Tempo di bilanci: il 2017 del Sistema sangue italiano attraverso un anno di Buonsangue

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Si chiude un 2017 importante per il sistema sangue italiano, un anno denso, speciale e ricco di avvenimenti, che sul piano della visione di sistema a lungo termine si è concentrato soprattutto su due focus principali:

  • Lo sviluppo generale delle politiche di appropriatezza nell’uso delle risorse biologiche e farmaceutiche;
  • La progressiva implementazione delle metodologie legate al Patient Blood Management; ovvero, come i lettori di Buonsangue sanno bene, un approccio nuovo alla gestione di tutte le filiere che colloca il paziente e il suo benessere al centro di ogni processo decisionale, e favorisce la gestione oculata delle risorse (non solo economiche ma soprattutto sanitarie) secondo metodi e principi condivisi da tutti i player (le tre gambe del sistema, cioè associazioni, istituzioni e personale medico) e stabiliti secondo criteri scientifici, al fine di raggiungere i più alti livelli di qualità nelle cure e in fatto di sicurezza generale.

È doveroso, allora, procedere a ritroso e ricostruire i momenti e i temi più importanti del 2017 attraverso il racconto quotidiano di Buonsangue, che a largo raggio ha abbracciato ambiti d’indagine e argomenti molto diversi tra loro, spaziando dal racconto incalzante dei mille aspetti e delle infinite sfumature della vita associativa fino all’analisi dei casi di cronaca sul territorio e delle questioni più strettamente politiche e di interazione tra i diversi player.

La vita associativa

Per quel che riguarda le mille attività portate avanti dalle associazioni e le attività più significative della vita associativa, per Avis il momento chiave è stato senza dubbio l’Assemblea generale di maggio, con l’elezione del nuovo consiglio nazionale e del nuovo presidente Alberto Argentoni, notizia che su Buonsangue abbiamo dato in anteprima nazionale.

Altri momenti decisamente importanti per la più grande associazione di donatori italiana nell’anno in cui ha compiuto 90 anni, sono stati l’uscita dei volumi La Vis di Avis, uno studio che misura l’influenza di Avis nella vita della società italiana, e Il Colore della Vita, fumetto che racconta com’è avvenuta la nascita dell’associazione attraverso le vicende di vita di Vittorio Formentano.

Tra le celebrazioni del anniversario, e tra interventi decisamente pregnanti per l’intera vita di sistema (come quello di Vincenzo Saturni a Roma lo scorso giugno sulla distinzione tra profit e no profit in vista della riforma del terzo settore), nel 2017 di Avis c’è stato anche un momento difficile, con l’inchiesta del programma televisivo le Iene  e il caso della gestione discussa delle autoemoteche in Campania, che ha portato alle dimissioni del vice presidente nazionale Pasquale Pecora.

Infine, chiusura dell’anno avissino dedicata alla formazione, con il modulo per la formazione dei dirigenti del futuro in sinergia tra Avis e Fondazione Campus, un evento che abbiamo seguito in diretta in un clima costruttivo e incentrato sulla condivisione dei valori fondanti del volontariato.

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Alberto Argentoni, presidente di Avis Nazionale

Anche Fidas ha vissuto un 2017 decisamente intenso, a partire dalle sinergie con eventi sportivi di assoluto rilievo come il Giro d’Italia e dalla classica “Traversata della solidarietà” di fine luglio, evento creato in casa e giunto ormai alla undicesima edizione.

Ma all’attivo, per Fidas, nel 2017 c’è stata anche tanta formazione per i dirigenti che verranno e uno studio decisamente importante sulla la salute dei donatori. Tutte le attività di Fidas, inoltre, nascono e proliferano sulla base di un principio molto preciso, ben espresso dal responsabile della comunicazione Cristiano Lena in un’intervista esclusiva su Buonsangue: lavorare tutti insieme verso gli obiettivi comuni.

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Cristiano Lena, responsabile comunicazione Fidas

Il 2017 di Fratres ha visto invece al centro del discorso soprattutto i giovani: a ottobre meeting a Montecatini per un confronto generazionale ricco di spunti e di parole chiave per il futuro del dono, mentre a maggio assemblea generale a Vietri sul Mare (Salerno) per un convegno incentrato sul tema del buon uso del sangue.  Sempre al fine stringere un sodalizio sempre più forte tra dono e gioventù è invece nata la figura di Plasmaman, un’idea scaturita dalla collaborazione tra Fratres e Lucca Film Festival: un nuovo supereroe che abbiamo conosciuto direttamente dalle parole di Luciano Verdiani, presidente di Fratres Toscana.

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Plasmaman, creazione di Fratres e Lucca Film Festival

Eppure tra tante attività costruttive e finalizzate a promuovere la cultura del dono, un forte temporale (passeggero) le associazioni l’anno vissuto, con le dichiarazioni della ministra Beatrice Lorenzin dello scorso aprile, quando alla ministra bastò una sola frase per mettere in discussione l’intero sistema sangue e i passi da gigante di anni in fatto di sicurezza, suscitando la reazioni piccate della comunità emofilica.

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Il ministro Beatrice Lorenzin

Il Veneto e la questione PFAS

L’attualità del sistema sangue ha portato all’attenzione della comunità diversi casi durante l’anno.

Tra i più incredibili, e per certi versi incresciosi, c’è sicuramente quello dell’inquinamento da PFAS in Veneto. Buonsangue è stato tra i primi network nazionali a trattare il caso, inizialmente considerato solo tra i confini regionali.

Tra il gioco del rimpiattino sulle responsabilità, le scaramucce tra Regione Veneto e Istituto Superiore della Sanità e i dubbi sull’efficacia delle terapie individuate per la terapia di migliaia di giovani, sono stati molti i capitoli di una storia dolorosa ancora lontana da una chiusura.

I bandi per il frazionamento del Plasma

Il Veneto è stato baricentro negativo, come già accennato, anche sul piano della plasmalavorazione.

Oltre a un bando di gara che ha lasciato (nel 2016) molti operatori di stucco, creando un precedente piuttosto negativo che per fortuna sembra aver generato altrove politiche molto differenti, la governance veneta ha generato una serie di ricorsi al Tar, in una escalation giudiziaria ancora lontana dalla chiusura: la CSL Behring, azienda australiana vincitrice della gara, infatti, non aveva tutti i requisiti in regola per iscriversi al bando, e la sentenza del Tar veneto che ha rimesso in pista l’italiana Kedrion avrà un ulteriore epilogo a breve, con l’intervento del Consiglio di Stato previsto per la metà del gennaio 2018.

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La raccolta plasma

Convegni e celebrazioni

Tanti i momenti celebrativi e i convegni tematici.

Non si può che partire dal World Blood Donor Day del 14 giugno: un grande convegno a Roma, con gli stati generali del sistema sangue interamente riuniti allo scopo di trovare unità di intenti e programmazione condivisa, e momenti davvero toccanti legati alle tantissime testimonianze di chi, grazie alla donazione, ha visto migliorare la propria vita.

Un punto di partenza verso la nuova edizione del 14 giugno 2018, che come abbiamo anticipato su Buonsangue grazie alla parole del presidente Fiods Gianfranco Massaro, si svolgerà ad Atene e sarà fondata sui significati forti delle parole chiave Be there for someone else. Give Blood share life.

Altro evento chiave di un 2017 fortemente votato alla collaborazione internazionale, è stato poi il convegno Fiods andato in scena nello splendido scenario di Castelfranco Veneto: due giorni intensi e ricchi di interventi con operatori internazionali di primissimo livello, riuniti per capire bene come affrontare le problematiche del sistema sangue su scala internazionale. Il futuro dovrà essere edificato sul principio della donazione non remunerata e della cooperazione tra paesi più avanzati e quelli in via di sviluppo, anche sul piano della capacità di raccolta.

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Gianfranco Massaro, presidente Fiods

L’anno delle zanzare

Che le zanzare siano insetti che portano numerosi fastidi lo si sa da sempre: punture, pruriti, trasmissioni di malattie. Ma che potessero creare così tanti problemi come hanno fatto con il sistema sangue nel 2017, era difficile prevederlo: Chikungunya, Zanzara West Nile e Zanzara anofele hanno costretto a diverse misure speciali e hanno contribuito a ritardare e complicare la raccolta soprattutto in Lazio: per fortuna, la risposta del sistema centrale guidato dal Centro nazionale sangue è stata ottima grazie alla collaborazione di tutte le regioni.

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La zanzara: minaccia per il 2017

Il 2018 e le questioni più calde

Il 2018, dunque, si preannuncia altrettanto importante per perseguire una ulteriore crescita del Patient Blood Management, e dovrà consentire miglioramenti complessivi nella gestione della risorsa sangue in tutte le regioni italiane.

L’impegno collettivo, allora, dovrà consentire di spingere l’acceleratore verso l’obiettivo comune dell’autosufficienza ematica nazionale, che resta e resterà sempre lo scopo primario e assoluto del sistema sangue.

Naturalmente, sono diversi gli obiettivi intermedi dell’anno che ci aspetta, utili a raggiungere l’autosufficienza: uno tra tutti, sarà incrementare l’impegno nella raccolta sangue, asset che coinvolge associazioni di donatori e istituzioni, attraverso politiche in grado di ridurre o invertire il calo progressivo di donatori registrato nel 2017. L’attenzione, crediamo, dovrà essere rivolta soprattutto ai giovani, per garantire il fatidico ricambio generazionale, e alla facilitazione dell’accesso al dono per tutti i donatori periodici lavoratori, con orari più flessibili nei centri di raccolta anche al sabato o alla domenica.

Il 2018 inoltre, sarà, o almeno lo speriamo tutti, anche l’anno della plasmaferesi: secondo il piano nazionale plasma, entro il 2020 l’aumento della raccolta plasma attraverso la plasmaferesi è un esigenza che riguarda l’intero territorio nazionale. Anche su questo punto bisognerà intervenire con politiche mirate e campagne mediatiche ben orchestrate, in grado di trasmettere ai cittadini il concetto che la plasmaferesi è sì una donazione più lunga (oltre i 45 minuti) ma con un peso sociale infinitamente grande.

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Il plasma, risorsa sempre più importante

Dal 2018 ci aspettiamo poi, dal Centro nazionale sangue, una maggiore puntualità sul piano dell’informazione sulla raccolta del plasma. Lo abbiamo ribadito pochi giorni fa, i dati attualmente disponibili sulla raccolta consultabili sul sito del CNS o su PlasmaItalia sono fermi ad aprile 2017.

Grazie al contributo di Avis Nazionale, su Buonsangue abbiamo potuto fornire al pubblico quelli relativi a giugno, ma non basta. L’informazione tra istituzioni e cittadini, specie quando ai cittadini si chiede un contributo importante come il dono del plasma, dev’essere sempre efficiente, in modo che la missione della raccolta diventi un gioco di squadra, un principio culturale condiviso nella massima fiducia.

Se i dati ci sono, bisogna pubblicarli, se ancora non sono pronti, bisogna dire il perché e annunciare quando lo saranno. Abbiamo più volte ribadito la precisione con cui è stato stilato il Piano nazionale plasma 2016-2020, e quanto impegno è stato chiesto alle regioni. Ognuno deve svolgere al meglio il proprio compito.

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Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue

Il plasma, come abbiamo più volte sottolineato, è un mercato in crescita sul piano globale, e secondo gli studi di settore varrà più di 20 miliardi di dollari nel 2021: basta questa cifra a farci comprendere quanto può essere complicata, e delicata, la gestione di un risorsa così preziosa, parificata dagli esperti ad acqua, cibo ed energia per l’importanza che riveste nella vita delle comunità.

In Italia, bisogna aggiungere, nel 2018 si chiuderanno gli altri bandi di gara per il frazionamento industriale del plasma e la produzione di farmaci plasmaderivati nei raggruppamenti regionali guidati da Toscana e Lombardia, dopo che, nei mesi passati hanno chiuso i loro procedimenti prima il raggruppamento regionale guidato dal Veneto (a marzo del 2016), e poi quello guidato dall’Emilia Romagna, con premesse ed esiti decisamente differenti.

L’augurio per i nuovi bandi è che siano più vicini a quello emiliano (basato su un rapporto di assegnazione tra qualità e prezzo sbilanciato sulla qualità), che a quello Veneto, (che per il 90% era sbilanciato sul prezzo e per il 10% sulla qualità del servizio).

Tra pochi giorni saremo proiettati nel 2018. Come ce lo aspettiamo?

Ci aspettiamo un nuovo anno ricco di storie, di eventi, di convegni, di casi di cronaca da porre sotto i riflettori, temi da affiancare alle testimonianze di chi ogni giorno, nella vita quotidiana, contribuisce al funzionamento del sistema sangue e alla cura di chi ne ha bisogno.

A tutti loro, e a tutti i lettori di Buonsangue, vanno gli auguri più sinceri, con la speranza di vivere insieme una nuova stagione di universo sangue positiva come quella appena conclusa, e naturalmente, altrettanto bella da raccontare.

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Buon 2018, all’insegna del dono

 

 

 

 

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