West Nile Virus: cresce il numero dei casi, ecco la situazione aggiornata

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Il monitoraggio è costante, perché in Europa e in particolare nel bacino del Mediterraneo crescono i casi di West Nile Virus accertati.

Su Buonsangue seguiamo l’evolversi delle vicende legate al West Nile da diversi mesi, e da inizio luglio sono state più di trenta le circolari del Centro nazionale sangue necessarie ad aggiornare la mappa dei luoghi colpiti dal virus, ormai ben 255 a partire da giugno.

Sul sito del Quotidiano sanità è possibile scaricare il bollettino completo sulla “Sorveglianza integrata del West Nile e Usutu virus”, uno studio aggiornato al 22 agosto 2018 che riporta i dati finora ottenuti grazie al lavoro di ricerca sulla diffusione di queste malattie che si diffondono a causa delle zanzare.

Secondo il bollettino, dei 255 casi umani confermati di infezione da West Nile Virus (WNV), ben 103 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (34 in Veneto di cui uno segnalato dalla Regione Friuli Venezia Giulia che riguarda un residente ricoverato a Trieste ma che ha soggiornato in provincia di Venezia, 62 in Emilia Romagna, due in Lombardia, tre in Piemonte e due Sardegna). Tra questi, ben dieci sono i pazienti deceduti (tre in Veneto e sette in Emilia Romagna), mentre sono 112 i casi in cui il West Nile si è manifestato in forma lieve come febbre. Nel complesso, sono 40 i casi in cui gli individui colpiti sono anche donatori di sangue, ben 21 in Emilia-Romagna, nove in Veneto, cinque in Piemonte, tre in Lombardia e soltanto due in Friuli Venezia Giulia).

In figura 1 si può osservare la situazione attuale nel nostro paese. In rosso sono indicate le province in cui è stata dimostrata la circolazione del virus West Nile sia nell’uomo che nell’animale vettore, mentre in giallo chiaro sono segnalate le nove province (Biella, Brescia, Gorizia, Lodi, Pavia, Piacenza, Rimini, Sassari e Varese) in cui il West Nile circola solo nell’animale vettore.

Presentazione standard di PowerPoint

Fig. 1

Aggiornata al 24 agosto è invece la tabella sinottica pubblicata dal Centro nazionale sangue (Fig.2), che indica le zone in Italia e all’estero per le quali anche un breve soggiorno di una sola notte implica l’attivazione delle misura di sicurezza anti diffusione, ovvero lo screening preventivo per mezzo del test Nat (misura raccomandata dalle autorità sanitarie al fine di limitare il calo di donazioni estive), o la sospensione temporanea del dono del sangue per 28 giorni.

West Nile Virus 2018 Centro Nazionale Sangue

Fig. 2

Interessante notare l’accrescersi delle zone di diffusione con rilevamenti di casi accertati negli ultimi dieci giorni, cioè dopo ferragosto, con l’interessamento delle province di Bergamo, Asti, Varese e Genova in Italia, e di moltissimi territori all’estero, per lo più collocati nei Balcani: Romania, Ungheria, Croazia e Serbia, ma anche Grecia, Austria e Israele.

Chi deve ancora partire per raggiungere tali destinazioni farebbe bene a monitorare questa tabella e recarsi a donare in anticipo.

Per chi è tornato da poco invece, (e specie per quanto riguarda la Grecia sono moltissimi gli italiani transitati per Atene, Creta o la penisola calcidica), è bene non adagiarsi considerando il West Nile Virus come alibi: facendo il test Nat, lo ricordiamo, è infatti possibile scoprire se si può compiere il proprio dovere da cittadini donatori senza impedimenti, senza sottoporsi al fatidico stop di quasi un mese riservato soltanto a coloro che risulteranno positivi.

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