Gli accordi interregionali per la plasmalavorazione. Cosa sono e cosa regolano

Quando si parla di Sistema Sangue e di bandi dei raggruppamenti regionali per il frazionamento del plasma in conto lavoro, un ruolo importante lo giocano gli accordi interregionali per la plasmalavorazione.

In cosa consistono? Che problematiche regolano? E perché sono importanti?

I dati statistici espressi dal Piano nazionale Plasma 2016-2020, molto esaurienti, (qui la versione completa http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1757810.pdf) mostrano come esistano grandi differenze tra le regioni italiane, sia in fatto di raccolta del plasma mandato in lavorazione:

allegato1757810-pdf

sia sul piano della domanda dei principali medicinali plasmaderivati per ogni 1000 abitanti:

allegato1757810-pdftab3

In base alle regole e ai principi di Patient Blood Management contenuti nel PNP, queste differenze dovranno ridursi in vista del prossimo quinquennio.

Così, affinché il funzionamento del sistema risulti sempre più organico e armonioso, ogni raggruppamento regionale dovrà e potrà scambiare con gli altri le eccedenze dei farmaci prodotti all’interno dei propri accordi industriali, come del resto già ribadito grazie all’accordo del 20 ottobre 2015, che regola il prezzo unitario di cessione delle unità di sangue, dei componenti e dei farmaci plasmaderivati, nonché le norme di incentivazione per conseguire tali scambi.

Decisive, per pianificare questo lavoro di interscambio, sono le Strutture Regionali di Coordinamento, che negli ultimi anni si sono rivelate un modello piuttosto virtuoso. La strada da fare per migliorare, secondo il PNP è ancora tanta, ma di certo un coordinamento tra regioni perfettamente funzionante e regolata sugli stessi principi potrà dare grandi risultati in termini di:

  1. miglioramento del fattore chiave dell’appropriatezza (ovvero utilizzo di buone pratiche in tutti i settori che compongono il sistema, ovvero personale medico e istituzioni, industria e associazioni di volontari);
  2. regolazione della domanda dei farmaci regione per regione, con abbattimento delle differenze troppo nette;
  3. miglioramento, grazie al continuo confronto tra le parti in causa, anche della materia prima e degli standard di qualità e sicurezza a tutti i livelli della filiera.

Il principio di coordinamento tra le parti in causa, tra le cosiddette 3 gambe che formano il sistema sangue, sembra dunque uno dei capisaldi del Piano Nazionale Plasma.

Non ci resta che augurarci che tale coordinamento, tale collaborazione, possa avvenire sin dal momento originario in cui si determinano le politiche territoriali dei raggruppamenti, ovvero quello dei bandi di gara.

Le scelte politiche e le buone pratiche amministrative, specie nella sanità, possono ancora cambiare davvero la quotidianità dei cittadini.

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