La raccolta plasma 2018, finalmente ecco i dati aggiornati del CNS: leggero calo sul piano nazionale per gennaio e febbraio

plasma

Lo abbiamo chiesto con continuità per molti mesi, con diversi articoli e approfondimenti (come per esempio il 2 settembre 2017, l’11 dicembre 2017, il 27 dicembre 2017 e il 6 gennaio 2018) o addirittura fornendo i dati direttamente noi su Buonsangue (come il 20 luglio 2017), e ora finalmente il Centro Nazionale Sangue ha ripreso a pubblicare con regolarità i dati di monitoraggio plasma.

Sono stati pubblicati i dati dei primi mesi del 2018 (gennaio e febbraio) e secondo le stime disponibili il primo dato che salta all’occhio è il leggero calo sulla raccolta totale.

Se nello stesso periodo di riferimento nel 2017 la raccolta nazionale era stata di 134.552 chilogrammi di plasma, nel 2018 si è scesi a 132.510, ovvero 2042 chili in meno, come nell’infografica numero 1.

Infografica 1

Infografica 1.1

Naturalmente si tratta di un calo contenuto e parziale, dovuto alla particolarità dei mesi invernali, alle influenze e al maltempo, ma non dobbiamo dimenticare che da alcuni fronti di donatori sono arrivate lamentele anche per l’aumento della quantità di prelievo per ciascuna donazione, che è passata da 550 ml fino a quota 700 ml, dilatando di alcuni minuti anche il tempo stesso di ciascun procedimento.

Sul piano percentuale relativo al solo mese di febbraio, il calo nazionale è del 4,6 % (70.296 chilogrammi raccolti a febbraio 2017 contro 67.052 nel febbraio 2018, 3244 chili in meno) e se ci soffermiamo sulle stime regione per regione (fig.1), sempre relative al mese di febbraio, è possibile capire dove la raccolta sia andata meglio o peggio.

 

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig.1

Come possiamo vedere nell’infografica numero 2, grandi risultati in Sardegna con una crescita del 35,3%, in Abruzzo, con una crescita del 21,1% e in Piemonte con il 6% in più.

Le tre regioni con le maggiori difficoltà risultano invece le Marche, con il -48,8%, la Basilicata con un calo del 29,4% e l’Umbria con il -21,1%.

Infografica 2

infografica 2

L’ampiezza della forbice di alcune discrepanze testimonia che, anche rispetto ai propositi del Piano Nazionale Plasma 2016-2020, c’è ancora qualche problema da risolvere, soprattutto per quello che riguarda gli accreditamenti dei centri trasfusionali, ma ci sono ancora molti mesi per recuperare.

Ciò che bisogna augurarsi, come è emerso più volte nelle occasioni in cui i capisaldi del sistema sangue si sono ritrovati (per esempio il convegno a Verona dello scorso gennaio oggetto di un dettagliato report su Buonsangue), è che vengano risolte presto alcune criticità del sistema plasma su cui i donatori e molti addetti ai lavori hanno espresso alcune perplessità come:

1) Incidenza e rallentamenti dovuti alla battaglia dei ricorsi sulle gare per la plasmalavorazione già effettuate (RIPP – Capofila Emilia Romagna con Calabria, Puglia e Sicilia e NAIP – Capofila Veneto, con la recente sentenza del Consiglio di Stato) e su quelle da poco concluse (PLA.NET – Capofila è la Toscana con Lazio, Campania, Marche e Molise).

2) Ritardo della gara per la plasmalavorazione del raggruppamento regionale ACCORDO – Capofila è la Lombardia, insieme con Piemonte e Sardegna.

3) Coinvolgimento dei donatori nei processi decisionali.

Su Buonsangue seguiremo mese per mese la pubblicazione dei dati, in modo da monitorare l’avvicinamento progressivo all’obiettivo finale del sistema intero, ovvero rispettare le tappe stabilite dal Piano Nazionale Plasma 2016-2020 nel nome dell’autosufficienza nazionale.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *