Il nodo indissolubile tra donatori e pazienti: in #siavischipuò, campagna a favore del dono d Avis Livorno, lo racconta una mamma guerriera

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Qualche mese fa vi abbiamo parlato di una campagna a favore del dono molto bella e riuscita, dal titolo #siavischipuò e organizzata dalla sede Avis di Livorno.  La campagna vanta gag interessanti che raccontano il dono e i suoi valori con simpatia, oltre a testimonial molto importanti per la città (si tratta di una campagna che punta molto sul territorio) come Igor Protti, campione storico del Livorno Calcio con il record di gol segnati per una squadra che a Livorno conta più delle istituzioni.

Bene, la campagna #siavischipuò va avanti e cresce sempre più di valore e di importanza, perché si amplia nelle sue maglie e racconta le esperienze e il punto di vista dei pazienti e di chi tiene a loro, ovvero familiari e donatori. Che spesso sono la stessa cosa. Ciò che #avischipuò ricorda a tutti noi, infatti, è che potenzialmente siamo tutti pazienti e riceventi. Sì, certo, esistono pazienti cronici che hanno bisogno di plasmaderivati e unità di sacche di sangue con maggior costanza, ma è vero che in potenza qualsiasi cittadino è al tempo stesso un donatore o un ricevente che può aver bisogno di sangue per un incidente, un intervento chirurgico, una qualsiasi esigenza medica.

Il nodo, il gancio indissolubile che esiste tra donatori e pazienti può essere raccontato a perfezione solo da chi vive le esperienze, ed è per questo che ci ha colpito moltissimo questo video che riguarda una mamma, Erika Todisco, oggi testimonial anche lei di #avischipuò, che racconta in prima persona la vicenda che riguarda sua figlia, malata di leucemia e oggi splendida bambina di 13 anni e mezzo grazie ai donatori. Erika, per raccontare i sentimenti che si vivono nel quotidiano, usa l’immagine del “tunnel nero”, un percorso che si sa come inizia e non si sa come finisce.

Il punto di vista dei pazienti, i loro racconti, valorizzano ancora di più la percezione comune dell’importanza del dono e di quel nodo. In un libro dal titolo ConVivere, il presidente della sezione Avis di Pisa, ha scritto che “Finché esiste un donatore, esiste anche la possibilità di vivere”. Non ci potrebbe essere una verità più netta, e su Buonsangue ci preme sottolinearla e condividerla.

A Livorno Avis ha realizzato una campagna estiva in grande stile, tutta da scoprire

Logo Si Avis chi può!

Che in Toscana ci sia una grande mobilitazione collettiva per fronteggiare i mesi estivi lo abbiamo appreso lo scorso 14 giugno, a Livorno, durante la Giornata del donatore organizzata dalla Regione allo scopo di trarre un bilancio dei mesi trascorsi e parlare di quelli che verranno: e proprio da Avis Livorno arriva, a partire dal 14 e in evoluzione nei giorni successivi, una grande campagna estiva ricca di idee spunti e differenti applicazioni che mira a regalare al territorio un’estate tranquilla sotto il punto di vista della raccolta sangue, dal titolo “La felicità è contagiosa! Si Avis Chi può”.

Si parte subito con due video, che è possibile vedere sulla pagina Facebook di Avis Livorno a questi link:

  1. https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/1172986156203193/, con a fare da testimonial il celebre bomber Igor Protti, capocannoniere storico del Livorno Calcio. Il messaggio dello spot, molto ben realizzato, è che non tutti gli aghi bucano e fanno male: alcuni, come per esempio quelli che servono per donare il sangue, portano effetti più che positivi.
  2. https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/683414152101085/,con testimonial Leonardo Fiaschi giovanissimo imitatore, cabarettista e cantate, che con un taglio diverso, prettamente comico, mette in scena uno sketch in cui proporre l’imitazione dell’ex allenatore della Juventus Massimiliano Allegri che “allena” un giovane donatore avisino.

Non è tutto: la campagna ha anche già prodotto tre manifesti sia per utilizzo social, che per affissione in città. Eccoli qui, possiamo vederli in basso in figura 1, 2 e 3:

Alcuni aghi non bucano

Fig. 1

La felicità è contagiosa 2

Fig. 2

La felicità è contagiosa 1

Fig. 3

A Questi materiali seguiranno altri 3 video, utili, come spiega Avis Livorno “a completare un progetto pensato come una piccola web serie che racconta la storia di un ragazzo che esce di casa per andare a iscriversi all’Avis e diventare così un nuovo donatore, ma non è ancora del tutto convinto. Durante il tragitto da casa alla sede di Avis Livorno incontra una serie di situazioni fortuite che lo aiutano a riflettere e superare positivamente le sue paure e gli ostacoli che frenano molte persone dall’andare a donare, come la paura dell’ago, la mancanza di tempo e la scarsa consapevolezza del problema. Una volta raggiunta la sede Avis, il protagonista della serie ne esce convinto e consapevole, così diventa a sua volta testimonial ed è lui a convincere altre persone che incontra in giro per la città a seguirlo, come un contagio positivo”.

L’evoluzione e i nuovi step della campagna si potranno seguire sui canali social di Avis Livorno: su Facebook e Instagram.  Un grande impegno da parte della sezione cittadina guidata da Matteo Bagnoli che speriamo possa essere imitata in tante altre città italiane riscuotendo il massimo del successo e della visibilità.

Con i ponti lunghi da Avis Livorno arriva un appello al dono per ovviare a carenze generalizzate di plasma e sangue

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Era da qualche tempo che non accadeva, ma da Avis Livorno, proprio ieri 30 aprile, è arrivato un appello ai donatori di sangue toscani, allo scopo di mobilitare tutti i periodici e anche gli occasionali e fronteggiare una carenza sangue abbastanza importante.

Il mezzo usato per la comunicazione è stato Facebook, come si vede in figura 1, e la comunicazione è arrivata diretta ed essenziale, così come la mobilitazione associativa. Anche la testata locale LivornoToday ha prontamente riportato la notizia e tutte le informazioni in merito.

La carenza non riguarda soltanto il sangue intero, e in particolar modo i gruppi A, AB positivo e 0, ma anche il plasma, quindi esiste una motivazione ulteriore per andare a donare. Il susseguirsi dei giorni di festa, con le moltissime partenze per brevi vacanze primaverili, di certo non ha aiutato la raccolta, e anche il oggi, primo maggio, è tutto chiuso. Tuttavia ci saranno due aperture domenicali il 5 e il 19 maggio che potranno, e dovranno, servire al recupero.

Avis Livorno Home

Fig. 1

In effetti, anche basandoci sulle indicazioni del Meteo del Sangue in Toscana, la situazione non è delle migliori e la risposta dei donatori dovrà essere pronta ed efficace. Oltre alle emergenze segnalate da Avis Livorno, infatti, anche le scorte di gruppo B risultano limitate, con un’urgenza per il polo positivo e una fragilità per quello negativo. (fig.2)

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Fig.2

Ci uniamo quindi alla chiamata all’azione sul campo di Avis Livorno, il cui presidente Matteo Bagnoli è già conosciuto dai lettori di Buonsangue anche come donatore di midollo osseo, nonché come uno dei giovani dirigenti avisini più attivi e intraprendenti. Tutte le informazione per programmare la donazione sono reperibili sulla pagina Facebook di Avis Livorno, a questo link:

https://www.facebook.com/avis.livorno/?tn-str=k*F

Non è ancora estate ma la regola è sempre quella: prima partire poi donare.

 

L’esempio arriva dalla provincia: da Avis Livorno due campagne davvero efficaci con i giovani

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Da Avis Livorno arrivano, negli ultimi giorni, due importanti iniziative legate al territorio che spiegano molto bene come si può riuscire a stimolare l’attenzione dei giovani e condurli all’interno del meraviglioso mondo della donazione e del volontariato.

Di cosa si tratta? Semplice, ma andiamo per ordine. Nel primo caso il riferimento è a una divertente e movimentata campagna video che nasce da due giovanissimi videomaker livornesi, Dario Marzi e Michele Silvestri: uno dietro la macchina da presa a fare il regista, e uno davanti nel ruolo di urban stuntman, ed eccoli inventare uno spot acrobatico di sicuro effetto, già visualizzato migliaia di volte sui social e dal titolo “Heartbeat, una goccia per la vita”, in cui il dono è rappresentato come una corsa libera e avventurosa in città, con qualche ostacolo da superare in grande scioltezza.

Salti, evoluzioni e movimenti degni dell’uomo ragno, mostrano alcuni luoghi della città che nessun livornese può non riconoscere, fino all’approdo alla sede cittadina di Avis, al cui ingresso campeggia un grande manifesto sull’importanza di donare sangue e plasma. Tra effetti video, musica e ritmo, davvero un ottimo lavoro che siamo felici di riprodurre in basso.

https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/2008902022746928/

La seconda iniziativa è altrettanto interessante, sebbene diversissima. Se nel caso di “Heartbeat ” bisogna soltanto sedersi e guardare, nel ruolo di affascinati spettatori, con la campagna “Uno scatto per Avis” i criteri cambiano completamente.

Si tratta infatti di un vero e proprio bando di concorso dedicato a tutti gli studenti delle scuole superiori di Livorno, con in palio una borsa di studio del valore di 300 euro e la possibilità che la propria foto, la propria idea creativa, sia poi utilizzata per le campagne di comunicazione dell’associazione.

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Cosa dovranno fare gli studenti?

L’idea è spingerli a raccontare, attraverso l’immediatezza e il potenziale segnico dello scatto fotografico, la forza dei sentimenti di altruismo e solidarietà che solo un gesto semplice e potentissimo come la donazione di plasma e sangue sa convogliare.

I partecipanti potranno concorrere inviando le proprie foto ad Avis entro il 31 di maggio, come annunciato lo scorso lunedì 18 marzo in sede Avis, dove è andata in scena la conferenza per raccontare il concorso alla stampa. Proprio oggi nel pomeriggio di mercoledì 20 marzo invece, dalle 15 alle 17, nell’Aula Magna del Liceo Enriques, è previsto un convegno di sensibilizzazione finalizzato alla diffusione scolastica del bando, che, ribadiamo, è dedicato a tutte le scuole superiori di Livorno.

Che la sezione livornese di Avis fosse molto attiva sul piano dell’attività con i giovani lo sappiamo da tempo. Su Buonsangue abbiamo infatti intervistato il presidente Matteo Bagnoli già lo scorso 5 ottobre 2017 dopo un gesto di straordinaria importanza in grado di salvare vite umane: la donazione di midollo osseo.

Territorio, ingaggio dei giovani, coinvolgimento che va oltre le richieste e offre modalità espressive, possibilità di scambiare contenuti e divertimento. Sembra questa la strada giusta da diffondere per il nord e il sud del paese.

 

Matteo Bagnoli e una donazione che salva la vita. Dal sangue al midollo, nello spirito di aiutare il prossimo

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Le storie legate al dono del sangue possono emozionare, sorprendere, anche commuovere. Ma hanno sempre un principio comune, che è una solidarietà profonda e la capacità di alcuni singoli individui di vedere il prossimo non solo come uno strumento, ma soprattutto come un interlocutore o un’occasione di scoperta o miglioramento: umanità altra a cui offrire una parte di sé stessi. Quello che è accaduto a Matteo Bagnoli, 33 anni, presidente della sezione Avis di Livorno, è un’esperienza unica che merita di essere raccontata, come proprio lo stesso Matteo ha fatto qualche giorno fa sul sito di Admo Italia, l’Associazione Donatori di Midollo Osseo. Iscritto all’Admo da ormai sette anni, Matteo non era stato mai chiamato: poi c’è stato l’arrivo della convocazione per un caso di compatibilità del 100%, naturalmente in una situazione molto delicata per la salute del ricevente. In altre parole, per Matteo si è concretizzata davvero, e a portata di mano, la possibilità di salvare una vita. Su Buonsangue, lo abbiamo intervistato per conoscere le sue sensazioni da donatore di sangue con 60 donazioni all’attivo tra sangue e plasma, e come esperto di vita associativa.

Matteo, raccontaci com’è andata, cosa ti ha colpito di questa tua esperienza?

La cosa particolare della vicenda è che donare il midollo è capitato proprio a me che sono coinvolto in maniera attiva nel mondo della donazione. Io sono iscritto Admo dal 2010 e facevo attività di promozione andando nelle scuole, e chiedendo ai giovani di iscriversi all’Admo, perché naturalmente bisogna esser in tanti giacché le compatibilità sono molto difficili. Ecco perché io dicevo ai ragazzi di ricordarsi, al primo prelievo, di chiedere un prelievo in più e l’iscrizione al registro italiano dei possibili donatori di midollo osseo. È molto importante. Solo una persona su 100 mila risulta compatibile con chi ha bisogno di un trapianto di midollo. Io infatti sono iscritto da sette anni e non ero stato mai chiamato. Poi è arrivata la telefonata che ha confermato la compatibilità totale con il richiedente. Non ho mai esitato un secondo e sono andato.

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Matteo Bagnoli, 33 anni, presidente Avis Livorno

La donazione del midollo osseo è più invasiva di quella del sangue. In cosa consiste?

La donazione di midollo osseo si fa con due metodi: nel primo caso l’ago si inserisce nella zona lombare in un punto ad alto contenuto di cellule staminali. Da una trentina d’anni poi c’è la donazione di midollo osseo da sangue periferico. In circolo tutti abbiamo una quantità di staminali, cellule che creano altre cellule. L’intervento è leggermente più invasivo del plasma perché nei giorni precedenti si devono prendere dei fattori di crescita che stimolano la produzione di cellule staminali. Io li ho presi da cinque giorni prima: si tratta di cellule progenitrici. In quei primi giorni si possono sentire, specie all’inizio, dei piccoli dolori facilmente sostenibili, passati poi con il quarto e il quinto giorno. Dopodiché avviene la donazione vera e propria che è come una donazione di plasma moltiplicata per quattro, perché si tratta di quattro ore a doppio ingresso venoso. C’è stato un minimo di stanchezza ma è normale, specialmente all’ultima ora. Poi ho fatto tutti gli esami che sono andati molto bene. Ho provato una grande, una grandissima gioia per averlo fatto. Quando ti chiamano è proprio perché c’è un paziente che aspetta te, è una cosa one to one importantissima perché si azzera il midollo del richiedente per inserire il tuo, un intervento che è assolutamente salvifico. È stato davvero bello, sono strafelice, quando ti chiamano percepisci che non è una passeggiata, che si tratta di un bel passo, c’è anche un po’ di paura ma è normale. Si ha la facoltà di rinunciare fino al giorno stesso, ma io sono andato avanti. Penso di essere quasi un predestinato, in pochi mesi prima la presidenza e poi questa magnifica esperienza. Le testimonianze personali sono molto importanti perché creano empatia, e infatti raccontandole sui social ci sono moltissime reazioni.

E nel tuo lavoro associativo in Avis che programmi ci sono? Tu sei un presidente molto giovane, ti sei chiesto come si possono portare i giovani al dono?

Noi siamo superattivi ma i numeri sono un po’ in calo. È un trend generale, si va sotto del due o tre per cento ogni anno. Bisogna invertire il trend ma questa stagione ci sono stati degli episodi che ci sono venuti contro. Per esempio la zanzara West Nile: per tutti i donatori di Livorno che oggi arrivano al centro trasfusionale non c’è lo stop dei 28 giorni ma solo un ulteriore test per l’eventuale esclusione, mentre se si è stati a Roma nelle zone a rischio o ad Anzio c’è l’esclusione dei 28 giorni. Questi accadimenti, se non c’è la giusta informazione, finiscono per scoraggiare. Tuttavia a volte si crea un po’ di confusione a livello mediatico. Comunque in questo periodo bisognava essere ancora più solidali e tutti si sono mossi per andare incontro alle emergenze, e anche se non è stato facile ormai è tutto a posto. Io spero di portate sempre più giovani a donare sangue, e ci chiediamo tutti i giorni, anche a livello regionale, cosa si può fare. Stiamo lavorando per formare un gruppo di soci giovani di Avis Livorno dai 18 a 30 anni che si impegneranno direttamente per fare eventi e promozione lavorando con i loro coetanei e coinvolgendoli. Non c’è mai stato un approccio del genere a Livorno e io ho spinto parecchio per iniziare. Nel 2018 faremo un primo evento di apertura. Realtà vicine a noi hanno gruppi così strutturati e funzionano molto bene. Sono molto fiducioso.

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