Il World Blood Donor Day 2020 organizzato dall’Italia? Aperto agli sponsor, un’idea interessante con delle zone d’ombra

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Il prossimo World Blood Donor Day, in programma il 14 giugno 2020, sarà organizzato dall’Italia, e come annunciato durante lo scorso convengo internazionale Fiods svoltosi a Roma lo scorso 25 ottobre, i grandi preparativi sono già in corso. Con una novità: il Centro nazionale sangue, con un comunicato stampa pubblicato sul sito, ha annunciato che per raccogliere fondi da mettere a disposizione degli eventi, ha creato un bando per accogliere sponsorizzazioni da parte di imprese interessate.

Nel nostro tempo creare sinergie tra le attività no profit e il mondo delle imprese a vocazione commerciale, è una strada ancora poco battuta, per quanto necessaria. Nel grande flusso mediatico che ogni giorno mischia notizie ed eventi locali, nazionali o globali,, non sono molti gli eventi di portata internazionale come Il World Blood Donor Day, che per l’appunto si celebra ogni anno il 14 giugno, eventi che dunque vantano un grande potenziale sul piano della comunicazione, della visibilità che convogliano, che si tratti di pubblicità sui media tradizionali come televisione, radio o giornali, o che si tratti di condivisioni sponsorizzate e spontanee sui social media. Poggiarsi sul desiderio di partecipazione degli utenti non è semplice, ma i grandi momenti che riportano a senso di solidarietà e alle buone azioni ci riescono quasi sempre.

Temi come il dono del sangue, o come la battaglia delle grandi istituzioni o dei medici per il miglioramento delle condizioni di salute medie in tutte le zone del mondo, dalle più sviluppate alle più povere, sono molto sentiti da enormi porzioni di pubblico, che anche per pochi minuti non si lasciano scappare l’occasione di interessarsi, commentare e informarsi su chi contribuisce materialmente a generare progressi. Per questo investire i soldi già stanziati nei budget di comunicazione in progetti di ispirazione sociale non può che trasformarsi in un importante ritorno in termine di visibilità e reputazione per ogni singolo marchio.

II bando stilato dal centro nazionale sangue, apre a collaborazioni sia di natura finanziaria che tecnica, “che prevedano cioè l’erogazione diretta di servizi o la fornitura di beni, oppure sponsorizzazioni miste, che prevedano entrambe le forme”.

Ecco la griglia alla quale potranno accedere le aziende interessate che vorranno candidarsi, con un impegno differente in base alla tipologia di sponsorizzazione:

– Platinum Sponsor, qualora garantiscano un finanziamento o un cambio merce superiore ai 40.000 €;

– Golden Sponsor, qualora garantiscano un finanziamento o un cambio merce tra i 20.000 e 40.000 €;

– Silver Sponsor, qualora garantiscano un finanziamento o un cambio merce tra i 10.000 e 20.000 €;

– Media Partner, qualora garantiscano visibilità all’evento sui canali e mezzi del candidato.

L’occasione è dunque ghiotta, e le possibilità di incidere sono pensate su misure diversa rispetto alle capacità di ogni singola impresa.

E le controindicazioni? Come sempre, quando si apre a commistioni di natura commerciale, il rischio è lo spostamento dei confini, e alla lunga la possibilità di ingerenze. Anche se i principi di questo bando sono chiari, il giorno in cui la sponsorizzazione di eventi come il WBDD sarà diventata prassi abitudinaria potrebbe risultare difficile gestire le ingerenze e il desiderio di influenza di finanziatori molto munifici, nel medio o nel lungo periodo, specie se le cifre stanziate proverranno da aziende molto vicine al settore medico o al sistema trasfusionale.

Ci auguriamo quindi di vedere un manifesto di presentazione del World Blood Donor Day pieno di loghi, a riprova di un desiderio di partecipazione alla battaglia dell’autosufficienza non solo da parte degli individui, ma con le aziende in primissima linea e pronte a restituire alla cittadinanza parte di quel valore aggiunto che per i gruppi è arrivato dal mercato globalizzato e dalle politiche liberiste. E al contempo ci auguriamo una cesura netta, nel presente e nel futuro, tra i benefici in visibilità che gli investitori potranno legittimamente ottenere, e gli spazi d’influenza di parte che il denaro porta spesso con sé.

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