Il Video messaggio del presidente Avis Alberto Argentoni e le reazioni del pubblico, tra voglia di chiarezza e indignazione un po’ troppo meccanica

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È un servizio che ha provocato scalpore quello andato in onda a Le Iene Show domenica sera, a proposito della gestione operata dalla famiglia Pecora sulle autoemoteche Avis. Anche perché in un paese in cui ogni giorno è buono perché emerga qualcosa di losco, la voglia di indignazione è tanta, ed è molto difficile leggere le situazioni con lucidità ed equilibrio.

I fatti saranno presto accertati, e di conseguenza le responsabilità: tutti speriamo nelle giuste e inevitabili punizioni per chi ha sbagliato. Ma intanto è sempre bene ricordare che al di là degli eventuali comportamenti discutibili della famiglia Pecora, Avis è una grande associazione che svolge quotidianamente attività sul campo. Un lavoro più che prezioso in funzione dell’obiettivo strategico dell’autosufficienza ematica, compiuto assieme alle altre associazioni Fidas e Fratres, alla Croce Rossa Italiana, e in connubio con il Centro Nazionale Sangue.

Tutto è perfettibile, certo; ma se la chiarezza deve essere la prima regola, specie in luoghi che si dedicano a un’attività pubblica come la raccolta sangue secondo i principi chiari del volontariato, è giusto anche non scadere nelle generalizzazioni. Anzi: è proprio in momenti come questi che bisogna continuare a donare anche più di prima, e non smettere di nutrire fiducia nei tantissimi volontari che lavorano quotidianamente per consentire alla sanità del paese di poter contare sulle ottomila sacche al giorno indicate come necessarie per garantire il fabbisogno nazionale.

Oltre all’intervista esclusiva rilasciata a Buonsangue proprio ieri, il presidente di Avis Nazionale Alberto Argentoni si è esposto al pubblico con un video messaggio, volto a spiegare la sua posizione su quanto è emerso. Ecco il video:

Eterogenee, come di consueto, le reazioni a mezzo social.

Numerosi i commenti del pubblico, sia in seguito al comunicato stampa ufficiale sia dopo la pubblicazione del video messaggio del presidente. Tra di essi, molti i messaggi di approvazione, che lodano i chiarimenti del presidente e la volontà collettiva dei vertici avisini nel fare tutto il possibile per arrivare a chiarire ogni passaggio della vicenda.
Molti anche gli utenti che sotto al video messaggio segnalano il taglio troppo scandalistico e alcune inesattezze nel servizio delle Iene, specie sulle cifre indicate per i rimborsi; nel servizio si dice genericamente che un rimborso paga intorno ai 70 euro a sacca (quota che corrisponde invece al rimborso per il plasma), mentre sul sangue intero la cifra corretta a sacca è 61,50 euro. Non specificate, inoltre, le dimissioni del vice presidente Pecora che erano già avvenute al momento della messa in onda.
A parte i soliti indignati del web, che spesso scambiano la sostanze delle cose con le proprie necessità psicologiche ed emotive, c’è poi anche chi si è chiesto come sia stato possibile avallare la nomina dei Pecora a ruoli dirigenziali senza praticare il giusto controllo interno. Domande legittime, a cui Alberto Argentoni ha risposto proprio su Buonsangue, proponendo, nella prossima riforma statutaria il ripristino di maggior capacità di controllo degli organi centrali sulle realtà territoriali.

Più in generale, la richiesta di chiarezza e di provvedimenti è tanta, ed è probabilmente questa la strada migliore per mostrare al pubblico che una macchina così enorme fatta di uomini (Avis ha circa 1 milione è 300 mila soci) può senza dubbio avere casi di deviazione etica, purché siano controbilanciati da una volontà collettiva e assoluta di isolarli ed escluderli.

Anche perché l’obiettivo dell’autosufficienza ematica nazionale, specie negli ultimi mesi di carenze estive ed emergenze, non può permettersi ostacoli di nessun genere.

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