Le Iene e il caso Avis Campania: si dimette il vice presidente nazionale Pasquale Pecora

Le Iene La Vardera Donare sangue un business per qualcuno puntata del 8 ottobre 2017

Una situazione da chiarire al più presto, da cui Avis nazionale ha già preso le distanze: ieri sera, nel programma Le Iene Show in onda su Italia Uno, una delle molte inchieste trasmesse riguardava il mondo dei donatori, e in particolare una situazione anomala verificatasi nel sistema regionale campano, gestito in larga parte dalla famiglia di Pasquale Pecora, da pochi mesi vice presidente nazionale di Avis.

Il fatto

Ma cosa è successo? È emerso che in Campania a oggi esistono solo 9 centri trasfusionali “fissi” gestiti da Avis per praticare la raccolta sangue, tantissimi in meno rispetto alla media delle altre regioni italiane, a dispetto dei tanti altri centri già pronti sul territorio che non ricevono le autorizzazioni a operare da parte della sanità regionale. Buona parte della raccolta sangue viene fatta allora attraverso le autoemoteche (una questione delicata di cui avevamo già parlato), circa 25 in azione sul territorio, di cui più della metà (15 o 16) di proprietà della famiglia Pecora, molto attiva in Avis. Poiché Avis riceve un rimborso di circa 60 euro per ogni sacca raccolta, l’ipotesi è di un favoreggiamento della sanità regionale capeggiata dal presidente regionale De Luca verso i Pecora, che avrebbero agito a scopo di lucro, visto anche lo scarso rispetto delle regole basilari nelle operazioni di selezione dei donatori, che emerge chiara dal servizio (dona addirittura una persona sprovvista di documenti di riconoscimento).

Ma com’è composta a famiglia Pecora? Raffaele Pecora è oggi l’attuale presidente regionale dell’AVIS Campania, mentre i suoi due figli Pasquale e Luca sono invece vicepresidente nazionale dell’AVIS e presidente dell’AVIS di Ercolano. Infine, Nicola D’Alessio, ovvero il cognato di Pasquale Pecora, è il presidente dell’AVIS di Casoria. Una discreta ramificazione.

La trascrizione del servizio dal sito “Il profumo della dolce vita”

Il sito “Il profumo della dolce vita ha trascritto le parti salienti del servizio andato in onda ieri, a firma del giornalista Ismaele La Vardera. Chi non lo ha ancora visto può vederlo a questo link sul sito della trasmissione. Intanto, ecco il testo.

Ai microfoni della Iena, Leonardo De Rosa, ex presidente di AVIS Campania, risponde: “Ce ne sono solo 9 perché c’è stato un problema apparentemente esclusivamente burocratico. […] La Sicilia, il Lazio, la Calabria, la Lombardia hanno centinaia di unità di raccolta. In Campania siamo ancora agli ultimi posti. Siamo costretti in qualche caso a importare sangue dalle altre regioni. […] In Campania siamo ancora costretti a utilizzare molto le autoemoteche (n.d.r.) camper attrezzati per la donazione di sangue).

In Campania, però, esistono già dei punti fissi AVIS pronti per essere aperti, che vengono documentati dalle immagini della Iena. Su questa situazione, il senatore Franco Cardiello ha presentato due interrogazioni parlamentari.

Cardiello: Ho chiesto un’ispezione al Ministro della Salute affinché accerti nella regione Campania per quale motivo non vengono date le autorizzazioni ai centri AVIS.
Iena: E il Ministro che cosa ha risposto?

Cardiello: Non mi ha ancora risposto, però questo rallentamento fa sì che ci sia un monopolio in Campania.
Iena: Di cosa sta parlando, Senatore?

Cardiello: Sto parlando di una famiglia napoletana, la famiglia Pecora… lo sanno tutti.

Raffaele Pecora è l’attuale presidente regionale dell’AVIS Campania. I suoi due figli Pasquale e Luca sono rispettivamente vicepresidente nazionale dell’AVIS e presidente dell’AVIS di Ercolano. Inoltre, Nicola D’Alessio, il cognato di Pasquale Pecora, è presidente dell’AVIS di Casoria. A questa famiglia fanno capo l’AVIS Napoli 3, Napoli 5 e Avellino.

In merito all’attività della famiglia Pecora, la Iena chiede ulteriori informazioni a Leonardo De Rosa.
Iena: Quante autoemoteche esistono in Campania?

De Rosa: 25 accreditate.

Iena; Quante appartengono a questa famiglia?

De Rosa: 15, 16.Iena: Più della metà…

De Rosa: Sì.

Iena: Ma meno punti fissi, non significa più raccolta per le autoemoteche? De Rosa: Io ci sono arrivato così, diciamo, ma è una mia idea. […] Dietro a quella sacca c’è un rimborso che viene poi riconosciuto alle AVIS.

Iena: Ma una singola sacca di sangue, quanto viene rimborsata?

De Rosa: Da tabelle nazionali intorno ai 70 euro.

Ismaele La Vardera, inoltre, si reca in Basilicata per incontrare due giornalisti, Giusy Cavallo e Michele Finizio, che espongono altri dettagli.

Giusy Cavallo: Un giorno abbiamo ricevuto un plico di documenti molto ben dettagliati. […] AVIS Basilicata aveva cominciato a rivolgersi a questa azienda napoletana, la Hemotrans. Dalla misura camerale abbiamo capito che Hemotrans appartiene a Raffaele e Luca Pecora che sono figure di spicco dell’AVIS Campania. […] Hemotrans acquistava da altri e rivendeva ad AVIS Basilicata.
Michele Finizio: Pare che i prezzi di vendita fossero più alti di quelli di mercato. […] Dai Pecora, l’AVIS ha comprato anche le sacche per i cordoni ombelicali. AVIS non può raccogliere cordoni ombelicali.

Le Iene si recano in una delle autoemoteche dell’AVIS regionale Campania – di cui Raffaele Pecora è presidente – situata davanti alla stazione centrale di Napoli, e documentano come non verrebbero rispettati alcuni dei requisiti richiesti per legge. Le immagini mostrano come la donazione verrebbe consentita ad un ragazzo che dichiara di aver fatto un tatuaggio tre mesi prima, nonostante la legge dica che ne devono passare 4 di mesi. E ancora, a un altro giovane verrebbe permesso il prelievo di sangue, nonostante non abbia con sé il documento d’identità.

La Iena intervista, allora, Pasquale Pecora, vicepresidente nazionale dell’AVIS.

Iena: Lei sa quali sono le condizioni minime perché un donatore possa donare il sangue?

Pasquale Pecora: L’età, il peso, l’altezza.

Iena: Ci sono delle restrizioni particolari?

Pasquale Pecora: Ci sono delle restrizioni che fa la visita del medico: antibiotici, farmaci ipertensivi, ce ne sono diversi…

Iena: Gente che si fa una canna…?

Pasquale Pecora: No no, assolutamente, non può donare.

Iena: È necessario anche chiedere la carta d’identità?

Pasquale Pecora: È necessario il riconoscimento.

Ismaele La Vardera gli mostra, quindi, le immagini riprese nell’autoemoteca sita nei pressi della stazione centrale di Napoli, con le presunte irregolarità.

Iena: Conferma che questa autoemoteca che si mette davanti la stazione centrale è dell’AVIS regionale?

Pasquale Pecora: Dell’AVIS regionale, sicuramente.

Iena: Lei cosa farà dopo aver visto questo video?

Pasquale Pecora: Identifichiamo l’autoemoteca, il medico lo sospendiamo, prendiamo provvedimenti, facciamo la comunicazione alla Direzione Sanità.

Iena: Papà presidente regionale, lei vicepresidente nazionale, D’Alessio lo conosce?

Pasquale Pecora: Certo, è mio cognato.

Iena: Ha qualche incarico?

Pasquale Pecora: Sì, un incarico in AVIS, un’altra AVIS.

Iena: Ma è una gestione familiare?

Pasquale Pecora: Nelle strutture AVIS è frequente che ci siano moglie, marito, cugino ecc.

Iena: La società Hemotrans la conosce?

Pasquale Pecora: Certo.

Iena: Fa affari col mondo del sangue? Di chi è?

Pasquale Pecora: Mio fratello e mio padre. È chiusa la società…
Iena: Ma ha fatturato…

Pasquale Pecora: È in chiusura…

Iena: Anche se è in chiusura l’avete aperta…

Pasquale Pecora: Ma anni […] Questa Hemotrans la conoscevo, era in chiusura…
Iena: Ma le avete fatte le fatture. […] Ora avete il Consiglio Nazionale, lo dirà di questa situazione?

Pasquale Pecora: Sicuramente parlerò col Presidente.

La Iena accompagna Pasquale Pecora al Consiglio Nazionale e gli chiede se non sarebbe giusto dimettersi.

Iena: Sei deciso a fare questo gesto?

Pasquale Pecora: Ma guarda… sinceramente… Penso di sì. L’Associazione è la cosa più importante. […] Parlerò col Presidente della situazione specifica che mi riguarda e delle possibilità delle mie dimissioni.

Iena: Quindi gli dirai che ti vuoi dimettere.

Pasquale Pecora: Sì.

Infine, per approfondire le ragioni per le quali alcuni punti fissi in Campania non siano funzionanti, Ismaele La Vardera intervista Nicola Scarpato, direttore del Centro Regionale Sangue Campania.

Iena: Il Centro Regionale Sangue dà pareri per aprire i punti fissi?

Scarpato: Sì, dà pareri.

Iena: Quanti pareri avete dato di accreditamento per quest’anno?

Scarpato: Eh ne abbiamo dati… Non è che siamo noi che creiamo i punti fissi, se non li creano i punti fissi…noi non li possiamo accreditare.

Iena: Ma li hanno creati… Noi siamo stati nelle sedi di Bellona, Carinaro, San Felice a Cancello, Giungano…questi sono fermi da due anni con apparecchiature pronte e lasciate lì parcheggiate.

Scarpato: I punti fissi sono fermi da due anni perché c’è stato tutto un problema con i dipartimenti di prevenzione.

Iena: Alla Regione chi dovrebbe essere quello che sa di più di questa questione?

Scarpato: Veda in Sanità e veda chi le risponde.

Iena: E chi è attualmente l’assessore alla Sanità in Campania?

Scarpato: Attualmente non c’è l’assessore alla Sanità in Campania, è il Presidente De Luca (n.d.r.), il Presidente dal 2015 non ha mai assegnato la carica di Assessore alla Sanità in Regione tenendo per sé la delega; qualche mese fa, inoltre, il Governatore è stato designato Commissario alla Sanità dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin).

La Iena prova, quindi, a intervistare Vincenzo De Luca, che però preferisce non rispondere.

Il comunicato Avis

Come preannunciato già dal titolo, Pasquale Pecora ha già rassegnato le proprie dimissioni, e il governo di Avis Nazionale ha già inviato tutta la documentazione all’organo di giurisprudenza interna perché venga fatta chiarezza. Ecco il comunicato stampa con le posizioni dell’associazione:

AVIS E LE IENE, IMPEGNO A FARE CHIAREZZA

Ieri sera è andato in onda un servizio del programma televisivo “Le Iene” in cui si è parlato di Avis facendo riferimento ad alcuni episodi avvenuti in Campania.

AVIS Nazionale si dichiara totalmente estranea all’accaduto e ribadisce la correttezza dei propri volontari e collaboratori che operano in tutta Italia.

Pasquale Pecora ha già rassegnato le proprie dimissioni da Vice Presidente nazionale pur dichiarandosi estraneo alle vicende esposte.

Inoltre AVIS Nazionale ha inviato la documentazione al competente organo di giurisdizione interna per le valutazioni e i provvedimenti del caso.

AVIS, i suoi volontari e il Consiglio Direttivo sono i primi danneggiati in questa vicenda e ci sentiamo di rinnovare con ancora più determinazione il nostro impegno quotidiano a favore dei tanti ammalati che necessitano di un bene prezioso come il sangue.

AVIS Nazionale si impegna inoltre a fare immediatamente chiarezza su quanto segnalato e porre rimedio alle irregolarità riscontrate, dandone conto ai propri soci.

Il commento

L’indagine trasmesse a Le Iene Show merita senza dubbio ogni chiarimento, sia attraverso gli organi di controllo interni all’associazione, sia da parte della magistratura ordinaria, ed è molto importante che Avis nazionale abbia già certificato le dimissioni del vice presidente nazionale Pasquale Pecora. Ma ciò che preme sottolineare, mentre la questione sarà approfondita, è che non bisogna assolutamente generalizzare, e pensare che un caso isolato di oscurità possa intaccare il resto del lavoro quotidiano delle associazioni di donatori, che era ed è preziosissimo. Urge dunque ricordare che le associazioni sono sempre composte da uomini, e che il fattore umano può sfuggire alle nozioni di etica e deontologia professionale. Andare a donare resta una priorità civile e un fattore di necessità specie in questi ultimi mesi contraddistinti da cali generalizzati ed emergenze inattese, come West Nile e Chikungunya.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *