Il settembre delicato è ancora nel vivo: tra carenze e risposte dei donatori, andare a donare è il gesto più importante

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Il sangue di San Gennaro si è liquefatto ancora, come da tradizione, e tra superstizione, fede e folklore non possiamo che augurarci che, oltre ai 5 milioni di euro distribuiti dal lotto in Campania con l’uscita del numero 18 (che nella smorfia napoletana corrisponde per l’appunto al sangue), l’occorrenza e i riferimenti al sangue sui media spingano anche molte più persone alla donazione.

Battute a parte, però, il settembre delicato per le carenze generalizzate in diverse regioni non è ancora alle spalle, e donare senza indugio è il gesto più importante che si può compiere. I promemoria non mancano. Oltre al miracolo di San Gennaro infatti, questa è anche la settimana di Match It Now, la settimana nazionale per la donazione del midollo osseo e cellule staminali emopoietiche, evento nazionale promosso dal Centro Nazionale Trapianti, Centro Nazionale Sangue, Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (IBMDR), dalla Federazione ADMO e dalla Federazione ADOCES che si svolge in 180 piazze italiane dal 15 al 22 settembre. Una vera e propria iniezione di energia alla cultura del dono che già ha creato momenti esaltanti nei centri principali da nord a sud Italia, come per esempio a Bari, dove la Torre della palazzo della Città Metropolitana è stata illuminata di rosso per due giorni creando attenzione, meraviglia e curiosità.

La Puglia dunque: come spesso è accaduto nelle ultime settimane si registra una carenza sangue all’ospedale Perrino di Brindisi, problema al quale si spera che i donatori possano dare una pronta risposta. Intanto però le associazioni rispondono con le donazioni speciali del fine settimana: a Corato, per esempio, in provincia di Bari, giornata della prevenzione organizzata da Fratres con possibilità di donare a mattina e pomeriggio sia sabato 22 che domenica 23 settembre. A Ostuni invece, hanno contribuito già ieri, il 20 settembre, con una donazione speciale organizzata da Avis.

Tra le regioni più colpite dalle carenze settembrine c’è poi la Toscana: come segnala MeteoWeb il calo di donazioni in regione per il 2018 è circa del 3%, una tendenza che va necessariamente invertita. Anche perché, secondo il meteo del sangue, la situazione è già in miglioramento anche se sono molti i gruppi che hanno bisogno di essere raccolti (Fig.1). Se la situazione del B+ e dell’A+ è difatti migliorata e risolta, restano urgenze B-, fragilità per A- e AB-, ed emergenze per entrambi i poli del gruppo 0.

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Fig.1

Cosa fare? In provincia di Massa Carrara, via alle giornate della donazione, con gli appelli di Anna Baldi, direttore del servizio trasfusionale dell’ASL per l’ambito di Massa e Carrara, che ringrazia inoltre Avis e Fratres per aver organizzato, ieri 20 settembre il prossimo 26, il plasmaday, ovvero una giornata intera dedicata alla raccolta e alla sensibilizzazione sulle ragioni del dono.

In Emilia Romagna, a Pontenure in provincia di Piacenza, festa avisina per ringraziare i donatori visto il contributo costante e immediato,  mentre a Ferrara, in una delle zone maggiormente colpite dal West Nile Virus, gli infettivologi spiegano come si può e ci si deve comportare per limitare i contagi.

In Piemonte, a Cuneo, il connubio dono e sport non smette mai di fare proseliti e di creare aggregazione: legame forte, dunque, tra Avis e i campionati mondiali di pallavolo in scena proprio in questi giorni.

In Veneto, a Gaiarine in provincia di Treviso, la festa per il 55esimo compleanno della sezione Avis è una buona occasione per richiamare all’opera i giovani donatori, di cui c’è un bisogno assoluto in tutto il paese, mentre in Liguria Genova Post segnala che con il drammatico crollo del ponte Morandi i problemi sono arrivati anche sottoforma di disagi vari per i donatori. Poiché c’è bisogno di sangue, è necessario allora lanciare il cuore oltre l’ostacolo, ricordando a tutti che chi dona poi riceverà direttamente a casa le proprie utilissime analisi del sangue.

In Friuli le informazioni le offre il portale dei donatori di Udine, che testimonia carenze gravi per i gruppi A+, B+ e B, mentre la situazione è delicata per entrambi i poli del gruppo 0.

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Fig.2

Tornando al centro – sud, infine, buona partecipazione a Roma per la giornata di donazione in Campidoglio, terzo appuntamento di un programma di un più ampio programma di sensibilizzazione, mentre una carenza delicata si registra in Campania, a Salerno, dove all’ospedale Ruggi il rischio è di dover rimandare qualche operazione chirurgica.

In ultima istanza il consueto sguardo sui social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 21 settembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Fig.3

Quelle informazioni chiare ed esaustive che dovrebbero far parte del dibattito pubblico quotidiano: un’idea per diffondere la cultura del dono

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Ci piace molto e ci convince, perché funzionale a fornire tutte le informazioni necessarie, la scelta di dare risalto, sul sito di Avis Nazionale, al video intitolato “I requisiti per diventare donatore di sangue”: una clip completa che offre tutte le informazioni principali intorno al mondo del dono.

Eccolo qui il video, per chi vuole vederlo:

I motivi per cui confidiamo sull’efficacia di questo contenuto li avevamo già espressi in questo mini approfondimento di fine primavera.

I video di Avis sul mondo del dono: semplici ed essenziali per il pubblico giovane

Come si può vedere, sono bene elencate in modo chiaro e facilmente memorizzabile, tutte le caratteristiche del donatore ideale. Certo, chi arriva su Avis già interessato al dono e intenzionato a diventare donatore, entrerà rapidamente in confidenza con tutto ciò che gli serve sapere, dai principi generali (età minima e massima, peso, stile di vita) a tutti gli eventuali periodi di sospensione temporanea per motivi di salute, fino alle esclusioni totali (gli stili di vita non compatibili), ma altrettanto importante sarebbe che contenuti come questo (di Avis o di qualsiasi altro operatore) uscissero dai canali già predisposti e noti ai donatori per apparire sui siti dei quotidiani nazionali, sui siti di quelli locali, e anche in televisione.

Si tratta di predisporre spazi che dovrebbero appartenere di diritto a un concetto di interesse comune, almeno nell’idea, che proviamo a promulgare ormai da tanto, di una campagna congiunta tra associazioni, media e istituzioni a favore della cultura del dono.

Il panorama odierno, per quanto ricco di operatori di assoluto valore che mettono enorme impegno sul campo, sul piano della comunicazione ci sembra ancora troppo frammentato, specie su una battaglia culturale che si deve giocare e vincere in squadra.

Proseguendo la navigazione sul sito di Avis attraverso il pulsante “scopri di più”, si entra inoltre in una pagina davvero importante, che approfondisce in modo esemplare tutti le tematiche legate al sangue e al dono, a partire dai principi etici e solidali che sono alla basa di questo gesto (in fig.1), fino alle informazioni specifiche sul sangue, sul perché è importante donarlo, sui tipi di donazione esistenti, sulla compatibilità dei gruppi e sulle informazioni logistiche per donare rapidamente e senza complicazioni.

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Fig.1

Perché un vademecum così completo non può diventare, per esempio, un contenuto fisso nei quotidiani cartacei, e una finestra ben visibile nelle homepage dei quotidiani on-line? Solo un problema economico? Crediamo di no, visto che l’informazione cartacea e sulla rete può contare su contributi pubblici che potrebbero prevedere in “payback” anche spazi da destinare alla diffusione di contenuti di pubblico interesse. Forse è solo un problema superabilissimo di visione e di coordinamento. Si potrà arrivare a una concertazione su questa nostra proposta?

Intanto però, nell’attesa che l’aderenza degli attori del sistema angue a una tale strategia di comunicazione collettiva possa serpeggiare e concretizzarsi, noi continuiamo a fare la nostra parte.

 

West Nile Virus: aumentano i casi in molte zone d’Italia. Ecco come essere sempre informati

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Per l’arrivo del freddo e la naturale eliminazione delle zanzare ci vorrà ancora un bel po’, e così, intanto, i problemi legati alla diffusione del West Nile Virus tramite questo parassita non accennano a diminuire. Anzi, semmai aumentano. Soltanto nelle ultime 48 ore, segnalazioni a mezzo stampa arrivano da ogni parte del nord Italia e dalla Sardegna, ma anche dal Lazio.

Il Sussidiario.net riporta che il virus è ormai sbarcato in Sardegna, anche se Il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità parla di “dimostrata circolazione del virus della Febbre del Nilo solo nell’animale vettore” e richiama l’attenzione sul caso di un anziano residente in Piemonte costretto al ricovero in ospedale e sul contagio di alcuni cavalli nel Lazio, a Cisterna di Latina.

Poiché il coinvolgimento della Sardegna è abbastanza recente, il portale Sardegna in Blog ha dedicato al tema un lungo approfondimento, spiegando sintomi, modalità di diffusione e casistica della malattia West Nile, dalla totale assenza di sintomi (l’80% dei casi), fino all’unico caso su mille in cui il contagio può essere letale.

L’Arena, quotidiano di Verona, dedica al caso uno speciale, e testimonia che finora i cittadini veneti colpiti dal virus sono addirittura 180. Sempre in Veneto, il Corriere delle Alpi sceglie un taglio molto allarmista che non condividiamo, spostando l’attenzione sui problemi legati alla donazione di sangue, inserendo nella notizia anche i casi di punture di zecche, mentre a Treviso, come riporta Treviso Today, il West Nile Virus è oggetto di una contesa politica, con il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni che ha parlato apertamente di “problema sottovaluto”, e ha chiesto le dimissioni dell’assessore alla Sanità della giunta Zaia Luca Coletto.

La Nuova Ferrara, in Emilia Romagna, si spinge invece oltre il crisma della territorialità e riporta la tabella dei casi in cui la malattia è degenerata nella sua forma più invasiva e fastidiosa, quella neuroinvasiva, forma che di solito colpisce gli anziani e che, a quanto pare, non risparmia nemmeno i giovani, con nove contagi nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 44 anni su un totale di 148.

Caso grave anche a Piacenza, come scrive il quotidiano Libertà, e sempre per restare in Emilia Romagna approfondimento anche da parte della Gazzetta di Modena, che parla di un notevole incremento di casi rispetto agli anni scorsi.

Per completare il novero dei territori al nord, anche dal Friuli Venezia Giulia arrivano segnalazioni: Il Piccolo avvisa di un caso di contagio nel Monfalconese, a Ronchi dei Legionari in provincia di Gorizia, un caso che per fortuna è stato già curato.

Infine la situazione nel Lazio, a Latina: a essere colpiti, in questo caso, sono alcuni cavalli (così come a Brescia), ma secondo la regione Lazio la situazione è sotto controllo.

E per quanto riguarda il sistema sangue? L’aumento dei casi di West Nile è sicuramente tra le cause, assieme al calo endemico dei mesi estivi, che hanno complicato la raccolta in questo mese di settembre, provocando carenze generalizzate in molte regioni italiane e in particolar modo in Toscana, Lazio, Campania e Basilicata.

Tuttavia non bisogna smettere di andare a donare: il Centro nazionale sangue pubblica a cadenze regolari gli aggiornamenti sulla situazione e la tabella sinottica dei luoghi in Italia e all’estero per le quali anche un breve soggiorno di una sola notte implica l’attivazione delle misura di sicurezza anti diffusione, ovvero lo screening preventivo per mezzo del testNat (misura raccomandata dalle autorità sanitarie proprio al fine di limitare il calo di donazioni estive), o la sospensione temporanea del dono del sangue per 28 giorni.

Ecco in figura 1 la tabella aggiornata a venerdì 14 settembre. Chi deve spostarsi da zone incontaminate a zone in Italia e all’estero in cui invece si sono registrati casi, è meglio che vada a donare prima di viaggiare. Solo attraverso la conoscenza e l’informazione, si possono limitare i danni.

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Fig.1

È la settimana di Match It Now, cultura del dono su 180 piazze italiane. E poi le news su carenze, West Nile e iniziative speciali

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È trascorsa un’altra settimana verso la normalità. Settembre entra nel vivo con i suoi ritmi meno influenzati dal caldo e dal sole, ma i giorni sono complicati in virtù della carenza grave segnalata lo scorso venerdì dal Centro nazionale sangue, 800 sacche in Basilicata, Campania, Lazio e Toscana. Cos’è successo in proposito?

Dalla Basilicata arrivano buone notizie: l’emergenza sta completamente rientrando. A comunicarlo è l’Avis regionale attraverso La Gazzetta della Val d’Agri, che ringrazia i donatori e chiede alla regione che non vi siano più problemi di trasporto (sacche e personale) a causa dell’assenza di carburante nei mezzi preposti. Un richiesta più che legittima.

Purtroppo non evolve in modo altrettanto positivo la situazione in Toscana, dove l’emergenza prosegue ormai da diversi giorni. Il calo di donazioni estive ha sicuramente influito, e per ora la situazione è complicata per quasi tutti i gruppi. Emergenze per A-, 0+ e 0-, urgenza pe il B-, fragilità per A+, B+ E AB- e unica eccedenza per l’AB+.

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Fig.1

Eppure in questi giorni la risposta dei donatori non è mai mancata: a Fucecchio, per esempio, comune che fa parte della città metropolitana di Firenze, andrà in scena per tutto il week-end, a partire da oggi 14 settembre fino a domenica 16, la Festa del Donatore organizzata da Fratres, volta a sensibilizzare la comunità sulla cultura del dono attraverso manifestazioni ed eventi.

In Campania si prova a rintuzzare l’emergenza attraverso l’organizzazione di donazioni speciali: per esempio, in Irpinia, a Chiusano San Domenico (Avellino) è ancora la Fratres a mobilitare i propri affiliati, affinché vadano a donare durante l’intera mattinata del 16 settembre.

Per quanto riguarda il Lazio, dove le carenze sono abbastanza generalizzate, è sempre necessario donare. Sul sito della Regione, è possibile consultare un’esaustiva tabella che contiene tutte le informazioni sui luoghi dove farlo al link https://www.salutelazio.it/donare-il-sangue.

Anche nelle altre regioni tuttavia non mancano le iniziative: in Friuli a mobilitarsi, come ci racconta il quotidiano on-line Il Friuli, è l’apparato militare a darsi da fare, con una donazione speciale in caserma al 132° Reggimento carri a Cordenons, in provincia di Pordenone. Dal portale dei donatori di Udine invece apprendiamo che la situazione non è straordinaria neanche lassù a nord-est: carenze gravi per i gruppi A+, B+ e B-, ma scorte in calo anche per entrambi i poli del gruppo 0.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig.2

In Valle d’Aosta, a partire da sabato fino al 6 ottobre, inizia DonoDay 2018, una splendida iniziativa itinerante con feste, eventi speciali e tanta partecipazione; davvero un buon modo di comunicare l’importanza di donare sangue a gene di tutte le età. Dopo il successo dello scorso anno, si va dunque avanti. Su bobine.tv tutte le informazioni necessarie.

In Lombardia, invece, imperversa la minaccia West Nile Virus. Tra i cittadini e i donatori serpeggia un po’ di preoccupazione per l’eventualità di contrarre la malattia, ma da Avis Legnano arrivano le rassicurazioni. A Monza e in Brianza intanto, le sedi Avis locali cercano 2 volontari per il servizio civile nazionale. Su Monza Today tutte le informazioni in merito per gli interessati, su un tema di cui abbiamo parlato abbondantemente lo scorso 29 agosto:

Servizio civile in Avis: spazi per ben 408 volontari con riconoscimento di rimborso spese e crediti formativi universitari

Ma ciò che non bisogna assolutamente dimenticare è che questa è la settimana di Match It Now, ovvero la settimana nazionale per la donazione del midollo osseo e cellule staminali emopoietiche. In tutta Italia, in 180 piazze da nord a sud, come ci spiega il Quotidiano Sanità, “volontari, medici e personale sanitario saranno a disposizione dei cittadini per fornire tutte le informazioni e gli approfondimenti sulla donazione”. Una grande iniziativa sincronizzata che speriamo possa seminare, sedimentare e portare numerosi benefici.

In ultimo, anche per questa settimana, l’utilità social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 14 settembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Fig.3

Anche se ormai la maggior parte degli italiani ha già ripreso la normale routine del lavoro, c’è ancora qualche anticonformista che ama le partenze in ritardo, quelle che fanno risparmiare senza la folla dell’alta stagione. Per loro vige il solito comandamento: prima donare, poi partire, dopo aver consultato la mappa degli avvistamenti West Nile Virus. Ecco qui la più aggiornata, al 10 settembre.

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Fig.4

 

L’autosufficienza ematica: l’abbiamo sostenuta come priorità sistematica e ora scopriamo che è “un concetto da non prendere alla lettera”.

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Sono ormai più di due anni che Buonsangue segue giorno dopo giorno l’attività del sistema sangue, provando a offrire ai suoi lettori un racconto completo, di ampio respiro, che sia capace di rendere al meglio l’importanza che la risorsa sangue riveste per l’intera comunità in una nazione grande e popolosa come l’Italia.

Abbiamo testimoniato l’impegno delle associazioni. Intervistato i protagonisti che lavorano ogni giorno per la comunità. Raccontato le storie dei donatori. Riportato gli aggiornamenti su tutte le notizie che riguardano carenze, emergenze e ricerca scientifica, e informato sull’attività istituzionale. E naturalmente, abbiamo seguito in tempo reale i convegni di respiro nazionale e internazionale in cui si discutono le politiche programmatiche di sistema, per il presente e per il futuro.

Cosa abbiamo imparato, come primo valore in questi due anni dagli addetti ai lavori?

Soprattutto una cosa: l’autosufficienza ematica è un obiettivo strategico fondamentale perché è l’unico modo di garantire a tutti i pazienti, nella gestione ordinaria o in caso di accadimenti straordinari, le scorte di materia biologica e farmaci per trasfusioni, operazioni chirurgiche e trattamento farmacologico per i pazienti che necessitano di farmaci salvavita. Proprio per questo, l’autosufficienza è segnalata come obiettivo primario nei documenti programmatici ufficiali, come per esempio il Piano nazionale plasma 2016-2020, o ancora come il Programma di autosufficienza 2017,  elaborato dal Cns assieme alle strutture Regionali di Coordinamento (SRC) e con le associazioni di donatori AVIS, FIDAS, FRATRES e Croce Rossa.

Il perché l’autosufficienza sia un valore inestimabile, lo ha spiegato in modo esauriente Paul Strengers direttore esecutivo dell’IPFA (International Plasma and Fractionation Association) associazione no-profit, lo scorso 15 giugno in occasione del convegno organizzato a Roma dall’ISS, l’Istituto superiore di sanità.

Cos’ha detto Strengers? Ecco la sintesi del suo intervento, incentrato in particolar modo sul plasma: “Il plasma è una risorsa strategica di primaria importanza. Molte persone non si rendono conto dei valore dei donatori. L’Ipfa vuole essere un punto di riferimento per i donatori no profit e il prodotto plasma deve essere considerato in maniera univoca e usarlo per avere plasmaderivati economici, cioè prodotti da plasma locale e accessibili a tutti. Ci sarà una richiesta enorme di plasma, anche e perché oggi il 47%dei plasmaderivati è usato dal 4,5 % della popolazione e nel futuro il mercato asiatico offre enormi potenzialità. Gli USA forniscono più del 60% del plasma mondiale e questo non è una cosa positiva. Dobbiamo considerare il plasma come una materia prima importante dal punto di vista economico che rischiamo, da un certo punto in avanti, potrebbero avere forniture interrotta. Il plasma è come acqua, energia o metalli fondamentali. Avere questa risorsa è importantissimo perché le conseguenze della sua assenza sarebbero disastrose”.

Il plasma è come acqua, energia o metalli fondamentali.

Parole chiare, nette, inequivocabili.

Ecco perché, allora, restiamo sorpresi e impressionati, nel leggere sul portale donatorih24.it, che i dirigenti del Cns, e in particolare il direttore generale Giancarlo Liumbruno, il responsabile del settore plasma e medicinali plasmaderivati Gabriele Calizzani e la responsabile del servizio legale Patrizia Fetta abbiano dichiarato, lo scorso 14 giugno dinanzi al Garante della Concorrenza e del Mercato,  che “il concetto di autosufficienza non va preso alla lettera, ma deve piuttosto essere inteso come un forte incentivo al miglioramento delle attività di raccolta sangue/plasma su base nazionale”, e che anzi “il raggiungimento di una totale autosufficienza non solo non è materialmente possibile, ma neppure auspicabile, in quanto ciò potrebbe comportare difficoltà di “agganciare” il mercato dei plasmaderivati c.d. commerciali nell’eventualità di particolari necessità di rifornimento, esempio per emergenze sanitarie o improvvise rotture di stock produttivi da conto lavorazione”.

Il contesto in cui sono emerse queste dichiarazioni è una domanda di Luca Arnaudo dell’Autorità garante, che ha chiesto al Cns chiarimenti sull’obiettivo di autosufficienza nazionale “in riferimento alla scelta dei plasmaderivati da produrre, sulla base di “valutazioni discordanti rispetto alla compatibilità con tale obiettivo delle diverse gare di conto-lavorazione bandite dai raggruppamenti regionali”. Un’informativa sui bandi di gara dunque, bandi che come sanno bene i lettori di Buonsangue hanno suscitato ricorsi, divergenze e polemiche soprattutto in Veneto, dove era netta la sproporzione tra la qualità (10%) e il prezzo (90%) in quanto a criteri decisivi per l’assegnazione del servizio.

Insomma, qualcosa non torna: da obiettivo strategico fondamentale, ovvero ciò che abbiamo sempre sentito in ogni occasione in più di due anni, a “concetto che non va preso alla lettera” il cui raggiungimento “non è neppure auspicabile” c’è un forte differenza di significato, che naturalmente non può che sorprendere e stupire e su cui sarebbe necessario un chiarimento.

Perché se è vero che nel concreto una piena autosufficienza è probabilmente irraggiungibile, il solo fatto di esprimere in sedi ufficiali un messaggio così ambiguo su un tema molto delicato rischia di essere un autogol, il modo migliore di aprire brecce e lasciare spazio e margini di attecchimento per tutti quegli interessi di natura prettamente economica che ruotano attorno a un settore remunerativo come il plasma.

Così come abbiamo scritto in un approfondimento del 14 giugno in occasione del World Blood Donor Day, con il sistema sangue non si scherza, a dispetto di tutti i comprensibili interessi divergenti e i tentativi di ingerenza di multinazionali, politici e tecnici: l’utilizzo del sangue di due milioni di donatori e i valori di sicurezza e qualità del servizio sanitario per quasi sessanta milioni di italiani, necessitano di visioni univoche e di principi saldi, in grado di volare più in alto di qualsiasi realpolitik.

 

 

 

Carenza grave in quattro regioni: mancano 800 sacche tra Campania, Lazio, Toscana e Basilicata

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Il fumo era nell’aria, e purtroppo il focolaio è esploso. Venerdì pomeriggio, poche ore dopo la consueta informativa di Buonsangue con tutte le informazioni sulle necessità, le iniziative speciali e le notizie a tema sangue del week-end, è arrivato il tweet del Centro Nazionale sangue che annunciava la carenza generalizzata, in ben 4 regioni, di circa 800 sacche di sangue.

800 sacche non sono poche, e anche se il sistema sangue italiano si basa su un principio di compensazione interregionale che consente di trasferire le scorte di sangue dalle regioni che possiedono delle eccedenze, alle regioni che devono affrontare qualche carenza momentanea, è chiaro che sarà assolutamente necessaria, sin dalle prossime ore, una forte risposta dei donatori.

Il sistema SISTRA, ovvero SIstema Informativo per i Servizi TRAsfusionali, è uno strumento strategico fondamentale per il Sistema Sangue in fatto di gestione e ottimizzazione delle risorse, e consente di individuare con tempestività e precisione la situazione regione per regione e non solo: in esso sono contenute le informazioni anagrafiche delle strutture, consente programmazione e pianificazione dei fabbisogni, coordina la raccolta e utilizzo del sangue e dei suoi componenti e la produzione e l’utilizzo di farmaci plasmaderivati, si occupa del servizio di emovigilanza e gestisce la compensazione di emocomponenti e plasmaderivati. Ma da solo tutto questo non basta.

Il ruolo più importante al fine di garantire l’autosufficienza ematica è sempre quello del donatore. Il Centro nazionale sangue suggerisce in tal senso di programmare una donazione attraverso il servizio dedicato GeoBlood, un software di geolocalizzazione che consente di individuare il centro trasfusionale più vicino a noi di cui abbiamo parlato diffusamente qui:

Arrivano #PlasmaItalia e #GeoBlood, servizi ricchi e utili: ma da aprile 2017 non sono pubblicati i dati sulla raccolta plasma

Noi di Buonsangue consigliamo inoltre l’utilizzo degli strumenti social e in particolare di Facebook. Come ricordiamo ogni venerdì, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo a scopo narcisistico o di partecipazione virtuale passivo aggressiva alle vicende dell’attualità, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese. Ecco come: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi lunedì 10 settembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia: ve lo assicuriamo, sono tantissime.

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Inoltre, ma questa è una priorità assoluta su cui noi di Buonsangue insistiamo da sempre, è tempo di investire in modo compatto, coordinato e univoco sulla diffusione della cultura del dono nel paese, attraverso una campagna congiunta che veda impegnati, insieme e senza frammentazioni, istituzioni, associazioni e media. Non che l’impegno in questo senso manchi, ma probabilmente serve più compattezza, più programmazione, più coordinazione per prevenire qualsiasi carenza. Fino a che il gesto di donare sangue non entrerò a far parte delle abitudini culturali della comunità anche quando non incorrono emergenze e eventi speciali, e un segno distintivo del senso di solidarietà come fattore d’identità.

 

Carenze significative in Puglia e Toscana: il settembre della raccolta sangue inizia con qualche problema: donare, donare, donare è la soluzione

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I giorni passano ed è inevitabile lasciarsi agosto sempre più alle spalle, con i suoi solleoni, le sue giornate di mare, e i suoi temporali estivi, sempre passeggeri. Solo qualche settimana fa, monitorando la situazione West Nile, riportando i dati della raccolta plasma o cercando di restituire il quadro delle carenze endemiche provocate dal periodo estivo, ci siamo chiesti come sarebbe stata la situazione del sistema sangue a settembre.

Approfondiamo il quadro dunque, setacciando le tante notizia a disposizione.

A Lecce, e in tutto il Salento, la situazione sangue non è delle migliori. Il Corriere Salentino infatti riporta infatti l’appello dell’ASL del capoluogo di provincia, necessario per richiamare al dono la comunità tutta affinché le attuali carenze “non rischino di aggravarsi”.

Anche il portale www.lecceprima.it riporta la notizia dell’emergenza, suggerendo che per ovviare alle carenza di scorte di sangue nel Salento, è possibile recarsi nei centri trasfusionali degli ospedali di Lecce, Gallipoli, Casarano, Copertino e Galatina in tutto il week-end, giacché si effettueranno raccolte di sangue ordinarie dal lunedì al sabato, dalle 8,30 alle 12,30.

Cade a fagiolo, a questo punto, non troppo lontano da Lecce e cioè a Mesagne in provincia di Brindisi, l’inaugurazione di un nuovo centro trasfusionale fisso, prevista per domenica 9 settembre. “Dopo anni di attesa – si legge infatti su www.brindisioggi.it – vengono consegnati alle associazioni di volontariato i locali del Centro di Raccolta fisso, adibiti all’interno del piano terra dell’ex ospedale De Lellis.” Davvero una buona notizia.

In Toscana invece la situazione critica va avanti ormai da diverse settimane, e noi di Buonsangue continuiamo a seguirla da vicino dopo gli ultimi aggiornamenti dello scorso 31 agosto. Il sito del Meteo del sangue ha rilasciato gli ultimi rilevamenti martedì 4 settembre (sarebbe meglio in questo momento essere più costanti) e la situazione non brilla, così come si vede in figura 1: eccedenza per il gruppo AB+ e carenze, urgenze, fragilità o emergenze in tutti gli altri casi.

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Fig.1

A Camaiore così, in Versilia provincia di Lucca, l’appello al dono arriva all’Avis e alle altre associazioni lanciato dal direttore del Dipartimento trasfusionale ed Ematologia dell’ospedale Versilia. Noi lo estendiamo a tutta la comunità regionale: donare in questo momento è davvero molto importante.  Sempre a Lucca, grande coinvolgimento cittadino per la festa del volontariato che andrà in scena il 9 settembre, con lo scopo di coinvolgere grandi e piccini nella magia della solidarietà.

In Umbria, a Terni, il supporto alla raccolta sangue è arrivata dai giornalisti, grazie a un’iniziativa voluta fortemente dall’Ordine dei giornalisti regionale e dall’Associazione stampa.

A Parma c’è invece chi dona con continuità dando il buon esempio. È infatti inutile ricordare che proporsi come donatori periodici è il massimo del supporto che un cittadino può offrire alla raccolta sangue, e così, l’ex senatore Pagliari è riuscito a festeggiare la sua donazione numero 180.

Ad Alessandria si contribuisce facendo cultura del dono: Avis e ADMO hanno scelto la cittadella dello sport e del benessere in città per un incontro di sensibilizzazione sull’importanza delle donazioni di sangue e midollo. La manifestazione si svolgerà domenica prossima 9 settembre, e l’ospite d’eccezione sarà Roberto La Barbera, campione paraolimpico italiano.

In Friuli Venezia Giulia i dati parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2018 le donazione sono calate del 2,59%, ma la speranza è che il recupero avvenga da settembre a gennaio. Intanto il portale dei donatori di Udine offre una monitoraggio costante della situazione sangue, che non è particolarmente rosea. Come vediamo in figura 2, infatti, le carenze sono gravi per i gruppi A+, B+ e B-, mentre sotto controllo le scorte dei gruppi rimanenti.

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Fig.2

In Abruzzo, a Teramo, la Fidas va attività associativa affidandosi alle attività culturali: torna infatti l’appuntamento con il teatro dialettale molto atteso dalla cittadinanza e voluto dall’associazione, con due spettacoli in 48 ore: sabato 8 settembre la compagnia “I Girasoli” porterà in scena la commedia “Se tutte và bbone some frette!”, mentre domenica 9 settembre toccherà al gruppo teatrale parrocchiale “Lu campanil” che interpreterà “Nu liete event’ te cagne la vita”.

A Lurate Caccivio, in provincia di Como infine, in Lombardia, buon successo per l’ambulatorio della Croce Rossa, con l’iniziativa di sensibilizzazione voluta da alcuni volontari che poi hanno spiegato ai cittadini l’importanza del dono del sangue.

In ultimo l’utilità social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 7 settembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3. Anche se ormai la maggior parte degli italiani è nella fase di rientro dalle ferie, c’è ancora qualche ritardatario per cui vige il solito comandamento: prima donare, poi partire.

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Fig.3

Sport e dono, il vero matrimonio che vorremmo sulla bocca di tutti

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La parola sangue è a tutti gli effetti parte integrante del lessico del racconto sportivo. Dare il sangue, lottare fino all’ultimo sangue, metterci sangue e sudore, sono espressioni tipiche dello sportivo che racconta sé stesso o del narratore di sport che descrive una performance, e in genere servono per esprimere tutto l’impegno e la dedizione necessari per ottenere risulti sportivi di buon livello. Ma c’è un’altra espressione che dovrebbe rientrare di diritto nel gergo del racconto delle imprese sportive, ed è donare sangue.

Come non manchiamo mai di raccontare su Buonsangue, il connubio tra sport e dono del sangue è celebrato da un legame forte, intenso, del tutto naturale, che inizia dalla condivisione, tra atleta e donatore, di uno stile di vita giocoforza sano, equilibrato e votato al ricercare il massimo benessere , il classico mens sana in corpore sano, metodo che si consolida attraverso l’attitudine a dare il meglio di se stessi, a ragionare secondo gli interessi di squadra e nel nome di un risultato che  sarà il frutto di tante componenti e fungerà come patrimonio di tutti. Anche quando si pratica uno sport individuale.

Le associazioni questo lo sanno. E poiché settembre è tra i periodi ideali per organizzare manifestazioni sportive, sono moltissime le iniziative che uniscono sport e dono del sangue in queste settimane di fine estate.

Per esempio, a Oglianico, in Piemonte provincia di Torino, la voglia di movimento ha investito l’intera comunità durante la scorsa domenica 2 settembre, con l’edizione 2018 di “Tutti in bici”, manifestazione organizzata da Avis al fine di sensibilizzare il territorio alle necessità del dono specialmente dopo il periodo estivo.

 

Non è l’unico caso. Stesso identico approccio per l’Avis di Alessandria, che insieme all’ADMO (Associazione donatori midollo osseo) ha scelto la cittadella dello sport e del benessere in città per un incontro di sensibilizzazione su dono di sangue e midollo. La manifestazione si svolgerà domenica prossima, e l’ospite d’eccezione sarà Roberto La Barbera, campione paraolimpico italiano.

E se il sito dell’Avis di Borgo san Lorenzo (Firenze) ha proprio una sezione dedicata al connubio magico tra sport e dono, che mostra la grande partecipazione alla pratica del dono del sangue di molte compagini locali impegnate in discipline diversissime tra loro, sempre in Toscana, a Lucca, e sempre il 2 settembre, è andata in scena la manifestazione “Pedalata per dare la vita”, voluta fortemente dai gruppi Fratres del territorio.

A Parma invece si lasciano da parte le due ruote e si punta tutto sulla forza delle gambe: sabato 8 e domenica 9 settembre spazio alla la 21esima edizione della Crédit Agricole Cariparma Running 2018, gara per corridori forti e generosi: la cifra complessiva ottenuta dal loro contributo d’iscrizione sarà infatti devoluta all’AVIS Comunale di Parma e alla Polisportiva Gioco Parma, per l’ennesimo matrimonio dono/sport, il vero matrimonio di cui sarebbe opportuno parlare sui social.

Infine, poiché questa unione può regalare molte soddisfazioni anche a livello di comunicazione, bello il gesto promozionale compiuto dai giocatori del Catania, che proprio allo scopo di riportare al centro dell’attenzione della comunità il tema dell’importanza della raccolta sangue, specie dopo le ferie, sono andati a donare all’Ospedale Garibaldi guidati dal presidente Nino Pulvirenti, con lo scopo, dichiarato, di sensibilizzare la città. Un’ottima idea. Che noi di Buonsangue speriamo posso ispirare il più altro numero di imitazioni tra i dirigenti di ogni squadra professionistica del paese.

 

Il drone che trasporta sangue, il futuro è un po’ più vicino

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Già nel 2016 avevamo accennato all’ambizioso progetto di trasportare sangue ed emoderivati con i droni, almeno per brevi distanze (8-12 miglia): allora a impegnarsi era una start-up fortemente voluta dalla società americana Zipline che lavorava al progetto sotto i cieli della California, e che aveva già sperimentato il sistema di trasporto via drone in Ruanda, al fine di lenire le difficoltà ematiche delle donne post-parto sfruttando lo spazio aereo praticamente immacolato del paese africano.

Oggi lo stesso identico progetto è in mano a una start-up italiana chiamata ABZERO, una società di social innovation con sede a Pisa che mira a sviluppare invenzioni e innovazioni in grado di incidere su problemi di natura economico sociale che riguardano l’intera collettività.

Il drone salvavita (hashtag #undroneperlavita) che trasporta sangue è il cavallo di battaglia di ABZERO: il progetto punta infatti a costruire un drone in grado di offrire un servizio di trasporto immediato, in caso di emergenza, di sacche di sangue, emoderivati, medicinali di vario genere e attrezzature leggere tra strutture sanitarie, sette giorni alla settimana e per 24 ore ogni giorno.

Naturalmente il drone potrà agire su corto raggio per distanze fino a 40 chilometri, e sarà interamente automatico in tutte le fasi del trasporto, dal decollo all’atterraggio. L’intero processo si potrà gestire interamente attraverso un’applicazione su smartphone, e la società costruttrice stima una riduzione dei tempi di trasporto pari all’80% sulle brevi distanze (10/15 km) e di circa il 50% sulle distanze medie (30/40km).

La sicurezza? Garantita da un paracadute incorporato che si attiva in caso di avaria.

Il progetto è a buon punto. Il volo di presentazione del prototipo, documentato da un video su YouTube, è già avvenuto:

Di ABZERO ha parlato nei giorni scorsi anche il Corriere della Sera, sottolineando come il drone salvavita sia tra i progetti prescelti da Bioupper, un bando di concorso sponsorizzato dalla Fondazione Cariplo che finanzia progetti innovativi nei settori di scienza e salute.

Non resta dunque che aspettare ancora un po’, per capire se sarà realmente possibile risolvere e calibrare tutti gli aspetti tecnici e burocratici che consentirebbero al sistema ABZERO #undroneperlavita di entrare effettivamente in servizio, creando un ulteriore valore aggiunto per l’efficienza delle aziende sanitarie, e un beneficio per pazienti e comunità.

Donare ha benefici soprattutto per chi dona: il rientro dalle vacanze ribadisce questo concetto tra casi di cronaca e attività associativa

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Niente più scuse, agosto volge al termine e la raccolta sangue deve riprendere sui suoi livelli standard. Anzi meglio ancora se riprendesse a crescere progressivamente. Certo, gli ostacoli non mancano: il West Nile Virus (come abbiamo documentato solo pochi giorni fa) è una minaccia costante e concreta, ma dalle associazioni arrivano tante iniziative interessanti tra impegno, movimentazione e solidarietà. Giriamo un po’ l’Italia, allora, per conoscere tutti gli aggiornamenti a tema sangue, tra raccolte speciali, eventuali carenze e notizie da non perdere.

West Nile Virus: essere donatori aiuta a individuarlo e sconfiggerlo. È capitato così, per esempio, a un promotore finanziario milanese di 60 anni, che proprio grazie alla sua prima donazione ha scoperto di aver contratto il virus, per fortuna in forma lieve. Il Corriere della Sera gli ha dedicato addirittura un pezzo, a testimonianza di come questa malattia possa creare non poche complicazioni alla raccolta, anche perché nell’ottanta per cento dei casi si rivela asintomatica. L’Avis di Ferrara, per esempio, come possiamo leggere su La Nuova Ferrara, ha collegato proprio al West Nile il leggero calo di donazioni riscontrato nelle ultime settimane, ascrivibile a un timore da parte dei donatori per altro del tutto ingiustificato.

Il calo a Ferrara tuttavia non significa carenza, situazione che invece si vive in altre regioni d’Italia. Per esempio in Puglia, con problemi ai quali si riesce a ovviare grazie a grandi risposte di solidarietà. A Brindisi infatti, nei giorni scorsi mancava sangue del gruppo 0 per una giovane ragazza bisognosa, e l’obiettivo è stato raggiunto in poche ore anche grazie alla forza dei social. Sulla testata Brindisi Report sono arrivati i ringraziamenti del corpo medico verso la generosità dei brindisini, ma è bene ricordare che donare sangue è importante in ogni singolo momento dell’anno, non solo in caso di emergenze.

Anche perché, come dimostrano i casi di cronaca, donare sangue porta enormi vantaggi anche per chi dona. A Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, La Nazione ci racconta di una donna donatrice associata alla Fratres che ha scoperto di avere un soffio al cuore proprio grazie al dono. Una scoperta che potrebbe averle salvato la vita.

La speranza è che storie come questa contribuiscano a migliorare la raccolta sangue in Toscana, ormai in difficoltà da diverse settimane.  Urgenze per i gruppi A-, B- e B+, emergenze per il gruppo 0 di entrambi i poli.

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Fig.1

Intanto, nel resto di Italia, sono moltissime le iniziative delle associazioni.

In Sardegna, ad Alghero, oggi venerdì 31 agosto si tiene la nona raccolta speciale estiva organizzata ai giardini pubblici dall’Avis comunale, un modo ben congegnato per non interrompere i flussi per l’estate intera.

Stessa logica in atto in Sicilia: l’Avis di Campobello Licata, in provincia di Agrigento, organizza per oggi la “Giornata della raccolta di sangue”, a cura dell’Associazione italiana del sangue. Questo lo slogan: ‘Donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta per se stessi”.

Ad Aversa, in provincia di Caserta, per ovviare all’emergenza sangue sono scesi in campo addirittura gli infermieri, con una donazione speciale a seguito di una campagna di sensibilizzazione, mentre buone notizie arrivano da Biella, in Piemonte, dove secondo la sede di Avis locale negli ultimi tempi si registra una forte presenza di donatori giovani in fila per fare il proprio dovere.

Se Biella ride, non è straordinaria la situazione del sangue in Friuli Venezia Giulia, come vediamo grazie ai rilevamenti del sito dei donatori di Udine. Carenze gravi per i gruppi A+, B+ e B-, mentre situazione sotto controllo per tutti gli altri.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig2.

Prima della parentesi social, due notizie di interesse collettivo. Per cominciare, fortunatamente il Consiglio di Stato ha rigettato l’interrogazione demagogica e ottusa del deputato leghista Fabio Badasci, che si era detto contrario alla decisione di concedere un congedo pagato di tre ore ai funzionari statali e ai docenti impegnati in una donazione di sangue. È sempre bene ricordare quanto il dono del sangue sia un gesto di assoluta importanza per il bene della comunità, e che come tale deve essere riconosciuto, sempre. Da leggere, inoltre, sul sito dell’AGI (Agenzia giornalistica italiana) l’intervento di Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, a proposito della ricerca sul sangue universale (notizia circolata nei giorni scorsi), intervento volto a ribadire come qualsiasi accelerazione in questo senso non deve mai far sottovalutare l’importanza dei donatori.

Donare, donare, donare dunque. E per sapere in pochi secondi dove e quando farlo, ricordiamo che è facilissimo individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, e che in questo senso Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 31 agosto, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3. Anche se ormai la maggior parte degli italiani è nella fase di rientro dalle ferie, c’è ancora qualche ritardatario per cui vige il solito comandamento: prima donare, poi partire.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig.3