Il 2017 del Sistema sangue: una stagione impegnativa con molte attività e con i dati sul plasma non aggiornati

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È stato un anno molto intenso per il Sistema sangue, e così per l’organo centrale che lo gestisce, il Centro nazionale sangue.

Su Buonsangue abbiamo raccontato giorno dopo giorno l’impegno che tutti i player del sistema hanno profuso per gestire una risorsa tra le più importanti per ogni paese moderno, al pari di acqua, cibo ed energia, e con la massima equidistanza abbiamo provato a riportare, per tutto il pubblico di donatori e per la comunità intera, tutte le vicende a tema sangue di comune interesse, che si trattasse di campagne d’informazione, di eventi, di raccolte speciali, di convegni, di nuove strategie di sistema, di nuovi principi guida, di scelte politiche compiute a livello di istituzioni centrali o locali, di casi di cronaca, o di momenti intensi e celebrazioni collettive, come per esempio il World Blood Donor Day.

Abbiamo provato a diffondere la cultura del dono anonimo, volontario, gratuito, periodico e associato, nello spirito delle filosofie condivise dai donatori che sostengono e danno forza alle più importanti associazioni del paese come Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, e abbiamo provato a spiegare di frequente quanto il gesto del dono del sangue rientri in quel ristretto novero di attività che, con un costo individuale modestissimo, consentono di ottenere un guadagno collettivo enorme; oltre a benefici profondi sul piano della salute psicofisica del donatore stesso.

Tuttavia, come tutte le azioni che hanno una doppia dimensione pubblica e privata, anche il dono del sangue è qualcosa che deve essere coltivato dalle istituzioni che lo richiedono. I donatori, lo abbiamo detto molte volte, non sono soltanto serbatoi di materia prima, ma vanno convinti e coltivati.

Come?

Ricambiando la disponibilità e la gratuità dei cittadini con la massima efficienza organizzativa e la massima trasparenza sul piano della condivisione delle informazioni.

Come tutti i lettori di Buonsangue sanno infatti, sangue e plasma sono, restano e resteranno beni pubblici che transitano attraverso le industrie farmaceutiche per diventare medicinali emoderivati e plasmaderivati destinati a entrare a far parte, a tutti gli effetti, del Sistema sanitario nazionale.

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Ecco perché, tra le molte pagine positive di questo 2017, c’è finora una questione in sospeso che noi di Buonsangue abbiamo più volte chiamato in causa, senza tuttavia ricevere risposta: perché da aprile 2017 non vengono più pubblicati, né sul sito del Centro nazionale sangue, né sul nuovo portale PlasmaItalia i dati di monitoraggio sulla raccolta plasma dell’anno in corso?

Perché alle nostre richieste dirette inviate al Cns – per dati che dovrebbero essere pubblici e trasparenti – non è mai arrivata una risposta?

I dati esistono o ci sono dei ritardi nel recuperarli e nel computarli?

Sappiamo bene che con i bandi di gara in corso nei vari raggruppamenti regionali (spesso con ricorsi al Tar ancora in ballo come nel caso del Veneto), e con i necessari aggiornamenti delle strutture di raccolta alle regole europee del Plasma Master File, qualche problema sul campo c’è stato (come è accaduto in Liguria), ma anche su questo punto basterebbe operare in trasparenza. Nessuno pretende la perfezione o l’assenza di problemi: ciò che si chiede è solo il massimo impegno informativo.

In un post dello scorso 20 luglio, grazie alla preziosa collaborazione di Avis nazionale, avevamo pubblicato i dati aggiornati a giugno 2017, ma da allora sono passati ben 6 mesi.

Insistiamo: la trasparenza sui dati e l’aggiornamento costante degli stessi è un dovere assoluto verso i donatori e verso i cittadini. La trasparenza e la puntualità nell’informazione rientrano infatti nell’idea di visione culturale a lungo termine di un sistema sangue maturo e fondato su valori condivisi, sulla fiducia tra le parti, sullo scambio di responsabilità reciproche. Esattamente i valori fondamentali di qualsiasi meccanismo democratico.

Con il nuovo anno, speriamo dunque che i dati siano pubblicati. Intanto, in attesa di una risposta chiara e possibilmente di nuovi dati da condividere, prepariamoci a un 2018 altrettanto intenso, ricco, difficile e impegnativo, in cui il lavoro di tutti i player di sistema possa essere ancora più fruttuoso.

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