Nel codice etico dell’ISBT appena tradotto in italiano, il paziente è al centro dei principi etici che guidano le pratiche trasfusionali

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Che gli obiettivi finali di qualsiasi pratica trasfusionale siano la sicurezza e il benessere dei pazienti è una verità che su Buonsangue ripetiamo spesso, e quanto questi principi siano condivisi tra gli addetti ai lavori lo dimostra il fatto che L’ISBT (International Society of Blood Transfusion), società scientifica su scala mondiale nata nel 1935, ha rinnovato e pubblicato qualche anno fa, nel 2017, un nuovo codice etico per la medicina trasfusionale volto proprio a migliorare e incrementare la cultura e la consapevolezza sul tema.

Di recente, il codice etico ISBT è stato pubblicato in italiano, e questo ci offre l’occasione per analizzare i suoi aspetti principali legati alla donazione di sangue e alla centralità della figura del paziente.

Per chi vuole leggere il codice integramente, ecco il link del sito Fidas dov’è pubblicato: https://fidas.it/wp/wp-content/uploads/2020/01/Il-Codice-Etico-della-Medicina-Trasfusionale-ISBT.pdf

Quali siano l’ispirazione e gli obiettivi della medicina trasfusionale, è esplicitato sin dall’introduzione del documento, con le definizioni di “sangue”, da intendersi come materia biologica e prodotto terapeutico, e di “donatore” e “paziente” intesi come poli connessi da un forte legame da tutelare.

Eccole di seguito:

Il sangue è un prodotto terapeutico di origine umana e la sua disponibilità dipende dal contributo del donatore che dona sangue a beneficio degli altri senza alcun beneficio fisico per sé stesso. È quindi importante che il contributo dei donatori e la Ioro donazione siano rispettati, che siano adottate tutte le misure ragionevoli per tutelarne salute e sicurezza e che esistano adeguate garanzie per far sì che i prodotti derivati dalla donazione siano utilizzati in modo appropriato ed equo per i pazienti.

Entro tali premesse, confluiscono poi i quattro principi riconosciuti dell’etica biomedica, ovvero: 1) autonomia, 2) non maleficenza, 3) beneficenza e 4) giustizia. Principi che, espressamente, dovranno essere rispettati da tutti i professionisti che operano nel settore.

Ecco, in tabella 1, le definizioni dei quattro principi basici, considerando dignità ed autonomia, due valori totalmente in osmosi.

 

Dignità Un essere umano ha il diritto innato di essere valorizzato e di ricevere

un trattamento etico.

Autonomia La capacità di un individuo raziocinante di prendere una decisione

informata e senza coercizione.

Beneficienza La beneficienza è un’azione che viene fatta a beneficio degli altri. Le azioni benefiche possono essere intraprese per aiutare a prevenire o eliminare i danni o semplicemente per migliorare la situazione degli

altri.

Non-maleficenza “Non causare danni non necessari o sproporzionati”.
Giustizia Riguarda  l’equa  distribuzione  dei  benefici  e degli  oneri  ai singoli

individui nel contesto delle istituzioni sociali e le modalità con le  quali

Ioro diritti vengono concretizzati.

Tab.1

Il quadro generale di riferimento che ne scaturisce è così chiaro e inequivocabile, una sorta di vera e propria bibbia deontologica per chiunque opera e opererà nel delicato settore trasfusionale assumendosi la responsabilità di tutelare la salute di un enorme numero di persone.

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