Il West Nile Virus crea ancora timori, soprattutto a nord-est: il bilancio complessivo a ottobre

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Nonostante l’autunno sia ormai entrato nel vivo, l’allarme generalizzato per la diffusione del West Nile Virus è ancora molto alto, anche perché il freddo sterminatore delle zanzare tarda ad arrivare.

Così, in questo inizio di ottobre non sono pochi i casi che si registrano in tutto il nord Italia, talvolta presentati anche con un eccesso di allarmismo. Basta cercare infatti sulle testate di stampa locale per accedere a una rassegna stampa che tende a presentare un quadro grave e particolarmente allarmante. Ecco alcuni esempi:

https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/morti-west-nile-1.4221771

https://www.modenatoday.it/cronaca/quarto-decesso-west-nile-modena-4-ottobre-2018.html

http://www.padovaoggi.it/politica/west-nile-virus-commissione-regionale-permanente-veneto-padova-03-ottobre-2018.html

http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2018/10/03/news/west-nile-nona-vittima-a-ferrara-febbre-alta-poi-la-micidiale-encefalite-1.17315816

Sacche di sangue infetto nel novarese: è il West Nile

Certo, la questione West Nile Virus non deve essere sottovalutata, e anzi è un bene che vi sia un alto livello di controllo e di “engagement” da parte delle istituzioni con la creazione di commissioni permanenti, ma non è assolutamente corretto far passare un messaggio catastrofista secondo cui dalla puntura delle zanzare alla malattia fulminante la strada vi è un percorso breve e senza ostacoli.

Qual è la realtà? Eccola nei numeri.
Se leggiamo il bilancio complessivo del 2018 aggiornato al 4 ottobre (in figura 1 i dati espressi in infografica per provincia), scopriamo che da giugno sono stati segnalati 514 casi confermati di infezione da West Nile Virus (WNV) che hanno colpito l’uomo, di cui 211 si sono manifestati nella forma grave ovvero quello neuro-invasiva. Sul piano regionale 59 casi sono arrivati in Veneto, 97 in Emilia-Romagna, 16 in Lombardia, 30 in Piemonte, 3 in Sardegna, 5 in Friuli Venezia Giulia e 1 solo caso segnalato dal Molise che arriva dalla Grecia. 35, non pochi, sono invece i casi di decesso, così divisi per regione: 1 in Lombardia, 11 in Veneto, 19 in Emilia-Romagna, 2 in Piemonte, 2 in Friuli Venezia Giulia).
Sono 241 i casi di WNV manifestatosi come febbre, 66 in Emilia-Romagna, ben 157 in Veneto, 7 in Lombardia, 4 in Piemonte, 7 in Friuli Venezia Giulia).
Infine, si contano 62 casi di WNV identificati in donatore di sangue, ben 30 in Emilia-Romagna, 13 in Veneto, 7 in Piemonte, 9 in Lombardia, 2 in Friuli Venezia Giulia e 1 solo in Sardegna.

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In figura 2, si può invece constatare come su 210 casi (non è contemplato il caso molisano che arriva dalla Grecia), ben 114 casi, ovvero più del 50%, colpiscano persone con più di 75 anni di età, fascia in cui naturalmente sono concentrati anche quasi tutti i casi di mortalità.

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Fig.2.

Infine, in figura 3, ecco l’ultima tabella sinottica con le rilevazioni territoriali del Centro nazionale sangue aggiornate all’8 ottobre 2018. In infografica, sono elencate le zone in Italia e all’estero per le quali anche un breve soggiorno di una sola notte implica l’attivazione delle misura di sicurezza anti diffusione, ovvero lo screening preventivo per mezzo del test Nat (misura raccomandata dalle autorità sanitarie al fine di limitare l’incidenza del virus sulla raccolta sangue), o la sospensione temporanea del dono del sangue per 28 giorni.
Alle zone del nord Italia di solito più colpite si aggiungono la Sardegna intera, le terre del basso Lazio e la provincia di Matera. All’estero invece, le nuove rilevazioni più recenti arrivano dal Principato di Monaco (8 ottobre) e dallo Stato federato del Burgenland in Austria (1 ottobre).

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Fig.3

Grande attenzione dunque per tutti coloro i quali negli ultimi 28 giorni hanno soggiornato in queste zone, mentre chi ha in programma viaggi o spostamenti verso le destinazioni a rischio è molto meglio programmare una donazione di sangue prima di partire.

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