Aspettando il nuovo Piano Nazionale Plasma (PNP). Principi guida e obiettivi per il 2020

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Non manca molto alla divulgazione del nuovo Piano Nazionale Plasma, che determinerà gli obiettivi nazionali in fatto di raccolta e lavorazione e i metodi per raggiungerli. Qualche anticipazione è arrivata già al Festival della salute grazie all’intervento di Giancarlo Liumbruno.

Anche a Montecatini c’è stata una continuità con il seminario FIODS di Roma di fine settembre: il concetto di appropriatezza è stato indicato come buona pratica assolutamente decisiva per raggiungere l’obiettivo condiviso e strategico dell’autosufficienza.

Ma cosa s’intende per appropriatezza?

Appropriatezza. Ovvero buone pratiche di governo. Ovvero ottimizzazione delle risorse in tutti i momenti della filiera.

– Sul piano prettamente medico s’intende una maggiore tendenza a condividere, reparto per reparto, e struttura ospedaliera per struttura ospedaliera, i principi di cura dei pazienti più all’avanguardia, riducendo quindi le discrepanze nell’utilizzo dei farmaci plasmaderivati. Perché se è vero che anche nella medicina esistono filoni alternativi, è anche vero che una maggiore uniformità nelle somministrazioni, in base a criteri di sempre crescente aggiornamento medico, può aiutare molto a ridurre l’utilizzo di alcuni farmaci di cui si tende ad abusare. È questo il senso dell’orientamento paziente-centrico del Patient Blood Management (di cui si parlerà in dettaglio nel convegno del prossimo 15 novembre a Roma, ovvero di un nuovo approccio che prevede una maggiore attenzione personalizzata alle necessità dei singolo individui.

– Sul piano organizzativo, l’attivazione in modo dettagliato del Patient Blood Management di cui su buonsangue.net abbiamo spiegato i principi generali qui (http://www.buonsangue.net/politiche/il-patient-blood-management-cose-e-cosha-cambiato/), ha lo scopo di ottenere crescita in fatto di sicurezza sempre maggiore, agilità amministrativa e contenimento dei costi

– sul piano amministrativo, con il principio di un sempre crescente coordinamento tra le “tre gambe” che reggono il sistema sangue, ovvero istituzioni, aziende, e associazioni di volontari.

– Sul piano del frazionamento industriale, infine, appropriatezza significa soprattutto rilegarsi alla valorizzazione massima del dono, ed estrarre, dal plasma raccolto, il massimo dei prodotti plasmaderivati che si possono ottenere da ogni singola unità di materiale biologico.

Le minacce all’autosufficienza in fatto di plasmaderivati non mancano: aumento dell’età media dei donatori e in termini di valori assoluti, pressione del mercato globale che in molti paesi è aperto alla raccolta remunerata, raccolta attraverso plasmaferesi ancora troppo debole, difficoltà organizzative specie in alcune regioni del Sud Italia.

Il concetto di appropriatezza serve a razionalizzare e contrastare ognuna di queste tendenze. Con uno sguardo al futuro di grande ambizione e dall’alto valore etico che bisognerà riuscire a trasformare in realtà.

 

 

 

 

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