Forti carenze generalizzate a giugno e luglio. I dati del CNS e i titoli a effetto dei media italiani

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Quando c’è da sottolineare l’assenza di sangue, i media e i grandi giornali italiani non falliscono mai. Il titolo a effetto è un piatto sempre ricercato nel menu dell’informazione quotidiana.

Negli ultimi giorni, sia la Repubblica, con un pezzo a firma di Michele Bocci pubblicato il 31 luglio http://www.repubblica.it/salute/medicina/2017/07/31/news/mancano_mille_sacche_di_sangue_al_giorno_a_rischio_interventi_e_terapie-172044962/, sia il Corriere della Sera, sempre lunedì 31 con un articolo della redazione salute http://www.corriere.it/salute/17_luglio_31/carenza-sangue-scorte-picco-servono-donazioni-tutte-regioni-bc7ea002-75e6-11e7-bcc9-f72f41c1edd8.shtml, hanno sostanzialmente ripreso un comunicato del Centro Nazionale Sangue in cui emergono le forti carenze di sangue registrate negli ultimi due mesi, giugno e luglio, nella maggior parte delle regioni italiane.

Tutto giusto, senza dubbio.

Informare sulle carenze è un servizio di assoluta importanza che anche noi di Buonsangue facciamo regolarmente, di settimana in settimana, provando a segnalare anche tutte le raccolte speciali sul territorio e le campagne che possono essere utili a diffondere la cultura del dono per ovviare, o quantomeno provare a ridurre, le carenze strutturali della raccolta che d’estate emergono sempre con più forza.

Dai grandi giornali nazionali, e dalla televisione, tuttavia, sarebbe lecito aspettarsi un approccio all’argomento sangue un po’ diverso, non solo strettamente legato alle contingenze e alla casistica offerta dall’attualità.

Servirebbe piuttosto un intervento più a largo raggio, di visione, con la costanza di parlare del tema sangue più di frequente, magari ogni settimana, pensando alla condivisione agevolata delle campagne pubblicitarie, per aiutare la cultura del dono a imporsi nel lungo periodo come un patrimonio collettivo che fa parte del dibattito pubblico. Evitando di affidare, dunque, questo compito difficile esclusivamente alle associazioni di volontari, che non sempre posseggono strumenti di diffusione adeguati.

Vedremo se accadrà in futuro, le occasioni di confronto su questo aspetto non mancheranno. Ma intanto, tornando ai dati degli ultimi due mesi pubblicati dal Centro nazionale sangue emerge che è necessario aumentare la raccolta nelle prossime settimane per evitare che la rete trasfusionale italiana rischi di non essere in grado di assicurare i livelli di assistenza essenziali in fatto di medicina trasfusionale.

Solo qualche giorno fa abbiamo pubblicato i dati sugli obiettivi del programma di autosufficienza ematica 2017 http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/programma-autosufficienza-2017-gli-obiettivi/, con le proiezioni di raccolta in cui il calo storico del periodo estivo a giugno e luglio è certamente compreso, a causa delle ferie e delle strade affollate che aumentano le percentuali di incidenti.

Tuttavia è bene lavorare molto affinché le aspettative del programma di autosufficienza vengano rispettate, giacché oggi, I dati sistema SISTRA, parlano di carenze vicine anche alle 1000 unità al giorno (record il 4 luglio con richieste inserite per 1130 unità). Come i lettori di Buonsangue sanno bene, le maggiori difficoltà riguardano il centro-sud: Lazio, Abruzzo e Basilicata sono le regioni con maggiori necessità, insieme a Sicilia e Sardegna che storicamente presentano un numero mediamente maggiore di pazienti talassemici.

Tutti a donare dunque. Buonsangue come sempre provvederà nei prossimi giorni a raccontare l’Italia che dona, con le carenze più attuali e le donazioni speciali. Insistendo sul nostro monito che è sempre lo stesso, specie in vista della pausa d’agosto e del solleone: prima donare, poi partire.

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