Il West Nile virus continua a infastidire la raccolta sangue: la situazione

170629-F-SN365-0067

Meno chiacchierata sui giornali della Chikungunya, forse per l’effetto meno esotico del suo nome, anche la zanzara West Nile sta creando qualche problemino alla raccolta sangue, nonostante l’arrivo di novembre e di temperature più rigide.

Sul sito del Centro Nazionale Sangue infatti si legge, in un comunicato stampa datato 30 ottobre, che i provvedimenti finalizzati alla prevenzione della trasmissione dell’infezione da West Nile Virus mediante la trasfusione di emocomponenti labili sono prorogati fino alla data del 30 novembre 2017; ragion per cui, stop temporaneo di 28 giorni per tutti i donatori che abbiano soggiornato anche per una notte nei territori, italiani ed esteri, indicati nell’infografica:

Presentazione standard di PowerPoint
Le zone colpite dalla zanzara West Nile

Come si può vedere, in Italia sono interessate molte zone intorno al fiume Po in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, alcune province tirreniche come Grosseto e Viterbo e gran parte della Sardegna. Ampie limitazioni per quel che riguarda i paesi dell’est europa come Romania e Serbia, Balcani e Medio Oriente, mentre sospensione applicata per tutto l’anno per quanto riguarda Stati Uniti e Canada.

L’Ipla Piemonte (Istituto delle piante da legno e l’ambiente) riporta dei dati interessanti sulla sua pagina Facebook, dati tratti dall’ultimo rapporto, datato 2 novembre, del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, riguardanti casi riscontrati su uomo e animali:

Lotta alle zanzare in Piemonte IPLA Post
Il post su Facebook dell’Ipla coni dati sulle contaminazioni

Che il problema sia da affrontare senza indugi, lo dimostra anche la reazione di una regione come l’Emilia Romagna, che di recente, per far fronte all’impatto delle zanzare e dei loro agenti patogeni, ha stanziato una cifra ingente, addirittura  un milione di euro, come leggiamo sul sito di Intercent-ER, al fine di contrastare la diffusione dell’insetto e mantenere alti i livelli di controllo e prevenzione.

Va ricordato infatti che il West Nile Virus è un patogeno endemico nei paesi sviluppati che secondo recenti studi diventa sintomatico nel 26% dei casi, circa uno quattro dunque.

I sintomi, vanno da quelli classici dell’influenza con comparsa di febbre non troppo alta che tuttavia perdura per periodi un po’ più lunghi, da tre a sei giorni. Alla febbre possono accompagnarsi sintomi di malessere generalizzato, come nausea, e mal di testa. Nei casi più gravi possono arrivare dolore oculari, mal di schiena e dolori muscolari, e poi naturalmente tosse, e problemi di respirazione. In casi molto meno frequenti, è possibile che i virus colpisca anche l’apparato gastrointestinale provocando nausea, vomito e diarrea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *