Stefano Giuntini: “La storia di Plasmaman è appena iniziata”. Intervista al fondatore di Lucca Effetto Cinema Notte

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Torniamo su Plasmaman, l’eroe paladino dei donatori ideato dalla collaborazione tra Fratres Toscana e Lucca Film Festival. Dopo aver intervistato Luciano Verdiani, presidente di Fratres Toscana, che in una recente intervista ci ha parlato dell’importanza di Plasmaman dal punto di vista dei donatori (http://www.buonsangue.net/interviste/intervista-luciano-verdiani-presidente-fratres-toscana-plasma-man-lidea-giusta-portare-giovani-al-dono/), ecco il racconto di come Plasmaman è nato sul piano del processo creativo, sull’evento di presentazione dell’8 aprile al Lucca Film Festival diretto da Nicola Borrelli, e infine sugli sviluppi futuri di un’idea che è piaciuta moltissimo al pubblico di adulti e ragazzi.

Ecco le parole di Stefano Giuntini, giornalista, web editor e fondatore di Lucca Effetto Cinema Notte, tra i padri di Plasmaman.

 Stefano, com’è nata l’idea di promuovere la donazione del sangue e la cultura del dono in un contesto in apparenza legato all’evasione come il Lucca Film Festival?

Abbiamo da diversi anni, grazie alla nostra convinzione, l’idea che all’interno di un contenitore legato all’intrattenimento si possa e si debba fare qualcosa che abbia a che fare con le campagne sociali e solidali, tra cui la donazione di sangue. Dentro lo spazio di Effetto Cinema Notte già nel 2014, in occasione della morte di Robin Williams, proiettammo il film Patch Adams legandoci all’associazione “Ridere Per Vivere”, i clown dottori che fanno assistenza ai bambini malati in ospedale, e di lì è nato l’inserto sociale in Effetto Cinema Notte. L’anno dopo volevamo ripetere l’esperienza, e in accordo con la dottoressa Francesca Pacini del centro trasfusionale di Lucca pensammo che lo spazio era perfetto per veicolare il messaggio del dono. Così abbiamo voluto ribaltare l’idea delle campagne sociali del salvataggio del mondo, del dono come un atto fin troppo serioso, e così chiamammo la campagna “Normale donare”. Sdoganare la normalità del dono del sangue era importante. Quest’anno la storia continua, ci piaceva cerare un vero e proprio testimonial sulla donazione, che è una cosa importantissima perché tutti noi siamo in condizione di aver bisogno di sangue. Siamo andati a Fratres a proporre Plasmaman con il direttore Verdiani, e dopo esserci informati su tutte le problematiche legate alla promozione del sangue e appreso che anche Fratres aveva bisogno di un simbolo, abbiamo proposto le prime bozze di quello che poi è diventato Plasmaman.

Come vi siete mossi dal punto di visto operativo?

Abbiamo creato una squadra capitanata da Alessandro di Giulio (produttore esecutivo di Lucca Effetto Cinema Notte) con la supervisione mia e di Elisa D’Agostino (responsabile di produzione), in continuo scambio di idee con il capo ufficio stampa e comunicazione di Fratres. La produzione esecutiva di Effetto Cinema Notte ha poi assegnato lo studio del personaggio a Federico Taddeucci, che è di Lucca, visto che qui a Lucca c’è anche Lucca Comics, e sono arrivati i primi bozzetti che avevano come modello Superman, fino alla versione definitiva. Lo slogan è venuto in mente a me, quasi per caso, ed è questo: “Donare il sangue ti rende poco super… ma molto eroe”. Da lì abbiamo iniziato a fare manifesti, il comune di Lucca ci ha patrocinato, e perché tutta la promozione fosse di alto livello abbiamo l’animazione i gruppi cosplay di “Marvel Cosplay Italia” e “Legends of Gotham”, le due maggiori case editrici di fumetti con supereroi, e così è successo che Plasmaman è stato presentato dai suoi più illustri colleghi, come Iron Man, Batman e Wonder Woman. Una presentazione indimenticabile. Ci tengo poi a ricordare tutti coloro i quali hanno composto la squadra: se Plasmaman è stato ideato e disegnato da Federico Taddeucci, il costume è stato materialmente prodotto dalla nostra Mayla Griotti.

Siete soddisfatti dei risultati?

Plasmaman è stato un grandissimo successo, alla stampa è piaciuto tantissimo, ha cominciato a girare ed è già richiesto in Puglia e Calabria e speriamo che possa diventare un testimonial sempre più efficace. Potrebbe diventare un vero e proprio fumetto, ma la storia di Plasmaman è appena iniziata e chissà dove potrà arrivare. Intanto si è già parlato con Lucca Comics, ma alla prova del riscontro pubblico si vedeva subito che l’idea funzionava bene. Plasmaman ha addirittura rubato la scena ad alcuni dei suoi colleghi più celebri. Un giorno chissà, potrà avere la sua family e i suoi nemici da sconfiggere. Il personaggio è stato creato per fare il massimo sotto il piano della comunicazione mass-mediale. Siamo convinti che sia la strada giusta. Certe campagne son troppo seriose, la gente bisogna prenderla con la fantasia e con un sorriso.

 

 

 

 

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