Come evitare carenze durante le epidemie influenzali. La proposta del Cns: offrire il vaccino ai donatori

cover-vaccino-2017

 

Il tema del plasma, inteso come raccolta e invio al frazionamento industriale per ottenere poi i farmaci plasmaderivati in grado di curare patologie gravi come l’emofilia, è sicuramente tra i più importanti in assoluto e per Buonsangue è un argomento costantemente in evidenza.

Ecco perché nelle ultime settimane abbiamo chiesto più volte al Centro nazionale sangue di essere puntuale ed efficiente sulla pubblicazioni dei dati di raccolta regione per regione e sui dati di invio alle industrie farmaceutiche, ed ecco perché cerchiamo di informare il più dettagliatamente possibile i nostri lettori su tutte le vicende legate alle gare pubbliche dei vari raggruppamenti regionali.

Oggi 20 gennaio, a Verona, va in scena il convegno dal titolo “IL MODELLO ITALIANO DELLA DONAZIONE DI SANGUE, AUTOSUFFICIENZA ED ETICA SEMINARIO SUL CONTO LAVORAZIONE DEL PLASMA IN ITALIA ALLA LUCE DEI NUOVI ACCORDI INTERREGIONALI PLASMA”, un confronto di assoluta importanza per fare il punto sul modello italiano, un modello seguito e apprezzato in tutto il mondo, e capire a che punto siamo a livello di sistema in termini di raggiungimento dell’autosufficienza nazionale attraverso il rispetto dei principi etici.

Noi di Buonsangue ci siamo, e come sempre vi proporremo nei prossimi giorni un report completo del convegno.

Questo, intanto, il programma della giornata di lavori:

seminario

Intanto il Centro nazionale sangue comunica i numeri relativi alle carenze della scorsa settimana, quella più complicata. Sono mancate circa 1300 sacche, creando problemi a molti ospedali costretti a rimandare gli interventi non urgenti.

Sulla bacheca Sistra – ha scritto il Cns nel suo comunicato di ieri 19 gennaio – su cui le Regioni formulano le richieste, sono state segnalate carenze tutti i giorni, con il picco il 13 quando sono state richieste 1315 sacche da Puglia, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Piemonte. Già il 12 le richieste erano sopra le mille unità, e il 14 sono leggermente scese a 1197.

“Le carenze all’inizio dell’anno, che seguono le eccedenze di raccolta subito prima di Natale, non sono una novità – afferma Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Cns -. Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo offrire la vaccinazione anche ai donatori, come già avviene ad esempio in Emilia Romagna, potrebbe contribuire a mitigare il problema”.

Ma come evolve la situazione?

Questa settimana, sempre secondo la bacheca, si è partiti con 922 sacche richieste lunedì che sono andate diminuendo fino alle 275 di ieri. “Al momento il lieve calo del numero dei casi che si è avuto la scorsa settimana ci fa sperare che il picco sia stato raggiunto, ma è presto per trarre conclusioni – sottolinea Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità -. L’entità dell’epidemia è ogni anno imprevedibile, e il vaccino è l’unico strumento di cui disponiamo per la prevenzione”.

Ed ecco, allora, la notizia: offrire il vaccino ai donatori seguendo le politiche già in atto in Emilia Romagna (come in foto d’apertura) potrebbe essere una misura utile a non ritrovarsi di nuovo nell’identica situazione il prossimo anno. Un’idea che ha registrato immediatamente il consenso di Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas e coordinatore Civis:

 “Offrire l’opportunità della vaccinazione al milione e 800mila donatori periodici e associati del sangue – afferma Aldo Ozino Caligaris, Coordinatore pro tempore CIVIS – significa, come già accaduto nel 2009 in occasione della pandemia influenzale da virus A/H1N1, poter meglio garantire la continuità della disponibilità delle donazioni, sulla base di una necessaria e puntuale programmazione, considerando che i donatori di sangue sono a tutti gli effetti operatori del SSN.

Ecco un proposito che ci auguriamo diventi presto realtà.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *