Dal primo dicembre sono sospese le misure speciali sul West Nile virus: ecco i numeri del 2018

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Il grande freddo dicembrino non ha solo indicazioni negative: tra i benefici che porta, al di là delle opinioni soggettive dei meteoropatici, c’è sicuramente la temporanea scomparsa delle zanzare, e di conseguenza del loro ruolo come agente di diffusione di virus pericolosi come il West Nile.

Per tutto il periodo estivo, l’Istituto superiore di Sanità, in collaborazione con il Centro nazionale sangue, hanno operato in modo costante per monitorare la situazione ogni giorno, per stabilire di conseguenza quali misure fossero le più corrette e offrire settimanalmente i bollettini con le statistiche aggiornate, interamente disponibili qui: http://www.epicentro.iss.it/problemi/westNile/bollettino.asp.

Il 27 giugno scorso era stato varato il Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu – 2018, bibbia per la sorveglianza epidemiologica sul territorio nazionale, e poiché come sancisce la circolare del Centro nazionale sangue del recente 27 novembre 2018 non risultano segnalazioni di ulteriori casi di West Nile Virus che abbiano contemplato casi umani dopo il 31 ottobre, le misure speciali sono sospese a partire dal primo dicembre, fatta eccezione per quella che riguarda i viaggiatori in Usa e Canada (per i quali resta attiva la sospensione per 28 giorni al dono a partire dal loro rientro). L’ultima segnalazione, con la tabella sinottica del 16 novembre scorso in figura 1, aveva riguardato invece la Serbia.

Tabella sinottica 16.11.2018

Fig.1

Ma quali sono i numeri del 2018?

Li possiamo contemplare grazie alla figura 2: 577 sono i casi umani totali confermati, di cui 230 si sono verificati nella forma più grave, quella neuro Invasiva. Come sempre, le regioni del Nord Italia, nell’area padana e attraversata dal fiume Po’ sono le più colpite, come dimostrano i 100 casi di WNV più gravi che riguardano l’Emilia Romagna.

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Fig. 2

In figura 3 invece possiamo vedere come, di questi 230 casi gravi, ben 121 abbiano riguardato persone sopra i 75 anni di età. 42 sono invece i casi di malati deceduti, per la stragrande maggioranza nella fascia di persone più anziana, a testimonianza che le maggiori accortezze devono essere prese proprio per la popolazioni over 75. Infine, in 68 occasioni il WNV ha colpito donatori di sangue impedendo loro di andare temporaneamente a donare.

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Fig. 3

Ci sarà tempo, adesso, per prepararsi al 2019, prendendo tutte le misure necessarie per cercare di contenere i contagi ancora con maggiore efficacia, e per massificare l’utilizzo del test WNV NAT “quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate”, così come ha ricordato in questi mesi il Cns. Salvaguardare la raccolta sangue e la sicurezza, in tutti i periodi dell’anno, nel nome dell’autosufficienza, è sempre la principale priorità.

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