I dati sulla raccolta plasma, ecco i numeri di marzo: -0,4% rispetto a marzo 2017 ma situazione sotto controllo

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Per il terzo mese consecutivo, a partire dall’anno nuovo, sono arrivati da poco, puntualissimi, i dati sul monitoraggio plasma dal Centro nazionale sangue. Si tratta, finalmente, dopo un 2017 controverso in quanto a tempistiche di pubblicazione e continuità sulla divulgazione dei dati, di un bel passo avanti sul piano della trasparenza, in un ambito di assoluta rilevanza per il pubblico interesse.

Ma com’è la situazione della raccolta plasma in Italia a marzo 2018?

In figura 1 si può vedere l’andamento nazionale regione per regione. A fronte di una piccola differenza con il marzo del 2017 sul piano della raccolta complessiva nel Paese (-0,4%), sono notevoli le performance di Umbria (+65%), Marche (+ 60,1%) e Valle d’Aosta (+30,8%), mentre situazioni da ribaltare assolutamente si registrano in Basilicata (-60,1%), Friuli Venezia Giulia (-16,2%) e Campania (- 11,4%).

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Fig.1

In figura 2, abbiamo un duplice rilevamento. In tabella 2 abbiamo il confronto tra marzo 2017 e 2018 con i dati numerici espressi in chilogrammi anziché in valori percentuali, mentre in tabella 3 ecco dati ancora più significativi che non si riferiscono solo al confronto tra il mese di marzo 2017 e 2018, ma al periodo gennaio – marzo 2017 a confronto con gennaio marzo 2018. Tre mesi dunque, per constatare come l’Italia sia passata dai 211.448 kg dello scorso anno ai 209.416 kg dell’ultimo trimestre.

Una differenza minima che potrà essere sicuramente recuperata nei mesi che verranno.

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Per avere il risultato complessivo dell’annata rispetto alle previsioni del Piano Nazionale Plasma 2016-2020 manca ancora molto tempo e l’attenzione principale riguarda soprattutto quelle regioni del centro sud (Calabria, Campania, Lazio Puglia e Sardegna) dove la crescita progressiva programmata per il quinquennio dovrebbe spingersi fino al 40% di raccolta in più, secondo previsioni fatte con criteri di effettivo potenziale di crescita. Come crescere?

Seguendo i principi guida ben individuati nel piano nazionale, ovvero appropriatezza, utilizzo del Patient Blood Management, sviluppo di alcune politiche migliorative nell’utilizzo dei medicinali plasmaderivati, e promozione e aumento della raccolta del plasma via aferesi attraverso l’ottimizzazione delle risorse: ovvero un insieme di buone pratiche che mirano a portare, nel giro dei prossimi anni, a un aumento di raccolta significativo per tutte quelle regioni che conferiscono mediamente al frazionamento meno di 10 kg di plasma per ogni 1000 abitanti.

 

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