Tempesta rientrata tra la ministra Lorenzin e i donatori dopo la frase sulla sicurezza del sistema sangue

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La tempesta in cui si era cacciata la ministra Beatrice Lorenzin con le associazioni dei donatori sembra essere stata declassata a piccola perturbazione. Forse adesso non c’è esattamente il sole, ma non grandina più. Almeno così pare.

È infatti avvenuto il 19 aprile, in tempi brevissimi, l’incontro chiesto dalle associazioni di donatori con la ministra, dopo soli 6 giorni dal comunicato del 13 aprile in cui Avis, Fidas e Fratres ribadivano l’assoluta sicurezza del sistema trasfusionale e chiedevano un dialogo chiarificatore rispetto alle dichiarazioni, a dir poco sorprendenti, potenzialmente lesive della sicurezza di tutto il sistema sangue e del lavoro dei donatori, espresse proprio dalla ministra in occasione della Giornata Mondiale dell’Emofilia.

Noi di Buonsangue avevamo colto, con un po’ di incredulità, le parole della Lorenzin nel loro significato più letterale l’11 aprile (http://www.buonsangue.net/news/plasmaderivati-fonte-pericolo-pazienti-cosi-la-ministra-lorenzin-seppellisce-mondo-dei-donatori/), con dei riferimenti del tutto sproporzionati all’epatite o all’HIV che emergevano dal suo messaggio scritto (“I farmaci ottenuti con tecnologia del Dna ricombinante di ultima generazione garantiscono un alto profilo di sicurezza in quanto ormai realizzati con metodica protein-free, evitando l’uso di plasmaderivati, e quindi delle complicanze infettive più temibili, come le epatiti o l’Aids”), riferimenti ai quali sono seguite le reazioni immediate e indignate dei singoli emofilici http://www.buonsangue.net/news/dagli-emofilici-risposta-alla-ministra-lorenzin-castellano-un-pugno-faccia-1-milione-700mila-donatori/, le rassicurazioni indirette di CIVIS (Coordinamento interassociativo volontariato italiano sangue) e Centro Nazionale Sangue, http://www.buonsangue.net/news/donazioni-sicurezza-centro-nazionale-sangue-civis-reagiscono-risposta-indiretta-chiara-alla-ministra-lorenzin/, e infine la lettera congiunta delle associazioni http://www.buonsangue.net/news/lettera-aperta-dei-donatori-alla-ministra-lorenzin-10-anni-nessuna-malattia-trasmessa-le-trasfusioni/, allo scopo di ribadire l’assoluta inadeguatezza di certe affermazioni con i dati reali a difesa dell’efficienza di sistema.

Infine l’incontro chiarificatore, che ribadisce ufficialmente, come leggiamo dai comunicati di Avis, Fidas e Centro Nazionale Sangue, “il rinnovato l’impegno per una collaborazione sempre più stretta sui temi strategici per il sistema sangue: l’autosufficienza, il coinvolgimento dei giovani cittadini, il sostegno alle associazioni di donatori, così come alla federazione emofiliaci, e la riorganizzazione della rete trasfusionale nazionale, che vede quale parte attiva e fondamentale tutto il mondo del volontariato organizzato del sangue. La collaborazione con il volontariato del sangue sarà intensificata anche in vista di iniziative comuni per il 14 giugno, Giornata mondiale dei donatori di sangue.”

 Il più classico dei lieto fine, insomma.  E va bene così, verrebbe da dire, se anche nell’incontro chiarificatore, com’è probabile, i toni fossero stati un po’ meno distesi. L’importante non è il passato, ma il futuro. Verso gli obiettivi comuni dell’autosufficienza ematica, dell’ottimizzazione del sistema in tutte le sue componenti e dello sviluppo della cultura del dono: magari, facendo a meno di qualche dichiarazione superficiale (per usare un eufemismo), e riscontrando maggior senso di responsabilità da parte della prima istituzione sanitaria del Paese.

 

 

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