La nuova riforma del terzo settore e il sistema sangue

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È di pochissimi giorni fa una notizia accolta con molta soddisfazione da tutto il mondo del volontariato italiano, e di conseguenza dalle principali associazioni di donatori di sangue come Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa: la riforma del terzo settore è quasi completata, grazie all’approvazione definitiva, il 28 giugno 2017, dei decreti attuativi della legge delega, a proposito della possibilità di devolvere alle imprese sociali il 5 per mille, sulla conformazione dell’Impresa Sociale e sul codice del Terzo Settore.

Il fatto nuovo, dunque, è la regolamentazione di un settore che come ha ricordato il ministro Poletti ha numeri cospicui, poiché formato da 300 mila associazioni, un milione di lavoratori e oltre 5 milioni di volontari.

Il fatto che un numero così alto di cittadini impegnati nel sociale ricevano un supporto politico e normativo per migliorare, almeno nel potenziale, il proprio livello di efficienza operativa e per abbattere quella frammentazione innescata dalla normativa precedente, è sicuramente un fattore di grande importanza per raccogliere la sfida al futuro e affrontarlo con ottime possibilità d’innovazione.

Dal punto di vista dell’universo sangue, sul terzo settore si è sempre espresso in modo molto deciso l’ex presidente Avis Vincenzo Saturni, augurandosi a gran voce (l’ultima volta nel suo intervento al World Blood Donor Day svoltosi a Roma http://www.buonsangue.net/eventi/world-blood-donor-day-2017-donatori/) che il terzo settore non fosse aperto al profit. Così è accaduto, giacché le imprese profit potranno partecipare solo in forma limitata e non di controllo.

Così, piuttosto soddisfatto della riforma si è detto il neo presidente Avis Alberto Argentoni, che, come recita il comunicato di presentazione della riforma https://www.avis.it/2017/06/28/riforma-terzo-settore-approvati-decreti-attuativi-su-5-per-mille-e-impresa-sociale-il-commento-di-avis/) sul sito ufficiale Avis ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dell’approvazione della riforma, che permetterà di consolidare e sviluppare l’apporto del Terzo Settore allo sviluppo sociale ed economico della nostra nazione. Siamo consapevoli che il percorso attuativo sarà lungo e richiederà impegno e responsabilità. Apprezziamo che alcune delle nostre osservazioni siano state recepite nel parere approvato dalla Commissione Lavoro del Senato”

Ecco invece, più in dettaglio, i 5 punti approvati attraverso i decreti attuativi:

1) Una nuova definizione di Terzo Settore che consente una più precisa individuazione di chi può farne parte e di chi no, indicando chiaramente, seconda una forma di regolazione generale, quali enti e soggetti possono partecipare alla sua composizione.

2) La predisposizione di un Registro Unico, utile a regolamentare le molte situazioni controverse, opache e poco trasparenti. Il registro sarà gestito su scala regionale pur facendo parte di un’unica piattaforma nazionale.

3) La presenza di una dotazione finanziaria di 190 milioni di euro, per il 60% corrispondenti a incentivi e detrazioni di carattere fiscale, e per il 40% volti a realizzare il Registro nazionale, e a sviluppare il Fondo per i progetti innovativi futuri e il potenziamento del servizio civile.

4) Il Decreto sull’impresa sociale, che regola alcuni aspetti chiave del sistema e amplia i settori di attività delle imprese sociali, allargandole ad ambiti come micro-credito, il commercio equo, l’alloggio sociale, l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e l’agricoltura. Sotto il profilo economico, inoltre, grazie al decreto sarà consentita una parziale e limitata distribuzione degli utili con una minima apertura del terzo settore alle imprese profit (sia pure in forma limitata e non di controllo) o le amministrazioni pubbliche. Per facilitare gli investimenti, si è invece scelta una strada già battuta per le start up innovative, con il 30% di detrazioni fiscali in più in chi decide di investire.

5) Infine il 5 per mille, che i contribuenti potranno devolvere al terzo settore no profit con un iter di erogazione più veloce, diretto e trasparente.

 

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