Plasmalavorazione in Veneto. Il Consiglio di Stato si esprime a favore di Azienda Zero e Csl Behring, ribaltata la sentenza del Tar Veneto di agosto

plasma

È una notizia di pochi giorni fa, ma di grande importanza per tutti i donatori veneti (proprio del loro lavoro sul campo abbiamo parlato questa mattina e pochissimi giorni addietro): il Consiglio di Stato, con una sentenza emessa il 16 gennaio 2018 e pubblicata il 28 febbraio, ha dato ragione ad Azienda Zero (l’ente che si occupa della gestione della sanità in Veneto) e alla multinazionale australiana Csl Behring nella disputa per l’aggiudicazione del conto-lavoro in fatto di frazionamento del plasma in Veneto e nelle altre regioni appartenenti all’accordo NAIP (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano).

Il Consiglio di Stato, dunque, ha ribaltato le considerazioni del Tar Veneto che ad agosto si era espresso in modo diametralmente opposto, estromettendo Csl Behring dalla gara per il conto-lavoro e riammettendo in corsa l’Italiana Kedrion.
Il motivo del contendere, lo ricordiamo, era un vizio territoriale. Il D.M del 12 aprile 2012 dice espressamente che non possono lavorare plasma in Italia aziende che operano in paesi in cui la raccolta del plasma è a pagamento, motivo per cui lo stabilimento di Schwalmstadt (Germania) di proprietà della CSL Plasma GmbH, non poteva (secondo il Tar) essere incluso nell’autorizzazione ministeriale pur essendo inserito nel progetto di gara, ma il Consiglio di Stato deve aver ritenuto non rilevante questo particolare.

In attesa di poter leggere la sentenza, bisogna però prendere atto della decisione del Consiglio di Stato su una materia delicata che tanto ha fatto discutere in questi anni, sia perché i donatori veneti hanno sempre lamentato uno scarso coinvolgimento nelle fasi preliminari della creazione del bando, sia perché, lo ricordiamo, il rapporto tra i criteri di assegnazione 1) economicità e 2) qualità era molto, troppo, sbilanciato a favore dell’economicità (90%).

I diretti interessati di Azienda Zero, pur non commentando, incassano il plauso di alcuni organi di stampa come Il Gazzettino e AskaNews, che parlano di un risparmio per i contribuenti di 55 milioni di euro. Sarà vero? E a che prezzo in termini di servizio? Nei prossimi mesi probabilmente lo verificheremo.

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