Inquinamento da PFAS in Veneto, plasmaferesi per monitorare e ripulire migliaia di ragazzi

depositphotos_22788770-stock-photo-water-pollution-in-river-because

Sono ancora piuttosto sottovalutati gli effetti collaterali dell’inquinamento atmosferico dovuto all’immissione nell’ambiente di composti chimici di origine sintetica, chiamati PFAS.

Che osa sono gli PFAS esattamente ce lo spiega il sito dell’ARPAV Veneto (ovvero l’Azienda Regionale per la Prevenzione e Protezione ambientale) http://www.arpa.veneto.it/arpav/pagine-generiche/sostanze-perfluoro-alchiliche-pfas: si tratta di sostanze chimiche che si possono tranquillamente ritrovare in prodotti di uso comune, utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti ma anche per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa.

Proprio lo scopo per cui nascono, fortificare altri prodotti d’uso comune, rende complicato il loro smaltimento ambientale, tanto che gli PFAS sono considerati “inquinanti persistenti” che finiscono per accumularsi nell’ambiente, e soprattutto nelle falde acquifere e nelle acque destinate anche al consumo, con il rischio che entrino di soppiatto nella catena alimentare.

Ma perché questa premessa? Cosa c’entrano gli PFAS con il sangue e soprattutto con il Veneto?

Il Veneto è una delle terre considerate più a rischio per la sedimentazione di queste molecole nell’ambiente, così come testimonia proprio una ricerca dell’ARPAV http://www.arpa.veneto.it/arpav/pagine-generiche/allegati-pagine-generiche/pfas-relazioni-attivita-arpav/Contaminazione_da_PFAS_Azioni_ARPAV_Riassunto_attivita_giu2013_gen2017.pdf, con particolare attenzione per le province venete di Vicenza, Verona e Padova.

Una condizione difficile, di cui ha parlato ampiamente anche La Repubblica http://www.repubblica.it/ambiente/2017/05/15/news/pfas_veneto-165510344/, affrontata con decisione anche dalle istituzioni locali, come dimostra un appello addirittura rivolto al Papa Francesco Bergoglio da parte del sindaco di Lonigo in provincia di Vicenza Luca Restello http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/area-berica/pfas-il-sindaco-%C3%A8-un-disastro-ambientale-1.5530914?refresh_ce#scroll=732.

Restello, dunque, ha parlato di vero e proprio disastro ambientale.

Anche perché i soggetti più colpiti dall’effetto potenzialmente cancerogeno degli agenti inquinanti sono soprattutto i ragazzi, mentre i cittadini che complessivamente rischiano di essere colpiti sono più di 800 mila secondo una ricerca di Greenpeace.

Una condizione difficile e dalle conseguenze imprevedibili, che il sistema trasfusionale tuttavia non sta ignorando e che, anzi, può contribuire ad affrontare. E infatti, notizia di poche ora fa, a partire da metà settembre a metà settembre, negli ospedali di Vicenza e di Padova sarà intrapreso un filtraggio attraverso plasmaferesi per i giovani con alte concentrazioni di PFAS nel sangue, un’iniziativa che potrebbe riguardare migliaia di ragazzi.

Come leggiamo su Vvox http://www.vvox.it/2017/07/23/pfas-filtraggi-per-pulire-sangue/ il filtraggio per mezzo della plasmaferesi sarà ripetuto 6 volte a distanza di 15 giorni, e sarà un servizio gratuito, attraverso il quale il sangue potrà essere ripulito dalla componente liquida in cui sedimentano gli PFAS e infine re-iniettato insieme a una soluzione fisiologica. La speranza collettiva è che l’operazione, al primo caso nel mondo, dia buoni risultati.

Noi di Buonsangue, naturalmente, continueremo a monitorare l’evolversi della situazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *