A Genova un progetto innovativo per i donatori: al via a breve i lavori per la “Casa del donatore di sangue”, un luogo dove raccogliere sangue con qualità e sicurezza 7 giorni su 7

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Un progetto innovativo, volto a favorire la raccolta sul territorio e migliorare i servizi per i donatori, fornendo un ambiente per il dono confortevole e ben organizzato: la “Casa del donatore di sangue”, la prima in assoluto in Italia, sta per nascere in Liguria. Dove? A Genova, nella palazzina ex Q8 della Foce, non lontano da Corso Torino e a ridosso della Fiera.

Il progetto è stato voluto fortemente dalle associazioni di donatori Avis e Fidas, e in particolare da protagonisti da sempre impegnati sul campo nella raccolta sangue come Rita Careddu, presidentessa Avis Liguria, ed Emanuele Russo, presidente regionale Fidas da noi intervistato lo scorso maggio, in occasione del periodo di stallo vissuto dal conto-lavoro proprio in Liguria nella primavera 2017.

La sinergia tra Avis e Fidas, così come le caratteristiche stesse del progetto, fanno della “casa del donatore di sangue” di Genova un progetto assolutamente innovativo, destinato, si spera, a essere ripetuto altrove.

Il Comune di Genova offrirà la palazzina in uso gratuito alle associazioni, che avranno il compito di seguire il progetto di ristrutturazione con i costi interamente a loro carico, con la possibilità tuttavia di associarsi a ulteriori sponsor esterni. Con certezza, la struttura vanterà il centro di raccolta di sangue e plasma, un spazio dedicato agli uffici, un auditorium e un parcheggio destinato ai donatori affinché il dono possa avvenire con le migliori premesse e il maggior comfort possibile.

Naturalmente, perché tutto sia pronto, servirà ancora tempo. Dal momento in cui i lavori inizieranno (si attende il via libera della Sovrintendenza e la risoluzione del problema che riguarda l’attuale occupazione della palazzina da parte di alcuni richiedenti asilo), i tempi previsti per il completamento sono di circa 3 o 4 anni.

Ma cosa possono aspettarsi le associazioni da un progetto come questo?

Sicuramente lo scopo primario di Avis e Fidas è creare un luogo aperto sette giorni su sette che possa facilitare raccolta sangue, invertendo almeno sul territorio ligure il trend negativo degli ultimi anni. L’idea di fondo, espressa da Russo e dalla Careddu, è la metamorfosi dell’approccio stesso al dono da parte dei donatori che deve evolversi dal donare “se si può e quando si può” al donare “quando serve e dove serve”.

Un insegnamento non di poco conto, che è la base per tenere sempre occupate le 12 postazioni di prelievo che saranno predisposte, e dove siederanno, si spera, tantissimi donatori delle nuove generazioni.

 

 

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