Il sistema sangue e la programmazione per il 2017. L’analisi di Buonsangue, punto per punto

italia

È di qualche giorno fa la pubblicazione, da parte del Centro Nazionale Sangue, di un documento importante sul sistema trasfusionale italiano, il “Programma Nazionale per l’Autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti 2017”, approvato il 6 luglio scorso.

Sono molti per noi di Buonsangue gli spunti interessanti che meritano un approfondimento, dall’analisi dei dati di sistema per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti nel 2016, fino allo studio della programmazione per l’anno 2017; sia sui prodotti strategici per l’autosufficienza, sia per quel che riguarda gli obiettivi di sistema per la raccolta del plasma e per la produzione di medicinali plasmaderivati.

Ma procediamo con ordine, punto per punto, ben sapendo che serviranno altre puntate per un’analisi più ampia.

In questa prima puntata inizieremo dall’analisi di una sostenibilità generale di sistema che ha dato i suoi frutti soprattutto nella capacità di sopperire alle carenze strutturali delle regioni che presentano il peggior saldo tra produzione e consumo di globuli rossi: Lazio e Sardegna. Poi, passeremo a monitorare i dati sulla raccolta plasma nell’ultimo triennio 2014-2016 in base all’unità di misura kg inviati alla lavorazione per ogni 1000 abitanti. Infine, analizzeremo i trend dei medicinali plasmaderivati (MDP) per una programmazione del futuro.

Nelle infografiche 1 e 2 si può capire al meglio la situazione di Lazio e Sardegna, confrontando i dati del 2016 e le previsioni programmatiche il per 2017.

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Infografica 1

Nel 2016, nel Lazio, a fronte di una produzione di 188.280 unità di GR (32,0 unità ‰ ogni 1000 abitanti) si è verificato un consumo di 216.420 unità (36,8 unità ‰ ogni 1000 abitanti), dato critico che dovrà essere migliorato nel 2017, annata in cui le previsioni sono di una produzione uguale a 190.791 unità (32,4 unità ‰ ogni 1000 abitanti) cioè un +1,33% sul 2016, con un consumo previsto di 212.980 unità (36,2 unità ‰ ogni 1000 abitanti), ovvero un calo di -1,59% sul 2016. Un miglioramento copioso.

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Infografica 2

In Sardegna, invece, nello stesso periodo di riferimento, emerge che nel 2016 la produzione di GR è stata di 82.287 unità (49,6 unità ‰ ogni 1000 abitanti) a fronte di un consumo di 111.680 unità (67,4 unità ‰ ogni 1000 abitanti): uno scarto molto netto che potrà essere migliorato nel 2017, anche se non di molto. Le programmazione per la nuova annata infatti contempla una produzione di 82.512 unità (49,8 unità ‰ ogni 1000 abitanti) con un aumento di +0,27% sul 2016, a fronte di un consumo di 110.280 unità (66,5 unità ‰ ogni 1000 abitanti), ossia l’equivalente di un calo del – 1,25% sul 2016. Un buon risultato se confrontato con il calo medio nazionale che dovrebbe aggirarsi intorno al – 0,11 %.

Il minor consumo complessivo di GR, è da ascrivere come più volte abbiamo sottolineato, alle politiche di Patient Blood Management via via in implementazione. Ma quali sono le regioni che hanno contributo maggiormente, attraverso il sistema di compensazione regionale, a sopperire alle carenze altrui?

Lo scopriamo nell’infografica 3: maggiori meriti al Piemonte con il 32%, al Veneto con il 16%, a Friuli-Venezia Giulia con il 13% e alla Lombardia con il 12%: sono queste le regioni più performanti e di maggiore appoggio al sistema nel suo complesso.

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Infografica 3

Infine, molto interessanti, e in linea con le previsioni del Piano Nazionale Plasma 20120, i dati in crescita nella programmazione 2017 anche per quel che riguarda la raccolta plasma. Come si può vedere nell’infografica 4, nell’ultimo triennio è cresciuta progressivamente la quantità di plasma inviato alla lavorazione industriale, con una media di 12,7 kg ogni 1000 abitanti nel 2014, 12,9 kg ogni 1000 abitanti nel 2015: e addirittura 13,3 kg / 1000 abitanti con gli ultimi dati aggiornati a gennaio 2017.

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Infografica 4

Se si considerano i dati a disposizione dal 2001 a oggi, l’incremento medio della quantità di plasma inviato al frazionamento industriale è stato del 3,6%: un dato confortante.

Ciò spinge a chiedersi quali siano stati i medicinali plasma derivati (MPD) più richiesti tra quelli inseriti nella convenzione in uso tra il 2011 e il 2015 con l’azienda di frazionamento, ovvero l’italiana Kedrion, nel periodo che ha preceduto i nuovi bandi per il frazionamento aperti ai nuovi operatori. Questi i responsi:

– Leggero calo della domanda di albumina (da 582 grammi per ogni 1000 abitanti a 545 grammi);

– ascesa forte della domanda di immunoglobuline polivalenti (da 76,2 grammi per ogni 1000 abitanti a 80,8 grammi);

– stabilità per la domanda di antitrombina (da 2,0 unità internazionali pro capite a 1,8 unità)

crescita leggera per la domanda di fattore VIII antiemofilico e andamento costante per il fattore IX antiemofilico;

Dati di cui si dovrà tenere necessariamente conto per l’assegnazione dei bandi di frazionamento mancanti dei raggruppamenti regionali guidati da Emilia, Lombardia e toscana, dopo l’assegnazione del bando NAIP (Regione guida Veneto) all’australiana CSL Behring.

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