West Nile Virus: aumentano i casi in molte zone d’Italia. Ecco come essere sempre informati

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Per l’arrivo del freddo e la naturale eliminazione delle zanzare ci vorrà ancora un bel po’, e così, intanto, i problemi legati alla diffusione del West Nile Virus tramite questo parassita non accennano a diminuire. Anzi, semmai aumentano. Soltanto nelle ultime 48 ore, segnalazioni a mezzo stampa arrivano da ogni parte del nord Italia e dalla Sardegna, ma anche dal Lazio.

Il Sussidiario.net riporta che il virus è ormai sbarcato in Sardegna, anche se Il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità parla di “dimostrata circolazione del virus della Febbre del Nilo solo nell’animale vettore” e richiama l’attenzione sul caso di un anziano residente in Piemonte costretto al ricovero in ospedale e sul contagio di alcuni cavalli nel Lazio, a Cisterna di Latina.

Poiché il coinvolgimento della Sardegna è abbastanza recente, il portale Sardegna in Blog ha dedicato al tema un lungo approfondimento, spiegando sintomi, modalità di diffusione e casistica della malattia West Nile, dalla totale assenza di sintomi (l’80% dei casi), fino all’unico caso su mille in cui il contagio può essere letale.

L’Arena, quotidiano di Verona, dedica al caso uno speciale, e testimonia che finora i cittadini veneti colpiti dal virus sono addirittura 180. Sempre in Veneto, il Corriere delle Alpi sceglie un taglio molto allarmista che non condividiamo, spostando l’attenzione sui problemi legati alla donazione di sangue, inserendo nella notizia anche i casi di punture di zecche, mentre a Treviso, come riporta Treviso Today, il West Nile Virus è oggetto di una contesa politica, con il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni che ha parlato apertamente di “problema sottovaluto”, e ha chiesto le dimissioni dell’assessore alla Sanità della giunta Zaia Luca Coletto.

La Nuova Ferrara, in Emilia Romagna, si spinge invece oltre il crisma della territorialità e riporta la tabella dei casi in cui la malattia è degenerata nella sua forma più invasiva e fastidiosa, quella neuroinvasiva, forma che di solito colpisce gli anziani e che, a quanto pare, non risparmia nemmeno i giovani, con nove contagi nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 44 anni su un totale di 148.

Caso grave anche a Piacenza, come scrive il quotidiano Libertà, e sempre per restare in Emilia Romagna approfondimento anche da parte della Gazzetta di Modena, che parla di un notevole incremento di casi rispetto agli anni scorsi.

Per completare il novero dei territori al nord, anche dal Friuli Venezia Giulia arrivano segnalazioni: Il Piccolo avvisa di un caso di contagio nel Monfalconese, a Ronchi dei Legionari in provincia di Gorizia, un caso che per fortuna è stato già curato.

Infine la situazione nel Lazio, a Latina: a essere colpiti, in questo caso, sono alcuni cavalli (così come a Brescia), ma secondo la regione Lazio la situazione è sotto controllo.

E per quanto riguarda il sistema sangue? L’aumento dei casi di West Nile è sicuramente tra le cause, assieme al calo endemico dei mesi estivi, che hanno complicato la raccolta in questo mese di settembre, provocando carenze generalizzate in molte regioni italiane e in particolar modo in Toscana, Lazio, Campania e Basilicata.

Tuttavia non bisogna smettere di andare a donare: il Centro nazionale sangue pubblica a cadenze regolari gli aggiornamenti sulla situazione e la tabella sinottica dei luoghi in Italia e all’estero per le quali anche un breve soggiorno di una sola notte implica l’attivazione delle misura di sicurezza anti diffusione, ovvero lo screening preventivo per mezzo del testNat (misura raccomandata dalle autorità sanitarie proprio al fine di limitare il calo di donazioni estive), o la sospensione temporanea del dono del sangue per 28 giorni.

Ecco in figura 1 la tabella aggiornata a venerdì 14 settembre. Chi deve spostarsi da zone incontaminate a zone in Italia e all’estero in cui invece si sono registrati casi, è meglio che vada a donare prima di viaggiare. Solo attraverso la conoscenza e l’informazione, si possono limitare i danni.

Presentazione standard di PowerPoint (1)

Fig.1

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