Dalle nuove generazioni linfa per il dono di sangue e di midollo osseo: la collaborazione tra Admo e Avis a Ravenna

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Se parliamo di futuro della sanità italiana, l’esperienza del dono, l’approccio al dono, la cultura del dono, sono fattori decisivi. Perciò il ruolo delle nuove generazioni sarà determinante per la condivisione collettiva di questo valore. E non solo per il dato quantitativo, ovvero per il numero di giovani che parteciperanno attivamente alla raccolta di sangue o di midollo osseo, ma anche e soprattutto per il ruolo che i giovani dovranno e potranno svolgere come futura classe dirigente.

Avere nuove classi dirigenti pronte e preparate nei prossimi anni significherà, probabilmente, amplificare e perfezionare il concetto di rete, accrescere la collaborazione tra associazioni e diverse tipologie di donatori, oltre che, naturalmente, avviare un progressivo processo di modernizzazione sul piano di alcune pratiche gestionali informatizzate, così come è richiesto dalla muova direttiva europea 2016/1214 sulle GPG (Good Practice Guidelines).

Anche sul piano della comunicazione vi potranno essere processi di crescita, grazie allo sfruttamento dei nuovi media e alla più diretta conoscenza delle abitudini e delle esigenze dei futuri riceventi del messaggio sul perché donare è un’esperienza unica, anche se è del tutto evidente che tale processo di crescita non potrà che scaturire dalla collaborazione e dallo scambio di know-how tra gli operatori esperti ricchi di vissuto sul campo, e nuove leve pronte a subentrare.

Le associazioni di donatori tutto questo lo sanno già, lo abbiamo potuto scoprire su Buonsangue nelle tantissime occasioni in cui al centro del discorso si sono imposte politiche giovanili e di attività di formazione, come nel caso della scuola Avis, del recentissimo meeting per i giovani Fidas e del convegno dei giovani Fratres: ma intanto un bell’esempio di rete extra associativa, con esplosione di energia pura e linfa fresca arriva da Ravenna, dove nel 2017 è andata in scena una sinergia forte tra Admo (Associazione donatori di midollo osseo) e Avis, sulla base del protocollo d’intesa ormai in forza da anni tra le due associazioni. Un lavoro congiunto svolto nel centro trasfusionale locale che ha portato 433 nuovi donatori di midollo a Ravenna e provincia, con un incremento circa del 46% rispetto al 2016 (anno in cui furono 296), con una grande incidenza giovanile, giacché ben il 71% di questi nuovo donatori appartiene alla fascia d’età compresa tra i 18 e i 25 anni.

La portata di questi numeri va attribuita all’impegno con cui Admo e Avis hanno lavorato insieme, impegno che ha permesso una diffusione sempre maggiore e strutturata della cultura sull’argomento (inutile ricordare quanto è importante donare midollo osseo, una materia biologica decisiva per la cura di malattie gravi come leucemia o talassemia), e nondimeno alla crescente facilità d’accesso, per gli eventuali donatori, all’accertamento della propria idoneità a donare, oggi verificabile con un semplice kit salivare.

Quali siano i benefici e le belle sensazioni che si provano donando il midollo, e qual è la procedura, ve lo abbiamo raccontato il 5 ottobre scorso intervistando Matteo Bagnoli, presidente di Avis Livorno, che ha vissuto e raccontato questa esperienza così speciale da lui vissuta in prima persona. Da parte nostra non possiamo che suggerirvi di fare come lui. Ma non senza prima aver preso tutte le informazioni necessarie all’indirizzo web dell’Admo, dove ogni passaggio per diventare donatori risulta perfettamente chiaro, nitido, esemplare.

 

 

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