Il Cns comunica i numeri della raccolta nel 2017: raggiunta la quota di 830 mila chilogrammi

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Il Centro nazionale sangue, attraverso un ampio comunicato stampa, ha riassunto il quadro della raccolta plasma del 2017 su scala nazionale, e – secondo quanto spiegato – c’è subito una buona notizia da dare:

il plasma raccolto nella scorsa annata ammonta a 830mila chili, e si registra un aumento dell’1,8% rispetto al 2016. La quantità raccolta è superiore a quanto previsto dal Programma Nazionale Plasma 2016-2020 e a quanto prescritto dal Programma annuale di Autosufficienza. Dai dati a disposizione, infatti, emerge che rispetto agli obiettivi prefissati che ammontavano a 816.000 kg, la raccolta è aumentata di ben 11.000.

Un buon risultato.

Quanto sia importante donare plasma e aumentare il numero di donazioni attraverso la plasmaferesi lo abbiamo scritto più volte, sottolineando come la maggior durata di tale procedimento, che può durare fino a circa 50 minuti, corrisponda però all’importanza crescente che riveste per l’intera comunità.

A onor del vero dobbiamo aggiungere che i risultati positivi comunicati dal Cns dipendono anche dal nuovo decreto del Ministro della Salute del 28/12/2015, attraverso cui la quantità di plasma raccolto in ogni singolo procedimento è stata aumentata, passando da 550 ml fino a quota 700 ml.

Non è un aumento di poco conto; come abbiamo spesso registrato, e va detto che non tutti gli addetti ai lavori sono rimasti entusiasti di questa decisione, visto che sono molti i racconti di donatori che con la donazione di plasma allungata hanno dovuto affrontare qualche problema di reazione negativa. Nulla di grave rispetto all’importanza dell’obiettivo principale dell’autosufficienza dicono le istituzioni, e il perché lo spiega Giancarlo Liumbruno nelle sue parole di commento ai risultati stessi:

“I medicinali plasmaderivati sono specialità farmaceutiche che rivestono un ruolo chiave, e talora non sostituibile, nel trattamento di molte condizioni cliniche acute e croniche – ha spiegato – a livello internazionale si assiste a un incremento del loro utilizzo, motivato principalmente dall’invecchiamento della popolazione, dall’identificazione di nuove indicazioni terapeutiche e dall’aumento delle diagnosi e dei nuovi bisogni espressi da Paesi con economie emergenti. È un importante successo per tutta la rete trasfusionale centrare e addirittura superare gli obiettivi del Programma di Autosufficienza, che è molto complesso, e non si limita a delineare le strategie per il semplice incremento della raccolta di plasma ma che persegue anche l’appropriatezza e l’uso razionale dei medicinali plasmaderivati”.

Il nodo che resta da sciogliere, su cui insistiamo, è la pubblicazione puntuale dei dati di raccolta, doverosa anche in misura dello sforzo in più chiesto ai donatori. A conclusione del comunicato del Cns, si legge:

“Sul sito italiaplasma.it un’iniziativa promossa dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con le Associazioni e Federazioni nazionali di donatori volontari di sangue, è possibile trovare infografiche e dati sulla donazione di plasma”.

È vero, i dati ci sono, ma sono sempre aggiornati all’aprile 2017.

Gli ultimi disponibili li abbiamo pubblicati su Buonsangue lo scorso 6 gennaio: ci auguriamo che nei prossimi mesi la pubblicazione dei dati di raccolta aggiornati avvenga tempestivamente e con maggior puntualità.

 

 

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