Raccolta plasma di maggio 2019: è un mese negativo che deve spronare a lavorare molto bene sui mesi estivi

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Il dato di raccolta plasma di aprile 2019 era stato altamente positivo rispetto ad aprile 2018 con una crescita nella raccolta del 7,9%. Per questo, il mese scorso, eravamo stati abbastanza ottimisti nell’aspettarci un miglioramento anche nella raccolta di maggio 2019 rispetto a maggio 2018, ma così non è stato: purtroppo, nel quinto mese dell’anno che anticipa l’arrivo dei mesi estivi con le endemiche carenze e difficoltà nella raccolta, si è registrato un calo su scala nazionale del 4,7%. La situazione non è dunque positiva, ma non deve allarmare, e semmai spronare tutti i player di sistema per cercare di attenuare il calo di raccolta nei prossimi mesi caldi, con campagne, iniziative speciali, e predisposizione dei centri trasfusionali ad accogliere i donatori negli orari migliori per evitare difficoltà lavorative o logistiche.

Entrando in dettaglio, ecco in figura 1 la situazione regione per regione relativa alla raccolta maggio 2019 vs maggio 2018: come si può vedere, sono poche le frecce in giallo che indicano miglioramenti su scala regionale. Bene la Valle d’Aosta, con addirittura un aumento del 123%, il Molise con una crescita del 40%, la Toscana con un più 11,7% e la Sicilia, territorio in cui la raccolta è aumentata del 13,3%.  Male invece le regioni normalmente guida, come Veneto (-14,4%), Piemonte (-16,4%) e Lombardia (- 6,9%).

Dati-monitoraggio-plasma-conferito-dalle-Regioni-alle-Aziende-convenzionate-Febbraio-2018

Fig. 1

In figura 2, e poi in tabella 3, invece è possibile fotografare l’andamento della raccolta regione per regione nel progressivo del 2019 a confronto con il progressivo 2018, nel periodo che va da gennaio a maggio, con i valori espressi in chilogrammi.

Emerge in questo caso un dato differente, e parzialmente positivo: nel totale in chilogrammi da inizio anno a oggi la raccolta 2019 è superiore a quella dello scorso anno, con circa 3 mila chilogrammi in più nell’anno in corso. Il dato positivo sul piano generale dovrà dunque essere confermato, insistiamo, nei mesi che verranno: contenere il calo a giugno, luglio e agosto, sarebbe un passo importantissimo per restare nei parametri del Piano nazionale plasma 2016-20.

Indagando le singole regioni sul dato complessivo del 2019, in figura 2 tabella 3, resta secondo noi rilevante il dato dell’Emilia Romagna che è decisamente positivo, con circa duemila chili in più sul 2018. In aumento anche la Sicilia con circa mille chili, così come la Campania e il Friuli Venezia Giulia. Deve recuperare invece la Toscana, che di mille chili circa è indietro, e soprattutto la Lombardia, che in assoluto resta la regione guida nella raccolta italiana con un volume decisamente superiore a tutte le altre regioni pur vivendo un calo relativo mese su mese ormai cosante.

Dati-monitoraggio-plasma-conferito-dalle-Regioni-alle-Aziende-convenzionate-Febbraio-2018 (1)

Fig. 2

È molto, insomma, il lavoro da portare a termine per le associazioni, alle prese con il difficile compito di portare la plasmaferesi e il dono del plasma a un grado di informazione più alto per la cittadinanza, troppo spesso ancora ferma a pregiudizi o interpretazioni errate sull’invasività della pratica o sui suoi presunti effetti collaterali. Solo attraverso l’impegno, le campane e l’azione costante sul campo sarà possibile ottenere l’obiettivo dell’autosufficienza anche nel 2019.

 

 

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