West Nile, la situazione non si placa: prolungate le misure straordinarie per tutto il mese di novembre

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È stata una stagione molto difficile per la gestione sanitaria del West Nile Virus.

Su Buonsangue abbiamo seguito il caso a cadenze regolari, monitorando il quadro complessivo a metà ottobre, quando in molte zone d’Italia i timori erano in aumento:

Il West Nile Virus crea ancora timori, soprattutto a nord-est: il bilancio complessivo a ottobre

E prima ancora a settembre, quando i focolai erano ancora in crescita e la priorità era corroborare l’ampio spettro informativo:

West Nile Virus: aumentano i casi in molte zone d’Italia. Ecco come essere sempre informati

Il monitoraggio è stato continuo per tutta l’estate, quando serviva entrare nel merito settimana dopo settimana:

Agosto entra nel vivo: non solo caldo e calo endemico, crescono i casi di West Nile Virus. Tutte le news del week-end

Giacché in pochi giorni, nel mese di luglio, servirono ben 8 circolari di aggiornamento per seguire il fenomeno in tempo reale:

Crescono i casi di West Nile Virus in Italia e nell’area mediterranea orientale, dal 18 luglio al 27 ben 8 nuove circolari. Per i viaggiatori, il solito imperativo “prima donare, poi partire”

Insomma, Il 2018 si è contraddistinto per un quadro complesso che sembra non voler ancora giungere al termine. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia, diramata dal Centro nazionale sangue e da altri attori istituzionali come Avis Nazionale, che “In considerazione della particolare intensità dell’infezione da West Nile Virus nella stagione estivo-autunnale in corso, il Centro Nazionale Sangue ha diramato il 24 ottobre una nuova circolare che spiega come il monitoraggio sul virus proseguirà anche per tutto il mese di novembre. Resteranno quindi in vigore anche tutti i provvedimenti di sospensione per 28 giorni per i donatori nelle province italiane (o nelle regioni estere) interessate, a meno che non venga eseguito il Nat Test sui donatori”.

Allerta e controllo con occhi aperti al massimo anche per tutto novembre dunque, per continuare quell’opera di sorveglianza che secondo il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi, finora ha dato buoni frutti. Nell’intervista rilasciata a Quotidiano Sanità, Bartolazzi ha sottolineato che in base all’eccezionalità della situazione epidemiologica, rappresentanti dell’Iss, delle Regioni i e degli Istituti zooprofilattici hanno potuto verificare in riunione che le misure di controllo e la sorveglianza dei casi “stanno funzionando correttamente”, così come sono state intensificate le misure straordinarie di disinfestazione secondo le indicazioni del Piano nazionale.

Ma quali sono i numeri della diffusione West Nile 2018, che nonostante l’ottimismo di Bartolazzi continuano a creare apprensione in molte regioni italiane e hanno complicato non poco le operazioni di raccolta sangue in questi ultimi mesi? Li scopriamo attraverso il bollettino aggiornato dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato lo scorso 25 ottobre.

Come vediamo in figura 1, a partire da giugno sono stati segnalati ben 561 casi umani confermati di infezione da West Nile Virus (WNV) soprattutto al nord (giacché con le lagune venete e ferraresi e i grandi bacini fluviali la diffusione della zanzara è favorita): sul totale, 224 si sono manifestati nella forma più grave, quella neuro-invasiva (sono stati 62 i casi Veneto, addirittura 100 Emilia Romagna, meglio in Lombardia con 16 casi Lombardia, un numero rilevante in Piemonte con 34, solo 3 in Sardegna, 8 in Friuli Venezia Giulia, e il solito caso singolo segnalato in Molise ma importato dalla Grecia). Purtroppo, i deceduti sono stati 41 (solo uno in Lombardia, 13 in Veneto, 21 in Emilia Romagna, 3 in Piemonte e 3 in Friuli Venezia Giulia).

I restanti 270 casi sono emersi invece come febbre (66 segnalazioni in Emilia-Romagna, 183 in Veneto, 7 in Lombardia, solo 4 in Piemonte e 10 in Friuli Venezia Giulia).

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Fig. 1

I donatori in donatore di sangue interessati, infine, sono stati 67, di cui ben 30 in Emilia Romagna, 14 in Veneto, 9 in Piemonte, 10 in Lombardia, 3 in Friuli Venezia Giulia e solo uno in Sardegna.

Se invece analizziamo le fasce d’età colpite, con l’ausilio della tabella 1, ci accorgiamo che in ben 117 casi sui 223 in cui la malattia si è manifestata in forma neuro-invasiva, la fascia d’età colpita è quella degli anziani sopra i 75 anni, mentre 54 sono i casi registrati nella fascia immediatamente più giovane, ovvero quella che va dai 65 ai 74 anni.

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Tab. 1

Dalla tabella sinottica pubblicata sul sito del CNS il 19 ottobre scorso, infine, apprendiamo le ultime novità in fatto di territori in cui anche un solo pernottamento attiva le misure di controllo speciali per i donatori: si tratta della Francia (Pirenei orientali e Dipartimento della Corsica del sud), e della Puglia, con la provincia BAT (Barletta – Andria – Trani) come nuovi territori interessati.

Tabella sinottica 19.10.2018

Fig. 2

La più grande attenzione da parte di tutti i soggetti interessati dunque non dovrà venir meno, e in particolar modo ci si aspetta grande partecipazione da parte dei donatori periodici che conoscono bene il problema per la sua ciclicità, in attesa che l’abbassamento delle temperature dovuto all’inverno elimini il grande fattore di trasmissione del West Nile Virus, ovvero le zanzare.

 

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