Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa: cosa stanno facendo le associazioni italiane impegnate nella raccolta sangue

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Cosa stanno facendo le principali associazioni di donatori italiane?

In che modo portano avanti il loro discorso culturale sulla donazione responsabile, anonima, volontaria, non remunerata e associata?

Che campagne stanno lanciando e in quali attività sono impegnate?

Ecco una ricognizione sulle ultime notizie provenienti da Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Avis Nazionale, numericamente l’associazione più corposa con circa 1 milione e 320 mila soci e 3 mila 400 sedi in tutta Italia, ha appena lanciato una campagna informativa basata su una collana di video che saranno pubblicati periodicamente sul canale Youtube dell’associazione stessa, nonché sulla pagina Facebook ufficiale di Avis. Ecco il primo contenuto, dal titolo piuttosto esplicativo “Chi Siamo”:

Qual è l’obiettivo dei nuovi video?

Ottenere il massimo risultato in termini di chiarezza informativa sul tema della donazione, sfruttando lo strumento efficace di un messaggio costruito su immagini elaborate graficamente e accompagnate dalla voce narrante di uno speaker: un meccanismo che valorizza al massimo il fattore immediatezza. A tal proposito, la dichiarazione del presidente di AVIS Nazionale, Alberto Argentoni

«Questa nuova collana risponde all’esigenza di promuovere le nostre attività con strumenti sempre più innovativi e immediati. Attraverso filmati brevi e dal ritmo piacevole e veloce, siamo riusciti a veicolare tutte quelle informazioni che finora sono sempre state diffuse attraverso testi e immagini statiche».

Sul fronte Fidas, sguardo proiettato al 19esimo meeting nazionale dei giovani Fidas in programma a Pordenone dal 16 al 18 marzo 2018, una bellissima occasione per preparare i giovani a un futuro da dirigenti associativi e spingerli ad affrontare con uno sguardo fresco e intraprendente tutte le problematiche legate alla raccolta sangue del futuro prossimo.

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Intanto, sono da segnalare, sul blog ufficiale dell’associazione, due interventi del responsabile comunicazione Fidas Cristiano Lena, che nei giorni 5 e 6 febbraio ha fronteggiato alcuni articoli di giornale non troppo esatti (per usare un eufemismo), sul tema dei rimborsi per le associazioni di donatori.

Più in dettaglio, il 5 febbraio è servita una rettifica per un articolo apparso su Il Giorno che riportava la fantomatica battaglia dall’assessore regionale al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, deciso a combattere tagli al piano sangue regionale che non ci sono mai stati, se non nei dati errati citati nell’articolo;

il 6 febbraio, invece, la fake news è arrivata dal Quotidiano di Puglia, che ha strumentalizzato la notizia di 400 mila euro destinati alle associazioni di donatori attraverso un taglio allusivo e ambiguo, non rispondente al vero, come è stato giustamente riportato sul blog Fidas.

La pubblicazione di inesattezze, la tendenza a essere dozzinali o a strumentalizzare è una situazione non infrequente nell’informazione sanitaria, un ambito nel quale la saggezza consiglierebbe la massima attenzione alle questioni tecniche, così come ribadito nel pezzo di Lena:

La terapia trasfusionale rientra nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, come tante altre terapie a favore dei cittadini, garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale senza prevedere per gli stessi neanche la compartecipazione di spesa (ossia a nessun titolo è richiesto il ticket). AVIS, FIDAS, FRATRES, Croce Rossa Italiana e le altre associazioni riconosciute, in base all’articolo 7 della legge 219 del 2005, “concorrono ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori”. Percepiscono un rimborso dal Sistema Sanitario Nazionale per l’attività di sensibilizzazione e promozione del dono e il denaro serve a sostenere le spese di gestione dell’Associazione, dal canone di locazione della propria sede, alle utenze di luce, gas e telefono, al rimborso spese dei volontari che hanno cariche associative, come previsto nei loro statuti, ma soprattutto il rimborso serve per la copertura delle attività previste dalla normativa e svolte in convenzione, come la promozione del dono e la gestione della chiamata dei donatori effettuata sulla base di una programmazione regionale condivisa. Per far sì che le associazioni di volontariato, che costituiscono una risorsa fondamentale nel nostro paese, possano portare avanti la propria attività, sono state fissate delle tariffe di rimborso uniformi su tutto il territorio nazionale e riportate nell’allegato 2 dell’ASR del 14 aprile 2016 (22,00 euro per l’unità di sangue e 24,75 euro per l’unità di plasma in aferesi e multicomponent).

E Fratres Nazionale invece?

Fratres continua sui social con la sua campagna “Cerchiamo donatori di sangue #ConOgniMezzo”, che mostra (tra le varie immagini) un lancio col paracadute adrenalinico, con tanto di esibizione della bandiera associativa del gruppo, quasi a sottolineare l’importanza di insistere con il lavoro di raccolta quotidiano su tutto il territorio.

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Croce Rossa Italiana infine, la più poliedrica delle associazioni di volontariato (giacché non impegnata solo nell’universo sangue), ha da qualche giorno pubblicato un video sul proprio canale Youtube, allo scopo di raccontare l’ultima grande assemblea generale che si è svolta a Roma nei giorni 27 e 28 gennaio 2018, con ospiti provenienti da tutto il mondo e l’occasione di sviluppare workshop e dibattiti allo scopo di far crescere sempre più l’associazione in efficienza e affiatamento, e svolgere le tantissime attività che CRI offre a favore della comunità.

Ecco la video testimonianza.

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