L’autosufficienza in Italia. Un risultato da conquistare anno dopo anno e le emergenze delle ultime ore

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Sono molte, in queste giorni, le emergenze sangue in Italia. Ecco perché è importantissimo andare a donare.

C’è carenza di sangue in molte regioni, in Campania http://www.meteoweb.eu/2017/01/maltempo-avellino-gravissima-carenza-sangue/828494/, in Basilicata http://www.ansa.it/basilicata/notizie/2017/01/10/lucani-andate-a-donare-sangue_220d47b5-1b05-41f0-bde4-a4f81588df3b.html, in Lazio http://www.latinaquotidiano.it/carenza-di-sangue-lavis-di-latina-lancia-un-appello-per-donare/, in Puglia http://www.meteoweb.eu/2017/01/maltempo-puglia-poche-scorte-sangue-emergenza-brindisi/827917/, persino a Milano http://www.ilgiornale.it/news/milano/allarme-sangue-linfluenza-stende-i-donatori-1349080.html.

Le associazioni di donatori, come FIDAS, ricordano sui propri canali social e web (https://fidasblooddonors.wordpress.com/2017/01/10/lemergenza-di-cui-non-si-parla/) che “la carenza non permette di curare le emergenze, effettuare interventi chirurgici, provvedere alle necessità di pazienti talassemici e tanto altro ancora”.

Il freddo particolarmente intenso di queste ultime settimane è di certo una causa che contribuisce al disagio momentaneo, così come l’epidemia di influenza, ma le circostanze casuali non devono mai farci dimenticare che l’autosufficienza ematica in Italia non è assolutamente un risultato scontato, e che i rischi sono sempre dietro l’angolo.

Nel decreto ministeriale del 28 giugno 2016 si indicano i 1) GR (globuli rossi, emocomponenti a maggiore utilizzo clinico utilizzati per la correzione di stati anemici e cronici) e 2) plasma come i prodotti driving verso l’obiettivo dell’autosufficienza, ma come abbiamo più volte ricordato su Buonsangue nel prossimo quinquennio ognuna delle tre gambe del sistema (personale medico e istituzioni, industrie e associazioni di donatori) dovranno svolgere un grande lavoro, coordinandosi il più possibile.

Bisognerà essere davvero molto bravi a tenere duro con le donazioni periodiche e nel coinvolgimento delle nuove generazioni, e naturalmente, nell’applicazione delle pratiche di appropriatezza e di Patient Blood Management che puntano a ridurre alcuni scompensi tra regioni in termine di produzione di materie prime e utilizzo dei farmaci (è di qualche giorno fa una notizia su come la produzione piemontese copre le necessità dei malati di talassemia in Sardegna http://www.lastampa.it/2016/12/29/cronaca/la-generosit-dei-piemontesi-doniamo-sangue-pi-di-tutti-1RqROzHcB1fwZWPXNaTeIJ/pagina.html), in direzione di una maggiore armonia generale.

Tali disarmonie appaiono chiare nelle tabelle pubblicate nello scorso decreto ministeriale: nella Tabella 2 è possibile vedere l’andamento regione per regione in termini di produzione e consumo di unità di Globuli Rossi tra 2015 e 2016:

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Nella Tabella 3 è possibile invece confrontare l’andamento del plasma inviato alla lavorazione regione per regione nell’ultimo quinquennio 2011-2016.

È evidente allora come soltanto la massima collaborazione tra Centro Nazionale Sangue, Centri Regionali Sangue, associazioni di donatori, e in ultima istanza delle industrie che si assicureranno il conto lavoro per il frazionamento del plasma, potrà garantire anche nel prossimo quinquennio l’autosufficienza ematica, secondo le linee guida del Piano Nazionale Plasma 2020 e dei programmi nazionali per l’autosufficienza.

Nel nome delle politiche di appropriatezza, delle politiche regionali di scambio, e naturalmente, della massima valorizzazione della cultura del dono e, soprattutto delle materie biologiche donate, che dovranno essere tenute sempre più al riparo da sprechi e sottoutilizzo.

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