

7. Perché fa stare meglio con noi stessi

8. Perché è una conseguenza di stili di vita sani

9. Per conoscere il proprio gruppo sanguigno

10. Per diffondere il valore della prevenzione

Ecco il decalogo. Tutti motivi importanti e ben ponderati, che le associazioni condividono come discorso collettivo per raggiungere i cittadini e i donatori. In vista del World Blood Donor Day 2020, che sarà organizzato dall’Italia in vista del prossimo 14 giugno e dovrà essere una grande festa utile a diffonder sempre di più e in modo più ficcante e approfondito il messaggio del dono a fasce sempre più ampie di popolazione.

Avis Umbria pubblica i dati regionali sul dono del 2019. Un leggero calo che spinge a considerazioni generali valide per tutti, come incentivare la plasmaferesi

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Se nello scenario politico nazionale le elezioni regionali in Umbria sono state considerate da molti commentatori – e con troppa enfasi mediatica – una cartina tornasole dei desideri di voto degli italiani, dai dati sulle donazioni di sangue ufficiali pubblicati da Avis Umbra si possono invece trarre delle conclusioni generali ben più precise e interessanti sulle possibili criticità e sulle necessità che riguardano il mondo associativo e la raccolta sangue e plasma.

In Umbria le donazioni complessive del 2019 tra gennaio e novembre sono leggermente diminuite, assestandosi a poco più di 35 mila in luogo delle 35.465 dello scorso anno nell’identico periodo di riferimento. Questo significa di base che c’è stata una certa difficoltà nel portare la gente a donare, e se anche le differenze tra annate sono davvero leggerissime, non va dimenticato che l’obiettivo associativo regionale puntava a raggiungere le 40 mila donazioni complessive. Che indicazioni trarre?

La più importante: si registra una necessità che di certo vale per tutto il territorio nazionale, ovvero rafforzare, aumentare, spingere la plasmaferesi come tipologia di donazione d’importanza pari se non addirittura superiore a quella di sangue intero. In Umbria, secondo i dati ufficiali, sulle 35 mila donazioni complessive ben 32.741 hanno riguardato il sangue intero, mentre quelle relative a plasma e donazione mediante aferesi sono rispettivamente di 2.125 e 187. Un numero certamente esiguo, se pensiamo che la raccolta plasma e di piastrine in aferesi consentono la produzione di farmaci salvavita per tantissime patologie gravi come emofilia, malattie emorragiche congenite e trattamento delle immunodeficienze primitive, oltre a molti disordini neurologici. La cultura della plasmaferesi è dunque una cultura da diffondere con costanza e applicazione, perché su questa tipologia di donazione si registrano troppe credenze sbagliate.

Molti donatori, secondo uno studio di Avis Piacenza infatti, credono erroneamente che la plasmaferesi sia una donazione di serie B, tanti altri ritengono che la plasmaferesi non sia igienica quando invece tutto ciò che si usa è attrezzatura sterile e monouso, e infine è completamente falso che iniziando a donare plasma non si possa poi tornare a donare sangue intero, un’altra delle credenze erronee che circolano.

Diffondere sui social il video di Avis Nazionale sulle tipologie di donazione che abbiamo pubblicato ieri, sarebbe già una prima risposta, anche se è bene ricordare che i dati nazionali sulla raccolta plasma sono assolutamente in linea con il Programma nazionale plasma 2016- 2020.

Tuttavia, al di là dei numeri che sono un riferimento importante soprattutto per il presente, ciò che conta nel lungo periodo è sempre la capacità di far sedimentare nel pubblico una cultura del dono matura, efficace e duratura, attraverso il lavoro dei professionisti e dei dirigenti del sistema, delle tante campagne sul plasma delle ultime stagioni che ci sembrano particolarmente efficaci e riuscite, e nondimeno grazie al lavoro capillare delle sedi associative.