Raccolta plasma di aprile: è un mese positivo con una tendenza da mantenere nei prossimi mesi

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Dopo i dati sulla raccolta plasma di marzo 2019 – mese in cui non erano arrivate di certo buone notizie con un calo sul termometro del 11,2% rispetto allo stesso periodo del 2018 – ecco che qualche giorno fa sono arrivati i nuovi dati, quelli relativi ad Aprile, e questa volta il quadro è molto differente, e in un certo senso inaspettato così come lo era stato il calo netto di inizio primavera. Rispetto al terzo mese del 2019, altamente negativo, arriva infatti una nuova inversione di tendenza, che allieta in vista dell’estate a patto che non annulli la tensione positiva per mantenere cospicua la raccolta anche nei mesi estivi che ci aspettano, mesi in cui generalmente si registrano cali. Cosa è accaduto?

Semplice, ad aprile 2019 rispetto alla raccolta complessiva dell’identico periodo del 2018, è cresciuta del 7,9%.

 

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig.1

In figura 1, ecco il dettaglio dei dati di raccolta di aprile 2019 a confronto con aprile 2018 regione per regione. Come si nota, molto importanti i dati di crescita in Puglia, con un + 48,9%, nella Provincia Autonoma di Trento, con un +31,9%, in Basilicata, con un +29,2% e in Sardegna con un +24,9%. Al contrario, i cali maggiori arrivano da regioni bassamente popolate, come Molise con un -36,1% e Valle d’Aosta con un -29,7%. Non benissimo anche la Toscana con un -16,1%.

In figura 2, e poi in tabella 3, invece è possibile fotografare l’andamento della raccolta regione per regione nel progressivo del 2019 a confronto con il progressivo 2018, nel periodo che va da gennaio ad aprile, con i valori espressi in chilogrammi.

Emerge allora che nel totale in chilogrammi da inizio anno a oggi la raccolta 2019 è superiore a quella dello scorso anno, con circa quattromila chilogrammi in più nell’anno in corso. Un dato positivo che dovrà essere confermato, insistiamo, nei mesi che verranno. Indagando le singole regioni, ancora una volta si fa notare secondo noi il dato dell’Emilia Romagna che è decisamente positivo con circa duemila chili in più. In aumento anche il Veneto con circa mille chili, così come la Campania e il Piemonte. Deve recuperare invece la Toscana, che di mille chili circa è indietro, proprio come la Lombardia, che in assoluto resta la regione guida nella raccolta italiana con un volume decisamente superiore a tutte le altre regioni, e in leggero miglioramento sul parziale di aprile.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

Avanti così verso l’estate allora, quando l’impegno per ripetere questo risultato dovrà essere enorme. La regola è la solita anche per il plasma, “prima donare, poi partire”, e avanti verso il grande caldo che fa da nemico.

La campagna donazione estiva di Fidas e Avis insieme all’Emilia Romagna. I donatori diventano i testimonial

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Tra aprile e maggio, come i lettori di Buonsangue sanno bene, sono andati in scena i più importanti eventi associativi delle grandi associazioni italiane. L’assemblea nazionale di Avis a Riccione, in cui si è parlato di come affrontare il futuro sul piano della comunicazione sociale; l’assemblea nazionale di Fratres a San Giovanni Rotondo, incentrato su come rafforzare e potenziare la raccolta sangue a protezione dell’autosufficienza ematica; e infine la 38esima giornata del donatore Fidas, svoltasi a Matera con l’assegnazione del premio giornalistico nazionale Isabella Sturvi.

Ora però, alle porte dell’estate, come ogni anno l’esigenza principale dei donatori volontari e organizzati diventa quella dell’azione sul campo per provare a contrastare il calo intrinseco che ogni anno si verifica con l’arrivo del caldo e dei mesi estivi.

Come abbiamo visto negli anni scorsi, la mobilitazione è sempre molto forte e le iniziative per contenere il calo dei donatori sono molte. La campagna pubblicitaria video è di solito uno degli strumenti più utilizzati, e così, con il giusto anticipo, proprio su questo fronte hanno iniziato a muoversi la Regione Emilia Romagna insieme ad Avis e Fidas. In sinergia, è dunque riproposta la campagna che è possibile vedere nel video appena sotto:

 

Il titolo della campagna è “Chi dona sangue inizia un nuovo racconto”, ma in questa campagna 2019 c’è una grande e bella novità: sono gli stessi donatori a fare da testimonial, spostando il riflettore su un tema legato alla donazione di sangue che troppo spesso viene trascurato, ovvero il grande beneficio che il donatore stesso ottiene dall’atto di donare. Monitorare la propria salute, il proprio benessere, e ricevere grande benessere psicofisico per la consapevolezza di aver compiuto un gesto altruistico sono fatti acclarati che devono essere ribaditi con forza. La campagna “Chi dona sangue inizia un nuovo racconto” – si può condividere attraverso l’hashtag #ioTiRaccontoChe – e si basa sulle molte testimonianze di donatori che hanno voluto condividere le proprie esperienze. Anche il claim, “Prima dono, poi parto” si basa su un concetto che i lettori di Buonsangue conoscono bene, e serve a ricordare l’importanza di donare anche in estate. Donare prima di partire è infatti la successione giusta delle priorità. Non dimentichiamocelo.

Il futuro della comunicazione sociale tra i temi clou dell’Assemblea generale di Avis Nazionale

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Come si comunicano il dono e i valori intrinseci alla donazione di sangue in una congiuntura storica in cui informazione, tecnologia e spettacolo devono convivere entro uno spazio aleatorio e in una fase in cui fake news e realtà si inseguono cercando di prevalere e di superarsi a vicenda? E come si utilizzano i media nel modo giusto affinché gli strumenti migliori per divulgare informazione e conoscenza siano utilizzati in modo efficace e corretto in base alle esigenze della comunità?

Sono queste le domande fondamentali che hanno animato la conferenza “Il volontariato delle donazioni di sangue, organi e midollo: problematiche della comunicazione scientifica e sociale”, apertura dell’Assemblea generale di Avis Nazionale a Riccione venerdì 17 maggio, in un week-end intenso e festoso, ricco di contenuti che è continuato sabato e domenica con un serrato dibattito associativo, e con il consueto avvicendarsi sul palco delle delegazioni regionali chiamate a esprimersi sulle criticità e sulle visioni future, e su come dovrà evolversi la più grande associazione di donatori italiana nell’immediato futuro.

Ed è proprio pensando a quanto sarà duro il lavoro dei volontari negli anni che verranno, al fine di evitare che il calo di donatori registrato nelle ultime stagioni possa continuare e rendere più difficile e contorta la strada verso l’autosufficienza ematica nazionale, che in Avis vi è l’assoluta consapevolezza di quanto serva affinare al meglio gli strumenti comunicativi, e adoperare i mezzi di comunicazione di massa in modo che il bello e l’utile del messaggio solidale non vada perduto.

 

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Fig. 1

Il problema della percezione collettiva

Primo nemico, le fake news e le distorsioni. Presentato da Filippo Cavazza, ufficio stampa di Avis Nazionale, Silvestro Ramunno dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna ha provato a mostrare quanto sia difficile per il pubblico divincolarsi in mezzo al frastuono informativo: trovare la verità fattuale spesso somiglia a svuotare il mare con un cucchiaino, impresa difficile che tuttavia bisogna provare a compiere, perché nell’epoca della verità post-fattuale è sempre più importante far emergere i fatti. In effetti oggi la quantità di informazione che circola nel mondo sottoforma di bit è enorme, e la confusione regna sovrana, nonostante l’esistenza di una carta di doveri per giornalisti secondo bisognerebbe seguire la verità sostanziale dei fatti secondo “il pubblico interesse” e non secondo “l’interesse del pubblico”. La colonna di destra dei giornali è un esempio tipico di distorsione.

Ma i giornalisti si comportano secondo etica e deontologia professionale? Non sempre.

In Italia, secondo Ramunno, la distorsione è molto forte soprattutto su temi caldi del dibattito pubblico, come per esempio la percentuale di anziani sulla popolazione completa, quella degli stranieri o quella dei disoccupati. È difficile dargli torto, e anzi, ciò che riscontriamo è che più un tema è parte integrante della cosiddetta agenda setting (ovvero i temi a cui i media offrono più spazio) più è rischio di manipolazione. L’Italia è un paese emotivo, la gente si lascia trasportare dalle emozioni, e le post verità dimostrano solo che le emozioni contano molto più dei fatti per forgiare le nostre credenze sulla realtà. Gli esempi che ha portato Ramunno sono tanti: l’Italia è percepito un paese violento, ma secondo i dati tutti i reati sono in calo, e un altro caso eclatante è l’incentivazione all’energia rinnovabile e fonti fossili, per cui ogni cittadino italiano paga circa cinquecentocinquanta euro l’anno senza che sia esploso alcun dibattito, quando invece, per una questione più marginale come il costo dei sacchetti biodegradabili a pagamento (spesa media a cittadino meno di due euro l’anno), il dibattito si fece aspro.

L’agenda setting commentata sui social genera dunque effetti di polarizzazione molto netti, ma come contrastarli? Secondo Ramunno ci sono due parole chiave, ovvero empatia e rispetto della complessità, due comportamenti corretti per rapportarsi alla conoscenza del mondo che secondo esperimenti psicologici conducono gli utenti a lasciare posizioni estreme e ad avvicinarsi al dibattito costruttivo.

Le fake news sul sangue

Verso questi punti cardinali, empatia e complessità, deve essere dunque orientata la strada per chi lavorerà nella comunicazione sociale, e lo ha ribadito anche Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, che ha raccontato quanto sia serrata la collaborazione tra Avis, Fidas, Fratres e Cns per evitare la circolazione delle fake news riguardanti il sistema sangue. Che tipo di impatto negativo possono avere, infatti, le fake news sul sistema sangue? Creano solo false percezioni o creano anche problemi fattuali, pratici, che poi vanno risolti con sprechi di risorse e lavoro? Entrambe le cose.

Liumbruno ha evidenziato alcuni case-history che vale la pena di riportare. “Secondo i dati 2017 sapevamo che i donatori erano in calo – ha spiegato – e fu deciso di dare la notizia proprio perché si pensava di ottenere la massima eco. Tuttavia non fu pensato che la notizia poteva essere strumentalizzata e generare rassegnazione. Con 1 milione e 700mila donatori il funzionamento del sistema è garantito su 1800 pazienti ogni giorno ma bisogna contrastare le fake news. Arrivano spesso su Whatsapp i messaggi di pazienti bisognosi che hanno necessità di terapia trasfusionali urgente, notizie che oltre a essere stupidaggini crea dei problemi reali, perché il pieno di donazioni può fare molti danni. È stato il caso di alcune maxi-emergenze come il disastro ferroviario in Puglia, momento in cui ci fu l’arrembaggio per donare su un errore comunicativo di una Avis territoriale che comportò la raccolta di più del triplo del sangue che si raccoglie di media in un giorno. Il sangue dura 42 giorni e poi è inutilizzabile, e nessuno sapeva che dal 7 luglio 2016 era stato varato un piano nazionale per le maxi emergenze, che prevedeva le compensazioni tra regioni. Chi è parte del sistema deve garantire la regolarità della donazione che è il migliore modo per garantire la salute dei pazienti e rifuggire l’emotività”. 

Altro tema notoriamente soggetto a fake news è quello del famigerato sangue infetto: da dieci anni non arriva nessuna segnalazione in merito in Italia, eppure le notizie legate al passato sono sempre molto suffragate, anche in casi in cui i contagi via trasfusione sono avvenuti quando non esistevano strumenti scientifici per evitarli. Oggi, ha sottolineato Liumbruno, i donatori si lamentano addirittura di controlli troppo stringenti sebbene necessari per garantire la sicurezza, eppure i media rilanciano con sensazionalismo le notizie sul tema, talvolta puntando su titoli fin troppo accomodati. Forte, secondo lo stesso direttore del Cns, è poi il rischio di manipolazione sul tema del sangue a pagamento, a causa della confusione sui cosiddetti rimborsi, che in realtà sono solo copertura delle spese e dei costi di produzione e di compensazione per le cure dei pazienti. Chi legge Buonsangue sa bene che esiste lucro né sul sangue donato né sul plasma o sui plasmaderivati: grazie all conto lavoro il plasma resta sempre di proprietà pubblica, mentre in altri paese europei il plasma è venduto alle aziende che poi ne fanno quello che vogliono e lo immettono nel mercato, dove si può guadagnare molto di più.

Le testimonianze di Aido e Admo  

Toccante l’intervento di Flavia Perrin, presidente nazionale Aido (Associazione italiana donatori di organi) che come esempio di fake news da contrastare ha introdotto il caso di un 17enne di Verona ferito a morte in un incidente, e purtroppo protagonista di un caso eclatante di cattiva informazione, giacché una testata nazionale ha informato della sua situazione di salute alludendo a una donazione di organi quando il giovane paziente era in coma, e dunque non ancora cerebralmente morto come prevede la legge. “Esiste una grossa responsabilità – ha ribadito la Perrin – ed ecco perché serve collaborazione. Bisogna evitare di leggere che una persona muore in attesa di un organo”.

Nella rassegna di interventi, stesso punto di vista è stato espresso dalla Presidentessa di ADMO nazionale (Associazione donatori midollo osseo) Rita Malavolta, che ha spiegato come le notizie dei giornali sulla donazione di midollo hanno portato effetti positivi e negativi, perché molti donatori nell’ultimo anno si sono iscritti solo sull’onda emozionale. “Le foto di un bambino bisognoso – ha detto la Malavolta – generano ondate emozionali e sensazioni ambivalenti, perché la donazione di midollo è differita e rischia di essere anche 30 anni dopo l’iscrizione. Ci vuole consapevolezza, comprensione del fatto che ci sono ogni giorno persone che lottano per la vita e che il proprio midollo può non servire subito. Informazione corretta e consapevolezza sono le ricette contro i sensazionalismi”.

Le conclusioni

E dunque? Come applicare empatia e rispetto della complessità ed essere efficaci nella comunicazione sociale? Come evitare gli effetti negativi e le decodifiche aberranti? Andrea Volterrani, università di Tor Vergata, non è stato particolarmente ottimista. Il problema secondo lui risiede nei difetti di percezione, perché le credenze comuni si formano nei contesti di condivisione, ma esistono anche mondi separati che non collimano mai. Ecco perché la strada è la chiarezza, ovvero utilizzare messaggi immediati: comunicazione molto raffinate non saranno comprese, e il primo problema che dovrà risolvere il comunicatore sociale sarà il passaggio dalla percezione all’informazione.

Ci vuole strategia: il fattore identitario è decisivo, perché quando non sappiamo qualcosa la tendenza più comune è andare a cercare conferme del nostro pensiero nel gruppo di persone che la pensa come noi. In questo tempo non si vuole più avere qualcuno che faccia da mediatore per aiutarci a comprendere le cose del mondo, ed è un errore: la cosa importante diventa recuperare intermediazione. Non è facile: la tecnologia aiuta queste pratiche e molti cercano visibilità per visibilità, mente invece bisognerebbe cercare di creare comunità. La risposta è trovare il modo di elaborare uno scambio che sia strategico, non basato sulla visibilità ma sulle relazioni puntuali. I social, del resto, altro non sono che relazioni puntuali che diventano riferimenti per persone che vivono tempi di paura, di incertezza e crisi, e quindi sono sempre in cerca di risposte.

E proprio una risposta forte, sul piano metodologico a proposito della comunicazione via social, arriva dal network Parole Ostili, presieduto a Riccione da uno dei suoi ideatori, ovvero la giornalista e filosofa albanese Anita Likmeta. Parole Ostili è un decalogo (fig.2) che intende regolare e definire le buone pratiche di comunicazione on-line, e che si fonda su un principio chiaro e netto: le parole sono quanto di più importante esista. “Bisogna tornare alle parole – ha ribadito la Likmeta – perché l’uomo un milione e mezzo di anni fa iniziò a organizzarsi in gruppo, e la parole sono state la prima forma di tecnologia che l’uomo ha inventato. Le parole possono emozionare, spaventare, uccidere. Il manifesto della comunicazione non ostile, con le nostre dieci regole, è un esigenza per dire che la vita offline e quella on-line non sono separate, e che ognuno di noi altro non è che le parole che pronuncia”. 

cambiostile il Manifesto della comunicazione non ostile in politica

Fig.2

Noi di Buonsangue non possiamo che essere in totale accordo, per un futuro in cui, come diciamo sempre, il gesto del dono possa essere considerato un gesto assolutamente naturale per tutti, e in cui ogni cittadino possa essere informato e consapevole, proprio come i quasi due milioni di avisini, di quanto sia importante avere un sistema sangue solido ed efficiente grazie al lavoro di tutti.

 

Da oggi 17 maggio fino a domenica, l’Avis si riunisce per preparare il futuro

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Da oggi venerdì 17 maggio, fino a domenica 19, andrà in scena la nuova Assemblea Generale di Avis. Lo scenario scelto per ospitare gli oltre 1.000 delegati in rappresentanza di 1.300.000 donatori di sangue e 3.400 sedi distribuite su tutto il territorio nazionale è la riviera romagnola, e precisamente Riccione, con il suo bellissimo Palazzo dei congressi.

Il titolo dell’Assemblea Generale numero 84 sarà “Reti Solidali. Le nuove rotte del volontariato del dono”, un titolo che spiega bene il momento di grande importanza che vive il mondo del sistema sangue dal versante delle associazioni di donatori, una congiuntura che sancisce il bisogno di guardare con grande lucidità e visione programmatica alle sfide del presente e del futuro.

Il mondo del terzo millennio cambia e si modifica a una velocità infinitamente superiore rispetto a quanto è accaduto nel novecento, secolo in cui usi e costumi sociali, riconoscimento dei valori basici della vita e senso di comunità erano universalmente riconosciuti come fondamenti educativi da tramandare.

Interi immaginari, civici e culturali, erano trasferiti da generazione in generazione, e in questo quadro le tecniche di trasmissione dei valori del dono erano quelle tradizionali: famiglia, scuola, luoghi di identificazione nella comunità e nell’aggregazione. Oggi è molto diverso: le fonti che guidano alla conoscenza del mondo sono indirette, esterne e tecnologiche, e la comunicazione, e con essa i metodi per avvicinare al dono del sangue le nuove generazioni, devono necessariamente rinnovarsi.

È per questo che noi seguiremo con occhio particolare, in questa assemblea, il modulo formativo del venerdì dedicato alla comunicazione dl titolo “Il volontariato delle donazioni di sangue, organi e midollo: problematiche della comunicazione scientifica e sociale”, organizzato da Avis Nazionale in collaborazione con l’ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna.

Molto ricco il resto del programma, che come in ogni altra edizione comprenderà dibattiti sulle linee guida associative, tavole rotonde, interventi delle delegazioni regionali e spettacoli. Ecco qui i tre giorni in dettaglio:

Si parte dal venerdì, con i saluti istituzionali e il focus sul bilancio:

84 Assemblea generale Reti solidali Le nuove rotte del volontariato del dono AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue

Fig. 1

Per poi andare avanti il sabato con il giorno più ricco sul piano dello scambio prettamente associativo e uno spettacolo serale dedicato alla musica.

 84 Assemblea generale Reti solidali Le nuove rotte del volontariato del dono AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue (1)

Fig.2

 Infine domenica, con un focus importante sul tema integrazione e disabilità e la chiusura dei lavori.

84 Assemblea generale Reti solidali Le nuove rotte del volontariato del dono AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue (3)

Fig. 3

Ecco, infine, l’editoriale del presidente Gianpietro Briola dedicato a tutti i donatori avisini attesi a Riccione per un convegno che sarà un tappa davvero importante per il futuro dell’associazione più grande d’Italia.

“Carissimi, questa 84^Assemblea si apre nel ricordo commosso della figura dell’ex presidente Mario Zorzi. Ne parleremo con i delegati e giustamente abbiamo dedicato a lui la copertina di questo numero speciale della rivista. Sarà poi la rete il tema forte di queste 3 giornate. Ma che cos’è innanzitutto la rete solidale di cui parliamo nel titolo?

Siete voi!

Voi volontari e delegati arrivati da tutta Italia al Palazzo dei congressi di Riccione!

Voi amici e donatori che state seguendo e seguirete questo momento attraverso i racconti di chi sarà presente in Riviera o sulle nostre pagine web e social!

Voi, che nelle vostre sedi e nei vostri comuni, fate vivere l’AVIS nei mille incontri e nelle mille iniziative che organizzate e promuovete!

L’Assemblea generale – quest’anno come ogni anno – è il vostro momento. Non è solo un incontro per adempiere ad alcuni obblighi burocratici, ma è l’occasione per ricordarci che i protagonisti della storia dell’AVIS – da oltre 90 anni – siete voi.

In queste 3 giornate parleremo di tanti temi: trasfusionali, sanitari, sociali. Cercheremo di delineare le sfide attuali e future di AVIS, dal ruolo dei giovani al centro studi, dalla comunicazione alla formazione, in un contesto di generale contrazione delle risorse pubbliche. Ascolteremo le voci dei territori, attraverso gli interventi delle delegazioni regionali, e di tanti altri ospiti che interverranno a vario titolo (autorità locali e nazionali, esperti di terzo settore, testimonial del mondo del volontariato, etc…)

In un mondo che viaggia a velocità frenetica, ascoltare e ascoltarsi è sempre più importante e decisivo. Vorrei che da ciascuno di questi interventi potessimo trattenere qualcosa di utile per le nostre AVIS e per il nostro modo di essere avisini: orgogliosi della nostra storia ma aperti al futuro, sapendo rinnovare i nostri valori di solidarietà e di altruismo.

Vorrei anche che queste giornate fossero l’occasione per approfondire legami umani e sociali, con i delegati del proprio territorio e delle altre parti d’Italia, scoprendo nuove modalità per avvicinare i donatori e promuovere l’Associazione.

Vorrei salutarvi con la stessa citazione che ho messo nelle conclusioni della relazione assembleare”.

A San Giovanni Rotondo, in Puglia, manca poco all’assemblea nazionale Fratres

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Sarà un week-end importantissimo per le associazioni di donatori di sangue quello che inizierà il prossimo venerdì, il 17 maggio, e proseguirà fino a domenica 19. Dell’assemblea generale e di nazionale Avis abbiamo già detto molto lo scorso 25 aprile, anticipandone temi e contenuti principali, ma in contemporanea, in Puglia, e precisamente a San Giovanni Rotondo, andrà in scena anche la 49esima assemblea nazionale dei gruppi donatori di sangue Fratres.

Il convegno si terrà al Centro di Spiritualità Padre Pio, e la scelta di una sede così pregna di significati simbolici non è certamente casuale per quella che, tra le associazioni di donatori italiane, ha sicuramente l’ispirazione e la vocazione più cattolica e più legata al credo religioso.

Nello scenario garganico saranno rappresentati quindi gli oltre “600 Gruppi Donatori di Sangue FRATRES operanti nel territorio nazionale, i dirigenti nazionali e territoriali del movimento e le Autorità civili, militari e religiose nonché quelle del settore socio-sanitario e del Volontariato Associazionistico in genere”.

Il focus, neanche a dirlo, sarà incentrato sulla necessità della raccolta, che scaturisce dai dati numerici osservati sotto la lente della statistica, giacché, come risulta dal comunicato stampa di presentazione,  emerge che “la necessità di trasfusioni è pari in Italia, ogni giorno, a quasi 8.200 unità di sangue per circa 1.800 persone, e non deriva solo da incidenti o situazioni di emergenza – come ancora purtroppo una grande parte della popolazione percepisce – bensì anche dalle emoglobinopatie che costringono a trasfusioni periodiche nonché ovviamente dagli interventi chirurgici programmati”.

Serve dunque portare più donatori ai centri trasfusionali, e serve non di meno investire tempo e risorse sull’informazione più giusta e accurata sul tema della donazione, che non deve essere scambiata per un semplice gesto di solidarietà occasionale in seguito a delle emergenze o a delle catastrofi, ma deve essere riconosciuta sempre di più come un comportamento di educazione civico assolutamente normale, parte integrante del nostro bagaglio culturale da cittadini.

Interessante, in quest’ottica, il parallelo con l’assemblea generale di Avis, che a corredo dei tre giorni di incontri ufficiali ha organizzato un modulo di formazione per giornalisti sugli stessi argomenti, in programma al mattino di venerdì 17 maggio.

Ecco, infine, in figura 1, il programma dei tre giorni targati Fratres, così commentati dal presidente nazionale dell’associazione, Sergio Ballestracci “L’Assemblea Nazionale Fratres torna a San Giovanni Rotondo dopo 15 anni, e, nonostante il rischio che alcune nostre realtà, più geograficamente lontane, potessero incontrare difficoltà alla partecipazione, quest’anno abbiamo aumentato notevolmente il numero di presenze di rappresentanti di Gruppi Fratres già in fase di iscrizione, raggiungendo un numero record di prenotazioni. Sicuramente questo dimostra un gran senso di responsabilità associativa, in funzione degli importanti argomenti in discussione, che consentirà una più partecipata concertazione e condivisione delle linee programmatiche dirigenziali che saranno ordinariamente proposte, dibattute ed approvate, risultando al contempo sia prezioso, per avere una platea molto rappresentativa del movimento per il dibattito interattivo associativo-istituzionale “Problematiche e strategie di raccolta sangue” del venerdì, che determinante, per consentire alla seduta straordinaria di sabato pomeriggio di poter democraticamente “Costruire Insieme il Futuro della Fratres”, pronunciandosi sulla riforma statutaria nazionale, regionale e territoriale, frutto di un lungo percorso di coinvolgimento associativo che si è anche, in itinere, combinato con le necessità di adeguamento al Codice del Terzo Settore e che completa quanto già introdotto tempestivamente per gli statuti dei singoli Gruppi – motivo che ha determinato il titolo di questa Assemblea”.

 49a ASSEMBLEA NAZIONALE DEI GRUPPI DONATORI DI SANGUE FRATRES FRATRES eventi dei gruppi

Fig.1

A tutti gli associati Fratres, e a tutti i donatori pugliesi, non resta che far tappa a San Giovanni Rotondo e partecipare al dibattito.

Plasma irregolare per interventi di chirurgia plastica: da Sky TG24 una notizia che apre a riflessioni

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È notizia fresca che arriva da Sky TG 24 la chiusura di numerose cliniche private che, in modo assolutamente illecito erano solite offrire trattamenti di bellezza basati sull’utilizzo di plasma PRP, ovvero plasma ricco di piastrine, in grado, secondo i chirurghi plastici indagati e fermati, di apportare enormi benefici alla vitalità dei tessuti epidermici.

Di ampio raggio il blitz dei Nas che hanno chiuso numerose cliniche a Milano, Bologna e Firenze, sospeso medici a Roma, e sequestrato cosmetici in Emilia Romagna e Puglia.

Questo caso di cronaca ci restituisce piuttosto bene la misura di quanto sia fondamentale, decisiva, e inalienabile la gestione di una risorsa come il plasma su base pubblica per il fattore sicurezza, con una piena e continua collaborazione tra gli stakeholder del sistema sangue: istituzioni, industria della plasma-lavorazione (in coordinamento con le stesse istituzioni) e donatori, attraverso una prassi come la lavorazione in conto terzi, nata in Italia e in grado di tracciare la risorsa che arriva poi all’utente finale attraverso ogni tracciatura e in piena sicurezza, con il plasma che resta pubblico dalla raccolta fino alla distribuzione.

Quando parliamo dei rapporti tra plasma e mercato non manchiamo mai di ricordare quanto siano importanti le stime degli esperti sul valore di questo mercato negli anni che verranno.

Più di venti miliardi di dollari nel 2021, con una crescita annuale vicina al 7% secondo gli esperti: e se si pensa all’enorme fabbisogno mondiale dei farmaci salvavita e all’imminente sviluppo di mercati di utenti finali estremamente ricchi come India, Cina e Sud America, è facile capire il perché.

È altrettanto importante ricordare che quando si parla di sangue e di plasma – risorse biologiche assolutamente primarie del nostro organismo – la ricerca scientifica investe i piani più disparati, che vanno da serissime ricerche sui tumori e sull’enorme quantità di informazioni che il nostro sangue è in grado di trasportare, fino al plasma come fonte per l’eterna giovinezza e come elisir di bellezza eterna.

Poiché spesso ricerca e mercato hanno scopi diversi e soprattutto tempi di attesa per i rispettivi risultati decisamente incompatibili, bisogna stare molto attenti alle attività illecite che si fondano su un uso indiscriminato delle risorse.

Cosa potrebbe accadere infatti in caso di una progressiva liberalizzazione, e senza freni agli utilizzi commerciali del plasma più spregiudicati? Di certo si incentiverebbe la raccolta del plasma a pagamento in territori difficili, come ha testimoniato una ricerca del New York Time di cui si è parlato in tutto il mondo.

Tutti temi che le associazioni di donatori conoscono molto bene, e che non vanno mai sottovalutati. Proprio alle associazioni e ai dirigenti del sistema sangue il compito di bilanciare con la diffusione della cultura del dono e la corretta informazione, le pressioni sulla deregulation che non di rado arrivano da alcuni grandi gruppi farmaceutici internazionali.

 

Al Festival del Volontariato di Lucca per “Ricucire” gli strappi del paese. E con Avis a parlare di maxi-emergenze

Festival italiano del Volontariato

Un lungo week-end a Lucca, per festeggiare il volontariato con il suo significato profondo che trova le sue radici nel senso di comunità, e per fare in modo che l’impegno dei volontari in tutte le sue mille forme possa scambiarsi e raccontarsi in un grande evento, mentre si alimenta il dibattito e si stabiliscono sinergie.

È questo lo spirito del Festival del Volontariato di Lucca, attivo dal 2011 e giunto alla nona edizione con una crescita costante di pubblico e peso specifico, in eventi che negli anni hanno potuto contare su ospiti noti e insigniti di un ruolo istituzionale come Matteo Renzi, Laura Boldrini, Maria Elena Boschi, Antonio Polito, o di personaggi di spettacolo e cultura come Philippe Daverio, Franco Cardini, Maria Grazia Cucinotta, Enzo Bianchi, Stefano Boeri.

L’edizione di quest’anno è sintetizzata dal titolo “Ricucire”. Una scelta che apprezziamo e comprendiamo, perché in grado di offrire il senso profondo del ruolo che il volontariato svolge in Italia – un ruolo insostituibile che consente di ovviare alle tantissime inefficienze della rete istituzionale e alle tantissime emergenze – e al tempo spesso richiama simbolicamente a un bisogno che si sente nell’atmosfera, la ricostruzione di un senso ampio ed empatico di comunità che troppo spesso è sostituito da una perdita generalizzata del sentimento dell’altro, come del resto non ha mancato di far notare, nel discorso di inizio anno, anche il Presidente della Repubblica Mattarella.

Naturalmente, in questo contesto, come nelle edizioni precedenti, non poteva mancare uno spazio importante sui temi del sistema sangue e della donazione: Avis Nazionale ha infatti organizzato per oggi venerdì 10 maggio  un convegno in collaborazione con Avis regionale Toscana, con l’ufficio scolastico di Lucca – Massa Carrara e il Rotaract, dal titolo “Lo stesso paio di maniche”, all’interno del quale sarà presentato “Be presilient” un progetto ludico per i giovani che nasce con lo scopo di sensibilizzarli sul rapporto tra maxi-emergenze e donazione di sangue, un tema che come sappiamo è troppo spesso sottovalutato. Cosa accadrebbe se il paese fosse colpito da una calamità naturale o da un attentato terroristico? Com’è organizzato il sistema sangue in questi casi? Quanto è importante il ruolo del volontariato? Cosa dice il piano nazionale contro le maxi – emergenze?

Se ne parlerà a Lucca, e attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti ludici, “Be Presilient” vuole contribuire a sfatare i luoghi comuni e le reazione mediatiche errate che esplodono nelle situazioni di emergenza, con appelli confusionari e indiscriminati che invitano a donare sangue, come avvenne, per esempio,  il 12 luglio 2016 in Puglia, quando due treni si scontrarono causando 23 morti e più di 50 feriti.

Le ragioni che uniscono Avis al Festival del Volontariato le ha ben spiegate il presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola: “Siamo a Lucca anche quest’anno – ha detto – perché ci interessa portare il nostro contributo al tema proposto quest’anno. Nell’Italia del volontariato che ricuce, anche i donatori di sangue, con il loro gesto di altruismo, contribuiscono ogni giorno a garantire a migliaia di ammalati un prezioso farmaco salvavita quale il sangue. Il progetto che presentiamo, inoltre, sottolinea l’importanza del volontariato nella programmazione e nell’utilizzo di corretti comportamenti nelle situazioni di emergenza”.

Al pubblico, ai volontari e ai donatori non resta che scaricare il programma qui e andare a seguire gli eventi per vivere un fine settimana all’insegna della solidarietà.

A Rimini la Conferenza Nazionale del SIMTI, giunta alla sesta edizione: sicurezza del donatore, plasma e raccolta sangue i temi da discutere

SIMTI logo x Alel

Il sistema sangue italiano è tenuto in piedi da tre gambe, le sue fondamenta: donatori, istituzioni e professionisti del sistema sanitario: questi ultimi da diversi anni hanno istituito il loro ritrovo annuo, e quest’anno i trasfusionisti italiani si incontreranno a Rimini dal 9 all’11 maggio: arriva infatti la Conferenza Nazionale della SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) giunta alla sua sesta edizione.

L’associazione, lo ricordiamo “raggruppa circa duemila medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio biomedico che operano nelle strutture trasfusionali e nelle unità di raccolta delle donazioni di sangue in tutta Italia”, un caposaldo dell’attività quotidiana sul campo che deve lavorare e interagire con la massima efficienza con gli altri attori di sistema.

A Rimini saranno moltissimi i temi in programma, a partire dalla sessione plenaria di giovedì 9 maggio e per i due giorni successivi: il focus sarà dedicato al plasma inteso come risorsa strategica, ai programmi di plasmaferesi e all’autosufficienza in fatto di plasmaderivati e a come lavorare su aspetti più comunicativi legati alla donazione, ovvero la promozione del gesto del dono e le migliori strategie per motivare i donatori, per poi finire con una dissertazione su standard e requisiti di autorizzazione e accreditamento dei centri trasfusionali.

Tantissimi gli ospiti autorevoli che si esprimeranno, tra cui Pierluigi Berti (presidente SIMTI), Gianpietro Briola (presidente di Avis Nazionale), Pasquale Colamartino, Vasto (CH), componente del comitato direttivo del Centro Nazionale Sangue, Vanda Randi direttore del Centro Regionale Sangue Emilia Romagna, e tantissimi altri medici trasfusionali provenienti da tutte le regioni italiane.

Il senso profondo del convegno è stato espresso proprio da Pierluigi Berti, che ha presentato il convegno ponendo l’accento sull’importanza della sicurezza del donatore e dei pazienti, non nascondendo tuttavia una nota di preoccupazione sulla frequenza delle donazioni: “Il primo valore da difendere per noi trasfusionisti è la sicurezza dei pazienti trasfusi, tutelata dalle norme nazionali ed europee: ma per continuare a farlo efficacemente i trasfusionisti devono essere in numero adeguato, ed inseriti in una rete trasfusionale forte, in cui operare in sinergia con le associazioni dei donatori. Oggi assistiamo invece ad una progressiva desertificazione delle nostre strutture, alla quale bisogna al più presto porre rimedio”.

L’obiettivo di questi tre giorni, dunque, è uscire dal dibattito e dallo scambio di idee con strategie e programmi per il futuro sul tema della raccolta, per affrontare le sfide del futuro in sinergia con le associazioni di donatori, e riportare i donatori periodici e quelli esordienti in massa ai centri trasfusionali. Chi, tra gli addetti ai lavori, vuole partecipare o saperne di più, può consultare il sito del SIMTI per tutte le informazioni in merito, e scaricare il programma completo del convegno a questo link:

https://www.centronazionalesangue.it/sites/default/files/Simti%20-%20Programma_definitivo_sito%20%281%29.pdf

Donare il sangue è importante come bere l’acqua: la bellissima campagna di Avis Provinciale Olbia – Tempio e Acqua Smeraldina

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Il sangue è una risorsa così importante per ogni comunità, che lo abbiamo spesso paragonato agli elementi senza i quali sarebbe impossibile il perdurare della vita: cibo, ossigeno e acqua. Lo abbiamo fatto, per esempio, quando abbiamo approfondito il tema sangue in termini geopolitici, ricordando che un mondo in cui la produzione di plasma mondiale è per il 60% ad appannaggio degli Stati Uniti a fronte di una popolazione mondiale del 5% non è sostenibile. Lo abbiamo fatto parlando di futuro, e di condizioni di equità per la qualità delle cure sanitarie anche nei paesi in via di sviluppo, e lo abbiamo fatto raccontando il dramma PFAS in Veneto, che da ormai molti mesi sta creando preoccupazioni e disagi alla popolazione a causa dell’inquinamento delle falde acquifere.

Ecco perché ci piace davvero moltissimo la nuova campagna a favore della donazione pensata da Avis Provinciale Olbia-Tempio, in Sardegna, e Acqua Smeraldina.

“Donare… naturale come bere l’acqua”, è il messaggio forte che si vuole convogliare attraverso un’idea semplice ed efficace: la Smeraldina imbottiglierà la sua acqua in una confezione speciale, un tetrapak da mezzo litro in cui saranno rappresentati il logo di Avis, lo slogan della campagna e varie informazioni importanti per la donazione di sangue, come si può vedere in foto.

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Fig. 1

Le sensazioni dei protagonisti e le parole di chi ha pensato e portato a compimento il progetto sono riportate in questo valido approfondimento del sito donatorih24:

Il bene più prezioso per sensibilizzare alla donazione Avis dà il via a “Donare… naturale come bere l’acqua”

A noi, gli aspetti che colpiscono più positivamente, sono soprattutto due: 1) da un lato l’accostamento tra un gesto che si compie in assoluta naturalezza come quello del bere, che ciascuno di noi compie decine di volte ogni giorno, a quello del dono del sangue, a testimonianza del fatto che le associazioni di donatori lavorano ogni giorno per l’obiettivo ambizioso di abituare le persone a recarsi nei centri trasfusionali in assoluta naturalezza; 2) dall’altro la capacità di coinvolgere in un progetto così bello ed efficace una forza produttiva del territorio, una forza che sta sul mercato con un prodotto di qualità e decide di utilizzare proprio il suo prodotto per miscelare esigenze economiche e culturali.

Ci sembra la strada giusta, e lo diciamo spesso: solo attraverso le reti e collaborazione tra attori sociali è possibile cambiare, in meglio, il nostro tempo.

Condividiamo dunque la notizia, e abbracciamo l’hashtag #DonareNaturaleComeBerelAcqua sui nostri canali social, e ciascuno di noi avrà dato un piccolo contributo.

 

 

Raccolta sangue, dopo la carenza in Toscana un’analisi generalizzata all’inizio di maggio. Serve portare i donatori ai centri trasfusionali

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Mercoledì primo maggio abbiamo fatto nostro l’appello di Avis Livorno, a seguito di una carenza sangue registrata sul territorio. Si trattava di una carenza generalizzata su sangue intero e plasma riguardante la Regione Toscana, così come abbiamo prontamente registrato mostrando la situazione dal sito del meteo del sangue in Toscana. È cambiato qualcosa negli ultimi giorni? E qual è la situazione della raccolta nei territori dove il meteo del sangue è un servizio attivo? Andiamo a scoprirlo.

Stabile la situazione in Toscana anche dopo l’aggiornamento di giovedì 2 maggio a metà pomeriggio. Sempre emergenze chiare per entrambi i poli del gruppo A e del gruppo, urgenza per il B- e fragilità per il B+. L’appello è dunque sempre valido e la speranza è che nelle prossime due-tre settimane le previste aperture domenicali possano fare la differenza.

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Fig.1

In Friuli Venezia Giulia, la situazione è altrettanto difficile. Se tiene il plasma, le cui scorte vanno certamente fortificate dai donatori, difficile è la situazione per i gruppi A-, B+ e B-, e 0-, tutti affetti da carenze gravi.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 2

In Piemonte la situazione è leggermente migliore, sia a Novara, dove il Meteo del sangue segnala tuttavia fragilità nei gruppi B+, B- e A-. Emergenza più marcata invece per il grippo 0-.

Home Page AVIS Comunale Novara

Fig.3

A Biella, solo un gruppo è in sofferenza: lo 0 negativo, mentre per tutti gli altri il regime è quello della stabilità.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 4

Passiamo all’Emilia Romagna, che sta valutando, proprio come avviene in Toscana, un Meteo del sangue su base regionale. Intanto però, come nelle scorse settimane vediamo la situazione in alcune delle principali province. A Ferrara, come spesso accade, carenza generalizzata. Non vi è gruppo che non soffra, con carenze gravi per il gruppo 0+ e il B+.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 5

Molto diverso il quadro a Rimini e Romagna, dove invece un solo gruppo è in sofferenza, il gruppo A-, mente una lieve carenza si registra per il gruppo 0-. Ovviamente, e bisogna specificarlo, il fatto che gli altri gruppi siano verdi al 100%, non significa che non serva donare. Il 100% indica i livelli di scorte minime per non andare in sofferenza.

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Fig. 6

Infine Reggio Emilia: solo il gruppo 0- vive una situazione ottimale, carenze lievi e grave in tutti gli altri.

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Fig.7

Infine, non va dimenticato che anche in questo inizio di maggio le donazioni proseguono: e proprio allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end festivo in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 3 maggio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 8.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 8